Giugno 1st, 2018 Riccardo Fucile
SI OFFRE E POI SOFFRE: SEDOTTA E ABBANDONATA
Prima s’offre, poi soffre. Giorgia Meloni è stata illusa e delusa da Lega e MoVimento 5 Stelle,
che le avevano fatto annusare la possibilità di entrare nel governo — già ventilata e orgogliosamente smentita qualche tempo fa da Guido Crosetto — ma poi alla fine l’hanno tenuta fuori a causa di un veto posto dagli eletti e dalla base del M5S. La Meloni aveva tentato di attaccarsi al carro di Savona ministro dell’Economia nei giorni scorsi, fiutando l’aria, ma adesso voleva entrare in un governo che aveva recepito il veto di Mattarella su Savona: una logica politica tutta sua che però alla fine non aveva pagato.
Stop che la Meloni non ha gradito, ovviamente.
«Mi pare di capire che Salvini abbia parlato del nostro ingresso per rafforzare il centrodestra ma abbia ricevuto il no dei 5 Stelle. Va bene, mi dispiace e non mi fa ben sperare per il futuro di questo governo», ha spiegato ai giornalisti a cose fatte.
A porte chiuse ha dovuto calmare i vertici di Fdi, sul piede di guerra dopo il «niet» M5S.
Durante la giornata di trattative Guido Crosetto aveva fatto sapere che FDI in ogni caso avrebbe votato solo la fiducia senza chiedere poltrone. Ma certamente.
Peccato che per votare la fiducia basti dire “votiamo la fiducia” e quindi non serva alcun annuncio preventivo di entrare nella maggioranza.
La stessa Meloni è passata dall’annuncio di fiducia all’annuncio di astensione. Non solo.
Racconta la Stampa che a un certo punto a Giorgia il governo non è più piaciuto, chissà perchè:
D’altro canto, ha aggiunto «questo governo non ci rassicura, sono pessimista sulla sua durata e sulla capacità di fare le riforme che servono». Ma la delusione non significa fare la guerra: «Facciamoli partire con un’astensione e restiamo fuori», ha concluso con il vertice di Fdi.
Un vero peccato, perchè sarebbe stato divertente sapere come avrebbe preso l’entrata in maggioranza Walter Rizzetto, ex grillino uscito in polemica con i 5 Stelle, e quella nutrita schiera di attivisti di FDI che sono ferocemente antigrillini e all’opposizione matta e disperatissima a Roma.
Chissà se Giorgia, prima di chiedere di entrare in maggioranza, ha chiesto loro un parere.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 31st, 2018 Riccardo Fucile
SENZA POLTRONE, L’AMOR PATRIO SCEMA E FDI CAMBIA IDEA
Non l’ha presa bene Giorgia Meloni. Ma’abbozza’, come si dice a Roma. Ovvero manda giù il
rospo.
“Non abbiamo mai chiesto poltrone in cambio dell’entrata nel governo. Ci asterremo sul voto di fiducia perchè manteniamo le nostre perplessità su questo esecutivo ma non vogliamo ostacolarne la nascita”.
Così la leader di FdI che aggiunge: “”Ho sentito dire molte cose in queste ore ma ci tengo a precisare che Fdi non ha mai chiesto poltrone o di entrare nella squadra di governo. Per patriottismo abbiamo detto che davamo una mano perchè l’Italia è sotto attacco e non ci possiamo permettere di votare a luglio. Mi pare di capire che Salvini abbia parlato del nostro ingresso per rafforzare il centrodestra ma abbia ricevuto il no dei Cinque Stelle. Va bene, mi dispiace e non mi fa ben sperare per il futuro di questo governo”
Solo poche ora prima il coordinatore nazionale di Fdi Guido Crosetto aveva detto che “Fratelli d’Italia è disponibile a dare “almeno il sostegno esterno” ad un governo M5s-Lega, purchè esso parta subito
“Mi auguro che ci sia un governo politico – ha detto Crosetto – nell’interesse dell’Italia. Faccio solo questo esempio: la Francia si sta mangiando la Libia in assenza di un governo italiano per cui ora è importante che ne nasca uno politico, qualsiasi esso sia. E’ una posizione fatta nell’interesse dell’Italia e non in quello di Fdi o per avere qualche poltrona”
(da Globalist)
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Maggio 31st, 2018 Riccardo Fucile
FINO A IERI IL CONTRATTO ERA UNA CHIAVICA, ORA E’ FIRMABILE SE TI DANNO UN MINISTERO?… MA I VIGILI URBANI GRILLINI LA FANNO SPOSTARE PERCHE’ IMPORTUNA I PASSANTI: “NON LA VOGLIAMO”
Giorgia Meloni è una leader di partito lineare: ha annunciato l’appoggio al governo Lega-M5S per superare il veto di Mattarella su Pietro Savona ministro dell’Economia. Poi ha annunciato di voler entrare nella maggioranza di governo Lega-M5S proprio quando si è capito che Savona non sarà ministro dell’Economia.
Oggi ha riunito lo stato maggiore di Fratelli d’Italia per votare l’entrata nella maggioranza proprio mentre il MoVimento 5 Stelle ha detto pubblicamente che non vuole farla partecipare alla spartizione dei ministri.
Meloni oggi ha incontrato Salvini con il suo stato maggiore e alla fine Ignazio La Russa ha confermato: “Confermo quanto detto da Meloni: di fronte a un’esigenza drammatica dell’Italia, noi abbiamo espresso la disponibilità a rafforzare il governo. Con quali forme e con quali metodi non è ancora stato deciso, se ne comincia semmai a discutere adesso- Il dato fondamentale è che vogliamo essere fino in fondo patrioti e fare di tutto, anche cambiando un’impostazione critica che abbiamo espresso più volte”
L’ipotesi però è stata bocciata dal M5S: “Non si capisce perchè a giochi fatti ora dovrebbe entrare Fdi nel governo”, sottolinea un deputato pentastellato di peso all’agenzia di stampa AGI. “La questione non è proprio all’ordine del giorno. Poi se vogliono darci l’appoggio esterno va bene” aggiunge la stessa fonte.
Qualcuno tra i 5 stelle osserva ancora che ora “la responsabilità è tutta di Salvini” e che se dovesse fare questa proposta potrebbe essere una scusa per far saltare ancora il tavolo.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 27th, 2018 Riccardo Fucile
DOPO AVER SPARATO L’IMPEACHMENT A MATTARELLA, TROVA BERLUSCONI CHE LO DIFENDE E SALVINI CHE NON SI ACCODA… RINUNCIANDO A GIORGETTI ERA CHIARO CHE SALVINI VOLEVA FAR SALTARE L’ACCORDO CON IL M5S
“Impeachment? Di questo non parlo.” Matteo Salvini non si accoda alla scelta del M5s di assegnare un’ulteriore escalation alla crisi istituzionale in corso.
Non chiede di aprire una procedura parlamentare per mettere in stato d’accusa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Salvini punta al voto anticipato, vuole correre come leader del centrodestra: la sua ambizione di arrivare a Palazzo Chigi lo porta a scegliere una tattica diversa da Luigi Di Maio.
Primo: c’è il fattore Silvio Berlusconi, che è ancora un alleato per Salvini. E l’ex Cavaliere si schiera senza dubbio al fianco del capo dello Stato, mentre il M5s ne chiede l’impeachment dopo il naufragio del governo Lega-pentastellati per il veto di Mattarella sul ministro dell’Economia.
“Prendiamo atto con rispetto delle decisioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e osserviamo con preoccupazione l’evolversi della situazione politica – dice Berlusconi – Come sottolineato dal Presidente Mattarella in un momento come questo il primo dovere di tutti e difendere il risparmio degli italiani, salvaguardando le famiglie e le imprese del nostro Paese. Il movimento Cinquestelle che parla di impeachment è come sempre irresponsabile. Forza Italia attende le determinazioni del Capo dello Stato, ma ove necessario sara’ pronta al voto”.
Solo gli sprovveduti non avevano ancora capito che Savona era un bluff, uno che vuole fare il governo incassa Giorgetti all’Economia ed è grasso che cola.
La strategia prevalente nella tattica leghista era niente governo con Di Maio, bensì voto anticipato
Tanto che ancora oggi, parlando con Mattarella, Salvini ha rifiutato di nuovo l’offerta di assegnare il ministero dell’Economia al suo fedelissimo Giancarlo Giorgetti, piuttosto che all’ormai chiacchieratissimo Paolo Savona, la pietra dello scandalo di questo tentativo di governo.
Incredibile ma vero: no a Giorgetti per Savona. Sembrerebbe una scusa per far saltare tutto.
Il fatto che il governo non sia nato gli dà la possibilità di chiedere il ritorno al voto, opzione mai abbandonata fino in fondo e comunque mai temuta.
Ma è un’opzione cui Salvini vorrebbe prepararsi per bene: per fare il pieno dei voti con il centrodestra e conquistare la maggioranza per il governo senza trattare con nessuno.
Per questo ora non innesca l’assalto al Quirinale. I suoi in serata stranamente predicano prudenza e saggezza.
Insomma, paradossalmente, dopo aver innescato tutto questo caos per non aver ceduto sul nome di Savona, Salvini frena.
Proprio mentre Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio aizzano la loro gente in piazza a Fiumicino.
“Ora bisogna essere prudenti – dice una fonte leghista.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LA LITE CON LA MELONI PERCHE’ VOLEVA FARE IL MINISTRO… LE DIMISSIONI NON ESECUTIVE E IL CONFLITTO DI INTERESSI PER IL SUO RUOLO A CAPO DELLA CONFINDUSTRIA SETTORE DIFESA CHE RIMANE
Motivi personali. Guido Crosetto lascia il Parlamento dopo lo stop alla sua corsa in quota Lega verso
il ministero della Difesa, conseguenza del rifiuto di Fdi ad entrare in maggioranza
Sarebbe questa la vera ragione dietro il giallo delle dimissioni, arrivate dopo un vertice di fuoco nel partito.
Stop definitivo che sarebbe arrivato proprio da Giorgia Meloni, coerente con la scelta fatta di rimanere all’opposizione con Fi. Scelta di fronte alla quale però l’ex sottosegretario avrebbe provato fino all’ultimo a salvare le ambizioni personali.
Al culmine del confronto, avvenuto alla vigilia dell’investitura di Conte, mentre Crosetto provava a far pesare il suo ruolo di cofondatore, la leader di Fdi gli avrebbe risposto che se non intendeva rinunciare, poteva anche uscire dal partito.
Il resto, le dimissioni e il calcio dell’asino a Berlusconi, sarebbe da attribuire al temperamento sanguigno del piemontese.
Tuttavia come si sa, le dimissioni presentate a Montecitorio per «motivi personali» passano, dopo un iter di diversi mesi, per un voto dell’aula che quasi sempre le respinge.
Nel frattempo Crosetto sarà condannato, si fa per dire, a ricoprire la carica pubblica.
E a rimanere in conflitto di interessi, data l’incompatibilità fra il mandato parlamentare e la carica di presidente dell’Aiad, preziosa costola di Confindustria nel settore difesa e aerospazio con fatturato da 15 miliardi, che Crosetto guida dal 2014.
Carica dalla quale l’onorevole aveva annunciato l’autosospensione nel gennaio scorso per incompatibilità , dopo la nomina a coordinatore di Fdi.
Dunque solleva più di un interrogativo la diffusione in questi stessi giorni degli inviti a un convegno organizzato dall’Aiad, in cui il parlamentare compare in qualità di presidente ancora in carica dell’associazione confindustriale, controllata al 51% da Leonardo.
In sostanza Crosetto, che in un’intervista al Messaggero ha invitato Berlusconi a farsi da parte, non si sarebbe fatto da parte da nessuna delle sue cariche in attesa di vedersi spalancare un posto da ministro poi svanito.
La carica all’Aiad tra l’altro prevede un lauto appannaggio da 300mila euro.
(da “il Giornale”)
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Maggio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
“MOTIVI ESCLUSIVAMENTE PERSONALI”, MA NESSUNO CI CREDE… SE L’AVESSERO NOMINATO MINISTRO DELLA DIFESA LO AVREBBE FATTO LO STESSO?
“Mi sono dimesso da parlamentare. Me ne vado con grande dispiacere, come ho scritto nella lettera che dieci giorni fa ho inviato al presidente della Camera”.
Lo ha affermato il deputato di Fdi, Guido Crosetto.
«La mia decisione — ha precisato Crosetto — è dovuta a motivi personali e non di dissenso sulla linea politica. Mi dispiace perchè avrei voluto partecipare e impegnarmi in prima persona in questa fase politica che ritengo sarà molto interessante e importante per il Paese».
Crosetto ha annunciato le dimissioni anche sui Social.
«Oggi — ha scritto in un post su Facebook — ho annunciato di aver rassegnato, la scorsa settimana, le dimissioni da parlamentare. Al fine di evitare inesistenti interpretazioni politiche o retroscena fantasiosi, ribadisco che è una scelta dovuta a motivi esclusivamente personali».
Crosetto era stato candidato da Fratelli dì’Italia in Piemonte e in Lombardia e alla fine era risultato eletto nel collegio plurinominale Lombardia 3.
Nato a Cuneo nel 1963, dal 2014 è presidente dell’Aiad, la federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza.
In precedenza è stato coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, di cui è stato uno dei fondatori nel gennaio 2013.
Deputato dal 2001 al 2013 (Forza Italia, Pdl). Candidato e non eletto alle politiche 2013, alla presidenza della Regione Piemonte nel 2014 e alle Europee 2014. È stato sottosegretario alla Difesa nel quarto governo Berlusconi (2008-2011).
(da agenzie)
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Maggio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
CHISSA’ DOV’ERA LEI QUANDO HA INSEGUITO PER ANNI LA POLITICA RAZZISTA E FILO-RUSSA DELLA LEGA… SPERIAMO CHE SALVINI LE ABBIA ALMENO VERSATO I CONTRIBUTI
“Quello che sta per nascere è un governo a chiara trazione grillina, con l’aggravante di avere un
premier espressione del M5S che è un tecnico, quindi il Mario Monti di Luigi Di Maio, col cuore che batte a sinistra, amico della Boschi e di Napolitano”, dice – intervistata da Repubblica – la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Anche il leader leghista l’ha delusa:
“Salvini ha pensato solo agli interessi della Lega”. Quindi Fdi “non voterà la fiducia” e “se si andrà avanti con questo schema, il centrodestra così come l’abbiamo conosciuto non esisterà più. Andrà ricostruito per assecondare un sentimento che comunque in Italia è maggioritario. Rompendo però con gli schemi che abbiamo visto finora”.
Prosegue Meloni:
“Non farò mai parte di un esecutivo che non rispetta il mandato popolare, che vuol fare il contrario delle cose per cui sono stata votata. Non abbiamo seguito Berlusconi quando faceva gli accordi con Renzi, non seguiamo Salvini adesso che va con Di Maio. Ma se il governo farà bene, noi siamo pronti a sostenere i provvedimenti giusti”.
Il contratto?
“Hai voglia a dire che ci sono anche le proposte del centrodestra”, attacca. “Hanno scritto 40 pagine, solo a metterle in pratica tutte ci vorrebbero 20 anni!”.
Salvini “è caduto nella trappola grillina di farsi isolare e indebolire”, “sicuramente noi abbiamo trattato Matteo da capo della coalizione mentre lui ha trattato gli interessi della Lega”.
Salvini ha tradito il centrodestra? “È l’unico generale che conosco che, appena vinta la guerra, si consegna al nemico lasciando sul campo di battaglia una parte delle truppe”, conclude.
(da agenzie)
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Maggio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
MA PERDE L’OCCASIONE PER DISTINGUERSI CON UNA LINEA INNOVATIVA E AUTONOMA… SEMBRA IN ATTESA DI UN’OFFERTA PIU’ VANTAGGIOSA
Giorgia Meloni dice ufficialmente no alla proposta di collaborazione tra Fratelli d’Italia e la nuova maggioranza Lega-M5S e, già che c’è, mette i puntini sulle i nei confronti di Matteo Salvini, dipinto come un generale vittorioso che si consegna al nemico, e Giuseppe Conte, dipinto come “di sinistra” e “amico della Boschi”.
La Meloni ha parlato alla Camera dopo la riunione dello stato maggiore di Fratelli d’Italia in cui si è deciso ufficialmente quale posizione prendere nei confronti del nuovo governo, anche dopo l’invito di Di Maio ad entrare in maggioranza sostenendo il suo nome come premier rivelato la settimana scorsa dalla stessa Meloni.
“Fratelli d’Italia conferma che non farà parte nè sosterrà un Governo guidato, se fosse confermato, dal professore Giuseppe Conte: lo facciamo per rispetto della volontà popolare, dei nostri sostenitori. Non penso che la maggioranza dei cittadini che ha votato centrodestra per avere un Governo espressione del popolo sia contenta di ritrovarsi a Palazzo Chigi un altro tecnico espressione di M5S, di sinistra, amico della Boschi e di Napolitano. Per rispetto ai nostri cittadini non lo possiamo sostenere”, ha detto la Meloni a Montecitorio dopo il direttivo del partito.
Poi, riferendosi al segretario Lega, Matteo Salvini, la Meloni ha osservato: “È l’unico generale che conosco che appena vinta la guerra si consegna al nemico, lasciando una parte delle truppe sul campo di battaglia, penso sia caduto nella trappola del Movimento 5 Stelle, per farsi isolare e indebolire anche rispetto ai suoi alleati, per poi finire sostanzialmente in un Governo del Movimento 5 Stelle”.
Nel partito erano state poche comunque le voci a favore dell’entrata in maggioranza. Guido Crosetto era possibilista ma freddo, mentre su Facebook era stato il consigliere regionale Fabrizio Santori a schierarsi per il sì.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 19th, 2018 Riccardo Fucile
SAI CHE GLIENE FREGA A SALVINI DEL PROSSIMO… GIORGIA, MA UN PO’ DI DIGNITA’ E UN BEL VAFFANCULO MAI?
Giorgia Meloni, nei giorni scorsi, ha visto Luigi Di Maio e tanto le è bastato per dire che Fratelli d’Italia
sarebbe rimasto all’opposizione.
In una diretta Facebook ha poi preso le distanze anche da Silvio Berlusconi, dopo che questi si era riproposto come possibile premier a seguito della riabilitazione ricevuta dai giudici, dicendo che “un po’ di ricambio generazionale non guasterebbe”.
Ma tramite il social, la leader di FdI si toglie un sassolino dalla scarpa anche su Matteo Salvini: “Non ho potuto fare a meno di notare che Salvini in questi giorni non ha detto una parola sul nostro ruolo, sul ruolo che Fdi potrebbe avere per le decisioni future del prossimo governo”.
Cioè, la porta non è chiusa…
E visto che quei 18 senatori di FdI farebbero un gran comodo alla maggioranza giallo-verde, Salvini batta un colpo altrimenti…
(da agenzie)
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