Gennaio 26th, 2021 Riccardo Fucile
LA PROTESTA DEL CONSIGLIERE USUELLI: “RENDA PUBBLICI I DATI DISAGGREGATI SUJLL’EPIDEMIA, PERCHE’ CONTINUA A NASCONDERLI?”… INTERVIENE LA DIGOS
Toni accesi e caos durante la seduta odierna del Consiglio regionale della Lombardia al Pirellone. C’era da aspettarselo, considerando il duro scontro in atto tra governo e Regione in merito ai dati “rettificati” e al pasticcio sulla zona rossa in cui la Lombardia è finita per errore.
Mentre il governatore Attilio Fontana, durante il suo intervento, ha continuato a mantenere la propria linea imputando a Roma l’errore che ha tenuto la Lombardia nella fascia di rischio più alta, dai banchi dell’opposizione la protesta nei confronti della giunta ha assunto toni a tratti anche teatrali.
Il momento clou si è verificato quando il consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli si è inginocchiato al centro dell’aula per chiedere che vengano resi pubblici tutti i dati sull’epidemia in Lombardia in forma disaggregata, mentre gli altri consiglieri d’opposizione esponevano cartelli con le scritte “Verità per la Lombardia”, “Basta bugie” e “Ora basta”, che era anche lo slogan di una manifestazione che si è tenuta ieri sera sotto Palazzo Lombardia.
Il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati, in segno di protesta, ha consegnato al presidente Fontana un pallottoliere “per evitare che ci mandi ancora in zona rossa per sbaglio”, come ha spiegato.
Per sedare le proteste e cercare di riportare la calma è dovuto intervenire il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, che ha sospeso la seduta e ha prima censurato e poi espulso il consigliere Usuelli.
Il capogruppo di + Europa non ha però abbandonato l’aula, rimanendo in ginocchio per circa un quarto d’ora fino all’intervento della Digos: “Mi sono messo in ginocchio, i responsabili della sicurezza si sono avvicinati, ho comunicato che mi sarei alzato immediatamente se il presidente Fontana e la vice presidente Moratti mi avessero detto che avrebbero pubblicato questi dati e mi è stato riferito che Fontana avrebbe detto ‘per me può restare anche in ginocchio'”, ha poi spiegato Usuelli ai cronisti presenti al Pirellone.
“Così ho fatto finchè è arrivata la Digos e a loro gentile richiesta sono uscito”. Usuelli ha poi aggiunto che nessun esponente della giunta gli si è avvicinato: “Mi si sono avvicinati i consiglieri della Lega a darmi monetine, tra l’altro quella di più valore era da 20 centesimi”.
La protesta del consigliere Usuelli era stata anticipata da lui stesso sui social: “Questa la mia interrogazione in aula il 4 giugno 2020 — aveva scritto pubblicando il testo — chiedevo a Fontana come si giustificavano le anomalie indicate per i casi di insorgenza primo sintomo. Dati necessari a calcolare Rt. E proponevo: mettete a disposizione della comunità scientifica il vostro intero database con i dati disaggregati. Oggi glielo chiederò in ginocchio”. E così ha fatto.
(da Fanpage)
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Gennaio 26th, 2021 Riccardo Fucile
LA TRATTATIVA ERA STATA GESTITA DAL BRACCIO DESTRO GIORGETTI CON IL FINE DI FAR SOTTRARRE AL CONI LA GESTIONE DEI FONDI ECONOMICI
Qualcuno dovrebbe dirglielo. Eppure, a volte, i trending topic prevalgono nettamente sul
buonsenso.
Matteo Salvini e le Olimpiadi rappresentano i due principali hashtag su Twitter, accanto alle dimissioni di Giuseppe Conte.
Tuttavia, sin da ieri sera, il leader della Lega ha provato a posizionarsi (e a posizionare il proprio elettorato) sulla questione della mancata esposizione della bandiera dell’Italia (e dell’inno nazionale che dovrebbe accompagnare gli atleti trionfatori) ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo, come punizione che sembra ormai decisa dal CIO per la riforma della governance del comitato olimpico nazionale.
Una riforma che mette a rischio anche l’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.
Matteo Salvini ha attaccato il governo (o quel che ne resta, vista la giornata di oggi): «L’Italia che ospiterà le Olimpiadi invernali del 2026, non può non veder sventolare la sua Bandiera ai prossimi Giochi Olimpici! Evviva lo Sport libero e pulito!».
Matteo Salvini dimentica (volontariamente) di spiegare nel suo tweet perchè l’Italia rischia di andare ai Giochi Olimpici in Giappone senza la sua bandiera.
Grazie al governo giallo-verde (il braccio destro di Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, era sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport) Coni Servizi non esiste più, dopo l’approvazione della legge di bilancio 2018.
Era stata creata la società ‘Sport e Salute’ che, praticamente, sottrae autonomia sia decisionale, sia economica al Coni.
Un elemento in violazione con la carta olimpica internazionale, che prevede questa autonomia — soprattutto per quanto riguarda gli sport diffusi sul territorio — all’articolo 27. In caso di violazione di questo aspetto della carta, è prevista la sospensione del comitato nazionale. E, quindi, la partecipazione degli atleti alle olimpiadi senza bandiera.
Dunque, torniamo al tweet di Matteo Salvini con la bandiera tricolore. Tutto sembra essere partito proprio da una decisione del governo giallo-verde, tra l’altro diventata legge dello stato qualche settimana prima della caduta del Conte-uno.
Successivamente, è vero, il governo giallo-rosso ha soltanto promesso un ritocco di questa riforma dello sport, senza mai riuscire (anche a causa dei veti del Movimento 5 Stelle) a intervenire in maniera organica.
Bisogna tuttavia prendere in considerazione che il 2020, ovvero l’anno in cui questa modifica doveva essere effettuata, è stato l’anno della pandemia globale, dove la priorità era salvare il Paese dall’emergenza coronavirus. Insomma, qualche attenuante c’è, ma la responsabilità è di tutti.
Compreso della Lega di Matteo Salvini che, ora, vorrebbe provare a trasformare in consenso anche quest’onta per lo sport nazionale.
Tra le altre cose, nel consiglio dei ministri di oggi — quello che ha certificato le dimissioni di Giuseppe Conte — è stato approvato un decreto-lampo basato sulle proposte di autonomia per il Coni che erano state avanzate dal ministro Spadafora negli ultimi mesi di governo.
Un tentativo in più per poter salvare la bandiera dell’Italia alle olimpiadi, nonostante le parole di Salvini sui “Signor No”. Non è detto, comunque, che basterà .
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2021 Riccardo Fucile
PER DODICI GIORNI LA REGIONE LOMBARDIA NON HA PROVVEDUTO CAUSANDO LA MESSA IN “ZONA ROSSA” DI INTERE CATEGORIE PRODUTTIVE
L’Istituto superiore di sanità aveva avvertito già il 7 gennaio la Regione Lombardia che qualcosa
non andava nei suo dati sui sintomatici.
Un’altra delle accuse del governatore Attilio Fontana, quella che sarebbe stata la sua Regione ad accorgersi degli errori che hanno portato alla modifica dell’Rt, casca leggendo lo scambio avvenuto una settimana prima che la Lombardia finisse in zona rossa.
È stata la Cabina di regia del 15 di gennaio a sancire l’ingresso nell’area con più restrizioni, poi ufficializzato dall’Ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza a partire dal 17. Allora l’Rt era 1,4 e nessuno aveva formalmente protestato con i tecnici di Istituto superiore di sanità e ministero per quel dato. Solo la settimana successiva, cioè nel monitoraggio del 22, la Regione ha presentato una richiesta di rettifica.
Scrive il 7 gennaio il tecnico dell’Istituto al collega dell’assessorato al welfare lombardo. “Ti ricordo il problema dei vostri dati con data inizio sintomi e mai uno stato clinica a conferma di questo. Dobbiamo cercare di lavorare per risolvere questo problema vista la forza differenza tra Lombardia e le altre regioni al riguardo”.
Da Roma quindi si erano accorti che qualcosa non andava nei dati utilizzati per calcolare l’Rt, basato appunto sui casi sintomatici.
Evidentemente si inseriva solo l’inizio dei sintomi ma non c’erano poi informazioni sullo stato di salute di quelle persone e soprattutto non si comunicava in quante di esse con il passare dei giorni fossero poi guarite. In quel modo la voce conteneva un numero di sintomatici più alto di quello effettivo.
Tra l’altro, dal testo si comprende che non è la prima volta che questa segnalazione arriva in Lombardia. Fontana, e anche gli altri governatori leghisti, criticano adesso l’algoritmo sul quale si base il monitoraggio ma a quanto pare l’errore qui sta nel flusso di dati che vengono usati per alimentarlo. Quelli lombardi non sono completi.
Nella stessa mail si parla anche di un problema sul dato delle comorbilità , cioè delle malattie concomitanti dei deceduti per Covid.
Alla fine il funzionario dell’Istituto dice che se necessario è disposto a far inviare una lettera formale del suo presidente Silvio Brusaferro o del capo della Prevenzione del ministero Gianni Rezza alla Regione (scherza anche sulla possibilità di raccogliere altre firme pesanti, come quella del Papa, a dimostrazione di come il rapporto tra i tecnici sia consuetudinario e amichevole ma anche di quanto sia urgente cambiare le cose).
La risposta del funzionario regionale è che le pratiche sugli asintomatici non sono state caricate ma che lui ha chiesto di inserirle nel database usato per il monitoraggio. Evidentemente però i dati non sono entrati, visto cosa è successo il 15.
Per una settimana non ci sono correzioni ai dati e il 19 gennaio il direttore del dipartimento al welfare della Lombardia, Marco Trivelli, a seguito delle polemiche di livello politico sulla zona rossa, chiede a Rezza e Brusaferro la modifica dell’Rt in base ai nuovi calcoli. Infine, il 22 gennaio, 5 minuti prima della Cabina di regia, scrive: “Gentilissimi, tenuto conto della integrazione nel flusso dati trasmesso mercoledì 20 us rispetto al flusso trasmesso mercoledì 13 us, effettuata a seguito del confronto tecnico tra ISS e DG Welfare e relativa alla riqualificazione del campo stato clinico da “assenza di informazioni in merito alla presenza di sintomi” in stato “asintomatico” nei casi con data inizio sintomi, si chiede la rivalutazione dell’indice Rt sintomi per la settimana n.35 ora per allora”. E così con il monitoraggio numero 36 si cambia il valore dell’Rt anche di quello precedente.
La mail del 7 e quelle successive rivelano come siano effettivamente le Regioni ad inserire i dati sui quali poi prende le decisioni la Cabina di monitoraggio. Inoltre le comunicazioni fanno capire come prima del 15 si sapesse che c’erano problemi (evidentemente ancora precedenti, come si evince dal testo) ma che di fatto nel monitoraggio di quel giorno non sono stati segnalati dalla Lombardia.
L’Istituto superiore di sanità , infine, sembra aver fatto tutto il possibile per mettere in guardia la Regione, oltre ad essere poi disponibile a rivedere l’Rt del 15 la settimana dopo, cioè nel monitoraggio del 22. Ma a quel punto i lombardi avevano già fatto sette giorni in zona rossa.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2021 Riccardo Fucile
LA TESTIMONIANZA DI JACOPO FO CHE HA UNA STRUTTURA RICETTIVA E UNA COMPAGNIA TEATRALE PER LA QUALE HA RICEVUTO ALTRI 25.000 EURO
“Noi abbiamo ricevuto tutti i ristori previsti: oltre 32mila euro totali che arriveranno a 45mila con
la terza tranche. E’ una cosa che non era mai successa in passato: dire che il governo non ha fatto nulla mi pare ingiusto“.
Mentre da Milano a Roma piccoli gruppi di ristoratori protestano contro le chiusure compensate con aiuti definiti “ridicoli”, l’attore e scrittore Jacopo Fo descrive per esperienza diretta un quadro diverso.
Le restrizioni anti contagio hanno fermato tutti i corsi in presenza della Libera Università di Alcatraz, l’associazione culturale sulle colline umbre che comprende alloggi e un ristorante, e le attività della compagnia teatrale Fo Rame.
E i contributi a fondo perduto calcolati in percentuale rispetto al fatturato perso durante il lockdown — e raddoppiati per il mese di novembre — sono arrivati puntualmente sul conto, come del resto è successo a circa 3 milioni di attività cui l’Agenzia delle Entrate ha versato in totale oltre 10 miliardi. In attesa del quinto e ultimo decreto Ristori, atteso a giorni.
“Per le attività di ospitalità e ristorazione di Alcatraz abbiamo preso 14.640 euro, che supereranno i 20mila con la tranche per il mese di dicembre”, spiega Fo. “Più 18.042 per la compagnia teatrale, che arriveranno a 25mila con la terza tranche”.
E la seconda, quella messa in campo per sostenere chi ha dovuto chiudere a novembre, “è arrivata in automatico“, così come a tutti i ristoranti e alle altre attività (comprese quelle “nel campo della recitazione”, altro codice Ateco incluso nella lista) che avevano già ottenuto la prima tornata. “In più abbiamo ottenuto due prestiti da 25mila euro (quelli garantiti al 100% dallo Stato e da restituire in dieci anni, ndr)“.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 25th, 2021 Riccardo Fucile
PUTIN NEGA CHE LA VILLA SUL MAR NERO SIA SUA
«Illegali, pericolose e controproducenti». Così il presidente russo Vladimir Putin ha definito le
recenti proteste di massa contro la detenzione del suo principale rivale, Alexei Navalny. «Tutti hanno il diritto di esprimere il proprio punto di vista, ma nel rispetto della legge. Ciò che oltrepassa i limiti della legge è controproducente e pericoloso e ha già portato a una scossa della società di cui tutti soffrono», ha detto Putin, alla tv Dozhd. Sabato scorso, 23 gennaio, a Mosca, migliaia di persone hanno protestato contro la detenzione di Navalny.
Nonostante le parole di Putin, però, i manifestanti non sembrano intenzionati a fermarsi. Su Twitter Leonid Volkov, coordinatore delle sedi regionali del Fondo Anti-Corruzione di Navalny, ha invitato a scendere nuovamente in piazza il 31 gennaio alle 12.
Le nuove proteste avranno luogo «in tutte le città della Russia. Per la libertà di Navalny. Per la libertà di tutti. Per la giustizia. Tutti i dettagli più tardi», ha scritto.
Intanto, sul fronte della video-inchiesta Un palazzo per Putin pubblicata dalla fondazione di Navalny, il presidente Putin ha negato in un’intervista che lui o i suoi familiari possiedano la villa lussuosa sul Mar Nero di cui riferisce il Fondo Anticorruzione. «Non ho visto il filmato per mancanza di tempo, ma ho dato un’occhiata alle raccolte video che mi hanno portato gli assistenti. Nulla di ciò che vi è indicato appartiene a me o a miei parenti stretti, nè gli è appartenuto», ha detto Putin.
Secondo l’inchiesta, la villa — dotata di eliporto, un campo da hockey sotterraneo, una serra, un anfiteatro e un tunnel che porta direttamente al mare — è stata pagata con fondi illegali.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2021 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI PADULI, NEL SANNIO, CHIEDE LA RIMOZIONE DEL SACERDOTE
Il vaccino anti Covid è “una porcheria”. E giù con tesi complottiste. La voce non viene da un profilo fake sui social, ma dal pulpito di una chiesa, dove i fedeli sono riuniti per la messa serale e il parroco in carica non è presente e ha lasciato la funzione a un sostituto, che arringa gli accoliti e accusa scienziati e governi.
E’ accaduto a Paduli, dove a officiare il rito è stato il parroco di Sant’Arcangelo Trimonte, don Francesco. “Voi pensate che chi sta inventando i vaccini lo fa per il vostro bene – dice il prete, rivolgendosi ai fedeli riuniti – e credete ancora di più che, dopo aver iniettato quel poco di porcheria, fatta anche con gli aborti, non potete più morire. Eppure, ed è realtà , è sui giornali, un uomo, nonostante il vaccino il giorno prima, è morto di infarto. Pensava che si era salvato, il giorno dopo lo hanno messo nella bara”.
Parole che hanno sconcertato gli abitanti del piccolo comune sannita, e la reazione del sindaco, Domenico Vessichelli, rispecchia l’incredulità di tutta la comunità .
“Avventato” lo definisce il sindaco che spera in un equivoco o in un’espressione infelice. “Noi abbiamo un’idea opposta – precisa – il vaccino è l’unica strada per la salvezza, anzi siamo preoccupati per il ritardo nella consegna delle dosi. Anche il nostro parroco è rimasto perplesso da queste parole. Ci tengo solo a dire che non voglio che Paduli venga strumentalizzata da una persona che ha parlato a titolo puramente personale e che non rappresenta la nostra comunità “.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2021 Riccardo Fucile
IL SINDACO: “OFFESA NON SOLO PER LA DONNA MA PER TUTTA LA CITTADINANZA”
“Ve la diamo gratis’: slogan volgare corredato da foto sexy per pubblicizzare sanificazioni e pulizie
in uffici, negozi e supermercati.
Una pubblicità sessista che ha sollevato indignazione sui social e ha spinto il Comune di Lizzanello (Lecce), in cui ha sede legale la ditta, a dotarsi d’urgenza di un regolamento per bloccare l’affissione di questo manifesto e qualsiasi altro contenuto sessista ed escludere le aziende responsabili di campagne discriminatorie dalle negoziazioni private con l’amministrazione.
“Pulizia e sanificazioni. Ve la diamo gratis per un mese a ogni contratto annuale” recita il manifesto circolato in rete e corredato dall’immagine di una ragazza vestita da cameriera sexy con un vestitino retrò e uno scopino in mano.
Immediatamente nel Salento è montata l’indignazione. La pubblicità ha scatenato un vespaio di polemiche da parte di chi parla di un messaggio di chiaro stampo sessista, in cui la donna e il suo corpo vengono utilizzati come oggetti per vendere un prodotto.
“Non volevamo in alcun modo lanciare un simile messaggio – spiega il responsabile legale dell’azienda – la locandina è stata realizzata dall’azienda che gestisce l’immagine della ditta che ha scelto uno slogan solo un po’ diverso ma mai e poi mai possiamo essere tacciati di sessismo. Peraltro l’80 per cento del nostro personale è composto da donne. A ogni modo dispiace dover constatare insulti e cattiverie. In un mondo civile non è questo il modo di manifestare il proprio dissenso e per dimostrare la nostra buona fede ci scuseremo con una lettera che sta preparando il nostro legale Andrea Maggiulli chiarendo, una volta per tutte, quest’equivoco”.
Tutto rientrato? Per nulla. Il sindaco del paese salentino, Fulvio Pedone, parla apertamente di una locandina “offensiva non solo per tutte le donne ma per l’intera popolazione che ho l’onore di rappresentare”. “Non potevamo rimanere in silenzio e far finta di nulla davanti ad uno slogan che rischiava di accomunare la nostra comunità con idee che non ci appartengono e che mai ci apparterranno” spiega il sindaco. E nelle prossime ore sarà fatto qualcosa di concreto.
Nella giornata di lunedì 25 gennaio, invocando la Raccomandazione CM/Rec(2019)1 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla prevenzione e la lotta contro il sessismo, l’amministrazione redigerà un regolamento comunale che, ispirato al rispetto dei principi fondamentali, escluderà dalla negoziazione privata col Comune le imprese che si siano negativamente distinte per comportamenti sessisti, discriminatori e razzisti, oltre a negare ogni forma di affissione pubblicitaria di natura sessista. Un atto concreto, forte contro un “problema subdolo e che esiste davanti al quale non si può rimanere passivi”.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2021 Riccardo Fucile
GLI ATLETI AZZURRI PARTECIPERANNO DA INDIPENDENTI PERCHE’ IL GOVERNO LEGA-M5S HA TOLTO AUTONOMIA AL CONI E VIOLATO LA CARTA OLIMPICA
La data fissata è quella del 27 gennaio. Solo allora il Comitato olimpico internazionale, durante l’incontro del suo esecutivo a Tokyo, si esprimerà ufficialmente sul caso dell’Italia.
Secondo la Repubblica, però, il Cio avrebbe già deciso: il Coni sarà sospeso. Un’indiscrezione confermata dallo stesso Comitato Olimpico Nazionale Italiano a Open. Gli atleti azzurri gareggeranno quindi alle prossime Olimpiadi senza bandiera e come sportivi indipendenti.
Una figuraccia per l’Italia che si va così ad aggiungere, insieme a Russia e Bielorussia, alla lista dei Paesi sospesi dal Cio. Non solo. Una sospensione comporterebbe anche uno stop ai finanziamenti con un impatto diretto sull’organizzazione di Giochi olimpici di Milano-Cortina del 2026.
Al governo resta solo un’opzione. Convocare entro 24 ore un consiglio dei ministri e approvare in extremis un decreto salva-coni, già pronto, ma mai affrontato, ed evitare così un’esclusione storica.
Le ragioni del contenzioso
Al centro del contenzioso tra l’Italia e il Comitato olimpico internazionale c’è la riforma dello sport voluta dal primo governo Conte (in primis dal sottosegretario della Lega Giorgetti) che ha privato il Coni della sua autonomia. Uno scontro, dunque, quello tra Vincenzo Spadafora e Giovanni Malagò, che il ministro dello Sport non ha ancora sanato.
Più volte in questi mesi il Cio ha invitato l’Italia a intraprendere quanto prima una modifica per rispettare la Carta olimpica e l’autonomia del Coni. «Siamo molto preoccupati per ogni giorno che passa, oggi tutti sanno la problematica, il nostro Paese è fatto così ma il nostro Comitato olimpico non se lo merita», aveva dichiarato qualche giorno fa il presidente del Coni Malagò.
Petrucci: «Comitato olimpico umiliato»
Anche Gianni Petrucci, ex numero uno del Comitato olimpico italiano e attualmente a capo della Federbasket, ha parlato di una situazione grave: «Siamo alla vigilia dell’esecutivo del 27 e i casi sono due: o non c’è la volontà o non c’è autorità . Non si è mai arrivati a un punto tale per cui il Comitato olimpico di un Paese che è ai primi posti nel mondo per risultati sportivi e olimpici debba essere umiliato perchè ancora non si è data la completa autonomia al Coni».
(da Open)
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Gennaio 25th, 2021 Riccardo Fucile
EMANUELE LICOPODIO ORA E’ COORDINATORE DELLA LEGA MA TRE ANNI FA DEFINIVA GLI EBREI “FIGLI DI CAINO”
Secondo quanto scrive il Foglio quando Matteo Salvini si è accorto di aver invitato Emanuele
Licopodio, ex esponente di Forza Nuova e ora coordinatore della Lega nel VI municipio ad un evento in diretta Facebook si è precipitato a cancellare tutto.
Perchè Licopodio fino a qualche tempo fa sui social era capace di dire cose come “Anche quest’anno a Pasqua Israele ci ricorda che non sono i nostri fratelli maggiori ma semplicemente i figli di Caino”
Sulle pagine Facebook delle europarlamentari leghiste Cinzia Bonfrisco e Luisa Regimenti domani si sarebbe dovuta tenere infatti una diretta in occasione della prossima Giornata della Memoria. Tra gli invitati a parlare proprio Licopodio. A chi ha organizzato il dibattito però è sfuggito il background culturale e politico di quello che ora è un coordinatore della Lega.
Quando la comunità ebraica di Roma si è resa conto del personaggio invitato ha protestato vivacemente, tanto che la Lega lo ha annullato in tutta fretta facendo anche sparire la locandina.
Ma quando hanno fatto entrare Licopodio nella Lega due domande se le saranno fatte o risulta un personaggio scomodo solo una volta l’anno quando c’è il Giorno della Memoria?
(da NextQuotidiano”)
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