Settembre 20th, 2017 Riccardo Fucile
SERGIO DI CAPRIO SEMBRA PERFETTO PER IL RUOLO DI “POLITICO”, MA CANDIDARLO POTREBBE ESSERE UN BOOMERANG
Fratelli d’Italia candiderà il colonnello Sergio De Caprio, noto a tutti come capitano Ultimo, alle prossime elezioni politiche?
“Non commento, ma ribadisco la totale stima per un uomo coraggioso e straordinario”: a rispondere così è stata la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ieri in conferenza stampa alla Camera.
E ovviamente sono bastate queste parole per far scattare il gossip parlamentare e politico sull’ipotesi di una candidatura che avrebbe dell’incredibile, soprattutto dopo la testimonianza di Lucia Musti al CSM.
«Il capitano Ultimo ci è sempre piaciuto. Per noi è un simbolo. È quello che ha arrestato il capo della mafia. Il nostro giudizio su di lui è sempre stato più che positivo. Lo abbiamo candidato, e votato, anche alle elezioni del capod ello Stato. Certo non abbiamo cambiato giudizio in questi giorni per qualche notizia giornalistica», ha detto ieri Ignazio La Russa, numero due del partito della Meloni
Secondo Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera, che racconta di un’ipotesi viva all’interno di FdI: «La spinta c’è e viene dal basso. E i boatos interni al partito sull’ipotesi di offrire una candidatura all’ex vicecomandante del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, che ha condotto le indagini sulla Cpl Concordia e l’avvio di quelle sulla corruzione in Consip trova molti consensi. E conferme: «L’ipotesi c’è. Ma non è ancora ufficiale», dicono più fonti interne a FdI».
In effetti nella dichiarazione in cui si difendeva dalle (presunte) accuse di Lucia Musti il riferimento al «golpe che vediamo è quello perpetrato contro i cittadini della Repubblica, quelli che non hanno una casa, quelli che non hanno un lavoro e quel golpe non lo hanno fatto e non lo fanno i carabinieri» è sembrato roba da politica, appunto, anche se della peggior specie: quella che risponde con la demagogia invece che nel merito delle questioni.
Nel caso, Ultimo è prontissimo ad essere il primo.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 10th, 2017 Riccardo Fucile
LA POLITICA IN TRATTORIA: LA MELONI SPADELLA SU FB… MA A CASA SUA NON ACCOGLIE MAI UN SENZATETTO ITALIANO
Trattoria Sora Giorgia. Come si fa a prendere gli elettori per la gola? Semplice, basta invitarli a
casa propria, sia pur virtualmente, e offrire loro un ricco menù.
Ricco si fa per dire.
È quello che ha fatto Giorgia Meloni che, sul suo profilo Facebook, ha cominciato a spadellare con alcuni video.
In uno, per esempio, la leader di Fratelli d’Italia insegna a preparare la caprese «à la Meloni»: genuina, tricolore, italiana.
Non un gran sforzo, in verità , ma una buona occasione per polemizzare con il governo: i pomodori siciliani non vengono più raccolti, sono vittime dell’importazione, il formaggio è fatto con il latte in polvere…
Fornelli d’Italia. La Sora Giorgia non s’ispira ai cuochi d’artificio (gli chef stellati che bivaccano in tv), l’impiattamento conta poco, l’approccio al cibo è grezzo e pulp, stile prosciutto e melone.
Le sue stelle di riferimento grondano casalinghitudine: Wilma De Angelis (mangia come parli), Antonella Clerici (la locandiera ideale), Benedetta Parodi (il cibo a km zero, comprato cioè nel supermarket più vicino a casa).
A lei non interessa la buona cucina ma il comizio culinario (mangiare e comprare italiano), il cibo come talismano della felicità elettorale.
La caprese «à la Meloni» non è «cooking show» (sia pure via social), ma una dichiarazione di voto, un atto politico.
Come diceva Totò, «a proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?».
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 24th, 2017 Riccardo Fucile
GENOVA: L’ELETTO IN FRATELLI D’ITALIA ORA SOSTIENE LA GIUNTA DI CENTROSINISTRA AL MUNICIPIO V… DAI POST CONTRO GLI IMMIGRATI, ALLE FOTO CON MELONI E LA RUSSA… PER FINIRE ASSESSORE CON IL PD
In campagna elettorale Massimo Pantini sosteneva il candidato sindaco del centrodestra Marco
Bucci.
Quando Bucci venne eletto sindaco festeggiò la sconfitta del PD come tutti gli elettori di centrodestra. Ed era giusto così, in fondo si era candidato con Fratelli d’Italia per il consiglio del V Municipio Valpolcevera.
Oggi però Pantini è fuori dal partito e fa parte del gruppo misto.
Grazie al suo voto, o meglio, alla sua astensione ha consentito al Presidente del municipio, Federico Romeo (PD) di essere eletto.
Dalla destra nazionalista e sovranista al Partito Democratico
Pantini è così entrato a far parte della compagine di governo del municipio di Valpolcevera, suscitando non poche perplessità .
Il Presidente Romeo infatti ha deciso di affidargli la delega alla sicurezza (Pantini è guardia giurata). Una scelta che non ha mancato di causare qualche imbarazzo.
Romeo assicura che Pantini “è cambiato”.
Ma stiamo parlando di una persona che non solo fino a qualche mese fa si faceva le foto con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa.
Oppure che, come riporta La Repubblica, “condivideva su Facebook immagini ironiche sulla guerra in Siria, auspicava carri armati per i centri sociali, cecchini e carabine per l’autodifesa, nonchè l’intervento degli squadristi”.
Fino a qualche settimana fa la sua foto profilo faceva sapere a tutti i suoi contatti che si opponeva allo Ius Soli.
Un paio di anni fa invece aveva condiviso un’immagine in cui sfotteva i profughi siriani, chiaramente “colpevoli” di intascarsi i famosi 35 euro al giorno elargiti dallo Stato.
Una persona del genere ora invece viene invece considerato un “civico” perchè ha sottoscritto (dopo essere stato eletto con un altro partito) il “Patto Civico per la Valpolcevera”.
Il Presidente del Municipio Federico Romeo è intervenuto su Facebook per spiegare che “è finito il tempo di continuare a dedicare e perdere energie preziose esclusivamente alla ricerca di “etichette”, ma è altresì giunto il momento di portare a casa dei risultati attesi dalla cittadinanza”.
Insomma è ora di sbarazzarsi di quelle polverose ideologie, basta con le etichette destra e sinistra, quello che contano sono i risultati, basta che funzioni.
E perchè no, magari è il momento del partito unico nè di destra nè di sinistra.
Certo che la Meloni i suoi “bodyguard” li sceglie bene…
Coerenti e identitari.
(da agenzie)
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Luglio 12th, 2017 Riccardo Fucile
DOPO LE PROTESTE DELL’AMBASCIATA UCRAINA, L’APPOGGIO DI FDI AI SEPARATISTI AL SERVIZIO DI MOSCA DIVENTA “UNA SCELTA PERSONALE DI ALCUNI DEPUTATI CHE NON COINVOLGE IL PARTITO”
I legami non solo ideologici del partito di Giorgia Meloni con i separatisti del Donbass passano attraverso l’iniziativa del consigliere regionale piemontese e capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone di aprire a Torino un “Centro di Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk in Italia”, ed in febbraio il deputato Achille Totaro ha chiesto in un’interrogazione al ministero degli Esteri di fare pressioni sull’Osce perchè, davanti ai bombardamenti sui civili, l’organizzazione mantenga un ruolo “super partes”, quando la stessa interrogazione citasse fatti solo “di partes”
E’ difficile comprendere cosa vi sia alla base dell’innamoramento platonico e non ricambiato di Fratelli d’Italia per i separatisti del Donbass, fosse anche la pronunciata idolatria per Vladimir Putin, ma vien da chiedersi se che con i tanti temi e problemi interni di cui i cittadini chiedono conto alla classe politica, proprio le pretese del Donbass debbano essere al centro delle preoccupazioni di Fratelli d’Italia
Le proteste di Totaro, Meloni e Marrone sono i civili sotto le bombe?
Sarebbero credibili se i post che si leggono in rete di Fratelli d’Italia e le interrogazioni parlamentari interessassero anche i civili dello Yemen, o della Somalia. Ma lì, si sa, non c’è il dio Putin
Al di là di tali considerazioni, con la forma e l’etichetta di prassi l’ambasciata ucraina ha diffuso oggi una nota in cui viene “espresso il dissenso per l’organizzazione, da parte di associazioni russe in Italia con il sostegno di alcuni membri del partito “Fratelli d’Italia”, di una conferenza stampa nella sala stampa di Montecitorio
Con una nota ufficiale giunta nel pomeriggio Fratelli d’Italia ha comunicato che “L’iniziativa di oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati sulla situazione ucraina non rappresenta la posizione di Fratelli d’Italia. Chi partecipa lo fa a titolo personale e non ha titolo a parlare a nome del partito”
L’unica cosa certa è l’imbarazzo di essersi fatti beccare come sempre al servizio di Putin.
(da “Notizie Geopolitiche”)
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Luglio 12th, 2017 Riccardo Fucile
“UNA PROVOCAZIONE LA CONFERENZA STAMPA SUL DONBAS”
L’Ambasciata Ucraina in Italia esprime “il proprio dissenso per l’organizzazione, da parte di
associazioni russe in Italia con il sostegno di alcuni membri del partito “Fratelli d’Italia”, di una conferenza stampa nella sala stampa di Montecitorio per oggi, 12 luglio 2017, volta a promuovere in Italia l’organizzazione terroristica autoproclamatesi “Repubblica popolare di Donetsk”: un’entità non riconosciuta dalla comunità internazionale e inventata dalla Federazione Russa nel territorio ucraino.
Agli organizzatori di questa provocazione si ricorda come le azioni destabilizzanti delle truppe russe nella regione ucraina del Donbas hanno provocato tredicimila vittime, fra le quali diecimila civili, oltre a due milioni di sfollati.
Ma non solo, a causa dell’aggressione russa l’Ucraina sta subendo la distruzione della propria economia, delle infrastrutture e del benessere di tutti i cittadini, toccati nel profondo da una guerra ingiusta.
Una tale conferenza stampa nel Parlamento italiano risulta ancora più grave in questi giorni in cui si ricorda il terzo tragico anniversario dell’abbattimento, da parte di questi terroristi, il 17 luglio 2014, del volo Malaysian Airline MH17, in cui persero la vita centinaia di innocenti, cittadini olandesi, australiani, malesi e di altri Stati.
Gli investigatori olandesi, a seguito di indagini scientifiche rigorose sono giunti alla conclusione che il volo MH17 fu abbattuto da un missile portato in Ucraina dalla Russia.
I responsabili del disastro aereo MH17 subiranno un processo in Olanda nel prossimo futuro, come è stato ufficialmente dichiarato dalle autorità giudiziarie olandesi.
Un tale “evento” non è certamente di aiuto nella promozione del processo di pace di Minsk, e non è di aiuto agli sforzi della comunità internazionale volti a trovare, nel quadro del diritto internazionale, una soluzione pacifica al conflitto.
Tenendo conto di questa situazione l’Ambasciatore di Ucraina in Italia, Yevhen Perelygin, ha invitato Giorgia Meloni a fare valutazioni obiettive e imparziali sull’aggressione militare russa nella regione ucraina del Donbas.
(da agenzie)
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Luglio 3rd, 2017 Riccardo Fucile
IL CONSIGLIERE DELLA MELONI DETERMINANTE PER PERMETTERE L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE PIDDINO
Commissariamenti evitati nei municipi Media Valbisagno e Valpolcevera, dove sono stati eletti due presidenti di centrosinistra.
Il caso più clamoroso è quello del Valpolcevera, dove il consigliere di Fratelli d’Italia si è astenuto, aprendo un caso politico interno al centrodestra.
Astenuti in entrambi i casi anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle, mentre nella Media Valbisagno la lista Putti ha votato per il candidato del centrosinistra.
Si trattava di due dei quattro municipi dove il centrosinistra ha ottenuto alle elezioni più voti delle altre coalizioni, senza raggiungere, però, il 40% che fa scattare il premio di maggioranza che garantisce la governabilità .
Va ricordato che in caso di commissariamento, decade l’intero consiglio con relative poltrone in attesa di nuove elezioni.
Media Valbisagno
Roberto D’Avolio, candidato presidente del centrosinistra, è appena stato rieletto alla guida del municipio Media Valbisagno, grazie al voto favorevole del consigliere della lista Chiamami Genova, Alessandro Frassoni, e all’astensione del Movimento 5 Stelle. D’Avolio, espressione della lista civica Valbisagno Insieme, appoggiato anche dal Pd, è stato eletto con i 10 voti favorevoli di centrosinistra e Chiamami Genova, i 9 no del centrodestra e l’astensione dei 6 consiglieri grillini.
Valpolcevera
Eletto anche il presidente del municipio Valpolcevera: è Federico Romeo, candidato del centrosinistra ed esponente del Pd.
E’ stato eletto grazie all’astensione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e a quella, determinante, del consigliere di Fratelli d’Italia, Massimo Pantini, nei confronti del quale il suo partito ha già annunciato provvedimenti.
Contrari, invece, gli altri consiglieri di centrodestra e, in questo caso, la lista Putti.
Nelle prossime ore si riunirà anche il consiglio della Bassa Valbisagno che si trova in una situazione analoga, mentre la scorsa settimana, nel municipio Centro Ovest, Monica Russo (Pd) non era stata eletta alla presidenza perchè centrodestra, Chiamami Genova e M5S avevano votato contro.
(da “Il Secolo XIX”)
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Giugno 9th, 2017 Riccardo Fucile
AL MUNICIPIO XII DI ROMA VA IN ONDA LA SERIE “MI HA FATTO LA BUA”…. “MI HA DATO UN CALCIO FORTE SULLA TIBIA E MI HA PROCURATO TANTO DOLORE. POI MI HA ANCHE MINACCIATO DI PRENDERMI A SCHIAFFI”
Il consigliere di Fratelli d’Italia in Municipio XII Marco Giudici ha scritto su Facebook di aver ricevuto un calcio sulla tibia da una consigliera del MoVimento 5 Stelle che ha minacciato anche di prenderlo a schiaffi:
“Caro diario, oggi una consigliera del M5S in municipio XII mi ha dato un calcio forte colpendomi tibia e piatto del piede e mi ha procurato tanto dolore. Non paga del gesto ha anche minacciato di prendermi a schiaffi. Perchè? Solo perchè insisto nel dirle che è inadeguata a fare la consigliera e dovrebbe dimettersi per il bene dei cittadini. Caro diario, costa così tanto essere sinceri?”
La consigliera sarebbe Antonella D’Angeli del MoVimento 5 Stelle.
Il Municipio XII ha registrato finora qualche turbolenza sin dall’inizio della consiliatura, compreso qualche atto di bullismo virtuale. Di recente una consigliera M5S si è dimessa dall’incarico dopo la vicenda del conflitto d’interessi non dichiarato dal presidente dell’Aula Di Camillo.
Giudici, raggiunto al telefono, racconta com’è andata: «Io dico sempre la verità . Ritengo che la consigliera D’Angeli sia una brava persona ma che sia inadeguata a fare la consigliera e oggi gliel’ho detto alla fine di una commissione mentre discutevamo in corridoio. A quel punto lei ha preso il telefono e ha cominciato a registrare quello che avevo da dirle. Un minuto dopo, incrociandomi in corridoio, mi ha dato un bel calcio colpendo la tibia e il piatto del piede, non plateale ma mi ha fato comunque urlare. Poi, dopo il fallaccio, è tornata indietro e ha detto che mi avrebbe preso a schiaffi. A me dispiace ma ho detto solo quello che pensavo”.
Dopo il fallo, sicuramente da ammonizione per quanto racconta Giudici, non c’è stata nessuna reazione anche se il consigliere ribadisce che a suo parere la consigliera dovrebbe dimettersi.
Rimane, a quanto sembra, il fallaccio non visto dall’arbitro.
Interverrà il giudice sportivo in settimana con la prova tv?
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 31st, 2017 Riccardo Fucile
CONGRESSO A LUGLIO CON LA SOLITA LITANIA SOVRANISTA, STRAPARLA DI “CONTINUITA’ CON ALMIRANTE”, EVOCA FDI COME “GARANZIA ANTINCIUCIO” MA NON DICE UNA PAROLA DEL SUO INCIUCIO CON GRILLO E LEGHISTI
Giorgia Meloni in una intervista al “Tempo” critica la scelta di Berlusconi e Salvini di aver virato sul
proporzionale alla tedesca e annuncia un “congresso anticipato”, peraltro senza alcuna novità , con le solite consunte parole d’ordine come “difesa degli italiani e lotta all’islamizzazione”, nel solco lepenista, sconfitto in tutta Europa.
Per la Meloni “in Italia l’alleanza tra lepenisti e centrodestra sarebbe stata possibile. Sarebbe bastato partire dall’Italicum, stabilendo che chi si fosse aggiudicato il 37% dei voti potesse arrivare automaticamente al 51%. Avremmo legato questo premio alla coalizione e il centrodestra avrebbe avuto tutte le carte per vincere le elezioni”.
Fa quasi sorridere, perchè a suo parere gli altri avrebbero dovuto fare un sistema su misura per lei, con premio alla coalizione che arrivasse al 37%, come dire che un terzo dei votanti dovrebbe ottenere il 51% dei seggi e comandare per 5 anni. Questa sarebbe la democrazia secondo la Meloni (e nessuno arriverebbe poi al 37%, detto per inciso)
Ma andiamo avanti nell’analisi.
“Salvini ha preferito andare al voto subito, ingolosito dal proporzionale, e il Cav ha scelto l’accordo con Renzi, convinto così di tornare in qualche modo a Palazzo Chigi” .
La Meloni parla di “inciucio, per il quale però non ci saranno i numeri”.
E il merito “sarà di Fratelli d’Italia che se entrasse in Parlamento impedirebbe un nuovo governo Monti”.
Tradotto: l’inciucio per la Meloni sarebbe solo quello tra Renzi e Berlusconi, non quello tra lei (se superasse il 5%), Salvini e Grillo.
Se vincono gli altri è un inciucio, se vince lei no.
Poi parte per la tangente: “C’è un interesse dei tre principali partiti a marginalizzare le due grandi correnti ideologiche di questo Paese, gli eredi di Almirante e quelli di Berlinguer. È una battaglia che mi affascina molto: la difesa della destra italiana”.
Chi sarebbero gli eredi di Almirante?
Forse dimentica che fu proprio Almirante a rompere con Jean Marie Le Pen?
Forse non ricorda che mai il Msi di Almirante si sarebbe alleato con un partito anti-italiano xenofobo come la Lega?
Di quale destra parla, di quella razzista dalla quale il Msi ha sempre preso le distanze?
E chi sarebbero gli eredi di Berlinguer?
In giro non ne vediamo, come non si vedono eredi di Almirante, salvo che non si usino allucinogeni.
Quanto al problema di superare quota 5%, la colpa sarebbe dei sondaggisti che secondo la Meloni lo fanno apposta a quotare Fdi al 4,5%, insomma è un complotto ordito contro di lei. Meglio non commentare…
Ma a chi preme sapere: “ok, se ti diamo il voto ed entri in parlamento e risulti determinante, poi che fai?” la Meloni risponde solo a senso unico: “impediremo l’inciucio tra Renzi e Berlusconi”.
Caso strano non spende una parola sull’inciucio opposto, sembra la “coalizione dei vili”.
Di Maio, Salvini e Meloni vogliono il voto a prescindere, tipico dei magliari della politica, non hanno neanche la correttezza di dire che il vero inciucio è il loro, visto che l’altro almeno viene dichiarato.
Dal patto del Nazareno al “patto dei fuoricorso” che non fanno 15 esami sostenuti in due.
Chiamatevi sovranisti, la destra è una cosa seria, lasciatela stare.
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Aprile 29th, 2017 Riccardo Fucile
CHIEDE A BERLUSCONI DI FIRMARE L’ACCORDO ANTI-INCIUCIO, POI LEI LO FA CON IL M5S
Repubblica rivela che Fratelli d’Italia e MoVimento 5 Stelle stanno mettendo a punto l’inciucio nel voto per i municipi VIII e X della Capitale.
Ovvero la Garbatella dove è caduto il primo governo a 5 Stelle di Roma e Ostia:
Nei due municipi della capitale potrebbe presto prender forma un patto inedito. Il 20 aprile Fratelli d’Italia, coll’appoggio dei 5 stelle, ha fatto approvare in Aula Giulio Cesare un odg che chiede elezioni immediate a Garbatella, dopo aver fatto lo stesso per Ostia. Tanto il partito della Meloni, quanto il M5S, puntino a votare a novembre, fuori da altre competizioni elettorali, così da sperimentare a livello locale un’alleanza da replicare eventualmente su scala nazionale.
Seguendo il seguente schema: i 5S, dopo il fallimento di Pace, non presenterebbero la loro lista nel municipio VIII per convergere su un listone civico con Salvini e FdI.
Al contrario a Ostia FdI e Salvini non correrebbero per sostenere i 5S.
Uno scambio dettato soprattutto dal fatto che le due compagini hanno elettorati affini e, se la cosa funziona, il modello potrebbe tornare sia alle politiche sia alle regionali. Uno scenario molto credibile.
Fa sorridere che proprio la Meloni che ha chiesto a Berlusconi di firmare un patto anti-inciucio nei confronti della sinistra poi tratti sottobanco con il M5S.
Non siamo certo stupiti, è solo la conferma di quanto sosteniamo da tempo, un’alleanza Grillo-Meloni-Salvini dopo il voto alle elezioni politiche.
(da “NextQuotidiano“)
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