destra di popolo

“NON CI SONO SEDIE, PORTATELE DA CASA”: LO SFASCIO DELLA SCUOLA ITALIANA

Settembre 9th, 2010 admin

L’APPELLO E’ DI UNA PRESIDE DI UN ISTITUTO PROFESSIONALE DI MILANO, NON DI UN PAESE DEL TERZO MONDO… LA GELMINI PENSA A TAGLIARE GLI INSEGNANTI, LE ISTITUZIONI LOCALI ANCHE LE SEDIE: E’ LA NUOVA RIFORMA DELLA SCUOLA

Basta con il limitarsi a portare solo libri ed astucci, la scuola italiana è innovativa e proiettata a livelli europei, come ripete il disco rotto di casa Gelmini.
Infatti ora gli studenti dovranno portarsi a scuola anche la sedia: succede non in una città del terzo mondo o in qualche sperduto istituto del meridione, ma nella civile e padana Milano, istituto professionale Bertarelli.
Da qui la preside ha lanciato l’appello agli studenti: “In questa scuola mancano almeno 100 sedie, chi ne avesse una in più a casa è pregato di portarla con sè alla riapertura delle lezioni”.
L’appello forse stupirà gli iscritti al primo anno e le loro famiglie, non certo gli studenti veterani che già conoscono la situazione della loro scuola in pieno centro milanese.
Per tutto l’anno la preside ha scritto alla Provincia per denunciare la “cronica mancanza si arredi scolastici”, senza alcun esito.
L’istituto conta 750 studenti che fino ad oggi hanno sopperito al problema con operazioni degne delle “grandi manovre” militari, tipiche delle commedia all’italiana degli anni ‘70.
Si è assistito a spostamenti di “sedie volanti” da un’aula ad un’altra, a seconda di quelle disponibili e delle ore di lezione, a “furti” delle sedie di studenti assenti finite nell’aula vicina, spesso insieme al relativo banco, visto che anche quelli scarseggiano.
Basti pensare che la prima e unica fornitura di arredi risale al 1965, anno di inaugurazione della scuola: in 45 anni molte sedie sono andate rotte e il numero degli studenti è pure aumentato, ma il problema pare non interessi  a nessuno.
La preside ha dato fondo alle casse della scuola e ha acquistato tre mesi fa,, in un grande magazzino, 100 sedie pieghevoli per 5 euro l’una, ma ne mancano ancora altrettante.
Una studentessa ha detto che “è meglio portarsi la propria sedia da casa una volta per tutte, piuttosto che dovermi sedere sul banco, come succede spesso” e ha concluso che “è scandaloso che le istituzioni non facciano il proprio dovere”. Continua »

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PER LE PRECARIE LA FAMIGLIA RIMANE UN’UTOPIA

Dicembre 7th, 2009 admin

LE DONNE OCCUPATE NEL PUBBLICO IMPIEGO FANNO PIU’ FIGLI DELLE DONNE CHE LAVORANO NEL PRIVATO ( + 30%)….IN FONDO ALLA CLASSIFICA LE LAVORATRICI PART-TIME E CON CONTRATTI ATIPICI… UNA GENERAZIONE DI GIOVANI SENZA POTER PROGETTARE IL FUTURO

Le donne italiane che lavorano nel settore pubblico fanno figli con maggiore probabilità (+30%)  delle donne impiegate nel privato.
E’ quanto emerge da un’indagine svolta presso l’università di Oxford.
Hanno meno chance di diventare mamme le italiane libere professioniste. In fondo alla classifica, ci sono le lavoratrici part-time o con contratti atipici.
I numeri non fanno altro che confermare ciò che molti giovani vivono sulla loro pelle: in Italia spesso i “contrattini” non permettono progetti per il futuro, men che meno la possibilità di formare una famiglia.
Al contrario, secondo la ricerca, il pubblico impiego aumenta per le donne “la probabilità di concepire un figlio, forse perchè è un lavoro più sicuro, con scatti di carriera decisi per anzianità e perchè ha orari più flessibili e compatibili con gli impegni familiari”.
Per lo studio sono stati utilizzati dati su coppie in età fertile, inglesi e italiane.  Analizzando i fattori che possono influenzare la scelta di fare figli e di entrare o uscire dall’impiego retribuito, è emerso che mentre il tipo di lavoro dell’uomo non influenza tale scelta all’interno della coppia, quello della donna lo fa.  Continua »

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CANTIERI NAVALI: FUTURO A RISCHIO PER 100.000 LAVORATORI…E LA LEGA DANNEGGIA LA LIGURIA

Dicembre 2nd, 2009 admin

OTTO STABILIMENTI FINCANTIERI IN TUTTA ITALIA, MA LE COMMESSE VANNO A MONFALCONE E MARGHERA…CHIESTO LO SBLOCCO DELLE COMMESSE PUBBLICHE, SESTRI E RIVA TRIGOSO PENALIZZATI DALLE SCELTE DI VERTICE… LA LEGA HA PENSATO SOLO A PIAZZARE UN SUO UOMO NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI FINCANTIERI

Meyer Werft, i cantieri tedeschi, hanno appena “soffiato” due commesse che dovevano andare ai cantieri italiani: lo hanno fatto grazie a una migliore dotazione tecnologica, in particolare un capannone lungo 500 metri, sotto il quale si possono costruire navi giorno e notte e con qualsiasi tempo.
E’ solo l’ultimo segnale della profonda crisi della cantieristica italiana, un progressivo aggravarsi  della situazione produttiva e occupazionale di tutto il settore, con il progressivo ridursi delle commesse.
Mentre in altri Paesi europei sono stati decisi interventi a sostegno del settore, in Italia manca un disegno coordinato e un livello di interventi sulla domanda.
Nel settore della navalmeccanica lavorano ben 100.000 addetti: il principale attore è pubblico, si tratta di Fincantieri con otto stabilimenti in tutta Italia.
I lavoratori chiedono lo sblocco delle commesse pubbliche, in particolare nei cantieri più a rischio, ma anche sostegno alla domanda privata.
Caso emblematico la Tirrenia: lo Stato potrebbe cedere la flotta ai privati che si impegnano contestualmente a rinnovare le unità più obsolete.
Una sorte di rottamazione che potrebbe usufruire di bonus e incentivi europei. Il crollo dei carichi di lavoro si è già tradotto per l’indotto con l’espulsione di 500 dipendenti dal ciclo produttivo.
E si profila  che eventuali commesse non saranno distribuite in modo omogeneo, ma in base a criteri geopolitici.
Mentre da un lato molti auspicano  il potenziamento degli ammortizzatori sociali e chiedono investimenti pubblici per metterci in grado di sostenere la concorrenza europea, qualcuno sta lavorando sottobanco per privilegiare alcuni cantieri per mere ragioni elettorali. Continua »

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L’EFFETTO BRUNETTA E’ GIA’ FINITO: LE PRESENZE AL LAVORO CROLLANO DEL 28,3%

Novembre 24th, 2009 admin

NELL’ULTIMO ANNO LE ASSENZE PER MALATTIA NEGLI UFFICI PUBBLICI SONO AUMENTATE IN TUTTE LE REGIONI, ESCLUSO TOSCANA E MOLISE… PUNTA DEL 46,8% IN PIEMONTE, MA 16,9% ANCHE IN VENETO, 15% IN LOMBARDIA  E 149% IN COMUNE A GENOVA

I dati parlano chiaro e sono quelli ufficiali: rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, da ottobre 2008 a ottobre 2009, le assenze per malattia nella pubblica amministrazione (escluse le scuole, le università e la pubblica sicurezza) sono cresciute del 28,3%.
E non c’entra l’influenza, che al massimo avrebbe inciso solo per il 7%.
Siamo di fronte, come era prevedibile, alla fine dell’effetto Brunetta e al fallimento della ricetta anti-fannulloni: i dipendenti di regioni, comuni, province e ospedali rivelano una ritrovata vocazione all’assenteismo italico?
Brunetta replica seccato che si tratta solo di “un aggiustamento dei comportamenti individuali e di una ripresa dei comportamenti opportunistici”, ma non può nascondere che il fenomeno è ritornato diffuso in tutta la penisola, ministeri compresi.
Il dicastero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, rispetto all’anno precedente, mostra un aumento degli assenteisti per malattia del 45,2%.
Tra le Regioni, gli aumenti sono stati del 46,8% in Piemonte, del 44,2% in Puglia, del 43% in Campania, del 37,9% nelle Marche, del 34,6 in Liguria, del 26,4% nel Lazio, del 24,7% in Sicilia, del 22,2% in Emilia Romagna, del 18,3% in Calabria, del 17,6% in Umbria, del 16,9% in Veneto, del 15% in Lombardia,del 13,7% in Abruzzo, del 11,5% in Basilicata.
Migliore la situazione, con un calo di assenteisti, solo in Toscana (-8,8%) e Molise (- 33,8%).
Ormai in quasi tutta Italia il trend rimane in progressione mensile: le assenze schizzano in avanti nel corso dell’anno.
A Genova ad assentarsi sono stati i dipendenti delle categorie più basse, chi  guadagna meno, in pratica. Continua »

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TRA GLI UNDER 24 IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE E’ SALITO AL 24%: 400.000 HANNO PERSO IL LAVORO IN POCHI MESI

Novembre 14th, 2009 admin

IL PREZZO DELLA CRISI LA PAGANO I PIU’ GIOVANI: SU 556.000 NUOVI DISOCCUPATI, BEN 404.000 SONO GIOVANI…..UN RAGAZZO SU QUATTRO E’ ALLA RICERCA DI UN LAVORO, PIU’ DEL TRIPLO DELLA MEDIA NAZIONALE…SITUAZIONE DRAMMATICA  AL CENTROSUD… ANCHE TRA GLI UNDER 35 LA DISOCCUPAZIONE IN UN ANNO E’ SALITA DAL 7,2% al 9,2%

Sta crescendo una nuova generazione di emarginati, quella dei giovani che si sono appena affacciati al mondo del lavoro, magari con contratti di collaborazione già non più rinnovati e poche prospettive di occupazione.
La crisi sta colpendo soprattutto loro, rispetto ad altre fasce di età che possono godere di qualche tutela in più.
Secondo i dati ufficiali Istat, nel secondo semestre di quest’anno tra i 556.000 nuovi disoccupati, ben 404.000 sono i giovani.
Il tasso di disoccupazione per il segmento tra i 15 e i 24 anni è arrivato al 24%, quasi 4 punti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Un ragazzo su quattro è alla ricerca di un lavoro, più del triplo della media nazionale che ha raggiunto il 7,4%.
Il peggioramento ha interessato in particolare i ragazzi, il cui tasso di disoccupazione è cresciuto del 4,2%, mentre quello delle loro coetanee è salito di poco più della metà (+ 2,5%).
Tra le aree più calde c’è il Mezzogiorno, dove la quota dei senza lavoro è arrivata al 35,3%, ma se si mette a confronto la media nazionale con il segmento giovanile, ci si accorge che il peggioramento più siginificativo si è manifestato nelle regioni del Centro Italia.
L’incremento è stato al Centro del 5,5%  in un anno, e il rapporto tra il tasso di disoccupazione dei giovanissimi e quello nazionale è passato da 2,5 a 3,5. Altro che richiamo al posto fisso, i ragazzi non trovano più neanche quello flessibile. Continua »

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BRUNETTA: PREMI SOLO AI PIU’ BRAVI? E CHI DECIDE CHI SONO?

Ottobre 13th, 2009 admin

BRUNETTA TEORIZZA “LA RIVOLUZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”: TAGLI ALLO STIPENDIO DEI FANNULLONI, LICENZIAMENTI, MOBILITA’… SI CREA UN’AUTORITHY  CHE DARA’ LE PAGELLE….DALLE MEDAGLIE AL MERITO AI PREMI AL MERITO: MA CHI DECIDE CHI MERITA SONO GLI STESSI DIRIGENTI RACCOMANDATI  DAI POLITICI CHE DA ANNI FAVORISCONO LA LORO CORTE

Fa quasi sorridere che lo stesso giorno in cui Brunetta presenta la “rivoluzione della Pubblica Amministrazione”, per aumentare la produttività, licenziare i fannulloni, assicurare trasparenza, garantire premi ai migliori, moralizzare gli uffici, dall’altro lato lui stesso auspichi il ritorno all’immunità parlamentare.
Ovvero i dipendenti devono avere il cartellino, non possono rifiutarsi di passare da un ramo al’altro della P.A., pena licenziamento, guai  se fanno troppe assenze, se un dirigente non li ha sotto “protezione clientelare” rischiano pure la decurtazione  del premio di produttività, solo il 25% di loro sarà premiato (in buona parte lecchini di Stato), mentre i parlamentari possono commettere reati persino contro l’amministrazione e continuare a sedere in Parlamento.
Ma che bella logica, complimenti Brunetta, i trascorsi da Prima Repubblica si vede che tornano a galla.
Eppure tutti a “lodare” le 74 norme dette “antifannulloni”, approvate e prossime ad andare in vigore. Brunetta promette ( quello costa poco): “Una spinta alla modernità del Paese, si ridà merito e fiducia alle persone eccellenti, più servizi ai cittadini, più scuola, salute, trasparenza, mobilità“.
A chi lo accusa di aver fatto una riforma delle punizioni e dei tagli e di dubbia costituzionalità, penalizzando il concetto di rappresentatività introdotto da D’Antona, ribatte sostenendo che la sua cura porterà a un aumento della produttività  dal 20% al 50% nei prossimi anni. Continua »

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GELMINI: BASTA CON LE MARCHETTE PER LA LEGA… BOCCIATA DAL TAR, ORA E’ A RISCHIO COMMISSARIAMENTO.

Ottobre 12th, 2009 admin

GRADUATORIE DEI PRECARI DA RIFARE, OTTOMILA DOCENTI  REVOCABILI, NOMINA DI CENTOMILA SUPPLENTI A RISCHIO, SCUOLA NEL CAOS…TUTTO PER L’ARROGANZA DI NON VOLER RISPETTARE I PUNTEGGI ACQUISITI E FAVORIRE I DOCENTI DEL NORD…E CONTINUA A  FARE INCIUCI  COI SINDACATI: ANDREBBE CITATA PER DANNI

Lo avevamo scritto qualche settimana fa, in tempi non sospetti: la norma introdotta dalla Gelmini per mettere in coda, nelle graduatorie provinciali, i docenti provenienti da altre regioni era politicamente odiosa e razzista e giuridicamente incostituzionale.
Sull’onda degli slogan leghisti “non vogliamo insegnanti meridionali” al nord, la Gelmini, tipico frutto di quella classe dirigente di Forza Italia, incapace di competere alla deriva razzista con idee proprie, invece che rispondere con le “camicie di forza” alle camicie verdi, ha pensato bene di accordarsi al becerismo.
E come tutti coloro che interpretano la politica come fare marchette per i più forti, sperando di trarne benefici, invece che vivere di idee proprie ( che poi bisognerebbe pur averne, e costa fatica), ecco che la Gelmini sforna ad aprile il decreto per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento per il biennio 2009-2011.
Che contiene questa novità: graduatorie bloccate per due anni e possibilità di inserimento soltanto in coda, in tre province oltre a quella di appartenenza.
Nessuno ha il coraggio di dirlo chiaramente, ma la norma tutela i supplenti del nord, quasi sempre con punteggi inferiori rispetto ai loro colleghi del meridione.
Qualche esempio per chiarire meglio: a Milano il primo in graduatoria nella scuola primaria ha 132 punti, il primo della “coda” ( che deve quindi attendere l’esaurimento della prima parte della classifica dei “nordisti”, per poi sperare in un posto) ne ha 185 ( e viene da Vibo Valentia).
Senza sbarramenti artificiali insomma, sarebbe stato il primo. In quasi tutte le città del nord il discorso è lo stesso.
Di fronte al ricorso al Tar  del Lazio di ben 7.500 precari, avevamo previsto come sarebbe andata a finire: avrebbe vinto la legge e il buon senso e sarebbero stati giustamente  riconosciuti i punteggi acquisiti in lunghi anni di supplenza ( e di sacrifici).
E il governo avrebbe rimediato una figura di merda. Continua »

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VIGILI DEL FUOCO: EROI PER UN GIORNO, POCHI E MALPAGATI TUTTO L’ANNO

Ottobre 6th, 2009 admin

SONO 22.800 IN TUTTA ITALIA, LA META’ DI QUANTO RICHIESTO DALLE NORME EUROPEE, DA ANNI NESSUNA ASSUNZIONE… IL 30% DEI MEZZI INVIATI DALLA LIGURIA IN ABRUZZO NON E’ MAI ARRIVATO: SI SONO ROTTI PER STRADA, L’80% HA PIU’ DI 20 ANNI… E DA DUE ANNI IL CONTRATTO E’ SCADUTO

Troppo pochi, troppo vecchi e con mezzi inadeguati: è la situazione dei Vigili del Fuoco in Italia, secondo la denuncia dei sindacati di categoria, in occasione dell’apertura del Salone Nautico a Genova.
Sono gli “eroi” per cui il popolo italiano piange in Tv, quando sacrificano la loro vita per aiutare gli altri in occasione di terremoti, alluvioni, incendi, disastri ambientali.
Sono padri di famiglia che hanno scelto di dedicare la loro vita a una professione rischiosa, spesso al limite della sicurezza, lavorando in condizioni estreme.
Vengono portati ad esempio di abnegazione e “servizio al Paese” dai politici di turno, quando costa poco una medaglia e una pacca sula spalla, ma poi lo Stato si dimentica di loro, come di tanti altri.
I Vigili del Fuoco operativi nel nostro Paese sono appena 22.800, mentre secondo le norme europee di sicurezza dovrebbero essere quasi il doppio, il loro contratto nazionale è scaduto nel 2007 e le condizioni di lavoro sono sempre più difficili.
La loro età media è ormai arrivata a 44 anni, troppo alta per un lavoro faticoso come il loro.
Questo grazie al fatto che da innumerevoli anni lo Stato risponde alle loro esigenze con nessuna assunzione, niente forze giovani, niente turn over.
Come per le forze dell’ordine, c’è una grave emergenza, quella dello stato di salute degli automezzi di soccorso, valga un esempio per tutti: il 30% dei mezzi di soccorso inviati in Abruzzo, in occasione del terremoto, partiti dalla Liguria, non sono mai giunti a destinazione, a causa delle pessime condizione in cui versano: si sono scassati per strada.
L’80% dei mezzi ha addirittura più di 20 anni, in un anno in Italia sono stati spesi solo 8 milioni di euro per la loro manutenzione e questo è il risultato.
Da loro si pretendono miracoli e non si è in grado neanche di rinnovare loro il parco automezzi e di proporgli un aumento dignitoso da due anni. Continua »

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LA CRISI COLPISCE ANCHE GLI IMMIGRATI REGOLARI: DIMEZZATE LE ASSUNZIONI

Ottobre 4th, 2009 admin

I NUOVI ASSUNTI CALANO DA 171.900 NEL 2008 A 92.500 NEL 2009… L’ACQUISTO DI UNA CASA SCENDE DEL 23,7%, LE RIMESSE DI DENARO NEL PAESE DI ORIGINE DEL 10% … LA MAGGIOR INCIDENZA DI IMMIGRATI A PRATO, BRESCIA, PORDENONE E REGGIO EMILIA… SONO 67.000 LE DONNE IMMIGRATE TITOLARI DI IMPRESA

La crisi sta facendo sentire i propri effetti negativi non solo sugli italiani, ma anche sulle condizioni di vita e di lavoro degli immigrati in Italia.
E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto “International Migration Outlook” realizzato ogni anno dal Censis per l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in cui vengono raccolti ed analizzati i dati disponibili sul fenomeno migratorio.
In relazione all’offerta di lavoro, le imprese del nostro Paese hanno rivisto al ribasso le previsioni di assunzione di personale immigrato: solo 92.500 assunzioni nel 2009 a fronte dei 171.900 previsti per il 2008.
Aumentano anche gli sfratti per morosità a causa del rincaro del canone o della perdita del lavoro. Tra il 2007  e il 2008 gli acquisti di immobili da parte degli immigrati sono diminuiti del 23,7%.
Le rimesse in denaro degli immigrati ai loro Paesi di origine subiscono un calo del 10% della cifra pro-capite inviata ogni mese (155 euro nel 2008 contro i 172 euro nel 2007).
Secondo il rapporto, le difficoltà legate alla crisi avvertite dagli italiani, hanno determinato anche un calo del livello di tolleranza nei confronti degli immigrati.
In aumento anche gli episodi di discriminazione, il 22,1% dei quali subiti proprio in ambito lavorativo.  Continua »

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