Marzo 15th, 2020 Riccardo Fucile
IL GESTO DEL FONDATORE DI ALIBABA
Un carico di 500 mila mascherine donate dal fondatore di Alibaba, Jack Ma, all’Italia, è arrivato
all’aeroporto di Liegi in Belgio, per poi essere recapitato a Roma.
La notizia giunge nelle ore in cui l’Italia vige una quarantena semi-totale per la popolazione in seguito alle misure restrittive per fermare il contagio dal Coronavirus.
Lo riferiscono la Jack Ma Foundation e Alibaba in un comunicato diffuso da Alizila, rivista del gruppo Alibaba.
Il carico fa parte di una donazione più ampia, di due milioni di mascherine e altro materiale sanitario, destinate ai Paesi europei per contrastare l’epidemia di Coronavirus.
Ieri, la Jack Ma Foundation aveva annunciato una donazione di 500 mila kit per il test per il Coronavirus e un milione di mascherine agli Stati Uniti.
“Non possiamo battere questo virus a meno che non eliminiamo le barriere sulle risorse e condividiamo il nostro know-how e la nostra lezione duramente imparata”, aveva scritto Jack Ma via Twitter.
(da Tpi)
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Marzo 15th, 2020 Riccardo Fucile
I MODELLI ADATTI SONO QUELLI DEL TIPO FPP2 E FPP3
«Ci hanno mandato delle mascherine che sono un fazzoletto o un foglio di carta igienica»: a dar fuoco alle polveri ieri è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera durante la conferenza stampa sui numeri del Coronavirus in Lombardia. L’obiettivo dell’attacco è la Protezione Civile, che non avrebbe acquistato le mascherine del tipo Fpp2 o Fpp3 o quelle chirurgiche.
L’assessore al Bilancio Davide Caparini ha chiesto le dimissioni del commissario Angelo Borrelli, sostenendo che le mascherine inviate dalla Protezione Civile “non sono a norma”. E, come se non bastasse, in serata è arrivato l’annuncio di Fontana: Bertolaso “consulente personale” per la realizzazione dell’ospedale alla fiera di Milano, proprio quello su cui già ieri c’erano stati diversi attriti tra Regione e Protezione civile.
Una polemica che sembrava chiusa con la nota del Dipartimento secondo la quale, d’intesa proprio con la Regione, si era deciso di potenziare i posti letto di terapia intensiva di tutti gli ospedali. Alle accuse ha replicato prima lo stesso Borrelli e poi il ministro delle Autonomie Francesco Boccia. “Ci sono in corso polemiche destituite di ogni fondamento e quindi mi auguro che anche da parte di tutte le restanti istituzioni si possa esser coesione — dice il Commissario — Siamo di fronte ad una grande pandemia, dobbiamo lavorare tutti insieme senza polemiche e lo dice chi da 20 anni è al servizio del paese”.
Anche Boccia rispedisce al mittente ogni critica. “La Lombardia ha ricevuto quasi 550mila mascherine nei giorni scorsi, tra ffp2 e ffp3 e quelle chirurgiche, oltre a 113 ventilatori polmonari intensivi. Le critiche a Borrelli sono ingiuste e sgradevoli, sono arrivate mascherine e non carta igienica, tocca alle singole regioni smistarle in funzione dei diversi usi”.
Quello dei dispositivi di protezione individuale resta comunque un problema, al di là delle polemiche, perchè tutti i paesi stanno bloccando le esportazioni e l’Italia, come ha detto Borrelli, non ha una produzione nazionale di questo materiale.
Ecco perchè si stanno valutando due ipotesi: la prima è di riconvertire alcune linee produttive per aumentarne la dotazione; la seconda è quella di inserire in uno dei prossimi decreti una norma che consenta di produrre, con il via libera dell’Iss, mascherine “non sanitarie” da destinare ai lavoratori e alla popolazione in modo che quelle mediche recuperate sul mercato siano destinate esclusivamente ai sanitari.
Ricapitolando, quindi, FFP2 e FFP3 sono le due sigle che caratterizzano e certificano le mascherine più efficaci contro i batteri.
Hanno la capacità minima di filtrare le particelle sospese nell’aria del 92% ma possono arrivare fino al 98%.
Sono le più ricercate ma ormai è quasi impossibile trovarle. Tecnicamente, servono 90 milioni di mascherine al mese, ad oggi i contratti sono per 55 milioni. Di queste circa 20 milioni non saranno consegnate, perchè in tutto il mondo si sta verificando una chiusura delle frontiere all’esportazione.
Attenzione: la stessa cosa è stata fatta dall’Italia qualche tempo fa. Quelle “Montrasio”, oggetto della critica a Borrelli, sono mascherine: tocca alle singole regioni smistarle in funzione dei diversi usi.
Fabio Martini sulla Stampa però aggiunge un retroscena politico sulla questione
Anzitutto la tensione e lo stress su entrambi i fronti per un’emergenza straordinaria. Ma dietro le quinte pesa anche un retroscena: nei giorni scorsi i vertici della Regione Lombardia avevano tenuto costantemente al corrente il capo della Protezione civile sul progetto dell’ospedale da campo realizzato a tempo di record sul modello Wuhan negli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Fiera di Milano. Ma due giorni fa Borrelli aveva informato Fontana: «Ora la competenza sarà del nuovo commissario…».
Da quel momento i lombardi hanno faticato a mettersi in contatto col Commissario Domenico Arcuri. Per questo il presidente Fontana è uscito allo scoperto: «Inizialmente era così: voi trovate il sito e noi mettiamo i presidi e i dipendenti. Noi abbiamo detto “va bene”. Poi la Protezione civile ci ha detto che non ci può mettere a disposizione nè una cosa nè l’altra».
Ieri sera, Fontana e Arcuri si sono parlati e il nuovo commissario ha chiesto «una notte per trovare una soluzione». Un atteggiamento che ai lombardi è parso la premessa di una svolta. In attesa della quale Fontana ha “assunto” come «consulente personale» l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, proprio per realizzare il progetto dell’ospedale da 400 posti-letti di terapia intensiva.
Intanto i contagi rilevati, che sono solo una parte del totale visto che agli asintomatici non viene quasi mai fatto il tampone (e nemmeno a tutti i sintomatici), sono saliti ieri sera a 21.157 (+3.497) tenendo conto anche dei morti che sono ormai 1.441 (+175, molto meno dei 250 di venerdì) e dei 1.966 ritenuti guariti (+537).
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 15th, 2020 Riccardo Fucile
ECCO TUTTE LE MISURE PREVISTE
Il decreto per l’emergenza Coronavirus con le misure economiche per un ammontare totale di
16-18 miliardi dovrebbe vedere la luce oggi o al massimo stasera.
Ci saranno le misure per i mutui, le bollette, le tasse, le rate, gli aiuti alle imprese e quelli alle famiglie con il voucher per la baby sitter e il congedo parentale.
In teoria il cosiddetto decreto legge «anti coronavirus» dovrebbe arrivare questa domenica mattina sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il valore complessivo dell’intervento dovrebbe essere almeno di 16 miliardi, forse anche di più. Uno dei punti ancora in discussione è quello della sospensione dei mutui, spiega oggi il Corriere della Sera:
L’ipotesi più forte resta quella di una sospensione, non cancellazione, per quattro mesi. Ma resta da decidere a chi verrà concesso di percorrere questa strada: l’ipotesi di una autocertificazione delle difficoltà economiche a causa dell’epidemia, dalla quale pure si era partiti, sembra infatti troppo generica. In ogni caso un rinvio ci sarà , così come per le tasse, per tutti e a partire dalla scadenza Iva di lunedì 16 marzo, per l’attività di riscossione, per i contributi all’Inps e per le bollette.
A Palazzo Chigi, e nei partiti della maggioranza, c’è malumore nei confronti di Matteo Renzi che ieri, intervistato dal settimanale tedesco Der Spiegel, ha invitatog li altri Paesi europei «a non commettere gli stessi errori dell’Italia». Parole che non sono state gradite da Pd e 5 Stelle in un momento delicato come questo. Tanto che qualcuno arriva a ipotizzare addirittura una “manina” di Italia viva dietro le continue fughe di notizie sui provvedimenti per mettere in difficoltà un premier confortato dai sondaggi favorevoli. Senza escludere «conseguenze politiche», finita la l’emergenza. Ma quando finirà questo periodo?
Lo stanziamento più corposo, 4 miliardi, riguarda la cassa integrazione in deroga, estesa a tutti i settori al momento per nove settimane. Per i lavoratori autonomi ci dovrebbe essere un indennizzo una tantum da mille euro oppure da 500 euro al mese, come già previsto per gli 11 Comuni della prima zona rossa, quella di Codogno. Il pacchetto famiglia, per chi ha figli minori di 12 anni a casa per la chiusura delle scuole, prevede i 15 giorni di congedo parentale pagati al 40% oppure il bonus da 600 euro per pagare la baby sitter.
Non è finita. La Stampa fa sapere che nel computo delle emergenze è contata persino Alitalia, con la creazione di una newco pubblica per prendere in affitto la parte aviation.
Dalle risorse per estendere i braccialetti elettronici e alleggerire le carceri, a cento milioni per il settore spettacolo. Dai rimborsi dei biglietti per cinema e teatri già acquistati, estesi ai biglietti e prenotazioni di viaggi, che verranno rimborsati con voucher, dai 43 milioni per pulire le scuole italiane, a 85 milioni per la didattica a distanza, per piattaforme digitali e tablet per gli studenti più poveri. Dai 500 euro a chi mantiene un familiare non autosufficiente ai 600 euro di bonus baby sitter.
Dai 55 milioni per agriturismo ai 300 per le imprese agricole e la pesca. Per non parlare delle novità epocali, come la laurea in medicina che abilità alla professione medica. La notte è stata lunga e i capigabinetto a Palazzo Chigi hanno faticato a comporre le richieste dei partiti come Italia Viva che si battono per sospendere a tutti, famiglie e imprese, i mutui senza soglie di reddito. Mentre per le partite Iva ci sarà un indennizzo, diretto o attraverso le casse professionali, forse di 600 euro, che potrebbe valere fino a un tetto di reddito.
Una manovra corposa, pari a una Finanziaria, da sfornare in 48 ore dopo il via libera della Ue allo scostamento di bilancio. Con l’obbligo di soddisfare le regioni e le opposizioni. Una polemica di Salvini sulle mascherine ha indotto il governo a chiarire che la protezione Civile ne farà produrre grandi stock di quelle non sanitarie (sottoposte ad una certificazione speciale) da poter distribuire a tutti. Insieme a confezioni di gel disinfettante. E l’ansia dei cittadini ha prodotto pure un rinvio delle scadenze dei versamenti alle pubbliche amministrazioni.
La produzione e fornitura di mascherine e disinfettanti è uno dei fronti su cui il governo più spinge: dovrebbero arrivare fondi per la distribuzione gratuita ai lavoratori ma soprattutto c’è il tentativo, affidato al commissario Domenico Arcuri, di intensificare la produzione in Italia di mascherine per tutta la popolazione. L’altro capitolo corposo, che si va definendo in queste ore, è quello del rinvio dei mutui per le famiglie e le imprese: i partiti premono perchè la sospensione valga per tutti ma i criteri sono ancora in via di definizione. Per gli autonomi arriverà un indennizzo, diretto o attraverso le casse professionali, che potrebbe valere fino a un tetto di reddito.
Arrivano anche nuove risorse per gestire l’emergenza di Alitalia, aggravata dalle riduzioni dei voli a causa del Coronavirus, e la creazione di una newco pubblica per prendere in affitto la parte aviation.
Per le carceri le risorse potrebbero salire a 20 milioni ed è allo studio l’ipotesi di più braccialetti elettronici per alleggerire gli istituti di pena. Ancora da definire anche il capitolo per le famiglie, con il pacchetto di congedi e bonus baby sitter che potrebbero essere alternativi allo smart working. Dovrebbero essere poi accolte proposte dell’opposizione come lo stop ai pedaggi degli autotrasportatori.
Dovrebbero anche arrivare norme per i comuni e un corposo pacchetto di rinvii di scadenze, dalla Tari ai documenti d’identità . Dovrebbe essere invece affrontato in un secondo momento il tema del rinvio del referendum e delle amministrative.
(da agenzie)
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