Maggio 8th, 2008 Riccardo Fucile
IL CAMBIAMENTO PUO’ ATTENDERE: TRA UOMINI DI PESO E MEZZE CALZETTE
Dopo settimane di estenuanti trattative tra i partiti, nomi che andavano e venivano
ogni giorno, mediazioni e irrigidimenti, bombardieri libici e italiche beghe, Silvio Berlusconi ha varato finalmente il suo nuovo Governo a cui formuliamo i migliori auguri, nell’interesse del popolo italiano.
Detto questo, non si può sottacere il disagio che l’elettore di Centrodestra ha provato nell’ascoltare la lista dei ministri prescelti. In primo luogo perchè c’era stato un impegno a limitarsi a 12 ministri in totale, massimo 16 tra quelli con portafoglio e senza. Siamo arrivati a 21 ( 12 “con” e ben 9 “senza”). In campagna elettorale era stato un fiore all’occhiello questa promessa che avrebbe denotato un reale ” cambiamento ” di marcia nel “modo di fare politica”, alla fine siamo tornati al solito “manuale Cencelli” tra pesi e contrappesi delle varie componenti, in puro stile “ancièn regime”.
Ricordiamo che avrebbero dovuto esserci due vicepremier, ad es, poi dato che AN ne reclamava un terzo, sono stati tutti azzerati: non è stata una bella pagina, diciamola con la consueta franchezza. Secondo dato grave, a nostro parere, che al di là di qualche nome “qualificante” e di peso, come Tremonti e Brunetta, Bossi e Maroni,
Letta e Scajola ad es., indubbiamente competenti,si è bucata completamente la casella “giustizia”.
Di fronte a candidature rilevanti come quelle di Pera, di Mantovano, della Buongiorno che avrebbero goduto della necessaria credibilità giuridica, alla fine si è arrivati al 39enne avvocato agrigentino Alfano, di cui è nota solo la carica di coordinatore di Forza Italia in Sicilia. La rinuncia a personalità forti a favore di un “uomo di fiducia”, per di più siciliano e di scarsa esperienza, favorirà le solite accuse di “conflitti di interesse, di amicizie con Dell’Utri” e compagnia cantando. Continua »
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Aprile 28th, 2008 Riccardo Fucile
IL COLONNELLO PERDE IL PARTITO MA TROVA IL POPOLO ROMANO CHE LO INCORONA GENERALE…
Scriviamo questo brevo commento mentre è ancora in corso a Roma lo spoglio delle
schede per l’elezione del successore di Walter Veltroni al Campidoglio: Si profila un netto successo del candidato del Centrodestra Gianni Alemanno che pur partiva con 5 punti di distacco da quello del Centrosinistra Francesco Rutelli. Ora il distacco pare sia di circa 5 punti, ma a favore di Alemanno che sarà quindi eletto Sindaco della Capitale.
Un successo che ha una serie di motivazioni che cerchiamo di sintetizzare.
1) La Sinistra Veltroniana si è sfasciata completamente, lasciando “il re nudo” con la sua corte di artisti, saltimbanchi, benestanti, registi, miliardari, ballerine, mantenute d’alto bordo, nani e mangiafuochi: il film è finito e il popolo romano ha scritto impietosamente “the end” a una gestione fallimentare della città e dei suoi problemi reali, delle sue periferie degradate e dei quartieri abbandonati. Se qualcuno ha pure remato contro, per mettere in difficoltà Veltroni, lo si saprà a breve, certamente risalgono le quotazioni di Bersani e dell’apparato dalemiano, pronto alla restuarazione diessina.
2) Il Centrodestra al ballottaggio a Roma si è presentato unito e ha vinto, grazie anche all’appoggio determinante e dichiarato di Storace e Baccini e a quello sottointeso dell’Udc. Questo nonostante qualcuno avesse cercato anche questa volta di “emarginarli”, con l’unico scopo di nascondere la propia strategia “ad escludendum”. Continua »
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Aprile 17th, 2008 Riccardo Fucile
GIA’ SI LITIGA SUI POSTI ….MA NON DOVEVA ESSERE TUTTO DIVERSO? SENZA CASINI….I SOLITI CASINI ?
“Si profilano tempi duri” ha annunciato Silvio Berlusconi, alla luce della situazione
economica internazionale, con una inflazione al 3,6% e i conti dello Stato boccheggianti. Come sempre. Finito il tempo delle promesse elettorali, sia sue che di Veltroni, gli Italiani tornano alla dura realtà e il futuro Presidente del Consiglio mette il freno alla demagogia che aveva impazzato per un mese.
Ieri mattina si era lasciato anche sfuggire un “Oggi andremo fino in fondo, individueremo ministri e sottosegretari”, ma all’ora di pranzo i commensali gli avevano già fatto cambiare idea. Il primo vertice di maggioranza che avrebbe dovuto “scegliere” 12 ministri ( e 48 sottosegretari) si è concluso con un nulla di fatto. Fini il giorno prima aveva già annunciato che voleva 4 ministeri, a pranzo Bossi ne ha chiesti 4 più la presidenza della Lombardia, Lombardo ( che si è autoinvitato) ha detto che ne vuole almeno 1… al povero Silvio che già ne deve piazzare 8 dei suoi ( tra cui le famose 4 donne) i conti non tornavano più.
La dichiarazione di Fini, uso media, ” Faremo un governo secondo logiche meritocratiche e non di partito” strappa qualche sorrisetto ironico alla platea, mentre Bossi annuncia “non si è concluso nulla, torno a casa”. Continua »
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Aprile 16th, 2008 Riccardo Fucile
AN PERDE IL 30% DELL’ELETTORATO, LA SANTANCHE’ SI PERDE PER STRADA, CHI E’ FUORI DI… MELONI PERDE LA PAZIENZA, GASPARRI NON PERDE L’ARROGANZA…
In un vecchio film in bianco e nero, un impettito e impareggiabile Vittorio De Sica, elegante e altero, in mezzo al traffico della capitale, avuto la notizia della nomina eccellente, sfodera una battuta rimasta nella storia del cinema neorealista del dopoguerra: ” Mi hanno fatto ministro, vado a prendere il tram”.
Nella Roma dei nostri giorni, si aggirano tre caratteristi di indubbio successo che, sotto l’attenta guida di un regista dalla cravatta rosa e dallo sguardo gelido, prossimi alla medesima nomina, dichiarano: ” Ci hanno fatto ministri, aspettiamo l’auto blu”.
Una volta ” li mandava Picone”, oggi “li manda Gianfri”, quello che per due di loro al bar ” era malato e non capiva un cazzo”. Fini estrasse in quel caso il cartellino rosso e li squalificò per qualche turno, ma ora Ignazio La Russa e Altero Matteoli, unitamente a Gianni Alemanno, sono prossimi all’investitura. Il generale ha portato i colonnelli al momento del “realizzo”, poco importa che l’esercito non ci sia più, che molti soldati siano trapassati. Continua »
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Aprile 15th, 2008 Riccardo Fucile
” MENO MALE CHE PRODI C’E'”: ABBIAMO FATTO IL POSSIBILE, MA SIAMO RIUSCITI A NON PERDERE…TUTTI AL CENTRO E PEDALARE…IL BOLLO AUTO VALE BENE UNA MESSA A SUFFRAGIO ( DEI VALORI SCOMPARSI)
Sono 507, tra deputati e senatori, i nuovi parlamentari del PdL che si alzavano in questi giorni il mattino e, davanti allo specchio del bagno, nell’atto di farsi la barba, canticchiavano il nuovo mirabile inno del Pdl ” Meno male che Silvio c’è…” . Poi passavano davanti al comò e sostavano in preghiera davanti all’immagine sacra di Silvio, rinnovando la candelina votiva, da buoni miracolati della politica quali essi sono. Da oggi hanno aggiunto un ex voto nella bacheca con la foto di Romano Prodi, a perenne memoria di una vittoria che il premier bolognese, in due anni di misure impopolari, ha consegnato al PdL e alla Lega. Di più non avrebbe potuto fare, in effetti, riducendo l’Italia a un immondezzaio ( non solo morale e virtuale), con la tassazione più alta d’Europa, la criminalità dilagante e i prezzi alle stelle.
Il PdL ha fatto il possibile per perdere anche queste elezioni, ma non c’è riuscito, glielo ha impedito il popolo italiano: gli ha consegnato 30 senatori di vantaggio al Senato, per scongiurare un inciucio che si sentiva nell’aria, quasi a dirgli ” Ora governa e dimostraci che sai cosa fare”, non ci sono più scuse, si tratta dell’ultima chanche.Non potrà trincerarsi dietro “margini risicati”, ” Casini me lo ha impedito”, ” la situazione internazionale non lo permette”. Continua »
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Aprile 11th, 2008 Riccardo Fucile
ELEZIONI: CI SARANNO DELLE SORPRESE
La “lunga marcia” elettorale sta terminando, dando la parola (e il voto) ai cittadini, che poi è quella che conta. Tutto il resto, i sorrisi (tanti) e le accuse (poche) reciproche, che si sono scambiati i contendenti, resteranno nella cronaca politica di questa nostra tormentata Repubblica.
Ognuno di noi deciderà in coscienza a quale partito o a quali uomini dare fiducia, sperando non sia mal riposta, come spesso accade. Alcuno voteranno “il meglio”, molti il “meno peggio”, altri eviteranno anche di esprimersi. Un primo dato su cui siamo pronti a scommettere sarà un aumento della percentuale dei non votanti, delle bianche e delle nulle, conseguenza inevitabile dell’arroganza della Casta politica nei confronti del cittadino comune, sempre meno rappresentato e sempre più disgustato dalle valanghe di promesse elettorali che non trovano quasi mai un successivo riscontro.
Un secondo segnale che perverrà dalle urne, a nostro parere, sarà il rifiuto, da parte di una percentuale di elettori superiori al previsto, della logica ” di aggregazione forzata alle due coalizioni”, come se il “voto utile” fosse solo quello dato al PdL o al PD. I partiti minori verrano premiati più di quello che si pensi, proprio perchè l’Italiano non ama sentirsi “costretto” a scelte forzate. Continua »
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Marzo 20th, 2008 Riccardo Fucile
BEI TEMPI
Sono le 5.30 di domenica mattina…e sto pensando e ricordando. Ricordo altri periodi, altri momenti…ricordo i “bei tempi”
Bei tempi quando eravamo nel MSI e rischiavamo per le nostre idee…sì, bei tempi. Mi ricordo che a Montepulciano, in periodo elettorale, il Preside Nocilla si sedeva al bar del Marzocco e cercava di convincere le persone di destra che passavano ad andare a firmare le liste presso lo studio notarile di fronte. Tutte le volte era difficile trovare gente disposta a candidarsi per le amministrative…non c’era niente da guadagnare, anzi. E, chi lo faceva, lo faceva esclusivamente “per fede”. Sì, bei tempi!
Bei tempi quando volevano “sciogliere il MSI”…e noi ci incazzavamo…allora…e chi avrebbe mai ipotizzato che a scioglierci avrebbe pensato proprio colui che Almirante avrebbe imposto come suo successore.
Bei tempi quando dicevano che i nostri voti non servivano a niente, che erano “in frigorifero”…
stessa frase che viene adesso rivolta a chi vuole votare per altri partiti di destra.
Bei tempi quando gli esponenti del MSI alla televisione non dovevano parlare…mentre adesso abbiamo politici che parlano anche a sproposito.
Bei tempi quando i nostri giovani venivano nelle sedi del movimento per “fare qualcosa di utile per l’idea” e non per ottenere qualcosa. Continua »
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Marzo 14th, 2008 Riccardo Fucile
CASO CIARRAPICO: ANTIFASCISMO MILITANTE, MILITONTI E MILITI IGNOTI
Prendiamo spunto dal “caso Ciarrapico” per cercare di offrire ai nostri lettori qualche riflessione sul dipanarsi di una polemica sinceramente di scarso rilievo, ma che ha toccato qualche “nervo scoperto” e che pertanto merita un piccolo approfondimento “fuori sacco” come nostro costume.
Come sapete, Berlusconi ha deciso di candidare l’editore Giuseppe Ciarrapico, già amico di Almirante e braccio destro di Andreotti, in Lazio per il Popolo della Libertà . L’uomo di affari abruzzese, in un’intervista a “Repubblica”, dichiara di esser sempre stato fascista, magari a modo suo, visto le frequentazioni che aveva in tanti ambienti.
In realtà la sua adesione al fascismo è sempre stato più un fatto feticistico sentimentale che sostanziale, più una ostentazione provocatoria che una militanza. Il “Ciarra”, come lo chiamano a Roma, ha sempre distinto fede e affari, in nome dei quali ad es. ha fatto da mediatore tra Mondadori e il gruppo Repubblica, anni fa, per la restituzione della testata a Caracciolo e Scalfari o recentemente ha lodato il Veltroni candidato del PD, un comportamento diciamo un po’ anomalo per un “fascista duro e puro”.
Ovviamente questa sua dichiarazione ha scatenato i commenti della Sinistra comunista, ex comunista e postantifascista a corto di argomenti, le precisazioni di Berlusconi e l’imbarazzo di Fini ( che fascista in effetti non lo è mai stato, ma che almeno ora ha preso la tessera di antifascista militante).
A dir la verità Berlusconi, in base al detto “il rimedio è peggior del male” ha giustificato la candidatura sostenendo che Ciarrapico, proprietario di quotidiani nella fascia laziale abruzzese, ci “porta voti” coi suoi giornali ed è meglio averlo amico che contro, diciamo una versione “utilitaristica” delle scelte elettorali che hanno fatto il gioco di Veltroni nel sostenere che ” il centrodestra mira solo a prendere voti senza una morale politica”… Continua »
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Marzo 14th, 2008 Riccardo Fucile
OGGI QUI…DOMANI LA’…IO VADO E VIVO COSI’…SENZA PENE IO VADO E VIVO COSI’: ECCO IL NUOVO INNO DEI VOLTAGABBANA
Ebbene sì, lo confessiamo: abbiamo sempre avuto un debole per Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo. Da ragazzi era il mito di tanti, anticonformista, pazzoide, voce stupenda, testi intelligenti, una presenza scenica indubbia, simpatie (mai dichiarate, ma voci insistenti ) per la destra politica di allora. Come non poteva tornarci in mente il testo di una sua canzone
per “fotografare” lo squallido mercato dei politici in questi giorni, con esponenti di un partito che trasmigrano in un altro, campagne acquiste e vendite, gente che và e gente che viene, sembra di essere al Colosseo dagli spifferi che si sentono… E il ritmo della sua canzone “Oggi qui…domani là …io vado e vivo così…senza pene io vado e vivo così…Casa qui io non ho…ma cento case io ho…oggi qui…domani dove sarò…” E’ la canzone più gettonata della settimana preelettorale, altro che revival ragazzi…se si organizza un concerto a San Siro si fa il pieno di partecipanti…da far impallidire Vasco Rossi .
Facciamo un esempio locale per iniziare: Nel 2005 gli elettori dell’ UDC per le regionali votano Fabio Broglia ( unico consigliere per il partito di Casini). Nel 2007 Broglia passa all’Italia di mezzo di Follini e chi ha votato UDC se lo prende in saccoccia, resta senza rappresentante in Regione. Continua »
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