MELONI, TANTO FUMO E POCO ARROSTO, AL CONSIGLIO EUROPEO HA OTTENUTO BEN POCO. LA DUCETTA SOGNAVA L’APPROVAZIONE DI UN BILANCIO 2028-2034 GONFIO, MA I LEADER NON HANNO TROVATO UN’INTESA. LE POSIZIONI TRA I PAESI “FRUGALI” E GLI “AMICI DELLA COESIONE”, GUIDATI DA ITALIA E ROMANIA, SONO TROPPO DISTANTI
LA PREMIER PORTA A CASA UN ACCORDO DI MASSIMA SUL TETTO AL PREZZO DEL GAS CHE DURERA’ FINO ALLE ELEZIONI (COSÌ DA RACIMOLARE QUALCHE VOTO), MA BISOGNA VEDERE SE SARÀ CONVENIENTE… CARLO STAGNARO, UNO DEI MASSIMI ESPERTI DI ENERGIA: “SE IL GAS PER IL QUALE È STATO FISSATO UN TETTO INIZIA AD ESSERE ESPORTATO PERCHÉ MENO CARO CHE SO, IN GERMANIA, IL VANTAGGIO VERREBBE COMPLETAMENTE VANIFICATO. TUTTO DIPENDERÀ DALLE NORME DI ATTUAZIONE” – AL CONSIGLIO EUROPEO I LEADER SI SONO SCONTRATI SULL’IMMIGRAZIONE: BOCCIATI GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DALL’ITALIA
Non torna a Roma a mani vuote la premier Giorgia Meloni: il governo ha raggiunto un
accordo politico preliminare con la Commissione europea sulle misure previste dal decreto bollette, che ha l’obiettivo di attenuare l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese, limitando gli effetti dell’aumento del prezzo del gas sul costo dell’elettricità.
Perché l’intesa sia finalizzata è necessario che l’Italia notifichi tempestivamente i propri piani, in conformità con le regole sugli aiuti di Stato temporanei previste per fronteggiare la crisi scatenata dalla guerra all’Iran. Il meccanismo dell’Italia si ispira a quello approvato dalla Commissione nel 2022 per ridurre i prezzi all’ingrosso dell’elettricità nel mercato iberico, agendo sui costi di approvvigionamento delle centrali elettriche alimentate con combustibili fossili.
La Commissione, ha spiegato un portavoce, è intenzionata a «valutare la misura dell’Italia e approvarla quanto prima, una volta ricevuta la notifica formale». L’intervento sarà di natura temporanea, dovrebbe durare un anno, più ulteriori sei mesi di uscita graduale. La misura, ha proseguito il portavoce, è concepita per ridurre al minimo le distorsioni nel mercato dell’elettricità dell’Ue, preservando al contempo gli incentivi agli investimenti a lungo termine nell’energia pulita.
Compenserà esclusivamente l’aumento dei costi del gas, senza coprire i costi legati al sistema di scambio di quote di emissione Ets. Il tetto al prezzo del gas, secondo le indiscrezioni raccolte a Bruxelles, si aggirerebbe tra i 58 e i 62 euro al megawattora, il che si tradurrebbe in un prezzo all’ingrosso finale, il cosiddetto Pun, di 140-150 euro al megawattora contro i circa 230 euro di questi giorni.
Al summit Ue i leader hanno discusso di competitività, costi dell’energia, squilibri commerciali con la Cina, allargamento, bilancio Ue 2028-2034, sostegno all’Ucraina e migrazione. Un segnale è arrivato forte: il sostegno da parte dei Ventisette al presidente ucraino Zelensky, che avrà bisogno di ulteriori 70 miliardi nel 2027 per coprire i bisogni finanziari di Kiev.
Energia, bilancio Ue e migrazione sono stati i temi più divisivi di questi due giorni. Diversi leader al tavolo, ha osservato ieri una fonte diplomatica europea, sono già in campagna elettorale e dunque le battaglie a Bruxelles sono spesso pensate per l’opinione pubblica a casa.
Sul bilancio Ue le posizioni distanti tra i Frugali — Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Finlandia, Austria, a cui si è aggiunto anche il Belgio — e degli Amici della Coesione, guidati da Italia e Romania, dovranno giocoforza avvicinarsi. La Francia, per ora, partecipa agli incontri di entrambi.
L’Italia, la Danimarca e la Polonia hanno presentato alcuni emendamenti che non sono passati, al paragrafo sui migranti nelle conclusioni del Consiglio europeo chiedendo di modificare il testo su tre punti principali: «riconoscere la migrazione irregolare come sfida per le società europee», «accelerare il lavoro per ridurre i pull factor» (fattori di attrazione) e infine un riferimento alla richiesta alla Commissione di «valutare se sia possibile trovare strumenti per incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri quando attuano politiche nazionali sulle migrazioni che potrebbero avere ripercussioni sugli altri Paesi».
(da agenzie)
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