Ottobre 3rd, 2016 Riccardo Fucile
“INDEBITI ACCOSTAMENTI A MAFIA CAPITALE”… “DIFFAMATORIO ACCOSTARE IL PD A MAFIA CAPITALE”
Il premier Matteo Renzi è stato querelato per diffamazione dall’assessore all’Ambiente di Roma Paola Muraro.
L’ex consulente milionaria dell’Ama non ha infatti gradito «gli indebiti accostamenti con l’inchiesta di Mafia Capitale» lanciati dal presidente del Consiglio.
Per questo motivo questa mattina l’avvocato dell’assessore, Alessio Palladino, ha presentato la querela. Ha inoltre consegnato un primo dossier per «controbattere alle speculazioni sulla vita privata della mia assistita o a rappresentare fatti non veri. La mia assistita – ha continuato – si è posta da tempo a disposizione degli inquirenti, ma speculare sulla sua vita privata o rappresentare fatti non veri è solo indice a nostro parere di una azione diffamatoria».
Nella giornata di ieri Renzi aveva attaccato la giunta del M5S, affermando che «la svolta della Raggi è dare la gestione dei rifiuti a una donna collegata totalmente a personaggi legati a Mafia Capitale».
Nel pomeriggio è stato il Pd a querelare per lo stesso motivo il sindaco di Roma, Virginia Raggi.
«Il Pd ha dato mandato ai suoi legali di querelare il sindaco di Roma Virginia Raggi per le dichiarazioni diffamatorie nelle quali ha accostato il PD alle vicende di Mafia Capitale. Continua da tempo la pratica dell’insulto e della menzogna da parte degli esponenti del M5s che puntualmente, una volta chiamati a rispondere delle loro affermazioni, ricorrono a tutti i privilegi per non farsi giudicare. Un conto è il dibattito politico, un altro è diffamare.»
Lo annuncia il Tesoriere del Pd Francesco Bonifazi.
(da agenzie)
argomento: Roma | Commenta »
Ottobre 3rd, 2016 Riccardo Fucile
LA DELEGA AI RIFIUTI A COLOMBAN, L’UOMO IN AFFARI CON CASALEGGIO
La delega ai Rifiuti al neo assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, e un nuovo assessore donna alle Politiche abitative per salvaguardare le quote rose previste dallo Statuto.
Secondo quanto riportano il Corriere della Sera e Repubblica sarebbe questa l’exit strategy a cui starebbero lavorando i 5 Stelle a Roma per sostituire l’assessora all’Ambiente, Paola Muraro, al centro di una bufera giudiziaria per i suoi rapporti controversi con Ama, l’azienda municipalizzata del Comune di Roma per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti.
Scrive Repubblica
“Una strategia a doppio binario, che prevede una scena pubblica e una privata: la prima per replicare a brutto muso alle frecciate del capo del governo; la seconda per mettere a punto il piano utile a sbarazzarsi di Muraro. Stando però ben attenti a non combinare altri guai: l’ex consulente dell’Ama è infatti fondamentale per garantire le quote rosa in giunta, imposte dallo Statuto. Mandarla via subito, senza aver prima individuato un’altra donna in grado di garantire l’equilibrio di genere, sarebbe un suicidio”.
I tempi per la messa in campo dell’exit strategy sono brevissimi e passano per due appuntamenti clou: l’audizione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, in commissione Antimafia, prevista per mercoledì, e una chiamata della procura di Roma a Muraro, che dovrebbe avvenire entro un paio di settimane.
Non si placano, intanto, le polemiche sul caso Muraro.
In un’intervista a Repubblica, l’ex amministratore delegato di Ama, Daniele Fortini, si difende dalle accuse piovute nei suoi confronti nelle scorse settimane e attacca l’assessore all’Ambiente: “La Muraro in streaming mi chiese di usare l’impianto di Cerroni e il risultato fu che 7 giorni dopo fissai l’assemblea di Ama e mi dimisi”. Fortini va giù duro e sottolinea il fatto che l’assessore all’Ambiente insistette per “portare rifiuti al tritovagliatore di Rocca Cencia di Colari” nonostante il suo parere contrario perchè quell’impianto era stato oggetto di un esposto in procura.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Roma | Commenta »
Ottobre 1st, 2016 Riccardo Fucile
“QUANDO DOVRA’ CACCIARLA PER FORZA, SPERIAMO CHE LA RAGGI SAPPIA ALMENO CON CHI SOSTITUIRLA”
Alla lettura dei giornali, l’assessore all’Ambiente si sfoga con le persone a lei vicine, ma il quadro
giudiziario si complica e nei 5Stelle si inizia a valutare una exit strategy “per quando il passo indietro sarà inevitabile”.
L’assessore non sembra affatto intenzionata a tirarsi fuori, nonostante le nuove vicende che la riguardano e che raccontano della sua relazione sentimentale con Giovanni Fiscon, direttore generale dell’Ama a processo per Mafia Capitale, grazie al quale Muraro avrebbe ottenuto delle consulenze e 25 mila euro per un accesso agli atti della Regione Lazio. B
Le notizie che trapelano dalla procura sono diventate un problemone per i 5 stelle che in queste ore ribollono: alcuni parlamentari tra Camera e Senato sembrano non avere più la pazienza di sopportare.
C’è chi spera che la Muraro si dimetta il prima possibile: “Così azzeriamo questi cento giorni una volta per tutte e ricominciamo”, confida una deputata romana a taccuini chiusi poichè rispetta il silenzio stampa imposto da Beppe Grillo.
E c’è chi come Luigi Di Maio, che è andato a Mirandola per inaugurare una palestra costruita con i soldi donati dal Movimento, sostiene: “Non c’è ancora un avviso di garanzia. Aspettiamo almeno i capi di imputazione”.
La linea del componente del Direttorio è la stessa che il sindaco Virginia Raggi ha ribadito in un’intervista al Fatto Quotidiano prima però delle nuove rivelazioni: “Aspettiamo di leggere le carte e poi non faremo sconti a nessuno”, le solite chiacchiere.
La svolta garantista sembra essere ancora in auge, ma con grande sofferenza dei più ortodossi. Roberto Fico, a sua volta a Mirandola insieme a Grillo con il quale si è intrattenuto a pranzo, pubblica un post su Facebook che ricalca le sue posizioni da duro e puro di sempre: “Ecco la palestra costruita con i nostri soldi, questo è il movimento 5 stelle”. Il messaggio è sottinteso.
In questo insieme di divisioni e di sensibilità opposte, in cui cresce l’imbarazzo, parla Grillo che difende il nuovo assessore al Bilancio dagli attacchi interni e del web: “Andrea Mazzillo? Anche io ho preso la tessera del Pd ad Arzachena”.
Ma in pubblico non dice neppure una parola su Muraro.
Di certo, a cominciare dal leader tutti stanno sul chi va là , e sono in fase di elaborazione di una exit strategy: “Se arriva l’avviso di garanzia e l’accusa ipotizza reati gravi, la Raggi dovrà cacciare Muraro e noi se vogliamo sopravvivere all’ennesima bufera dobbiamo avere il sostituto già pronto”, così ragiona uno dei big riassumendo l’umore di molti.
Di fatto, nel mondo pentastellato come sempre le voci si intrecciano e si confondono, mentre una parte dei grillini insiste sull’isolamento della Muraro e dubita che la situazione sia recuperabile.
Il sindaco per ora è con l’assessore ma si cammina sulle sabbie mobile. Forse anche per questo, Raggi oggi ha evitato di esporsi pubblicamente nella difesa della Muraro.
(da “Huffingtonpost“)
argomento: Roma | Commenta »
Ottobre 1st, 2016 Riccardo Fucile
DAL LEGAME SENTIMENTALE ALLE CONSULENZE SUI RIFIUTI: ECCO COME 30 TELEFONATE SI TRASFORMANO IN ATTO D’ACCUSA DEI PM
Dice l’assessora all’Ambiente Paola Muraro che “tirerà dritto”. Che avrà modo di spiegare quando sarà sentita in Procura. Dice ancora: “Il problema a Roma non sono mica io”.
Infatti, il problema per Roma e la Giunta di cui fa parte è la sua vicenda giudiziaria e quello che ora documenta.
Una storia di abuso pagato con denaro pubblico, figlia di una relazione sentimentale clandestina.
Che raddoppia i capi di accusa da cui è chiamata a difendersi — violazione delle norme sulla gestione dei rifiuti e abuso d’ufficio — e la avvinghia definitivamente al destino non esattamente luminoso dell’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon, già a processo (insieme all’allora presidente Franco Panzironi) per corruzione in Mafia Capitale e ora appunto accusato, insieme a lei, dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Alberto Galanti, di abuso di ufficio per una parte significativa delle consulenze ricevute nel tempo da Ama (1 milione e 200 mila euro nell’arco di una decina di anni).
Accade infatti che nelle trenta conversazioni telefoniche intercettate dai carabinieri del Ros nell’inchiesta Mafia Capitale, inizialmente ritenute non rilevanti nel processo per le quali erano state disposte, ma di cui la Procura ha poi chiesto e ha ottenuto nei giorni scorsi la trascrizione, si documenti una verità che devasta ciò che restava dell’immagine pubblica della Muraro e della favola della consulente con i fiocchi delle cui imprescindibili competenze nella gestione e smaltimento dei rifiuti l’Ama di Panzironi e Fiscon, prima, e la Giunta Raggi poi, non potevano fare a meno.
In quelle telefonate, registrate tra il 2013 e il 2014, Paola Muraro, ignorando di essere ascoltata, non fa mistero della sua relazione sentimentale con Giovanni Fiscon, introducendo un elemento che rende definitivamente abusive le consulenze che l’allora direttore generale di Ama le aveva e avrebbe continuato ad affidarle fino al suo ultimo giorno nella municipalizzata.
Per altro, con il consapevole assenso di Panzironi, anche lui legato a doppio filo con la Muraro (al punto da progettare per lei un ruolo in un futuro impianto di smaltimento rifiuti in Trentino) e, anche lui, a questo punto, di fatto coinvolto nell’indagine.
Si potrebbe obiettare (a ragione) che il privatissimo rapporto di intimità clandestina tra la Muraro e Fiscon, in sè, non sarebbe sufficiente a far superare a questa storia il confine tra l’opportunità e la rilevanza penale.
E tuttavia, come ricostruisce ora l’indagine della Procura, a trasformarlo in abuso di ufficio e dunque a sottrarlo alla dimensione ‘guardona’ del pettegolezzo giudiziario, all’intrusione dolorosa nella privacy, sono il modo e la natura con cui i contratti di consulenza vennero riconosciuti alla Muraro. In violazione di ogni norma, e con uno strumento illegittimo come quello dei contratti di consulenza, Giovanni Fiscon affidò infatti alla donna cui era sentimentalmente legato funzioni che, come tali, non avrebbero potuto essere oggetto di incarichi esterni e, al contrario, avrebbero imposto una ricerca con regolari bandi di figure professionali prima all’interno della municipalizzata e, in seconda battuta, della sua controllante, il Comune di Roma. Cosa che non avvenne mai.
Di più: quei contratti di consulenza vennero regolarmente prorogati nonostante la legge ne facesse divieto.
Per giunta, riconoscendo alla Muraro bonus una tantum per singolari prestazioni professionali quali, per dirne alcune, un accesso agli atti della Regione Lazio o una consulenza processuale in un giudizio che vedeva Fiscon e Ama imputati.
Costretta a rinunciare all’avvocato che sin qui l’aveva difesa (lo stesso di Giovanni Fiscon), la Muraro e il suo nuovo legale, l’eccellente Riccardo Olivo (uno degli avvocati che con tenacia difesero la Shalabayeva svelando il ruolo del ministro dell’Interno Alfano e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza), si trovano dunque di fronte una montagna complicata da scalare.
Da una parte dovranno dare conto di un’ipotesi di reato (quello ambientale) nella gestione degli impianti di TMB Ama di Rocca Cencia sul cui sfondo si agita il sospetto di un interesse inconfessabile a favorire nel tempo il Re della monnezza di Roma, Manlio Cerroni, il Supremo.
Dall’altra, quella di aver abusivamente lavorato da dirigente di vertice della Municipalizzata avendo quale titolo di merito preferenziale quello di essere sentimentalmente legata all’uomo che ne era il Direttore Generale, Fiscon.
Tanto da consentirle di lavorare accampata nell’anticamera del suo ufficio e di intervenire su promozioni interne in Ama (Repubblica ne ha dato conto l’8 settembre scorso).
Vedremo cosa accadrà . Perchè l’inchiesta promette di camminare.
E di trascinare politicamente a fondo, insieme alla Muraro, la donna che a lei ha sin qui deciso di legarsi mani e piedi. La sindaca Virginia Raggi.
(da “La Repubblica”)
argomento: Roma | Commenta »
Settembre 30th, 2016 Riccardo Fucile
PASSATO PIDDINO E ALTO STIPENDIO DA CAPOSTAFF… NE’ MAZZILLO NE’ COLOMBAN POTREBBERO FARE GLI ASSESSORI SECONDO IL CODICE M5S: ENTRAMBI SONO STATI CANDIDATI DI ALTRI PARTITI
L’ordine rimane quello imposto da Beppe Grillo, ovvero non commentare le vicende romane, ma la
scelta di affidare l’assessorato al Bilancio ad Andrea Mazzillo è l’ennesima mossa di Virginia Raggi che fa discutere animatamente il mondo pentastellato: non solo a Palazzo Senatorio e a Montecitorio, ma anche sul web.
La fragile tregua si rompe e nei corridoi c’è chi sbotta.
C’è chi, come Paolo Ferrara, capogruppo grillino in Campidoglio, avrebbe fatto una sfuriata davanti ai suoi colleghi poichè, come guardiano dei conti, è stato scelto un ex Pd, candidato a Ostia quando venne eletto Walter Veltroni e poi avvicinatosi ad Alfio Marchini.
Era stato proprio Ferrara a fermare la candidatura di Mazzillo quando alle ultime elezioni voleva presentarsi con il Movimento 5 Stelle.
Ma i fatti dimostrano che il neo assessore, due settimane dopo l’insediamento di Raggi in Campidoglio, era stato nominato coordinatore dello staff del sindaco e il suo stipendio era finito sotto accusa poichè troppo alto.
“Sono un tecnico, non un politico”, aveva detto al Corriere della Sera. Oggi il primo cittadino lo difende dicendo: “È un attivista 5Stelle”.
Alla luce delle contraddizioni, la rabbia di Ferrara viene riportata anche dall’agenzia Adnkronos, ma qualche ora dopo il capogruppo si appresta a smentire: “Lo stimo, è l’ennesimo tentativo di farci apparire divisi”.
Fonti ben informate tuttavia confermano, ma uscire allo scoperto non si può, soprattutto dopo il post spartiacque di Grillo “Nessuno tocchi Virginia” e dopo la kermesse di Palermo.
Sta di fatto che dopo l’uscita di scena di Marcello Minenna, a cui ha fatto seguito quella di Raffaele De Dominicis, e a cui si è aggiunta quella di Salvatore Tutino, oggi sarebbe dovuto arrivare il nome dell’unità ritrovata. Ma così non è stato.
Quello di Mazzillo viene considerato un profilo non propriamente 5Stelle se si pensa che il regolamento grillino vieta la candidatura a chi in precedenza ha corso con altri partiti.
Stesso discorso per il nuovo assessore alle Partecipate Massimo Colomban che nel 2010 si era candidato nella lista ‘Alleanza di Centro-Democrazia Cristiana’ in appoggio al governatore del Veneto Luca Zaia, il quale a nomina avvenuta ha fatto gli auguri al neo assessore dicendo: “È un mio amico”.
Da Palazzo Senatorio gli effetti arrivano in Parlamento. “Se Raggi aveva nominato Mazzillo capo staff vuol dire che aveva un curriculum per quel ruolo, cosa c’entra riesumarlo come assessore al Bilancio? È disperata o continua a voler piazzare solo i suoi?”, sbotta una deputata.
Facendo un passo indietro nel tempo, non troppo lontano, un paio di mesi fa a Mazzillo veniva mossa l’accusa, da molti parlamentari romani compresi i membri dell’ormai ex mini-direttorio, di essere stato, assieme a Salvatore Romeo, l’assessore ombra al Bilancio di Marcello Minenna, “spinto a rassegnare le dimissioni da una situazione insostenibile”, ricorda un altro parlamentare.
Grillo però mette il sigillo augurando buon lavoro ai due nuovi assessori: “Andiamo avanti per portare al successo le nostre idee”.
Ma la rete non perdona, e tra i commenti al post di Ferrara si legge: “Noi vogliamo i partiti fuori dal M5S e invece voi ce li infilate dentro”, dice Enrico Toscano, che è solo uno dei tanti.
A Stefano Pedica del Pd non sfugge che il leader 5Stelle non ha detto una parola su Paola Muraro, che secondo alcuni organi di stampa risulta indagata per abuso di ufficio in concorso con l’ex dg di Ama Giovanni Fiscon, uno dei principali imputati nel processo di Mafia Capitale.
Di un eventuale suo passo indietro l’assessore all’Ambiente non ne vuole sapere e il sindaco è con lei, si aspetterà quindi l’interrogatorio di metà ottobre.
Il clima che si respira a Palazzo Senatorio viene sintetizzato dall’assessore Paolo Berdini, l’unico per ora che se la sente di commentare alla luce del sole: “Non siamo sull’orlo del precipizio, ma c’è molta preoccupazione”.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Roma | Commenta »
Settembre 30th, 2016 Riccardo Fucile
LEGATO DA INTERESSI AZIENDALI A CASALEGGIO, HA GIRATO TUTTI I PARTITI: INDIPENDENTISTA VENETO, LEGHISTA, RENZIANO, CON PIONATI, VICINO A GALAN, POI ANCORA CON ZAIA
“Sono da sempre un indipendentista veneto, sogno uno Stato Federale tipo Svizzera”. Così alla trasmissione La Zanzara su Radio 24 l’assessore alle partecipate del Comune di Roma Massimo Colomban che sull’Euro farebbe “un referendum per decidere se uscire o no”.
Colomban ha anche detto di “non sapere quante sono le metro a Roma” e “di non conoscere il bus 64″, linea che collega la stazione Termini a San Pietro nota per i borseggi.
E se la squadra del cuore è il Milan, da oggi è nella squadra di Virginia Raggi. Colomban è un imprenditore, con la sua azienda impegnata in importanti realizzazioni nelle Olimpiadi di Calgary e Barcellona. Poi sostenitore accanito di Matteo Renzi e del Pd, infine candidato per Alleanza di centro di Francesco Pionati a sostegno di Luca Zaia e della Lega, quella scatenata contro Roma Ladrona”.
E a Colomban arrivano anche gli auguri di buon lavoro proprio da Zaia, governatore del Veneto: “E’ anche un mio amico. Spero che il suo lavoro porti ottimi frutti, anche perchè ogni euro risparmiato sugli sprechi di Roma si può tradurre in qualche euro di tasse in meno pagate dai veneti.”
E anche nelle chat interne ai Cinque Stelle spuntano critiche al neo assessore finito già da tempo sotto la lente di alcuni attivisti lombardi che criticavano l’adesione dei vertici pentastellati all’associazione Confapri in cui figura anche Colomban.
Nel Think Tank figuravano già agli esordi alcuni esponenti del Movimento come Vito Crimi, Eleonora Bechis, David Borrelli. Già nel 2013 si osservava come Colomban fosse un “genio dell’imprenditoria avendo fondato 40 anni fa Permasteelisa, oggi multinazionale da un miliardo di euro di fatturato quotata in Borsa” ma si faceva anche notare come nel 2010 si era “buttato in politica, ed era capolista alle regionali in Veneto per l’Alleanza di Centro (il partito dell’ex giornalista Tg1 Pionati) nella coalizione di centrodestra in appoggio al leghista Zaia”.
E si osserva in una chat interna al Movimento, “la cosa più inquietante nella sua biografia è la carica di ‘comandante onorario della base militare (atomica) Usa di Aviano (Pordenone)’.
Un militarista, insomma” scrive un attivista.
(da “La Repubblica”)
argomento: Roma | Commenta »
Settembre 30th, 2016 Riccardo Fucile
PERCHE’ LA SINDACA NON PUO’ FARE A MENO DELLA MURARO? CHE INTERESSI LI LEGA?
La nuova iscrizione nel registro degli indagati per abuso di ufficio dell’assessora all’Ambiente Paola
Muraro ripropone alla sindaca Virginia Raggi un problema che è insieme politico e di trasparenza.
Accade infatti che della nuova contestazione la Muraro sia al corrente da giorni.
Da quando il suo avvocato, Salvatore Sciuto, ha dovuto rinunciare al mandato perchè difensore anche dell’ex dg di Ama, Giovanni Fiscon, accusato con lei dello stesso reato e per gli stessi fatti (le consulenze ‘onnicomprensive’ affidate alla Muraro da Ama).
Tanto al corrente che la Muraro ha nominato giorni fa quale suo nuovo difensore l’avvocato Riccardo Olivo.
Stavolta, quindi, non ci sono tartufismi che tengano.
Non c’è spazio per i “sapevo, forse no”, per “un conto è l’iscrizione, un conto è l’avviso di garanzia”, e tutto lo sciocchezzaio che ne consegue, già proposto in occasione della prima iscrizione dell’assessora per reati ambientali.
Detta altrimenti e per venire al sodo: la sindaca Raggi è stata messa al corrente da Muraro della novità giudiziaria? O lo ha letto stamattina su Repubblica, il Corriere della Sera, il Messaggero?
E se lo ha saputo, quando? Ne ha messo al corrente la giunta? Ha mandato una mail a Luigi Di Maio facendo in modo che la notizia questa volta gli risultasse chiara?
Ha trovato il tempo di discuterne con lo studio associato Casaleggio?
E chi ha informato “l’elevato” Beppe Grillo?
In attesa che a queste domande venga data risposta, e senza alcuna certezza che questo accadrà (al sindaca è tenuta al vincolo del silenzio imposto dal ‘capo politico’ del Movimento), resta la questione fondamentale: la Raggi dimostra di non poter fare a meno di Paola Muraro per ragioni che evidentemente non può rendere pubbliche. Anche a costo di trasformare l’assessora e la sua complicata situazione giudiziaria in una pietra al collo della sua già annaspante giunta.
(da “La Repubblica”)
argomento: Roma | Commenta »
Settembre 30th, 2016 Riccardo Fucile
COLOMBAN HA USUFRUITO DEI FONDI DELLA LOBBY GRILLINA
Virginia Raggi non è stata lasciata sola ad affrontare la sempre più complicata ricerca degli assessori che da un mese devono completare la sua giunta.
Secondo le ricostruzioni delle ultime ore, basate su due fonti diverse ascoltate dalla Stampa , la sindaca di Roma sta condividendo la selezione dei nomi con la Casaleggio Associati.
Almeno due persone contattate dal Campidoglio come potenziali assessori al Bilancio hanno riferito di aver ricevuto durante i colloqui, assieme a infinite raccomandazioni sulla necessità di non parlare con i giornali, la seguente risposta: «Il suo profilo dovrà essere valutato anche a Milano».
Milano, per chi è ormai è avvezzo al M5S, vuol dire Casaleggio Associati.
Appena cinque giorni fa a chi le chiedeva delle nomine, Virginia Raggi rispondeva così: «Li scelgo con i miei consiglieri, a Roma».
Una dichiarazione di autonomia rilasciata all’uscita dell’Hotel Posta di Palermo, dove si era intrattenuta tutta la mattina per una riunione con Beppe Grillo e Davide Casaleggio.
Uno è il capo politico, l’altro è sulla carta il titolare dell’azienda che si dovrebbe occupare dei sistemi operativi del Movimento. Ma di fatto ha assunto il ruolo di stratega mediatico.
Con loro Raggi ha parlato anche delle numerose difficoltà nel trovare le figure chiave per la macchina del Campidoglio: due assessori, al Bilancio e alle Partecipate, il capo di gabinetto, l’amministratore unico di Ama e il dg di Atac.
Nell’affannato scouting di queste settimane, Raggi si era già rivolta al suo ex datore di lavoro, l’avvocato Pieremilio Sammarco, ex socio dello studio Previti, dal quale aveva ricevuto il suggerimento di puntare su Raffaele De Dominicis.
Poi, le cose si sono complicate. Salvatore Tutino, altro consigliere della Corte, si è sfilato perchè finito nel tritacarne della guerra interna al M5S nazionale e locale.
Un pasticcio che ha spinto alla decisione di valutare assieme alla Casaleggio e a Grillo i curricula, in modo da selezionare un profilo inattaccabile innanzitutto per le logiche del M5S.
E infatti, per le Partecipate è spuntato come probabile Massimo Colomban, imprenditore veneto vicino a Gianroberto Casaleggio a capo della Confapri, associazione che ha usufruito del fondo per le Pmi dei parlamentari grillini e considerata a tutti gli effetti la prima lobby grillina.
(da “La Stampa”)
argomento: Roma | Commenta »
Settembre 30th, 2016 Riccardo Fucile
MAZZILLO: DA CANDIDATO TROMBATO A OSTIA DEL PD A COORDINATORE DELLO STAFF DEL SINDACO E ORA ASSESSORE AL BILANCIO…UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI
Da un lato Raggi incassa Colomban ma dall’altro tiene duro sull’assessore al Bilancio. Viene promosso Andrea Mazzillo, stretto collaboratore della sindaca, coordinatore dello staff e anche lui considerato del ‘raggio magico’.
Chi è Mazzillo? È un ex Pd. Alle elezioni, in cui venne eletto Ignazio Marino, si era candidato ad Ostia con i dem ma non viene eletto.
Così alle amministrative di giugno prova ad entrare in lista con i 5Stelle, sempre a Ostia. Ma Paolo Ferrara, attuale capogruppo grillino in Campidoglio, dice “no” proprio perchè reo di aver fatto parte di un altro partito.
Mazzillo è stato il “mandatario” di Virginia Raggi, ruolo in cui ha sovrinteso alla raccola di fondi per campagna elettorale della sindaca tramite bonifico, carta di credito o pay-pal.
Prima di militare nel movimento 5 stelle, era stato candidato anche alle primarie per la segreteria regionale del Pd, a sostegno di Nicola Zingaretti nel collegio 16, per la lista “Con Veltroni, ambiente, innovazione, lavoro per Zingaretti”.
In passato è stato inserito nel centrosinistra di Ostia, e fino al 2007 è stato vicino ad Alessandro Onorato, poi diventato coordinatore del movimento di Alfio Marchini.
Si era candidato anche con Lista civica per Veltroni a Ostia, nell’allora XIII Municipio (oggi è il X), ed era risultato primo dei non eletti per poi essere nominato coordinatore municipale della lista
Mazzillo cura in parte la campagna elettorale della Raggi e due settimane dopo l’insediamento diventa coordinatore dello staff della sindaca, incarico fiduciario finito sotto i riflettori per una retribuzione troppo alta.
Il suo nome, fino ad ora, non era mai circolato come possibile assessore al Bilancio.
È possibile che il sindaco abbia avuto bisogno di contrapporre il peso di Colomban mettendo a sua volta un suo fedelissimo al Bilancio.
Di certo, la dichiarazione seconda la quale il sindaco “sceglie gli assessori con i consiglieri e a Roma” non regge più.
E in Campidoglio a vigilare ci sono i vertici 5Stelle.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Roma | Commenta »