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800 IDENTIFICAZIONI, ALTRI 7.000 POST AL VAGLIO DELLA POLIZIA POSTALE: STAVOLTA PER I LEONI RAZZISTI DA TASTIERA SONO CAZZI, RISCHIA ANCHE LA SENATRICE LEGHISTA

Luglio 19th, 2020 Riccardo Fucile

IL CASO DELLE DUE RAGAZZE DI CODOGNO INSULTATE   E MINACCIATE SULLA PAGINA DELLA SENATRICE LEGHISTA PERCHE’ AVEVANO UN CARTELLO CONTRO SALVINI FARA’ PERDERE IL SORRISO A TANTI SOVRANISTI… DUECENTO IN PIAZZA A SOSTEGNO DELLE GIOVANI

Arianna e Alessandra, 18 e 22 anni, sorelle di Codogno, il 28 giugno scorso erano scese in piazza per contestare Matteo Salvini. Sono state coperte di insulti sulla pagina facebook della senatrice della Lega Roberta Ferrero. Era finita nel mirino anche la madre, Antonia Rizzi, dirigente scolastica di un istituto professionale nella città  «ex zona rossa». E ieri 200 persone sono scese in piazza per sostenerle. Racconta il Corriere della Sera di Milano:
«Abbiamo denunciato tutto ai carabinieri – racconta Alessandra –: è stato un lavoro immane isolare, raccogliere e stampare uno per uno tutti i commenti volgari». Ottocento «post» sono nelle mani della Polizia Postale per il controllo degli indirizzi ip. «Più altri tremila profili da controllare sulla bacheca della senatrice e altri quattromila sulla pagina della Lega», aggiunge Arianna.
Ieri mattina in duecento fra associazioni, liste civiche di sinistra e società  civile hanno sfilato davanti al comune per sostenere le sorelle Giussani. C’erano anche Alessandra e mamma Antonia. «Quegli insulti sono stati uno choc all’inizio — ricorda Alessandra -, ma questa gente non ha scalfito le nostra viteela nostra tranquillità . Noi denunciamo per chi non può difendersi. C’è chi è arrivato a togliersi la vita perchè presi di mira dagli haters»
«Ci hanno insultate anche de visu — aggiunge Arianna -, durante la manifestazione». Il sindaco di Codogno Francesco Passerini si è scusato per quanto successo telefonando alla madre Antonia. La senatrice Ferrero invece ha promesso di rimuovere il post («foltissimo gruppo di contestatori a Salvini a Codogno», ironia che ha scatenato 1300 repliche volgari in neanche 24 ore). Il post però è ancora lì.
Ora almeno un migliaio di odiatori seriali riceveranno la visita dell’ufficiale giudiziario per la notifica della denuncia e piagnucoleranno come sempre.

(da agenzie)

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AGGREDITO A PIACENZA UN 15ENNE CHE ANDAVA A UN FLASH MOB CONTRO L’OMOFOBIA

Luglio 19th, 2020 Riccardo Fucile

I SOLITI SFIGATI SOVRANISTI IN QUATTRO CONTRO UN RAGAZZINO, FINO A CHE NON TROVERANNO QUALCUNO CHE LI MANDA AL PRONTO SOCCORSO

In quattro hanno accerchiato il ragazzo che stava partecipando alla manifestazione a sostegno della legge Zan-Scalfarotto
Lo hanno insultato e aggredito in quattro solo perchè stava partecipando a una manifestazione contro l’omofobia.
Un ragazzo di 15 anni a Piacenza è stato accerchiato da quattro persone che lo hanno prima aggredito verbalmente, poi gli hanno strappato di mano la bandiera arcobaleno per gettargliela in faccia, fuggendo quindi in bicicletta.
L’episodio è avvenuto ieri, 18 luglio, durante il flash mob a sostegno della legge Zancontro l’odio omotransfobico, da pochi giorni approvata in Commissione Giustizia alla Camera, con tanto di minacce verso uno dei firmatari, il deputato Zan.
Come riporta il quotidiano locale La Libertà , il ragazzo stava raggiungendo il centro della manifestazione organizzata da Arcigay Piacenza Lambda, quando è stato accerchiato e aggredito, senza riportare ferite.

(da agenzie)

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RAGAZZO SENEGALESE PICCHIATO PERCHE’ NERO: A PALERMO ARRESTATI TRE RAZZISTI

Luglio 17th, 2020 Riccardo Fucile

IL GIOVANE STRANIERO RISIEDE REGOLARMENTE IN ITALIA E LAVORA… LA MAGISTRATURA VICINA A IDENTIFICARE ALTRI MALVIVENTI

Tre arresti per aggressione a sfondo razziale a Palermo. La Polizia di Stato ha eseguito nella notte la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di tre persone, ritenute “responsabili di più condotte penalmente rilevanti nei confronti di un giovane senegalese, aggredito e minacciato a più riprese sullo sfondo di uno subcultura fortemente discriminatoria”.
Gli arrestati sono Claudio Lucania Claudio, 31 anni, Roberto Ventimiglia, 31 anni Riccardo Salvatore 28 anni.
Il giovane cittadino senegalese risiede regolarmente in Italia e lavora.
In via Beati Paoli, il giovane straniero era stato quasi centrato da una vettura sportiva che a velocità  sostenuta era sfrecciata sulle strade del centro città .
Le risentite ma garbate rimostranze rivolte dal pedone straniero all’autista della vettura, Lucania, avrebbero scatenato “un flusso di violenza nei suoi confronti che sarebbe andato bene al di là  di un contenzioso stradale e sarebbe stato costellato da inequivocabili epiteti a sfondo razziale: l’autista della vettura ed un centauro suo amico, Ventimiglia, presto giunto a spalleggiarne la tracotanza e sfrontatezza, hanno picchiato il senegalese.
I palermitani hanno cercato, ancora una volta, di investire il senegalese, lo hano colpito con calci e pugni e Ventimiglia avrebbe addirittura indirizzato colpi di catena al capo della vittima, accompagnando la violenza con frasi discriminatorie.
Soltanto l’intervento “di un ecomiabile residente palermitano della zona, testimone della cieca violenza, avrebbe evitato peggiori conseguenze al senegalese”, dicono gli investigatori. Il residente, sceso in strada, si sarebbe infatti adoperato per calmare gli animi ed avrebbe condotto lo straniero al sicuro, in un luogo distante, prima e successivamente presso un nosocomio cittadino dove la vittima sarebbe stata refertata con una prognosi di 25 giorni.
A distanza di qualche ora dall’accaduto, lo straniero sarebbe stato raggiunto lungo le strade della movida cittadina da un nutrito gruppo di malviventi (i cui componenti sono in via di identificazione) all’interno del quale è risaltata per spregiudicatezza la minacciosa condotta di Ventimiglia. Questi, brandendo una spranga, avrebbe minacciato lo straniero di pesanti ritorsioni nel caso in cui egli avesse presentato una formale denuncia del violento pestaggio ed avrebbe cercato di condurre il giovane in un luogo appartato allo scopo di spiegargli ”come funziona a Palermo”. Ma i tre sono stati arrestati

(da agenzie)

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L’INFERNO DI ZINTAN, IL LAGER DEI RAGAZZINI DOVE DEPORTIAMO I MIGRANTI MINORENNI

Luglio 16th, 2020 Riccardo Fucile

IL RACCONTO DELLA SCRITTRICE SARITA FRATINI

L’account twitter di Sarita Fratini, scrittrice, riporta una storia che nel giorno in cui l’Italia ha vergognosamente deciso di confermare i finanziamenti alla Guardia Costiera Libica va assolutamente raccontata.
Partiamo dall’inizio: Alarm Phone alle 08:08 del 16 luglio ha dato l’allarme di 65 persone in pericolo nella SAR maltese, tutte in fuga dai lager libici. Il motore non funziona e hanno bisogno urgente di soccorso.
Malta non dà  nessuna risposta, nonostante quelle persone siano in mare da più di 24 ore e una donna sia anche svenuta. Le persone a bordo imbarcano acqua e Moonbird, l’aereo di SeaWatch, ha scattato una foto aerea del barcone.
Da qui parte il racconto di Sarita, che scrive: “C’è Cris su quella barca. Lo conoscete, ha 16 anni ed è un anno che ve ne racconto la storia. È il mio fratellino e potrebbe morire. Con lui ci sono altri 20 minori eritrei. Una barca di bambini in fuga dall’orrore”.
La scrittrice ha raccontato la storia di Cris e di altri ragazzi nel suo libro ‘Adesso Dormite”, un libro inchiesta e diario di un anno come attivista.
Nel lungo thread di Twitter, la scrittrice racconta: “Malta percepisce un mucchio di soldi per gestire una Sar enorme. Ma poi lascia affogare bambini con diritto di asilo in Europa. Vi sembra normale? Perchè il Governo italiano ha ceduo la sua zona Sar?”
“Tempo fa” continua, “Cris mi scrisse questo. Cercavo di non farlo salire su una maledetta barca. Ci riuscii. Ieri invece ci è salito, senza avvisarmi. Adesso la possibilità  che muoia mi distrugge”.
Allegato, uno screenshot di una conversazione su whatsapp: “Die in the sea is better than return to Lybia”. Morire in mare è meglio di tornare in Libia.
“Cris viene da Zintan, il lager dei ragazzini, dove gli italiani hanno deportato i minorenni respinto in segreto nell’estate del 2018. Morti lì sono morti di fame. Cris è sopravvissuto, riuscendo a fuggire. Tante persone stanno concorrendo alla morte di Cris. Tante persone potenti e ricche. Molte le avete elette voi”.
Zintan si trova a 160 km da Tripoli e vi sono rinchuse almeno 500 persone.
Tutti richiedenti asilo con bisogno di protezione internazionale, identificate dall’Unhcr. Anche Cris era tra questi. Un luogo privo di speranza, dove si muore di fame, di tubercolosi e di recente anche di Covid-19.
Secondo un’inchiesta di Repubblica, si dorme in 24 in celle da sei metri quadri.

(da Globalist)

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LA FOTO DEL MIGRANTE CHE CI SBATTE IN FACCIA QUANTO SIA CRIMINALE FINANZIARE LA GUARDIA COSTIERA LIBICA

Luglio 16th, 2020 Riccardo Fucile

SONO COLLUSI CON I TRAFFICANTI, SI FANNO PAGARE PER PARTIRE E, RIPORTANDOLI INDIETRO, INCASSANO UNA SECONDA VOLTA

La domanda è: ne servivano altre?
Di testimonianze fotografiche che toccano cuore, stomaco e animo di chi sa guardare e provare pietà  per le altre persone ne avevamo già  fin troppe, a partire dalla foto di Alan Kurdi. Il suo corpicino è stato rinvenuto ormai cinque anni fa sulle coste della Turchia, dopo il naufragio del piccolo gommone su cui si trovava insieme alla sua famiglia.
Oggi ne abbiamo un’altra, la foto migrante che sta girando e che tutti stiamo vedendo in queste ore. Assolutamente niente, niente di questa foto è degno e chiarire la situazione con la Libia diventa più imperativo di quanto non sia stato finora.
Parte della maggioranza lo sa e arriva alla spaccatura sul Decreto missioni e sul rifinanziamento della Guardia costiera libica.
Il parlamentare di Leu, Erasmo Palazzotto, ha presentato un documento chiedendo che l’Italia smetta di non vedere quanto accade nel Mediterraneo, ribadendo quello che accade nei centri di detenzione gestiti dalla famosa Guardia costiera libica.
Tutte questioni documentate in più di un’occasione negli ultimi anni.
La risoluzione di Palazzotto l’hanno firmata 22 persone (tra questi i dem Laura Boldrini, Matteo Orfini, Giuditta Pini; i 5 stelle Doriana Sarli, Paolo Lattanzio, Giorgio Trizzino; altri esponenti di Leu e Riccardo Magi di Più Europa).
La Guardia costiera libica — quella che qualche esponente politico italiano ha provato ad elogiare in passato — viene accusata da più parti per la sistemica violazione dei diritti umani, a partire dalle Nazioni Unite.
Quella foto ci dice che è il momento di cercare nuove soluzioni, non protrarre quelle che si sono rivelate fallimentari
I dati parlano chiaro e l’Onu sta chiedendo agli Stati membri di «rivedere le politiche a sostegno del ritorno di rifugiati e migranti in quel Paese». Italia e Malta, nonostante tutto — insieme all’agenzia europea Frontex — «hanno intensificato il sostegno alla Guardia costiera libica a cui vengono segnalati i barconi da intercettare anche all’interno di SAR europee».
Nel documento presentato al Parlamento italiano si legge: «Solo nel 2019, le autorità  marittime libiche, in particolare la Guardia costiera libica, hanno intercettato almeno 9.225 rifugiati e migranti che attraversavano il Mediterraneo centrale, riportandoli quasi tutti indietro nei centri di detenzione libici».
La foto, dicevamo. La spaccatura della maggioranza. Ma a poco è servito, considerato come è andata alla Camera.
Sono pezzi di vari partiti che chiedono un cambiamento sulla questione finanziamenti alla sedicente Guardia costiera libica — che in realtà  non esiste come ente, a differenza della Marina libica -. Il centrodestra vota con il governo.
Il risultato, quindi, è che l’Italia continuerà  a finanziare lo scempio della Guardia costiera libica che recupera (non sempre, a quanto pare) i migranti che provano a raggiungere l’Europa per poi riportarli nei centri di detenzione.

(da Giornalettismo”)

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SALVINI SPECULA PERSINO SUL NUBRIFAGIO DI PALERMO PER FARE PROPAGANDA, I SOCIAL LO MASSACRANO: “TURPE MISERABILE SCIACALLO”

Luglio 16th, 2020 Riccardo Fucile

SOMMERSO DA CRITICHE E INSULTI CAMBIA IL POST MENTRE QUALCHE SUO FAN ESULTA PER I PRESUNTI DUE CITTADINI ANNEGATI: “BEN VI STA”

Ieri sera Matteo Salvini ha deciso di sfruttare il disastro di Palermo (un nubifragio si è abbattuto sulla città , due persone risultano presunte disperse dopo che un camionista che ha raccontato a forze dell’ordine e vigili del fuoco di avere visto un uomo e una donna travolti dall’acqua sotto al ponte di piazzale Einstein, all’incrocio con via Leonardo da Vinci) per fare propaganda.
Il Capitano ha pubblicato un video in cui si sente una persona che dice “Guarda, la gente sta morendo” per dire che il sindaco Leoluca Orlando “a furia di pensare solo agli immigrati, dimentica i cittadini”.
La frase ha suscitato la reazione di moltissimi su Twitter, tra cui quella di Roy Paci, trombettista e compositore: “Ho sempre ritenuto superfluo commentare qualsiasi suo post ma di fronte alla morte di due miei concittadini per questa immane tragedia le dico semplicemente una cosa: lei è un turpe e miserabile sciacallo. Spero che le nostre lacrime diventino per lei gocce della tortura cinese”.
La parte più orribile della vicenda è che alla fine è spuntato qualche supporter del capitano a dargli ragione e a dire ai palermitani “Ben vi sta”:
Accortosi della gaffe — e probabilmente del fatto che la risposta di Paci ha più “like” del suo tweet — Salvini subito dopo ha pubblicato un tweet più “potabile” allo scopo di metterci una pezza
E a quel punto alcuni hanno avuto buon giorno a ricordare che la Lega ha fatto saltare gli aumenti di stipendio dei vigili del fuoco in Parlamento, che sono stati successivamente ripristinati in un secondo momento.

(da agenzie)

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LA BUFALA SOVRANISTA DEL NIGERIANO CHE URINA SU UN CROCEFISSO A TORINO

Luglio 14th, 2020 Riccardo Fucile

L’IMMAGINE E’ UN VECCHIO FOTOMONTAGGIO E LA VERSIONE ORIGINALE MOSTRA UN RAGAZZO BIANCO… MA I DELINQUENTI RAZZISTI FANNO GIRARE LA BUFALA PER ISTIGARE ALL’ODIO RAZZIALE E RELIGIOSO

La magia del web: un utente condivide una foto, gli dà  una descrizione (falsa) e ottiene quasi 300 condivisioni e una valanga di commenti indignati che credono alla narrazione bufalesca.
Ne abbiamo viste tante, soprattutto negli ultimi tempi. Ora abbiamo davanti ai nostri occhi un’ennesima fake news — che ha come unico obiettivo quello di incitare all’odio razziale e religioso — sul caso del ragazzo nigeriano urina su crocifisso a Torino. Ovviamente non è così.
Su Facebook questa immagine è stata pubblicata da un utente che l’ha ritagliata — per renderla più veritiera agli occhi del suo folto pubblico — non mostrandola a corpo intero e rimuovendo il volto della persona ‘protagonista’ di questa foto.
Per capire la portata bufalesca di questa immagine occorre fare una rapida ricerca sul web dove si trova la foto completa — e non artatamente tagliata per accusare il presunto nigeriano urina su crocifisso a Torino — che mostra una realtà  ben diversa.
Anzi, due realtà  ben diverse. Ecco l’immagine originale.
Immagine di dubbio gusto, certo, che era già  stata analizzata nel mese di maggio dal sito Analfabetifunzionali.it. Insomma, un fake che non è nuovo ma che è tornato in auge negli ultimi giorni, con tantissime condivisioni.
Inoltre, l’immagine non è una fotografia, ma un fotomontaggio. Si capisce da come la figura del ‘protagonista’ (le virgolette sono d’obbligo dato che non è certo che il ragazzo in questione fosse a conoscenza dell’uso a mo’ di meme che ne è stato fatto di quel suo gesto) sia stata scontornata e posta all’interno di una chiesa.
Quindi nessun ragazzo nigeriano urina su crocifisso a Torino. Ma in molti, come spesso capita, ci hanno creduto e si sono indignati.

(da agenzie)

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NON ESISTE ALCUNA INVASIONE, ECCO I DATI REALI: LUGLIO 2020 VEDE GLI STESSI ARRIVI DI LUGLIO 2018. CON SALVINI IN OTTO MESI NEL 2019 SONO ARRIVATI 5.025 MIGRANTI CON SBARCHI AUTONOMI

Luglio 14th, 2020 Riccardo Fucile

RICORDIAMO CHE IN UNO STATO CIVILE (DI QUALSIASI ORIENTAMENTO POLITICO) CHI DIFFONDE NOTIZIE ATTE A TURBARE L’ORDINE PUBBLICO NE RISPONDE DAVANTI ALLA LEGGE, IN ITALIA SI PERMETTE DI FOMENTARE DISORDINI VEICOLANDO NOTIZIE FALSE

Da qualche giorno la pagina facebook di Matteo Salvini e quella della Lega hanno ricominciato a martellare sull’«invasione» in corrispondenza dell’aumento delle notizie sugli sbarchi in Italia.
Magari cominciare a spiegare quello che sta accadendo e confrontare i numeri con quelli degli anni precedenti può aiutare a capire qualcosa di più.
Cosa non vuole farvi sapere la Lega sull’«invasione» degli sbarchi
Il primo punto di un qualche interesse è notare che il magico mondo della comunicazione della Lega (la cosiddetta Bestia) è assolutamente fuori controllo, nel senso che nemmeno si rendono conto di quello che fanno.
E non solo perchè spacciano foto-bufala su pakistani che molestano donne in quel di Gallipoli ma che Facebook non rimuove come fake news.
Soprattutto perchè urlano “SIAMO ALLA FOLLIA” se il governo pensa di approntare una nave quarantena quando attualmente il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, che governa con i voti del centrodestra e della Lega, il 24 giugno scorso approntava una nave-quarantena (la Moby-Zazà ) per i 28 naufraghi sbarcati dalla Sea Watch e scriveva che si trattava di una “soluzione che con caparbietà  abbiamo preteso il 12 aprile scorso dal governo centrale per evitare che si sviluppassero focolai sul territorio dell’Isola, senza poterli circoscrivere e controllare. Oggi si capisce meglio quella nostra richiesta.“.
Ora, delle due l’una: se è una follia preparare navi-quarantena allora è folle anche Musumeci. Se non lo è, perchè almeno non la smettete con questi caratteri cubitali che sembra di avere a che fare con un bimbominkia? Era meglio quando usavate le faccine. Ciò detto, è interessante notare come la comunicazione salviniana e leghista diventi sempre più ansiogena — nel senso che trasmette una genuina ansia di perdere il posto — man mano che il partito scende nei sondaggi e il leader nel gradimento degli italiani mentre Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia sono in rapida ascesa rubando voti in massima parte alla Lega.
Ma al di là  del richiamo emotivo, proprio ieri il Corriere della Sera ha pubblicato un’infografica che paragona gli sbarchi in Italia negli anni, facendo notare che sì, è vero, nel periodo da gennaio e luglio del 2020 gli sbarchi sono aumentati rispetto al 2019, ma rimangono più bassi rispetto allo stesso periodo del 2018. E in particolare, se si confronta proprio il mese di luglio, non c’è nessuna crescita esponenziale (e quindi nessuna invasione).
Se poi si volesse allargare davvero lo sguardo al di là  del banner su Facebook si potrebbe confrontare la media degli sbarchi in Italia nei tre anni di crisi (2014-2016) con quelli del 2020, come ha fatto Matteo Villa in un’elaborazione di ISPI su dati del ministero dell’Interno.
Gli sbarchi “fantasma” c’erano anche quando Salvini era al Viminale
Ma proviamo anche a guardare altro. L’articolo di Fiorenza Sarzanini che accompagnava ieri l’infografica del Corriere della Sera spiegava che nelle ultime ore sono stati almeno 800 i migranti sbarcati, anche in maniera autonoma, su spiagge e insenature, e circa 80 quelli risultati infetti da Covid-19.
E aggiungeva: “Il timore è che in realtà  siano molti di più, sfuggiti ai pattugliamenti e tuttora in giro. Ecco perchè è stata segnalata a questori e prefetti la necessità  di intensificare i controlli sul territorio e segnalare l’identità  di chi risulta giunto recentemente nel nostro Paese in modo da effettuare le verifiche e scongiurare il pericolo che si tratti di positivi”.
Perchè c’è il timore che siano molti di più? Per lo stesso motivo per cui erano in aumento, come si vede dal grafico, durante il periodo del lockdown: con la chiusura delle frontiere e dei voli causata dall’emergenza Coronavirus, ovvero perchè sono aumentati i cosiddetti sbarchi “fantasma”.
Sono quelli di barchini che arrivano davanti alle coste dell’Italia e poi o vengono segnalati, soccorsi e “contati” oppure si dileguano: ovvero proprio il timore espresso nell’articolo.
Giusto un esempio per dare l’esatta dimensione del fenomeno: dal 1 gennaio al 1 settembre 2019 (un periodo nel quale il ministro dell’Interno era un certo Matteo Salvini) in Italia sono sbarcati 5.025 migranti (tutti mentre Salvini era al governo).
Di questi però solo 472 sono arrivati a bordo delle imbarcazioni delle ONG. Gli altri 4.553 sono arrivati in un altro modo.
All’epoca, mentre Salvini ingaggiava furiose battaglie di chiacchiere con le ONG, si arrivava con i barchini che hanno una curiosa caratteristica: non possono essere respinti perchè quando vengono avvistati si trovano già  nelle acque italiane e non è possibile ingaggiare una tarantella con Malta tirando fuori il centimetro per misurare la distanza dal “porto sicuro” più vicino.
Per questo Salvini non ne parlava. E quelli di oggi? Anche gli ultimi di cui Salvini si è lamentato non sono sbarchi che arrivano dalle navi delle ONG: quelli di Roccella Jonica sono arrivati con un barchino. Se non fossero stati visti sarebbero sbarcati tranquillamente (come succede da sempre in Italia a prescindere da chi sia il ministro dell’Interno) e anche i 28 attualmente positivi al Coronavirus sarebbero stati liberi di girare per il paese (esattamente come l’imprenditore vicentino che ha rifiutato il ricovero dopo il test del tampone che ne accertava la positività ) invece che in quarantena.
Tutto questo però Salvini non ve lo dice. Chissà  perchè, eh?

(da “NextQuotidiano”)

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PRENDE IL VOTO PIU’ ALTO ALLA SCUOLA UFFICIALI PER LA NAVIGAZIONE MA NON POTRA’ NAVIGARE GRAZIE A SALVINI

Luglio 13th, 2020 Riccardo Fucile

IL SOGNO INFRANTO DI HASIB: VIVE IN ITALIA DA QUANDO AVEVA SEI ANNI MA NON HA LA CITTADINANZA ITALIANA PERCHE’ I DECRETI SICUREZZA HANNO   RADDOPPIATO I TEMPI DI ATTESA FINO A 22 ANNI

Il suo sogno è diventare ufficiale di navigazione. Solcare i mari, come faceva lo zio Anisur. Nostromo in Bangladesh, di ritorno dalle spedizioni lo portava a bordo della nave, accompagnandolo in un viaggio fantastico ma raggiungibile.
Per questo Hasib Hossain, nato nella città  portuale di Chittagong, ha studiato. A 6 anni, con la mamma e la sorella, ha raggiunto il papà  a Mirano. A 15 si è iscritto al Venier e ha studiato, ha studiato tantissimo, regalandosi un bellissimo 100 alla maturità .
«Sono così felice. I prof mi hanno augurato il meglio per il futuro» dice Hasib, pieno di orgoglio.
Ma questa non è una storia a lieto fine. Perchè Hasib, eccellenza italiana della scuola italiana, non potrà  coronare il suo sogno.
Hasib, nato con il mare a riempirgli gli occhi tutti i giorni, diplomato con il massimo dei voti in una scuola che forma gli ufficiali di navigazione di domani, non potrà  navigare.
«Perchè, seppur abbia trascorso a Mirano 14 anni su 20, non ho ancora la cittadinanza italiana. Ma io sono cresciuto qui, ho frequentato le scuole qui, i miei amici vivono qui» spiega, rassegnato di fronte a un’ingiustizia più grande di lui.
«Due anni fa ho inviato all’allora ministro dell’interno Minniti una lettera firmata dal mio dirigente e dai miei prof, per fargli presente la situazione. Avevo bisogno della cittadinanza per lavorare e pagare le tasse allo Stato italiano».
Una raccomandata rimasta lettera morta.
A dividere Hasib dal suo sogno è la burocrazia. «I miei hanno dovuto attendere 10 anni per chiedere la cittadinanza per loro e per me, per poi aspettare altri due anni. Ma nel frattempo ero diventato maggiorenne e la domanda è decaduta. Intanto al governo è arrivato Salvini, che ha raddoppiato l’attesa dopo i 10 anni. Sarò italiano solo a 22 anni». Solo allora Hasib potrà  iniziare il percorso verso il suo sogno. Aspetterò i 22 anni facendo lavori di ufficio in un’agenzia marittima» chiude.

(da “NuovaVenezia”)

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