Settembre 17th, 2018 Riccardo Fucile
CURIOSI RISVOLTI DELLA DOPPIA SVOLTA LEPENIANA SALVINISTA
Marine Le Pen si avvicina sempre più a Matteo Salvini in vista delle elezioni europee ma lo fa
mentre il suo Front non è più antieuropa e antieuro.
Anais Ginori su Repubblica racconta i curiosi risvolti di questa doppia svolta lepeniana-salvinista:
Un tempo era Salvini che si era lepenizzato, imponendo alla Lega Nord la svolta “sovranista”, parola molto in voga in Francia ma quasi mai usata fino ad allora in Italia. Nel 2014, ospite d’onore del congresso Fn di Lione, era salito sul palco con la maglietta “Basta euro”. Nel frattempo Salvini ha cambiato le sue priorità , puntando molto sulla lotta contro l’immigrazione. E adesso è così anche per Le Pen.
Lo spauracchio del Frexit le è costato molto alle ultime presidenziali, spaventando gli elettori e mettendo a nudo la sua impreparazione. Tutti ricordano il dibattito tv contro Emmanuel Macron durante il quale è stata incapace di spiegare come avrebbe potuto funzionare l’economia francese senza più l’euro
La lezione è servita. Non chiamateli più euroscettici o eurofobi. Le Pen, adesso, vuole addirittura “salvare l’Europa”. Così è scritto dietro di lei sul palco. Certo, non l’Europa «fondata 60 anni fa ma l’altra, quella che esiste da secoli, guarda a Roma e Atene, tramanda una civiltà , ha radici cristiane».
Insieme a Salvini, Orbà¡n e altri alleati, è convinta di poter vincere le prossime elezioni europee. «Se saremo maggioranza, cambieremo tutto».
L’Ue, prosegue, sarà trasformata in «Unione delle Nazioni europee». La base delle alleanze sarà l’attuale gruppo Europa delle Nazioni e Libertà ?
«Potremmo allargarlo o inventare qualcosa di nuovo», spiega Jean-Lin Lacapelle, uomo di fiducia di Le Pen. I giochi di potere sono già aperti. Molti scommettono sull’uscita di Orban dal Ppe.
«Per la prima volta sappiamo che potremmo governare noi la Commissione» commenta Lacapelle. E Le Pen sarà la spizenkandidat dei sovranisti? «Ma no – risponde – non ci interessa spartirci le poltrone».
Insomma, da una parte il Salvini vincolato. Dall’altra la Le Pen europeista.
Anche la Lega seguirà la stessa strada, nonostante i tanti noeuro in pancia?
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 17th, 2018 Riccardo Fucile
FORZA ITALIA VOTERA’ FOA IN CAMBIO DI GARANZIE SU PUBBLICITA’ MEDIASET: TUTTO COME PREVISTO, PENSANO SOLO AI LORO INTERESSI
Passi avanti verso l’intesa. L’incontro di Arcore tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini – con il match Milan-Cagliari come terreno comune – ha prodotto risultati innanzitutto sulla presidenza della Rai.
Dopo la bocciatura, anche grazie ai voti di Forza Italia, del candidato di Matteo Salvini – Marcello Foa – ora gli azzurri sono orientati a un dietrofront.
Se Salvini, come preannunciato, intendesse riproporlo al consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, stavolta potrebbe arrivare un sì (la prossima riunione della Vigilanza è mercoledì).
Ma la discussione tra Salvini e Silvio Berlusconi non è arrivata a un sì definitivo. Tutto è stato rinviato al vertice di centrodestra allargato a Fratelli d’Italia in programma in settimana.
Salvini e Berlusconi, nel corso della riunione – cui hanno partecipato anche Giancarlo Giorgetti e Antonio Tajani – hanno telefonato alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni proprio per calendarizzare la riunione nei prossimi giorni.
Il numero uno di Forza Italia, prima del via libera, vuole che il Carroccio chiarisca la sua posizione non solo in termini di alleanze per le amministrative – sembra rientrata la minaccia del Carroccio di correre in solitudine, come prospettato in Abruzzo – ma anche riguardo alcuni punti ora all’esame del governo come la flat tax, le concessioni televisive, e il famoso tetto per la pubblicità in tv ormai bandiera del movimento cinque stelle, agitata dal sottosegretario all’Editoria Vito Crimi.
Per Mediaset, sarebbe un colpo durissimo. In più Forza Italia vorrebbe anche che il governo non si facesse schiacciare sulle posizioni giustizialiste, care ai 5Stelle.
Matteo Salvini però continua a praticare la politica dei due forni e se da una parte gli azzurri hanno strappato l’assicurazione che il centrodestra viene ancora considerato “una condizione necessaria”, dall’altra fonti leghiste sottolineano che restano due piani distinti: il governo con i 5Stelle, che Salvini dichiara di voler portare avanti fino alla fine della legislatura, e la coalizione per le elezioni amministrative.
Ma proprio dai Cinquestelle – irritati per questo ritrovato feeling tra Berlusconi e Salvini – potrebbero arrivare ostacoli sulla via della pace tra Forza Italia e Lega. In che misura, si capirà già nei prossimi giorni.
(da “La Repubblica”)
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