Destra di Popolo.net

IL TESTIMONE CHIAVE DELL’ESPOSTO CONTRO L’ITALIA E L’EUROPA PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ ALLA CORTE DELL’AJA: “L’ITALIA FINANZIA LA BANDA DI CRIMINALI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA”

Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile

ECCO LE PROVE DI COME AGISCE L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE CHE SI FA PAGARE DAI PROFUGHI PER LASCIARLI PARTIRE (E LI SCORTA PURE)… IN ITALIA QUALCUNO E’ COMPLICE DI QUESTI CRIMINALI

Alnoor Mohammadiaen Adam, 44 anni, è il testimone chiave dell’esposto contro Roma e Bruxelles articolato in 244 pagine e presentato lo scorso giugno alla Corte Penale internazionale ( Cpi) dell’Aja dall’avvocato israeliano Omer Shatz, docente di diritto internazionale a Sciences Po e dal collega franco-spagnolo Juan Branco
La denuncia è per “crimini contro l’umanità ” e mette sotto accusa l’aiuto economico e militare dato da Italia e Ue alla Guardia costiera della Libia, che poi usa queste risorse per alimentare la tratta di esseri umani, tra indicibili violenze, ricatti, prigionie e torture.
Membro della tribù sudanese dei Berti, una delle più colpite durante il conflitto in Darfur, in questa intervista Alnoor Mohammadiaen Adam rivela per la prima volta alla stampa il proprio nome e il suo volto: «Ho deciso di farlo perchè ciò che sta accadendo sulla pelle di chi fugge dalle guerre e dalla povertà  rinnova il mio dolore. La decisione dell’Italia e dell’Ue di addestrare, finanziare con soldi pubblici e affidare alla Guardia costiera libica le operazioni di salvataggio in mare dei migranti è un’aberrante truffa non solo ai nostri danni ma anche nei confronti dei cittadini italiani ed europei», dice.
E aggiunge: «Non ne parlo per averlo sentito dire: è un fatto che io e mia moglie siamo stati costretti a constatare in prima persona». La moglie di Alnoor è morta per le violenze subite e le malattie contratte in Libia, poche ore dopo essere sbarcata con il marito a Trapani.
«I medici mi hanno detto che era incinta», racconta Alnoor. La cui testimonianza, secondo l’accusa, dimostra che Italia e Unione Europea nel consegnare la gestione del recupero in mare dei migranti alla Guardia costiera libica hanno contribuito all’attuazione di crimini contro l’umanità .
Signor Adam, ci può spiegare cosa è accaduto quando il 17 luglio 2016 siete riusciti a imbarcarvi su un peschereccio in Libia?
«A mezzanotte io e mia moglie siamo stati portati a un molo con molti pescherecci. I trafficanti, che si facevano chiamare Abdelbasit e Fakri, ci hanno detto che ci avrebbero scortato per 2 ore affinchè non venissimo intercettati dai “pirati”. Eravamo 86 persone, tutte sudanesi. La barca però era troppo carica. A quel punto Abdelbasit è saltato dentro e ha iniziato a timonare, mentre il gommone di scorta guidato da Fakri ci precedeva effettuando “ricognizioni”. Ci hanno scortato per un’ora e mezza fino a quando Fakri ha accostato e ha urlato: “Abdelbasit, vieni, veloce!” A quel punto ho chiesto cosa dovessimo fare, avendo capito che saremmo rimasti soli, ma non hanno risposto e se ne sono andati via a tutta velocità  col gommone. Poco dopo è arrivata una barca più grande, armata di mitragliatrice Dushka, con otto uomini in uniforme, che ci ha speronato. Eravamo terrorizzati. Due di loro armati fino ai denti sono saltati dentro e ci hanno urlato: “Siamo la Guardia costiera libica. Rappresentiamo il governo. Sappiamo che state andando in Europa. Ma ora dovete tornare in Libia!”».
A quel punto cosa è successo?
«Ci hanno costretto a invertire la rotta mentre il mare diventava sempre più grosso. Noi non eravamo in grado di gestire l’inversione, allora uno degli uomini della Guardia costiera ha preso il timone. Ma le onde erano troppo alte anche per lui. Così i suoi colleghi ci hanno lanciato una corda per trascinarci, visto che la loro imbarcazione era più grande e più veloce. Sulla via del ritorno, hanno intercettato altre 4 barche. Al mattino presto, quando siamo arrivati a Zawiya, due barche erano già  state rilasciate perchè avevano raggiunto un accordo con la Guardia costiera libica. Poco dopo siamo stati trasferiti in alcuni container-prigione vicino a un edificio a più piani. I carcerieri ci hanno subito detto: “Ognuno di voi deve pagare 2.000 dinari (più di 1.200 euro, ndr) e vi porteremo in un punto dove sarete recuperati. Se non avete soldi, ecco il telefono, chiamate le vostre famiglie e ditegli che ce li spediscano. C’è un nostro agente incaricato di ritirare il denaro a Tripoli. Chi non paga, verrà  trasferito nella prigione di Osama 767”. Io e mia moglie non avevamo più soldi perchè li avevamo usati tutti per pagare il viaggio verso l’Europa. Così ci hanno separati, Hala in un container, io in un altro. Siamo rimasti chiusi lì dentro senza mai uscire e senza notizie l’uno dell’altro per due settimane. Mi hanno picchiato e torturato. Non riesco a parlare di quello che è successo a mia moglie. Alla fine, lei ha chiamato i suoi fratelli che hanno inviato denaro per farci uscire. Non mi dimenticherò mai quei giorni. Dentro ai container faceva un caldo asfissiante ma ci davano solo una tazza d’acqua al giorno. Quando ne ho chiesta un’altra, non solo non me l’hanno data, ma il giorno dopo ho avuto solo mezza tazza. Ho chiesto il motivo e la risposta è stata: “Perchè così non disturbi chiedendo di andare in bagno”. Il cibo era molto scarso e disgustoso».
E dopo cosa è successo?
«Hanno mandato alcuni di noi a lavorare nei terreni agricoli circostanti, ordinando ai proprietari di impedirci di scappare. Con il lavoro forzato ci saremmo pagati il nuovo viaggio. Alla sera tornavamo prigionieri nei container. Dopo mesi di lavori forzati siamo stati rimessi in mare sulla barca di legno della prima volta, ma ora a farci da scorta c’era direttamente la stessa barca della Guardia costiera libica comandata dallo stesso capo dell’equipaggio».
È davvero certo che il comandante fosse lo stesso?
«Non mi dimenticherò mai la sua faccia e i suoi modi spietati».
A quel punto cosa è accaduto?
«Ci hanno scortato per circa tre ore, fino a quando le luci non erano più visibili. Mi è rimasto impresso quando siamo passati davanti alle fiamme dell’impianto petrolifero offshore di Sabratha e il capo dell’equipaggio della Guardia costiera ci ha detto: “Se vi lasciassimo qui dovreste pagare di nuovo”. A quel punto ho dedotto che la Guardia costiera libica non è un corpo unico, ma è costituita da più gruppi divisi tra loro».
Poi hanno continuato a scortarvi?
«Sì, ma a un certo punto ci hanno detto: “Continuate così” e se ne sono andati. Mentre albeggiava abbiamo realizzato che due barche di migranti partite con noi non c’erano più. Non so cosa gli sia successo. Le onde intanto erano diventate così alte che abbiamo iniziato ad andare nel panico».
Chi vi ha recuperati in mare e portati in Sicilia ?
«Siamo stati avvistati da una nave che passava, poco dopo ci ha sorvolati un elicottero. Poi è arrivata l’Aquarius che ci ha presi a bordo sbarcandoci a Trapani. Mia moglie è morta 48 ore dopo, per gli stenti e le violenze che aveva subito».

(da “L’Espresso”)

argomento: criminalità | Commenta »

LA RAGAZZA AGGREDITA E INSULTATA A VIGNOLA PERCHE’ AVEVA UN CARTELLO CONTRO SALVINI: “POLITICIZZARE UNA FESTA PER BAMBINI E’ DA PEZZENTI”

Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile

INSULTI SESSISTI E PUGNI CONTRO LA GIOVANE, A DIMOSTRAZIONE CHE CON LA FECCIA SOVRANISTA I TEMPI DELLE DISCUSSIONI SONO FINITI DA TEMPO

Domenica 8 settembre il senatore Matteo Salvini era a Vignola (Modena) per “visita evento locale (Via Gramsci) e gazebo Lega (Corso Italia 84/Piazzetta Villa Braglia)”. L’evento locale visitato da Salvini era Bambinopoli, una manifestazione storica per i vignolesi, visto che è giunta quest’anno alla sua XVIII edizione.
Un evento dedicato ai bambini e alle associazioni di volontariato. Soprattutto una manifestazione apartitica e apolitica, perchè dedicata ai bambini.
Qualcuno non ha gradito che Salvini politicizzasse una manifestazione per i bambini.
E del resto il leader del Carroccio — che è il primo a lamentarsi di quelli che strumentalizzano i bambini — forse avrebbe potuto evitare di farlo.
Ma siamo un Paese libero, e quindi come Salvini può andare all’ex mercato ortofrutticolo di Vignola per fare campagna elettorale per le regionali in Emilia-Romagna così i cittadini hanno diritto di criticare questa scelta.
È il caso di Federica Zanasi, che è di Vignola ed è studentessa universitaria, che è andata in via Gramsci con un cartello dove era scritto «Politicizzare una festa dei bambini è da pezzenti». Un messaggio per certi versi non difforme dall’appello lanciato dall’ex compagna di Salvini il giorno stesso.
Come al solito i fan dell’ex ministro dell’Interno non hanno gradito la presenza di una persona che la pensava diversamente da loro. Federica racconta in un post su Facebook di essere stata «aggredita non solo verbalmente con insulti sul mio aspetto fisico, ma di vedermi accerchiata da diversi Vignolesi e sempre da loro venire strattonata, spinta e perfino ricevere pugni e schiaffi, davanti agli sguardi impassibili di altri Vignolesi che, al posto di intervenire, incitavano i primi».
«Dimagrisci. Sei grassa, sei brutta e sei ignorante»
Nei video pubblicati su Facebook si sentono alcuni cittadini, normali cittadini anche se non proprio pacifici, iniziare con la tiritera di Bibbiano: «gli piacciono quelli di Bibbiano, vengono da Bibbiano» ma si passa presto al tentativo di farle abbassare il cartellone, non sia mai che Salvini lo possa leggere.
«Che cazzo siete venuti a fare, nessuno vi ha chiamato» urla una donna, mentre un’altra chiede di chiamare la Polizia (e perchè?). «La festa è di là , vai a rompere i coglioni di là » dice una signora per invitarla ad andare da un’altra parte, a Bambinopoli appunto. Oppure a Bibbiano. Non si deve disturbare il comizio, mentre la folla urla “elezioni elezioni” scatenata dall’oratore sul palco.
«Al PD i bambini piacciono, si sa», dice una signora che sta dando — nemmeno troppo velatamente — della pedofila alla ragazza o agli elettori del Partito Democratico. Una signora incita l’amica ad “andarci addosso” e quella accetta il consiglio ed inizia con gli spintoni. Un altro con la scusa di «le facciamo il solletico?» le mette le mani addosso, un’aggressione fisica in piena regola. Ma sono le donne le più manesche, una le sferra un pugno che fa dire al tizio del solletico «questo non sono stato io».
E non mancano gli insulti, quelli tipici di chi sa valorizzare il ruolo della donna in politica come i leghisti: «Dimagrisci. Sei grassa, sei brutta e sei ignorante» ma anche «hai una faccia da culo incredibile». Ad un ragazzo che ha preso le difese di Federica invece è toccato «puzzi».
Evidentemente i pacifici elettori della Lega, quelli che vanno sempre con il sorriso e amano la democrazia farebbero di tutto per consentirti di esprimerti. Lei ne è uscita un po’ scossa ma senza traumi. Forse uno: il fatto che nessuno dei suoi concittadini sia intervenuto a fermare quelli che la insultavano, anzi molti di loro si godevano divertiti lo spettacolo. Con un sorriso un po’ ebete e un po’ complice.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: criminalità | Commenta »

TIFOSI DI MERDA: FISCHIANO DURANTE IL MINUTO DI RACCOGLIMENTO PER LA PICCOLA XANA, MORTA DI TUMORE

Settembre 6th, 2019 Riccardo Fucile

IN DIRETTA TV UNA SCENA INQUALIFICABILE E SCHIFOSA DA PARTE DEI TIFOSI ROMENI DURANTE ROMANIA-SPAGNA… FECCIA DA ASPETTARE FUORI DALLO STADIO E PORTARLA IN CAMPI DI RIEDUCAZIONE

Xana è la bimba di 9 anni morta il 29 agosto scorso, stroncata da un brutto male che l’ha strappata alla vita, all’amore dei genitori, agli affetti più cari. Era la figlia di Luis Enrique, il commissario tecnico della Spagna che lasciò la conduzione della Roja per motivi strettamente personali: straziato dal dolore, scelse di restare accanto alla piccola e alla famiglia nel momento più cupo e difficile, quando proprio non riesci a farti una ragione (e mai lo farai) di quel che sta accadendo.
A lei, alla ragazzina uccisa da una patologia gravissima e incurabile (un osteosarcoma, il tumore maligno che consuma le ossa dei bimbi nell’età  dello sviluppo) era dedicato il minuto di silenzio che la Uefa aveva preventivato prima della partita di qualificazione all’Europeo 2020 tra la Romania e la Spagna.
Buon senso, umana pietà , compartecipazione emotiva, rispetto per la memoria della bimba imponevano silenzio ma così non è stato.
E quel che è andato in scena, in diretta tv (e mostrato sui social attraverso i video caricati dagli utenti), è stato lo spettacolo più ‘schifoso’ (si può dire, non c’è altro termine per qualificare atteggiamenti del genere) si potesse immaginare: la maggior parte del pubblico accorso allo stadio ha fischiato, rumoreggiato, urlato, intonato cori durante quei sessanta secondi che sono sembrati un’eternità .
I calciatori in campo erano abbracciati e a capo chino, in particolare quelli iberici e il tecnico Luis Moreno. Fu proprio lui che, in conferenza stampa, nell’esprimere cordoglio per il collega colpito dal terribile lutto, si disse pronto a farsi da parte in qualsiasi momento purchè Lucho (così viene chiamato dai tifosi, colleghi e amici Luis Enrique) tornasse in panchina.
In campo, dinanzi a tanto disprezzo, ha lo sguardo impietrito. Come lui tutti i membri dello staff, i giocatori accanto a lui e quelli sul rettangolo verde, compresa la Romania. È successo davvero, ed è stato vergognoso. Uno schifo, parzialmente camuffato dall’applauso scaturito come reazione a tanto dispregio.

(da Open)

argomento: criminalità | Commenta »

MARE JONIO MULTATA E SEQUESTRATA ILLEGALMENTE, SCOPPIA UNO SCONTRO SENZA PRECEDENTI TRA CAPITANERIA E I SERVI DI SALVINI AL VIMINALE

Settembre 3rd, 2019 Riccardo Fucile

VENDETTA DEI MISERABILI PERCHE’ LA GUARDIA COSTIERA AVEVA FATTO I NOMI DEI RESPONSABILI AL VIMINALE DEL SEQUESTRO DI PERSONE.. LA GUARDIA DI FINANZA INCAZZATA PERCHE’ COSTRETTA A UN ATTO ILLEGALE… TRANQUILLI, QUANDO ARRIVERANNO LE DENUNCE PER REATI DA 15 ANNI DI GALERA QUALCUNO PERDERA’ IL SORRISO FINO ALL’ULTIMO DEI SUOI GIORNI

E’ il prevedibile colpo di coda alla vigilia dell’addio al Viminale. A costo di innescare uno scontro senza precedenti tra apparati dello Stato.
Con la Guardia di finanza di Lampedusa costretta, controvoglia, a sconfessare i provvedimenti della Guardia costiera, a pochi giorni dall’avvicendamento ai vertici della capitaneria dell’Isola.
Un gioco di palazzo orchestrato da chi non ha saputo incassare la sconfitta per la sostanziale demolizione del decreto sicurezza, andato a infrangersi contro il diritto internazionale e il “diritto del mare” rispettato da Mare Jonio, la nave della piattaforma Mediterranea che ha salvato 98 naufraghi, dal primo all’ultimo sbarcati in Italia senza che il ministro Salvini riuscisse a respingerne neanche uno.
Così ieri notte, quando oramai era stato concluso il trasbordo degli ultimi 31 migranti, prelevati come sempre da una eccezionale operazione di trasbordo della Guardia costiera, costretta ancora una volta a operare in acque internazionali a causa del divieto d’ingresso alla nave umanitaria, il vascello di “Rescuemed” ha chiesto di poter entrare a Lampedusa per ripararsi dall’imminente tempesta.
Venendo meno i presupposti del divieto salviniano (a bordo non c’era più alcun migrante) la Capitaneria di porto dell’isola ha dato luce verde autorizzando il comandante Buscema a fermarsi su un punto di fonda, dove tenere la nave sotto costa e al sicuro dai contraccolpi del maltempo.
A sorpresa, però, una motovedetta della Guardia di finanza si è lanciata verso la Mare Jonio per prelevare il comandante e il capomissione Luca Casarini, poi condotti in caserma all’unico scopo di notificare un sequestro amministrativo con una multa da 300mila euro.
La Guardia costiera conferma di avere permesso alla nave l’ingresso nelle acque territoriali, ma le Fiamme gialle non hanno voluto sentire ragioni. Da Roma, infatti, erano state incaricate di rovinare la festa di Mediterranea, che aveva appena concluso la quarta missione del 2019.
Fonti ministeriali e delle forze coinvolte, confermano che al Viminale qualcuno si è risentito per essere finito nelle comunicazioni della Guardia costiera alla procura della Repubblica di Roma e Agrigento.
Era accaduto qualche giorno prima, come rivelato da Avvenire, quando dal Comando delle capitanerie di porto di Roma avevano trasmesso al ponte di comando della Mare Jonio il rifiuto di un porto di sbarco per ordine delle “autorità  nazionali”.
La missiva era stata inviata alle due procure insieme all’elenco, in chiaro, di 37 altri destinatari coinvolti a vario titolo nel processo decisionale che aveva portato a tentare di bloccare il vascello.
Tra questi appariva il nome del capo di gabinetto del ministro uscente Salvini, oltre agli omologhi delle Infrastrutture e della Difesa.
Ad Agrigento e Roma, com’è noto, ci sono inchieste per abuso d’ufficio e sequestro di persona, al momento contro ignoti ma che presto potrebbero vedere sul registro degli indagati esponenti politici e funzionari pubblici.
La guerra alla Mare Jonio si iscrive perciò all’interno di una faida politico-burocratica che caratterizza le ore della caduta di un’alleanza di governo che, per ammissione del vicepremier uscente Salvini, avrà  altri seguiti.
Il quasi ex ministro dell’Interno ha dichiarato ieri che ci sono ad Agrigento “due inchieste contro di me”.
Quando dovessero eventualmente arrivare le richieste di autorizzazione a procedere, difficilmente il Parlamento lo salverebbe dal processo, come già  avvenuto nel caso Diciotti.
La guerra alle organizzazioni umanitarie, perciò, è molto di più che una pesante contravvenzione amministrativa. Ma potrebbe trasformarsi nel campo di battaglia per un regolamento di conti.

(da “Avvenire”)

argomento: criminalità | Commenta »

ONORE AL PATRIOTA EUROPEO KLAUS PETER REISCH, UN VERO CAPITANO: FORZA IL BLOCCO CRIMINALE DEL GOVERNO RAZZISTA E FA SBARCARE I PROFUGHI DELLA ELEONORE A POZZALLO

Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile

DICHIARATO LO STATO DI EMERGENZA A BORDO, PONTE ALLAGATO, MIGRANTI ALLO STREMO DOPO OTTO GIORNI …. LA NAVE SARA’ SOTTOPOSTA A FERMO AMMINISTRATIVO PREVENTIVO, MA 104 ESSERI UMANI SONO IN SALVO E I RAZZISTI SE LO SONO PRESO IN CULO

La nave Eleonore della Ong tedesca Lifeline con 104 persone a bordo ha forzato il divieto di entrare in acque territoriali italiane ed è diretta al porto di Pozzallo.
La nave è in mare da 8 giorni ed è stata la prima, tra le barche delle tre Ong attualmente in missione, a ricevere il divieto in ingresso firmato dai ministri Salvini, Trenta e Toninelli.
Fino a ieri sera la Eleonore era all’altezza di Malta e aspettava lì indicazioni dal governo tedesco. Poi, nella notte, la dichiarazione dello stato di emergenza a bordo e la rotta verso l’Italia.
ll capitano Klaus Peter Reisch ha spiegato che a causa delle ridotte dmensioni della barca le persone sono state costrette a dormire all’aperto, anche sul ponte superiore, legate con imbracature per non cadere in acqua, ma i temporali e il mare grosso che stanno spazzando la zona hanno reso impossibile la situazione.
Nonostante l’allarme lanciato dalla nave, però, il centro italiano di ricerca e soccorso (Mrcc) aveva però ribadito il divieto di ingresso, costringendo la nave a forzare il blocco
La Eleonore è attesa a Pozzallo nelle prossime ore. La Ong tedesca ha chiesto il sostegno della popolazione con un tweet: “Sarebbe bello se alcune persone e avvocati fossero a Pozzallo per incontrare l’equipaggio”.
Una motovedetta della finanza ha affiancato la Eleonore, che è quasi all’imboccatura del porto, e ha chiesto di salire a bordo per notificare il sequestro, che verrà  effettuato dopo aver fatto sbarcare i migranti.
E al porto di Pozzallo è in arrivo intanto anche la nave della Marina militare Cassiopea con a bordo 29 persone di nazionalità  non precisata: “La composizione dei migranti consiste in 5 nuclei familiari, 5 adulti maschi, 5 adulti donne e 19 minori probabilmente accompagnati”, spiega il sindaco Roberto Ammatuna.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

MARE JONIO, TRE PROFUGHI GRAVI SBARCATI E RICOVERATI DI URGENZA: SADISMO ISTITUZIONALE

Settembre 1st, 2019 Riccardo Fucile

MARTEDI’ PREVISTO MALTEMPO MA PER I SOVRANISTI E I LORO SERVI GLI OSTAGGI DEVONO SCENDERE SOLO IN BARELLA

L’attesa si sta trasformando in agonia.
Al quarto giorno di detenzione sulla Mare Jonio, i 34 naufraghi rimanenti a bordo, dei 98 raccolti mercoledì scorso al largo di Misurata, cominciano a crollare anche fisicamente.
Le condizioni di tre di loro (due uomini   e una donna) non erano più compatibili con la permanenza coatta su una nave, avevano bisogno immediato di cure mediche importanti, presso una struttura ospedaliera vera, e così sono stati evacuati d’urgenza dalla Capitaneria di porto.
Le condizioni della donna erano così gravi che non riusciva più a camminare ed è stato possibile sbarcarla solo in barella.
Dopo il “trasbordo della vergogna” – quello di due giorni fa, in cui donne incinte e bambini furono lanciati sul gommone della Capitaneria di porto – un altro, fulgido esempio del sadismo istituzionale insito nella ratio dei decreti Salvini tanto cari a Di Maio, il nuovo alleato del Pd nel nascente governo.
“Questa è la volontà  dello Stato italiano, evidentemente: farli sbarcare – perchè sarà  inevitabile alla fine, e lo sanno tutti – ma uno per uno e in barella”, è il commento di Cecilia Strada di Mediterranea.
Stanotte ha piovuto forte, e l’acqua ha sorpreso i naufraghi mentre dormivano a cielo aperto. Le coperte zuppe ora sono appese ai corrimano, ma difficilmente saranno utilizzabili per questa notte. Anche perchè il sole è coperto dalle nuvole. E’ in arrivo il maltempo. Le previsioni meteo dicono che domani entrerà  vento da nordovest, il mare si alzerà  gradualmente. Il peggio è previsto per martedì, presto il comandante sarà  chiamato a fare una scelta: forzare il blocco previsto dal decreto Salvini bis ed entrare in porto a Lampedusa; oppure mettere a repentaglio la vita dei 34 migranti a bordo e dell’intero equipaggio. Qualsiasi   decisione prenderà , sarà  una sconfitta per tutti.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

MARE JONIO, LA GUARDIA COSTIERA SI DISSOCIA DAL DIVIETO DI SBARCO, ATTI AI MAGISTRATI

Settembre 1st, 2019 Riccardo Fucile

TONINELLI E LA TRENTA NON HANNO CAPITO CHE LA PACCHIA E’ FINITA ANCHE PER LORO… 39 SOGGETTI, TRA POLITICI E ALTI FUNZIONARI, POTREBBERO ESSERE IMPUTATI IN UN CLAMOROSO MAXIPROCESSO PER NON AVER MANDATO A FARE IN CULO UN RAZZISTA SEQUESTRATORE DI PERSONE

A 72 ore dall’impegno preso dalle autorità  italiane per individuare un porto di sbarco per la Mare Jonio, sulla plancia della nave di Mediterranea è arrivata l’ennesima risposta negativa.
Stavolta, però, la Guardia costiera sembra voler chiaramente prendere le distanze dal rigetto, e con una decisione senza precedenti scarica la responsabilità  sulla filiera decisionale che parte dal vertice politico e arriva agli ufficiali in banchina.
La nota della capitaneria fornisce direttamente alla magistratura gli elementi per una inchiesta che potrebbe rivelarsi esplosiva.
La comunicazione della Guardia costiera, infatti, è stata trasmessa a due procure indicando in chiaro i nomi e gli indirizzi di posta elettronica di quanti nella filiera decisionale sono coinvolti e potrebbero venire indagati per “omissione di soccorso” e trattamento inumano”.
Se anche una piccola percentuale dei 39 indicati finisse in una inchiesta, potremmo assistere al più grande maxi processo per violazione dei diritti umani a carico di funzionari pubblici ed esponenti politici.
Nel messaggio inviato dalla Capitaneria di porto al comandante Giovanni Buscema si legge: “In riscontro alla richiesta di Place of Safety (POS), pervenuta con l’email a cui si porge riscontro, si rappresenta che la competente Autorità  Nazionale, alla quale la predetta richiesta è stata inviata per le valutazioni di competenza, ha comunicato, che: ferma restando l’attualità  e l’efficacia del Decreto Interministeriale del 28 agosto, il POS non può essere assegnato”.
A causa del decreto sicurezza la Mare Jonio non può entrare in porto, neanche dopo il primo drammatico trasbordo notturno di 64 persone e nonostante i 34 naufraghi rimasti sul ponte siano affetti da serie patologie mediche e psichiche.
Situazione che si va aggravando, peraltro appesantita dalla mancanza di acqua per i servizi, che impedisce a migranti ed equipaggio anche solo di poter usare normalmente i bagni oramai da tre giorni.
Ma è la lista dei destinatari, questa volta messa in chiaro e non in “copia riservata”, a segnare un punto di svolta nelle decisioni della Guardia costiera.
Il rifiuto dell’approdo, attribuito alle “autorità  nazionali” e dunque in alcun modo attribuibile agli ufficiali in servizio a livello locale, è stato inviato dalla capitaneria siciliana alla procura di Agrigento, a quella di Roma e (in modo che i magistrati possano vedere) al capo di gabinetto del ministro dell’interno, e a una serie di altre figure che rispondono agli ordini politici.
Poche ore prima il capomissione Luca Casarini aveva avvertito dell’imminente denuncia contro le autorità  coinvolte sulla base della recentissima pronuncia “emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Agrigento nella vicenda della nave Open Arms”, nella quale è stato ribadito come “sulla scorta delle Convenzioni internazionali” la responsabilità  ricada “sullo Stato che per primo ha ricevuto notizia di persone in pericolo in mare fino a quando il Centro di coordinamento competente per l’area non abbia accettato tale responsabilità ”. Tra i destinatari indicati dalla Guardia costiera vi sono il capo di gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi, e quello del ministero dei Trasporti, Gino Scaccia.
Si tratta delle figure che interloquiscono con i responsabili politici e poi traducono gli ordini alle figure operative.
Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha già  aperto da tempo una inchiesta, ancora contro ignoti, per reati che vanno dall’omissione al sequestro di persona. Non ci sono indagati poichè il magistrato sta raccogliendo gli ultimi elementi per chiedere il processo e, a quanto se ne sa, ancora una volta potrebbe essere investito il tribunale dei ministri che, se perdurasse la scelta di tenere i migranti in ostaggio dell’inerzia politica, stavolta potrebbe doversi occupare non solo di Matteo Salvini.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

MARE JONIO DIFFIDA LE AUTORITA’: DENUNCIA PENALE PER OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO

Agosto 31st, 2019 Riccardo Fucile

LA DISCONTINUITA’ DI CONTE E’ UNA PAGLIACCIATA … QUANDO FINIRANNO ALLA SBARRA CAPIRANNO CHE FARE I SERVI DEI RAZZISTI NON PAGA

Alla terza notte senza sonno, con i naufraghi sempre più irrequieti e disperati, a bordo della Mare Jonio è ormai chiaro che le parole chiave di questa crisi di governo – “discontinuità ” e “nuovo umanesimo” – sono solamente fumo negli occhi, o comunque niente di abbastanza concreto per garantire un trattamento dignitoso ai 34 sopravvissuti del naufragio del loro gommone (sei morti), mercoledì scorso davanti alle coste libiche.
E così, visto che la politica appare impotente — nonostante il nuovo peso assunto dal Pd — dal ponte di comando si è deciso di passare la parola ai legali: poche ore fa, con una mail di fuoco, Mediterranea ha dunque formalmente diffidato il comando generale delle Capitanerie di porto, preannunciando una denuncia penale per omissione d’atti d’ufficio.
L’accusa è chiara e circostanziata: Mrcc Roma (il maritime rescue coordination center italiano, l’ente preposto a coordinare i soccorsi a mare delle navi battenti bandiera nazionale) pur essendo stata avvisata immediatamente, non ha mai preso formalmente in carico la gestione di questo evento Sar (search and rescue) nè ha mai assegnato alla Mare Jonio un porto sicuro. E questo anche se, in una mail, si sia impegnato a sollecitare in tal senso le autorità  italiane competenti.
“Con la presente — scrive il ponte di comando di Mare Jonio – si torna a rappresentare che a bordo della nave Mare Jonio si trovano ancora 34 delle persone soccorse in data 28 agosto”.
Tutti gli   ospiti, si legge nella mail, sono stati torturati in Libia e il medico di   bordo ha riscontrato comuni “sindromi depressive legate al loro tragico vissuto, all’esperienza della morte di sei compagni di viaggio e all’attuale situazione di incertezza e di sospensione del diritto”, insomma, ci sono tutti “gli estremi del trattamento inumano e degradante.
Sin qui la ricostruzione. Poi la diffida. Che comincia riassumendo l’ultima sentenza del Gip di Agrigento nella vicenda Open Arms.
Il coordinamento delle operazioni di salvataggio — ha scritto il giudice — ricade “sullo Stato che per primo ha ricevuto notizia di persone in pericolo fino a quando il RCC competente per l’area non abbia accettato tale responsabilità ”, nel caso specifico, dunque, senza dubbio l’Italia.
Sempre il gip ha inoltre ribadito che “l’obbligo di salvataggio delle vite in mare costituisce un dovere degli Stati e prevale sulle norme e sugli accordi bilaterali” di qualsiasi tipo.
“Le convenzioni internazionali in materia cui l’Italia ha aderito — ha scritto il Gip – costituiscono infatti, un limite alla potestà  legislativa dello Stato ai sensi degli artt. 10, 11 e 117 della Costituzione e non possono, pertanto, costituire oggetto di deroga da parte di valutazioni discrezionali dell’Autorità  Politica, ponendosi su un piano gerarchico sovraordinato rispetto alla fonte primaria”.
Non è un caso che la procura di Agrigento abbia aperto un procedimento penale a carico di pubblici ufficiali al momento ignoti, per il reato d’omissione di atti d’ufficio. L’accusa nei confronti di questi pubblici ufficiali è proprio quella di non aver assegnato un porto sicuro alla Open Arms e di non aver adottato “tutti i provvedimenti volti alla salvaguardia di beni di primaria importanza”.
Come ad esempio la vita e la dignità  delle persone a bordo della Mare Jonio, che si trovano in questo momento in una situazione drammatica.
Continua a mancare l’acqua di lavanda — quella per l’igiene degli impianti e delle persone, costrette a lavarsi con le bottiglie di acqua minerale — e i casi di scabbia si stanno moltiplicando.
Da 72 ore, continua il ponte di comando, il Centro di coordinamento ha scritto di aver inoltrato alle “autorità  italiane competenti” la domanda di un porto sicuro.
“Da allora, nonostante le reiterate richieste, non ci è pervenuta nessuna ulteriore notizia a riguardo. Torniamo pertanto a chiedere che ci venga assegnato un POS con urgenza, affinchè le persone a bordo siano messe in sicurezza e non si aggravi ulteriormente lo stato di compressione dei loro diritti fondamentali, con particolare riferimento alla loro salute fisica e psichica, riservandoci di adire tutte le vie legali per la tutela delle loro e delle nostre prerogative”.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

UNICO RISULTATO DEL DECRETO SICUREZZA E’ STATO FAR MORIRE PIU’ PERSONE IN MARE: DA UN MORTO OGNI 30 PARTENTI A UN MORTO OGNI SEI

Agosto 30th, 2019 Riccardo Fucile

640 MORTI ANNEGATI SULLA COSCIENZA DEI CRIMINALI SOVRANISTI E DEI LORO SERVI

Matteo Salvini dice che al Viminale ci sono molte persone che lo rimpiangeranno e che sperano che un giorno possa tornare. Di sicuro invece non lo rimpiangeranno le vittime delle politiche dell’immigrazione messe in campo da Salvini nell’arco di questi quattordici mesie che ora Di Maio rivendica.
Ci sono i migranti che non hanno più diritto alla protezione umanitaria grazie al Decreto Sicurezza, e che si sono trovati in mezzo ad una strada.
E ci sono i migranti che sono stati riportati in Libia dalla sedicente guardia costiera libica, o peggio ancora sono morti in mare perchè Salvini ha fatto di tutto per impedire alle Ong di soccorrere le persone in difficoltà  in mezzo al mare
Salvini non ha fermato le partenze, ha solo reso più pericoloso attraversare il Mediterraneo
Di Maio oggi si è svegliato dicendo che in buona sostanza il Decreto Sicurezza va bene così. Salvini invece in questi mesi — senza che dal M5S si levasse una sola voce contraria, ma forse lo avranno rimproverato in privato — ha provato prima a raccontare che nel 2019 sono morti pochissimi migranti (fino a marzo secondo lui ne era morto solo uno) e poi ad addossare la colpa alle Ong.
La realtà  è ben diversa dalle frottole che Salvini ha raccontato in questo anno di governo agli italiani. E lo è in maniera dolorosa e drammatica, perchè di persone ne sono morte di più che negli anni precedenti, in proporzione al numero di partenze e degli sbarchi.
È un dato di fatto: da quando Salvini si è insediato al Viminale attraversare il Mediterrano è diventato più pericoloso e rischioso, e si muore di più.
Come spiegava qualche tempo fa la giornalista Eleonora Camilli se fino all’anno scorso moriva una persona ogni 30 migranti oggi invece a morire è un migrante ogni sei che tenta la traversata.
Con buona pace di quelli che si imbarcano sui cargo battenti bandiera liberiana e ci frantumano le palle con la retorica delle spremute d’umanità .
I dati dell’IOM parlano di almeno 640 morti annegati dall’inizio dell’anno lungo le rotte del Mediterraneo Centrale (quelle che dalle coste della Libia e della Tunisia portano in Italia).
In rapporto al numero di tentativi di arrivare in Europa la percentuale di decessi è del 5,6%. Durante il 2018 invece la percentuale era al 3,1%.
Ma non sono solo quei 640 morti che vanno ascritti alle politiche salviniane, non bisogna dimenticare che per metà  del 2018 al governo c’era già  la coalizione gialloverde M5S-Lega. E non è un caso che oggi Luigi Di Maio abbia difeso il Decreto Sicurezza voluto da Salvini e sottoscritto dall’intero governo.
Di Maio ha detto che alla base del Conte-bis non ci possono essere modifiche al Decreto Salvini, ma davvero il Capo Politico del M5S vuole che le persone continuino a morire in mare?
Il ricercatore dell’ISPI Matteo Villa oggi su Twitter ha tirato le somme di 14 mesi di politiche di deterrenza degli sbarchi. Villa istituisce anche un interessante confronto con il periodo in cui al Viminale c’era Marco Minniti.
Gli sbarchi sono calati, ma questo lo sapevamo già , di 31mila unità  rispetto al governo precedente (ma già  Minniti aveva impresso un potente giro di vite all’attività  delle ONG ed erano stati sottoscritti accordi con Al-Sarraj per il trattenimento dei migranti).
Ma, sottolinea Villa, il numero delle partenze non è calato in maniera altrettanto decisa quanto il numero degli sbarchi.
Dal punto di vista italiano — e di conseguenza della propaganda di Salvini — questo naturalmente non è un grosso problema. Ai sovranisti e ai teorici della sostituzione etnica interessa soprattutto veder calare il numerino degli arrivi.
Ma il fatto che le partenze non siano diminuite in misura proporzionale agli sbarchi significa tre cose: la prima è che le politiche di Salvini non hanno fermato la presunta invasione; la seconda è che non sono le ONG a costituire quel pull factor quel fattore di attrazione che spinge i migranti a partire perchè “sanno che saranno salvati”. Infine significa che quelli che non arrivano in Italia o muoiono in mare (e diventano pretesto per i complotti sui bambolotti dei patridioti che guardano le unghie laccate) oppure vengono riportati indietro, in un paese che non rispetta i diritti umani e dove infuria la guerra civile.
Ed eccole quindi le fredde cifre.
Con la “gestione” Minniti sono morti 1.168 migranti a fronte di 40mila sbarchi e 56mila partenze dalla Libia.
Con Salvini al Viminale i migranti morti in quattordici mesi sono stati 1.369, a fronte di appena 8mila sbarchi e 22mila partenze dalla Libia.
Il 6% di chi è partito dalla Libia è morto mentre Salvini stava al Ministero.
E nonostante queste cifre impressionanti, nonostante i porti chiusi e la criminalizzazione delle ONG, nonostante gli interventi della guardia costiera libica i migranti hanno continuato a partire.
Le misure di deterrenza (#portichiusi, stretta sulla protezione umanitaria, ONG e navi della Guardia Costiera tenute in ostaggio) messe in campo da Salvini non sono servite a nulla. O meglio, sono servite a guadagnare consensi per chiedere elezioni anticipate (che non ci saranno).
Ma non è finita qui, perchè come rivelava Matteo Villa a fine luglio, Salvini non è riuscito nemmeno a risolvere il “problema” delle richieste d’asilo.
Perchè Salvini non racconta che la maggior parte dei richiedenti asilo non arriva dalla Libia, ma dalla Germania, che ce li rimanda indietro.
Certo è più facile far credere che il problema stia a Sud. A nord c’è l’amico Seehofer con cui Salvini andava d’amore e d’accordo. A nord ci sono i colleghi (ora ex colleghi) degli Interni che si riunivano a discutere sulle strategie per l’immigrazione mentre Salvini era da tutt’altra parte.
La Lega non solo ci ha fatto credere di avere risolto il problema degli sbarchi, ha anche distratto l’opinione pubblica da quello che non stava facendo: non stava negoziando una riforma degli accordi di Dublino, non prendeva posizione nei confronti dei partner europei, non andava ai vertici internazionali.
E questi sarebbero sovranisti? E Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta dov’erano mentre succedeva tutto questo? E perchè Di Maio non vuole modificare il Decreto Sicurezza?

(da “NextQuotidiano”)

argomento: criminalità | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (41.058)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Agosto 2026 (363)
    • Luglio 2026 (613)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Agosto 2026
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
    « Lug    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL COLONNELLO DELL’ESERCITO GIANFRANCO PAGLIA HA DENUNCIATO IL DELINQUENTE DA TASTIERA CHE L’HA MINACCIATO DI MORTE SUI SOCIAL (“FOSSE PER ME, BASTEREBBE UNA CALIBRO 7,62”) – PAGLIA NELLE SCORSE SETTIMANE HA CRITICATO DURAMENTE ROBERTO VANNACCI PER L’IMMAGINE CHE DÀ DELLE FORZE ARMATE SCATENANDO LA FECCIA RAZZISTA
    • “LA DOMANDA DECISIVA NON SARÀ CHI VINCERÀ LE MIDTERM, MA COSA FARÀ IL POTERE SE PERDERÀ”. L’AMBASCIATORE ETTORE SEQUI: “I RIFERIMENTI ALLE PROSSIME PRESIDENZIALI SONO PER TRUMP UNO STRUMENTO DI POTERE: RINVIANO LA SUCCESSIONE, MASSIMIZZANO LA LEALTÀ DEI COLLABORATORI E CONGELANO GLI EREDI. FINCHÉ RESTA VIRTUALMENTE CANDIDATO, NESSUN SUCCESSORE PUÒ EMANCIPARSI. SOPRATTUTTO, SPOSTANO IL CONFINE DEL POLITICAMENTE ACCETTABILE: IL LIMITE COSTITUZIONALE PUÒ DIVENTARE NEGOZIABILE”
    • PURGHE AL PENTAGONO: CHI NON ESEGUE GLI ORDINI È FUORI. IL SEGRETARIO ALLA DIFESA USA, PETE HEGSETH, FA PIAZZA PULITA NEL QUOTIDIANO MILITARE “STARS AND STRIPES”, CHE OPERA ALL’INTERNO DEL PENTAGONO MA È SEMPRE RIMASTO INDIPENDENTE
    • LA CAMPANIA È DIVENTATO UN FORTINO DEL CENTROSINISTRA, PRATICAMENTE INESPUGNABILE: IL NO AL REFERENDUM HA OTTENUTO IL 65%, E FRATELLI D’ITALIA ALLE REGIONALI HA RACCOLTO LE BRICIOLE ARRIVANDO A UN MISERO 11,93%
    • CHE FIGURA DI MERDA ALLA FARNESINA: L’8 AGOSTO IL MINISTERO DEGLI ESTERI HA PUBBLICATO UN COMUNICATO RIVOLTO AGLI ITALIANI IN SPAGNA CON LA SCRITTA ”REPUBBLICA FEALIANA” SOTTO ALLO STEMMA DELLO STATO. UN EVIDENTE “ALLUCINAZIONE” DI UN ‘INTELLIGENZA ARTIFICIALE (PROBABILMENTE A BASSO COSTO), CHE NON È RIUSCITA A RENDERE IL TESTO ORIGINALE
    • FUGA DALLA RUSSIA, OLTRE 20.000 PERSONE AL CONFINE CON LA GEORGIA N UN GIORNO: CRESCE LA PAURA DELLA MOBILITAZIONE DI PUTIN CHE HA BISOGNO DI CARNE DA MACELLO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA