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CONSIP CANCELLA DALL’APPALTO DELLE MASCHERINE LA PRESUNTA AZIENDA AGRICOLA DOPO L’ARTICOLO DI OPEN

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

DAL SITO DELLA CENTRALE UNICA DI ACQUISTO E’ SPARITA L’AZIENDA CHE AVREBBE DOVUTO PRODURRE 32 MILIONI DI MASCHERINE

Dal sito della centrale unica di acquisto è sparita l’azienda agricola che risultava prima classificata per produrre 32 milioni di mascherine di cui abbiamo parlato alcuni giorni fa. Ora si sa solo che se ne produrranno 7 milioni, mentre per le altre è partita un’altra gara. E i tempi si allungano
C’è qualcosa che non torna nella gara Consip per la realizzazione delle mascherine chirurgiche essenziali per combattere l’emergenza coronavirus specie in prima linea, tra medici e infermieri.
Giorni fa avevamo raccontato che la prima vincitrice della gara bandita il 9 marzo (la prima, vista l’urgenza) era un’azienda agricola che non aveva nulla nella sua storia che facesse pensare al materiale sanitario.
Ora è accaduto qualcos’altro: in queste ore il sito di Consip è stato modificato e quella strana azienda agricola non appare più tra le vincitrici del lotto 6.
Non solo. Nel frattempo, è partita una nuova gara per produrre altri 10 milioni di mascherine: i tempi di consegna però si allungano.
Se le prime mascherine dovevano essere consegnate dal 26 marzo in avanti, la nuova gara (per meno mascherine) si chiuderà  il 30 marzo e le aziende vincitrici dovranno consegnare una prima parte entro 3 giorni e il resto entro 8 o 15 giorni.
Che cos’è la Biocrea e perchè ne abbiamo parlato
Biocrea è (o forse era, a questo punto) la prima classificata nella prima gara urgente di Consip per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Risultava la prima di quattro vincitrici del bando pubblicato il 9 marzo ed assegnato il 12. Nelle informazioni che si potevano trovare on line fino a tre giorni fa aveva l’incarico di produrre “a cascata” un totale di 32 milioni di mascherine, assieme ad altre tre aziende: le classificate dopo di lei sarebbero subentrate qualora l’azienda non fosse riuscita a portare a termine la commessa nei tempi dati.
C’erano però tre problemi (o almeno elementi che avrebbero bisogno di chiarimenti): il primo è che nella ragione sociale di Biocrea società  agricola non si parla di nulla che abbia a che fare col materiale sanitario. A leggere la sua ragione sociale si tratta invece di un’azienda agricola con sede legale a Milano e fisica in Emilia che produce cereali, alleva bestiame, può produrre energie alternative e partecipare a progetti di agriturismo.
La ragione sociale di Biocrea
Il secondo è che l’azienda è passata di mano a gara Consip aperta: dall’11 marzo il socio unico è diventata Stefania Verduci, nata in Calabria ma residente a Milano, della quale non abbiamo molte informazioni.
Il precedente proprietario, invece, lo conosciamo — e qui sta il terzo elemento che avrebbe bisogno di qualche spiegazione: si tratta di Antonello Ieffi, attualmente a processo per traffico di influenze e presunta vittima di sequestro di persona ed estorsione da parte di Tamara Pisnoli, l’ex moglie del calciatore della Roma Daniele De Rossi.   Un imprenditore appassionato di fotovoltaico e agricoltura idroponica, anche lui apparentemente non un esperto di sanitari.
Perchè un’azienda agricola aveva vinto la gara per le mascherine?
Consip ci aveva spiegato informalmente che, vista l’urgenza, le aziende partecipano alle gare Covid-19 autocertificandosi: ”Chi ha partecipato alla gara ha dichiarato che aveva le competenze tecniche per svolgere il compito, è un’autocertificazione, di cui eventualmente risponde”.
E che il sito Consip fa fede per la trasparenza delle decisioni, anche se non è un atto ufficiale. Da quanto apprendiamo ora sempre in ambienti Consip, è possibile che Biocrea sia stata esclusa in questi giorni, dopo la pubblicazione del nostro articolo e in ogni caso dopo alcune verifiche: la gara d’urgenza, infatti, non esclude che vengano fatte verifiche successive escludendo eventualmente chi non ha i requisiti per portare avanti la commessa.Cosa è successo negli ultimi giorni
Ora qualcosa è cambiato: nella pagina in cui si parla dei vincitori dei lotti Biocrea non c’è più mentre ci sono tutte le altre vincitrici. Osservate bene la seconda immagine che vi abbiamo mostrato. I dispositivi assegnati e da produrre con urgenza non sono più circa 32milioni ma 7.725.000 per un totale di 3.734.750,00 Euro.   Le altre arriveranno con una nuova gara.
Potrebbe essere un errata corige? E’ difficile. Scorrendo il sito che dovrebbe garantire la trasparenza degli appalti della pa l’annuncio che Biocrea è la prima vincitrice della gara del 9 c’è ancora.
Ma c’è anche notizia della nuova gara.

(da Open)

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CI MANCAVA L’ASPIRANTE GOLPISTA DEL CORONAVIRUS

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

IL COMANDANTE ALFA, EX FONDATORE DEI GIS, DA ANNI IN CONGEDO, LE SPARA GROSSE E L’ARMA VALUTA PROVVEDIMENTI CONTRO L’EX MILITARE

In una lettera pubblicata anche sui social il Comandante Alfa, nome in codice per nascondere la sua vera identità , fondatore dei gruppi speciali del Gis, le teste di cuoio dei carabinieri, con un post dimostra una volta di più come in Italia la situazione sia disperata, ma non seria.
Il post, ovviamente non firmato con un nome e un cognome fa vedere anche un discreto grado di democristianismo furbo, come quando si accusano le Sardine e i centri sociali di non fare nulla (ma perchè, che dovrebbero fare?) e si dice che ci vorrebbero pallottole vere, però “metaforicamente”… Il che, converrete con noi, non significa niente.
Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere. Dove siete tutti voi politici salvatori del popolo, dove siete nascosti, con i vostri sorrisi, i proclami e i video ipocriti e inopportuni. Dove sono le signore con le gambe accavallate che spopolavano in tv difendendo o attaccando a destra e a manca ? Dove siete voi che salendo sulle navi pirata avete incensato e legittimato l’aggressione ai nostri militari della Guardia di Finanza. Dove sono le sardine e i centri sociali sempre pronti a scendere in piazza contro e mai per?
Nel testo ci sono tematiche che ritornano sempre dall’odio per l’Europa che ci lascia soli anche se invece sospende il patto di stabilità  e lancia un inedito Whatever it takes, mentre in effetti c’è chi in Europa sequestra le mascherine destinate a noi dalla Cina: si tratta di quelli del patto di Visegrad che fino a ieri erano amici di Salvini.
“Chiudete tutto, lasciando aperti i servizi essenziali per la sopravvivenza, garantendo agli operatori la tutela adeguata. Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi. Siamo eccellenza in tutti i campi, cultura, sanità , intelligence, militare ecc. e voi a colpi di decreti a puntate , peraltro confusi e spesso impraticabili, chiusi nelle vostre dimore, nei vostri agi non date l’esempio. Non ho sentito nè letto un sacrificio da parte vostra, la rinuncia ai vostri benefici.. dove sono i vostri sacrifici?”
Con il volto ben coperto allo scopo di non farsi riconoscere, il Comandante Alfa vuole vedere i sacrifici altrui perchè tanto non sappiamo chi è e non possiamo verificare così se lui per caso ne stia facendo qualcuno o non segua il detto “Predicare bene e razzolare male”.
Secondo il carabiniere “Siamo rappresentati da un ex partecipante al grande fratello”, ma non risulta che Rocco Casalino sia rappresentante di qualcosa se non portavoce della presidenza del Consiglio, e in ogni caso il Grande Fratello non è ancora un reato (purtroppo).
Non poteva mancare, in quello che dovrebbe essere un carabiniere e un rappresentante delle istituzioni che quindi dovrebbe sapere come funzionano, la stronzata del premier “non eletto” che dimostra come il Comandante Alfa non abbia ancora capito che negli anni della Repubblica italiana nessun presidente del Consiglio è stato eletto dal popolo perchè siamo una democrazia parlamentare.
“No, chiedete unità  e cantate l’inno di Mameli ma non ne siete degni. Il popolo lo canta per farsi forza, per sentirsi unito e con un’identità , voi per mettervi in mostra.Un premier non eletto che si presenta con la bandiera europea in bella vista e non con il tricolore per il quale tanto sangue è stato versato dai nostri padri mi strazia. Ora scoprite tutti di essere Italiani a parole, fumo negli occhi per chi muore ogni giorno, ogni ora, ogni minuto da solo, senza il conforto di un familiare.”
Poi, nell’apoteosi del discorsetto paternalista da vecchietto che guarda i cantieri, e con una pericolosa analogia con l’umarell per eccellenza, ovvero Vittorio Feltri, il Comandante Alfa ha un’ideona: dite a tutti di stare a casa eh!
“È il momento dell’unità , quella vera, per il bene comune. Molti di coloro che attualmente sono al governo non sono stati eletti dal popolo. Siamo mica in dittatura? Cosa mi sono perso? Basta, ora urlo forte il mio dolore, prima che sia troppo tardi..ma forse lo è, obbligate la gente a stare a casa in ogni modo possibile, correre e andare al mare deve diventare in questo momento di emergenza un reato, o siamo tutti assassini. Chi corre per esibire un fisico da statua greca quest’estate, il mare, andando avanti cosi lo vedrà  con il binocolo. Forza non si molla, avanti, non si arretra.”
Ma attenzione, il Comandante Alfa ci tiene anche a darci qualche consiglio per l’estetica:
Non è il momento della brillantina o del rossetto, è l’ora di indossare ognuno la propria divisa e combattere in prima linea dando l’esempio .
Nella serata di ieri l’Arma dei Carabinieri ha fatto trapelare che sta valutando la possibilità  di adottare “provvedimenti nei confronti del militare che è in quiescenza da tempo.
Lo stesso ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha definito le parole del comandante Alfa “gravissime e inaudite. Le condanno con tutta la forza, pur se pronunciate da chi è in congedo da anni. Le forze armate -continua Guerini- sono presidio a servizio del paese e delle sue istituzioni democratiche. Come anche in questa emergenza stanno dimostrando”.

(da “NextQuotidiano”)

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IL COMMISSARIO PER L’EMERGENZA: “CI SERVONO 90 MILIONI DI MASCHERINE AL MESE, ATTIVATI TUTTI I CANALI PER REPERIRLE”

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

ARCURI: “DA MARTEDI TUTTI GLI OPERATORI SANITARI AVRANNO LE PROTEZIONI NECESSARIE, LA SETTIMANA SUCCESSIVA MASCHERINE A DISPOSIZIO0NE DI TUTTI I CITTADINI”

“Siamo in guerra, io devo trovare le munizioni e fare sì che questo Paese la vinca prima e meglio degli altri”. Parla così dell’emergenza coronavirus Domenico Arcuri, commissario straordinario, che a Mezz’ora in più su Rai 3 spiega: “Ci servono 90 milioni di mascherine al mese, un numero straordinario, ma abbiamo attivato tutti i canali per riuscirci. Fino a 5 giorni fa abbiamo distribuito 480 ventilatori per la terapia intensiva. Solo oggi ne distribuiremo circa 150, il 30% di quanti sono stati distribuiti finora. Dalla prossima settimana ne distribuiremo quantità  ancora più importanti″.
Il tema della guerra torna più volte nelle parole di Arcuri: “Tutti i conflitti si vincono in due modi: con i propri eserciti e i propri alleati”. E ancora: “Sento uno straordinario supporto dei cittadini e del governo in questo dramma”.
Sulle tempistiche di reperimento dei materiali di protezione spiega: “Da lunedì o, al più tardi, da martedì, tutte le regioni avranno le dotazioni di mascherine per gli operatori sanitari e i malati”, per le categorie cui in questo momento spetta la priorità , insomma.
Gli altri cittadini dovranno aspettare qualche giorno in più: “A partire dalla settimana successiva contiamo di essere in grado di fornire dispositivi di protezione a tutti i cittadini che ne avranno bisogno”.
Le mascherine saranno prodotte anche da aziende che sono disponibili a riconvertirsi per l’emergenza: “180 imprese della filiera della moda ci dicono che riusciranno a produrre due milioni di mascherine al giorno”.
Sono previsti incentivi per chi vuole cambiare la sua produzione: “A disposizione 50 milioni di euro alle aziende che vogliono riconvertirsi. Già  100 aziende pronte a partire”.

(da agenzie)

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LA STORIA DEI 300 DIPENDENTI DELLA ASL IN MALATTIA A CROTONE

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

SI TRATTA DI 91 INFERMIERI, 33 MEDICI E 17 OPERATORI SOCIO-SANITARI… IL DIRETTORE DELLA ASL: “UNA COSA INDEGNA”

Dopo le smentite e le conferme sul Cardarelli, a Crotone trecento dipendenti dell’Azienda Sanitaria Locale sono in malattia e il direttore generale dà  loro degli indegni. Nell’azienda sanitaria provinciale di Crotone, infatti, ci sono trecento dipendenti in malattia: medici, infermieri e così via. E la causa, scrive oggi Libero, sembra proprio essere COVID-19, ma non nel senso che tutti costoro sono stati contagiati:
L’esatto contrario: si tengono lontani dal lavoro per non correre rischi, nel momento in cui i loro colleghi, in tutta Italia, combattono senza sosta per salvare vite.
Una assenza anomala, «stranamente coincidente con l’acuirsi dell’emergenza Coronavirus», denuncia la stessa Asp in un comunicato, accusando così i propri lavoratori di essersi eclissati con il pretesto di malattie inesistenti.
L’allarme lo aveva lanciato l’Ordine dei medici di Crotone invitando i colleghi medici di base a non eccedere con i certificati di malattia che in questo periodo centinaia di persone stanno richiedendo per potersi assentare dal lavoro e tenersi al riparo da eventuali contagi da coronavirus.
In una nota diffusa il 20 marzo nella quale si dà  conto di una serie ulteriore di misure adottate per dare risposte efficienti ai cittadini, l’Asp di Crotone sottolinea infatti “che le misure appena evidenziate potranno compiutamente realizzarsi solo attraverso la fattiva collaborazione di tutto il personale dipendente aziendale. La precisazione non e’ meramente retorica, poiche’ dai reports forniti a questa Direzione strategica dall’Ufficio gestione risorse umane è emerso che circa 300 dipendenti aziendali si trovano attualmente in regime di malattia. Con il dovuto rispetto per tutti coloro che legittimamente stanno usufruendo di un beneficio di legge, occorre tuttavia sottolineare l’anomalia del dato, stranamente coincidente con l’acuirsi dell’emergenza coronavirus”.
“Riteniamo — conclude la nota — che la nostra Azienda sanitaria stia producendo, in tutte le sue componenti, uno sforzo eccezionale per contrastare l’epidemia in atto; auspichiamo che questo sforzo divenga, nell’immediato, ancora più collettivo e condiviso”.
Il direttore generale della stessa Asp, Francesco Masciari, intervistato da Sky Tg24 ha detto che si tratta di una cosa indegna sulla quale “bisogna intervenire”.
Tra i trecento in malattia ci sono 91 infermieri, 33 medici e 17 operatori socio-sanitari. È anche per rimediare alle assenze di chi dovrebbe esserci che la Calabria ha avviato il reclutamento straordinario.
La governatrice Iole Santelli ieri ha fatto sapere che «sono 340 i medici che hanno dato la propria disponibilità  per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus». Di questi, 158 sono neolaureati in medicina, non ancora abilitati, ma comunque autorizzati ad esercitare la professione, secondo quanto disposto dal decreto CuraItalia approvato dal governo. In Calabria i contagiati sono 235.

(da “NextQuotidiano”)

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STOP TOTALE AGLI SPOSTAMENTI DAL COMUNE IN CUI CI SI TROVA

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

VIAGGIATORI DIRETTI AL SUD BLOCCATI IN STAZIONE A MILANO DALL’ORDINANZA DI LAMORGESE E SPERANZA

Nuova stretta contro il coronavirus. Per evitare l’esodo dei lavoratori di quelle aziende che chiuderanno in virtù del nuovo decreto – annunciato ieri sera ma non ancora pubblicato – i ministri della Salute Roberto Speranza, e dell’Interno, Luciana Lamorgese, hanno adottato un’ordinanza che vieta di spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui ci si trova. Le uniche deroghe sono per “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza” o per motivi di salute.
La misura è immediatamente in vigore e resterà  efficace fino all’entrata in vigore del nuovo decreto. Le stazioni, per questo, saranno presidiate.
E un primo effetto è stato registrato a Milano dove alcuni passeggeri – una decina – non hanno superato i controlli.
Volevano salire su un treno diretto a Salerno. Ci sono state anche scene di pianto. I viaggiatori sono stati sottoposti al controllo dell’autocertificazione e dei documenti e anche a quelli della temperatura corporea.
La nuova stretta è stata adottata dopo diversi allarmi lanciati dai governatori del Sud. In particolare questa mattina il governatore campano, Vincenzo De Luca, ha chiamato il presidente del Consiglio Conte per segnalare il rischio di un nuovo esodo verso Sud. Insomma, l’obiettivo è scongiurare il bis di quegli spostamenti di massa avvenuti quando furono decise le zone rosse per alcune regioni del Nord, in particolare la Lombardia. Esodo considerato un enorme fattore di rischio per la diffusione dell’epidemia. “Il premier si sta occupando della questione” aveva detto stamattina De Luca.
Anche il governatore della Basilicata, Vito Bardi, ha emesso un’ordinanza che prevede il divieto di spostamento delle persone in entrata e uscita dalla regione, dove finora i casi sono 81 e, caso unico in Italia, non si è registrata finora nessuna vittima.

(da agenzie)

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CALANO I NUOVI CONTAGI E LE VITTIME: OGGI SONO 3957 (IERI 4821) E 651 (IERI 793)

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

BORRELLI: “NUMERI MINORI MA NON ABBASSARE LA GUARDIA”

Lieve diminuzione dei contagi da coronavirus e dei morti nelle ultime 24 ore in Italia. Nel giorno in cui si scoprono 12 contagiati alla stessa protezione civile (il capo del dipartimento Angelo Borrelli è risultato negativo) arriva un dato in controtendenza rispetto a ieri: oggi sono stati registrati 651 morti (ieri erano 793), che portano il totale a 5476.
I nuovi contagiati sono 3.957, meno di ieri quando ne sono stati registrati 4821, in totale sono 46.638; i guariti sono 952 in un giorno, in totale 7024; in terapia intensiva si trovano 3009 malati, 152 più di ieri. ”
“I numeri di oggi sono minori rispetto a quelli di ieri”, ha detto il commissario per l’emergenza Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile, “mi auguro che questi numeri possano essere confermati. Non bisogna abbassare la guardia ma tenere le misure adottate e rispettare le indicazioni anche del provvedimento del governo”.
“Non vogliamo farci prendere da facili entusiasmi nè sopravvalutare una tendenza”, ma il calo del numero giornaliero di contagi è “un segnale che cogliamo soprattutto perchè comincia ad avvicinarsi alla distanza temporale a cui ci aspettiamo di vedere i segni tangibili dell’efficacia delle misure intraprese”, ha commentato Franco Locatelli, direttore del Consiglio superiore di sanità . “Dopo quanto è stato comunicato dal premier Conte – aggiunge – siamo arrivati al massimo delle misure di prevenzione del contagio in termini di attività  sociali piuttosto che lavorative”.

(da agenzie)

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QUELLI CHE “LA DEMOCRAZIA VALE SEMPRE” E INVOCANO PRASSI PARLAMENTARI PER LA “PIU’ GRANDE LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ DELLA STORIA REPUBBLICANA”

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

ANDATELO A DIRE ALLE FAMIGLIE DELLE CENTINAIA DI ITALIANI IN RIANIMAZIONE… CONTE SEMMAI E’ STATO TARDIVO MA DI FRONTE A UN’EMERGENZA OCCORRE CHE UN PREMIER SI ASSUMA RESPONSABILITA’, NON PERDERE TEMPO AD ASCOLTARE LE CAZZATE DI TUTTI PER TRE GIORNI IN PARLAMENTO MENTRE LA GENTE CREPA

Qualcuno, sia a livello politico che giornalistico, oggi parla della “più grande limitazione della libertà  nella storia della Repubblica affidata a un videoannuncio notturno e senza passaggio parlamentare. C’è una rottura istituzionale sullo stato di eccezione per cui sta diventando tutto lecito in nome di un doppio standard. Ma la democrazia vale sempre“.
Le opposizioni (quelle passate dal chiudete tutto ad aprire tutto per ritornare a bloccare tutto, con un leader che scappa in Francia e un altro che esce di casa senza mascherina per farsi una passeggiata) criticano Conte perchè ha atteso troppo ad emanare nuove restrizioni e non ha coinvolto il Parlamento, le commissioni, gli uscieri e i commessi.
Renzi (quello che straparlava ad ogni occasione e a ogni microfono) parla di Grande Fratello perchè Conte è intervenuto su Fb e non in una regolare conferenza stampa.
La politica in Italia è questa, speculare su tutto, non ci scandalizziamo.
Nessuno fa mea culpa per aver svenduto la sanità  pubblica appaltando ai privati la salute degli Italiani, tagliando gli investimenti pubblici nel settore, salvo lamentarsi perchè le sale di rianimazione ora sono insufficienti.
Per poi costruire una struttura d’emergenza alla Fiera di Milano che in tre giorni è passata da 500 posti a 250 e che costerà  una cifra (mentre a Legnano c’era pronto il vecchio ospedale da riutilizzare)
Ma veniamo al tema che ci interessa: il governo sta mettendo in pericolo la libertà  e la democrazia del Paese? Balle.
In primis c’e’ il presidente della Repubblica che vigila sulla forma, in secondo luogo esistono prassi e regolamenti che i presidenti di Camera e Senato sanno far rispettare.
In terzo luogo le restrizioni hanno seguito l’incontro che Conte ieri ha avuto con le parti sociali, imprenditori, categorie e sindacati.
Lo diciamo da giorni: le misure sono state tardive visto il trend emergenziale, ma sono state frenate da chi teme conseguenze per le proprie aziende (leggi lobby imprenditoriali).
Il via libera è arrivato dopo le rassicurazioni che il governo (ovvero l’Europa tanto criticata) si farà  carico della “dei problemi di liquidità ” delle stesse (tanto per cambiare, solo gli utili vengono privatizzati).
Infine siamo di fronte a una emergenza che ha visto Paesi più democratici di noi varare misure ancora più estreme senza chiedere conto a nessuno.
Ogni giorno muoiono quasi mille italiani e per qualcuno i provvedimenti urgenti (e tardivi) dovrebbero prima essere sottoposti all’esame di una commissione parlamentare, poi andare alla Camera, quindi al Senato, poi alla firma, magari passando da una ratifica sui social?
Dovremmo perdere giorni ad ascoltare cazzate e polemiche demenziali per accontentare l’ego di qualche sfigato in cerca di visibilità ?
No grazie, ne facciamo a meno, nell’interesse di chi sta appeso a un filo tra la vita e la morte, delle loro famiglie, dei medici, infermieri che stanno rischiando la vita, delle forze dell’ordine che devono perdere tempo a sanzionare delle emerite teste di cazzo che violano le regole.
Le misure adottate non minano una mazza, tanto meno le “libertà ” democratiche dei podisti della domenica e sono prese ad esempio da tanti altri Paesi ( anche loro dittatoriali?).
Facciamola finita con polemiche e piagnistei egoistici: è ora che tutti remino nella stessa direzione.

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“AIUTIAMO GLI ITALIANI A CASA NOSTRA”: LA SOLIDARIETA’ DELLA COMUNITA’ MAROCCHINA DEL TIGULLIO

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

METTONO A DISPOSIZIONE DEGLI ITALIANI BLOCCATI IN MAROCCO LE ABITAZIONI DI AMICI E PARENTI: “LA SOLIDARIETA’ E SENZA BARRIERE”

«Marocchini, aiutiamo gli italiani a casa nostra»: è il messaggio che la comunità  sta lanciando ai propri connazionali, invitandoli a supportare i turisti italiani rimasti nel Paese nordafricano dopo la chiusura delle frontiere disposta da Rabat.
Il blocco dei voli, per evitare l’ingresso di stranieri e isolare i marocchini, risale al 14 marzo. In Marocco i casi di coronavirus sono ancora limitati (circa 50 contagiati e due morti) e le autorità  hanno deciso di applicare le misure di contenimento adottate dall’Italia.
Nel Paese, sono centinaia gli italiani rimasti intrappolati, soprattutto nelle città  imperiali e sulla costa.
Così, anche dal Tigullio scatta l’appello di Hamid Farah, titolare della gastronomia U Punte Veggiu di Carasco e originario della splendida Fez: «Ho visto l’appello di 200 italiani che erano in vacanza a Marrakesh e ho deciso di dare il mio contributo. La casa di mia suocera è vuota perchè lei è qui, e anche mia sorella e i miei genitori hanno spazio per ospitare delle persone. Nell’insieme potremmo accogliere 20-30 italiani, possibilmente liguri così i contatti sarebbero più facili. E poi, oltre al letto, un piatto di cous cous non si nega a nessuno».
Fez è collegata con voli diretti dall’Italia, in particolare dagli aeroporti di Pisa e Bergamo, ma per almeno 15 giorni sarà  impossibile mettersi in viaggio. Stessa sorte è capitata ai marocchini in vacanza in Italia, più numerosi di quanto si possa pensare, come spiega Farah: «Sono tutti bloccati, gli alberghi non li accettano e c’è chi è rimasto a dormire fuori». Nei momenti di crisi, si riscopre la solidarietà  e la speranza è che sia reciproca e senza barriere.
Intanto, la gastronomia di Carasco rimane aperta, anche se i clienti delle vicine aziende sono evaporati: «Restiamo aperti per fornire un servizio. Dopo la diffusione del mio appello su una tv locale, un signore che stava andando a Cicagna si è fermato in negozio, con le lacrime agli occhi, per dirmi che lo aveva commosso. E’ stato davvero emozionante».
Per contattare il signor Hamid Farah, il numero è 370 3219018. Sempre dal Marocco arriva un altro esempio di solidarietà : il commercianteAmin Laidi, titolare del negozio di frutta e verdura di via Bancalari, a Chiavari, in questi giorni di emergenza si offre di aiutare chi non può o non vuole uscire di casa: «Se qualcuno non riesce a fare la spesa, oppure è in difficoltà  economica, posso fargliela gratuitamente e consegnarla a domicilio. Lo faccio per dare una mano in un momento così difficile».
In Italia dal 2007 e a Chiavari da sei anni, Laidi è abituato alle consegne porta a porta, in sella alla sua bicicletta oppure, se deve raggiungere tanti clienti, in automobile. Il suo negozio è aperto tutti i giorni dalle sette alle 13 e dalle 16 alle 18: «Un po’ di gente viene ma la maggioranza ordina al telefono. Al momento, non c’è difficoltà  a reperire frutta e verdura». Il suo numero è 388 6212878.

(da “il Secolo XIX”)

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GLI IRRESPONSABILI AUMENTANO: IERI 11.000 PERSONE DENUNCIATE PER VIOLAZIONE DELLE NORME ANTI-CORONAVIRUS

Marzo 22nd, 2020 Riccardo Fucile

PAZZESCO: SIAMO ARRIVATI A UN TOTALE DI 82.041 DENUNCIATI PER INOSSERVANZA PROVVEDIMENTI AUTORITA’ E A 1.943 PER FALSA ATTESTAZIONE… CONTROLLATE 1.858.697 PERSONE

Troppi furbi, troppi irresponsabili, troppi egoisti che se ne infischiano delle conseguenze che potrebbero provocare agli altri: sono state 11.068 le persone denunciate nella giornata di ieri nel corso dei controlli per l’emergenza coronavirus. Sono i dati, diffusi dal Viminale, in relazione alle attività  delle Forze di polizia per il contenimento del contagio.
Con gli accertamenti della giornata di ieri salgono a 1.858.697 le persone controllate, in relazione alle misure per il contenimento del contagio da coronavirus, dall’11 al 21 marzo scorsi.
E’ quanto emerge dai dati, diffusi dal Viminale, in relazione alle attività  delle Forze di polizia per l’emergenza coronavirus.
Sono state denunciate 82.041 persone ex articolo 650 codice penale (inosservanza provvedimenti autorità ) 1.943 le denunce ex articolo 495 codice penale (falsa attestazione), 910.023 gli esercizi commerciali controllati e 2.119 i titolari denunciati.
Gli esercizi commerciali controllati nella giornata di ieri sono stati 75.362: sono stati denunciati 142 esercenti ed è stata sospesa l’attività  di 20 esercizi commerciali. E’ quanto emerge dai dati, diffusi dal Viminale, in relazione alle attività  delle Forze di polizia per l’emergenza coronavirus.

(da agenzie)

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