Ottobre 26th, 2020 Riccardo Fucile
C’E’ UN SOLO MODO PER FERMARE QUESTA FECCIA: APPLICARE LA LEGGE E METTERLI IN GALERA
“In questa boccia per pesci mi sento morire”: il video di Clotilde Armellini, una donna
malata di COVID-19 costretta a indossare il casco respiratore, è diventato virale.
La donna, agente di polizia penitenziaria, mamma di due figli anch’essi positivi, spiega cosa sta subendo e avverte: “Ti prego non scherzare con il coronavirus, metti la mascherina, proteggi chi ami, percheÌ dentro questa boccia per pesci, davvero, io mi sento morire. I miei polmoni non funzionano piuÌ€, li sento pieni d’acqua. Vorrei strapparmi dalla faccia questo bavaglio, ma se lo faccio crepo, percheÌ da sola non ci riesco piuÌ€ a respirare”.
Repubblica Torino riporta la testimonianza di Clotilde che spiega che ha cancellato il video per gli insulti dei negazionisti: «l’ho cancellato. Sono stata travolta dalle critiche e dagli insulti di chi sostiene che sia tutto un complotto e il Covid non esista”
(da agenzie)
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Ottobre 24th, 2020 Riccardo Fucile
CI SONO I RISCONTRI: INDIVIDUATI ALCUNI ESPONENTI DI DIVERSI CLAN… DE LUCA: “ALCUNE CENTINAIA DI DELINQUENTI HANNO SPORCATO L’IMMAGINE DELLA CITTA'”
Se Forza Nuova ha palesato la sua vicinanza e adesione alle manifestazioni di piazza nel
capoluogo campano — come confermato dal leader del Movimento di estrema destra, Roberto Fiore, con un comunicato pubblicato sui social -, c’è un’altra mano ad aver organizzato, guidato e partecipato a quanto accaduto nella serata di venerdì.
Ne è sicuro Nicola Morra, Presidente della Commissione antimafia che parla della camorra dietro scontri a Napoli.
«Ieri sera a Napoli, nell’irrazionalità di tante persone evidentemente inconsapevoli di quanto stavano facendo, c’era anche una sapiente regia. Accertata la presenza reale di uomini dei clan della Pignasecca, del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli — ha scritto in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle e Presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra — . Pur non essendoci fisicamente, c’erano anche con le loro ‘fesserie’ tutti coloro che hanno sempre e soltanto ostentato sprezzo per le evidenze che la realtà ci ha offerto in tutti questi mesi».
Il Presidente della Commissione Antimafia, dunque, non ha dubbi sul ruolo avuto dai clan della camorra nell’organizzazione della manifestazione di Napoli che, nel giro di poco, si è trasformata in atti di violenza nei confronti delle forze dell’ordine e della città stessa che ha vissuta una notte di guerriglia urbana partendo dalla protesta contro il coprifuoco in Campania e il prossimo lockdown annunciato nella Regione da Vincenzo De Luca.
«Dimenticando cortei di camion militari impegnati a portare via bare, un Pontefice inverosimilmente solo in Piazza San Pietro durante uno dei riti più importanti della cristianità , tutti i ‘non ce n’è Coviddi’, ed i loro amplificatori tv e social impegnati ad ottenere share ed ascolti perchè fa più rumore l’albero che cade piuttosto che la foresta che cresce, erano lì, immaterialmente, ad ostentare la loro stupidità — ha aggiunto Nicola Morra -. Solo che questi individui, con la loro irrazionalità narcisistica, stanno facendo danni enormi alla salute collettiva. E non glielo possiamo consentire. Li sconfiggeremo con la forza della ragione, con l’evidenza della verità ».
Dura la reazione del governatore: “Ieri sera si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata, che nulla ha da spartire con le categorie sociali. Ieri si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli. E mentre a Milano e Roma le città erano deserte nel rispetto delle norme, a Napoli c’erano violenze e vandalismo. Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l’immagine della città ”.
Degli autori della protesta ha detto: “I protagonisti di questi episodi non hanno nulla a che fare con le categorie economiche e con i cittadini di Napoli, che hanno dato in questi mesi una prova straordinaria di autodisciplina e di responsabilità , e che tuteleremo fino in fondo sul piano sanitario e su quello sociale”.
(da agenzie)
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Ottobre 24th, 2020 Riccardo Fucile
POLIZIA AGGREDITA E CASSONETTI DATI ALLE FIAMME
Dopo i disordini di Napoli, anche a Roma un gruppo di persone ha deciso di scendere in strada e di violare il primo giorno di coprifuoco imposto dalla Regione Lazio.
“Sono le 00.20 e siamo a Piramide. In piazza contro i Dpcm, il coprifuoco e la dittatura in corso”. Giuliano Castellino leader di Forza Nuova a ADnKronos dichiara: “Da Napoli è partita la rivolta — prosegue — ora tutte le città devono gridare libertà contro chi ci sta riducendo alla fame e tenendo a catena. à‰ solo il primo giorno, è soltanto l’inizio”, conclude.
E su Twitter Carlo Calenda, rilanciando la notizia della protesta di un gruppo di militanti di Forza Nuova che a Roma ha manifestato forzando il coprifuoco notturno istituito dalla regione Lazio scrive:”Disperderli-processarli-scioglierli. Con il vigore tipico di uno Stato che si fa rispettare” e aggiunge in un altro tweet:”Sciogliere Forza Nuova”
(da agenzie)
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Ottobre 24th, 2020 Riccardo Fucile
PAOLO FRATTER E IL SUO OPERATORE MALMENATI
L’inviato di Sky Tg24 che stava seguendo a Napoli la manifestazione in corso contro le
misure restrittive decise dal governatore campano per fronteggiare l’aumento dei contagi. è stato aggredito dai manifestanti insieme alla sua troupe.
Il giornalista Paolo Fratter e il suo operatore sono stati rincorsi e malmenati da partecipanti al corteo che ha attraversato buona parte del centro storico della città per poi attestarsi a poche centinaia di metri dalla sede della Regione Campania, fronteggiati dalla polizia.
L’aggressione è avvenuta mentre Fratter era in collegamento con lo studio, ed era stata preceduta da un crescendo di intromissioni, via via più aggressive, di manifestanti nella diretta. Il giornalista è stato colpito fino a ritrovarsi steso sul cofano di un’auto, ha cercato di calmare chi aveva di fronte ricordando più volte di stare lavorando, di stare cioè documentando la protesta. La situazione è però precipitata e Fratter è dovuto fuggire insieme all’operatore: “Siamo stati aggrediti, non è stata una passeggiata”, ha detto il giornalista, sempre in diretta, una volta raggiunta area più sicura
(da agenzie)
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Ottobre 24th, 2020 Riccardo Fucile
“MASSIMA CONDANNA PER I VIOLENTI”
Due manifestanti fermati con precedenti penali, almeno sei tra poliziotti e carabinieri contusi, e l’inchiesta che si apre ora in Procura per varie ipotesi di reato, dai danneggiamenti alle violenze. È un corso una lunga serie di accertamenti sulla variegata platea di “ribelli” scesi la notte scorsa in piazza. Meglio: nelle varie piazze e sul lungomare di Napoli.
È stata infatti la notte più lunga e dura della capitale del Sud, nell’era pandemica. E segna uno spartiacque, fissa ormai un primo e dopo con cui la Campania – ma non solo – dovrà affrontare questa crisi.
Centinaia di manifestanti in strada, e tra loro , accanto a commercianti esasperati , a napoletani costretti a chiudere piccole e medie attività , c’erano nelle prime e più aggressive linee anime diverse della lotta di piazza e dell’antagonismo.
Dai centri sociali di sinistra alla formazione estremista di destra Forza Nuova, dai comitati delle periferie agli ambulanti. Al lavoro anche gli esperti del gabinetto scientifico della polizia: che hanno girato materiale ritenuto interessante.
Intanto la polizia ha fermato in flagranza due uomini con precedenti penali, bloccati in flagranza in via Santa Lucia , durante la fase più calda dell’assedio alla Regione Campania mentre reagivano, alla presenza della polizia, lanciando bottiglie e oggetti contundenti. Inviati agli arresti domiciliari, 0. A. e M. P., entrambi 32enni, stamane vengono processati con rito direttissimo.
La guerriglia urbana scattata a ridosso di Palazzo Santa Lucia, con slogan urlati contro il presidente Vincenzo De Luca è stata la fase ovviamente più calda e violenta della notte. Il governatore non era in sede, anche perchè da giorni preferisce rimanere a Salerno , da dove trasmette puntualmente i suoi annunci via Fb. Come quello di ieri pomeriggio che aveva annunciato un lockdown – non ancora definito dal governo – e che è diventata la miccia fatale sulla esplosiva miscela napoletana.
Oggi alle 18 si riunirà il Comitato provinciale Ordine e sicurezza pubblica in prefettura. Una nota dell’Ufficio territoriale di Governo specifica che il tavolo è convocato “in relazione ai gravi fatti accaduti nella serata e nella notte scorsa in città ”
(da agenzie)
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Ottobre 24th, 2020 Riccardo Fucile
“NON SI E’ TRATTATO DI UNA PROTESTA SPONTANEA”
â€³È del tutto chiaro che non si è trattato di una protesta spontanea. Ma di azioni
preordinate, organizzate nella quasi totalità da frange di tifosi violenti, da ambienti criminali, anche legati a settori dell’estremismo politico”: queste le parole del viceministro dell’Interno con delega alla Pubblica Sicurezza, Matteo Mauri, sull’aggressione alle Forze dell’ordine compiuta a Napoli questa notte.
Secondo Mauri, si tratta di un fatto “gravissimo”: “L’aggressione alle forze dell’ordine e la guerriglia urbana scatenata tra le strade della città in prossimità della Regione sono atti criminali. E così verranno trattati”.
Nonostante la prospettiva del lockdown non piaccia a molti napoletani, il viceministro è convinto che la protesta – sfociata in atti violenti – sia opera di delinquenti. “Risponderanno di quello che hanno fatto – ha aggiunto -. A maggior ragione perchè provano a speculare sulla situazione difficile che si sta vivendo, sia dal punto di vista sanitario che per le conseguenze sulla vita dei singoli cittadini. La risposta dello Stato sarà adeguata e proporzionata alla gravità dei fatti avvenuti. I responsabili di questi atti vergognosi saranno individuati con rapidità . A tutti gli agenti coinvolti, al Questore di Napoli, invio la mia totale solidarietà . Ringraziandoli ancora una volta per l’abnegazione, la prontezza e la professionalità con cui hanno saputo gestire la situazione”.
Il flash mob era stato rilanciato sui social e così nella notte da ogni parte del centro di Napoli gruppi di ragazzi e non solo si sono messi in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l’università Orientale di Napoli. La tensione è ben presto esplosa con lancio di petardi, fumogeni e forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Colpita anche una camionetta dei carabinieri e aggredita troupe di Sky tg24.
(da agenzie)
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Ottobre 24th, 2020 Riccardo Fucile
POCHI ESERCENTI, SOLO UN’UNIONE CRIMINALE DI FORZE TRA ULTRAS, CAMORRA E ESTREMISTI NEONAZISTI
No, non è una notte di scontri che nasce da uno spontaneo malcontento. Dietro la guerrilla che ha messo a ferro e fuoco il borgo di Santa Lucia c’era una strategia chiara che ha poco a che vedere con la protesta spontanea.
Al netto di alcuni gruppi di commercianti esasperati dai duri mesi di pandemia, quello che è accaduto stanotte a Napoli nasce qualche ora prima nei vicoli del centro antico. La voce si sparge tra il Pallonetto, Quartieri, fino alla Pignasecca: “Tu vai là , tu là , tu da quella parte”. Un’organizzazione che solo i clan e gli ultras del centro storico possono assicurare.
Hanno sparso la voce attraverso i social e le applicazioni di messaggistica istantanea: “Stasera amma scassa’ tutte cose”. È questo il tenore dei messaggi che si sono scambiati usando la tecnologia.
Un salto di qualità nell’organizzazione degli scontri che va avanti, sulle app di messaggistica istantanea, dai tempi del primo lockdown. Pochi giorni prima che il governo stanziasse un extra budget da distribuire attraverso i comuni, su Telegram, e non solo, l’area “grigia” della città che da sempre convive con la criminalità , si è aggregata in gruppi in cui si parlava (e non solo) di assaltare i supermercati (o peggio). Quelle stesse chat sono riesplose nelle ore immediatamente successive all’annuncio del lockdown.
Discorsi che hanno trovato terreno fertile tra gli esercenti duramente colpiti dal primo lockdown. Una strategia affinata nelle ultime ore in cui si è proceduto a organizzare quella che poi si è rivelata essere una vera e propria guerrilla urbana con ragazzi e uomini che arrivavano a frotte su motorini e moto di grossa cilindrata.
Tra le fila dei manifestanti persone note per il loro pedegree. Una su tutte, vecchia conoscenza di questo giornale, è Giorgio Mascitelli, figlio di Bruno Mascitelli, detto O’ Canotto, boss dell’omonimo clan.
Dietro le proteste si sono mossi gli storici clan dell’area del centro antico della città affiancati dagli ultras che hanno mal tollerato la querelle sulla partita con la Juventus. Non solo, con il boom del turismo molte attività di ristorazione che avevano assorbito la “manovalanza” vicina ai clan sono andate in crisi.
La riduzione del personale ha lasciato molti di loro senza lavoro, spingendoli a tornare nei ranghi delle proprie organizzazioni.
Un mix fatto di anime diverse, sempre sul filo tra legalità e illegalità : organizzatori di concerti in piazza per neomelodici, bagarini, parcheggiatori abusivi, “pacchisti” storici, etc, etc… Un mondo variegato, l’humus di una miscela esplosiva che è divampata in poche ore fomentata, anche, da gruppi di estrema destra che da mesi soffiano sul fuoco della protesta.
Le forze dell’ordine si sono trovate spiazzate, incapaci, tecnologicamente arretrate, senza il know how di inserirsi nei gruppi on line e monitorare ciò che stava accadendo. Così, una protesta di pochi esercenti, è diventata il redde rationem di un malessere covato e alimentato da mesi.
Ciò che preoccupa, ciò che spaventa, non è l’evento in sè, ma la sua replicabilità . Le armi spuntate, tanto tecnologiche quanto culturali, con le quali stiamo combattendo questi gruppi on line sanno tanto di passato più che di una moderna capacità di ascolto. L’Italia sta arrivando tardi su tutti i nodi cruciali di questo momento storico, anche su questo. Ma certi ritardi e certi errori in una città come Napoli, possono costare
(da Fanpage)
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Ottobre 21st, 2020 Riccardo Fucile
NON VOLEVA IL COPRIFUOCO E FONTANA L’HA ADOTTATO, NON VOLEVA LO STATO DI EMERGENZA E ORA NON PUO’ OPPORSI AD ESSO O LO LINCIANO PER STRADA, NON VOLEVA LA MASCHERINA E ORA E’ COSTRETTO A INDOSSARLA
“A me personalmente la parola coprifuoco piace molto poco. Le limitazioni delle libertà
personali mi piacciono poco e devono essere l’ultima spiaggia”, ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, poco prima che il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, anch’egli della Lega, proclamasse mediante ordinanza il coprifuoco in Lombardia, e che i contagi raggiungessero la cifra record di 4000 casi in un solo giorno.
E insomma, se c’è una cosa che abbiamo capito è che il Coronavirus ha detto un gran male ai populisti di governo, soprattutto a quelli che hanno sottovalutato la portata della pandemia.
Va male al presidente americano Donald Trump, che i sondaggi danno sotto di oltre 10 punti contro lo sfidante democratico Joe Biden a due settimane dal voto presidenziale. Va male al presidente brasiliano Jair Bolsonaro — seppur in risalita nei consensi — con un indice di disapprovazione che è più che raddoppiato nel giro di pochi mesi, dal 21% al 45%.
Va malissimo al premier britannico Boris Johnson, ormai appaiato allo sfidante laburista Keir Starner, che fino a pochi mesi fa inseguiva a distanze siderali, a causa di una seconda ondata finita completamente fuori controllo.
Meglio, molto meglio, va ai populisti di opposizione.
Da Marine Le Pen, che ha rosicchiato punti percentuali al presidente Emmanuel Macron, sino a Giorgia Meloni, che col suo partito Fratelli d’Italia ormai vede il sorpasso sul Movimento Cinque Stelle, con un consenso che si aggira attorno al 15%, percentuale attorno al quale viaggia ormai stabilmente Vox, il partito post-franchista spagnolo guidato da Santiago Abascal.
Del resto, quando non hai responsabilità di governo, nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria ed economica, non è difficile soffiare sul fuoco della paura e della disperazione.
L’eccezione che conferma la regola si chiama Matteo Salvini. Il cui partito, la Lega, è ancora la prima forza politica italiana, seppur tallonata dal Partito Democratico a poca distanza. Ma il cui consenso è scivolato dal 37% dell’agosto 2019 al 24,3% dell’ultimo sondaggio.
E non ce ne voglia il governo Conte o la maggioranza che lo sostiene, se non attribuiamo loro troppi meriti per questa caduta.
Semmai, la sensazione è che Salvini debba incolpare più se stesso. Del resto, non c’è leader politico che si è sistematicamente trovato dalla parte sbagliata della barricata, inanellando una serie impressionante di scelte sbagliate e sconfitte politiche.
“Non ravviso la necessità di prorogare per altri mesi lo Stato di emergenza, che si può affrontare a normativa vigente: non è una scelta sanitaria è una scelta politica”, aveva detto ad esempio lo scorso 5 di ottobre, di fronte a un bollettino che parlava ancora di 2257 contagi e 16 decessi su tutto il territorio nazionale. Tempo due settimane, e i contagi sono schizzati oltre i 10mila casi al giorno, i decessi a un passo da quota 100, mentre terapie intensive e reparti ospedalieri avevano cominciato a riempirsi.
Del resto, il luminare di riferimento di Matteo Salvini era il professor Alberto Zangrillo dell’ospedale San Raffaele di Milano, quello per cui il virus era clinicamente morto durante l’estate.
“Il realismo del professor Zangrillo, da ascoltare”, scriveva su Facebook il 22 luglio il Capitano leghista, che del resto aveva partecipato solo cinque giorni dopo — rigorosamente senza mascherina, come era solito fare in quei mesi — al convegno del Senato che ospitava la platea dei negazionisti del virus: “Il saluto con il gomito è la fine della specie umana, io mi sono rifiutato, piuttosto non saluto”, aveva esordito Salvini, che poi sarcastico aveva aggiunto che tra gli Sgarbi e gli Zangrillo ci stava benissimo “come sono stato benissimo a Verona, al forum delle famiglie”.
Il problema, è che mentre Salvini stava benissimo, per molti altri non era così.
Eppure Salvini anche il 16 aprile chiedeva la riapertura della Lombardia, “un grande segnale di concretezza e di speranza, spero che il governo ne tenga conto”.
Dodici giorni dopo un corteo di mezzi militari carichi di bare e cadaveri sfilava mesto lungo i viali di Bergamo diretto verso cimiteri che potessero ospitarli. Ma prima ancora, del resto, Salvini voleva riaprire tutto, tranne i porti ovviamente: “Riaprire in sicurezza chi può il prima possibile perchè stare chiusi altre settimane e mesi porterà al disastro economico”, diceva il 14 aprile.
“Il Paese affonda, con i governatori leghisti concordiamo che occorre riaprire tutte le attività e ritornare alla normalità ”, ci aveva provato pure il 27 febbraio, a soli otto giorni dalla scoperta del primo caso di Corona virus in Italia.
I precedenti non portano fortuna, insomma, e non autorizzano a star tranquilli per il futuro: “Chi ipotizza un nuovo lockdown commette un crimine, richiudere sarebbe un disastro”, ha dichiarato Salvini solo pochi giorni fa.
Qualcuno sta già toccando ferro.
(da Fanpage)
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Ottobre 21st, 2020 Riccardo Fucile
BASTA CON LA TOLLERANZA VERSO QUESTE TEPPAGLIA
Hanno lanciato anche sassi e bastoni contro la polizia municipale e contro i carabinieri.
Così un gruppo di ragazzi, una decina secondo le ricostruzioni, circondati da oltre cinquanta tra amici e conoscenti, ha aggredito le forze dell’ordine arrivate in piazza Attias, a Livorno, dopo aver ricevuto segnalazioni di assembramenti, vietati viste le norme anti-Covid.
Ad accerchiare le volanti diversi giovani, molti senza mascherina, e alcuni, fanno sapere gli agenti, anche minorenni
Nel video, si vedono tre auto dei carabinieri e una della polizia locale. Dopo le offese e gli spintoni, l’aggressione con calci, pugni, bastonate. Poi la sassaiola che colpisce le auto delle forze dell’ordine mentre si stanno allontanando.
“Eravamo andati in piazza Attias assieme ai carabinieri perchè ci avevano segnalato persone che giocavano a pallone, con musica alta e assembramenti — commenta a Livorno Today Annalisa Maritan, comandante della Municipale -. Quando siamo arrivati in poco tempo siamo stati accerchiati da un centinaio di ragazzini che hanno iniziato ad offenderci e ci hanno aggredito, danneggiando anche la nostra vettura”
La condanna al gesto è arrivata anche dal sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che ha bollato l’accaduto come “inqualificabile”. Secondo la ricostruzione del primo cittadino “un ragazzo senza mascherina è stato intercettato, e dopo che gli è stato intimato di indossarla, attorno a carabinieri e polizia municipale si è portato un gruppo nutrito di giovani che hanno cominciato a prendere di mira gli agenti. Due di loro sono stati refertati al pronto soccorso, ma per fortuna stanno bene”.
(da agenzie)
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