LA SCUSA DEL RAFFREDDORE E DELLE AGENDE ”DIVERGENTI”: COSI’ SCHLEIN E CONTE FANNO DI TUTTO PER NON INCROCIARSI
ELLY E PEPPINIELLO SONO ENTRATI IN “MODALITA’ PRIMARIE”: CONTE GIOCA TUTTE LE SUE CARTE SUL FINTO PACIFISMO, SCHLEIN È OSSESSIONATA DALLE PRIMARIE PER LEGITTIMARSI COME LEADER… n NON HANNO CAPITO CHE VINCERE AI GAZEBO NON VUOL DIRE VINCERE LE ELEZIONI
Brutta bestia, il raffreddore: se lo curi in soli sette giorni sarai guarito. Guai invece se lo
trascuri, te lo porterai dietro per una settimana intera. E così, per non correre rischi, alla festa del Manifesto, Elly e Giuseppe si tengono a distanza, complici queste città indifferenti dove la gente si sfiora e non si tocca.
Una giura di essere già sotto Tachipirina, l’altro accusa un’influenza conclamata, e per non infettarla si offre in alternativa di abbracciare Nino Luca, l’inviato del Corriere, che vorrebbe tra loro, se non un bacio, almeno una stretta di mano.
Che fatica però, non si può mica stare sempre a svicolare, guardando uno di qua e l’altra di là, dribblando i fotografi, in un’atmosfera fastidiosamente onirica, che pare un verso di Hikmet: «L’assenza è un ponte fra noi/ Anche quando/ di fronte l’uno all’altra i nostri ginocchi si toccano». E allora è molto meglio fare da soli, pur seguendo la stessa agenda, con buona pace di organizzatori e staff, che devono sincronizzare gli orologi, per evitare che Schlein e Conte si incontrino.
Quindi ci vanno, dagli universitari che piantano le tende davanti a Montecitorio per protestare contro gli affitti da tagliagole. Ma prima Elly, e solo poi Giuseppe. Mica puoi rinunciare alla prima del cinema Moderno, dove Susan Sarandon presenta il suo nuovo film. Schlein se le fa due chiacchiere con Susan, Conte arriva dopo, e parla fitto fitto con Bettini nell’ultima fila. E che, non ci vai al Festival Rumore organizzato da Fanpage? Ma pure lì, all’Acquario Romano, nessuna passerella, ognuno per sé, interviste rigorosamente separate.
Il copione si ripete alla Festa del Foglio dove, guarda un po’ il caso, i due si mancano per poco. A Legacoop il giochetto non riesce, eccoli lì tutti e due, ma uno guarda ad est e l’altra a ovest, e quando dal palco scherzosamente dicono che se vogliono parlarsi gli hanno riservato una saletta, eccoli che fischiettano. Va meglio a Milano, a casa della Confesercenti, con uno che va e una che viene.
Primarie. Una festa di popolo, all’esordio, per lanciare l’assalto di Romano Prodi a Silvio Berlusconi. Ora due combattono e uno vive, Mad max-Oltre la sfera del tuono. Kiev è un rompicapo tragicamente irrisolvibile. Conte gioca tutte le sue carte sul pacifismo senza se e senza ma. Schlein è figlia della lezione americana: primarie, chi le vince comanda, alla faccia del Politburo del Pd che «ha cercato di farmi fuori». Pure i dem sono convinti che Elly vincerà quella sfida, ma temono che perderà le elezioni.
Intanto i due si evitano. E non fanno più comunella nemmeno con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Non che sia la prima volta, già in un recente passato, durante la campagna elettorale per le Europee, sono ricorsi alla tecnica collaudata dell’ognuno per sé, ma lì non c’erano le coalizioni, con il voto politico sarà tutto un altro paio di maniche.
(da Corriere della Sera)
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