Novembre 17th, 2020 Riccardo Fucile
OTTO MESI E PENA SOSPESA PER IL 21ENNE ITALIANO, MENTRE IL CARABINIERE E’ IN OSPEDALE E DOVRA’ ESSERE OPERATO
Arrestato, processato, scarcerato. È tornato in libertà dopo un giorno il 21enne napoletano, incensurato, che ieri mattina ha spaccato il naso di un carabiniere che gli aveva chiesto di indossare la mascherina di protezione.
Questa mattina il ragazzo è stato processato: l’arresto è stato convalidato ed è stato condannato ad otto mesi di reclusione ma con pena sospesa e senza nessuna misura cautelare.
In altre parole: dopo la sentenza è tornato libero e resterà tale a meno che non commetta nell’immediato futuro un altro reato da arresto.
L’aggressione è avvenuta ieri, 16 novembre, a bordo di un treno della Cumana dell’Eav, all’altezza della stazione Edenlandia, a Fuorigrotta, zona ovest di Napoli.
Il militare, insieme ad altri passeggeri, aveva più volte chiesto al ragazzo di indossare la mascherina, così come previsto sui mezzi pubblici (e anche all’aperto) dalle norme anti Covid, e dopo i ripetuti inviti si è anche qualificato come appartenente all’Arma.
Il giovane si è rifiutato e in tutta risposta ha sferrato un pugno al volto al carabiniere, che ugualmente è riuscito a bloccarlo dopo una colluttazione.
Il 21enne è stato arrestato con l’accusa di aggressione a pubblico ufficiale e accompagnato nella caserma dei carabinieri di Bagnoli in attesa del processo per direttissima.
Il carabiniere, invece, è stato portato da un’ambulanza del 118 al Cardarelli, dove si trova tuttora ricoverato in attesa di una operazione al volto: ha riportato una frattura del setto nasale, scheggiatura dell’incisivo centrale superiore destro, contusione alla spalla e al braccio destro e una lesione causata da un morso al dito indice che ha reso necessaria l’applicazione di tre punti di sutura.
(da Fanpage)
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Novembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
PER QUANTO TEMPO LE PERSONE CON CERVELLO DOVRANNO SOPPORTARE IMBECILLI E SOVVERSIVI CHE VOGLIONO CONTAGIARE GLI ITALIANI?
Un colpo di stato sanitario progettato dal demonio e realizzato dalle elites per renderci schiavi.
La versione di Radio Maria per dare una spiegazione alla pandemia di COVID-19 è la playlist definitiva di tutte le teorie del complotto negazioniste: «Questa epidemia è un progetto non casuale, che non viene dai pipistrelli o dal mercato di Wuhan. Il coronavirus è un progetto criminale delle èlite mondiali con la complicità forse anche di alcuni Stati per instaurare una dittatura sanitaria e ridurci come zombie»
Obiettivo quello di “costruire un mondo nuovo senza Dio. Il mondo di Satana. Dove saremmo tutti degli zombie. È un progetto, non una cosa campata per aria. Vorrebbero realizzarlo entro il 2021, a mio parere”. Quanto al neopresidente degli Usa Joe Biden, la sua elezione sarebbe “la ciliegina sulla torta”
(da agenzie)
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Novembre 13th, 2020 Riccardo Fucile
PER GLI ESPERTI SAREBBE UN VERO E PROPRIO COLPO DI STATO DALLE CONSEGUENZE INIMMAGINABILI, COMPRESA UNA RIVOLTA DI MASSA CON SCONTRI IN TUTTA AMERICA
Nei giorni sempre più tesi e incerti di questo post elezioni Usa, spunta un nuovo piano
segreto di Trump per restare alla Casa Bianca. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal infatti il presidente starebbe pensando di imporre a Pennsylvania, Arizona e Georgia di nominare delegati che votino per lui invece che Joe Biden, ribaltando il risultato delle elezioni e trovando così i voti per restare presidente.
Una “mossa della disperazione” che porterebbe a una crisi istituzionale mai vista prima ma che pur non caldeggiandola i vertici del partito repubblicano non hanno bocciato apertamente.
Come funzionerebbe il piano segreto di Trump
Il piano segreto di Trump punterebbe sulla capacità del presidente di convincere le assemblee legislative di Pennsylvania, Arizona e Georgia, tutte a guida repubblicana, a ribaltare i risultati del voto e a nominare lealisti di Trump, permettendo così al presidente di ribaltare la sconfitta e ottenere 279 grandi elettori, restando alla Casa Bianca.
Una cosa mai successa e che scatenerebbe probabilmente una forte reazione popolare, oltre a una serie infinita di cause legali che finirebbero alla Casa Bianca dove però Trump si sente protetto, vista la supermaggioranza conservatrice di 6-3 della Corte, con un terzo dei giudici nominati proprio da lui. Solo ipotesi al momento, ma che dimostrano come l’inquilino della Casa Bianca sia pronto a tutto pur di non rispettare il risultato elettorale,
Il piano segreto di Trump riportato dal Wall Street Journal, e già ipotizzato mesi fa dalla rivista The Atlantic, sarebbe il colpo finale di un lento ma costante tentativo del presidente di sovvertire il risultato delle elezioni che hanno visto in Joe Biden un chiaro vincitore. L’ex vicepresidente infatti, oltre ad aver raccolto quasi 5 milioni e mezzo di voti in più di Trump ha anche ottenuto 279 delegati, che diventeranno molto probabilmente 306 con Arizona e Georgia, ormai quasi certamente in mano al candidato democratico, superando nettamente quella quota 270 necessaria per conquistare la Casa Bianca.
Da giorni però Trump si rifiuta di accettare la sconfitta denunciando brogli di massa che ancora non è riuscito a provare, perdendo tutte e 12 le cause fatte finora in tribunale, e impedendo l’inizio del processo di passaggio dei poteri alla nuova amministrazione.
Il piano segreto di Trump sarebbe però un ulteriore passo verso un vero e proprio sovvertimento del risultato delle elezioni, per molti osservatori un vero e proprio colpo di Stato, che però potrebbe essere favorito dall’assenza di chiare indicazioni a riguardo.
Se infatti è vero che gli esperti di entrambi i partiti hanno bocciato la fattibilità del piano e solo alcuni dei fedelissimi del presidente, come il figlio Don Jr., il governatore della Florida, Ron DeSantis e il conduttore radiofonico ultraconservatore Mike Levin, spingono per questa “opzione atomica”, il partito repubblicano non ha preso ufficialmente posizione contro l’eventuale “colpo gobbo” di Trump, lasciandosi lo spazio per eventualmente dissociarsi ma senza inimicarsi prima quello che, comunque vada, sarà l’uomo forte del GOP per gli anni a venire.
(da agenzie)
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Novembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
QUESTI CRIMINALI HANNO SULLA COSCIENZA DECINE DI CONTAGIATI, CACCIATELI DALL’OSPEDALE A CALCI IN CULO, ALTRO CHE FARSI PURE ROMPERE I COGLIONI
Si ammalano di Covid ma questo non scalfisce il loro scetticismo.
È Roberta Petrino, a capo del reparto di Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza dell’Asl di Vercelli, a raccontare la sua esperienza con alcuni negazionisti arrivati in Pronto soccorso: «È capitato di doversi confrontare con pazienti che, pur clinicamente positivi e sofferenti a causa del virus, sostenessero che comunque non si trattasse di Covid», ha detto a La Stampa. La percezione della dottoressa è netta: «L’intervento dei medici viene visto quasi come una costrizione», ha aggiunto, specificando che i casi «pur successi, sono per fortuna pochi».
Sul quadro generale delle restrizioni anti Covid, Petrino si mostra consapevole della preoccupazione che in questo momento dilaga nella popolazione. Ma «è una sensazione che proviamo anche noi», dice. In un momento in cui gli ospedali sono sotto pressione, la dottoressa ribadisce come la situazione sia complessa anche per tutto l’organico sanitario: «Come in tutti gli ospedali, le nostre ferie sono bloccate, il personale non ha la possibilità di prendere un giorno di recupero ore per assistere un parente o passare il tempo con la famiglia», spiega. L’invito è quello di «rispettare le regole». Gli accorgimenti di base che dovrebbero essere ormai noti a tutti: mascherina, distanziamento e igiene, «al momento sono le uniche misure che hanno dimostrato di funzionare», ha concluso.
(da agenzie)
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Novembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
IL NEW YORK TIMES HA INTERPELLATO I FUNZIONARI DI 45 STATI RESPONSABILI DEL PROCESSO ELETTORALE: “TUTTO REGOLARE”
Nonostante Trump continui a non accettare la sconfitta, da 45 stati americani funzionari responsabili del processo elettorale contattati dal New York Times escludono l’esistenza di prove che frodi o irregolarità possano aver influito sull’esito dell’Election Day.
Tutto dopo che ieri il ministro della Giustizia degli Stati Uniti, William Barr, ha autorizzato tutti i procuratori federali del Dipartimento ad avviare indagini sulle accuse di presunte frodi elettorali che sarebbero state commesse durante lo scrutinio dei voti del 3 novembre.
Per il repubblicano Frank LaRose, segretario di stato dell’Ohio, “c’è una grande capacità umana di inventare cose non vere sulle elezioni”.
Dalla Pennsylvania – dopo le dichiarazioni di Rudolph Giuliani che ha denunciato una “situazione molto preoccupante” – parlano di elezioni “giuste e sicure”.
“E’ sconsiderato ripetere questi attacchi falsi”, hanno detto dall’ufficio dell’Attorney General, il democratico Josh Shapiro.
Dal Minnesota, il segretario di stato Steve Simon, democratico, ha detto di “non essere a conoscenza di un solo caso in cui qualcuno abbia sollevato contestazioni sul conteggio” dei voti: “Non ci sono state frodi”, ha affermato.
Anche secondo una portavoce del segretario di stato del Kansas, il repubblicano Scott Schwab, non si sono riscontrati “problemi diffusi, sistematici” riguardo “frodi elettorali, intimidazioni, irregolarità o problemi di voto”. Anzi sono “soddisfatti” di come sia andata.
E pure l’ufficio del segretario di stato del Michigan, il democratico Jocelyn Benson, ha fatto sapere di non aver “visto prove di frodi”.
Il New York Times precisa di aver avuto risposte dirette da funzionari di 45 stati, nessuna risposta dal Texas, mentre per altri quattro ha trovato commenti dei segretari di stato. Ma, scrive il giornale, dalla contea di Harris, la più grande del Texas, hanno riferito solo di “problemi minori”.
(da agenzie)
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Novembre 10th, 2020 Riccardo Fucile
UN AUDIO DI MINACCE DELL’AGENZIA FEDERALE GOVERNATIVA AI FUNZIONARI USA: “NON C’E’ NESSUNA TRANSIZIONE IN CORSO: ATTENZIONE, WASHINGTON E’ PICCOLA…”
Le elezioni non sono finite: chi abbandona la barca ora rischia il posto di lavoro e il suo
futuro professionale. Sarebbe l’avvertimento che alti funzionari dell’amministrazione Trump in queste ore vanno ripetendo a tutto il personale del governo federale americano. Lo riportano il sito Axios e il Washington Free Beacon, spiegando come questa direttiva emerge chiaramente da un audio rubato durante una conference call con lo staff dell’Usaid, l’agenzia federale per lo sviluppo internazionale.
“Dovete giocare fino al fischio finale che ancora non è arrivato”, sarebbe stato il messaggio di uno di vertici dell’agenzia: “Le elezioni sono ancora in corso e il Collegio elettorale non ha ancora votato. Non c’è alcuna transizione in corso”.
Poi l’avvertimento: “Attenzione, perchè Washington alla fine è davvero una piccola città …”: una frase letta dai più come una vera e propria minaccia per coloro che sono già alla ricerca di un nuovo incarico.
(da agenzie)
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Novembre 9th, 2020 Riccardo Fucile
LO PROVANO I DOCUMENTI PRESENTATI IN TV A REPORT
Nel pieno della crisi da Coronavirus, durante la prima ondata della pandemia, quando la provincia di Bergamo era la più colpita d’Italia, la Regione Lombardia dimenticò, letteralmente, di ordinare i caschi per l’ossigenazione, i cosiddetti caschi Cpap che sono il passaggio immediatamente precedente all’intubazione del paziente.
La clamorosa rivelazione, corredata da mail e una fonte anonima — anche se il dirigente lombardo interessato Luigi Cajazzo, ora indagato, non ha smentito nulla — è al centro della puntata di Report che andrà in onda questa sera, 9 novembre, alle 21.20 su Rai3.
Come raccontano il conduttore, Sigfrido Ranucci, e l’inviato Emanuele Bellano, è il 14 marzo quando l’azienda sanitaria locale, la Asst Bergamo Est fa richiesta urgente di caschi Cpap.
Due giorni dopo, però, i dispositivi non sono ancora arrivati. E dalle verifiche fatte con l’azienda che doveva seguire la consegna, la Dimar di Modena, emerge che l’Unità di crisi aveva dimenticato di inviare l’ordine.
Non è l’unica sfasatura.
La Regione per parecchio tempo, mentre la situazione di Bergamo Est, quella di Alzano e Nembro, diventa sempre più grave, continua a fare gli ordinativi di tutti i materiali di protezione e persino dei tamponi non sulla base del numero di malati, ma sulla popolazione: a province più grandi più dispositivi, non importa se ci sono meno contagi. Va così per le tute protettive: 4 a Bergamo Est, mentre ne arrivano 17 a Como, a Monza, a Lecco e a Varese.
Come si può leggere nella mail che Report ha mandato in onda questa sera, il Direttore Amministrativo della Bergamo Est quel giorno scrive ai colleghi: «Solo un commento: ci daranno lo stesso numero di camici di Valtellina, che ad oggi ha 8 positivi».
Va così anche per i tamponi. Il 25 febbraio Marino Signori, il responsabile della medicina del Lavoro della ASST Bergamo Est, uno dei medici poi uccisi proprio dal virus, scrive in una mail di prima mattina, inviata alla Regione: «Non posso fare sorveglianza sanitaria in quanto sprovvisto di tamponi». E’ uno dei tanti allarmi che manda, finiti sempre inascoltati.
L’errore sui caschi, però, è il più clamoroso perchè in molti casi l’assenza dell’adeguata ossigenazione ha letteralmente ucciso pazienti che avevano buone speranze di ripresa.
E perchè Report ha rintracciato le prove della dimenticanza. Una fonte anonima ha rivelato alla trasmissione elementi importantissimi: «Il 14 marzo la Asst Bergamo Est fa richiesta di caschi Cpap per i gli ospedali di Alzano Lombardo, Seriate e di Piario. Due giorni dopo, il 16 marzo, i caschi non arrivano. Allora chiamiamo la Dimar di Modena, la società che produce i caschi Cpap. La risposta della Dimar è che i caschi non sono nell’ordine che ha ricevuto. Dopo aver parlato con Dimar e aver capito che il nostro ordine non c’era, chiediamo spiegazioni ad Aria e veniamo a sapere qual è il problema: l’Unità di crisi aveva dimenticato di inviare l’ordine dei nostri caschi alla Dimar».
Il caso Sardegna
Non è l’unica rivelazione contenuta nella puntata di stasera. A proposito delle discoteche in Sardegna rimaste aperte fino a ferragosto, il consigliere regionale Angelo Cocciu, ha confermato a Report il sospetto circolato da più parti in quei giorni. Se la Regione scelse di tenere aperti i locali fu per non scontentare i gestori di discoteche. Cocciu dice addirittura che si sarebbe stata una riunione tra capigruppo direttamente nell’aula del consiglio: «Ci siamo riuniti come capigruppo, ma dentro l’aula. Questi contagi stavano salendo, però erano abbastanza contenuti. Avevano una curva di crescita contenuta rispetto a quello che abbiamo visto durante il periodo di marzo-aprile. Quindi mi hanno chiesto quasi tutti, dai Presidente dai qualche giorno in più perchè è possibile che ci siano delle problematiche. Poi ho saputo per esempio che Billionaire, PhiBeach e altra gente avevano dei contratti stratosferici con dj importanti».
(da agenzie)
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Novembre 2nd, 2020 Riccardo Fucile
TRA IL PERSONALE SANITARIO CRESCE LA RABBIA VERSO CHI NEGA LA PANDEMIA
Marinella Acanfora, caposala della terapia intensiva dell’ospedale Cotugno di Napoli è appena
guarita da COVID-19. Racconta in un’intervista al Mattino che è stata contagiata mentre curava i malati in rianimazione. E che durante la sua quarantena da soggetto a rischio la frustrazione e la rabbia per i negazionisti del Coronavirus è stata tanta:
Quando ha capito che il virus l’aveva infettata?
«Era il 13 ottobre:durante la notte miè salita la febbre,ho avvertito un profondo malessere. Il 14 mattina ho fatto il tampone e dopo un giorno il verdetto, ero positiva.Toccava a me ma la mia mente era già oltre».
Dove?
«Pensavo a mia figlia che vive con me ed è asmatica».
Ha avuto paura?
«È un sentimento che affiora ma mi sono fatta forza: ho pensato: “Mica posso morire di Covid”. Io li curo i malati. Però potevo morire di altro perchè sono un soggetto a rischio, soffro di una broncopneumopatia cronica, sono cardiopatica e non sono in peso forma».
Come si reagisce in questi casi?
«La mente viaggia senza fermarsi. Il dolore a volte era lancinante. Ho fatto la Tac e non c’era una grave polmonite. In ospedale non c’era posto e allora sono rimasta a casa»
Come si vive a casa da malato di Covid-19?
«C’è solitudine, isolamento, frustrazione per la massa di idioti che finiscono per commentare sui social quello che non conoscono, non immaginano e non vogliono vedere. Questa la sofferenza maggiore. Una pena anzi, per i danni che queste persone fanno più o meno deliberatamente».
Come si è evoluta la patologia?
«Sono stata fortunata perchè ho risposto alle cure. I miei colleghi, i medici, mi chiamavano continuamente. Sono guarita. In altri casi con gli stessi protocolli purtroppo va male. Nessuno può sapere perchè».
Cosa le ha fatto più male?
«L’indifferenza e la cattiveria di chi non capisce. L’incapacità di chi non vuole vedere la realtà ti mette di fronte al nulla. Come un foglio bianco in cui non c’è niente. Disturbi affiorano in queste situazioni di stress,di cambiamento epocali»
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 30th, 2020 Riccardo Fucile
LA MANIFESTAZIONE INFILTRATA DAI SOLITI DELINQUENTI NON ERA AUTORIZZATA… MA LE MANIFESTAZIONI NON AUTORIZZATE VANNO BLOCCATE SUBITO, BASTA TOLLERANZA CON I VIOLENTI
Scontri tra i manifestanti e la polizia in centro a Firenze. Lanci di bottiglie, tensione e cariche. Manganelli che si alzano. Erano cominciati ad arrivare in un centinaio in via Calzaioli prima delle 21, ora di inizio della manifestazione non autorizzata e che già alla vigilia aveva allarmato la prefettura.
Il sindaco Dario Nardella aveva parlato della possibilità che “formazioni neofasciste fossero dietro l’organizzazione del raduno”. Il volantino che girava in rete e chiamava a raccolta per la manifestazione era simile nella grafica e nello slogan a quello di Torino finito con gli scontri pochi giorni fa.
“Non siamo estremisti, nè fascisti” urlano i primi in piazza. Stano per immettersi in piazza della Signoria a Firenze dove era fissato il raduno non autorizzato contro il Dpcm anticovid.
Una protesta contro i provvedimenti del governo. La polizia e i carabinieri hanno subito schierato i reparti antisommossa per sbarrare la strada e impedire ai manifestanti di arrivare nella piazza. Caschi e scudi.
“Buffoni”, “Vergona” i cori. Sono arrivati altri, allertati dal tam tam in Rete. Alle 21,15 erano già trecento. Mezz’ora dopo il doppio. Ma il numero è aumentato ancora. Ultrà del calcio, antagonisti, gruppi di estrema destra, lavoratori precari, alcuni ristoratori, fattorini con addosso ancora la divisa da lavoro.
Slogan contro col governo, contro il presidente del consiglio Conte per le chiusure anti-covid. Vorrebbero andare a manifestare davanti a Palazzo Vecchio. Sono quasi tutti giovani. “L’Italia è l’unico paese a chiudere senza risarcire”.
Hanno dei cartelli del tipo: “Il governo chiude, il governo paga”, “Hugs no mask”. Cresce la tensione. Urlano contro i giornalisti. La polizia carica, la gente scappa. Nell’aria i fumogeni. Si sentono delle sirene. e si vede qualcuno a terra.
Nel pomeriggio i negozi hanno chiuso presto in centro a Firenze e i falegnami si sono messi al lavoro per proteggere le vetrine con assi di legno e compensato. E’ stato così per Gucci, Prada, per altre griffe e grandi magazzini. La manifestazione non autorizzata e convocata misteriosamente diffondendo un volantino in rete contro il dpcm ha preoccupato le forze dell’ordine che molto prima dell’ora della convocazione (le 21) ha cominciato a presidiare le strade e le piazze del centro con i blindati.
(da agenzie)
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