Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
A BORDO RESTANO IN 34 IN CONDIZIONI PRECARIE, SI MOLTIPLICANO GLI APPELLI PER FARLI SBARCARE TUTTI… NON E’ STATO PERMESSO ALLA NAVE DI METTERSI AL RIPARO DAL VENTO, FACENDO RISCHIARE ANCHE GLI UOMINI DELLA GUARDIA COSTIERA… E L’AVVOCATO DEL POPOLO NON MUOVE UN DITO
Ore 21,48. “Finalmente sbarcati bambini, donne incinte e naufraghi più vulnerabli. Ancora in
34 a bordo tra le onde. Fateci sbarcare tutti. Dopo le tante richieste che abbiamo avanzato da questa mattina, finalmente le autorità italiane hanno permesso alla Guardia costiera di venire a trasbordare su una motovedetta, per portarli a terra, i naufraghi più vulnerabili: donne incinte, mamme con bambini, minori non accompagnati”.
Lo hanno scritto, sui social, dalla Mediterranea Saving Humans. “Siamo felici sollevati per loro e grati agli uomini e alle donne della Guardia costiera e ai medici del personale sanitario che hanno effettuato il trasbordo in condizioni meteo marine avverse, come segnaliamo da stamattina. Un approdo in porto o un punto di ridosso protetto dal mare grosso sarebbe stato certamente più sicuro”.
A bordo della nave restano in 34, tra cui donne sole, uomini in condizioni precarie a seguito di maltrattamenti e torture, e in stato di stress post traumatico.
“Chiediamo con forza che questi naufraghi, insieme all’equipaggio, possano sbarcare prima possibile: a bordo la situazione rimane precaria – aggiuntono – . Si è aggiunto al moto ondoso che non ci lascia tregua un guasto all’evaporatore e al dissalatore che ci privano di acqua corrente: siamo senza rubinetti, cucina e bagno, e rimane solo acqua in bottiglia. Queste persone non possono, non devono aspettare che le loro condizioni di salute si aggravino ulteriormente per essere autorizzati a scendere. Fateli sbarcare, fateci sbarcare. Tutti”.
Non è stato permesso alla imbarcazione di Mediterranea di ridossare, cioè di mettersi al riparo dal vento, e quindi l’operazione è stata resa complicata dalle onde.
(da “AgrigentoNotizie”)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
BAMBINI PICCOLI E DONNE INCINTE VITTIME DI POLITICI RIFIUTI DELL’UMANITA’… MA GLI ITALIANI NON DIMENTICHERANNO I SERVI DEI CRIMINALI
Sta per nascere il governo Conte-bis, e Matteo Salvini come ultimo regalo al M5S ha firmato il divieto di ingresso per la Mare Jonio.
La nave — battente bandiera italia — della Ong italiana Mediterranea ha salvato 98 persone a bordo di un gommone in acque internazionali a 70 miglia dalle coste della Libia. Tra di loro ci sono ventisei donne (otto sono incinte) e ventidue bambini di età inferiore ai 10 anni e altri sei minori. Cecilia Strada — che è a bordo dell’imbarcazione — ha soprannominato la Mare Jonio la nave dei bambini.
Il provvedimento emanato da Salvini è stato controfirmato nella serata di ieri anche dai ministri del M5S Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta.
Quest’ultima probabilmente spinta da uno degli slanci di umanità che hanno contraddistinto il suo mandato. Se ce ne fosse bisogno un’altra ragione per sostituire i titolari dei Trasporti e della Difesa nel prossimo governo.
Magari Salvini contava proprio sulle firme dei suoi colleghi per mettere in luce le contraddizioni del MoVimento 5 Stelle. Ma quale che sia la spregiudicata strategia politica del leader della Lega questa viene portata avanti sulla pelle di donne incinte e bambini piccoli.
Che cosa possono dire infatti i vari patridioti di fronte alla Mare Jonio e il suo carico di disperati? Sono persone che fuggono dalla guerra, perchè in Libia c’è la guerra civile. Non ci sono solo uomini giovani ma anche donne, alcune di loro in dolce attesa. E ci sono anche i bambini, quelli che quando annegano per i complottisti diventano “bambolotti”.
Bambini molto piccoli, alcuni devono ancora essere allattati, quindi i nostro valorosi difensori della Patria non possono nemmeno dire che al momento dello sbarco dichiareranno di avere più di diciotto anni.
E quelli che parlano dei taxi del mare? A loro non resta che ricordare come ad oggi non ci sia nemmeno un rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico delle Ong. Anzi quasi tutte le inchieste sono state archiviate.
Ma più che gli atti giudiziari parlano i fatti: quei 98 migranti stavano da due giorni in mezzo al mare, su un gommone con un tubolare già mezzo sgonfio e senza soccorsi (e la guardia costiera libica?). Alcuni di loro portano sul corpo «segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia». Stando ai racconti dei migranti sei persone sono annegate prima dell’arrivo dei soccorsi.
Ieri il MRCC di Roma, il Centro di coordinamento dei soccorsi della Guardia Costiera italiana, ha assunto il coordinamento dell’operazione di salvataggio e chiesto “a competenti Autorità Italiane” l’assegnazione di un place of safety alla Mare Jonio.
In base ai trattati internazionali lo sbarco deve avvenire in un porto indicato dal MRCC. Le Autorità Competenti — che sarebbero il Viminale e il il Ministero dei Trasporti — non hanno indicato un POS ma si sono limitate a ribadire che una nave battente bandiera italiana non ha il permesso di sbarcare (e nemmeno di avvicinarsi) alle acque territoriali italiane
Senza l’indicazione di un POS la Mare Jonio non può nemmeno andare verso Malta, le autorità maltesi direbbero che è Roma che sta coordinando i soccorsi.
Mediterranea quindi non può fare altro che dirigersi verso le coste italiane (le più vicine al momento sono quelle di Lampedusa). E in mezzo al mare ci sono anche i 101 migranti a bordo della nave Eleonore della ONG tedesca Lifeline.
Lo sappiamo già come finirà questa storia: i migranti sbarcheranno lo stesso. Come è sempre successo da quando Salvini e Toninelli hanno inaugurato la strategia dei porti chiusi; sono oltre tremila i migranti sbarcati in Italia negli ultimi tre mesi.
Imbarazzante poi la posizione espressa dalla ministra della Difesa Trenta che questa mattina su Facebook ha scritto di aver firmato “l’ennesimo decreto interministeriale” che vieta lo sbarco perchè “dal punto di vista militare non vi erano ostacoli a ciò”.
Al tempo stesso Elisabetta Trenta ci tiene a far sapere come è umana lei e dice che le persone ha bordo della Mare Jonio hanno il “sacrosanto diritto” (scrive proprio così) di essere soccorse. “Per fortuna”, conclude la Trenta, che ci sono norme internazionali e norme interne che lo impongono.
Ponzio Pilato può solo imparare.
Anche il Prefetto Mario Morcone — direttore del Consiglio italiano rifugiati — oggi in un’intervista al Fatto Quotidiano esprime tutto il suo sconcerto per la decisione di vietare l’ingresso alla Mare Jonio e fa sapere che «il decreto Sicurezza bis a mio avviso va abolito» perchè «in più punti è anticostituzionale» così come la chiusura dei porti che «ha dei riflessi molto discutibili, non soltanto sotto l’aspetto costituzionale, ma anche sotto quello dei trattati internazionali».
Se serviva un punto programmatico per il nuovo esecutivo eccolo qui. Magari dopo aver allontanato Trenta e Toninelli dalle rispettive poltrone.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 28th, 2019 Riccardo Fucile
L’ULTIMO ATTO CRIMINALE DEL GOVERNO USCENTE: IMPEDIRE LO SBARCO DI 22 BAMBINI, 8 DONNE INCINTE E ALTRI 68 ESSERI UMANI CHE STAVANO PER AFFOGARE IN MARE…. ANCHE TONINELLI E LA TRENTA FIRMANO (IL LORO INGRESSO ALL’INFERNO)
Sono ben 22 i bambini con meno di dieci anni soccorsi questa mattina dalla Mare Jonio mentre si trovavano su un gommone alla deriva a circa settanta miglia dalla costa di Misurata.
Complessivamente 98 i migranti (anche 8 donne incinte) recuperati dalla nave di Mediterranea saving humans che ha fatto rotta verso nord, puntando su Lampedusa. Tra la nottata e l’alba sarà in vista dell’isola.
Ma, naturalmente, non si è fatto attendere il divieto di ingresso nelle acque nazionali firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.
L’atto, inviato ai colleghi Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli per la sigla, è stato poi controfirmato da entrambi i ministri
Ma – in merito ai minorenni e alle donne incinte – la Trenta ha anche ravvisato “la necessità di porre in essere nel più breve tempo possibile forme di assistenza delle persone maggiormente bisognevoli, per l’attuazione delle quali la Difesa si rende immediatamente disponibile”.
Intanto, la Eleonore, nave della ong tedesca Mission Lifeline con 101 persone salvate è sempre fuori dalle acque maltesi, mentre la Commissione europea ha avviato il coordinamento – su input della Germania – per il ricollocamento dei migranti, che però sarà possibile solo se fatti sbarcare.
Mediterranea racconta di aver individuato all’alba il gommone “sovraffollato, alla deriva e con un tubolare già sgonfio con il nostro radar. Per fortuna siamo arrivati in tempo per portare soccorso”, completato alle 8.35 della mattina.
“Le persone – sottolinea la ong – sono tutte al sicuro a bordo con noi, ci sono casi di ipotermia e alcune di loro hanno segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia. Fuggono tutte dall’inferno”.
Mare Jonio ha chiesto istruzioni al Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera italiana che ha risposto indicando alla nave di riferirsi alle autorità libiche, dal momento che l’intervento è avvenuto nell’area di ricerca e soccorso del Paese nordafricano.
“Impossibile”, la risposta di Mediterranea: la Libia è “un paese in guerra civile dove si consumano tutti i giorni torture e trattamenti inumani e degradanti”.
Dal Centro, “come sempre avvenuto”, puntualizza la Guardia costiera, è comunque partita la richiesta al Viminale per l’individuazione del luogo di sbarco. E, anche in questo caso come nei precedenti, il ministero ha risposto picche.
Tra una diretta Facebook e una convocazione al Quirinale per riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle prese con le consultazioni per la crisi di governo, Salvini ha trovato il tempo per firmare l’ennesimo divieto di ingresso per una nave umanitaria, dopo quello di ieri per la Eleonore.
Così la Mare Jonio, che nella notte si avvicinerà a Lampedusa, riceverà presumibilmente la visita a bordo di militari della Guardia di finanza che consegneranno al comandante il decreto con il divieto firmato da Salvini. Come, in altri casi analoghi, la situazione potrebbe sbloccarsi – in tempi brevi per i minori e le donne incinte – con un’iniziativa della procura di Agrigento.
Il Viminale, attacca Mediterranea postando la foto dei bambini salvati a bordo, “ritiene un pericolo per la sicurezza del nostro paese questi bimbi e le loro famiglie e ci vieta di entrare con loro nelle acque territoriali italiane come si fa con le navi nemiche in tempo di guerra”.
Duro anche Matteo Orfini (Pd), che definisce il divieto firmato da Salvini “l’ultimo atto di un ministro schifoso, razzista e disumano. Giuseppe Conte intervenga dimostrando per una volta di aver capito cosa significa discontinuità ”.
Save the children invita l’Italia “a proteggere la vita di questi bambini e queste mamme: è necessario riattivare subito un sistema di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 28th, 2019 Riccardo Fucile
MI RACCOMANDO, INFAMI, VIETATE L’INGRESSO A LAMPEDUSA ANCHE A QUESTI “PRESUNTI MINORENNI” PERICOLOSI PER LA SICUREZZA NAZIONALE
Ancora bambini in mezzo al mare, a rischio della loro vita mentre sono stati bloccati i voli degli
aerei delle organizzazioni umanitarie che dall’alto pattugliano in cerca di naufraghi.
Un gommone in avaria pieno di bambini sotto i dieci anni (molti anche di pochi mesi) è stato soccorso infatti questa mattina dalla Mare Jonio, la nave della piattaforma umanitaria italiana Mediterranea.
“Siete arrivati appena in tempo. Il gommone stava per collassare, la scorsa notte ha cominciato a sgonfiarsi. Un’onda l’ha piegato e molti di noi sono caduti in acqua. Sei di noi non sapevano nuotare e sono morti”, hanno detto i migranti.
Il salvataggio è avvenuto all’alba, a circa 70 miglia a Nord di Misurata. Avvistati sul radar alle prime luci del giorno, i migranti – in tutto erano 98, provenienti da Costa D’avorio, Camerun,Gambia e Nigeria – sono stati trasportati tutti a bordo del rimorchiatore dopo un’operazione durata più di due ore.
“Abbiamo individuato il loro gommone, sovraffollato – informa la ong – alla deriva e con un tubolare già sgonfio con il nostro radar, e per fortuna siamo arrivati in tempo per portare soccorso”, che è stato completato alle 8.35 di questa mattina.
E adesso l’imbarcazione umanitaria, che ha immediatamente contattato le autorità italiane, sta navigando alla velocità di otto nodi verso Nord Ovest.
Dopo un iniziale approssimativo censimento risultano a bordo 26 donne di cui 8 incinte, e 22 bambini sotto i dieci anni. In piu sono stati individuati 6 minori non accompagnati. I numeri sono ancora provvisori.
A seguito di una prima visita del medico di bordo, la dottoressa Donatella Albini, sono stati individuati casi di ipotermia e malessere soprattutto tra i bambini.
Molti ospiti avevano segni evidenti di tortura (le donne anche mutilazioni genitali) nonchè parecchie ustioni sul corpo dovute al prolungato contatto con la benzina. I migranti hanno raccontato di essere partiti tre giorni fa e di aver trascorso almeno due notti a bordo del gommone.
“Restiamo ora in attesa di istruzioni dal centro di coordinamento marittimo italiano, cui ci siamo riferiti mentre ancora il salvataggio era in corso, in quanto nostro Mrcc di bandiera” , hanno detto dalla Mare Ionio.
“La Libia non è un porto sicuro, dateci istruzioni rispettose delle normative, e intanto fanno rotta verso nord ovest dove si trova Lampedusa
(da agenzie)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
ALARM PHONE AVEVA RICEVUTO L’ALLARME: “UN CENTINAIO DI PERSONE PIANGEVANO E URLAVANO, ABBIAMO INFORMATO LIBIA E ITALIA”… MENTRE “IL BUON PADRE DI FAMIGLIA” PENSA A FIRMARE IL DIVIETO DI INGRESSO (CARTA IGIENICA SENZA LE FIRME DELLA TRENTA E TONINELLI) ALLA ELEONORE CHE HA SALVATO ALTRI 101 NAUFRAGHI
Almeno quaranta persone sono morte annegate stanotte tentando di lasciare la Libia via mare.
Verso le 3.30 Alarm Phone ha ricevuto la segnalazione di una barca al largo della Libia “con un massimo di 100 persone a bordo” che avevano lasciato Al Khums circa 3 ore prima: “Erano in grande angoscia, piangevano e urlavano, dicendoci che la gente era già morta. Abbiamo cercato di ottenere la loro posizione Gps ma le persone erano così in preda al panico che non sono riuscite a recuperarla. Dato che la barca era ancora molto vicina alla costa libica, non avevamo altra scelta che informare le autorità di Liba e Italia. Pensiamo che nessuno sia uscito a cercarli”.
“Non siamo più stati in grado di parlare con quella gente. Alle 6 del mattino – continua Alarm Phone – un parente ci ha chiamato, dicendo che temeva per le persone a bordo. Aveva paura che fossero morti. Non sappiamo cosa sia successo a questo gruppo di migranti: speriamo ancora che siano tutti vibi, ma temiamo il peggio”.
Purtroppo, il naufragio e le morti sono state poi confermate con un tweet dall’ufficio libico dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim): “65 sopravvissuti sono stati riportati sulla costa e cinque corpi sono stati recuperati, tra loro tanti bambini”. “Abbiamo parlato con le autorità libiche. Ci hanno detto di avere accertato il naufragio. Molti sono annegati”, dice anche Alarm Phone.
Intanto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave Eleonore, battente bandiera tedesca.
Il provvedimento non ha però alcuna validità senza le firme deii ministri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti.
Ieri la nave Eleonore, della Ong Lifeline, ha riferito di aver soccorso 101 persone a bordo di un gommone che stava affondando al largo della Libia.
Lifeline ha comunque già chiesto alla Germania di indicare un Porto sicuro.
(da agenzie)
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Agosto 23rd, 2019 Riccardo Fucile
MA CHE BELLA CLASSE DIRIGENTE… INSORGONO LE DONNE SULWEB MA ANCHE MOLTI UOMINI INVOCANO L’ARRESTO DEL LEGHISTA
“Istigazione allo stupro”. Non usano mezzi termini le donne che su Facebook stanno protestando per la maglietta indossata dal vicesindaco di un paese in provincia di Verona, Roverè, alla festa del paese.
È il momento delle estrazioni per la lotteria, Loris Corradi si presenta sul palco con un maglietta rossa che ha sul davanti la scritta: “se non puoi sedurla…”. È la presentatrice della serata a svelare che sulla schiena la frase continua con “… puoi sedarla”.
Seguono risatine dal pubblico, nessuno che chieda al geometra Corradi, 35 anni, eletto con la Lega, perchè trova spiritoso ipotizzare di narcotizzare una donna che rifiuta la sua corte.
Vengono i brividi di paura al solo pensiero e infatti ci sono donne che reagiscono. Arriva una lettera indignata al quotidiano L’Arena di Verona: “Mi chiedo cosa pensino le donne veronesi della battuta e del messaggio lanciato da un rappresentante delle istituzioni. A me e alle amiche e amici seduti al mio tavolo non ha fatto per niente ridere”, scrive una donna che era presente alla festa di Santa Viola.
A rispondere all’indignazione della signora c’è anche un’amministratrice locale, Monia Cimichella, assessora in un comune vicino, Sona.
La politica, da sempre impegnata nella lotta alle discriminazioni di genere, interviene in una discussione su Facebook e scrive: “Non credo che le donne ridano, nemmeno le donne della Lega dai. Non credo”. I post delle donne disgustati sono commentati anche da alcuni uomini: “Ma stiamo scherzando?! – scrive Michele – Questo pazzo deve essere arrestato per istigazione alla violenza! Mi viene il voltastomaco…”
La maglietta del vicesindaco è stata commentata anche dalla sezione di Potere al Popolo di Verona: “È un orrore, una maglia ignobile, che manifesta la cultura dello stupro che i politici leghisti sono abituati ad usare come elemento per discriminare e costruire un nemico esterno. Ma questo nemico è interno, relle relazioni di vita quotidiana di milioni di donne, che subiscono violenze quotidiane, abusi, insulti sessisti, a casa, sul lavoro, nella vita pubblica” scrive il partito in un post su Facebook.
Il comune di Roverè è guidato da una sindaca, Alessandra Caterina Ravelli, che al momento non è stato possibile interpellare, così come il vicesindaco Corradi.
(da agenzie)
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Agosto 20th, 2019 Riccardo Fucile
LA CAPITANERIA CERCA DI RECUPERARLI, LA SPAGNA ATTACCA SALVINI… LA MAGISTRATURA COSA ASPETTA AD APPLICARE LA LEGGE E SPICCARE MANDATO DI ARRESTO PER SALVINI?
Diversi migranti che erano a bordo della Open Arms si sono buttati in mare per tentare di
raggiungere la costa di Lampedusa a nuoto. Sono almeno cinque i migranti in acqua. Sul posto c’è una motovedetta della Guardia Costiera che sta cercando di recuperare i naufraghi. La situazione a bordo ormai è fuori controllo, come capita quando non si applica la legge che da sette giorni impone di far sbarcare gli ostaggi del sequestratore di persone che sta reiterando il reato.
So sta profilando il reato di omissione di atti d’ufficio non ottemperando alla sentenza del Tar .
Intanto il governo di Madrid parla di una soluzione a Open Arms “nelle prossime ore”: lo ha detto la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, secondo quanto riporta il quotidiano La Vanguardia. Robles ha sottolineato che si tratta di una situazione di “emergenza umanitaria” e che la Spagna “non guardera’ dall’altra parte come sta facendo il ministro Matteo Salvini”.
La ministra spagnola ha poi invitato la Commissione europea a sollevare la questione nella prossima riunione del Consiglio europeo dei ministri degli Interni: “Non si può guardare dall’altra parte”.
E mentre proseguono i botta e risposta della politica, i migranti si buttano in mare nel tentativo di raggiungere la costa a nuoto, come mostrano le immagini della diretta
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
IN FUGA PERCHE’ CRISTIANA ORA E’ RESPINTA DA CHI BRANDISCE IL ROSARIO AI COMIZI…LA SUA STORIA E’ UN ESEMPIO DI CHI POSSIEDE VALORI E DI CHI INVECE E’ IL VERO CLANDESTINO DELL’UMANITA’
“Io non capisco”, continua a ripetere Maria, rannicchiata in un angolo del ponte della Open Arms. “Non capisco perchè ci rifiutano ancora”, dice allo psicologo di Emercency, Alessandro Di Benedetto.
E’ l’ennesimo rifiuto per Maria, 30 anni, della Costa d’Avorio. Racconta che quando è diventata cristiana, la sua famiglia l’ha cacciata via da casa.
“Per questo sono partita — dice — e non sapevo ancora cosa mi aspettava”. In Libia, è stata arrestata. “Mi picchiavano continuamente, un giorno hanno provato a violentarmi. Ma io ho resistito con tutte le mie forze. E allora per vendetta mi hanno buttato dell’olio bollente sulle gambe”. Da quel giorno, Maria cammina con difficoltà .
Poi, a luglio, è stata scaricata una bomba sul centro di detenzione per migranti dove era imprigionata la giovane donna. A Tajoura sono morte 44 persone, 130 sono rimaste ferite. Quel giorno, Maria è fuggita dalla prigione. E dopo qualche tempo è riuscita a salire su un barcone che doveva portarla in Italia.
A bordo della Open Arms, ci sono uno psicologo e un mediatore di Emercency, che parlano di continuo con i migranti.
“Come la donna fuggita dalla Costa d’Avorio, anche gli altri non comprendono cosa stia succedendo”, dice il dottore Di Benedetto. Non lo comprende un giovane universitario siriano, all’ultimo anno della facoltà di Ingegneria civile. “E’ sfuggito a tre attentati kamikaze”. L’ultima volta, si è salvato grazie a un padre che ha avuto la prontezza di portare lontano la sua famiglia. E anche lui, che era lì accanto, in strada.
“La situazione a bordo è davvero molto critica, una pentola a pressione”, la definisce Rossella Miccio, la vulcanica presidente di Emergency, anche lei sulla Open Arms.
“Siamo di fronte a persone che vivono questo limbo con estrema fatica. Hanno vissuto momenti di violenza e soprusi, adesso non riescono a capacitarsi di vedere la terraferma davanti a loro e di non potere sbarcare. Questo stimola momenti depressivi, ma anche scatti di rabbia e di autolesionismo”.
(da agenzie)
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Agosto 18th, 2019 Riccardo Fucile
QUATTRO PROFUGHI SI GETTANO IN MARE PER RAGGIUNGERE A NUOTO LAMPEDUSA, SIAMO NEL CAOS GRAZIE AI CRIMINALI SOVRANISTI… SANCHEZ ATTACCA SALVINI
Il governo spagnolo si è reso disponibile a fare attraccare la Open Arms nel porto di
Algeciras. ”Da Lampedusa ad Algeciras ci sono sette giorni di navigazione, è realmente inverosimile poter viaggiare con 107 persone a bordo in queste condizioni”, dice però Roberto Gatti, presidente di Open Arms.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato di aver offerto il porto di Algesiras, in Andalusia, per lo sbarco dei migranti con un tweet. “Ho indicato che il porto di Algeciras sia abilitato per ricevere OpenArms. La Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie. È necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e di supporto, che guidi la sfida migratoria con i valori del progresso e dell’umanesimo dell’Ue”
“L’inconcepibile risposta delle autorità italiane, e in particolare del suo ministro dell’Interno Matteo Salvini – continua Sanchez – , di chiudere tutti i suoi porti e le difficoltà esposte da altri paesi del Mediterraneo centrale, hanno portato la Spagna a guidare nuovamente la risposta alla crisi umanitaria “.
In realtà , la Spagna non ha aperto i porti, ha derogato alla legge in una situazione particolare.
Intanto, quanto la situazione sia complicata è confermata dal tentativo di quattro persone di raggiungere la costa a nuoto. I migranti, presi dalla disperazione, si sono infatti tuffati in mare dalla nave, come mostrano le immagini.
Nel diffondere le immagini la ong ha scritto: ” “Non riusciamo più a contenere la disperazione. Non riusciamo più a spiegare. Le parole mancano. Siete dei vigliacchi”. I migranti sono poi stati riportati a bordo.
Il procuratore aggiunto Salvatore Vella, nelle prossime ore, valuterà la relazione e deciderà come muoversi: il sequestro della nave e il conseguente sbarco dei 107 migranti rimasti a bordo dopo la discesa a terra dei 27 minori sembra ormai vicino.
Dopo l’ispezione a bordo di ieri, compiuta dagli uomini della Squadra mobile di Agrigento, accompagnati dalla Guardia costiera e da due medici della Sanità marittima, i pm stanno valutando la situazione sulla reale sostenibilità delle condizioni igienico sanitarie e sulla reale capacità dell’equipaggio di garantire la sicurezza a bordo. A preoccupare sono soprattutto le condizioni psicologiche dei migranti, giudicati fortemente provati.
E poi c’è il registro degli indagati, in cui già domani eventualmente iscrivere i primi nomi quando sarà stata definita la catena di comando che ha portato a quello che ormai si profila come un sequestro di persona dei migranti, dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali per la Open Arms in considerazione di quella che già diversi giorni fa era stata valutata come una situazione di eccezionale gravità .
(da agenzie)
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