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CONSULENZE, EVENTI ED INCARICHI: COME FUNZIONA IL SISTEMA TARGATO FRATELLI D’ITALIA NELLA ASP SAN MICHELE

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

AVVOCATI E COMMERCIALISTI, ESPERTI DI COMUNICAZIONE ED EX CAMPIONI DELLO SPORT, UNA PIOGGIA DI INCARICHI E CONSULENZE A PERSONAGGI LEGALI AL DEPUTATO MELONIANO LUCIANO CIOCCHETTI

Da quando nel 2023, grazie alla spinta dell’amico e assessore alle politiche sociali del Lazio Massimiliano Maselli, Libanori è arrivato alla presidenza dell’Istituto Romano San Michele – l’Azienda pubblica di servizi alla persona più grande della Regione – personaggi del giro politico legato al deputato di Fratelli d’Italia Luciano Ciocchetti hanno ottenuto una serie di appalti, come abbiamo raccontato nella prima parte della nostra inchiesta. Ma non è tutto. Libanori ha attinto da lì anche il personale dello staff della presidenza dell’Istituto, monopolizzandolo con i suoi sodali.
Il cerchio magico di Libanori al San Michele
Uno di questi incarichi lo ottiene la psicologa e psicoterapeuta Nausica Cangini. Un volto noto in Fratelli d’Italia, candidata
all’Ottavo Municipio alle ultime elezioni comunali a Roma e oggi parte del direttivo di Nazione Futura, la fondazione di Francesco Giubilei vicinissima a FdI. A Cangini, Libanori affida una consulenza per lo sviluppo e il coordinamento dei diversi progetti socio-assistenziali del San Michele, per un totale di circa 110mila euro in quattro anni.
Cangini sui social definisce Ciocchetti il suo padre e maestro politico. È una presenza abituale alle iniziative di Fratelli d’Italia e ha partecipato attivamente alla campagna elettorale di Francesco Carducci, il candidato alle europee del 2024 sponsorizzato dalla corrente democristiana di FdI. La psicoterapeuta è stata anche coautrice del libro “L’altro femminismo”, introdotto da una prefazione di Arianna Meloni.
Ad affiancare Cangini nel coordinamento dei progetti sulla giustizia riparativa del San Michele c’è Giorgia Venerandi, avvocato penalista e membro dell’Osservatorio Inclusione e accessibilità del Cnel. Nel 2022 è stata candidata in parlamento con Italexit di Paragone. Successivamente sembra essersi avvicinata a Fratelli d’Italia e ha partecipato a diversi convegni e iniziative del partito. Per i suoi compiti, ha ottenuto fino a oggi un compenso di 31mila euro.
C’è un altro soggetto dello staff della presidenza che merita attenzione: Antonio Di Flavio, dipendente del Comune di Roma, transitato nella segreteria di Maselli in Regione Lazio, per poi approdare al San Michele. Anche se formalmente è incaricato dell’organizzazione delle attività dell’istituto, le voci interne alla Asp raccontano che il suo ruolo sarebbe soprattutto quello di occuparsi di gestire l’agenda politica di Libanori.
La fioritura di consulenze per il sottobosco di Ciocchetti
A questo cerchio magico del presidente del San Michele, si aggiunge l’assegnazione di svariati incarichi e consulenze esterni, a nomi dell’inner circle degli ex Dc di Fratelli d’Italia. Un settore particolarmente prolifico da questo punto di vista è quello della comunicazione. Nel 2024, l’istituto di Libanori ha affidato l’organizzazione di una settimana di iniziative dedicate alla festa del San Michele alla Road to Green Srl, per un totale di 10mila euro. E ha incaricato di rifare il sito web della Asp alla Dbg management consulting, con un compenso di 40mila euro.
Entrambe le società fanno capo a Barbara Molinario, candidata in quota Ciocchetti con il partito di Meloni al XV Municipio di Roma alle ultime comunali, nel 2021. Molinario non fa mistero del suo supporto e vicinanza al deputato meloniano, tanto da aver condotto l’ultima edizione del “Giusto Sentiero”, la convention che Ciocchetti organizza ogni anno per radunare i suoi fedelissimi.
Per sostenere la sua attività, Libanori fa largo uso delle risorse dell’istituto. Oltre l’ufficio stampa interno, ha ingaggiato pure una figura esterna, Valeria Fossatelli, con un contratto da 90mila euro per tre anni. Fossatelli è compagna di vita e socia nella Ktp Agency di Emiliano Belmonte, storico addetto stampa di Luciano Ciocchetti.
Oltre all’incarico con il San Michele, il duo di comunicatori si occupa anche dell’ufficio stampa del Comune di Nemi, di cui Libanori è vicesindaco. E nel tempo libero Fossatelli e Belmonte si sono inventati Francesca Giubelli, la prima candidata sindaca di Roma creata con l’Intelligenza Artificiale. C’è da chiedersi se la candidata virtuale si opporrà anche a Ciocchetti, nella sfida per il Campidoglio. O se invece, al momento giusto, non sarà utile per lanciare la corsa del deputato di Fratelli d’Italia.
Sempre sul versante delle spese della comunicazione, nel 2025 il San Michele ha dato 4mila euro al sito Castelli Notizie per realizzare servizi giornalistici finalizzati a promuovere le iniziative dell’Asp. Non si capisce perché un ente con sede nel cuore di Roma dovrebbe pubblicizzare la sua attività su una testata focalizzata sulla zona dei Castelli Romani, a grande distanza dal raggio d’azione dell’istituto. Ma la scelta diventa più “comprensibile”, se si pensa che proprio quell’area è una delle roccaforti elettorali di Ciocchetti, nonché il cuore dell’attività politica dello stesso Libanori.
Gli avvocati del San Michele e gli eventi per la campagna di Maselli
Non è solo la comunicazione del San Michele a offrire opportunità di guadagno all’inner circle di Ciocchetti: anche le consulenze legali e fiscali diventano terreno fertile per incarichi ben retribuiti. Tra beneficiari c’è l’avvocato Giuseppe Cavallaro, che tra il 2024 e il 2025 ottiene diversi incarichi dal San Michele, per un totale di oltre 27mila euro. Cavallaro non è soltanto – come si definisce lui stesso sui social – “amico da una
vita” di Ciocchetti, ma anche un attivo sostenitore della sua corrente politica. Tanto che nel 2023 organizza uno degli eventi principali della campagna elettorale di Massimiliano Maselli per le Regionali. Un appuntamento esclusivo, ospitato in una villa elegante, in una delle zone più prestigiose di Roma.
Cavallaro non è l’unico avvocato ad aver ricevuto incarichi, dopo essersi speso pubblicamente per la campagna elettorale di Maselli. Anche il legale romano Fabio Liparota, che a fine 2022 organizza un evento a sostegno dell’allora candidato presso un circolo di tiro a volo ai Parioli, nel 2024 ottiene dal San Michele una consulenza giuridica che gli frutta quasi 20mila euro.
Sempre in ambito legale, oltre 7mila euro sono destinati a Riccardo Guidarelli, diventato assessore al Comune di Fonte Nuova, dopo aver sostenuto il candidato consigliere comunale sponsorizzato dalla corrente di Ciocchetti. A Fonte Nuova, altra roccaforte del deputato di Fdi, nel marzo scorso Guidarelli ha partecipato al primo congresso locale di Fratelli d’Italia. E nel 2023 pure lui era stato tra i promotori di un incontro per la campagna elettorale di Maselli.
La filiera continua con lo studio legale Adotti. L’avvocato Alessandro Adotti – ex candidato sindaco a Frascati prima per l’Udc nel 2009 e poi per l’intero centrodestra nel 2014 – ottiene nel 2024 una consulenza da 6745 euro. Nello stesso periodo anche sua figlia Giulia Adotti riceve dall’istituto più di 5mila euro come compenso per la sua attività di consulenza legale.
Se non bastassero gli avvocati, ci sono i commercialisti. Come Vittorio Bevilacqua, ex assessore e vicesindaco al Comune di Nemi, il feudo di Libanori. Nel 2025 la Asp romana gli affida un generoso incarico di consulenza da oltre 68mila euro. I rapporti tra Bevilacqua e il presidente del San Michele non si limitano all’ambito politico: il professionista è anche presidente del collegio sindacale della Società Campeggi Italiani, di proprietà di Libanori, con cui quest’ultimo gestisce un camping ad Ardea, sul litorale laziale.
Sempre in ambito tributario, si segnala poi Francesco Abatiello. Commercialista e revisore, attivo nell’area dei Castelli. Dal San Michele riceve una consulenza triennale in ambito fiscale da 15mila euro, per il periodo 2025-2027. Il rapporto che lega il professionista all’attuale presidente del San Michele è consolidato: nel 2013 Abbatiello era dirigente della squadra di calcio del Cynthia di Genzano, di cui Libanori era vicepresidente. E oggi risulta dalle dichiarazioni pubbliche come suo commercialista personale. Nel 2023, poi, Abbatiello è stato mandatario per i contributi elettorali di Edy Palazzi – un altro alfiere della corrente Ciocchetti – durante la campagna elettorale per le Regionali nel Lazio.
I grandi e piccoli eventi nella sede del San Michele
Anche l’organizzazione delle attività ed eventi promossi dal San Michele è l’occasione per coinvolgere amici e sodali politici. Qui spicca il nome di Fabio Bertolacci, ex campione di motonautica e oggi alla guida della federazione dello sport acquatico nel Lazio. Ma, soprattutto, grande amico e sostenitore
di Ciocchetti. Con le sue società, Bertolacci cura l’organizzazione e la logistica di molti altri eventi promossi dal politico di Fratelli d’Italia, come la convention “Il Giusto Sentiero”. E allo stesso tempo il suo nome è legato a diverse realtà che – a vario titolo – ottengono soldi dal San Michele.
Tra queste c’è Cast Service srl, una società di proprietà di Bertolacci, a cui è stato affidato l’allestimento della Giornata regionale del Caregiver Familiare, tenuta all’interno della Asp. Un evento fortemente voluto e sponsorizzato guarda caso dall’assessore Maselli e pensato in grande, tra palchi, gazebi, decorazioni, videowall, che ha fruttato 74mila euro alla società di Bertolacci, con un finanziamento di 50mila euro erogato direttamente dalla Regione.
Ad occuparsi dell’allestimento della festa del patrono al San Michele è invece una società di noleggio gonfiabili, Sport Delivery. Questa non fa direttamente capo a Bertolacci ma, secondo quanto raccontano fonti a conoscenza della questione, sarebbe stato lui a gestire le negoziazioni tra l’azienda e l’istituto. D’altra parte, l’indirizzo e il numero di telefono di Sport Delivery coincidono esattamente con quelli delle società dell’amico di Ciocchetti. Inoltre, è questa impresa a fornire i gonfiabili per diverse manifestazioni sportive messe in piedi da Bertolacci, come la tappa di Fiumicino del campionato italiano di motonautica e la kermesse Sport in famiglia.
Tra gli organizzatori di queste iniziative, in cui Ciocchetti and Co. sono sempre ospiti d’onore, ci sono anche due società di motonautica, sempre strettamente legate a Bertolacci: la Csr Promotion e la Smile Events. E per qualche strano motivo, queste due associazioni sportive sono considerate da Libanori le più adatte anche a gestire i corsi di ginnastica e cucina per gli anziani del San Michele, per un compenso rispettivamente di 20mila e 8mila euro.
(da Fanpage)

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NORDIO HA DATO I NUMERI SULLE INTERCETTAZIONI? IL PROCURATORE DI BARI, ROBERTO ROSSI, ACCUSA IL GUARDASIGILLI DI AVERE CITATO “DATI FALSI” QUANDO, LO SCORSO 13 NOVEMBRE, HA RISPOSTO IN AULA A UN’INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO FORZISTA ENRICO COSTA, FINALIZZATA A DIMOSTRARE L’“APPIATTIMENTO” DEI GIUDICI SULLE RICHIESTE DEI PM PER AUTORIZZARE INTERCETTAZIONI (PER IL MINISTRO NEL 94% DEI CASI DAI GIP È ARRIVATO L’OK AGLI ASCOLTI).

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

SECONDO ROSSI, NON ESISTONO STATISTICHE DELLE PROCURE A RIGUARDO. NORDIO REPLICA DICENDOSI “ATTONITO E INDIGNATO”

Si tinge di giallo il caso dei dati sulle intercettazioni utilizzati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio per rispondere a un’interrogazione del deputato forzista Enrico Costa, finalizzata a dimostrare l’appiattimento dei giudici sulle richieste dei pm.
«Quei dati sono falsi» dice il procuratore di Bari Roberto Rossi, durante la festa per i 25 anni di Repubblica Bari del 19 novembre. Nordio si dice «attonito e indignato», mentre Costa agita lo spettro delle querele al procuratore: «Se non dimostra ciò che afferma, la sua è diffamazione bella e buona e ne risponderà».
Il caso esplode poche ore dopo il dibattito in cui, ancora una volta, Giovanni Falcone viene scomodato per sostenere l’urgenza della separazione delle carriere: «La verità del pensiero di Giovanni Falcone ormai è stata chiarita» afferma il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, al quale Rossi replica: «È un’offesa a un uomo che non può reagire. Ti devi sciacquare la bocca quando parli di Falcone, non vali neanche la punta delle
sue scarpe, come non la valgo neanche io».
A Bari la necessità di distinguere i ruoli dei magistrati viene difesa da Sisto anche attraverso i numeri con cui il 13 novembre Nordio ha risposto all’interrogazione di Costa: «Le autorizzazioni alle intercettazioni vengono disposte dal gip nel 94 per cento dei casi chiesti dai pm, le convalide e i decreti d’urgenza nel 95 per cento, le richieste di proroga delle intercettazioni nel 99 per cento, i decreti di proroga urgente nel 100 per cento e le proroghe delle indagini preliminari nell’85 per cento dei casi richiesti».
Per Rossi è la dimostrazione della malafede del governo, che «manipola le cose» per sostenere la separazione delle carriere. Per spiegare che i dati forniti da via Arenula non siano veritieri, chiarisce che «il modello 37 (in cui vengono annotate le operazioni di intercettazione, ndr) non è informatizzato e che alla Procura di Bari nessuno ha chiesto dati sulle intercettazioni».
A Sisto il procuratore chiede di chiarire la fonte dei numeri. La risposta del guardasigilli del 13 novembre faceva riferimento a «dati statistici disponibili, rilevati dai prospetti trasmessi periodicamente dagli uffici giudiziari».
In serata a chiarire è lo stesso Nordio: «I dati concernenti, tra l’altro, le richieste di rinvio a giudizio, le richieste di intercettazione, le richieste di proroga di indagini preliminari sono trasmessi periodicamente dagli uffici giudiziari al ministero della Giustizia mediante prospetti statistici trimestrali. Probabilmente è il procuratore della Repubblica di Bari che ha
dati sbagliati».
Ma negli uffici inquirenti baresi sono certi che comunicazioni del genere non vengano fatte. Perché è vero che le Procure hanno a disposizione i dati sulle intercettazioni effettuate ma non quelli sulle intercettazioni chieste ai gip o su quelle non autorizzate, come conferma anche il procuratore di Catania Francesco Curcio: «Non esistono comunicazioni con quelle statistiche fatte dagli uffici al ministero. Sarebbe interessante capire qual è la fonte dei dati citati».
(da agenzie)

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IL COLMO PER IL GARANTE DELLA PRIVACY? SPIARE I DIPENDENTI: IL SEGRETARIO GENERALE DELL’AUTORITÀ PER I DATI PERSONALI, ANGELO FANIZZA, DUE SETTIMANE FA AVEVA CHIESTO DI SPIARE I DIPENDENTI

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

IN UNA LETTERA AL DIRIGENTE DEL DIPARTIMENTO INFORMATICO, PRETENDEVA L’ESTRAZIONE DI DATI DA MAIL E COMPUTER DEI LAVORATORI, PER SCOPRIRE CHI FOSSE “LA TALPA” CHE AVEVA FORNITO NOTIZIE A “REPORT” – IL COLLEGIO DEL GARANTE, GIÀ NEL MIRINO PER LE RIVELAZIONI SU INGERENZE E RIMBORSI ALLEGRI, NON MOLLA LA POLTRONA E SCARICA FANIZZA

Mail, cartelle condivise, password. Questo e altro, nei giorni scorsi, avrebbe chiesto ai dipendenti dell’Autorità Garante per la Privacy il segretario generale Angelo Fanizza, dimessosi, nella tarda serata di ieri, dall’incarico.
In base a quanto si apprende, gli altri componenti del Collegio – Ginevra Cerrina Ferroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza e Pasquale Stanzione –, riuniti in assemblea, avrebbero deciso di non fare un passo indietro come il collega.
«Il segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali, Angelo Fanizza, ha rassegnato le proprie dimissioni», è la nota stringata con cui il Collegio ha comunicato quanto avvenuto. Dimissioni, quelle di Fanizza, che dipenderebbero
dalla richiesta fatta ai dipendenti dell’Autorità.
Una richiesta mediata al capo informatico dell’organismo, Cosimo Covella, che si sarebbe rifiutato di fornire le informazioni personali dei dipendenti. Quale lo scopo della richiesta? Probabilmente scoprire la “talpa” che avrebbe, secondo il Garante, fornito il materiale sull’organismo alla trasmissione Report.
Ed è proprio la trasmissione di Sigfrido Ranucci a svelare il retroscena sulle dimissioni di Fanizza. «Poche ore fa – si legge sui canali social di Report – è stato reso noto all’interno dell’Autorità un documento riservato in cui il Segreterio Generale chiedeva al dirigente del dipartimento informatico di provvedere urgentemente all’estrazione della posta elettronica, degli accessi vpn, degli accessi alle cartelle condivise, degli spazi di rete condivisi, dei sistemi documentali, dei sistemi di sicurezza.
La richiesta di Fanizza – scrive Report – di spiare i lavoratori dell’Autorità risale al 4 novembre, due giorni dopo la prima puntata della nostra inchiesta. Secondo quanto riferito da fonti interne, oggi il dirigente del dipartimento per la sicurezza informatica ha informato i dipendenti e denunciato l’illegittimità di questa richiesta. I lavoratori del Garante della Privacy hanno chiesto le dimissioni dell’intero Collegio».
Dopo Fanizza, però, il resto del Collegio avrebbe deciso di rimanere sulle proprie posizioni ed afferma «la propria totale estraneità rispetto alla comunicazione a firma dell’ex Segretario
Generale». Come dire, è colpa solo di Fanizza.
(da agenzie)

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EMERGENZA PRONTO SOCCORSO: NEL 2026 PERSONALE DIMEZZATO IN UN OSPEDALE SU QUATTRO

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

L’INDAGINE SIMEU SULLA SITUAZIONE NELLE STRUTTURE DI EMERGENZA

A partire da gennaio 2026, quasi sette pronto soccorso su dieci in Italia opereranno con una copertura di personale medico inferiore al 75%, con circa un quarto delle strutture che rischiano di avere meno della metà dei medici necessari. È il quadro che emerge dall’indagine condotta dalla Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza (Simeu) su un campione di circa 50 Pronto Soccorso del Servizio Sanitario Nazionale, rappresentativi per numero di strutture e accessi del 2024 (oltre 2,3 milioni). Secondo i dati raccolti in occasione dell’Accademia dei direttori Simeu 2025, il 26% delle strutture prevederà una copertura inferiore al 50%, il 39% tra il 50% e il 75%, mentre solo il 31% riuscirà a superare la soglia del 75%, con il completo organico raramente raggiunto.
La situazione critica
La situazione riflette la scadenza dei contratti con le società di servizi e di alcune tipologie di contratto ereditate dalla gestione della pandemia. «Questi dati evidenziano come il 69% dei Pronto Soccorso preveda per il gennaio prossimo una copertura organica inferiore al 75%, con circa il 30% inferiore addirittura al 50%», dichiara il presidente nazionale Simeu Alessandro Riccardi. Nonostante un lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, la carenza di personale medico resta un nodo critico per il sistema di emergenza urgenza: «I dati – aggiunge Riccardi -, pur in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, confermano come la crisi del personale medico continui a rappresentare un elemento fortemente critico nel sistema
dell’emergenza urgenza». E, in caso di mancanze della messa in campo di altre soluzioni, «si conferma la necessità di ricorrere a soluzioni tampone, quali prestazioni aggiuntive e reclutamento di professionisti con modalità contrattuali esterne alla dipendenza dal Ssn».
(da agenzie)

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MATTEO RENZI: “MELONI VUOLE I PIENI POTERI. PER FARLO HA BISOGNO DI TOGLIERE DI MEZZO UN GALANTUOMO COME MATTARELLA. LA PREMIER VUOLE ANDARE AL COLLE PER NON AVERE LIMITI”

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

“L’ATTACCO A GAROFANI DA PARTE DI BIGNAMI? MELONI SAPEVA TUTTO – QUESTA SCENEGGIATA DEL CENTRODESTRA CHE URLA AL COMPLOTTO UNA VOLTA AL GIORNO SERVE SOLO A MASCHERARE I VERI PROBLEMI DEL PAESE: IL PIANO CASA DA 15 MILIARDI DOVE È FINITO? IL PIANO DAZI DA 25 MILIARDI DOVE È FINITO? L’AUMENTO DELLE PENSIONI DOVE È FINITO? LE MISURE PER L’IMPRESA CHE FINE HANNO FATTO? E MI DOMANDO COME MAI CONFINDUSTRIA STIA SEMPRE ZITTA. TRA IL 2025 E IL 2026 SIAMO QUELLI CHE CRESCONO MENO IN EUROPA”

Matteo Renzi, cosa pensa del caso di questi giorni? Crede che Galeazzo Bignami abbia attaccato il consigliere del Quirinale senza che Giorgia Meloni lo sapesse?
«Ovviamente no. Meloni sapeva tutto e infatti ha messo il carico spostando la polemica da Garofani a Mattarella. In FdI non si muove foglia senza che una Meloni non voglia. Una delle due: in questo caso Giorgia sapeva tutto. E ci ha messo la faccia chiedendo un incontro lei a Mattarella».
C’è chi dice che FdI volesse indebolire il Colle così da non aver problemi sulla riforma elettorale.
«Peggio. Lei vuole il Quirinale, è ingorda, non fa nulla ma vuole tutto. Abbiamo la pressione fiscale che sfiora il 43%, il debito pubblico che cresce, il record della fuga di cervelli, l’aumento degli alimentari, delle bollette, del gasolio, delle sigarette, dei
mutui. E la premier attacca Mattarella? Su, siamo seri. Sulla legge elettorale è vero che Meloni vuole cambiarla, ma lo fa solo perché sa che con la legge vigente lei al prossimo giro perde e torna a fare opposizione: sui collegi per loro sarà uno sfacelo».
C’è chi invece sottolinea che il caso è scoppiato all’indomani del Consiglio Supremo di Difesa.
«Mi sembra un’analisi troppo complottista. Ormai in questo Paese si dà sempre colpa alle interferenze russe su tutto. Per favore! Garofani ha commesso una leggerezza nel parlare a ruota libera a una cena di romanisti. Ma questa sceneggiata del centrodestra che urla al complotto una volta al giorno serve solo a mascherare i veri problemi del Paese».
Lei continua a dire che Meloni vuole andare al Quirinale.
«Meloni vuole i pieni poteri. Per farlo ha bisogno di togliere di mezzo il Quirinale e soprattutto un galantuomo come Sergio Mattarella. La premier che acquista Paragon e che scarcera torturatori libici regalando loro un volo di Stato ha bisogno di non avere argini. Vuole andare al Colle per non avere limiti. Ma se avesse coraggio allora dovrebbe fare la riforma costituzionale che aveva promesso, il presidenzialismo, e che ha cancellato.
Se vuole il Quirinale ci vada con i voti degli italiani, non con il voto parlamentare che da sempre indica nel Presidente un uomo di mediazione e non un leader politico. Questa ingordigia è un’ulteriore chiamata alla responsabilità per il centrosinistra: chi si tirasse fuori dalla coalizione dell’alternativa o mettesse veti sugli alleati sarebbe moralmente responsabile dei pieni poteri
Quali sono i punti della manovra che le piacciono di meno?
«Il piano casa da 15 miliardi dove è finito? Il piano dazi da 25 miliardi dove è finito? L’aumento delle pensioni dove è finito? Le misure per l’impresa che fine hanno fatto? E mi domando come mai Confindustria stia sempre zitta. I dati dicono che tra il 2025 e il 2026 siamo quelli che crescono meno in Europa. E meno male che abbiamo avuto il Pnrr, altrimenti saremmo stati in recessione da mesi. Bisogna svegliarsi, questo Governo non ha una visione economica, non ha una politica industriale, non ha una strategia politica che non sia quella di tirare a campare».
Intanto nel centrosinistra non sembra emergere un progetto politico alternativo.
«Non sono d’accordo. La “sinistra sinistra” è presente ed è organizzata dal Pd ai 5 Stelle. Ora tocca a noi creare un polo come la Casa Riformista Il progetto sta prendendo forma. Pd, Avs e Cinque Stelle servono ma non bastano. Se vogliamo vincere serve anche una gamba riformista, una nuova Margherita, la Casa Riformista».
Ci vuole anche un candidato premier.
«Quello arriverà. [Io non sono preoccupato del nome [Sono preoccupato dei contenuti».
In che senso?
«La sinistra non deve inseguire ideologie ma incalzare la Meloni sulle promesse non mantenute. Vale per le tasse certo o per industria 4.0. Ma vale anche per la sicurezza».

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ALLA PRIMA DELLA STAGIONE LIRICA ALLA FENICE DI VENEZIA, CON “LA CLEMENZA DI TITO” DI MOZART, È ANDATA IN SCENA UNA NUOVA PROTESTA CONTRO LA NOMINA DELLA “BACCHETTA NERA”, BEATRICE VENEZI

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

PRIMA DELLO SPETTACOLO GLI ORCHESTRALI SONO RIMASTI IN PIEDI VENTI MINUTI SULLE SCALINATE DEL TEATRO. POI, COME NEL FILM “SENSO” DI LUCHINO VISCONTI, IL PUBBLICO HA LANCIATO I VOLANTINI DISTRIBUITI DA CORO E ORCHESTRA IN CUI ERA SCRITTO: “LA CULTURA NON SI IMPONE DALL’ALTO”

Uno scrosciare di applausi e altrettanti volantini hanno inaugurato la stagione lirica della Fenice. Come in Senso di Luchino Visconti, anche ieri parte del pubblico ha voluto mostrare la propria solidarietà ai lavoratori e lavoratrici del teatro che da due mesi sono in stato di agitazione, lanciando i volantini distribuiti da Coro e Orchestra prima dello spettacolo.
La distanza tra Coro e Orchestra del teatro veneziano e il sovrintendente Nicola Colabianchi è ormai siderale.
Lo si è visto ieri, alla prima della stagione lirica inaugurata con La Clemenza di Tito di Mozart, diretta da Ivor Bolton con la regia di Paul Curran. Da due mesi Rsu (Cgil, Cisl, Uil e Fials) e Usb della Fenice protestano contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale chiedendone la revoca: il suo profilo professionale non è ritenuto all’altezza rispetto al ruolo assegnatole per uno dei teatri considerati migliori al mondo, abituato a nomi come Myung-Whun Chung; in più, la nomina di Colabianchi, non è mai stata condivisa come promesso.
Dopo aver ricevuto da Colabianchi il divieto di leggere il comunicato sul palco, Coro e Orchestra, avvolti nei cappotti per il gran freddo, sono rimasti in piedi una ventina di minuti sulle scalinate del teatro, sotto lo stemma della Fenice.
Tra le mani il volantino distribuito al pubblico in cui si ribadisce che «le scelte fondamentali di un teatro pubblico, quindi un bene comune, devono nascere dal dialogo, dal merito e dalla condivisione. La cultura non si impone dall’alto: si costruisce, giorno dopo giorno, insieme». Dentro, Colabianchi accoglieva il pubblico.
Forte dell’appoggio del ministro Giuli e del sindaco Brugnaro, ma consapevole dello stallo in corso, il sovrintendente ha auspicato che la tensione possa sciogliersi quando Orchestra e Coro conosceranno Venezi e potranno «prima apprezzarne le qualità umane e poi quelle professionali».
L’incontro dipenderà dall’agenda di Venezi, ma potrebbe anche avvenire prima della fine dell’anno o comunque al più presto.
(da agenzie)

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SOVRANISTI E PPE AL PARLAMENTO UE BLOCCANO DUE MISSIONI IN ITALIA PER MONITORARE LO STATO DI DIRITTO E LA LIBERTA’ DI STAMPA: HANNO PAURA DELLA VERITA’

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

CANCELLATA LA MISSIONE IN ITALIA PROPOSTA DAL GRUPPO DI MONITORAGGIO

Sta facendo discutere la decisione del Parlamento europeo di bloccare due missioni che alcuni eurodeputati avrebbero dovuto svolgere in Italia, per compiere un’azione di monitoraggio e controllo sullo stato di diritto e sulla libertà di stampa. In un momento tra l’altro molto delicato per il giornalismo italiano, visto il recente attentato al conduttore di Report Sigfrido
Ranucci, che avrebbe potuto avere conseguenze letali, e visto gli sviluppi del caso Paragon, lo spionaggio attraverso lo spyware Graphite che ha colpito anche il direttore Francesco Cancellato e il capo della cronaca di Napoli di Fanpage.it, Ciro Pellegrino.
In pratica il Parlamento Ue non ha autorizzato una prima missione della Commissione Libertà civili, e un’altra della Commissione Occupazione e Affari sociali. La decisione è stata presa ieri dalla Conferenza dei presidenti, con il voto favorevole del Ppe e dei gruppi di destra, Ecr, Patrioti e Esn. La missione avrebbe dovuto tenersi prima della fine dell’anno, ma non avrà luogo, per la contrarietà espressa anche da. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che come sappiamo in Europa appartengono a famiglie europee differenti.
La missione sulle libertà civili, ha spiegato l’eurodeputato M5s Gaetano Pedullà, era stata già approvata dai coordinatori della Commissione Libertà civili, “con il voto favorevole dell’eurodeputata tedesca Lena Dupont”, e “dava seguito all’audizione dello scorso mese di maggio promossa dal working group sulla democrazia, lo stato di diritto e i diritti fondamentali presieduto dall’ex premier belga Sophie Wilmès. Adesso capiamo perché Fratelli d’Italia e Lega stanno votando tutte quelle marchette alle multinazionali proposte dal Ppe: in cambio vogliono metter una museruola sulla progressiva contrazione in Italia dell’indipendenza della stampa, della magistratura e delle libertà civili, sociali e democratiche”
Secondo la senatrice Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, quello che è accaduto a Bruxelles è “gravissimo”: “Proprio mentre nel nostro Paese si discute delle querele contro i giornalisti, delle pressioni politiche e dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. Proprio mentre alla Camera viene esaminata una mozione che denuncia criticità sempre più evidenti. Proprio mentre si discute una riforma della Rai che non va minimamente incontro al Media Freedom Act europeo e con la commissione di vigilanza Rai bloccata dalla maggioranza. Censurare il monitoraggio europeo in un momento così delicato è un segnale politico intimidatorio. Se Giorgia Meloni non ha niente da nascondere dica ai suoi in Europa di evitare questa vera e propria censura, o magari invece le fa comodo?”.
Secono Nicola Zingaretti, “La destra italiana sta fallendo i suoi obiettivi di governo, ha paura e cerca continui nemici. Oggi blocca la missione del Parlamento europeo per monitorare la situazione dello stato di diritto e della stampa in Italia. Di cosa ha paura?”, ha detto il capodelegazione Pd al Parlamento europeo.
(da Fanpage)

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L’INCREDIBILE CASO DELLA DONNA PICCHIATA DAL VICINO A PAVIA: “ASSURDO CHE LEI DEBBA ANDARE VIA E LUI CHE E’ ABUSIVO RESTI”

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

LA CONSIGLIERA REGIONALE DEL PD ROZZA: “INTOLLERABILE CHE LA POLIZIA NON FACCIA NULLA, DOVE STA LA LEGALITA’ DI CUI PARLANO I SOVRANISTI?”

“Il video con l’aggressione e il racconto-denuncia della signora Reine Atadieu mi ha lasciata sgomenta, non potevo restare in silenzio”, dichiara a Fanpage.it la consigliera in quota Pd di Regione Lombardia Carmela Rozza, riferendosi al servizio pubblicato dal nostro giornale nelle scorse ore sulla 36enne che per le sue origini camerunensi da oltre quattro anni subisce
violenza fisica e verbale da parte di un inquilino dello stesso stabile popolare a Pavia.
I fatti sono presto detti: Reine Atadieu Djomkam ottiene un alloggio popolare da parte di Aler, azienda lombarda di edilizia residenziale e vi si trasferisce a gennaio del 2021 insieme alle figlie, oggi di 19 e 12 anni. È separata e non può permettersi una casa sul libero mercato, ma dai primi giorni in quel palazzo della periferia nord di Pavia la vita per lei e le due ragazze diventa un incubo a causa di un altro inquilino che vive proprio sotto di loro.
“Africane di m*, tornate nel vostro Paese!”, “Vi ammazzo!”, sono, stando a quanto riferisce a Fanpage.it Reine, frasi urlate ogni giorno, al solo passaggio sulle scale. “Ma mi segue anche fuori: al supermercato, per strada, mi picchia sulla macchina”, dice Reine, che inizia a documentare le varie aggressioni, comprese quelle fisiche, e a denunciare tanto alle forze dell’ordine quanto al proprietario dello stabile, cioè Aler.
L’ultima denuncia risale al 4 agosto, dopo che Reine è stata picchiata con un porta giornali davanti alla figlia più piccola: “Se sali ancora di qui ti scanno come un maiale, sono nel mio Paese”, dice l’aggressore prima di chiudersi la porta di casa alle spalle.
Rozza, “Lui abusivo, perché non lo sfrattano?”
La storia di Reine ha sconvolto e commosso l’opinione pubblica e forse, dopo quattro anni, la donna e le sue figlie potrebbero ottenere un nuovo alloggio da Aler, nonostante a tal proposito dalla richiesta urgente presentata dall’Assemblea per il Diritto
alla casa siano passati diversi mesi.
“Il paradosso – sostiene Rozza – è che sia la signora Reine a doversene andare. Mi sono informata da fonti certe – continua la consigliera – e l’aggressore che vive al piano sotto a quello di Reine non dovrebbe stare in quell’appartamento, è abusivo. Lì era stato ospitato dal reale intestatario, persona con fragilità, che poi è stato costretto ad abbandonare la propria casa a causa della violenza dell’ospite”.
“Quello che mi chiedo – commenta Rozza – è dove siano in questo frangente la sicurezza e gli sgomberi veloci, vessilli della destra che governa la Regione. Perché qui abbiamo una donna con due ragazzine che da anni stanno rischiando l’incolumità. Al tempo stesso c’è un inquilino abusivo che rimane dov’è”.
Una tragedia annunciata?
La storia di Reine Atadieu tocca tanto la ferita aperta dell’odio razziale quanto il tema della violenza di genere, che tale rimane anche quando non perpetrata in ambito strettamente familiare. E proprio il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Carmela Rozza annuncia di voler portare in Consiglio regionale questa vicenda con un ordine del giorno urgente.
“Abbiamo i codici rossi – precisa la consigliera Pd – e poi una donna può essere tranquillamente picchiata nell’androne di un palazzo di proprietà pubblica, senza che nessuno faccia niente. In questa storia – aggiunge – si compendiano razzismo, misoginia e assoluta noncuranza delle persone che stanno pagando l’affitto,
perché non solo Reine ma tutto il palazzo, abitato soprattutto da persone anziane, è terrorizzato dalla presenza di questo inquilino molesto”.
(da Fanpage)

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L’INCREDIBILE CASO DELLA DONNA VITTIMA DI ODIO RAZZIALE A PAVIA, ALER: “L’AGGRESSORE E’ ABUSIVO MA OSPITE, NON POSSIAMO SFRATTARLO”

Novembre 21st, 2025 Riccardo Fucile

LA POLIZIA HA RICEVUTO LA PRIMA DENUNCIA 4 ANNI FA MA NONOSTANTE SOLLECITI DA COMUNE E ISTITUTO CASE POPOLARI, NON HA ANCORA PROVVEDUTO A BLOCCARE L’AUTORE DI REATI

Dopo che la storia di Reine Atadieu Djomkam, pubblicata da Fanpage.it, ha sconvolto l’opinione pubblica e mobilitato la politica locale e regionale, arriva la replica dell’Azienda lombarda di edilizia residenziale (Aler), proprietaria dello stabile
di Pavia dove da oltre quattro anni la 36enne camerunense e le sue due figlie subiscono violenza razziale, fisica e verbale, da parte di un altro inquilino del palazzo, che però non è ufficialmente intestatario di nessun appartamento.
“Ci chiama ‘africane di mer*’ – ha raccontato Reine a Fanpage.it -, ogni volta che passiamo sul pianerottolo ci intima di tornarcene al nostro Paese e spesso arriva alle mani, lo ha fatto anche con la mia figlia più grande mentre andava a scuola. Le ha detto che poi sarebbe andato ad ammazzare me”. Nell’ultimo video, girato proprio da una delle figlie di Reine, si sente l’uomo inveire dopo aver picchiato Reine con un porta giornali: “Se sali ancora di qua ti scanno come un maiale. Sei nel mio Paese”.
Aler: “Non possiamo sfrattarlo, è ospite”
Aler chiarisce la sua posizione in una nota: “Il caso della signora Reine Atadieu è stato sottoposto ad Aler Pavia-Lodi nell’agosto di quest’anno e da quel momento l’azienda si è occupata non solo di trovare un nuovo alloggio all’inquilina, ma anche di gestire un caso di violenza e sopraffazione nei confronti di un altro inquilino, contattando ufficialmente le autorità competenti”.
Nella stessa comunicazione Aler conferma che l’aggressore di Reine Atadieu vive, senza averne titolo, nell’alloggio di un altro inquilino del palazzo, che ne è invece ufficialmente intestatario. Quest’ultimo “è seguito dai servizi sociali per gravi difficoltà personali” e ha accettato di ospitare quello che poi si è rivelato un uomo violento “solo in quanto minacciato e intimorito dallo stesso”. Fino a non poter più restare nella propria casa, oggi di
fatto abitata dal solo “ospite”.
In passaggi dettagliati e datati, l’azienda di edilizia pubblica elenca le azioni messe in atto da agosto 2025 per tutelare tanto Reine quanto l’intestatario dell’appartamento, con una precisazione in riferimento all’uomo violento: “Non si tratta di occupante abusivo, ma di un ospite senza titolo di permanenza . Per questo motivo Aler non può sfrattare il soggetto violento che vive in casa di un suo affittuario regolare. Piuttosto potrebbe essere preso in carico dalle Forze dell’Ordine dopo svariate denunce”.
Le precedenti denunce di Reine
Per quanto riguarda il trattamento riservato a Reine, Aler precisa di essersi attivata in “tempi rapidissimi per cercare un nuovo alloggio alla signora Atadieu”, che aveva fatto richiesta di cambio urgente di appartamento il 5 agosto 2025, cioè il giorno successivo all’ultima denuncia.
“Ultima” perché preceduta da altre, tutte regolarmente depositate presso gli uffici di Aler. Tra queste almeno due denunce della figlia più grande di Reine, che la mattina del 26 maggio 2022 era stata bloccata nell’androne del palazzo dal noto inquilino violento, il quale, leggiamo nella denuncia, le diceva: “Taglio la testa prima a te poi a tua madre”.
Il 5 novembre 2024 è Reine a denunciare ancora il vicino molesto, dopo essere stata colpita dallo stesso con un ombrello. E ancora, il 17 marzo 2025 la figlia maggiore denunciava nuovamente in Questura un’aggressione verbale: “Il signor X alla
mia richiesta di non urlare si arrabbiava ulteriormente e mi ha minacciata di uccidermi, in particolare mi ha detto che mi avrebbe ucciso venerdì quando sarebbe arrivato un suo cugino […] Il signor X inoltre riferiva di non aver paura di ritornare in galera e che avrebbe ucciso anche mia madre e mia sorella di 11 anni, specificando che avrebbe iniziato da me”.
Episodi segnalati e trasmessi ad Aler, tanto che il 19 marzo 2025, in una mail indirizzata ai colleghi e consegnata in copia cartacea anche a Reine, un funzionario dell’ente scrive: “Buongiorno, stamani ho ricevuto nuovamente la signora Atadieu (vicina del signor X, occupante senza titolo dell’alloggio del signor Y), che mi ha portato una nuova denuncia contro il signor X (vedi allegati). La signora mi diceva che la situazione è diventata oltremodo intollerabile e pericolosa, il signor X ha minacciato recentemente di morte la signora Atadieu e la figlia, e sempre con loro ha atteggiamenti aggressivi e minatori, anche in luoghi pubblici come supermercati o locali nelle vicinanze dell’abitazione. […] La Atadieu si dice molto preoccupata per la sua incolumità e quella della figlia e chiedeva da parte nostra un procedimento risolutivo per allontanare l’occupante senza titolo”.
Il sindaco di Pavia: “Voglio incontrarla”
Nel frattempo sul tema è intervenuto ai microfoni di Fanpage.it anche il sindaco di Pavia, Michele Lissia: “Sebbene il teatro della vicenda sia più di competenza regionale, essendo Aler proprietario e gestore dello stabile in cui sono accaduti questi fatti incresciosi, appresa la notizia ho subito allertato i servizi
sociali del Comune, i quali hanno redatto una relazione che è poi stata mandata all’autorità giudiziaria”.
“Oltre a questo – aggiunge il primo cittadino – mi sono anche confrontato con Aler e con il questore e il prefetto, al fine di garantire la massima sicurezza per la signora Atadieu e le sue figlie. Nei prossimi giorni vorrei incontrarle per far sentire loro la vicinanza del Comune e delle istituzioni”.

(da Fanpage)

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