TRUMP FA ASSALTARE UNA NAVE IRANIANA E CI TRASCINA NEL BARATRO DELLA CRISI GLOBALE
L’EUROPA SCHIACCIATA TRA LE POTENZE MONDIALI
La pace si ferma, la guerra probabilmente riprenderà. Queste sono le ultimissime notizie sul conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran: la delegazione statunitense volava verso Islamabad quando gli iraniani hanno dichiarato che non parteciperanno fin quando non ci sarà la fine del blocco dei porti iraniani. Ieri è stata assaltata una nave iraniana da parte dei marines USA
Soprattutto, c’è il timore che queste trattative possano essere una pace tattica, un
modo per prendere tempo, ricaricare i missili e schierare meglio l’esercito, come fatto in questi giorni dagli Stati Uniti, per poi riprendere le ostilità. Netanyahu intanto gongola: è lui che ha voluto questa guerra ed è lui che ha bisogno di una guerra permanente per restare premier almeno fino alle elezioni di ottobre. Poi si vedrà.
Trump, al contrario, ha bisogno di una pace a causa di un consenso che sta calando costantemente e che lo vede nettamente perdente alle elezioni di medio termine; consultazioni che, a questo punto, potrebbe tentare di far saltare proprio a causa dello stato di guerra, che potrebbe estendersi.
Per lui a questo punto vale il detto “muoia Sansone con tutti i filistei”.
E poi ci siamo noi, l’Europa, schiacciata completamente tra le potenze globali, esposta a causa della nostra non autosufficienza energetica e con una politica estera basata sul doppio standard: amici dell’Occidente ad ogni costo, nemici del resto del mondo ad ogni costo. Gli iraniani, dopo l’appello dei “volenterosi” e dell’Unione Europea per riaprire lo stretto e dichiararsi disponibili a una missione, hanno risposto a Kaja Kallas che il doppio standard europeo è impresentabile, chiedendo a quale diritto internazionale si stesse appellando l’UE.
Insomma, siamo schiacciati in una guerra che Meloni, all’inizio, ha detto di non condividere e non condannare. Oggi prova a riposizionarsi, ma il carburante sta finendo, la crisi economica è alle porte e galleggiare in queste acque sarà sempre più difficile senza una politica estera europea forte e condivisa. Per farlo c’è una sola strada: il rispetto del diritto internazionale. Sempre; non quello che vale solo fino a un certo punto.
(da Fanpage)
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