CACCIARE RANUCCI E SPACCARE I GIORNALISTI: FILO DIRETTO RAI-FRATELLI D’ITALIA
RANUCCI OUT CON UN REPORT “COMMISSARIATO”, CONDUTTORE NUOVO CHE SARA’ SOLO CONDUTTORE E CAPO DEGLI AUTORI ESTERNO… ADDIO INCHIESTE SUI POTENTI, MUSERUOLO ALLE INCHIESTE SCOMODE AL GOVERNO
Ai piani alti della Rai la convinzione è quella di riuscire a chiudere con successo
“l’operazione Report” tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Perché la questione ha un doppio corno. Prima verranno sottoposte a Sigfrido Ranucci tre offerte per un suo possibile ricollocamento, nella comunicazione con cui gli verrà notificato che non sarà più lui a condurre la trasmissione. Poi si metterà mano a quello che è temuto come un “commissariamento”: il nuovo capo degli autori sarà un esterno alla squadra di Ranucci (è stata sondata a più riprese la giornalista Raffaella Pusceddu), ma gli innesti non si fermeranno a questo. Di qui il timore della redazione ossia che, al di là di Ranucci, l’obiettivo sia quello di cambiare il format stesso di Report, per come è stato fin qui, in quanto sgradito al governo: chi avrà l’ultima parola sulle inchieste da mandare in onda nella stagione che partirà a novembre? E chi sarà il nuovo volto di Report? Di sicuro, a differenza di Ranucci, avrà solo il ruolo di conduttore.
Ma occorre innanzitutto mettere il primo tassello. Ieri in via Alessandro Severo nel corso di una riunione dell’ad della Rai Giampaolo Rossi con il capo del personale Felice Ventura e il direttore dell’ufficio legale Francesco Spadafora sono state passate in rassegna le ipotesi sul futuro impiego del giornalista, nella speranza di un lieto fine come nel caso di Giuseppe Carboni: rimosso a giugno da Rai Parlamento per fare posto alla sua vice Francesca De Martino (nome gradito a Fratelli d’Italia), avrebbe accettato la proposta di andare a dirigere la scuola di giornalismo di Perugia. Ma nel caso di Ranucci la strada è tutta in salita, e non solo perché il giornalista è intenzionato a resistere, come ha fatto capire ieri via social. “In queste ore e in questi giorni i vertici Rai sono al lavoro per il mio allontanamento da Report”, ha scritto riferendosi alla riunione di ieri sul suo futuro professionale.
Le offerte da proporgli che siano a prova di denuncia da demansionamento non sono molte, e del resto quelle che sono state vagliate devono misurarsi anche con un altro fattore che è emerso ieri. Ossia il parere dei direttori delle testate interessate dal suo spostamento, fin qui interpellati da Giampaolo Rossi. “Siamo pronti ad accoglierlo a braccia aperte, naturalmente. Però il posto di Ranucci è a Report” è il senso di quanto riferito dal direttore del Tg3, Pierluca Terzulli, all’ad.
Dunque la strada non sembra spianata, anche perché la Rai ha già deciso che la stagione di Ranucci a Report è conclusa. Ma quando gli comunicherà il passaggio ad altro incarico (mettendo sul piatto almeno tre ipotesi congrue rispetto alla sua qualifica e al ruolo che attualmente ricopre) dovrà fare cenno pure a quali ne siano le motivazioni. E qui il ragionamento corre sul filo della logica. “La questione è che non basta individuare un incarico, seppure formalmente, equivalente a Report. La parte più difficile è la motivazione dello spostamento. Se lo mandano via per ragioni, diciamo così, di affidabilità per i suoi rapporti con Valter Lavitola, perché dovrebbe ridiventare affidabile in un altro impiego?” riferiscono fonti interne alla Rai, per poi concludere: “Se invece non gli verrà rinfacciato nulla di tutto questo, come si giustifica la decisione di toglierlo dalla guida del suo programma?”. Dall’altra parte c’è pure chi invoca nella sostituzione di Ranucci esclusivamente ragioni di opportunità “nell’ottica di trovare una soluzione editoriale e mandare avanti il glorioso marchio di Report, uno dei fiori all’occhiello della Rai”.
Chi ci lavora però brancola nel buio da settimane. Ieri i due “rappresentanti” della redazione, Giorgio Mottola e Giulio Valesini, hanno incontrato in via Teulada il capostruttura Luigi Pompili: gli hanno detto le loro preoccupazioni e che vogliono continuare a collaborare perché si giunga a soluzioni condivise. Insomma, niente invasioni di campo, con commissari esterni che decidano sulle inchieste e né nomi, per quanto riguarda la scelta del conduttore, piovute dall’alto. Ma l’incontro con il direttore della direzione Approfondimenti Paolo Corsini è previsto solo per i primi giorni di settembre. Quando, almeno nei piani dell’ad Rossi, i giochi saranno ormai fatti.
(da agenzie)
Leave a Reply