MARIO ROGGERO VOLEVA SCAPPARE IN TUNISIA? NEL SETTEMBRE 2024 VENNE DISPOSTO UN SEQUESTRO CONSERVATIVO DI 50 MILA EURO BONIFICATI A ROGGERO DAL CONTO DELLA RACCOLTA FONDI. LA GUARDIA DI FINANZA AVEVA INFATTI SCOPERTO CHE IL GIOIELLIERE AVEVA DISPOSTO UN BONIFICO DI PARI IMPORTO SU UN CONTO CORRENTE TUNISINO INTESTATO A SÉ STESSO E ALLA MOGLIE
SOSPETTANDO CHE SI PREPARASSE ALLA FUGA GLI ERA STATO ANCHE IMPOSTO IL DIVIETO DI ESPATRIO… NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO, C’E’ LA DESCRIZIONE CHE IL PERITO FECE DI ROGGERO: “UN SOGGETTO CHE HA SVILUPPATO UN ASSETTO DI PERSONALITÀ RIGIDO CON TENDENZA ALLA PROIEZIONE PARANOIDE E ALLA VULNERABILITÀ IMPULSIVA-RIVENDICATIVA”
Nel maggio 2024 — stando a quanto si legge nella sentenza di appello — su parte del
patrimonio del gioielliere venne disposto il sequestro conservativo. Dopo la condanna in primo grado «era emerso che Roggero aveva donato alla moglie Mariangela Sandrone una buona parte del suo patrimonio immobiliare». Non solo.
Nel settembre dello stesso anno era stato disposto anche il sequestro conservativo di 50 mila euro bonificati a Roggero dal conto della raccolta fondi.
La Guardia di Finanza aveva infatti scoperto che il gioielliere aveva disposto un bonifico di pari importo su un conto corrente tunisino intestato a sé stesso e alla moglie. Sospettando che si preparasse alla fuga gli era stato anche imposto il divieto di espatrio.
«L’accumulazione all’estero di tale provvista — osservarono le Fiamme Gialle — offrono elementi concreti per ritenere che in caso di condanna abbia in animo di trasferirsi in Tunisia». Ma nel passato del gioielliere per il quale si reclama la grazia c’è anche un precedente che racconta di quanto non andasse per il sottile quando si trattava di reagire ad un torto. Pronto a farsi giustizia da solo.
E sempre impugnando una pistola. Nel 2007 venne condannato a due mesi di carcere (poi commutati in una multa di 2.280 euro) per ingiuria e minaccia aggravata dall’uso di armi nei confronti dei familiari del fidanzato della figlia. Due anni prima Roggero era intervenuto dopo che il giovane aveva insultato e dato uno schiaffo alla figlia. Per rimediare all’offesa si era presentato a casa dell’ex fidanzato puntando la pistola in faccia a lui e ai suoi genitori. «E non finisce qui», aveva poi minacciato.
Episodio citato anche nella sentenza di primo grado. «A conferma — osservò il pm — del carattere violento di Roggero che mira a farsi giustizia da solo». Nella sentenza se ne descrive anche la personalità.
«Un soggetto — scrisse il perito — che ha sviluppato un assetto di personalità rigido con tendenza alla proiezione paranoide e alla vulnerabilità impulsiva-rivendicativa».
(da Corriere della Sera)
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