Aprile 5th, 2020 Riccardo Fucile
PRIMA DI RENDERLE OBBLIGATORIE BISOGNEREBBE ACCERTARE CHE CI SIANO… IL 41% DELLA FARMACIE HA FINITO LE SCORTE E UNA FFP2 COSTA ANCHE 18 EURO
Non introvabili, ma quasi. Le mascherine sono diventate merce rara a Milano e le poche scorte che
arrivano ai farmacisti finiscono in fretta, a volte nel giro di un giorno.
Abbiamo fatto un test su un campione di 61 farmacie cittadine, tra venerdì sera e ieri, per capire dove si trovano e quanto costano i dispositivi che dovrebbero proteggerci almeno un po’ dal contatto con il virus.
Il primo dato rilevante è che il 41 per cento di farmacie (25 di quelle che abbiamo contattato) hanno finito tutte le scorte e, nel migliore dei casi, rimandano i clienti alla prossima settimana.
Alcune addirittura avvertono da subito che ci sarà da attendere di più, come alla farmacia di via San Galdino dove al telefono risponde un disco che ripete “non abbiamo disponibilità di mascherine, se ha bisogno di altro resti in linea”.
O come in via Vitruvio dove la farmacia è attualmente sprovvista e anche gli arrivi della prossima settimana sono già tutti prenotati.
Se andiamo a controllare invece i rivenditori che hanno qualche scorta, non tutte sono in grado di fornire un buon prodotto. Anzi. In sei casi abbiamo trovato soltanto quelle “a fascetta” che non possono neanche essere definite chirurgiche: si tratta dello stesso tipo di protezioni che erano state inviate in Lombardia dalla Protezione Civile e che l’assessore al Welfare Giulio Gallera aveva definito “carta igienica”.
Sicuramente non adatte per gli operatori sanitari e probabilmente poco utili anche per chi cerca di difendersi dal Covid- 19 facendo una vita normale.
Anche i prezzi la dicono lunga: vengono vendute solitamente in confezioni da 14 e si trovano a cifre tra i 35 e i 75 centesimi l’una (anche se non mancano farmacisti che le vendono a 1 euro e mezzo l’una).
In una farmacia su cinque si trovano invece soltanto mascherine chirurgiche, ovvero quelle leggere con gli elastici che vengono utilizzate in sala operatoria. Sebbene non abbiano un livello protettivo paragonabile alle mascherine più efficaci, secondo uno studio pubblica su Nature Medicine potrebbero avere una qualche utilità nel contenere la capacità di contagio di chi ha il Sars-Cov-2.
Tra queste si trovano le Ptfe, con filtro in teflon, che sono lavabili e riutilizzabili dalle dieci alle venti volte.
I prezzi che abbiamo trovato in sei diverse farmacie variano dai 4 ai 9,9 euro. Ci sono poi le mascherine chirurgiche usa e getta, il cui prezzo varia da 1,5 a 3 euro. In due casi abbiamo trovato farmacisti che le vendevano contingentate, ovvero soltanto un pezzo o due a cliente proprio per non esaurire le scorte.
“Quelle chirurgiche io non le tratto nemmeno – dice invece il farmacista di piazza Bausan – costano troppo e non servono quasi a niente”. Il suo negozio è rifornito di mascherine Ffp2, vendute a 12,5 euro ciascuna. “Ne abbiamo una scorta di circa 500 pezzi, fino a lunedì dovrebbero bastare”.
Questo tipo di mascherine sono di qualità migliore e garantiscono maggiore protezione considerato che hanno una capacità filtrante del 94 per cento. E sono quelle che vanno più a ruba: al momento della nostra indagine soltanto 14 farmacie su 61 ne avevano in vendita, la maggior parte delle quali destinate a finire nel giro di poche ore.
“Ne abbiamo 500, ma si sbrighi perchè vanno via a botte di 10”, spiega la farmacista di viale Monte Santo 12. In questo caso i prezzi salgono: si va da quelle più economiche vendute a 5 euro o a 6,5 come in via Fiordalisi 2 dove si trovano ancora alcune Kn95 ( equivalenti alle Ffp2). Ma si arriva fino a punte di 18,5 euro.
“Lo so, costano una fucilata, ma sono disponibili solo queste”, dice sconsolata la farmacista di corso Lodi che le attende per la prossima settimana. Invece in viale Montenero 59 si trovano a 9,9 euro l’una, vendute in confezioni da due: “Sono arrivate stamattina, ma non so se dureranno fino a lunedì”.
In generale il prezzo medio delle Ffp2 si aggira intorno agli 11 euro al pezzo.
Soltanto in cinque farmacie abbiamo trovato una possibilità di scelta tra le Ffp2 e le chirurgiche, in viale Espinasse 30, in piazza Gasparri 9, in via Cordusio 2, in viale San Gimignano 13 e in via Aldini 108.
Mentre per quanto riguarda le Ffp3, quelle che garantiscono il livello massimo di protezione da agenti patogeni esterni, sono introvabili: soltanto nella farmacia di via Degli Imbriani 28 ci hanno detto che forse potrebbero arrivare nei prossimi giorni, “ma non possiamo garantire che ci saranno”.
Anche il tema dell’approvvigionamento poi non è da sottovalutare: molti dei farmacisti che abbiamo sentito non hanno certezze sul fatto che le mascherine arriveranno nei prossimi giorni e in pochi sembrano avere una data sicura segnata sul calendario. “Promesse ce ne fanno tante, ma poi non arrivano mai”, dicono dal negozio di via Farini 5. Una situazione destinata a peggiorare visto che, come previsto da Regione Lombardia, è obbligatorio indossarle anche per fare la spesa al supermercato.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 5th, 2020 Riccardo Fucile
SI INTERESSI PIUTTOSTO A REPERIRE LE MASCHERINE…LE SCIARPE SERVONO A POCO E SONO PERICOLOSE PERCHE’ TRATTENGONO IL VIRUS
Lo sanno tutti, anche Attilio Fontana, che indossare foulard e sciarpe per coprire naso e bocca ed evitare l’aumento dei contagi non sia un rimedio nè sanitario nè concretamente funzionante.
Lo ha ammesso lo stesso governatore della Regione Lombardia che, ai microfoni di Radio Padania, ha provato a spiegare i motivi di quell’ordinanza, datata 4 aprile 2020, sugli obblighi che i cittadini dovranno seguire per uscire di casa nelle prossime settimane.
«È un’iniziativa che ho scelto di seguire sia dopo aver visto cosa accade in altri Paesi stranieri e dopo aver parlato con i nostri scienziati — ha detto Attilio Fontana nella sua intervista a Radio Padania -. Sicuramente le mascherine risolvono il problema al 100% e i foulard al 30-40%. Ma piuttosto che niente è meglio piuttosto».
No, le mascherine non lo risolvono al 100% come ha detto il governatore della Regione Lombardia (anche perchè dipende dai modelli), ma hanno sicuramente un’efficacia migliore rispetto agli altri indumenti ‘consigliati’.
Anche in questo caso, la percentuale di protezione citata da Fontana — il 30-40% — su sciarpe e foulard non è realistica dato che, fin dall’inizio dell’emergenza, gli esperti hanno sottolineato come indumenti, bandane e fazzoletti potrebbero addirittura provocare l’effetto opposto conservando le impurità .
Insomma, il problema della reperibilità delle mascherine è reale, ma consigliare di utilizzare altri strumenti (poco ortodossi, in termini sanitari) per coprirsi naso e bocca, continua a essere sbagliato.
Seguendo il discorso di Attilio Fontana, allora è il momento di fare fondo a tutto quello che il mercato offre.
Se — seguendo la sua linea di pensiero — sono utili (e obbligatori se non su hanno le mascherine) sia le sciarpe sia i foulard, allora potremmo pensare all’opzione estrema del burqa. Se il principio da seguire è quello (ricordiamo che non è corretto), allora non esiste miglior protezione del capo classico delle culture islamiche.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 5th, 2020 Riccardo Fucile
GESU’ ENTRO’ NEL TEMPIO E ROVESCIO’ I TAVOLI DEL CAPORALE: LA MIA E’ UNA CASA DI PREGHIERA, VOI NE FATE UNA SPELONCA DI FURBASTRI
Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare, a vendere, a
strumentalizzare, specie quelli senza mascherina; rovesciò i tavoli del Caporale, e le sedie delle venditrici di bugie a mille euro l’una, e disse loro: “La Scrittura dice: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di furbastri. Persino il mio rappresentante in Terra parla da casa sua e voi chiedete di riempire le chiese a Pasqua? Ma cos’avete al posto del cuore? Una scheda elettorale? Sto per nominarmi invano”.
Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì. Poi gli si avvicinò Zingaretti e lo riammalò, per permettere al Pd di continuare a salire nei sondaggi.
Ma i sommi sacerdoti, gli scribi sovranisti, il fariseo che sta sempre su Twitter, vedendo le meraviglie che diceva, lo interpellarono: “Signore, ma se non risorgi in Chiesa, chi se ne accorgerà ?”.
Ed egli rispose: “Son risorto nelle guerre, dove i cristiani erano perseguitati, nel cuore di ognuno, per 2000 anni. Perchè stavolta dovrebbe essere diverso?
Poi prese la via di Betsaida per fare un po’ di jogging sulle acque.
(da “Repubblica”)
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Aprile 5th, 2020 Riccardo Fucile
PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI LA REGIONE DENUNCIA CHE SONO AUMENTATE LE PERSONE IN GIRO
Da un lato la Regione Lombardia che continua a varare strette su strette per fermare l’epidemia di Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 in Lombardia.
Dall’altra Matteo Salvini che chiede di riaprire le chiese per Pasqua.
Ci dev’essere un qualcosa nell’aria da quelle parti che non è il Coronavirus, ma il Capitano se lo è preso tutto: “Non vedo l’ora che la scienza e anche il buon Dio, perchè la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria”, ha detto a L’Intervista di Maria Latella su Sky TG24 il leader della Lega. “Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa. Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio perchè senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell’anima oltre alla cura del corpo”.
Eppure Salvini dovrebbe aver presente cosa ha detto ieri il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala: «Siamo tornati al 38 per cento degli spostamenti, non avevamo un dato così alto dal 20 di marzo. Due punti percentuali in più nel corso dell’ultima settimana». Dici 2 per cento e pensi alle briciole. A sfumature statistiche. Invece il dato rappresenta il carico pesante di decine di migliaia di persone in più che si muovono sulle strade infrangendo l’obbligo di restare a casa. E la sensazione è che troppi,forse rilassati da qualche appiattimento della curva, abbiano mollato troppo presto. «Le giornate sono belle, la voglia di uscire è tanta, ma non si può ancora. Non abbiamo raggiunto ancora nessun obiettivo. Dobbiamo concludere la nostra opera e proseguire nel nostro impegno altrimenti lo sforzo fatto sarà vanificato», spiega il presidente Attilio Fontana.
E forse è il caso che informi anche Salvini.
(da “NextQuotidiano”)
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