Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
IL DEPUTATO BARONI LANCIA L’ALLARME: “MENTI ABITUATE AL CRIMINE, FONTE UN AMICO DI RENZI”… POI: “MI SONO SBAGLIATO”
“Mi è arrivata ora una notizia da un caro amico dell’ebete di Rignano [Matteo Renzi, n.d.r] Occhio
perchè nelle notti tra venerdì e sabato è partito l’ordine di sporcare Roma in certi punti dove c’è molta visibilità , perchè stanno già reclutando persone per andare a pulire dove loro sanno che troveranno molto sporco”.
È l’appello rilanciato da Massimo Baroni, deputato del Movimento 5 stelle. Il post si inserisce nella “guerra della monnezza” tra Pd e M5s, che si rimpallano sia la responsabilità dell’aumento dei rifiuti per le strade di Roma, sia l’esistenza stessa di una vera e propria emergenza.
È in questo secondo filone che si inserisce Baroni, lanciando l’allarme che dall’entourage di Renzi sia partito l’ordine di sporcare appositamente la città per farsi selfie nell’intento di pulire.
Baroni rincara la dose: “Tenete un occhio aperto anzi DUE e segnalate con foto e video pirata. Pubblicheremo questi atti dolosi di vandali pensati da menti abituate al crimine continuato ai danni della collettività . Denunceremo alla Procura della Repubblica e alla Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale per le sanzioni amministrative”.
La bufala è stata segnalata dal deputato Pd Michele Anzaldi (“una calunnia preventiva contro il Pd” l’ha definita) , che ha invitato il parlamentare grillino ad “andare da un medico bravo, se non fosse che si tratta di un parlamentare della Repubblica, pagato dai soldi dei cittadini”.
Fatti i controlli del caso, Baroni ha deciso di rimuovere il post contestato: “Mi sono arrivati avvisi che quella che ho pubblicato prima era una falsa notizia – ha scritto su Fb – quindi per correttezza ho preferito rimuoverla. Scusatemi”
Meglio non comentare…
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
LA SINDACA ACCUSA LA REGIONE PERCHE’ NON AVREBBE UN PIANO PER LO SMALTIMENTO, MA E’ IL M5S CHE SI E’ SEMPRE OPPOSTO E NON HA MAI PRESENTATO RICHIESTE
Ieri Virginia Raggi si è accorta dell’esistenza dell’emergenza rifiuti a Roma.
Nei giorni scorsi la sindaca della Capitale aveva negato l’esistenza del problema. L’assessora all’ambiente Pinuccia Montanari si era invece impegnata a minimizzare la questione parlando di “criticità ”.
La Raggi ha annunciato che per far fronte alla situazione è stata messa in campo una task force e che gli impianti lavorano 24 ore su 24.
Durante l’intervista a Porta a Porta andata in onda martedì però la sindaca non ha rinunciato al suo sport preferito: dare la colpa a quelli che c’erano prima, alla Regione e al PD.
Virginia Raggi è sindaca della Capitale da quasi un anno. Nessuno crede che abbia la bacchetta magica, anche se durante la campagna elettorale ha più volte dato l’impressione di averla.
I problemi della gestione dei rifiuti di Roma vengono da lontano ma non si può fingere che l’attuale amministrazione sia esente da colpe.
In fondo non si può certo pensare di governare una città in nome del cambiamento lasciando tutto com’era prima dicendo che è “colpa degli altri”. Eppure è proprio quello che il M5S e la Raggi stanno facendo a Roma per l’emergenza rifiuti.
Non si può negare, ad esempio che l’AMA — la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti — sia una società del Comune di Roma e che sia quindi sottoposta al controllo dell’Amministrazione.
La Raggi però sostiene che la responsabilità dei cumuli di rifiuti accanto ai cassonetti è di Regione Lazio. Questo perchè è la Regione ad elaborare il piano gestionale dei rifiuti.
Il Presidente Nicola Zingaretti ha respinto al mittente le accuse. Secondo la Raggi il problema è che la Regione non ha approvato il piano rifiuti. Questo è falso: il piano rifiuti è quinquennale ed è stato approvato nel 2012.
Fino a tutto il 2017 quindi la Regione ha un piano rifiuti. La Regione sta lavorando alla presentazione di un nuovo piano ma le attuali necessità di smaltimento e le relative problematiche riguardano il piano che è in vigore.
Cosa sta facendo il Comune per risolvere il problema dei rifiuti?
Raggi ha detto che il Comune ha inoltrato alla Regione tutta la documentazione e le richieste necessarie per l’apertura di nuovi impianti.
Anche questo è falso perchè l’unica richiesta fatta dal Comune di Roma — in data 9 maggio 2017 — riguarda l’impianto acquistato dal sindaco Ignazio Marino.
Inoltre la giunta pentastellata è contraria alla costruzione di un impianto di compostaggio a Rocca Cencia senza però fornire l’indicazione di una soluzione alternativa.
Vale la pena di ricordare che il M5S governa nella quasi totalità dei Municipi di Roma. Una questione analoga è quella che riguarda gli impianti di termovalorizzazione (gli inceneritori): il M5S è notoriamente contrario all’utilizzo degli inceneritori.
Luigi Di Maio a Di Martedì ha spiegato che gli inceneritori portano con sè tangenti e malaffare. Ciononostante Roma Capitale continua ad utilizzare gli impianti di termovalorizzazione degli altri per soddisfare il fabbisogno di smaltimento dei rifiuti.
Raggi durante l’intervista con Bruno Vespa ha detto che il Comune ha proposto la creazione di tre ecodistretti.
La giunta Marino in passato aveva proposto la creazione di quattro ecodistretti ma una volta insediata la giunta pentastellata l’assessora all’ambiente Paola Muraro si era impegnata a bloccare la costruzione di quello di Rocca Cencia, considerato la spina dorsale del programma degli ecodistretti.
Va però segnalato che proprio su Rocca Cencia anche Regione Lazio si rese colpevole di un simpatico scaricabarile non volendo autorizzare l’utilizzo dell’impianto.
Ad oggi in Regione la giunta Raggi non ha presentato alcuna proposta per la costruzione degli ecodistretti. Inoltre la Regione ha predisposto l’invio all’estero dei rifiuti indifferenziati al fine di alleggerire il Tmb Nuovo Salario.
A vincere la gara europea è stata la tedesca Enki che si è aggiudicata lo smaltimento di 160 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno.
Nel frattempo gli impianti TMB di AMA continuano a non funzionare. A fine novembre 2016 la Raggi aveva trionfalmente annunciato il nuovo corso di AMA, e curiosamente lo faceva copiando le misure proposte e adottate dall’ex Ad Fortini e dall’ex sindaco Marino.
È vero che il piano per lo smaltimento dei rifiuti necessita di un aggiornamento ma a quanto pare il Comune di Roma nell’ultimo anno ha ribadito che non era necessaria la costruzione di nuovi impianti.
Questo perchè secondo i 5 Stelle entro il 2021 si arriverà al 70% della percentuale di raccolta differenziata, ovvero il doppio di quella attuale.
Oggi improvvisamente Raggi e Montanari si sono accorte che invece servono nuovi impianti, ma da realizzarsi fuori dal territorio comunale.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
DIMOSTRA UNA MALAFEDE AGGHIACCIANTE PER CERCARE VOTI RAZZISTI… MA E’ TALMENTE PIRLA CHE STA FACENDO PERDERE VOTI AL M5S
Luigi Di Maio torna a sparare contro le Ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo centrale. 
Da qualche tempo il Vicepresidente della Camera è alla caccia dei voti di quelli che credono che ci sia un’invasione organizzata. Il M5S quindi ha puntato il dito contro le Ong che operano al largo delle coste libiche e che — ci spiegava Di Maio qualche giorno fa — sono in combutta con trafficanti e scafisti.
C’è però un problema, perchè la narrazione di Di Maio si basava sostanzialmente sulle dichiarazioni del Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro.
Dopo due audizioni in Parlamento però la portata delle affermazioni di Zuccaro ne è uscita fortemente ridimensionata.
Non solo non c’è alcuna inchiesta sulle Ong che “aiutano gli scafisti” ma Zuccaro non ha nemmeno le prove per sostenere che alcune Ong siano colluse.
Addirittura oggi sono stati identificati degli scafisti solo grazie a un video fornito a Zuccaro dalla tanto criticata Moas, la Ong maltese
Zuccaro ha poi ribadito più volte che le sue sono solo “ipotesi di lavoro” e che non ha in mano alcun elemento utile per aprire un’inchiesta. Fino a prova contraria questo significa che le Ong non sono colluse con gli scafisti.
Il solo fatto che recuperino in mare i migranti dai barconi non configura di per sè l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione.
In primo luogo perchè la quasi totalità delle operazioni di soccorso avviene sulle aree SAR di intervento coordinato stabilite dal Governo Italiano in collaborazione con Centro di Coordinamento Marittimo dei Soccorsi (MRCC) di Roma.
In secondo luogo perchè le Ong operano in base alla Convenzione di Amburgo.
Ma secondi Di Maio “dobbiamo subito cambiare le regole di ingaggio delle imbarcazioni nelle nostre acque territoriali e stabilire regole di approdo più stringenti nei nostri porti”.
Per Di Maio, noto esperto di diritto internazionale, questo non rappresenta un problema. Basta cambiare “le regole di ingaggio”.
Non è chiaro se intende che bisogna cambiare la Convenzione di Amburgo unilateralmente o se propone altre modalità di “ingaggio”, terminologia di per sè alquanto bellicosa.
Sulla scorta delle “ipotesi di lavoro” di Zuccaro Di Maio in questi giorni è andato ovunque a spiegare di avere prove certe del coinvolgimento delle Ong nei traffici di esseri umani.
Ora che è venuto fuori che queste prove non ci sono il sempre garantista Vicepresidente della Camera utilizza un’altra inchiesta per parlare di “accuse agghiaccianti” nei confronti delle Ong.
Ovviamente anche questa volta Di Maio non ha capito bene di cosa sta parlando. Innanzitutto Di Maio cita un articolo del Corriere della Sera. Cita ma non linka perchè se dal suo riassunto sembra che ad essere sotto inchiesta sia Medici Senza Frontiere dall’articolo emerge una diversa versione dei fatti.
La Procura di Trapani non sta infatti indagando su Msf (curiosamente non è finanziata da Soros e non è nell’elenco di quelle “sospette” di Zuccaro) ma sull’operato di alcuni membri dell’Ong in alcune determinate occasioni.
Ecco cosa ha detto il Procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio: «Abbiamo indagini che coinvolgono non le Ong come tali, ma persone fisiche appartenenti alle Ong. Non risultano contatti telefonici diretti tra persone in Libia e le Ong».
Cartosio smentisce quindi l’ipotesi che le Ong siano in contatto con gli scafisti. Ed è bene specificare di un’inchiesta che è ancora in corso e che non è stata specificata l’iscrizione di persone nel registro degli indagati.
Medici senza Frontiere ha reso noto di non aver ricevuto richieste di contatto da parte della Procura di Trapani.
Da bravo studente di legge Di Maio dovrebbe sapere (o dovrebbe aver imparato negli ultimi giorni) che le accuse, per quanto “agghiaccianti” possano essere finchè non sono state provate e dimostrate non sono una sentenza di condanna.
Questo vale per gli esponenti del M5S quando sono indagati e dovrebbe valere anche per le Ong.
Ma si sa che nel mondo del garantismo a targhe alterne del MoVimento 5 Stelle questo è un dettaglio trascurabile.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
DAL GENIO MATEMATICO ALL’ECOLOGISTA, DALL’ESPERTO IN SICUREZZA AL GIUDICE E AL SOCIOLOGO
Emmanuel Macron scopre le sue carte in vista delle prossime elezioni legislative, previste per l’11 e il 18 giugno. Oggi il segretario generale di En marche!, Richard Ferrand, ha svelato in una conferenza stampa una prima lista di 428 candidati sui 577 previsti.
Come sottolineato dallo steso Ferrand, il 52% dei nomi proviene dalla società civile e “non ha mai esercitato un mandato elettivo o politico”.
Il segretario ha poi ricordato che “l’età media è di 46 anni”, contro i 60 dei deputati uscenti, aggiungendo che è stata perfettamente rispettata la parità di genere “con 214 uomini e 214 donne”.
Anche se per il neo-presidente c’è la grana dei centristi. Bayrou, il leader del MoDem, principale alleato di En Marche! fin dalla campagna elettorale, ha dichiarato stasera che la lista dei candidati pubblicata oggi “non ha l’assenso” del suo partito. E che gli accordi prevedevano “candidature comuni in tutte le circoscrizioni”.
L’amazzone
Marie Sara ha accettato la candidatura per la circoscrizione del Gard, nella regione dell’Occitania. Per questa amazzone 52enne si tratta del primo impegno in politica. “Il Presidente della Repubblica mi ha sollecitata, chiedendomi di andare a difendere i suoi valori per combattere contro il Front National e contro l’oscurantismo” ha dichiarato Sara all’AFP. Il suo rivale sarà Gilbert Collard, una delle figure di spicco del partito di Marine Le Pen, già eletto deputato nel 2012.
L’ex compagno di scuola
Tra i candidati all’Assemblea anche il 37enne Gaspard Gantzer, nominato nel 2014 a capo del polo comunicazione nel gabinetto del presidente Franà§ois Hollande. Candidato nella seconda circoscrizione di Ille-et-Villaine, in Bretagna, Gatzer ha frequentato insieme a Macron l’Ecole Normale d’Administration, l’istituto da dove escono i più importanti dirigenti statali dle paese, per poi ritrovarlo all’Eliseo pochi anni più tardi. In un’intervista rilasciata a Libèration a gennaio aveva dichiarato che “sarebbe stato difficile” lavorare nuovamente con il suo ex collega, diventato oggi il nuovo Presidente della Repubblica.
Il matematico
Era una delle candidature più attese, soprattutto dopo l’endorsement annunciato durante la campagna elettorale. Con il suo look da dandy e un’insolita passione per gli aracnidi, Cedric Villani è il matematico-star candidato alla quinta circoscrizione nell’Essonne, nella regione dell’Ile-de-France. Dopo aver vinto nel 2010 la medaglia Field (l’equivalente del Nobel per la matematica), Villani ha ricoperto diversi ruoli di prestigio, come quello di membro dell’Istituo universitario di Francia. Attualmente è direttore dell’Istituto Henri Poincarè di Parigi e membro dell’Accademia delle scienze e del Consiglio strategico della ricerca. In passato Villani ha votato per il centrista Franà§ois Bayrou e ha sostenuto la candidatura della socialista Anne Hidalgo alle elezioni per il sindaco di Parigi nel 2014. Lo scorso marzo il matematico ha dichiarato ai microfoni di Rtl che Macron “riesce ad attirare molti talenti che non si riconoscono nei partiti tradizionali”.
L’ecologista
È stato il primo membro del governo a sostenere ufficialmente Emmanuel Macron. L’ecologista Barbara Pompili correrà nella seconda circoscrizione della Somme, nella regione Hauts-de-France, in cui era già stata eletta nel 2012. In un’intervista rilasciata ad aprile a Courrier Picard, Pompili ha dichiarato che quella di En Marche”! è stata “una politica di apertura nei confronti delle nuove candidature” anche per “i deputati uscenti che hanno già un mandato”, proprio come lei.
Il giudice
Aveva dato il suo appoggio a Macron cinque mesi fa e oggi corre nella seconda circoscrizione del Calvados, nella regione della Normandia. L’ex giudice 58enne Eric Halphen è salito agli onori delle cronache verso la metà degli anni novanta, quando indagò nel quadro dell’inchiesta sulle assunzioni fittizie al comune di Parigi nel periodo in cui Jacques Chirac era sindaco. Halphen è già stato candidato alle elezioni legislative nel 2002, nella circoscrizione dell’Essonne, per l’ex socialista Jean Pierre Chevenement.
Il sociologo del tempo libero
Con i suoi studi riguardanti l’utilizzo dello spazio e dei “tempi sociali”, il sociologo Jean Viard ha concentrato le sue ricerche sui temi del tempo libero, delle vacanze e delle 35 ore lavorative. Nel corso della sua carriera accademica ha pubblicato diverse opere, tra cui “Quando il Mediterraneo ci sommerge”, in cui tratta della questione dell’accoglienza dei migranti.Insieme ad altri 150 intellettuali, nel 2007 si era schierato a favore della socialista Sègolene Royale per una “sinistra di speranza” contro “una destra d’arroganza”. Viard è candidato nella quinta circoscrizione del Vaucluse, nella regione della Provenza Alpi e Costa Azzurra.
L’uomo della sicurezza
“Sono arrivato al termine della mia vita da poliziotto. Prima della fine dell’anno sarò in pensione e vogli continuare a servire i francesi”. Con queste parole l’ormai ex numero uno del RAID (le teste di cuoio francesi), Jean Michel Fauvergue, preannunciava pochi mesi fa un suo prossimo impegno in politica. Ex paracadutista appassionato di arti marziali, Fauvergne ha diretto le operazioni anti terrorismo durante la presa di ostaggi dell’Hyper Cacher nel 2015 e durante l’assedio di Saint Denis nel 2016, pochi giorni dopo gli attentati del Bataclan. Inizialmente dato come possibile Ministro dell’interno, Fauvergue sarà candidato nella Seine-et-Marne, nella regione parigina dell’Ile-de-France.
La juppeista
Juppeista della prima ora, Aurore Bergè ha lasciato il partito dei Rèpublicains per unirsi a Macron lo scorso 14 febbraio. Già eletta deputata nelle Yvelines, Bergè ha rotto gli indugi dopo aver assistito al meeting di Macron a Lione tre mesi fa. “Ho visto nella sala persone che non si vedevano più nei nostri partiti: trentenni, dirigenti e giovani attivi” ha dichiarato in un’intervista all’Express, guadagnadosi così la possibilità di ripresentare la sua candidatura nella regione dell’Ile-de-France. Nel corso della sua carriera politica, questa trentenne parigina si è schierata a favore dei matrimoni omosessuali, andando così controcorrente rispetto al suo ex partito.
(da “Huffingtonpost“)
argomento: elezioni | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
“MAI STATI CONTATTATI DALLA PROCURA, CONTINUEREMO A SALVARE VITE IN MARE”
“Mai contattati dalla procura”. Medici Senza Frontiere Italia smentisce le informazioni trapelate oggi
sui giornali che vedono alcuni dei suoi membri indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver soccorso in mare migranti senza aver avvisato la Guardia Costiera e per aver – secondo le accuse – impartito lezioni ai salvati di “non collaborare con la polizia”.
“In merito alle nuove accuse, errori e illazioni che compaiono ogni giorno nel dibattito pubblico, Medici Senza Frontiere (MSF) conferma di non essere stata contattata dalla procura di Trapani, ribadisce di essere a disposizione di tutte le autorità competenti per chiarire ogni informazione e soprattutto riafferma con forza la totale legittimità e trasparenza del proprio operato in mare, che ha l’unico obiettivo e obbligo di salvare vite umane.
“Ancora una volta, come sempre più spesso in queste ultime settimane, ci troviamo di fronte a una valanga di illazioni e accuse mediatiche basate su strumentalizzazioni e informazioni imprecise, che non servono a nulla se non a gettare discredito sulla nostra organizzazione e sul sistema stesso di ricerca e soccorso in mare.”
“Come abbiamo più e più volte ripetuto, le nostre operazioni in mare avvengono alla luce del sole, nel rispetto e sotto gli obblighi del diritto internazionale marittimo, con il coordinamento delle autorità competenti. E servono a salvare vite umane, le vite di persone in carne e ossa, che mentre queste polemiche faziose confondono l’opinione pubblica, sono costrette a sofferenze, rischi indicibili e morti del tutto inaccettabili.”
“Vogliamo rassicurare chi ci sostiene che questa bufera di accuse non ci distoglierà nemmeno per un minuto dal soccorrere persone che stanno per morire, dal medicare le ustioni e le ferite, trattare i casi di ipotermia, rianimare gli annegati, nutrire i bambini nati orfani. In mare come nei circa 70 paesi dove i nostri operatori nel frattempo continuano a portare, ogni giorno e in prima persona, assistenza medica e umanità . Grazie all’aiuto di tutti i nostri sostenitori, privati cittadini, fondazioni e imprese selezionate, che credono ancora che sia giusto curare e salvare vite umane e che anche in questi giorni continuano a dimostrarci il loro sostegno.”
Nel 2017 Medici Senza Frontiere ha soccorso più di 7.000 persone. Da quando abbiamo preso il mare nel 2015 più di 61.000, in circa 300 operazioni di soccorso coordinate dalla guardia costiera italiana.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
LA CURIA DESTINA UNA SUA STRUTTURA PRIVATA ALL’ACCOGLIENZA E ARRIVANO LE MINACCE RAZZISTE… IL CANDIDATO SINDACO DEI FRATELLINI D’ITALIA NON TROVA DI MEGLIO CHE INVOCARE L’ORDINE DEI MEDICI CONTRO UN PROFESSIONISTA CHE AVEVA STIGMATIZZATO LA FOGNA IN CUI OPERA… L’ORDINE DEI MEDICI DA’ RAGIONE ALL’ASSOCIATO (MENTRE MINNITI DORME)… LA NUOVA LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA IN QUESTO CASO PUO’ SERVIRE
Roata Canale è una frazione di Cuneo dove qualche settimana fa il parroco ha dato l’annuncio ai fedeli dell’arrivo di alcuni richiedenti asilo.
Il parroco ha detto che la Casa delle Opere parrocchiali, un edificio inutilizzato, sarà dato in gestione ad una onlus, la Ubuntu.
I migranti non arriveranno subito ma forse tra qualche mese, ragion per cui la Onlus e la parrocchia hanno deciso di informare gli abitanti della frazione per “renderla partecipe di quello che potrebbe accadere”.
Fomentati dai “soliti noti” che già ipotizzavano rapine, furti e stupri alle vecchiette i residenti si sono subito schierati contro questa iniziativa, come se li riguardasse, visto si tratta di una proprietà privata, dove si può anche sparare a chi si aggira di notte, secondo il credo padagno.
La struttura è infatti di proprietà della Curia che quindi ne può disporre come crede. Non solo proteste: qualcuno è andato oltre e ha distribuito in forma anonima un volantino dove è scritto “Questo non è un consiglio, è una minaccia, noi i negri non li vogliamo“.
Ovviamente di fronte a una reazione violenta, razzista e di totale chiusura come già ne abbiamo viste in altre parti d’Italia, Minniti non risulta pervenuto.
La differenza con i fatti di Quinto di Treviso o con quelli di Goro è che qui la cittadinanza è stata coinvolta con largo anticipo prima dell’arrivo dei profughi.
Inoltre non è “lo Stato” a mandare i profughi ma la Curia ad accoglierli.
Chi reagisce in questo modo molto probabilmente è uno di quelli che invita i preti “ad ospitarli a casa loro”. Infatti lo hanno fatto.
Corrado Lauro è un medico del reparto di Chirurgia generale dell’Aso Santa Croce e Carle di Cuneo e ha deciso di dare una lezione ai razzisti che non vogliono i profughi. Lauro ha scritto su Facebook di aver intenzione di non voler prestare loro “alcun intervento sanitario in elezione se non in caso di immediato rischio vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso”. Insomma, se gli abitanti della frazione cuneese non vogliono accogliere i profughi allora lui non accetterà pazienti provenienti da Roata Canale.
Il comitato elettorale del candidato sindaco di Cuneo Giuseppe Menardi, sostenuto da Fratelli d’Italia e Lega Nord, ha scritto una lettera dove si augura che «l’Ordine dei Medici e il Direttore della Asl di Cuneo prendano seri ed immediati provvedimenti nei confronti di questo “medico”».
Lettera dove si definisce Lauro “medico ideologizzato che arriva a tradire il giuramento di Ippocrate”.
Lauro si difende spiegando di non aver violato il giuramento d’Ippocrate:
Non sono nelle condizioni di creare un patto terapeutico con queste persone: io lavoro prettamente con pazienti oncologici con cui stabilisco un patto empatico. Poichè il mio lavoro è dettato da agire di tipo filantropico, questo tipo di empatia non posso stabilirla con chi manifesta chiare posizioni di tipo razzista. Lo dico nell’interesse del paziente stesso. Ma ribadisco: un conto è avere posizioni diverse, un altro è concepire un volantino di quel tipo.”
Il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Cuneo Salvio Sigismondi ha fatto sapere che «È deontologicamente previsto il rifiuto della cura per il medico pubblico dipendente in regime di libera professione» .
Comunque un consiglio ci sentiamo di darlo agli operatori dell’accoglienza, in sintonia con le proposte della Meloni e di Salvini: siate padroni a casa vostra e tutelatevi.
La nuova legge sulla legittima difesa giunge a fagiolo.
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
NO ACQUISTI CIBI NEL RAGGIO DI 50 KM SCRIVONO IN CAMPIDOGLIO… PECCATO CHE L’ORDINANZA FOSSE DI 5 KM
Una circolare inviata dal Campidoglio alle ditte appaltatrici dei servizi mensa del Comune ha fatto
sobbalzare i produttori di cibo laziali.
Nella comunicazione si vietava di acquistare cibo prodotto in aziende nel raggio di 50 chilometri dalla zona del rogo della ECO X; un errore materiale che Roma Capitale ha dovuto rettificare successivamente.
Racconta oggi Repubblica Roma:
Nella mail, infatti, il Campidoglio vietava di portare sulle tavole delle scuole tutti quei prodotti provenienti da un raggio di ben 50 chilometri dalla zona del rogo della Eco X sulla via Pontina Vecchia, facendo riferimento all’ordinanza dello scorso 7 maggio del sindaco di Pomezia, Fabio Fucci. Che però parla di soli 5 chilometri di interdizione.
Un colpo al cuore per le ditte che l’indomani – cioè ieri mattina – si sarebbero ritrovate con del cibo da non poter dare agli alunni. Come anche per il primo cittadino di Pomezia: «Fucci deve essere saltato sulla sedia quando ha letto la notizia – spiega la consigliera dem in Campidoglio Valeria Baglio – perchè non aveva mai parlato di cinquanta chilometri.
La notizia pubblicata sul sito istituzionale è stata rettificata dal Campidoglio (da Pomezia sarebbe inoltre partita una richiesta di rettifica diretta al Comune di Roma) con una riduzione a 5 chilometri, ammettendo l’errore del Dipartimento capitolino:
«Non solo la sindaca Raggi aspetta quattro giorni per decidere di vietare i prodotti contaminati nelle mense, e lo comunica dopo la presentazione della mozione del Partito Democratico, ma in Campidoglio copiano anche male e confondano 5 con 50. Il Comune dovrebbe chiedere scusa per l’errore», che martedì sera, fino alla “rettifica” di ieri mattina, «ha creato allarme e paura tra i cittadini della Capitale e della Città Metropolitana e che dimostra l’inefficienza di questa amministrazione», aggiunge il consigliere regionale di Fi e vicepresidente della commissione Ambiente, Adriano Palozzi.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
NEL LIBRO DI DE BORTOLI SI RACCONTA DI UN GIORNALISTA MINACCIATO DA UN UOMO DELLA SCORTA DEL PREMIER… MA CI SI CHIEDE PERCHE’ IL CORRIERE DELLA SERA NON NE ABBIA MAI PARLATO A TEMPO DEBITO
Prima scena: un giornalista vede bussare alla sua porta qualcuno che si qualifica come uomo dei servizi segreti. Questi gli dice: «So chi sei, so chi è tua moglie, so chi è la tua amante».
Seconda scena: un giornalista si presenta per stringere la mano a Matteo Renzi a tavola. L’allora premier comincia a urlare e inveire contro di lui finchè non arriva la scorta che lo porta via e nell’occasione uno degli uomini gli dice che lo conosce e conosce anche i suoi segreti.
Gli episodi sono diversi, anche se hanno elementi di similitudine. Entrambe le versioni però si concludono nello stesso modo: con il giornalista che lascia l’albergo.
Il protagonista della storia è Marco Galluzzo del Corriere della Sera e la storia circola da qualche tempo.
Nella sua versione definitiva è stata immortalata da Ferruccio De Bortoli nel suo libro Poteri Forti (o quasi) che ha già fatto una vittima: Maria Elena Boschi.
In questo caso però è curioso vedere come si è evoluta la vicenda nei racconti sulla stampa.
Il primo a parlarne fu Andrea Cangini sul Resto del Carlino e la versione era molto diversa dalla sua versione definitiva:
Durante il suo primo anno di governo, Matteo Renzi si ritirò per qualche giorno con la famiglia in un bell’albergo sul mare. Cercava riposo e riservatezza. Un cronista prese una camera vicino alla sua con l’intenzione di scrivere qualche pezzo ‘di colore’ sulla vita privata del premier. Niente di insidioso. Dopo l’uscita del primo articolo, il giornalista sentì bussare alla porta, aprì e si trovò al cospetto di un signore robusto che, qualificatosi come agente dei servizi segreti, con tono convincente inanellò tre affermazioni in un’unica, breve frase: “So chi sei, so chi è tua moglie, so chi è la tua amante”. Il collega capì il messaggio e fece la valigia.
Non compare il luogo della vicenda, non si fa il nome del giornalista e si parla di un intervento di un funzionario che può essere evidentemente slegato dalla volontà dell’ex premier, anche se nel proseguo dell’articolo Cangini collega questa vicenda alla storia dei servizi segreti nell’affare CONSIP, sostenendo che è la spia della tendenza a usarli come polizia personale da parte del presidente del Consiglio.
C’è però un’altra fonte che racconta la stessa storia ma con significative differenze. La racconta Maurizio Belpietro nel suo libro “I segreti di Renzi” e stavolta i protagonisti hanno nome e cognome e i luoghi vengono nominati mentre scompare il riferimento preciso alla moglie e all’amante di cui si parlava nell’articolo di Cangini.
C’è anche un altro episodio di cui è protagonista, suo malgrado, un giornalista del Corriere della Sera. Il quotidiano di via Solferino, all’epoca ancora diretto da Ferruccio de Bortoli, una volta appreso che il premier sta trascorrendo le ferie all’hotel Villa Roma Imperiale del Forte, decide di inviare sul posto Marco Galluzzo, che prende una stanza nello stesso albergo. Quando Renzi lo viene a sapere, va su tutte le furie e manda uno dei suoi sms di fuoco a de Bortoli, che in quel momento si trova a sua volta in vacanza.
Secondo il premier, la presenza di un cronista del Corriere nel suo albergo rappresenta una violazione della privacy. A quanto pare, finchè si tratta di centinaia di servizi di giornali e televisioni che fanno spot, tutto va bene. Ma quando i media vogliono andare un po’ oltre e fare il loro mestiere al di là della propaganda, a Matteo non va giù. Dopo l’ sms del presidente del Consiglio, Ferruccio de Bortoli telefona in redazione per chiedere delucidazioni. Viene a sapere che Galluzzo è a Forte dei Marmi e decide di chiamarlo. Ed è a quel punto che il giornalista gli racconta un fatto piuttosto spiacevole. A quanto pare, il capo scorta di Renzi lo aveva avvicinato per dirgli: noi sappiamo tutto di te, anche la tua vita privata, stai attento.
La versione definitiva della vicenda è quella contenuta nel libro di De Bortoli e la raccontano il direttore del Corriere e il cronista del quotidiano.
L’ episodio che mi lasciò di stucco accadde in occasione delle sue brevi vacanze siamo nell’ agosto del 2014 in un albergo di Forte dei Marmi di proprietà di un suo amico. Il collega Marco Galluzzo, che lo seguiva con professionalità e rispetto, prese una stanza nello stesso albergo. Niente di male. L’ albergo era aperto a tutti. Non riservato solo a lui. Il messaggio del presidente, particolarmente piccato, lamentava una violazione inaccettabile della sua privacy. Aveva incontrato Galluzzo nella hall e il collega lo aveva salutato. Tutto qui. Io stavo al mare, in Liguria, non sapevo assolutamente nulla. Al telefono, Galluzzo mi spiegò di essere stato avvicinato dalla scorta del premier che gli aveva intimato di lasciare subito l’ albergo
Questo è invece il racconto di Galluzzo:
«Mi avvicinai al tavolo del ristorante dove cenava, nella terrazza dell’ albergo, con la moglie e i figli. Mi fu possibile solo salutarlo e per un attimo stringergli la mano, poi cominciò a gridare, lasciando di stucco i tavoli degli altri ospiti, gruppi francesi, tedeschi e russi. E anche Agnese, che mi rivolse uno sguardo di comprensione, quasi di vergogna. Gridava talmente forte, inveendo contro il Corriere che invadeva la sua privacy, che la scorta accorse come se lui fosse in pericolo. Venni anche strattonato. Dovetti alzare la voce per dire al caposcorta di non permettersi. Lui reagì minacciandomi. Mi disse che tutta la mia giornata era stata monitorata, dal momento in cui avevo prenotato una camera nello stesso albergo, e che di me sapevano tutto, anche con sgradevoli riferimenti, millantati o meno conta poco, alla mia vita privata».
E infine, ecco la chiosa di De Bortoli:
Quella fu l’ unica volta nella quale risposi a un sms di Renzi, dicendogli in sostanza che non volevamo assolutamente attentare alla privacy della sua famiglia era sempre in un luogo aperto al pubblico non era accettabile che il collega venisse minacciato dalla sua scorta. E con quella frase sibillina sul giornalista spiato, poi. Seguì sms di risposta. Più morbido. Per tagliar corto. Il 24 settembre 2014 uscì sul Corriere il mio editoriale dal titolo «Un nemico allo specchio» nel quale criticavo la gestione del potere renziano. (…) Renzi doveva guardare il suo nemico allo specchio: se stesso.
A differenza della vicenda della Boschi e di Ghizzoni, qui il racconto è molto più circostanziato.
Ma mentre si può comprendere perchè della storia di Banca Etruria e Unicredit De Bortoli non abbia mai parlato sul quotidiano (perchè probabilmente l’ha appresa dopo il suo secondo addio alla direzione del Corriere) qui è incomprensibile che un episodio che il direttore ha reputato tanto grave non sia mai stato raccontato dal suo giornale.
“Se Berlusconi avesse fatto una cosa simile saremmo tutti insorti”, dice giustamente De Bortoli.
Dimenticando che l’insurrezione sarebbe scoppiata se nell’occasione il Corriere avesse raccontato la verità .
Invece di tenerla in caldo per tre anni e farla raccontare agli altri.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Renzi | Commenta »
Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
PERCORSO OBBLIGATO PER I TURISTI CON DIVIETO DI FERMARSI: “GUARDARE E ANDARE” ….VIETATO SEDERSI SULLA SCALINATA DI TRINITA’ DEI MONTI: LA RAGGI VUOLE METTERCI DEI DISSUASORI COME SE I TURISTI FOSSERO PICCIONI
Vedere, guardare, andare. Il Comune di Roma ha deciso di battere un colpo contro chi sosta davanti
alla Fontana di Trevi con un metodo assai originale: non permettere alle persone di sedersi a guardare l’opera ma consentirgli una “passeggiata dinamica” attorno al monumento che in pochi secondi li faccia sgomberare dalla zona dopo averle dato un’occhiata.
Un percorso di fruizione che non consenta di fermarsi e che non riguarda solo la Fontana di Trevi ma tutti i monumenti romani.
Racconta oggi Il Messaggero:
Quando? Il prima possibile. Perchè l’estate è alle porte e i primi scampoli della bella stagione hanno già consegnato una serie di sfregi ai monumenti diventati virali. Attenzione però: stiamo parlando di perle della storia culturale mondiale quindi la minima mossa deve passare dalle forche caudine delle potentissime e inflessibili soprintendenze. Una mano, e non da poco, la darà la legge Minniti che dà più poteri ai sindaci in materia di decoro urbano e quindi nel rispetto dei monumenti. Il piano già avviato riguarda Fontana di Trevi.
Ieri c’è stato un sopralluogo abbastanza cruciale. L’input della sindaca è stato il seguente: «Stiamo stabilendo non solo turni più intensi dei vigili ma anche un percorso di fruizione che non consenta di fermarsi. Roma è piena di monumenti, di siti. Li stiamo già piantonando h24, ma non ho il potere di moltiplicare i vigili».
Per questo motivo, quello del personale, la soluzione trovata riguarda l’impiego dei volontari delle associazioni di carabinieri e polizia, vigili del fuoco e vigili urbani.
Il Campidoglio sta anche pensando a un piccolo rimborso per questo esercito dei volontari (sei a turno) che dovrà piantonare la fontana più famosa del mondo coordinato dalla polizia municipale:
La vera novità riguarda il percorso obbligato. Raggi avrebbe voluto far applicare una passerella mobile, ma la sua idea è stata bocciata. E così la soluzione trovata riguarda dei “cordoli” mobili, potrebbero essere anche dei nastri, davanti alla vasca.
In questo modo si creerà una «camminata dinamica», la chiamano in Comune,che permetterà una sosta minima. Destinata a terminare a sinistra del monumento dove c’è la scalinata.
Da dove si potrà solo uscire, al contrario di ora. A destra della vasca ci saranno i volontari. Detta così sembra facile, bastava farsi un giro ieri con due vigili costretti a badare a centinaia di turisti. «Qui non può stare». «Si alzi». «La sigaretta!». «Giù!» «Via!».
E c’è già chi evoca la scenetta dello “sgombero” di Fontana di Trevi.
La seconda operazione riguarderà la scalinata di Trinità dei Monti: sarà vietato sedersi sui 144 gradini disegnati nel Settecento dall’architetto romano Francesco De Sanctis. Gli strumenti amministrativi sono diversi. La stretta arriverà tramite il nuovo regolamento della polizia urbana,ma intanto Raggi è intenzionata a emanare un’ordinanza ancora più restrittiva: «Non possiamo metterci dei chiodi o i vetri sulle scale — spiegano dal Campidoglio — ma stiamo pensando a dei dissuasori».
Come per i piccioni.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Roma | Commenta »