GRILLO NE CACCIA ALTRI CINQUE, CAMPANELLA REPLICA: “AVRANNO DIFFICOLTA’ A ORGANIZZARE UNA BRISCOLA”
ALLE 17 RIUNIONE DEI SENATORI, ALTRI PRONTI A LASCIARE… BUSTA CON PROIETTILI A ORELLANA E BATTISTA
“Si sono isolati e non possono continuare ad essere rappresentanti ufficiali nelle istituzioni. Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani, sono fuori dal M5s”.
Lo ha scritto Beppe Grillo sul suo blog.
I 5 senatori avevano annunciato e confermato le dimissioni da parlamentari dopo la proposta di espulsione dei 4 colleghi definiti “dissidenti” (Bocchino, Battista, Campanella e Orellana) da parte dell’assemblea del gruppo dei Cinque Stelle a Palazzo Madama.
La decisione è stata poi ratificata da una consultazione online tra gli iscritti del movimento.
Resta da capire ora se è sufficiente la nota pubblicata dal blog di Grillo o servirà una nuova pronuncia degli iscritti M5s. Ma è più probabile la prima ipotesi visto che sono stati loro a paventare l’addio per primi.
“Hanno rassegnato le loro dimissioni dal Senato e le hanno presentate ufficialmente al presidente del Senato Piero Grasso — si legge sul sito del leader dei Cinque Stelle — Questo gesto non è stato motivato da particolari situazioni personali, familiari o di salute, come solitamente avviene in questi casi, ma come gesto politico in aperto conflitto e contrasto con quanto richiesto dal territorio, stabilito dall’assemblea dei parlamentari del M5S, confermato dai fondatori del M5S e ratificato dagli iscritti certificati in Rete, in merito ai quattro senatori espulsi”.
“E’ stato loro chiesto — prosegue — se confermassero o meno la propria posizione e l’hanno ribadita. I senatori dimissionari si sono pertanto isolati dal Movimento 5 Stelle e non possono continuare ad esserne rappresentanti ufficiali nelle istituzioni. Sono fuori dal M5S”.
“Solo due parole: no comment” è la replica all’agenzia LaPresse di Maurizio Romani, senatore fiorentino noto anche per i suoi duelli a distanza con l’allora sindaco del capoluogo toscano Matteo Renzi.
Usa il fair play Laura Bignami: “Grazie Beppe senza di te non avrei mai fatto questa esperienza! Non ti curare ti ho già perdonato”.
Per il capo della comunicazione dei Cinque Stelle al Senato, Claudio Messora, “i dimissionari M5S sono stati accontentati”. Ironico, invece, Walter Rizzetto, eletto alla Camera, che nei giorni scorsi aveva criticato l’espulsione dei 4 “dissidenti”: “Espulsioni 2.0″ scrive il deputato friulano su Twitter.
Sarcastici i senatori già espulsi.
Scrive Lorenzo Battista: “Beppe Grillo Highlander! Resterete tu e Roberto. Ottima prova di democrazia”.
Francesco Campanella aggiunge: “Licenziati da Beppe Grillo altri cinque di noi. Alla fine avranno difficoltà ad organizzare una briscola”.
E dopo provoca: “Ma se i 5 stelle fedeli allo staff diventano meno di 10? Vanno loro al gruppo misto?”.
Battista aveva anche lasciato intendere che i fuoriusciti dal gruppo del Senato del Movimento Cinque Stelle avrebbero l’intenzione di formare una nuova formazione che riunirebbe tutti coloro che — volontariamente o no — hanno abbandonato il M5s al Senato dall’inizio della legislatura.
Ipotesi che il senatore ribadisce: “Il desiderio è quello ma adesso i numeri non ci sono” dichiara a Radio Città Futura.
Per Fabrizio Bocchino ”Grillo non ha la cultura del dissenso, questo è il problema principale — dice il senatore ora iscritto al gruppo misto ad Agorà (Rai3) — Noi non sappiamo perchè siamo stati cacciati, possiamo solo dedurre che tutto sia dovuto a un comunicato, comparso qualche giorno prima, in cui criticavamo il colloquio tra Renzi e Grillo, in modo peraltro moderato. Il pensiero critico in un movimento così variegato, che prende consensi da destra e da sinistra, è fondamentale”.
Nel corso dei mesi i Cinque Stelle hanno infatti perso 13 senatori.
Il primo espulso (per colpa della partecipazione a un talk show, peraltro di Barbara D’Urso) fu Marino Mastrangeli. Poi in tempi diversi Fabiola Anitori, Paola De Pin e Adele Gambaro (quest’ultima colpevole di aver criticato la linea politica di Grillo all’indomani di una tornata di elezioni amministrative andate così così).
La scorsa settimana è stato il turno dei 4 “dissidenti” che da tempo era nell’aria per vari motivi.
Oggi i 5 espulsi (in pectore o no lo scopriremo) perchè hanno annunciato le dimissioni dal Senato per protesta contro l’espulsione dei 4 colleghi.
Le dimissioni da parlamentare, per inciso, sono una missione quasi impossibile perchè le Aule sia della Camera che del Senato per approvare una richiesta di dimissioni richiedono sempre motivazioni ben fondate: le richieste devono essere discusse e poi approvate.
La Costituzione vieta il vincolo di mandato e l’Aula del Senato — per parlare del caso specifico — non voterebbe mai a favore di dimissioni motivate dal fatto di essere stato espulso da un movimento.
Difficile dire ora, però, se tutti loro finiranno in un unico gruppo per formare il quale, al Senato, serve un minimo di 10 senatori (altrimenti si va nel misto).
A rendere la situazione ancora più tesa, il fatto che una busta contenente dei proiettili indirizzata “Al Parlamento Piazza Montecitorio, Roma”, che ha come destinatari i senatori Lorenzo Battista e Luis Orellana, è stata intercettata al centro di smistamento di Roserio (Mi).
(da “il Fatto Quotidiano”)
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