Dicembre 17th, 2019 Riccardo Fucile
QUESTO E’ IL LIVELLO DI INFAMITA’ A CUI HANNO PORTATO L’ITALIA I SOVRANISTI
Quanto devono essere composte le urla di una giovane madre davanti al corpo senza vita di una figlia di neanche 5 mesi?
Quanto adeguate devono essere le urla di una madre per la morte di chi non ha ancora visto il mondo per non disturbare le persone in coda al pronto soccorso?
Muore una bambina di pochi mesi e le grida straziate dal dolore di una giovane madre disturbano e danno fastidio alle persone in attesa di essere visitate dal personale medico dell’ospedale di Sondrio.
Non basta il via vai frenetico di medici ed infermieri a far cogliere la delicatezza del momento. Non sono sufficienti le urla intrise di dolore di una giovane genitrice per lasciare spazio al silenzio e all’attesa.
Quanto può essere meschina l’umanità . L’hanno chiamata “rito tribale”, “rito satanico” o, semplicemente, “tradizione africana” ma era la morte, era il dolore infinito di una madre che perde una bambina di 5 mesi.
Era la sofferenza che si imbatte nel cinismo in cui siamo sprofondati. Un cinismo fatto di abitudini e certezze, di concetti sentiti e ripetuti, senza mai averli veramente assimilati.
Hanno detto che perdere un figlio non è poi così importante per gli africani perchè “tanto ne sfornano uno all’anno”. Hanno atteso di essere visitati mentre quella “scimmia” si straziava dalla sofferenza nel corridoio di un ospedale. Hanno commentato e deriso.
Hanno sminuito la sofferenza di una madre ingigantendo la loro ignoranza. Si sono mostrati per quello che siamo diventati.
Chissà se le urla di una giovane donna valtellinese avrebbero dato lo stesso fastidio. Chissà se a pochi giorni da Natale il fastidio avrebbe lasciato spazio alla comprensione e all’empatia.
Chissà se, almeno questa volta, è concesso usare la parola razzismo. Chissà ..
(da “SondrioToday”)
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Dicembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
OVVIAMENTE CUOR DI LEONE NON SI E’ PRESENTATO AL PROCESSO CHE LO VEDE IMPUTATO PER VILIPENDIO DELLA MAGISTRATURA
Matteo Salvini è a Imola per la campagna elettorale delle Regionali dell’Emilia Romagna, ma i
suoi supporter pregano per lui di fronte al tribunale di Torino dove il segretario della Lega era atteso per l’udienza del processo che lo vede coinvolto per vilipendio alla magistratura.
Al rosario in piazza, con diretta facebook sulla pagina ”I cinque sassi, Lo scudo della croce e l’arma del Rosario” si sono presentate una ventina di persone, con rosario in mano e un crocifisso.
Angela Ciconte, una delle fondatrici del gruppo: “Ci avevano detto che Salvini doveva restare in parlamento per fare il suo dovere, se è altrove a noi non interessa, la preghiera supera i chilometri e noi siamo vicini a lui qualsiasi cosa stia facendo. Non siamo qui per farci vedere con lui, ma sostenerlo – spiegano – Salvini ci ha detto di andare avanti”.
Il leader del Carroccio aveva infatti incontrato la signora Ciconte, una dipendente dell’asl di Torino, a Milano un paio di settimane fa. “Gli ho raccontato della nostra iniziativa, lui mi ha mostrato il rosario che aveva in tasca, è la prova che non lo usa solo in tav, ma lo tiene sempre con se perchè ci crede – assicura – È l’unico politico che può risolvere i problemi dell’Italia”
Il gruppo si sta organizzando per creare in tutta Italia altre occasioni di preghiera. “Prima di essere qui abbiamo chiesto il permesso a Salvini, non ci saremmo mai permessi di essere qui senza il suo consenso”.
(da agenzie)
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Dicembre 7th, 2019 Riccardo Fucile
PER LA SERIE FACCIAMOCI CONOSCERE NEL MONDO… IL CLIENTE SPAGNOLO HA AVUTO LA FRATTURA DEL SETTO NASALE, IL CAMPIDOGLIO PRONTO A RITIRARE LA LICENZA MA DOVREBBE CHIEDERE I DANNI DI IMMAGINE
La polizia di stato di Fiumicino ha individuato un tassista colpevole di lesioni per futili motivi nei confronti di un passeggero italiano appena sbarcato a Roma da Madrid.
Il passeggero, rivoltosi a un tassista in regolare servizio presso l’aeroporto di Fiumicino, al fine di ottenere l’applicazione del tassametro per la corsa dallo scalo romano alla Capitale, è stato aggredito dallo stesso tassista e colpito con un violento pugno in pieno volto, che ha causato al malcapitato la frattura del setto nasale
La violenta scena, ripresa dalle telecamere posizionate nell’area esterna arrivi del Terminal 3, è avvenuta di fronte alla totale indifferenza sia degli altri tassisti e degli addetti volontari del “taxi service” che si occupano di assistere i passeggeri che richiedono il servizio di trasporto, sia da parte delle altre persone in transito.
Dalle immagini l’uomo si rivolge al tassista, che appare fin da subito visibilmente irritato, al punto tale da rifiutare il carico dei bagagli a bordo del taxi e in più di una occasione respinge uno dei bagagli.
Nel frangente, mentre è in corso la discussione fra i due, un assistente del servizio taxi con indosso un fratino giallo fa salire a bordo della stessa vettura un altro cliente, mentre il tassista risale a bordo dell’auto.
Il primo viaggiatore, probabilmente infastidito, bussa più volte sul vetro posteriore del taxi per chiedere spiegazioni all’autista. Nella scena seguente il tassista infuriato, scende e a passo spedito va incontro al viaggiatore e lo colpisce con un pugno in pieno volto. L’aggredito a quel punto cade all’indietro, mentre il tassista riparte alla guida dell’auto con l’altro cliente a bordo. L’uomo colpito riesce faticosamente a rimettersi in piedi. La terribile scena avviene di fronte a diverse persone che guardano, ma senza intervenire.
Pochi minuti dopo l’uomo aggredito viene assistito e medicato nel vicino pronto soccorso aeroportuale di Adr e poi trasferito all’ospedale Cto di Roma, dove gli è stata diagnosticata la frattura del setto nasale giudicata guaribile in 30 giorni.
Il Campidoglio, a quanto si apprende, attenderà gli sviluppi delle indagini sul tassista e qualora le indagini delle forze dell’ordine ne confermassero la colpevolezza dell’autista, il Comune farebbe scattare la procedura per il ritiro della licenza al tassista.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
E’ ISTIGAZIONE A DELINQUERE: ARRESTATELO… IN UN PAESE NORMALE SAREBBE GIA’ IN GALERA…NOTO PER AVER GONFIATO IL PROPRIO CURRICULUM IN CAMPAGNA ELETTORALE DICHIARANDO IL FALSO
“Fino a che il popolo non impicca i banchieri”, oppure “l’alto tradimento” del presidente del
Consiglio Giuseppe Conte sul Mes, reato che “in tempo di guerra era punito con la fucilazione alle spalle”.
Non sono discorsi di qualcuno alticcio al bar, ma è il contenuto di un post su Facebook di un consigliere regionale della Lega in Abruzzo, Simone Angelosante.
Tra un “mi creda, la misura di questo sistema globalista è colma” e un riferimento al “pensiero unico globalista”, nei suoi commenti Angelosante – che è anche sindaco di Ovindoli – è un crescendo che culmina con il cruento riferimento all’impiccagione di banchieri ad opera del popolo (“fino a quando il popolo con il populismo non impicca i banchieri… è già successo sai?”).
Simone Angelosante, professione medico, 55 anni, un passato in Alleanza Nazionale e poi la folgorazione leghista, era già noto alle cronache per due episodi: aver gonfiato il proprio curriculum in campagna elettorale (si definiva direttore sanitario di una clinica, ma non era vero) ed essere entrato in polemica con Roberto Vecchioni, colpevole di aver cantato Bella ciao durante un suo concerto nella cittadina di cui è sindaco. Il cantautore “fa propaganda di basso livello”, si inalberò.
(da agenzie
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Dicembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
ARRESTATI ALTRI DUE COMPLICI ITALIANI… LO DENUNCIAMO DA TEMPO: QUALCOSA NON VA, TROPPI CASI DI SERVITORI DELLO STATO COINVOLTI IN REATI
Una vicenda che è ancora in fase di definizione, ma che ha portato all’arresto — tra gli altri
— di un carabiniere a Prato. Oltre al militare, sono state arrestate anche altre due persone.
Le accuse della procura, che si è avvalsa di alcuni colleghi dell’uomo per portare a termine la misura cautelare, si basano sul fatto che il carabiniere abbia aiutato la banda nella pianificazione e nella logistica relativa al furto avvenuto nell’appartamento di una famiglia cinese.
Già nel mese di agosto erano invece state arrestate altre tre persone che erano ritenuti gli autori materiali del furto.
Il frutto del bottino ammontava a 11mila euro che erano stati portati via dall’abitazione della famiglia cinese dopo aver mostrato una pistola che, alla fine, si era rivelata essere un’arma giocattolo.
I carabinieri del nucleo invastigativo di Prato hanno alla fine portato a termine le indagini che hanno portato all’arresto del collega. Il militare è stato accompagnato in caserma insieme ad altre due persone che svolgono l’attività di venditori di frutta.
Le tre persone arrestate alla fine del mese di agosto, invece, sono tutte italiane
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
ALL’L’EX ESPONENTE DI FORZA NUOVA, PENTITO DI MAFIA, SEQUESTRATE NUMEROSE ARMI E FALSA TESSERA DELLA POLIZIA
Arrivano sviluppi importanti nell’inchiesta della polizia, coordinata dalla procura di Caltanissetta, sull’ultimo partito neonazista.
Gli investigatori del servizio interno dell’Antiterrorismo hanno perquisito l’abitazione francese del reclutatore del gruppo, Pasquale Nucera, ex boss dell’Ndrangheta oggi collaboratore di giustizia, ed è stato scoperto un piccolo arsenale: 8 fucili, 4 revolver, una carabina, una pistola semiautomatica, poi anche due valigette piene di munizioni di vario calibro.
E’ stata sequestrata anche una tessera della polizia francese, falsa, intestata a Pascal Nucera nato il 26 settembre 1955, la data di nascista è quella dell’ex padrino calabrese che all’inizio degli anni Novanta ha iniziato a collaborare con la giustizia, poi si è trasferito in Liguria dove ha militato in Forza Nuova.
Ieri sera, il gip di La Spezia ha convalidato il fermo nei confronti dell’uomo, accusato di detenzione di armi, per altri fucili trovati nella sua abitazione italiana, ad Imperia.
Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Mentre gli investigatori della Digos di Enna e di Genova, con i colleghi dell’Antiterrorismo diretti da Eugenio Spina, continuano ad esaminare anche la documentazione ritrovata nelle abitazioni di Nucera.
Quando venne contattato da un esponente dall’ultimo partito neonazista scoperto dalla polizia, precisò subito: “Io ho intenzioni serie, dei rivoluzionari da tastiera non me ne faccio nulla. E non mi interessa andare in giro a mettere striscioni o fare manifestazioni”.
Per Pasquale Nucera – che ha un passato anche da componente della Legione straniera – le “intenzioni serie” erano queste: “Quattro coppie di due persone in una notte destabilizzano una città come Milano”.
Ufficialmente, faceva il gestore di un avviato agriturismo a Dolceacqua, provincia di Imperia, in realtà si dava una gran da fare nella galassia dell’estrema destra: “Bisogna passare all’azione”, ripeteva.
E suggeriva di lanciare una molotov contro una sede dell’associazione nazionale partigiani. “Per dare una scossa ai ribelli”.
All’esponente del “Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori” che voleva la sua collaborazione, spiegava di avere già fatto dei “sopralluoghi a Savona” per altre azioni. “Utilizzando benzina”.
Proponeva di rivendicare con la sigla “Patrioti italiani”, ma avendo cura di creare “false piste”. Intanto, diceva di essere andato al funerale delle vittime del crollo di Genova: “Bisogna prendere a calci Mattarella e Martina, ma sono riuscito a prendere solo Martina, con un calcio, poi è scappato”.
Le intercettazioni dell’indagine condotta dalla Digos di Enna hanno svelato i piani, ma soprattutto la rete nera di Pasquale Nucera, a cui la procura di Caltanissetta ha sequestrato non solo armi, ma anche il profilo Facebook “Leon Yavres”, che inneggiava al fascismo. In una foto si vede un gruppo di persone in camicia nera che si mettono in posa mentre fanno il saluto romano.
Lui si faceva chiamare Leon, come il killer del famoso film francese. Postava le fotografie dei giorni passati nella Legione straniera, in Africa, tuta mimetica e armi in pugno. Si vantava di aver animato Forza Nuova a Genova e di avere organizzato un viaggio in Siria del leader del movimento, Roberto Fiore, chissà se è vero o millantava: di sicuro, sul profilo Facebook sequestrato ci sono alcune foto con lui.
Poi, però, Nucera aveva lasciato l’incarico di vice coordinatore del movimento ad Imperia, in segno di protesta, ritenendo che la linea del gruppo fosse troppo moderata e soprattutto affidata a giovani di poca esperienza nella galassia nera.
Il pentito aveva aderito all’Ordine dei Templari, “ha sede a Lugano”, spiegava. Nucera diceva di essere il “tutore di tutte le commende che ci sono in Italia”. E diceva: “Sono anche contro gli ebrei, non solo contro l’Islam”. Progettava di fare davvero tante cose insieme al partito neo nazista finito nell’inchiesta della procura siciliana.
(da agenzie)
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Dicembre 1st, 2019 Riccardo Fucile
“ISTRUITEVI, APRITE GLI OCCHI, IO HO PERSO LA MIA GIOVENTU’ E L’AMORE DEI MIEI FIGLI”
“Non prendete esempio da persone come me che si sono rovinati la vita”, “abbandonate la
droga e l’alcool e godetevi la vita lavorando onestamente e con dignità ” così “non dovete avere la paura di chi bussa alla vostra porta”: è questo l″l’invito’ ai giovani dei rioni a rischio di Catania che arriva dal boss ergastolano Sebastiano ‘Iano’ Lo Giudice, 42 anni.
Detenuto da quasi 10 anni in regime di 41bis nel carcere di Spoleto per associazione mafiosa, estorsioni, traffico di droga e per diversi omicidi commessi tra il 2001 e il 2009, l’uomo ha scritto una lettera ai giovani, inviata al suo legale Salvatore Leotta e fatta pervenire all’ANSA, al quotidiano La Sicilia e al sito Livesicilia.
Un monito quello di Lo Giudice che proviene da chi la vita criminale la conosce bene: proprio per questo il boss non vuole che qualcuno percorra le sue orme.
Lo Giudice è un esponente di vertice della cosca dei ‘Carateddi’ legata al clan Cappello-Bonaccorsi che negli anni scorsi ha dato vita a una sanguinosa faida mafiosa contro Cosa nostra capeggiata dalla ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano.
Secondo il suo legale “non ha manifestato intenzione di collaborare con la giustizia, ma vuole evitare che altri giovani commettano i suoi stessi gravissimi errori”.
“Istruitevi, aprite gli occhi e lasciate perdere i falsi miti”, scrive nella missiva Lo Giudice che invita invece a “dare il giusto valore alla vita” perchè poi, osserva, “sarà troppo tardi” e “le sofferenze resteranno soltanto a voi e alle vostre famiglie”.
“Ho visto tanti bravi ragazzi – aggiunge – perdersi senza capirne la motivazione e sono certo che se potessero tornare indietro non rifarebbero più gli stessi errori”.
Quindi, sottolinea, “abbiate la forza di dare una svolta alla vostre vite e non date adito alle millanterie dei quartieri perchè prive di fondamento e fine a se stesse”.
“Io ho perso la vita, la mia bella gioventù, l’amore dei miei figli e delle persone che mi amano veramente – conclude Lo Giudice – se avrò la possibilità mi godrò i miei nipotini, altrimenti accetterò di morire in carcere come la Giustizia ha deciso, ma vorrei essere curato e scontare la mia pena con la mia dignità , senza avere problemi”.
(da agenzie)
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Novembre 30th, 2019 Riccardo Fucile
“VOGLIO VEDERE LA LUCE E LA SPERANZA E NON QUESTO ODIO”…MA I FAN DEL SEQUESTRATORE DI PERSONE LE DANNO DELLA “MUMMIA” E VOMITANO ODIO SUI SOCIAL
Ornella Vanoni ha annunciato che sarà in piazza con le Sardine a Milano domani primo
dicembre in piazza Mercanti.
Lo ha detto lei sulla pagina delle sardine di Milano e lo ha confermato al Corriere della Sera, al quale ha spiegato: «Non ci si deve muovere contro Salvini. Ci si deve muovere, che è un’altra cosa. Secondo me questo dovrebbe restare un movimento apolitico che faccia capire alle nuove generazioni che si devono arrabbiare. Voglio vedere la luce e la speranza e non questo odio: io mi preoccupo per loro, mi spiace vedere un paese che sta andando tanto male. Ma non è colpa solo di questi governanti, è una situazione che si è creata col tempo. Come uscirne? La ricetta non ce l’ho. La rabbia forse è l’unica ricetta».
Ma l’annuncio della cantante non è passato inosservato. Ed è subito partita un’interessante macchina del fango nei confronti della Cantante della Mala, colpevole di essere… vecchia.
In un tripudio di eleganza nel quale si sono distinte soprattutto le donne
Come d’abitudine, soprattutto le pagine fb dei quotidiani si sono dimostrate una fogna a cielo aperto, Dove la battuta più ripetuta è stata “Sardina? No, mummia”.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 30th, 2019 Riccardo Fucile
LA DDA DI PALERMO E’ ANDATA OLTRE LE RICHIESTE DELLA PROCURA DI AGRIGENTO… PIANTEDOSI PER UN ANNO HA AVALLATO GLI ATTI ILLECITI DI SALVINI
Questa volta Matteo Salvini si tira dietro Matteo Piantedosi.
C’è anche il nome dell’attuale capo di gabinetto del Viminale nel fascicolo che la Dda di Palermo ha trasmesso al tribunale dei ministri chiedendo di procedere per le ipotesi di reato di abuso in atti d’ufficio e sequestro di persona
Il caso è quello dello sbarco a Lampedusa di un gruppo di migranti soccorsi dalla Open Arms ai primi di agosto e costretti a rimanere sulla nave Ong spagnola per 20 giorni per il “no” allo sbarco da parte del Viminale nonostante il comandante avesse dichiarato lo stato di emergenza a bordo e i medici mandati a bordo avessero segnalato le drammatiche condizioni sanitarie e psicologiche delle persone a bordo.
La decisione, come ha ricostruito la puntuale inchiesta della Procura di Agrigento ( che poi sbloccò la situazione sequestrando la nave e ordinando l’immediato sbarco dei migranti), fu naturalmente dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini ( ai suoi ultimi giorni al Viminale) ma l’esecuzione dell’ordine fu del capo di gabinetto Matteo Piantedosi al vertice di quella catena di comando che – stando alle conclusioni dei pm – “abuso’ dei suoi poteri” ignorando la decisione del Tar che, giorni prima, aveva annullato il decreto di interdizione delle acque italiane alla Open Arms ordinando l’immediato soccorso delle persone a bordo.
Quel ripetuto “no” allo sbarco, nonostante in quella occasione fosse invece stato messo per iscritto lo stabene della capitaneria di porto, fu dato da Salvini e Piantedosi.
E dunque la Procura di Palermo ha chiesto al tribunale dei ministri di valutare le ipotesi di reato di sequestro di persona e abuso d’ufficio in concorso tra Salvini e Piantedosi, andando questa volta oltre le indicazioni della Procura di Agrigento che, quindici giorni fa, trasmettendo il fascicolo a Palermo aveva iscritto nel registro degli indagati solo il nome di Matteo Salvini.
Un anno fa, in occasione del caso Diciotti, le cose erano andate diversamente: Agrigento aveva iscritto nel registro degli indagati sia Salvini che Piantedosi ma poi la Procura di Palermo aveva deciso di lasciare cadere le accuse nei confronti del capo di gabinetto.
(da agenzie)
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