LEGA SOTTO IL 5%, SALVINI A CACCIA DI CONSENSI ORA COPIA ( E PURE MALE) LE PROPOSTE DEL PD
DALLA TASSAZIONE DEGLI EXTRAPROFITTI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE PER GLI STUDENTI: A SALVINI SERVONO ANNUNCI PERCHE’ POI NON SA SPIEGARE CON QUALI SOLDI REALIZZARLI
La Lega è in evidente difficoltà e Matteo Salvini corre ai ripari. Negli ultimi sondaggi politici sulle intenzioni di voto, il Carroccio ha fatto registrare l’ennesimo segno meno. La novità è però che nella rilevazione di Bidimedia il partito di Salvini è sceso addirittura sotto il 5%, al 4,8%, segnando un nuovo record negativo. Che fare dunque?
Il leader della Lega in queste settimane sta concentrando le sue energie sui dossier che riguardando i trasporti, caro carburanti in testa. Ma lo sta facendo prendendo spunto da proposte che sono state già avanzate dalle opposizioni, in particolare del Pd, e che non sono state mai state prese in considerazione dal governo.
Parliamo per esempio del tema della tassazione degli extraprofitti per trovare risorse utili a finanziare i provvedimenti strutturali annunciati, come il bonus benzina, a sostegno delle categorie più svantaggiate. Salvini ha fatto sua una richiesta avanzata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che ha chiesto più volte all’esecutivo di tassare subito gli extraprofitti delle società energetiche per finanziare gli interventi straordinari necessari a ridare fiato a famiglie e imprese. In questi giorni il ministro dei Trasporti è particolarmente attivo sul tema, in polemica con l’alleato Antonio Tajani, nettamente contrario a una tassazione di questo tipo per reperire risorse contro l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio.
A questo proposito ricordiamo anche la lettera che l’Italia ha inviato a Bruxelles, insieme ad altri 5 Paesi, per chiedere una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario per le compagnie petrolifere. Ebbene la Commissione Ue ha respinto subito quest’ipotesi, spiegando che tassare gli extraprofitti è competenza degli Stati membri, che possono quindi intervenire da soli in base alle legislazioni nazionali. A questo punto il governo Meloni non avrebbe più alibi.
Tassare gli extraprofitti, perché il governo non passa dalle parole ai fatti
Salvini, lo abbiamo visto, è in enorme difficoltà, e mentre cerca di recuperare popolarità si lancia su uno dei temi che più sta a cuore agli italiani, l’aumento dei costi della benzina, ormai arrivata stabilmente sopra i 2 euro al litro. Ma perché allora il governo continua a varare provvedimenti tampone, invece di usare la la flessibilità europea per finanziare gli investimenti nel trasporto pubblico locale? In modo timido Salvini lo ha detto dal palco del Meeting di Rimini, sottolineando di aver chiesto il ministro dell’Economia Giorgetti, che tra l’altro fa parte del suo stesso partito, di usare la flessibilità che Bruxelles ha accordato in deroga ai vincoli del Patto di stabilità per l’energia (pari a 14 miliardi) per proporre misure per incentivare il trasporto pubblico locale. Si tratta però soltanto di annunci.
“In questi ultimi quattro anni in cui Salvini è sempre stato più attento al taglio del nastro più che ai problemi reali delle persone. Ultimamente, trovandosi sotto assedio politicamente, si è rilanciato come ‘uomo del fare’, impegnato sui dossier del suo ministero. Ma esiste una sola cosa peggiore del non fare nulla, ed è il fare male”. Ha commentato a Fanpage.it il deputato Andrea Casu, vicepresidente della commissione trasporti della Camera. Quindi, se ora vuole mettere in campo proposte su cui in questi anni non ci ha ascoltato, lo faccia ma lo faccia fino in fondo. Salvini non può limitarsi a dire che vuole tassare gli extraprofitti, tassi gli extraprofitti. Dopodiché faccia una seria la battaglia per usare i fondi della flessibilità Ue per la sicurezza energetica anche per il trasporto pubblico locale”.
Trasporto gratis per studenti: senza nuovi fondi è un annuncio vuoto
La strategia di sopravvivenza di Salvini per gli ultimi mesi prima del voto contempla promesse irrealizzabili da propaganda elettorale. Come abbiamo visto in questi giorni il ministro ha palesato l’intenzione di rendere il trasporto pubblico locale gratis per tutti i minorenni. Il Pd però gli ha fatto notare che un anno fa è stata depositata in Parlamento una proposta di legge, messa nero su bianco dall’onorevole Casu, dai dem Misiani, Casella e dal coordinamento circoli trasporti del Pd, che non è stata mai calendarizzata, e che renderebbe i trasporti scontati per studenti under 25 e per fuori sede.
Non è possibile occuparsi di gratuità del trasporto pubblico locale se prima non vengono messe risorse in questo settore. “In questi anni il governo ha tagliato le risorse, per scaricare il problema sugli enti locali e sulle Regioni. Ma ormai la situazione non tiene più”, ha detto Casu a Fanpage.it.
“A Roma per esempio il sindaco Gualtieri ha portato a 50 euro annui l’abbonamento annuale per gli under 19. Se Salvini finalmente vuole cominciare a seguirci lo aspettiamo, ma venga in Parlamento a spiegarci come vuole attuare concretamente le misure. Perché quello che è indispensabile è un intervento nazionale che finanzi in maniera strutturale e permanente il settore. Senza soldi la gratuità obbligatoria per i minorenni che propone Salvini produrrebbe l’effetto di un nuovo taglio alle entrate, con conseguente riduzione di servizi o aumento di costi di biglietti per gli altri cittadini”.
Eurostat nel 2026 ha certificato che in Italia 7 persone su 10 non utilizzano mai il trasporto pubblico locale. Contemporaneamente l’indice di motorizzazione ha superato 70 auto ogni 100 abitanti. La Società Italiana di Medicina Ambientale stima che ci sono 34 miliardi di euro annui di costi legati al traffico veicolare e all’inquinamento atmosferico. Istat dice che gli incidenti che avvengono sulle nostre strade producono un costo sociale pari a 23 miliardi. “Sommati fanno 57 miliardi, tre volte l’ultima manovra finanziaria, che noi ogni anno bruciamo nel traffico, nelle lamiere, nel sangue, sulle nostre strade. Per cui investire nel trasporto pubblico sarebbe un fortissimo investimento per il bilancio dello Stato: vorrebbe dire ridurre drasticamente questi costi”, ha detto Casu.
Sulla sicurezza Salvini non ascolta sindacati e lavoratori: zero tutele per il Tpl
In seguito all’omicidio del capotreno trentaquattrenne Alessandro Ambrosio, accoltellato a morte alla stazione di Bologna nel gennaio 2026, il decreto Sicurezza ha introdotto una stretta penale a tutela del personale ferroviario, una misura fortemente voluta dalla Lega di Matteo Salvini. In pratica è stato integrato l’articolo 583-quater (che punisce le lesioni personali commesse nei confronti di specifici soggetti nell’atto o a causa dell’adempimento delle loro funzioni o del loro servizio) con due nuove categorie protette: in caso di aggressione a dirigenti e docenti scolastici e personale ferroviario si rischiano fino a sedici anni di reclusione.
C’era però già pronto un protocollo per la sicurezza del personale dei trasporti e dei passeggeri, avviato nel 2022 durante il governo Draghi, che prevedeva che sindacati, imprese e ministeri identificassero modifiche normative e organizzative, con l’obiettivo di evitare aggressioni ad autisti, controllori e utenti. “Il governo dopo la tragedia di Ambrosio ha approvato alcune misure chieste da sindacati e imprese nel protocollo siglato nel 2022, e che da tempo come Pd chiedevamo al Parlamento di adottare, addirittura con un impegno, votato anche dalla maggioranza, di una mozione in aula calendarizzata su richiesta della capogruppo Braga e del gruppo Pd nel maggio 2024”, ha detto Casu a Fanpage.it.
“Anche stavolta però l’impegno è stato accolto dal governo a metà”. Il deputato dem si riferisce per esempio alla richiesta avanzata dal Pd di garantire a chi è in prima linea per il diritto alla mobilità le stesse tutele dei lavoratori della sanità. “Invece di recepire il messaggio hanno tagliato fuori i lavoratori del trasporto pubblico locale, intervenendo solo sulle ferrovie. Ma una volta riconosciuto il principio – ha osservato Casu – perché non accogliere integralmente tutte le richieste? Invece il governo continua a dividere i lavoratori del trasporto in cittadini di serie A e di serie B”.
(da Fanpage)
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