Dicembre 10th, 2020 Riccardo Fucile
“SI ARRIVERA’ ALLA TERZA ONDATA SENZA UNA RIDUZIONE DEI CONTAGI DELLA SECONDA”
Ci sarà una quarta ondata di contagi di Coronavirus a marzo 2021, ma prima a gennaio: «sappiamo che ci sarà una terza, probabilmente peggiore della seconda perchè non ci arriveremo con gli ospedali scarichi e sarà concomitante con l’influenza».
Secondo il presidente regionale dell’Ordine dei Medici della Liguria, Alessandro Bonsignore mai come nel 2021 sarà fondamentale il rispetto di tutte le regole di precauzione per contenere i contagi, anche perchè i tempi per raggiungere l’immunità di gregge con l’arrivo dei primi vaccini sono ancora troppo lunghi, almeno un altro anno.
Bonsignore ha poi proseguito con un confronto tra la pandemia da Covid-19 a quella spagnola del 1920. «I due trend sono esattamente sovrapponibili, quindi noi sappiamo a cosa stiamo andando incontro» ha spiegato Bonsignore, sottolineando come il vaccino al momento sia l’unica soluzione per invertire la rotta «e spezzare il trend».
Sui tempi più prossimi che ci aspettano invece Bonsignore sembra non avere dubbi: «Non arriveremo alla terza ondata con una riduzione dei contagi come avvenuto tra la prima e la seconda», spiega, «siamo in un periodo invernale e le aperture in corso fanno sì che non si arriverà a una riduzione importante dei positivi».
(da agenzie)
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Dicembre 9th, 2020 Riccardo Fucile
IL SUO CAMPIONE RIANALIZZATO DAI RICERCATORI RIAPRE IL MISTERO SULLA DIFFUSIONE DEL VIRUS GIA’ A META NOVEMBRE… LA FAMIGLIA NON ERA MAI STATA ALL’ESTERO E AVEVA CONTATTI LIMITATI
Il 21 novembre 2019 a Milano un bambino di 4 anni che frequenta la scuola materna si ammala di tosse e raffreddore. Non è il solito malanno di stagione.
Il 30 novembre arriva in pronto soccorso perchè vomita e fatica a respirare. Il giorno dopo la pelle si riempie di bollicine e il 5 dicembre gli viene fatto un tampone in gola: il morbillo che i medici sospettano si rileva così.
Ma non è quella la diagnosi giusta. In ogni modo il bambino guarisce e il cotton fioc, come è prassi, viene conservato nel freezer a meno 80 gradi nel laboratorio dell’università , che funge da sentinella nella rete Moronet per la diffusone del morbillo.
Oggi, a quasi un anno di distanza, un gruppo di ricercatori dell’ateneo si chiede: e se fosse stato Covid?
Trentanove campioni vengono ripresi dal gelo, risalenti al periodo settembre 2019-febbraio 2020. Trentotto sono negativi, ma il tampone del bambino no.
In quel cotton fioc, più di un anno fa, c’era già il coronavirus. L’esame effettuato nel laboratorio dell’università di cui sono responsabili Elisabetta Tanzi e Antonella Amendola è lo stesso tampone molecolare che viene usato oggi per le diagnosi dei positivi. –
Nessun test è sicuro al 100 per cento, ma quello è il più preciso che abbiamo e rileva direttamente l’Rna del coronavirus, non (come nel caso degli esami del sangue) gli anticorpi che potrebbero reagire anche a contatto con virus simili.
“Ma non ci siamo fermati qui – raccontano Tanzi e Amendola – e per essere completamente sicuri che si trattasse di Sars-Cov2 abbiamo letto anche tutte le basi di una porzione del suo Rna, che corrisponde al cento per cento con quello di Wuhan”. La ricerca, firmata anche dal preside di Medicina dell’università di Milano Gian Vincenzo Zuccotti, è stata pubblicata sulla rivista internazionale Emerging Infectious Diseases e sul sito dei Centers for Disease Control (Cdc) americani.
“Nè verosimilmente può essere un caso di contaminazione di laboratorio” ragiona Mario Raviglione, anche lui autore dello studio, professore di Salute globale all’ateneo milanese e alla Queen Mary university of London. “Quel laboratorio è stato chiuso a marzo e non ha mai fatto analisi di tamponi Covid”.
In Francia, in modo simile, il tampone di un uomo raccolto il 27 dicembre era stato conservato e scoperto positivo mesi dopo. “L’esplosione che il coronavirus ha avuto in Nord Italia a fine febbraio – secondo Raviglione – è perfettamente compatibile con un’infezione già in circolazione da settimane o mesi”.
L’analisi filogenetica dei virus sequenziati finora fa pensare a una comparsa di Sars-Cov2 a ottobre-novembre in Cina. A questo risultato si arriva disponendo tutte le sequenze dell’Rna dei coronavirus trovati nel tempo lungo un albero genealogico.
Risalendo indietro lungo i rami, è possibile ricostruire anche le radici e stimare il momento della comparsa di un nuovo virus nell’uomo.
“Per avere i primi sintomi il 21 novembre – prosegue Raviglione – il bambino si è probabilmente contagiato 4 o 5 giorni prima. Nè lui nè la sua famiglia avevano viaggiato. Quindi il coronavirus era già presente in Nord Italia a metà novembre, confuso con i sintomi dell’influenza”.
L’Istituto superiore di sanità , con un’analisi di giugno coordinata da Giuseppina La Rosa, aveva trovato il genoma di Sars-Cov2 anche nei vecchi campioni delle acque reflue prelevate a Milano e Torino il 18 dicembre 2019 e a Bologna il 29 gennaio 2020.
“L’idea ci è venuta proprio da quella notizia” spiegano Tanzi e Amendola. “Nell’acqua il virus è molto diluito. Per arrivare a essere rilevato, doveva essere presente già in quantità “.
Raviglione conclude: “Speriamo che altri laboratori – conclude Raviglione – abbiano adesso la stessa idea di riprendere i vecchi tamponi e testarli per il coronavirus. Potremmo così ricostruire una mappa più precisa dell’arrivo dell’infezione in Europa”.
(da agenzie)
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Dicembre 9th, 2020 Riccardo Fucile
IL NUOVO CENTRO DI POTERE CHE DOVREBBE GESTIRE GLI AIUTI EUROPEI TAGLIA FUORI GLI STORICI ALTI DIRIGENTI DEI MINISTERI
Dietro allo scontro sulla cabina di regia che dovrebbe guidare l’attuazione del Recovery Plan c’è anche un forte contrasto tra burocrazie dello Stato. Ovvero tra la consolidata burocrazia dei ministeri e quella nascente di Palazzo Chigi.
Naturalmente questo conflitto è solo una delle componenti del braccio di ferro politico all’interno del governo, ma il tema non va affatto sottovalutato e, negli ultimi giorni, soprattutto tra le leve delle burocrazie efficienti e tecnocratiche formatisi negli ultimi vent’anni alla scuola del rispetto dei vincoli europei e di Maastricht, e che sovente fanno riferimento all’area progressista, è scoppiato un malumore che ha fatto la differenza.
Il problema è che la bozza dell’emendamento, poi forse decreto, che istituisce la cabina di regia presenta una serie di snodi che di fatto mettono fuori gioco le burocrazie dei ministeri a tutto vantaggio di quelle nascenti di Palazzo Chigi.
Il primo tema è la nomina dei 6 manager che dovrebbero guidare le sei missioni della task force. La designazione viene effettuata dal comitato esecutivo (premier più due ministri di spesa) senza che il provvedimento preveda un profilo, nè una selezione nè tantomeno un concorso. Ci si affida al semplice intuitu personae.
Il secondo tema è costituito dai poteri dei sei manager. E’ la questione centrale. I sei, nominati dal comitato esecutivo di carattere politico, nel caso di inerzia o gravi ritardi possono esercitare un “potere sostitutivo”. Sostitutivo di chi? Dei “soggetti attuatori”, cioè dei vari ministeri.
Il terzo tema si lega al secondo ed ha aumentato il mal di pancia delle normali burocrazie. Come è evidente dunque il potere di mettere in atto, gestire e di fatto determinare i progetti del Recovery Fund, passerebbe con facilità dai ministeri alla nuova struttura di Palazzo Chigi.
Qui i sei manager, per eseguire il lavoro di gestione, dovrebbero comporre e dar vita ad un organismo dai 90 ai 300 tecnici o funzionari, anche in questo caso scelti senza concorso e pescati nella pubblica amministrazione. Si metterebbe in piedi una squadra che, per quanto composta di bravi, giovani e competenti, avrebbe bisogno, si dice citando i manuali di management, almeno di un anno per cominciare ad agire in sintonia.
Il quarto aspetto riguarda le strutture di Palazzo Chigi che sono già gravate di molti compiti, da Investitalia alle nomine dei commissari per le opere pubbliche e per la sanità . Sarebbero in grado, ci si chiede nelle tecnocrazie di Stato, di farsi carico anche di questa ulteriore incombenza.
Ultimo elemento che bisogna pur prendere in considerazione. Il tetto agli stipendi: oggetto di una contesa pluriennale alla fine è stato fissato per le burocrazie dello Stato in 240 mila euro. La nuova struttura di Palazzo Chigi agirebbe invece in deroga. L’establishment si chiede perchè e si prepara alla guerra.
(da agenzie)
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Dicembre 9th, 2020 Riccardo Fucile
“CONTRO IL NOSTRO INTERESSE ECONOMICO, MA PRIMA VIENE LA SALUTE, NON VOGLIAMO FAVORIRE COMPORTAMENTI IRRESPONSABILI”
Tempo di pandemia, tempo di vincoli, tempo di restrizioni.
Un periodo particolare nella nostra vita e nella nostra storia, con la speranza che si tratti di un unicum. Lunghi mesi in cui molti italiani si sono contraddistinti per comportamenti consoni al periodo, rispettando le indicazioni sanitarie per evitare di far proliferare i contagi. Poi, però, ci sono quei pochi che se ne sono fregati, mettendo a rischio la salute di molti.
Tra di loro c’è anche chi ha deciso di utilizzare app di incontri e siti di appuntamento per fare quel che devono fare. Ma c’è un attore protagonista che ha deciso di ribellarsi e di interrompere la propria attività , proprio perchè non vuole rendersi complice di questi comportamenti: si tratta di MorenaSex, un sito sulla cresta dell’onda da vent’anni.
Un’interruzione del proprio servizio e della propria attività online. Una community che si ferma e si fermerà per colpa di pochi (ma comunque tanti) che hanno scelto di proseguire con gli incontri, spostandosi anche all’interno delle zone rosse, le aree più colpite dai contagi e dall’emergenza.
Noi di Giornalettismo abbiamo parlato con Morena per farci chiarire cosa sia successo: «È stata una decisione obbligata. Già a febbraio avevamo invitato gli utenti del nostro portale a limitare i loro incontri al ‘virtuale’. Probabilmente complice la ‘paura’ del virus a quel tempo sconosciuto, quasi tutti i nostri utenti sono stati attenti. La seconda ondata pare invece invisibile a molti. Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di persone che hanno addirittura violato la zona rossa e, ancor più grave, la quarantena pur di incontrarsi. Comprendiamo bene che a nessuno fa piacere stare chiuso in casa e limitare i piaceri della vita ma, a nostro avviso, ci sono delle priorità , incontrarsi di nascosto in un parcheggio in piena zona rossa non ci sembra una di queste».
Comportamenti che sembrano rappresentare lo specchio dei tempi: «Sicuramente sì. Ormai vogliamo tutto e subito, non siamo più disposti ad attendere — sottolinea Morena -. Soprattutto tutti hanno tristemente preso ormai l’abitudine di coltivare solo ed esclusivamente il proprio orticello».
«Avremmo voluto sospendere la visibilità del portale appena pervenuti alla convinzione che fosse cosa da farsi, ma nel rispetto del Regolamento abbiamo dovuto fissare la data per la fine di questo anno, così da lasciare la possibilità a chi ha acquistato delle password di poterle utilizzare. Ad ora sono arrivate soltanto decine e decine di e-mail di apprezzamento, e questo ci ha convinto ancora di più che fosse la scelta giusta». E questi sono alcuni dei messaggi ricevuto dopo la scelta di MorenaSex:
«Ho ritenuto doveroso da parte mia mostrarvi seppur in modo minimo la mia stima!! In questo periodo, in cui tutti cercano di ‘arraffare’ l’arraffabile con la non biasimabile motivazione della crisi economica, voi avete mostrato di andare contro corrente, contro l’interesse economico, a favore di un “dovere” sociale che magari tramite il vostro sito (ma certo non a causa del vostro sito) viene invece a volte ignorato! Fossero tutti come voi probabilmente la situazione ora sarebbe migliore per tutti».
La storia di MorenaSex
Un portale nato tantissimi anni fa e che ora si rende protagonista di una decisione che va ben oltre il valore simbolico. Perchè la rete (e le comunità che si creano all’interno di essa) deve avere anche un ruolo educativo. «Il nostro sito è nato quasi vent’anni fa da un gruppo di persone che volevano creare qualcosa di ludico. Le nostre entrate da sempre sono servite unicamente a coprire le spese vive dei server, della banda, del software, della grafica e della supervisione degli annunci. La “vita social” non ha influenzato in modo significativo il nostro settore. C’è da dire che dieci anni fa molti ventenni sceglievano di pubblicare annunci sulle nostre pagine, oggi i ventenni preferiscono social come Instagram e Tik Tok. Il rinnovamento è una componente della vita».
I settori da tutelare
Per congedarci, abbiamo posto una domanda a Morena: «Un portale come il vostro dovrebbe essere tutelato?». La risposta è stata esemplare: «Del tipo ‘MorenaSex patrimonio dell’Unesco?’. Questo sì che farebbe scalpore!! Scherzi a parte, crediamo che ad essere tutelati debbano essere prima di tutto altri settori. Come detto prima, ci sono delle priorità . Il mondo dell’eros è in evoluzione già da qualche anno. Sicuramente ci sono delle attività che si trovano in crisi esattamente come le attività tradizionali (sexy-shop, club privè, motel a tema, ecc). Dietro ogni attività , di qualunque genere, ci sono famiglie da mantenere. Loro sì che devono essere tutelate».
(da Giornalettismo”)
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Dicembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
“CI ATTENDE UN INVERNO PREOCCUPANTE”
“La terza ondata in queste condizioni è una certezza. Siamo in una situazione grave stabile, ci attende
un inverno preoccupante”. Il professor Andrea Crisanti si esprime così a “L’aria che tira”, analizzando il quadro dell’emergenza coronavirus in Italia.
“In Lombardia, che è stata zona rossa, la situazione migliore. In Veneto, zona gialla, i casi aumentano”, afferma.
“Per un effetto paradosso, una regione preparata dal punto di vista sanitario adotta misure più blande e consente la maggiore circolazione del virus. Alla fine di questa esperienza, gli indicatori di queste zone andrebbero ripensati. L’obiettivo è mantenere l’attività economica o tutelare la salute? Bisogna trovare il giusto compromesso”, dice ancora.
“Prima che il vaccino abbia effetto passeranno mesi, ci attende un inverno preoccupante. L’Italia alla fine della prossima settimana sarà il paese con più morti in Europa, non è qualcosa di cui essere orgogliosi. Natale, con scuole chiuse e fabbriche a ritmo ridotto, va sfruttato per ridurre i contagi”, afferma.
“La terza ondata è una certezza in questa situazione, non c’è bisogno di previsioni. Con la riapertura delle scuole e delle attività produttive, abbiamo offerto una grande occasione al virus e i contagi sono esplosi. Dopo l’estate avevamo in mano una situazione gestibile e ce la siamo lasciati sfuggire. I casi residui potevano essere gestiti”, ribadisce.
(da agenzie)
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Dicembre 7th, 2020 Riccardo Fucile
I MENO PREOCCUPATI? GLI ELETTORI DELLA LEGA
Sette italiani su dieci sono d’accordo con la scelta del governo di non allentare le restrizioni anti
contagio durante le festività natalizie.
Quasi la stessa percentuale di quelli che temono l’arrivo di una terza ondata dopo le Feste: sono in maggioranza elettori dei partiti di governo, mentre meno di uno su due tra quelli che votano Lega è preoccupato di un eventuale incremento del contagio a gennaio. È quello che emerge dall’ultimo sondaggio dell’Istituto Demopolis per Radio1 Rai.
La maggioranza dei cittadini propensi alla linea del rigore è rappresentata da quelli che abitano al Sud e nelle Isole (74%), meno marcata al Nord (67) e al Centro-Italia (71). Tra le principali misure, il 72% degli italiani condivide la conferma durante le festività del “coprifuoco”, cioè il divieto di spostamento dalle 22 alle 5 del mattino.
Molto apprezzata, addirittura dall’80% degli intervistati, risulta la scelta del governo di prolungare l’apertura dei negozi sino alle 21.
Il 67% è favorevole alla chiusura dei centri commerciali nel week end, mentre il 63 approva l’apertura di bar e ristoranti fino alle 18.
Sulle singole restrizioni, circa i 2/3 degli intervistati dall’istituto diretto da Pietro Vento ritengono necessario il divieto di spostamento tra le Regioni durante le festività .
Divide invece l’opinione pubblica ed è apprezzata da meno di un italiano su due la misura relativa al divieto di mobilità tra Comuni nei giorni di Natale e Capodanno.
Secondo il sondaggio il 68% degli italiani teme che le imminenti festività , legate a eventuali comportamenti sbagliati, possano far aumentare i contagi nelle prossime settimane, aggravando la situazione sanitaria nel Paese.
Da segnalare la polarizzazione dei timori in base alla collocazione politica degli intervistati: i più preoccupati del rischio di incremento dei contagi sono gli elettori dei partiti di governo, cioè del Pd e del Movimento 5 stelle, rispettivamente all’85% e all’80.
Teme un boom di contagi dopo le Feste anche il 60% di chi vota Fratelli d’Italia, una percentuale che si riduce drasticamente tra chi preferisce Matteo Salvini: solo il 46% tra gli elettori della Lega è preoccupato per una terza ondata dopo le feste.
(da agenzie)
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Dicembre 7th, 2020 Riccardo Fucile
L’ETA MEDIA DELLE VITTIME E’ DI 80 ANNI, IL 97% AVEVA ALTRE PATOLOGIE… PEGGIORAMENTI IN SICILIA E CAMPANIA
L’Istituto superiore di sanità fa il punto sulle vittime del Covid. Il 39,9% dei decessi verificatisi per Covid in Italia dall’inizio della pandemia, è avvenuto in Lombardia, ovvero 22.252. A livello nazionale, l’età media dei deceduti è 80 anni mentre solo l’1,2%, ovvero 657, era under 50 e il 97% aveva malattie precedenti.
In estate l’età media delle vittime era salita fino ad arrivare a 85 anni (la prima settimana di luglio, per poi tornare a calare). Quasi tutti, il 97%, con almeno una patologia pregressa: complessivamente, riferisce l’Iss, 180 pazienti (3,1% del campione) presentavano 0 patologie, 712 (12,4%) una patologia, 1060 (18,5%) 2 patologie e 3774 (65,9%) presentavano 3 o più patologie.
E’ quanto mostra il Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a Sars-CoV-2 in Italia, basato sui dati aggiornati al 2 dicembre e che descrive le caratteristiche di 55.824 pazienti. La seconda regione per numero di decessi è l’Emilia Romagna con 5.805 (10,4% del totale), seguita da Piemonte 5556 (10%), Veneto 3899 (7%), Lazio 2525 (4,5%) e Liguria 2419 (4,3%).
La diversa distribuzione territoriale in questa seconda ondata ha cambiato le proporzioni: da marzo a maggio in Lombardia si registravano il 47,6% delle morti, quasi la metà del totale, per scendere al 32,3% nel periodo giugno-settembre e al 27% tra ottobre e dicembre. In calo rispetto al dato generale anche il Piemonte, che aveva l’11,9% dei decessi nella prima fase, per poi calare al 9,2% in estate e al 6,7% nella seconda ondata. Viceversa, le regioni del centrosud hanno visto incrementare il loro contributo alle vittime totali: il Lazio è passato dal 2,4% della prima ondata al 7,9% della seconda, la Toscana dal 3% al 6,4. Peggio la Sicilia, passata dallo 0,9% al 6,2% del totale, e la Campania, dall,1,4% all’8,3%.
(da agenzie)
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Dicembre 7th, 2020 Riccardo Fucile
AVEVA FATTO IL TAMPONE QUESTA MATTINA AL VIMINALE, HA SUBITO LASCIATO LA RIUNIONE
Positiva. E il coronavirus colpisce di nuovo un componenti del governo.
L’agenzia Agi riferisce che la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, è risultata positiva al Covid19. La ministra si era sottoposta questa mattina al tampone presso il Viminale e si è poi recata a Palazzo Chigi per partecipare al consiglio dei ministri sul Recovery Plan.
Nel pomeriggio, però, è arrivato il risultato e dopo aver appreso la positività di Lamorgese, il premier Conte ha sospeso per circa mezz’ora il cdm e la ministra ha lasciato il vertice.
Nei mesi scorsi anche il ministro ai Rapporti con le Regioni, Francesco Broccia, era risultato posiitivo al coronavirus.
(da agenzie)
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Dicembre 7th, 2020 Riccardo Fucile
DA UNA CHE A PAROLE CHIEDE SEMPRE CONDANNE ESEMPLARI UN BELL’ASSIST AGLI IRRESPONSABILI… CHI METTE A RISCHIO LA VITA DEGLI ALTRI E’ EQUIPARABILE A UN DIVIETO DI SOSTA, UNA MULTA E VIA
Lei chiede sempre condanne esempliate per tutti. Ma se si tratta di negazionisti o furbetto del
lockdown allora diventa ‘sensibile’, perchè sa che quello è un potenziale luogo da sfruttare elettoralmente.
Che ha detto la capa di Fdi
“Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, propone di perseguire penalmente chi produce un’autocertificazione falsa. Per Miozzo la già pesante sanzione amministrativa non è sufficiente e bisogna trascinare i cittadini davanti un giudice penale. Mi auguro che il Governo non voglia dare seguito a questa proposta assurda.
Parole che la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha affidato a Facebook.
C’è un piccolo problema: chi in tempi di pandemia viola le regole dichiarando il falso mette a repentaglio non solo la sua ma la salute di tutti. E con 60 mila morti per Covid non esattamente giusto paragonarlo a un divieto di sosta
(da agenzie)
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