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“AIUTEREMO ISRAELE A DIFENDERSI MA LE ASPIRAZIONI DEI PALESTINESI SONO LEGITTIME”:

Ottobre 10th, 2023 Riccardo Fucile

BIDEN, MACRON, SCHOLZ, MELONI E SUNAK ESPRIMONO SOSTEGNO AL GOVERNO ISRAELIANO, CONDANNANDO “GLI ATTI DI TERRORISMO” DI HAMAS, MA NON MANCANO DI PRECISARE CHE HAMAS “NON RAPPRESENTA IL POPOLO PALESTINESE” E CHE I DISGRAZIATI CHE VIVONO A GAZA HANNO DIRITTO A GIUSTIZIA E LIBERTA’

Il presidente Biden, il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Scholz, il primo ministro italiano Meloni, il primo ministro britannico Sunak del Regno Unito esprimono “fermo e unito sostegno allo Stato di Israele e la condanna inequivocabile di Hamas e dei suoi spaventosi atti di terrorismo”. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota dopo un colloquio telefonico tra i leader.
“I nostri paesi sosterranno Israele nei suoi sforzi per difendere se stesso e il suo popolo da tali atrocità. Sottolineiamo inoltre che questo non è il momento in cui nessun partito ostile a Israele possa sfruttare questi attacchi per cercare un vantaggio”.
“Tutti noi riconosciamo le legittime aspirazioni del popolo palestinese e sosteniamo misure di giustizia e libertà sia per israeliani che per palestinesi. Ma attenzione: Hamas non rappresenta quelle aspirazioni e non offre altro al popolo palestinese se non terrore e spargimenti di sangue”.
(da agenzie)

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GIOCHI EROTICI, ESCORT E DROGA: LA GENOVA BENE TREMA PER L’INCHIESTA CHE HA PORTATO ALL’ARRESTO DELL’IMPRENDITORE CHRISTIAN ROSOLANI E DELL’ARCHITETTO ALESSANDRO CRISTILLI

Ottobre 10th, 2023 Riccardo Fucile

NELL’ELENCO DEI PARTECIPANTI SPUNTA ANCHE IL NOME DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, IL LEGHISTA ALESSANDRO PIANA (CHE NEGA: “NON SO DI CHE SI TRATTI”)

C’erano le prostitute e girava la droga nei vassoi. E c’erano, secondo gli inquirenti, partecipanti illustri. Dalle carte relative agli arresti nei giorni scorsi dell’imprenditore Christian Rosolani e dell’architetto Alessandro Cristilli, ecco spuntare anche il nome del vicepresidente della Regione Liguria, il leghista Alessandro Piana. Non è indagato, ma secondo l’accusa sarebbe uno dei due beneficiari della serata a luci rosse organizzata il primo marzo 2022.
In una serata, scrivono gli inquirenti, “nel corso della quale erano in corso dei giochi erotici, nei quali le ragazze dovevano perdere e subire delle penitenze a sfondo sessuale”. Lo stesso Piana, contattato da Repubblica, a una richiesta di chiarimento ha risposto su WhatsApp di “non sapere di che si tratti”.
L’imprenditore e albergatore Christian Rosolani e l’architetto Alessandro Cristilli negli scorsi giorni sono finiti agli arresti, in carcere, per un giro di festini a base di sesso e cocaina.
Secondo quanto avrebbero accertato gli agenti della Squadra Mobile di Genova, i due avrebbero organizzato le serate esclusive nella casa di Rosolani, in viale Quartara, a Quarto, e in quella di Cristilli (con un passato da pallanuotista), in via Monte Fasce, ad Apparizione.
Agli incontri avrebbero partecipato professionisti e manager della Genova bene, oltre appunto a Piana.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal giudice Riccardo Ghio e nel provvedimento i due sono accusati di aver ceduto dosi di droga e Cristilli in particolare di aver violato la normativa sulla prostituzione. Un terzo indagato, Emanuele Merlini, è stato raggiunto dalla misura cautelare del divieto di dimora in città.
Le altre due persone iscritte sono una delle due escort presenti alla serata, Jessica Nikolic, già al centro di altre indagini dove era stata accusata anche di estorsione, e la madre di quest’ultima, Giovanna De Fazio.
Nell’indagine compaiono anche le lamentele presentate dai vicini di casa, per gli incontri che sarebbero iniziati lo scorso febbraio e che con il passare del tempo diventavano sempre più rumorosi
(da La Repubblica)

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STIAMO TOCCANDO IL FONDO, L’FMI TAGLIA LE STIME DEL PIL ITALIANO: L’ECONOMIA NEI PROSSIMI DUE ANNI CRESCERÀ SOLO DELLO 0,7%

Ottobre 10th, 2023 Riccardo Fucile

IL DEBITO PUBBLICO RAGGIUNGERÀ IL 143,7% NEL 2023 (CON IL 5% DI DEFICIT), PER POI RIDURSI NEL 2024 AL 143,2% – L’ANALISI DEL WORLD ECONOMIC OUTLOOK: “LA DOMANDA DOMESTICA È DEBOLE. L’ITALIA SCONTA L’INDEBOLIMENTO DEL SETTORE INDUSTRIALE E UN CALO NEGLI INVESTIMENTI DELL’EDILIZIA”

Il Fondo Monetario internazionale taglia le stime del Pil dell’Italia per il 2023 e il 2024 nell’ambito della generale frenata dell’economia globale e in particolare di quella europea.
Per l’anno in corso il fondo, nel suo World Economic Outlook presentato a Marrakech, vede una crescita dello 0,7%, con un taglio di 0,4 rispetto alle previsioni di luglio, quando le previsioni erano state invece corrette al rialzo Anche per il 2024 il nostro Paese crescerà dello 0,7%, con una limatura di 0,2 rispetto alle precedenti stime.
Per quanto riguarda il debito pubblico, l’Fmi prevede che raggiunga quest’anno il 143,7 per scendere al 143,2 al 2024 e al 140,1 al 2028 mentre il deficit sarà pari al 5% per poi calare al 4% il prossimo anno
L’Italia sta scontando un indebolimento “del settore industriale” e un calo “negli investimenti dell’edilizia”. Queste le cause principali per le quali l’Fmi ha rivisto al ribasso la crescita del pil dopo la revisione al rialzo operata a luglio. Lo affermano i responsabili del dipartimento studi dell’Fmi in conferenza stampa secondo cui si registra anche in indebolimento dei servizi. “Anche se abbiamo visto un primo trimestre forte, nel secondo abbiamo registrato una contrazione e una domanda domestica relativamente debole”. Pesa anche il peggioramento delle condizioni di finanziamento per via della stretta monetaria della Bce.
La crescita dell’economia mondiale sta frenando nel 2023 e si ridurrà ulteriormente il prossimo anno, con un rallentamento che investe maggiormente i paesi sviluppati e meno gli emergenti.
Nel suo World Economic Outlook presentato al meeting annuale a Marrakech, il Fondo prevede che il pil globale segni un +3% dal 3,5 del 2022 per limarsi a +2,9% nel 2024 (la precedente stima era di +3%). Tra le cause del rallentamento il rapporto indica la guerra in Ucraina, la crescente frammentazione dell’economia e alcune più cicliche come la stretta monetaria anti inflazione, il ritiro degli aiuti pubblici e gli eventi climatici estremi
Gli analisti dell’Fmi sottolineano come l’economia mondiale, dopo i colpi subiti per la pandemia, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e l’inflazione, ha rallentato ma non è crollata. Aumentano così le probabilità di uno scenario di soft landing (atterraggio morbido) dove la lotta all’inflazione avviata dalle principali banche centrali con la stretta monetaria e che sta causando il raffreddamento dei prezzi (dal 9,2% a livello mondiale al 5,2 quest’anno) non sta causando una recessione
E tuttavia la crescita resta diseguale e con importanti differenze fra le diverse economie. Il rallentamento, pur generale, appare più pronunciato nei paesi sviluppati, con la notevole eccezione degli Stati Uniti che vede a cotnrario rialzare le stime a un +2,1% del pil quest’anno e all’1,5% il prossimo, rispetto agli emergenti e quelli in via di sviluppo. Per questi paesi, in media, la correzione è stata modesta ma appare “fuori portata” il ritorno ai tassi visti prima della pandemia. C’è inoltre il brusco rallentamento della Cina deve affrontare i contraccolpi della crisi immobiliare e dell’indebolimento della fiducia e le cui previsioni sono state tagliate al +5% nel 2023 e al +4,2% il prossimo
(da agenzie)

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UNA SU QUATTRO CE LA FA

Ottobre 10th, 2023 Riccardo Fucile

IL CASO DELLE QUATTRO DONNE CHE ALL’OSPEDALE DI LECCO HANNO DOVUTO DECIDERE CHI DOVESSE ESSERE L’UNICA A FARSI OPERARE PERCHE’ C’ERA SOLO UN POSTO LETTO PER IL DECORSO POST-OPERATORIO

Se la sanità italiana danzava già sull’orlo del baratro, con storie come questa potrebbe persino avere fatto un passo avanti.
A Lecco quattro donne si presentano in ospedale, reparto di ginecologia, per sottoporsi a un intervento chirurgico programmato da tempo, ma viene loro spiegato che di letti per il decorso post-operatorio ne è rimasto libero uno solo: le altre tre signore dovranno tornarsene a casa e ritentare la sorte nei giorni successivi.
Da qui in avanti le versioni divergono: c’è chi insinua che il primario, indossate le vesti del professor Ponzio Pilato, abbia lasciato l’ardua scelta alle pazienti, ma per quanto gli ospedali si ritrovino allo sbando, mi rifiuto di credere che lo siano fino a tal punto: arriveremo alle riffe, alle tombole, al «gratta e opera»?
La seconda versione non è meno angosciosa, ma un po’ più credibile: la scelta del primario sarebbe caduta su una cinquantenne colpita da tumore a rischio di metastasi, ma sarebbe stata contestata da un’altra signora, ottantenne, che avrebbe rivendicato con forza una sorta di precedenza. Mossa a compassione, o forse temendo per la propria incolumità, la cinquantenne le avrebbe lasciato il posto, suscitando la reazione sconfortata del medico: «Allora a questo punto decidete voi!».
Comunque sia andata, giuro che mi ricorderò di questa storia la prossima volta che qualcuno ci chiuderà di nuovo in casa come nel 2020, tenendoci buoni con la promessa che non ci saranno «mai più!» tagli alla sanità.
(da Il Corriere della Sera)

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CERCASI LAUREATO ALLA LUISS: IL PRESIDENTE-RAGIONIERE DI CONFINDUSTRIA, CARLO BONOMI, CHE NON ESSENDO LAUREATO NON PUÒ DIVENTARE PRESIDENTE DEL CDA DELLA LUISS, NOMINA LUIGI GUBITOSI ALLA PRESIDENZA

Ottobre 10th, 2023 Riccardo Fucile

IL NUMERO 1 DI VIALE DELL’ASTRONOMIA NON ESCLUDE DI POTERCI RIENTRARE (IERI SONO STATI NOMINATI 9 SU 11 ESPONENTI)

Carlo Bonomi fa apparentemente un passo indietro per provarne a fare due in avanti. E così piazza alla presidenza della Luiss una figura manageriale ampiamente riconosciuta come Luigi Gubitosi, ma soprattutto infarcisce il Cda di nomi molto noti, espressione di quella tipica rete di relazioni di potere, a partire da Giuliano Amato.
Il presidente di Confindustria per ora resta fuori dal Cda della università romana ma non esclude di poterci rientrare – ieri sono stati nominati 9 su 11 esponenti – e soprattutto non esclude di aprire il contenzioso con il governo circa la normativa che esclude che dei non laureati, come nel suo caso, possano presiedere una università privata.
Alla presidenza va dunque Luigi Gubitosi, già presidente Rai, poi amministratore di Telecom, da cui si è dimesso dopo i vari cambi di strategia e oggi vicepresidente di Confindustria per il digitale. Un nome interno, quindi, e una strada per allentare la tensione che era scaturita dalla prima intenzione di Bonomi, candidare sé stesso alla presidenza anche se non in possesso di laurea.
Nel Cda entrano poi Giuliano Amato, nome illustre che non ha bisogno di presentazioni (e che in Luiss fa già parte del direttivo della School of Law presieduta da Paola Severino), Monica Maggioni, ex presidente Rai e oggi giornalista della televisione pubblica; Luigi Carbone, già capo di gabinetto del ministro dell’Economia Giovanni Tria nel primo governo Conte e subentrato all’allora dimissionario Roberto Garofoli, accusato di essere una “manina” che modificava gli stanziamenti deliberati dal ministero.
Nella compagine entrano anche Andrea Zoppini, notissimo avvocato, già sottosegretario alla Giustizia nel governo Monti da cui si dimise in seguito a un avviso di garanzia e noto anche per la consulenza pagata molto profumatamente alle Ferrovie Sud-est l’azienda dei trasporti pugliesi di proprietà delle Ferrovie di stato.
A completare il pacchetto ci sono anche Antonino Mattarella, nipote del presidente della Repubblica, e Paolo Magri, vicepresidente dell’Ispi e docente di Relazioni internazionali. A rappresentare l’ente di promozione ALuiss, come da statuto, entrano invece il presidente e la vicepresidente di quest’ultima, Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria delegato alle Rappresentanze regionali e Barbara Beltrame anche lei vicepresidente di Confindustria per l’internazionalizzazione.
(da Il Fatto Quotidiano)

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IL SACERDOTE NON DICE PIU’ MESSA: LA RIVOLUZIONE NELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA PARTE DA GENOVA

Ottobre 10th, 2023 Riccardo Fucile

PER LA PRIMA VOLTA DALL’ANNO 400 DOPO CRISTO CI SARANNO CELEBRAZIONI IN CHIESA SENZA IL PRETE SULL’ ALTARE. AL SUO POSTO “CATECHISTI”, FORMATI IN CORSI SPECIALI, E ANCHE DONNE… LA DECISIONE LEGATA ANCHE ALLA CRISI DELLE VOCAZIONI SACERDOTALI

Nei giorni di un Sinodo epocale, che potrebbe cambiare la storia della Chiesa cattolica e nella Diocesi che con il cardinale Siri era la più conservatrice in Italia, parte una grande rivoluzione non del tutto inedita ma sicuramente choccante per il pubblico dei fedeli cattolici. Riguarda la Messa.
Per la prima volta dall’anno 400 dopo Cristo ci saranno celebrazioni in chiesa senza il prete sull’ altare. Al suo posto “catechisti”, formati in corsi speciali, e può darsi anche donne, a svolgere lo stesso ruolo, compresa l’omelia e esclusa ovviamente la consacrazione dell’ostia, che può essere compiuta solo da sacerdoti o religiosi, “unti” come ministri di Dio.
La notizia bomba è stata pubblicata con un lungo articolo sul settimanale cattolico “IL Cittadino”, già quotidiano completo fino agli anni Settanta, firmato da Gianfranco Calabrese, vicario episcopale di Marco Tasca, arcivescovo di Genova, che evidentemente ha scritto sotto la dettatura del suo capo.
Davanti alla crisi abissale delle vocazioni sacerdotali, al vuoto nelle chiese di sacerdoti, frati e altri religiosi, in poco meno di venti anni più che dimezzati nelle 278 parrocchie genovesi, la Curia ha varato questa decisione pilota, che coincide in parte con il grande dibattito che la Chiesa cattolica romana sta compiendo con la riunione a Roma del Grande Sinodo, la riunione di 449 vescovi, 70 fedeli non vescovi, anche 54 donne, in una sessione lunga 4 settimane nell’ aula Nervi del Vaticano, presieduta da papa Francesco.
(da blitzquotidiano.it)

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