LA FESTA FINALE DEI MONDIALI: TRUMP PROVA A RESTARE NELLA FOTO, RODRI LO INVITA A SPOSTARSI
IL GESTO DEL CAPITANO SPAGNOLO CHE EQUIVALE A UN “PREGO, SI ACCOMODI DI LA'”
C’è un’immagine della premiazione molto eloquente. Il braccio destro di Rodri,
capitanodella Spagna, miglior giocatore del torneo, si allarga e sembra cingere il fianco di Donald Trump. Un gesto cui il fumettista aggiungere questa nuvoletta: “Prego, si accomodi di là”.
Il presidente Usa ha provato a bissare il “successo” del 2025 quanto rimase sul podio a celebrare la vittoria del Chelsea. Ci è andato vicino ma gli spagnoli sono riusciti prima a relegarlo “in fondo a destra” e poi Infantino l’ha portato via. Però nelle foto ufficiali Donald Trump – a meno che qualcuno non voglia tagliare «l’ultima persona in piedi a destra« – ci sarà.
Quando dopo essere stato invitato a spostarsi da Rodri Trump si incammina, Merino dalla seconda fila mima la “Trump dance”. Gli spagnoli poi alzano la coppa, e dopo qualche attimo Donald e Gianni Infantino si allontana e osservano le celebrazioni da pochi metri. Cala così il sipario sul Mondiale monstre voluto dal capo della Fifa, apprezzato da Trump visto il business innescato tanto che vorrebbe bissare a stretto giro l’esperienza, ma senza “Messico e Canada”, aveva detto tre giorni fa a un evento.
La giornata del leader Usa era iniziata con un doppio sorvolo con il Marine 1 sullo stadio della Finalissima, il New York/New Jersey che da oggi potrà tornare a chiamarsi MetLife visto decadono diritti di sponsorizzazione.
L’elicottero è atterrato alle 14:22, poi Trump è entrato nello stadio e ha preso posto nel palco vip. Con lui c’erano il re Felipe VI di Spagna, la regina Letizia, il premier socialista Pedro Sanchez e Mark Carney e Claudia Sheinbaum, leader dei paesi co-organizzatori del Mondiale. In mezzo Gianni Infantino a fare gli onori di casa e il gran cerimoniere.
C’è stato una stretta di mano – fredda racconta chi è stato testimone – fra Trump e Sanchez, il premier che in Europa più lo contesta e si oppone all’innalzamento delle spese militari e all’uso delle basi per le missioni in Iran.
Al fischio finale Trump è sceso sul terreno di gioco. Ci sono stati 4-5 secondi di buu e fischi da alcune parti dello stadio. Trattamento non inatteso visti i precedenti. Poi Trump si è accomodato insieme a Carney e Sheinbaum sul palco: qui ha consegnato le medaglie a tutti i giocatori, con qualcuno è sembrato scambiare qualche battuta. Si è fermato qualche secondo in più con il tecnico campione del mondo, Luis De la Fuente.
Poi la consegna della coppa alle 18:53 al capitano Rodri e la volontà di rimanere sul palco presto smorzata. Pochi minuti dopo il presidente era già a bordo della sua auto e il convoglio ripartiva alla volta dell’aeroporto di Newark. È stato prima di fare rientro alla Casa Bianca sulla pista della base di Andrews che il leader Usa ha commentato la partita: «È stata equilibrata, la Spagna ha giocato meglio», ha detto soffermandosi anche stuzzicato dai reporter sulle relazioni con Madrid: «Non c’è nessuna tensione, nessun tensione con nessuno». A Carney invece ha rimproverato la gestione degli incendi boschivi: «Ho una buona relazione con lui, ma devono fermare i roghi, se serve aiuto possiamo darlo».
(da agenzie)
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