Marzo 1st, 2011 Riccardo Fucile
LE PROIEZIONI DI CONFARTIGIANATO DIMOSTRANO CHE IL FEDERALISMO PORTERA’ PIU’ TASSE: LE AZIENDE DOVRANNO PAGARE 812 MILIONI DI EURO IN PIU’… SE I COMUNI SCEGLIERANNO L’ALIQUOTA MASSIMA SI ARRIVERA’ A 3 MILIARDI DI ESBORSO, IN LOMBARDIA 507 EURO A IMMOBILE
I ministri Calderoli e Tremonti continuano ad assicurare che con il federalismo municipale il fisco sarà più leggero, ma dalle proiezioni di Confartigianato emerge esattamente l’opposto: le imprese si ritroveranno a pagare in totale 812 milioni in più l’anno con il passaggio dall’Ici all’Imu (+17%).
E se i Comuni scegliessero l’aliquota massima, il 10,6 per mille, si arriverebbe a tre miliardi, che per il singolo immobile si tradurrebbero in un salasso di 507 euro (è il record stabilito dalla Lombardia).
“Così altro che scossa all’economia”, commenta il segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.
A subire le peggiori conseguenze del passaggio dall’attuale aliquota Ici, pari in media al 6,49 per mille, all’Imu (imposta municipale unica, entrerà in vigore nel 2014 in base al decreto sul federalismo), che avrà l’aliquota base del 7,6 per mille, saranno gli imprenditori delle Regioni che hanno scelto una tassazione più moderata.
E’ il caso della Valle d’Aosta, che avrà un incremento del gettito del 73,5% applicando l’aliquota base dell’Imu.
Seguono la Sardegna (+29,1%) e il Friuli Venezia Giulia (+24,7%).
Arriva poi la Lombardia, Regione con altissima concentrazione di imprese e partite Iva, e quindi di immobili strumentali (categoria catastale che comprende uffici, studi, negozi, magazzini, laboratori, opifici, alberghi e pensioni, teatri, cinematografi, sale da concerti, fabbricati industriali e commerciali).
Con l’attuale Ici la Lombardia ha incassato nel 2009 960 milioni; con l’Imu arriverebbe a 1180 milioni con l’aliquota base (+22,9%) e a 1646 con quella massima del 10,6 per mille (+71,4%).
Significa un aggravio di 163 euro per immobile nel primo caso, e di 507 euro nel secondo.
L’incremento medio per unità immobiliare è pari a 87 euro, ma nel caso dell’aliquota massima diventa di 322 euro.
Anche nel caso in cui il passaggio fosse più morbido, perchè si tratta di Regioni che hanno optato per un’aliquota Ici già mediamente alta, l’aggravio sarebbe enorme.
Le variazioni più contenute si registrano in Toscana (+12,4%), Emilia Romagna e Marche (+12%), Liguria (+11,7%), Umbria (+11,5%) e Lazio (+11,4%).
Ma anche nel caso del Lazio l’Imu peserà molto sulle imprese: si pagheranno 66 euro in più per immobile nel caso dell’aliquota base, 318 con l’aliquota massima.
C’è un’altra ipotesi, che Confartigianato non trascura, per amore di equilibrio. Il decreto prevede che i Comuni possano anche ridurre l’aliquota base del 3 per mille, oltre che aumentarla.
In questo caso, naturalmente, si registrerebbero delle riduzioni generalizzate rispetto all’attuale Ici: il gettito generale si ridurrebbe di 1389 milioni (-29,2%, 149 euro in meno per immobile) nella media di 19 Regioni (lo studio non considera le province autonome di Trento e Bolzano perchè non sono comprese nelle statistiche dell’Agenzia del Territorio).
Ma non è realistico aspettarselo, considerato il peso per i Comuni dell’esenzione dall’Imu per gli enti ecclesiastici e dell’abolizione di alcune imposte locali.
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Marzo 1st, 2011 Riccardo Fucile
IL GOVERNO, INVECE DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI, CONTINUA A PENSARE A COME DISINNESCARE IL PROCESSO DEL PREMIER… CON UN EMENDAMENTO ALLA LEGGE SI VUOLE INTRODURRE “L’INCAUTA INTERCETTAZIONE” PER NEGARNE LA POSSIBILITA’ DI UTILIZZO NEL PROCESSO, MINANDONE IL VALORE PROBATORIO
Disinnescare alcune delle armi più pesanti e feroci in mano alla Procura di Milano sul
caso Ruby vietando, in sede di giudizio, l’utilizzazione delle intercettazioni come fonte di prova.
Più che la pubblicazione di nuove, pruriginose confessioni di Ruby o delle altre adepte al “bunga bunga” arcoriano, il Cavaliere tenterà di annullare — o almeno depotenziare — il potere probatorio delle intercettazioni relative all’inchiesta di Milano.
Con un emendamento che, probabilmente, verrà votato in commissione Giustizia già questa settimana quando riprenderà l’esame del ddl intercettazioni — e dove il Pdl ha la maggioranza di un deputato — il provvedimento diventerà un arma a triplo taglio.
Su suggerimento dell’avvocato-deputato Niccolò Ghedini e con l’assenso di Pietro Longo e Maurizio Paniz, il disegno di legge intercettazioni modificato solo in alcune parti, colpirà non solo la possibilità di pubblicazione e quella d’indagine da parte dei magistrati, ma anche “l’incauta intercettazione” e, appunto, la possibilità del suo utilizzo con valore probatorio durante il processo.
Ecco perchè anche sabato Silvio Berlusconi è tornato a parlare della legge sulle intercettazioni come un provvedimento imminente e necessario: “In un Paese civile non c’è libertà se non c’è certezza dell’inviolabilità delle proprie conversazioni”.
Perchè poi queste “possono essere modificate, si possono tagliare parole e frasi che poi cambiano il senso del discorso, si possono trascrivere diversamente da come sono e si può imitare la voce con i pc”.
Questa la prossima strategia parlamentare: “Abbiamo una maggioranza minore ma sufficiente per governare e applicare questa riforma, ora non abbiamo più lo stop che avevamo quando Fini era presente e il suo no era un no per quasi cento parlamentari dell’ex An”.
Adesso questo “stop”, secondo gli uomini del Pdl, sarebbe superato al punto di poter intravedere un’approvazione della legge, in via definitiva, addirittura entro i primi di aprile, prevedendo anche un secondo, rapido passaggio al Senato per codificare le modifiche della Camera.
Già oggi, infatti, durante la conferenza dei capigruppo, il Pdl potrebbe chiedere, come già accaduto per il processo breve, la calendarizzazione in aula per la fine di marzo, con possibilità più che concrete di vincere la partita. La corsa contro il tempo sulle intercettazioni si basa sul tentativo degli avvocati del premier di arrivare al 6 aprile, giorno della prima udienza sul caso Ruby con la legge approvata in modo da depotenziare, almeno parzialmente, le armi della Procura sul fronte probatorio.
E pronti anche a far valere la minaccia della denuncia contro i magistrati milanesi per “incauta intercettazione” qualora il processo si concludesse con un’assoluzione per Berlusconi sia sulla concussione che sul favoreggiamento della prostituzione.
Ma la firma del Capo dello Stato su una legge che restringe ulteriormente la possibilità di manovra della magistratura non è affatto scontata.
Berlusconi comunque non ha più nulla da perdere ed è pronto allo scontro finale.
argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, Giustizia, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »
Marzo 1st, 2011 Riccardo Fucile
IL PREMIER HA RIPETUTO SPESSO DI NON AVER MAI PAGATO UNA DONNA IN VITA SUA PER UNA PRESTAZIONE SESSUALE…E’ SMENTITO DALLA 21ENNE T.N. CHE RACCONTA DEI BUNGA BUNGA, DEI REGALI AVUTI, DELLO STRESS, DELL’AMBIENTE DEI FESTINI
Verbale di assunzione informazione rese in data 15 gennaio 2011 da T.N.
Il giorno 17/01/2011 alle ore 10.10 in Milano negli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano — stanza 30 — in relazione al fascicolo di cui in epigrafe, innanzi ai Pubblici Ministeri d.ssa Ilda BOCCASSINI e dott. Antonio SANGERMANO, è presente: T.N nata a Milano il 07/05/1990
DOMANDA: Lei studia? In caso negativo, svolge un’attività lavorativa?
RISPOSTA: Io mi sono diplomata l’anno scorso presso un istituto professionale con indirizzo tecnico della gestione aziendale, in particolare ho frequentato l’istituto tecnico ***** di ****, paese dove io vivo con i miei genitori, anzi con mia madre e il suo compagno. Sono figlia unica. Sono in cerca di un lavoro, ho presentato un po’ di curricula presso aziende o anche negozi di abbigliamento in Milano, cioè indipendentemente dalla mia qualifica e dalle mie opportunita e ovvio che per lavorare sono disposta a fare anche un lavoro di commessa piuttosto che altro.
DOMANDA: Lei conosce una ragazza che si chiama Espinoza Arisleida?
RISPOSTA: Io conosco Espinoza Arisleida da anni, in quanto io fin dall’eta di 16 anni ho abitato con mia madre a Milano e frequentavo l’istituto tecnico *** **. E’ lì che io ho conosciuto l’Espinoza, eravamo in due classi diverse pero abbiamo fatto amicizia e ci frequentavamo. Quando io mi sono trasferita a **** ci siamo un po’ perse di vista, anche se ci sentivamo di tanto in tanto e qualche volta ci siamo anche viste. In pratica ero io che venivo a Milano e ci incontravamo.
DOMANDA: La sua amica Espinoza Arisleida ultimamente le ha presentato persone che lei non aveva mai incontrato precedentemente?
RISPOSTA: Sì, mi ha invitato a partecipare ad una serata a casa del Presidente del Consiglio ad Arcore. Quella sera mi e venuta a prendere un signore e mi ha portato ad Arcore.
Fu la Espinoza a dirmi che mi avrebbe fatto conoscere il Presidente del Consiglio ed infatti sono stata a casa sua nella predetta residenza.
Mi venne a prendere un taxista di fiducia della Aris, da solo, era il 6 gennaio 2011 mi sembra si trattasse di una persona straniera.
Questo autista mi venne a prendere, poi mi ha portato a casa della Aris e da lì, insieme, a bordo della stesso taxi ci siamo recati presso Ia residenza del Presidente del Consiglio in Arcore.
Giunti nei pressi della villa, abbiamo detto chi eravamo a dei Carabinieri, i quali hanno telefonato all’interno dell’abitazione e così ci hanno fatto entrare. Quella sera eravamo una ventina di ragazze a cena e c’era il Presidente. C’era Emilio Fede e c’era il cantante napoletano Apicella.
Poi io sono tornata a casa accompagnata da un’automobile con autista messo a disposizione dal Presidente, da sola.
Dopa cena siamo scesi in un’altra sala tipo discoteca, con le luci, il dj, il palo per Ia lapdance, abbiamo ballato; alcune delle ragazze presenti ballavano con dei vestitini scollati.
Quella sera tutte abbiamo ricevuto in dono una borsa di Carpisa e dei gioielli, di cui ricordo la marca Nicotra di San Giacomo. lo in particolare ho ricevuto un bracciale, presumo d’oro, e un anello uguale al bracciale. Questi gioielli, io non so se sono d ‘oro.
Sono ancora in mio possesso, e cioè presso la mia abitazione, come pure la borsa.
Mi si chiede le ragioni per le quali io sono stata disponibile a recarmi alla serata ad Arcore, rispondo che due sono state le ragioni che mi hanno spinta: la prima è che ero curiosa di conoscere di persona il Presidente del Consiglio; la seconda, e forse Ia più importante per me, è che speravo di ricevere una somma di denaro.
DOMANDA: Ma lei, scusi, perchè riteneva di ricevere una somma di denaro dal Presidente del Consiglio?
RISPOSTA: Perchè Aris, e cioè Espinoza Arisleida, mi aveva detto che se fossi andata lì il Presidente mi avrebbe dato del denaro. Io chiesi che cifra avrei poluto avere e lei mi disse che poteva oscillare da mille euro a cifre più consistenti.
DOMANDA: Durante Ia cena lei si ricorda vicino a chi era seduta? Ed in particolare, lei ha riconosciuto qualcuna delle persone presenti quella sera, oppure le vedeva tulle per Ia prima volta?
RISPOSTA: Come ho gia detto, eravamo circa una ventina di ragazze, io mi sono seduta vicino ad una ragazza italiana che aveva un accento romano, che però io non avevo mai vista.
Durante la cena ho fatto a questa ragazza delle domande, del tipo come aveva conosciuto il Presidente del Consiglio, e lei mi rispose che l’aveva conosciuto tramite un’amica, mi precisò che però io non dovevo fare domande, che il Presidente era una brava persona, che aiutava tutti e che comunque dovevo stare zitta e non essere curiosa.
DOMANDA: La cena quanto tempo è durata?
RISPOSTA: Ritengo più o meno una mezz’ora.
DOMANDA: Dopa la cena che cosa avete fatto?
RISPOSTA: Premetto che prima della cena ci e stato offerto un aperitivo, nel corso del quale lui personalmente ha distribuito a tutti i regali, e cioè la borsa di Carpisa e i gioielli.
Dopa la cena il Presidente ha detto “Ora andiamo tutti a ballare in discoteca”, ha usato anche il termine Bunga Bunga, ma io non so cosa significhi ed era per me la prima volta che sentivo tale terminologia.
Anzi, mi ricordo che mi hanno preso in giro le persone presenti perchè io non avevo mai sentito il termine Bunga Bunga.
DOMANDA: Ma, scusi, negli ultimi periodi sui giornali è uscito spesso tale termine.
RISPOSTA: Si, lo so, me l’hanno detto anche quella sera quasi prendendomi in giro le persone presenti, dicendomi: “Ma come, tu non sai cos’e il Bunga Bunga?”. Ma io leggo poco i giornali e quindi per me era un termine sconosciuto.
DOMANDA: Ma quando lei ha fatto anche domande circa il Bunga Bunga, anche questo secondo lei ha provocato l’irritazione di qualcuna delle ragazze presenti?
RISPOSTA: Non lo so, quello che ricordo perfettamente è che alcune di loro quando io ho chiesto “Ma che cos’è questo Bunga Bunga?” mi hanno preso in giro, dicendo più o meno testualmente “Ma dove vivi?”
DOMANDA: Lei ha detto che posi su proposta del presidente del Consiglio, siete andati in discoteca, che cosa intende dire?
RISPOSTA: Intendo dire che siamo andati in un locale che si trovava sempre un villa a un piano inferiore, questo locale era adibito a discoteca, nel centro c ‘era un palo da lapdance, luci soffuse, un dj, varie poltroncine e si è cominciato a ballare .
DOMANDA: Lei com’era vestita?
RISPOSTA: Io indossavo un mini abito di colore nero, tacchi a spillo e le altre più o meno erano vestite in modo similare
DOMANDA: Ma anche il Presidente e Emilio Fede ballavano o stavano seduti e guardavano?
RISPOSTA: Mentre noi ballavamo, il Presidente e Emilio Fede erano seduti e guardavano.
Alcune delle ragazze che ballavano si avvicinavano al Presidente, che le toccava e loro toccavano lui; stessa cosa con Emilio Fede.
Le ragazze baciavano il Presidente, lo accarezzavano; alcune delle ragazze hanno fatto anche degli spogliarelli.
Io non so indicare i nomi delle persone che hanno fatto gli spogliarelli perchè era tutta gente che io non conoscevo e non avevo mai visto, però la maggior parte delle ragazze era straniera.
Alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al Presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere. Insomma l’atmosfera era quella di un night club, con ragazze che si spogliavano, che mostravano le loro parti intime e che si avvicinavano al Presidente o ad Emilio Fede, lo toccavano nelle parti intime o si facevano toccare. lo non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere perchè sono timida e quindi non mi sono spogliata, nè mi sono fatta toccare dal Presidente o da Emilio Fede.
Io peraltro ero una neofita, cioè nel senso che era la prima volta che andavo, mentre invece tutte le altre partecipanti era evidente dai loro comportamenti che erano abituate a fare cose del genere. Io ritengo che tutti i presenti si siano accorti della mia timidezza, Aris era una di quelle che ballava; io ho trascorso il tempo piu seduta che a ballare .
DOMANDA: Lei a che ora è andata via da Arcore?
RISPOSTA: Se ricordo bene verso le due, due e mezza, sono stata accompagnata fino alla mia abitazione di Meda da un autista del Presidente del Consiglio.
DOMANDA: Durante il tragitto lei ha avuto modo di parlare con questa persona?
RISPOSTA: No, non abbiamo scambiato neanche una parola, lui si e messo alla guida, io gli ho detto dove abitavo e lui mi ha portato fino a casa.
DOMANDA: Lei ricorda che tipo di autovettura era? Lei ricorda se aveva un lampeggiante?
RISPOSTA: Era un’auto monovolume di colore scuro, aveva i vetri oscurati e non aveva nessun lampeggiante, come mi chiedono le SS. VV.
DOMANDA: Quando lei e andata via le altre ragazze sono andate via anche loro o sono rimaste nel locale adibito a discoteca?
RISPOSTA: Alcune sono rimaste, penso circa la metà .
Le altre ragazze sono andate via sempre con autovetture guidate da autisti del Presidente del Consiglio.
Aris è venuta via con me, cioè nella stessa autovettura.
Anzi, preciso, nell’autovettura in cui ero io eravamo in quattro ragazze, io sono stata l’ultima ad essere accompagnate a Meda, insieme a me c’era Aris e le altre due che erano straniere; una è stata accompagnata a Milano2, anche Aris a Milano2, l’altra aveva parcheggiato la propria auto a Milano 2 e quindi, in pratica, da Segrate fino a casa mia sono rimasta da sola in auto.
DOMANDA: Lei alle altre ragazze che erano presenti ha visto se venivano consegnate delle buste?
RISPOSTA: Io con i miei occhi quella sera non ho vista nulla del genere, però avevo saputo da Aris che alle ragazze venivano date dal Presidente delle buste contenenti denaro.
Aris mi ha confidato di avere ricevuto molte volte delle buste contenenti denaro dal Presidente. perchè Aris mi aveva detto di essere andata a letto col Presidente in più occasioni; io non so se questo risponde a verità , ma è questo che mi aveva confidato Aris, che ripeto io conosco da anni perchè eravamo campagne di scuola.
Anzi, come ho già detto, Aris mi disse che se fossi andata a letto col Presidente avrei ricevuto anch’io denaro.
DOMANDA: Ma se lei sapeva che quella sera avrebbe potuto fare sesso col Presidente e ricevere denaro perchè poi è tornata a casa?
RISPOSTA: Io, come ho detto, sapevo perfettamente da quello che mi aveva raccontato Aris che avrei potuto fare sesso con il Presidente del Consiglio e ricevere in cambio denaro e quindi quando ho accettato di andare ad Arcore sapevo che avrei potuto fare questo.
Quando sono arrivata lì e ho visto tanta gente e ho visto il contesto in cui si è celebrata la serata ha prevalso la mia timidezza, quindi a un certo punto Aris mi ha detto “Andiamo a casa”.
DOMANDA: Lei ha detto che Aris le ha confidato di essere andata a letto piu volte con il Presidente del Consiglio e di aver ricevuto denaro da quest’ultimo, le ha raccontato anche che tipo di rapporto sessuale aveva col Presidente?
RISPOSTA: Non mi ha raccontato nel dettaglio che tipo di rapporto sessuale, mi diceva però che andare a letto col Presidente era stressante.
DOMANDA: Scusi, le chiese che cosa significava ‘stressante’?
RISPOSTA: Sì, mi diceva che durava un bel po’ perchè il Presidente aveva rapporti sessuali non solo con Aris, ma contestualmente anche con altre donne.
Quindi mi si chiede se nel momento in cui ho accettato di andare ad Arcore io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioè di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne, rispondo: Si, lo sapevo, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa, come dico, la mia timidezza.
E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal Presidente, io sinceramente non me la sono sentita.
DOMANDA: Le persone che erano presenti quella sera, lei è una ragazza di appena 20 anni, erano più grandi di lei oppure sue coetanee? Almeno, qual è stata la sua sensazione?
RISPOSTA: Alcune erano un po’ più grandi di me, altre diciannovenni.
DOMANDA: Lei ha riferito ai suoi genitori che sarebbe andata a casa del Presidente del Consiglio?
RISPOSTA: No, assolutamente
DOMANDA: Lei ha detto di essere stata a casa del Presidente il 6 gennaio 2011, quanto tempo prima Aris le ha proposto la serata a casa del Presidente?
RISPOSTA: Era da un po’ che Aris mi proponeva di andare a casa del Presidente, però per una cosa o per l’altra non si era mai concretizzato.
DOMANDA: Le disse Aris chi l’aveva portata lì?
RISPOSTA: Aris era stata portata nel giro delle serate del Presidente da una persona famosa, quella che fa Colorado, Maristel Garcia.
DOMANDA: Questa persona c ‘era la sera del 6 gennaio 2011?
RISPOSTA: No, non c’era.
DOMANDA: Lei ha detto che Aris abita a Milano2, l’affitto di casa lo paga lei?
RISPOSTA: No, assolutamente no, almeno così mi ha detto la Aris.
DOMANDA: Quella sera, lei ha detto che ha avuto modo di parlare con le ragazze, ricorda se furono fatti nomi di persone dello spettacolo noti per frequentare la villa di Arcore?
RISPOSTA: No, questo non me lo ricordo.
DOMANDA: Lei possiede un cellulare, può dare il numero?
RISPOSTA: Possiedo un cellulare, il mio numero è ***/*******; il cellulare non è a me intestato bensì al compagno di mia madre.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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