Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
“ABBIAMO 19 PAZIENTI INTUBATI E 300 LETTI OCCUPATI, I POSTI COVID SONO ESAURITI”
“Abbiamo già riconvertito di tutto e di più” ma “ieri sera avevamo 19 pazienti intubati, 47 persone in Cpap su 300 ricoverati, ed eravamo già arrivati ad aver riempito tutto”. È l’allarme lanciato questa mattina da Massimo Galli, responsabile malattie infettive dell’ospedale Sacco, sulla situazione dei ricoveri da Coronavirus a Milano.
“Autorizzato dalla direzione sanitaria, dico semplicemente che a ieri sera” all’ospedale Sacco di Milano “avevamo 19 pazienti intubati, 47 persone in Cpap su 300 ricoverati, ed eravamo già arrivati ad aver riempito tutto quello che avevamo ulteriormente aperto”. Lo ha detto l’infettivologo Massimo Galli, ospite di ‘Agorà ‘ su Rai 3, lanciando un allarme sull’aumento rapidissimo dei ricoveri di pazienti con Coronavirus nell’ospedale milanese.
Il Sacco, ha aggiunto, “a oggi ha attivato oltre 300 letti per il ricovero Covid. Abbiamo già riconvertito di tutto e di più. L’ortopedia non è più un’ortopedia, ma è un reparto Covid per capirci”. Nonostante gli sforzi, la situazione è al limite: “Abbiamo già riconvertito tutto quello che si poteva riconvertire, a 30 letti al giorno, per arrivare all’attuale situazione e probabilmente non basterà “, avverte il primario che si scaglia contro narrazioni giornalistiche a suo avviso non veritiere:
“Qualcuno che si candida a premio Pulitzer trova vuoto il pronto soccorso di un ospedale e neanche domanda se per caso non era stato chiuso per eccesso di arrivi di malati. Ma succede questo nel Belpaese”
“La situazione è decisamente pesante. Anche per sostenere gli sforzi di tutti i collaboratori, dico che stiamo tenendo duro e anche parecchio. Ma più di tanto non puoi tirare la corda, perchè rischia di spezzarsi”, ha aggiunto Galli.
Eppure, ripete, “determinati giornalisti, pur di sottolineare in senso diminutivo le realtà per interessi che lascio chiaramente interpretare a chi vuole interpretarli, fanno anche della disinformazione rispetto alla realtà vera delle cose”.
L’attenzione è anche per la curva dei contagi da Covid in Italia che “sale secondo le previsioni. Dall’altra probabilmente, ma devo verificarlo, forse oltre le previsioni. E questo è estremamente allarmante”.
(da Fanpage)
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Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
RIPRESO DAI GIORNALI SOVRANISTI E FATTO GIRARE SUL WEB PER SOSTENERE CHE IL COVID NON ESISTE UN VIDEO FALSO PER DUE MOTIVI
È diventato virale nelle ultime ore un video pubblicato sui social da una “negazionista”
dell’emergenza coronavirus che vuole dimostrare come, a suo dire, il Pronto Soccorso dell’ospedale Sacco di Milano, uno dei centri di riferimento per i pazienti Covid sul territorio lombardo, sia in realtà deserto.
La signora si fa riprendere prima all’esterno della struttura e poi all’interno per mostrare come, secondo lei, non vi sia alcun afflusso di ambulanze e malati Covid e, quindi, come medici e giornalisti stiano solo facendo “terrorismo“, termine utilizzato e abusato da chi la pensa come lei.
Peccato però che il suo video sia falso e, come sottolinea il sito Bufale.net, “del tutto privo di senso” per due motivi.
Il primo è che la donna si riprende all’interno della sala d’attesa del pronto soccorso dedicata ai parenti: ovviamente, da che è iniziata l’emergenza sanitaria, non è più consentito l’ingresso negli ospedali a nessuno fuorchè al personale e ai malati, ecco quindi spiegato perchè quella stanza è cosi vuota.
I parenti, anche volendo, non possono entrare in ospedale.
Il secondo fatto che consente di bollare come “fake news” il video della negazionista è il fatto che, all’ospedale Sacco di Milano, i malati Covid non arrivano al pronto soccorso dall’ingresso principale ma seguono un percorso differenziato di Triage. Insomma, anche in questo caso, è assolutamente legittimo che dove si trova la donna non vi sia nessuno nè il “via vai” di ambulanze.
(da agenzie)
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Ottobre 27th, 2020 Riccardo Fucile
TRA I DIECI ARRESTATI ANCHE GLI AUTORI DEL SACCHEGGIO DI GUCCI: LITIGAVANO PER IL BOTTINO… IN TEMPI DI GUERRA GLI SCIACALLI VENGONO FUCILATI SUL POSTO
Il video dei ragazzi che sfondano la vetrina di Gucci e poi escono con le mani tagliate dai vetri e braccia piene di vestiti e accessori ha fatto in poche ore il giro del web.
E’ una delle scene simbolo della davastazione di Torino. Gucci non è l’unico negozio saccheggiato, ci sono altri marchi del lusso, i negozi di via Roma, le vetrine del Mc Donald’s in via Accademia delle Scienze.
L’immagine di Torino il giorno dopo gli scontri è quella di una città ferita, saccheggiata devastata da chi diceva di essere sceso in piazza per protestare contro il coprifuoco, contro le limitazioni dell’ultimo dpcm che colpisce prima di tutto ristoratori e commercianti, ma che alla fine ha rivolto tutta la sua rabbia proprio contro le categorie che avrebbe dovuto difendere scendendo in piazza. Il questore De Matteis li definisce “professionisti del disordine”.
I commercianti se ne sono accorti ieri sera quando hanno cominciato a prendere le distanze dai violenti, qualche centinaio, urlandogli in faccia la loro rabbia: “Non è questo il modo, non sono i poliziotti il nostro obiettivo, anche loro stanno lavorando”, dice una donna in via Pietro Micca poco prima che un’altra carica della polizia disperda i violenti.
In via Roma il saccheggio è già iniziato. Sono ragazzi quelli che entrano da Gucci, escono con le mani piene e discutono per spartirsi il bottino. Ci provano anche con la boutique Louis Vuitton. Tre di loro vengono arrestati dalla polizia, il bottino viene recuperato. Uno di loro è minorenne, due di origine egiziana altri due denunciati In tutto sono dieci gli arrestati per gli scontri, cinque vengono arrestati per resistenza e e danneggiamento dalla Digos di Torino, altri due denunciati.
Ci sono alcuni ultrà di Juve e Toro. Nessuno di loro è un commerciante o un ristoratore. Non è la loro rabbia quella che esplode in via Verdi e in via Po dove i manifestanti lanciano i sampietrini di porfido staccati dalla pioggia, incendiano i monopattini buttati in mezzo alla strada per bloccare il reparto mobile e danno fuoco ai cassonetti in mezzo alla strada. I vigili del fuoco lavorano fino a tarda notte per spegnere tutti i roghi. Piazza Cavour, un’ora dopo la fine degli scontri, poco prima delle 23.30 sembra il teatro di una guerra civile: un muro di fiamme impedise l’acceso alla piazza, bruciano cassonetti e monopattini. Nei giardini sono stati incendiati i totem e i cestini dell’immondizia, altri cassonetti.
In via San Massimo i carabinieri fermano in flagrante due ragazzi mentre appiccano il fuoco, uno di loro viene arrestato, la sua complice denunciata, ha 17 anni, è poco più di una ragazzina. Le armi dei violenti sono la città stessa: i tavolini dei dehors nelle vie dove l’ordinanza della prefettura non aveva disposto lo smontaggio: i tavolini della Farmacia del Cambio diventano così arieti per sfondare le vetrine e danneggiare gli arredi urbani. In via Roma si smontano i cantieri e le grate di ferro vengono usate come piedi di porco.
Il giorno dopo gli scontri restano le ferite sulle vetrine, la plastica bruciata negli incendi, le bottiglie rotte lanciate contro la polizia e la rabbia di chi aveva creduto che Torino non sarebbe stata come Napoli. Restano una decina di agenti feriti tra le forze dell’ordine, un fotografo medicato in ambulanza perchè una bottiglia di vetro lo ha colpito in testa.
(da agenzie)
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Ottobre 27th, 2020 Riccardo Fucile
LE PROTESTE CONTRO IL DPCM FINISCONO COME ERA PREVISTO: INFILTRAZIONI DI ULTRAS, ANARCHICI, ESTREMISTI VARI E POLIZIOTTI FERITI
Tensione palpabile durante la violenta manifestazione di ieri notte a Milano contro le
chiusure disposte dall’ultimo Dpcm sull’emergenza Coronavirus. Un poliziotto è rimasto ferito da un oggetto lanciato da uno dei manifestanti che hanno anche scagliato molotov, pietre e bottiglie, danneggiando dehors, un tram e diversi motorini durante il loro corteo non autorizzato.
I manifestanti sono stati poi dispersi con lacrimogeni dalla polizia schierata in assetto antisommossa
Circa un centinaio di persone si sono ritrovate verso le 20 in piazzale Loreto, a Milano, dando poi vita a un corteo non autorizzato. I manifestanti hanno sfilato per corso Buenos Aires, poi hanno piegato verso la stazione Centrale e si sono diretti verso Palazzo Lombardia, dove infine sono stati dispersi dalla polizia con un lancio di fumogeni.
Nel corso del corteo si è assistito a un’escalation di violenza: dapprima sono state esplose bombe carta e accesi fumogeni, poi sono stati danneggiati dehors, un tram e diversi scooter, con le transenne che erano ancora in strada per la tappa finale del Giro d’Italia scagliate verso gli ingressi della metropolitana.
I manifestanti hanno lanciato alcune bombe molotov, una delle quali ha sfiorato un’auto della polizia locale. Nei pressi della stazione Centrale il livello dello scontro si è alzato: un poliziotto è stato ferito al volto dal lancio di un oggetto. A quel punto la guerriglia era ormai esplosa: i manifestanti, alcuni con catene nelle mani, hanno iniziato un fitto lancio di pietre, bottiglie e petardi verso la sede della Regione.
Alla fine il bilancio provvisorio della nottata di scontri parla di almeno due feriti, un poliziotto e un fotografo, e di 28 persone (tra cui 13 minori) denunciate tra i manifestanti.
Sono 28 le persone per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale per le proteste contro il Dpcm del Governo Conte avvenute lunedì sera a Milano. Tra loro ci sono anche 13 minori e una ragazza maggiorenne legata alle frange anarchiche. Il bilancio delle proteste ci consegna anche due feriti, un poliziotto e un fotografo che stava testimoniando l’accaduto.
I primi fermi sono avvenuti in via Benedetto Marcello, tra corso Buenos Aires e la stazione Centrale. Altri sono stati bloccati nelle metropolitane e nelle strade adiacenti la protesta. In queste ore il numero di persone portate in Questura potrebbe salire considerato che sarebbero state almeno duecento le persone che hanno preso parte alla protesta. Tra di loro — oltre ai gruppi ultras, estrema destra e anarchici — c’erano anche tanti ristoratori e proprietari di locali che nel momento in cui la violenza ha preso il sopravvento, hanno scelto di defilarsi.
(da agenzie)
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Ottobre 26th, 2020 Riccardo Fucile
FERMATE DIECI PERSONE, CINQUE SONO ULTRAS… UN FOTOREPORTER FERITO… DIETRO ALLE PROTESTE GRUPPI EVERSIVI
Monta la tensione in piazza Castello, durante una delle due manifestazioni indette questa sera in città a distanza di mezz’ora una dall’altra. In centro, a seguito di un tam tam sui social, ha cominciato a raccogliersi un gruppo di circa cinquecento persone. Una parte di piazza con in mezzo gli ultrà ha lanciato fumogeni e bottiglie contro le forze di polizia schierate davanti alla Regione Piemonte.
Lancio di bombe carta contro la polizia. Scattano le prime cariche. I cinquecento manifestanti si sparpagliano cercando di raggiungere via Po. Cestini rovesciati e dati alle fiamme, monopattini gettati per aria, vetrine infrante in via Roma. La tensione sale mentre i manifestanti si disperdono per le strade del centro, prima di tornare verso il centro della piazza.
Dieci persone sono state fermate, cinque sono ultras; la loro posizione è ora al vaglio della Questura. E un fotoreporter è rimasto ferito da una bottiglia lanciata dai manifestanti: è stato necessario l’intervento del 118, che lo ha trasportato al pronto soccorso.
Due negozi della centralissima via Roma sono stati devastati da gruppi di manifestanti. In un caso, un gruppo, dopo aver sfondato la vetrata d’ingresso, si è introdotto all’interno e si è dato al saccheggio.
(da agenzie)
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Ottobre 26th, 2020 Riccardo Fucile
“AVVERTIMENTO MAFIOSO” AL PERSONALE SANITARIO ACCUSATO DI FARE ALLARMISMO SUL COVID…A QUESTO SI E’ GIUNTI PER NON AVER MESSO IN GALERA I CRIMINALI NEGAZIONISTI E I LORO PROTETTORI POLITICI
Più di 70 auto danneggiate e vandalizzate nella notte. Tutte erano posteggiate nel parcheggio dell’ospedale Infermi, a Rimini. Appartengono a medici, infermieri, paramedici, operatori socio sanitari che stavano lavorando nel turno di notte di sabato 24 ottobre. La mattina di domenica la scoperta: le loro automobili erano diventate un bersaglio dei vandali.
Nei tre parcheggi riservati ai dipendenti dell’Ausl, in via Stampa e in via Settembrini, c’erano tantissimi vetri, finestrini e parabrezza spaccati, specchietti staccati, carrozzeria rigata. Dalle auto non è stato portato via nulla.
“Non è certo il lavoro di un ubriaco o di qualche teppistello, quello di questa notte è un attacco mirato contro i sanitari — commenta a Il Resto del Carlino il responsabile della sicurezza dei lavoratori dell’Ausl, Andrea Boccanera — Accanto alle auto dei dipendenti dell’Ausl, a pochissimi metri, ce ne erano altre e non sono state toccate. Chi ha colpito, lo ha fatto scientificamente e mirava solo a danneggiare le vetture del personale sanitario”.
Secondo Boccanera, l’attacco mirato nasce dal volere “dare una lezione” ai sanitari che, con i loro appelli a proteggersi dal virus con le mascherine e il distanziamento, secondo alcuni “creano allarmismo“.
Altre auto, circa 15, sono state vandalizzate poco distante, nei pressi di via Pintor.
Anche queste erano in massima parte di giovani infermiere con l’auto appena acquistata. “Qualcuna di loro piangeva disperata — racconta sempre al Resto del Carlino un residente della zona — non sapeva come fare, stava pagando l’auto a rate”.
“Da anni chiediamo che vengano installate delle telecamere per garantire una maggiore sicurezza, speriamo che stavolta, dopo questo episodio, di venire ascoltati anche dalla nostra direzione sanitaria”, conclude Boccanera.
(da agenzie)
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Ottobre 26th, 2020 Riccardo Fucile
CHI RISCHIA LA VITA PER GLI ITALIANI E UNA MINORANZA DI INFAMI E CAMORRISTI CHE FANNO PROPAGARE IL VIRUS
Gli operatori del 118 a Sassari “stremati, bardati con tute protettive, costretti a code
estenuanti davanti agli ospedali (in alcuni casi anche di 12 ore) in attesa che i pazienti dentro le ambulanze possano accedere ai Pronto Soccorso dell’isola”.
Questa l’immagine postata su Facebook dalla Società italiana Sistema 118, un’istantanea della grande mole di lavoro di questi giorni in ambito sanitario, anche a livello di servizi di prima emergenza.
C’è chi, commentandola, evidenzia che occorrerebbero remunerazioni maggiori per gli operatori e chi evidenzia anche che c’è anche chi fa questo come volontario per il semplice desiderio di aiutare gli altri.
Un’immagine che si aggiunge a quella, definita simbolo, scattata a un infermiere nella corsia del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna e postata su Facebook da Antonio Gramegna. “L’immagine – si legge – di tanti infermieri che stanno rivivendo lo stesso film di marzo”.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 26th, 2020 Riccardo Fucile
LUCILLA, SPECIALIZZANDA IN PRIMA LINEA NELLA LOTTA AL COVID, SI SCAGLIA CONTRO I CRIMINALI CHE NEGANO LA PERICOLOSITA’ DEL VIRUS
“Io li ho visti i giovani ricoverati, i figli terrorizzati, i colleghi già stremati. In questi giorni, non a marzo”: si sfoga così sui social Lucilla Crudele, specializzanda del Policlinico di Bari in prima linea nella lotta al Covid-19.
Nel post Facebook datato 25 ottobre, la giovane dottoressa fotografa l’attuale situazione delle corsie e si scaglia contro chi nega la pericolosità del virus.
Crudele scrive: “Io li ho visti i giovani sani, non gli anziani super-obesi. Le signore con la manicure fatta e la piega in ordine, non quelle trasandate di cui pensi che magari sono disattente a loro stesse. Io li ho visti. I figli terrorizzati. Le mamme positive in ospedale con i bambini a casa. I ricoverati a cui nessuno può portare i cambi della biancheria, perchè tutta la famiglia è in quarantena. E le ho ascoltate le videochiamate che abbiamo ricominciato a fare”.
“Li ho visti e fuori fa ancora caldo, possiamo far cambiare aria alle stanze e prendere il caffè all’aperto. Cosa sarà di noi fra 15 giorni?” si domanda la dottoressa aggiungendo: “Perchè io li ho già visti i colleghi del 118 stremati, quelli in burn-out, un esaurimento da lavoro, e gli infermieri a pezzi”.
Lucilla Crudele prosegue lo sfogo: “La prospettiva è la guerriglia fuori dagli ospedali per un posto letto. Perchè intanto chi doveva decidere, programmare, prevenire e risolvere ha pensato bene di sminuire, smentire, rassicurare senza alcun fondamento, visto che anche ad agosto c’erano i positivi in giro ma la campagna elettorale era più importante”.
Il post della dottoressa si conclude con un appello: “Quindi smettiamola di dire che 15 giorni di lockdown o restrizioni dure sono la fine della nostra economia, perchè nel caso stiamo solo rinviando di qualche giorno l’inizio di sei mesi di morte, crisi irreversibile, che non si basa solo sul vostro pareggio di cassa, e disordini sociali. Quelli veri, non quelli programmati dalla camorra. E nel mentre tutti complottisti con i morti degli altri. A questo giro, gli altri siamo noi”.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 26th, 2020 Riccardo Fucile
LA DONNA SI RIFIUTA DI INDOSSARLA E TROVA APPOGGIO IN ALCUNI PASSANTI (CHE AVREBBE POTUTO INFETTARE) CHE INSULTANO LE FORZE DELL’ORDINE
Attimi di tensione in via Pellicceria, nel centro storico di Firenze, dove alcuni agenti di Polizia Municipale hanno fermato una donna senza la mascherina, prevista dalle norme di contenimento per il contagio da covid.
Le immagini sono state riprese in un video, diviso in tre parti, che circola sui social network. Nel filmato si vede la donna, fiorentina, che è stata fermata da alcuni vigili urbani e che urla di essere lasciata.
Attimi di concitazione quando la signora ha tentato di liberarsi dalla presa degli agenti. Dopo vari minuti di tensione e resistenza, è stata arrestata e portato al comando di Polizia Municipale. Alla scena hanno assistito numerose persone. Alcuni dei presenti chiedevano agli agenti di “lasciare andare” la donna”
Ma i presenti non hanno solo chiesto di lasciare andare la signora. Come spiega Repubblica, sono stati oggetto di insulti ed imprecazioni:
Una donna senza mascherina. I vigili urbani la fermano, le chiedono di indossarla. Lei che rifiuta e oppone resistenza strattonando un agente. Intorno, persone che assistono alla scena incredule, alcuni imprecano contro gli agenti, qualcuno grida “vergogna”.
E’ l’episodio accaduto ieri in piazza Repubblica, finito in un video girato da un passante visualizzato migliaia di volte sui social. Segno di una tensione sociale crescente. E anche un fatto allarmante per i vigili: «No alla gogna per gli agenti, l’amministrazione ci stia vicina», chiede il sindacato Uil.
E l’assessore alla polizia municipale di Palazzo Vecchio Stefano Giorgetti ringrazia e approva l’operato della polizia municipale. Proprio i vigili sabato sera avevano anche scoperto una festa con un centinaio di persone in un circolo provato a Firenze sud, che è poi stato immediatamente chiuso
(da agenzie)
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