Aprile 14th, 2020 Riccardo Fucile
IL PARERE DI MEDICI ED ESPERTI LO BOCCIA: SOLO PROPAGANDA
Marco Palombi sul Fatto Quotidiano oggi torna sull’ospedale Fiera di Milano raccontando che sono 12 ad usarlo attualmente ma mancano medici e infermieri, tanto che c’è chi viene mandato a lavorare dal Policlinico di Milano:
Ad oggi, come detto, sono una dozzina i pazienti assistiti in Fiera da una cinquantina di persone che turnano su 24 ore: impossibile far crescere i ricoverati senza aumentare decisamente il personale, che però scarseggia in tutta Italia e in particolare al Nord.
Le mille figure professionali necessarie (tra cui 200 medici e 500 infermieri) secondo la Regione sono ad oggi solo un desiderio: per coprire i turni, dicono fonti interne, ad oggi qualche infermiere viene addirittura spostato dal Policlinico in una sorta di gioco a somma zero. Se l’andazzo fosse questo, Fiera aggiungerebbe pochissimi letti alle terapie intensive lombarde e il resto sarebbe solo una partita di giro tra posti già esistenti.
I letti? Dovevano essere 600, ora l’obiettivo è 205, anche se ormai è chiaro a tutti — anche in Fiera — che a quella cifra non ci si arriverà : al momento sono stati completati 53 posti letto; un secondo lotto da 104 posti è in via di costruzione è sarà pronto se va bene tra una o due settimane; gli ultimi 48 posti letto nel Padiglione 2 — dicono fonti qualificate — semplicemente non verranno mai costruiti. Insomma, 157 posti a fine aprile perla maggior parte dei quali manca personale.
Ha scritto su Facebook il 6 aprile, giorno dell’inaugurazione, il cardiologo Giuseppe Bruschi, dirigente medico di I livello del Niguarda: “L’idea di realizzare una terapia intensiva in Fiera non sta nè in cielo nè in terra… Una terapia intensiva non può vivere separata da tutto il resto dell’ospedale. Una terapia intensiva funziona solo se integrata con tutte le altre Strutture Complesse che costituiscono la fitta ragnatela di un ospedale”. In sostanza, quel tipo di pazienti tendono ad avere anche altri problemi e c’è bisogno “non solo di infermieri e rianimatori, ma degli infettivologi, dei neurologici, dei cardiologi, dei nefrologi e perfino dei chirurghi….”: in ospedale ci sono, in Fiera no.
Ancora Bruschi: “Perchè costruire un corpo a se stante, quando si sarebbe potuto potenziare l’esistente? Sarebbe stato più logico spendere le energie e le donazioni raccolte per ristrutturare o riportare in vita alcuni dei tanti padiglioni `abbandonati’ degli ospedali lombardi (Niguarda, Sacco, Varese…). Si sarebbe investito nel sistema in essere e quanto creato sarebbe rimasto in dotazione alla Sanità Lombarda”.
Un sindacalista dei Cobas a metà marzo aveva sostenuto che l’ex Ospedale Civile di Legnano “ha tutte le potenzialità per accogliere velocemente nuovi pazienti”. L’assessore al Welfare, Giulio Gallera, rispose il 18 marzo con un parere chiesto agli uffici tecnici ilgiorno prima: “Ci vorrebbero sei mesi”. In realtà il parere si riferisce al rifacimento dell’intero monoblocco, cosa ovviamente non necessaria.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Aprile 14th, 2020 Riccardo Fucile
DECESSI RADDOPPIATI IN CITTA’
Su Repubblica di oggi Gad Lerner analizza la situazione tragica dell’emergenza Coronavirus SARS-
COV-2 e COVID-19 a Milano, grande malata d’Italia nella regione che non vede fermarsi la corsa dei suoi contagi nonostante l’ospedale Fiera di Milano e il dinamico duo Fontana & Gallera:
Milano come Londra: metropoli ricche ma appestate. La locomotiva d’Italia non sta riuscendo ancora a venirne fuori, sebbene calino i ricoveri in terapia intensiva, perchè il numero dei contagiati è molto, molto superiore a quel che dicono le cifre ufficiali. Districarsi nelle statistiche aiuta poco.
L’Istat certifica una cifra di decessi in città raddoppiati rispetto all’anno scorso, ma ad aprile ci sono stati giorni in cui se ne sono contati il triplo e il quadruplo. E siccome parliamo di una provincia di 3 milioni e 260 mila abitanti, di cui 1 milione e 350 mila residenti nel comune capoluogo, il rompicapo è che non si possono circondare “zone rosse”.
Un istituto di ricerca, In Twig, ha ipotizzato che i portatori di Covid-19 nella provincia milanese siano 135 mila. Non tutti gravi, per fortuna, spesso asintomatici, ma certamente molto più numerosi di quanto non dicano i bollettini redatti sulla base dei tamponi effettuati in quantità del tutto insufficiente: meno di seimila al giorno. «Il picco è arrivato a Pasqua e non vediamo ancora la discesa», ammette il sindaco Beppe Sala, attaccato al telefono con gli epidemiologi. Da loro si viene a sapere che difficilmente prima di giugno inoltrato si arriverà ad avvicinare allo zero il numero delle morti che portano il Covid-19 come concausa
E allora, per capirci di più, bisogna ascoltare la voce dei medici di base lasciati per settimane senza strumenti di protezione e senza protocolli farmacologici adeguati. Quando li ho incontrati che facevano la fila in un hub di periferia per ritirare finalmente tre mascherine e tre flaconi a testa distribuiti dal Comune, i loro racconti spiegavano molto: malati rimasti a casa che contagiano i familiari.
E in assenza di consegna di pacchi alimentari a domicilio, tante madri di famiglia che vanno a fare la spesa portandosi dietro il virus invisibile.
Basta conoscere i cortili interni dei casermoni di periferia, dove si affolla una popolazione di ragazzi rimasti senza scuola e di adulti disoccupati, per intuire quali siano i veicoli inconsapevoli del contagio.
Se ci aggiungete gli spostamenti di centinaia di migliaia di persone che continuano a spostarsi per lavorare, diventa più facile comprendere su quali gambe incede l’epidemia. Troppo comodo scaricare la responsabilità sui milanesi indisciplinati che vanno ancora in giro, o addirittura sulla presunta indulgenza delle forze dell’ordine, come fa l’assessore regionale Gallera’.
Smettiamola di dare la colpa ai runner o ai proprietari di cani. Non ci crede più nessuno. Il contagio avanza nelle case, si trasmette nelle famiglie numerose e nei luoghi di lavoro.
La metropoli più europea d’Italia rivela una drammatica vulnerabilità proprio nelle sue fasce deboli: gli anziani, le periferie, i senza fissa dimora, i centri di accoglienza. In aggiunta alla gran massa della manodopera. Il sindaco Sala rifiuta la tentazione di fondare sulla paura le prossime settimane di lotta contro il nemico invisibile: «Basta, non è vero che la popolazione si contagia perchè è indisciplinata. In Cina le persone non uscivano di casa perchè venivano assistite a domicilio. E poi, diciamocelo, troppa gente è ancora sprovvista di mascherine. Sto pensando a come far da soli, comprare i macchinari necessari, riconvertire aziende che finalmente le producano qui a Milano». Le sirene delle ambulanze seminano inquietudine, le file davanti ai supermercati si allungano.
La grande malata – finchè zoppica la sua medicina di territorio – non può accontentarsi del calo dei ricoveri in pronto soccorso, se intanto deve convivere col virus annidato nelle case. È lì dentro, nella Milano che non si vede, che devono arrivare il cibo e la cura senza cui non c’è futuro.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: emergenza | Commenta »
Aprile 14th, 2020 Riccardo Fucile
SEQUESTRATI PC E INGENTE MOLE DI DOCUMENTI: SI INDAGA PER OMICIDIO ED EPIDEMIA COLPOSA
Sono scattate da questa mattina una serie di perquisizioni della Guardia di Finanza in diverse strutture Rsa della Lombardia, a partire dal Pio Albergo Trivulzio a Milano, al centro dell’indagine della procura di Milano per omicidio colposo ed epidemia colposa, nella quale è coinvolto il direttore generale della struttura, Giuseppe Calicchio (nominato in quota Lega)
Altre perquisizioni sono in corso da parte della polizia giudiziaria anche negli ufficio della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza per anziani a Settimo Milanese. Gli inquirenti stanno verificando eventuali carenze nei protocolli interni e dei dispositivi di sicurezza per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Sono circa 12 le strutture coinvolte nell’inchiesta, tra le quali ci sono quelle in provincia di Bergamo, dove risultano altre perquisizioni secondo quanto riferito dal responsabile della Fp-Cgil provinciale, Roberto Rossi: «Già da qualche tempo, alcune strutture hanno ricevuto la visita dei carabinieri del Nas dopo alcune segnalazioni». Stando ai dati raccolti dal sindacato, nelle 65 Rsa bergamasche ci sono stati almeno 1.500 morti dall’inizio dell’emergenza «pari al 25% degli ospiti»
Oltre ad acquisire le cartelle cliniche degli ospiti morti nelle case di riposo, i finanzieri analizzeranno anche i documenti relativi alle direttive interne disposte dai vertici delle varie strutture, oltre che quelli su eventuali scambi di informazioni tra le Rsa e la Regione Lombardia, che sulle strutture ha il compito di vigilanza.
In breve tempo i finanzieri hanno acquisito una «ingene mole di documenti», oltre ad aver sequestrato computer e altri dispositivi dove possono essere state memorizzate email e fascicoli relativi alle cartelle cliniche degli ospiti. Il dg Caliccio ha intanto ricevuto ora l’avviso di garanzia relativo all’indagine a suo carico.
Negli ultimi giorni alcuni operatori sanitari avevano infatti denunciato la mancata messa a disposizione di dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, che sarebbero stati addirittura invitati a non indossare «per non creare allarmismi». In una lettera, una novantina di medici della struttura ha asserito che le mascherine sarebbero state invece messe a disposizione «a partire già dal 23 febbraio».
Ritardi diffusi su numerose strutture per anziani lombarde, come denunciato anche dalla Federazione dei medici regionale che nei giorni scorsi hanno lanciato un duro attacco contro l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.
Accuse ribadite anche dai dati emersi da una indagine dell’Istituto superiore della Sanità , secondo la quale almeno un terzo dei decessi nell’ultimo mese all’interno delle Rsa sia stato legato ai contagi di Coronavirus.
La squadra di polizia giudiziaria, guidata da Maurizio Ghezzi, è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese, mentre la finanza sta lavorando nelle sedi del Pat. Le attività andranno avanti per tutto il giorno.
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »