Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
ATTIVANO LE PIASTRINE DEL SANGUE PROVOCANDO COAGULI.. AL VAGLIO ANCHE IL VETTORE VIRALE
Trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (VITT).
Gli scienziati tedeschi dell’Università di Greifswald, con uno studio pubblicato ieri su quella che è considerata una delle più prestigiose riviste scientifiche The New England journal of medicine, hanno concluso che la somministrazione del vaccino a vettore virale Astrazeneca innesca la reazione che ha portato al ricovero e in alcuni casi alla morte di persone a cui era stato somministrato il composto sviluppato dall’Università di Oxford.
“La vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19 può provocare il raro sviluppo di trombocitopenia trombotica immunitaria mediata da anticorpi attivatori delle piastrine contro PF4, che imita clinicamente la trombocitopenia autoimmune indotta da eparina” le conclusioni.
Sono state 222 le segnalazioni in tutta Europa, Gran Bretagna inclusa, su 34 milioni di persone vaccinate. In una conferenza stampa internazionale, a cui il Fattoquotidiano ha partecipato, il professore Andreas Greinacher, ordinario di Immunologia dell’ateneo tedesco, ha spiegato che i campioni esaminati hanno mostrato “anticorpi insoliti” che attivano le piastrine del sangue, provocando la formazione di coaguli, che si sta valutando la presenza di “cofattori” e che un possibile innesco di questi anticorpi reattivi al fattore piastrinico (Pf4) “potrebbe essere il Dna libero nel vaccino”.
Lo scienziato ha spiegato anche che in collaborazione con i ricercatori di Friburgo e colleghi italiani è al vaglio l’ipotesi che a innescare gli eventi ci siano alcuni “cofattori”. Quali siano questi cofattori al momento è oggetto di un ulteriore studio che sarà pubblicato su una rivista pre-print e successivamente sottoposto alla revisione peer review. Una “fantastica notizia” ha detto il ricercatore per la prosecuzione della campagna vaccinale che in alcuni paesi sembra parzialmente compromessa dalla decisioni fai da te di ogni paese e dalla montante mancanza di fiducia nel confronti del composto.
Dopo la notizia diffusa dall’Agenzia europea del farmaco che anche il vaccino Janssen (Johnson&Johnson) sarà oggetto di un’analisi per quattro casi di trombosi segnalati negli Stati Uniti è nuovamente emersa l’ipotesi che a contribuire a innescare le trombosi possa essere il vettore virale. “È troppo presto per dirlo, sono necessarie ulteriori esami” ha risposto Greinacher sul punto affermando che tutti i ricercatori coinvolti hanno passato fino a 18 ore ogni giorno, weekend inclusi, per cercare di spiegare quanto sta avvenendo. Al momento non sono stati segnalati casi di trombosi dopo la somministrazione di vaccini a Rna messaggero. A domanda specifica se le donne che usano contraccettivi orali devono preoccuparsi di essere vaccinate il ricercatore ha risposto che l’assunzione della pillola, al momento, non è considerato un fattore di rischio ulteriore.
Nello studio sul Nejm sono stati analizzati i casi di undici pazienti in Germania e Austria in cui si erano sviluppate trombosi o trombocitopenia dopo la vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19. “Sono stati utilizzati test standard per rilevare il fattore piastrinico 4 (PF4) – anticorpi eparina e un test di attivazione piastrinica modificato (potenziato con PF4) per rilevare gli anticorpi attivanti le piastrine in varie condizioni di reazione. In questo test – si legge nello studio – sono stati inclusi campioni di pazienti a cui sono stati inviati campioni di sangue per lo studio di eventi trombotici associati al vaccino, con 28 risultati positivi in un test immunologico di screening PF4-eparina”. Degli 11 pazienti originali, nove erano donne, con un’età media di 36 anni: la paziente più giovane 22enne la più anziana 49.
“A partire da 5-16 giorni dopo la vaccinazione, i pazienti hanno presentato uno o più eventi trombotici, ad eccezione di un paziente, che ha presentato emorragia intracranica fatale. Dei pazienti con uno o più eventi trombotici, 9 avevano trombosi venosa cerebrale, 3 avevano trombosi venosa splancnica, 3 avevano embolia polmonare e 4 avevano altre trombosi; di questi pazienti, 6 sono morti. Cinque pazienti avevano una coagulazione intravascolare disseminata. Nessuno dei pazienti – si legge nella ricerca – aveva ricevuto eparina prima della comparsa dei sintomi. Tutti i 28 pazienti risultati positivi agli anticorpi contro PF4-eparina sono risultati positivi al test di attivazione piastrinica in presenza di PF4 indipendente dall’eparina. L’attivazione piastrinica è stata inibita da alti livelli di eparina, Anticorpo monoclonale bloccante il recettore Fc e immunoglobuline (10 mg per millilitro). Ulteriori studi con anticorpi purificati per affinità PF4 o PF4-eparina in 2 pazienti hanno confermato l’attivazione piastrinica dipendente da PF4″.
Sulla questione del contributo del vettore virale all’innesco degli eventi. I ricercatori ricordano che è noto che l’adenovirus si leghi alle piastrine provocando una attivazione, ma che la quantità di adenovirus in un’iniezione di vaccino impone di pensare che sia improbabile che “contribuisca alla successiva attivazione piastrinica osservata in questi pazienti. Tuttavia, le interazioni tra il vaccino e le piastrine o tra il vaccino e PF4 potrebbero svolgere un ruolo nella patogenesi”. Sul punto ieri la Food and Drug Administration ha comunicato di non aver “trovato una relazione causale” tra la vaccinazione con il composto Johnson &Johnson e casi di trombosi. Secondo la nota, la “Fda è a conoscenza dei casi di persone con gravi coaguli di sangue – a volte collegati a bassi livelli di piastrine nel sangue – dopo la somministrazione di J&J” e ha sottolineato “che queste condizioni possono avere molte cause diverse”, precisando che continuerà a investigare.
Un possibile fattore scatenante di questi anticorpi reattivi al PF4 potrebbe essere il Dna libero nel vaccino. “Abbiamo precedentemente dimostrato che Dna e Rna formano complessi multimolecolari con PF4, che legano gli anticorpi di pazienti con trombocitopenia indotta da eparina e inducono anche anticorpi contro PF4-eparina in un modello murino. Sfortunatamente, altri vaccini Covid-19 non erano disponibili per i test”.
(da “il Fatto Quotiudiano”)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
“SITUAZIONE AL LIMITE DELLA DECENZA”
Chissà cosa ne pensano i sovranisti difensori d’ufficio della Regione
Lombardia delle parole di Vittorio Feltri sul piano vaccinale (fallimentare della Regione Lombardia). Chissà se quelli che hanno attaccato Chiara Ferragni e Fedez – “rei “di aver reso pubbliche tutte le incongruenze tra quel che viene raccontato da Attilio Fontana e dai suoi assessori e la realtà – adesso si rivolgeranno con gli stessi toni e modi nei confronti del fondatore di Libero quotidiano.
Chissà se Libero quotidiano, ora che anche il suo fondatore (e prima firma negli editoriali) ha svelato il malfunzionamento della macchina lombarda, la smetterà di difendere la gestione che la Regione (fino ad ora) ha avuto dal punto di vista vaccinale. Perché Feltri ha messo in luce le stesse problematiche palesate dai Ferragnez qualche giorno fa
In collegamento con L’Aria che Tira (La7), il fondatore di Libero ha raccontato una vicenda accaduta alla sua famiglia. Una storia che, di fatto, smentisce tutta la linea editoriale del suo giornale. Ripercorriamo le tappe.
La conduttrice, Myrta Merlino, fa una domanda personale a Vittorio Feltri: «Ma tu sei stato vaccinato?». Ma l’ex giornalista, prima firma negli editoriali di Libero quotidiano, ha spiegato che la sua età – quasi 78 anni – non gli permette di accedere, ancora, alla campagna vaccinale portata avanti dalla Regione Lombardia.
Poi la narrazione di cosa è successo a Enoe Bonfanti, sua consorte dal lontano 1968: «In Lombardia succede di tutto – ha detto l’ex giornalista -. Pensa che mia moglie, che ha 82 anni, aveva fatto la domanda via web e non l’hanno mai chiamata».
Insomma, il modello Lombardia difeso quotidianamente da Libero – vari titoli e articoli che parlano di attacchi mediatici privi di fondamento solamente per contrastare la “locomotiva d’Italia” solo perché amministrata dal Centrodestra – viene smentito nel giro di pochi secondi.
Insomma, quando un fatto puramente personale tocca un personaggio che lavora a Libero (anzi, il fondatore del giornale) allora vengono alla luce le magagne che quello stesso quotidiano ha sempre provato a smentire con una narrazione priva di contenuti veritieri
Dall’accanimento mediatico alla verità quanto si tocca il proprio orticello
Perché è palese che la prima fase della campagna vaccinale in Lombardia abbia fatto acqua da tutte le parti. Fin dall’origine, dalle dichiarazioni prive di senso dell’ex assessore alla Salute e al Welfare – Giulio Gallera – che non voleva richiamare i medici in vacanza per iniziare le somministrazioni, alla clamorosa vicenda (ma specchio di una cattiva gestione) del portale per le prenotazioni gestito da Aria Spa. Una situazione sempre smentita dal quotidiano diretto da Pietro Senaldi. Ma ora, quando si tocca il proprio orticello, la situazione viene a galla.
E Vittorio Feltri, giustamente risentito per quanto accaduto a sua moglie, non le ha mandate a dire (anche se non è chiaro quel «alla fine mi sono dovuto arrangiare con i miei mezzi») palesando quella verità raccontata da quasi tutti i media. Tutti tranne Libero. Almeno fino a questa mattina.
(da NextQuotidiano”)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
NANCY PORSIA: “I MILITARI LIBICI NON SONO SALVATORI MA CARCERIERI”
“Quella di Draghi è una mistificazione della realtà. Quando il premier parla di
salvataggi da parte di militari libici sfalza la verità. Non si deve parlare di salvataggi perché tecnicamente quelle che portano avanti i guardacoste libici sono intercettazioni in mare”, così Nancy Porsia, giornalista freelance esperta di Libia, commenta le dichiarazioni rilasciate da Draghi a margine della conferenza stampa congiunta con il nuovo primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah martedì scorso.
In quell’occasione il premier ha espresso “soddisfazione per quello che la Libia fa per i salvataggi” dei migranti in mare.
Ma Porsia, che ha indagato sul campo il traffico di esseri umani nel Paese documentando la corruzione e l’infiltrazione dei trafficanti libici nelle istituzioni locali con cui l’Italia ha firmato il memorandum per il controllo dei flussi, spiega a TPI che “per gli uomini, le donne e i bambini che decidono di prendere la via del mare dalla Libia, essere portati sulla terra ferma dai militari libici significa tornare dalla condizione che stavano provando a lasciare“.
“Vale per asiatici, africani e per gli stessi libici che scappano dalla Libia, perché mirano a chiedere asilo in Europa”, afferma.
A salvare i natanti in difficoltà, il più delle volte, sono i pescatori al largo delle coste libiche o tunisine impegnati in una battuta di pesca, che se incrociano i barchini “si mettono subito a disposizione per salvare vite”.
Ma il personale libico, chiarisce Porsia “non fa ricerca e soccorso ma pattuglia le acque per fermare potenziali richiedenti asilo diretti in Europa”.
“Parlare di salvataggi è come dire che quando gli uomini del presidente eritreo Isaias Afwerki prendono gli eritrei al confine con l’Etiopia stanno operando un salvataggio. Ma quelle persone trovate nella boscaglia volevano scappare da Asmara”, afferma la giornalista.
I militari che Draghi ha ringraziato “non sono salvatori ma guardie di quel sistema da cui i migranti stanno tentando di scappare”, spiega.
Sono le Ong e le navi umanitarie che conducono i naufraghi in un porto sicuro a operare i salvataggi, secondo quanto stabilito dal diritto internazionale. “Il Mediterrano è tra le rotte migratorie più mortali al mondo e quando le Ong operano un soccorso è un soccorso vero e proprio perché i barchini e le persone in difficoltà vengono portate in salvo, in un luogo dove sono veramente salvi, in Europa. Riportarli in Libia significa riportarli nella condizione di pericolo”, afferma Porsia.
Perché allora il ringraziamento di Draghi? Quello del premier è, secondo la giornalista, un latinorum diplomatico “per salvaguardare gli interessi italiani in Libia”.
“Ma sono interessi e una ragion di Stato che manda in deroga lo Stato di diritto e i diritti umani sanciti e tutelati da convenzioni internazionali”. Per il suo lavoro in Libia Porsia è stata intercettata per sei mesi dalla procura di Trapani che indagava sulle presunte relazioni tra Ong e trafficanti di esseri umani.
Una violazione del segreto professionale, “del diritto alla privacy e alla protezione delle fonti” portata alla luce da un’inchiesta del quotidiano Domani.
Porsia, che non è mai stata indagata, sostiene di essere stata bersaglio degli inquirenti non perché in possesso di informazioni rilevanti ai fini dell’indagine sulle Ong, ma per quello di cui era a conoscenza proprio nell’ambito della sua inchiesta sui trafficanti libici.
“Non avevo e non ho mai avuto informazioni sensibili sulle Ong, ma come ho dichiarato anche agli investigatori quando ascoltata come persona informata sui fatti avevo informazioni sensibili sul traffico di esseri umani in Libia e sul coinvolgimento di ufficiali libici, gli stessi con cui il governo italiano stava per definire l’accordo di cooperazione”, spiega.
Le intercettazioni delle conversazioni di Porsia non sono state trascritte nell’informativa finale su cui i giudici istruiranno il processo, ma sono rimaste nel fascicolo di 30mila pagine in mano alla procura. “Questo mi fa pensare che la rilevanza investigativa delle mie conversazioni non fosse sul tema su cui si stava indagando ma su altro”, osserva la giornalista. E intanto teme per le sue fonti.
L’indagine della procura di Trapani ha portato al rinvio a giudizio, a fine marzo, di 21 persone con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I capi di imputazione si riferiscono alle operazioni di salvataggio condotte dalle navi umanitarie al largo delle coste libiche, che tra il 2016 al 2017 hanno portato in Europa centinaia di migliaia di persone in fuga dalle torture di cui sono vittime in Libia.
(da TPI)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
SOLO IL 30% DI ANZIANI VACCINATO, MA LE DOSI NON MANCANO A CHI E’ A CONTATTO SOLO CON ORSI E LUPI
Come mai in Abruzzo, governato dal centrodestra, i guardiaparco che vivono isolati a contatto principalmente con orsi e lupi sono stati vaccinati mentre la quota di over 80 che hanno ricevuto le dosi è pari solo al 30%?
Piazzapulita ha provato a risolvere questo mistero, ma quando è stato interpellato il presidente della Regione Marsilio, di Fratelli d’Italia, la sua risposta è stata alquanto piccata.
Sara Giudice è andata a parlare con i guardiaparco. Sono circa 40 e ognuno di loro monitora una zona di circa 30 ettari. Sono stati tutti vaccinati perché equiparati a forze dell’ordine. Ma c’era davvero questa urgenza? Uno di loro, intervistato racconta: ““Non incontriamo nessuno per una settimana. È un lavoro che si fa veramente nel silenzio e nella solitudine”. Eppure, spiega sempre il servizio di Piazzapulita, solo il 30% degli over 80 in Abruzzo sono stati vaccinati. Chi ha chiesto l’immunizzazione per i guardiaparco? Si tratta di Luciano Sammarone, 54 anni, colonnello dei Carabinieri Forestali e direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo che spiega che era importante farlo perché “ogni tanto arrivano degli escursionisti”. Quando l’inviata di Piazzapulita chiede a Marsilio cosa ne pensa il presidente della Regione Abruzzo risponde in modo brusco: “il vaccino che viene dato alle Forze dell’ordine è diverso da quello che si dà agli ultraottantennni”.
Poi quando la giornalista gli chiede: “Ma secondo lei era una priorità?”, Marsilio fa uno zigzag, prima dice che le priorità sono state date dal governo nazionale poi afferma che di non sapere se sono stati vaccinati tutti i guardiaparco. La Giudice a quel punto smentisce la ricostruzione del presidente: “Il direttore ci ha spiegato che è stato lui a fare richiesta alla Regione che poi ha acconsentito”. Ennesimo zigzag di Marsilio che replica: “Lei pensa che i guardiaparco si occupino solo degli orsi? Gli uomini non ci vanno nei parchi?”. E quando l’inviata incalza: “Mi scusi, gli over 70 non si possono vaccinare con Astrazeneca? Come mai siamo all’1,5% di over 70 vaccinati, chi state vaccinando ora con Astrazeneca?”, Marsilio prima dice di non conoscere i dettagli e poi si arrabbia: “Gli over 80 non li abbiamo finiti perché i vaccini non ce li hanno mandati”
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 7th, 2021 Riccardo Fucile
“REGISTRATO AL PORTALE DELLA REGIONE DA DUE MESI, NESSUNO MI HA MAI CHIAMATO, ME NE FREGO DELLE SCUSE”
“Non me ne frega nulla delle scuse della Regione”. A dirlo è uno di tanti over 80 che per più di un mese e mezzo ha aspettato la chiamata per ricevere la prima dose di vaccino.
Si era registrato sul portale di Aria a metà febbraio senza mai ricevere una chiamata ma oggi si è potuto recare spontaneamente al centro vaccinale Niguarda.
Qui gli operatori lavorano senza sosta per smaltire le persone che si sono presentate senza appuntamento ma che si erano registrate sul portale.
“Queste sono le indicazioni che ci sono arrivate dalla Regione”, spiega la responsabile della vaccinazione anti Covid del Niguarda, Simona Giroldi, mentre gestisce la fila di anziani con un megafono.
“Siamo arrabbiati con la Regione – spiega una delle signore in coda – avevano detto che si poteva venire liberamente, poi hanno detto di no, ieri sera mio fratello mi ha detto che si ripoteva e così ci abbiamo provato”.
Le informazioni discordanti da parte dei vertici della Lombardia non hanno contribuito a fare chiarezza, ma come conclude la responsabile del centro vaccinale, “il periodo che abbiamo passato è stato complicato dunque non ci fa più paura nulla”
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Aprile 7th, 2021 Riccardo Fucile
IL MODO INFAME IN CUI E’ STATA GESTITA LA VICENDA DALLA TV RUSSA
Olesya Rostova non è Denise Pipitone. Lo conferma a Fanpage.it Giacomo Frazzitta, avvocato di Piera Maggio, la madre della bambina scomparsa da Mazara Del Vallo l’1 settembre 2004.
Una storia, quella arrivata dalla Russia, che aveva tenuto l’Italia con il fiato sospeso, divisa tra la speranza che mamma Piera potesse finalmente riabbracciare la sua Denise e lo sgomento per la gestione che la televisione russa ha avuto della vicenda. Una sorta di reality show consumatosi sulla pelle di una madre che da 17 anni aspetta di riabbracciare sua figlia.
L’avvocato Frazzitta specifica di avere ceduto alla richiesta della produzione di Let Them Talk, lo show russo che sta trattando la storia della giovane Olesya, per poter mettere velocemente un punto alla vicenda.
Una vicenda che ha assunto contorni grotteschi, in una specie di thriller a puntate allestito dall’estero con lo scopo nemmeno troppo nascosto di cavalcare un caso fortemente sentito dall’opinione pubblica italiana.
Avviare una rogatoria internazionale, che avrebbe obbligato la produzione di Let Them Talk a condividere in privato l’esito dell’esame del DNA cui si è sottoposta Olesya, avrebbe richiesto almeno quattro mesi, spiega Frazzitta a Fanpage.it.
È per evitare che il caso diventasse ancor più mediatico che l’avvocato di Piera Maggio ha accettato di partecipare in collegamento alla registrazione di Let Them Talk di ieri 6 aprile, una puntata che ha chiarito che Olesya non è Denise. Una puntata che farà cessare le speculazioni su questa storia dolorosa.
Ma in collegamento con lo show russo Frazzitta non è riuscito a contenere lo sgomento. Ha dato voce alla rabbia per come questa storia è stata gestita dalla televisione russa. Come se fosse un reality show.
Ha ribadito di essere felice di essere italiano. In Italia, ha detto, qualcosa del genere non sarebbe mai accaduto. Non in questi termini. Mai con questa modalità. A ricostruire la vicenda e la vergognosa gestione di un caso diventato un’epopea costruita sulla pelle di una bambina scomparsa sarà la puntata di Chi l’ha visto in onda questa sera su Rai3.
(da Fanpage)
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Aprile 7th, 2021 Riccardo Fucile
FINALMENTE AMMETTE CHE “L’INCIDENZA STATISTICA IN PERSONE VACCINATE CON ASTRAZENICA E’ SUPERIORE A QUELLA DELLA POPOLAZIONE GENERALE” (DOPO CHE PER SETTIMANE PSEUDO-SCIENZIATI CI HANNO MARTELLATO CON LE LORO BALLE)
“Gli eventi di trombosi cerebrale sono effetti collaterali molto rari del vaccino di
AstraZeneca”. Lo conclude l’Ema, l’Agenzia del farmaco dell’Unione che tuttavia al momento non raccomanda alcuna limitazione alle inoculazioni per specifiche categorie o fasce d’età in quanto non ci sono dati ed evidenze sufficienti per farlo a livello europeo. La decisione spetta alle autorità nazionali.
Si tratta della terzo rapporto su AstraZeneca del Prac, il Comitato sulla sicurezza dei farmaci composto dai rappresentanti dei governi Ue, delle autorità nazionali e da personale Ema.
In precedenza i tecnici non avevano escluso un legame tra le trombosi e il vaccino anglo-svedese, ma avevano spiegato che non vi erano prove di un link diretto.
Ora invece l’Agenzia Ue parla di “probabile” legame e indica che l’incidenza statistica di trombosi in persone vaccinate con AstraZeneca è superiore a quella della popolazione generale.
Si tratta di 62 eventi di trombosi celebrale e 24 di altro genere su 25 milioni di vaccinati tra Unione europea e Regno Unito.
Alle 18 i ministri europei della Salute si riuniranno in videoconferenza per fare il punto della situazione e decidere se mettere limitazioni all’uso di AstraZeneca. Un documento preparatorio indica che la nuova analisi dell’Ema avrà un impatto sulle campagne vaccinali del Ventisette.
(da agenzie)
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Aprile 7th, 2021 Riccardo Fucile
SI SCANNANO PER UNA POLTRONA E POI SI PRESENTANO INSIEME ALLE ELEZIONI
Come mai Salvini e Meloni vogliono governare insieme l’Italia, comandano da
alleati in più di metà delle Regioni, e poi si menano come fabbri per la poltrona di una Commissione parlamentare?
La vicenda, che ha messo in subbuglio gli uffici giuridici e di ricerca del pelo nell’uovo sia della Camera che del Senato, riguarda la presidenza del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, il Copasir, tradizionalmente appannaggio del maggiore partito dell’opposizione
Dunque Fratelli d’Italia ne ha chiesto il possesso, sbattendo da due mesi sul netto rifiuto della Lega, che occupa la posizione con il suo deputato Raffaele Volpi, asserragliato in difesa del prezioso incarico manco fosse in trincea.
Evidentemente poter controllare in qualche modo gli 007 è considerato di importanza fondamentale dal Carroccio, che – non va dimenticato – ha un’inchiesta aperta su una serie di presunti rapporti politici e finanziari con Mosca.
Tra partiti vicini questa circostanza non dovrebbe essere particolarmente divisiva, ma le botte da orbi che si stanno dando Giorgia e Matteo ci raccontano un altro film, dove i peggiori nemici sono nella stessa coalizione, e non ci si può più fidare gli uni degli altri, anche perché i due si stanno rubando gli elettori a vicenda, e il distacco non è più incolmabile.
I presidenti Casellati e Fico hanno chiesto di trovare comunque una quadra, ma le scene che abbiamo visto non si cancellano. E per il Centrodestra si tratta dell’ennesimo spettacolo rivelatore delle faide interne. E di quale capacità ha di guidare il Paese.
(da agenzie)
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Aprile 7th, 2021 Riccardo Fucile
ABUSO DI FUTURO, TASSIAMO I PROCLAMI
Il futuro è sopravvalutato. È un concetto che contiene tutto: prospettive, speranze, desideri di cambiamento, annunci roboanti, promesse. Persino lo slogan appeso a balconi e finestre (un anno fa: oggi suona grottesco) era al futuro: “Andrà tutto bene” (sic).
Andrà quando? Dopo, un domani, o un dopodomani, o chissà. Andrà, vedremo.
Così emerge un piccolo sospetto, di quelli che rodono e stanno lì in agguato come un retropensiero: che il futuro, il coniugare ogni verbo di speranza al futuro, sia solo un tentativo per spostare l’attenzione al domani, una speranzosa distrazione alla desolazione dell’oggi.
Non passa giorno – si può dire non passa ora – che non si sentano proclami su quel che succederà.
Tutti i lombardi vaccinati entro giugno (questo era Bertolaso), no, tutti quelli di Brescia vaccinati entro luglio (ancora Bertolaso, il mago Do Nascimiento era più credibile), no, tutti gli italiani entro l’estate (Speranza), no, vaccineremo mezzo milione di persone al dì (il generale Figliuolo), no, tutti gli anziani entro aprile, no, il 60 per cento della popolazione entro settembre.
Si sposta l’asticella in su e in giù, e a ogni proclama sul luminoso futuro segue il contro-proclama a stretto giro: vi ricordate quello che si diceva ieri sul vostro futuro? Be’, non era vero. Doccia scozzese, un po’ bollente, un po’ gelata, ed è passato un altro giorno.
Ora, da qualche settimana, tiene banco la promessa più solenne, quella del generale Figliuolo, che insiste sulla sua previsione (o sarà una speranza?) di 500 mila vaccinazioni al giorno.
Se arrivano i vaccini, se la macchina si metterà in moto, se tutti sapranno fare il loro, se…
Insomma, si tratta di un futuro, sì, ma con molte incognite, condizioni e varianti, e già in contemporanea (non domani, ma oggi) il futuro annaspa un po’ e i titoli recitano: “Il cambio di passo slitta a maggio”. Voilà, un futuro con l’elastico.
Nel frattempo, viene accolto come un proclama di vittoria il quotidiano arrivo di fiale: oggi scaricato un milione di dosi! Oggi ne arrivano un milione e mezzo! Ma la piccola esultanza dei telegiornali, svapora poi nell’accavallarsi delle cronache, con gli ottantenni ancora in cerca di una puntura, le categorie furbette che tentano il salto della fila, i problemi logistici, le Regioni che barano, i governatori che fanno il gioco delle tre carte, il governo che fa la faccia militaresca dell’efficienza, e noi che aspettiamo ’sto famoso futuro, sotto forma di iniezione.
Ora l’allarme è chiaro: se oltre a confondere il presente si pasticcia anche con il futuro, ogni proclama e previsione diventerà quel che è: parole al vento, rassicurazioni che non rassicurano nessuno, anzi, che finiscono col creare una diffidenza naturale, un’irritazione endemica.
E se si può avere un sogno declinato al futuro, oggi, sarebbe quello di cominciare a sentir parlare al passato.
Esempio: “Ehi, voi! Ieri abbiamo vaccinato mezzo milione di persone!”; oppure: “Ecco fatto! Tutti i vecchi e i deboli sono al sicuro!”.
Urge una moratoria sui verbi declinati al futuro, una tassa sulle previsioni che somigliano più a un afflato della speranza che a un calcolo reale, forse addirittura serve il reato di falsa promessa sulla salute. “È lei che disse ad aprile tutti vaccinati? Ci segua in questura, per favore”.
Non succederà, ovvio, e il balletto sul “domani” continuerà, come un enorme esperimento sociale: vediamo quanto futuro ipotetico riusciamo a darvi in cambio di un presente di merda.
Domani. Vedremo. Chissà.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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