Dicembre 9th, 2023 Riccardo Fucile
PER UNA VOLTA CHE VALDITARA NE AZZECCA UNA, ARRIVA IL FUOCO AMICO DEGLI IRRIDUCIBILI REAZIONARI CHE VOMITANO SOLO ODIO
“Sono rimasto basito dalla decisione del ministro dell’Istruzione in quota Lega, Giuseppe Valditara, di nominare come coordinatrice del progetto nelle scuole “educare alle relazioni”, proprio l’attivista politica pro-ideologia Lgbtq+ Paola Concia”. Matteo Montevecchi, consigliere del Carroccio in Emilia-Romagna, ne chiede le “dimissioni immediate” e con queste parole innesca il caso politico. Che si conclude in serata con una presa di posizione di Fratelli d’Italia: “Non siamo d’accordo con la nomina”. E della Lega: “No a nomi divisivi”. Mentre l’ex parlamentare dem commenta sconsolata: “Bisogna avere pazienza, domani avranno altro su cui vomitare odio”.
L’affondo di Montevecchi
Dopo non aver mosso un dito riguardo “le dannose carriere alias adottate da diverse scuole”, è l’accusa del consigliere, ora “cavalcando la narrativa dominante Valditara si propone di sradicare i presunti residui della cultura maschilista, macista della società italiana” e per farlo “arriva a selezionare un profilo iper progressista”.
Insomma conclude Montevecchi, “dire che il ministro dovrebbe revocare la nomina è scontato e giunti a questo punto in assenza di un suo dietrofront mi aspetto le sue dimissioni immediate, in quanto ha dimostrato un gigantesco complesso di inferiorità culturale”.
La petizione di Pro Vita
L’associazione “Pro Vita & Famiglia” intanto lancia una petizione on line perché Valditara faccia marcia indietro e revochi questa nomina: “Il problema – si legge nell’appello – non è la persona ma la visione politica della Concia sui temi della famiglia, della filiazione e della libertà educativa dei genitori radicalmente incompatibile coi valori della stragrande maggioranza degli elettori che hanno votato i partiti che sostengono il Governo Meloni”.
La stroncatura di Fratelli d’Italia
In serata parla, all’Ansa, Maddalena Morgante, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile nazionale del dipartimento Famiglia del partito: “Anna Paola Concia è una bravissima persona, ma non vedo perché debba essere lei a occuparsi di questo progetto. Su questo non sono d’accordo con l’amico leghista Valditara”.
La Lega: “No a nomi divisivi”
Subito dopo arriva lo stop della Lega, il partito che ha espresso la nomina di Valditara. Scende in campo Simona Baldassarre, Responsabile del Dipartimento Famiglia, che dice: “Non c’è bisogno di nomi o soluzioni divisive per educare alle relazioni, soprattutto se rischiano di alimentare polemiche. Per educare gli alunni ci sono un ministero efficiente e ben guidato, straordinari insegnanti e soprattutto le famiglie”. La posizione del ministro si fa sempre più difficile.
(da agenzie)
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Dicembre 9th, 2023 Riccardo Fucile
LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA
Incendio e morte nell’ospedale di Tivoli nella notte dell’Immacolata. Un rogo di
vaste proporzioni ha avvolto il San Giovanni Evangelista alle 22,30 circa di venerdì 8 dicembre. Fiamme che hanno sprigionato un fumo denso che ha invaso la struttura. Sono quattro le vittime. Due donne e due uomini. Emilio Timperi di 76 anni, Giuseppina Virginia Facca di 84, Romeo Sanna e Pierina Di Giacomo di 86.
La prima vittima era nel reparto di Cardiologia, è stata accertata durante lo sgombero da parte dei vigili del fuoco. Altre due erano ricoverate nel reparto di Medicina. La quarta potrebbe essere morta poco prima dell’incendio o durante ma comunque non per cause riconducibili all’incendio.
Paura tra i pazienti, circa 200, che sono stati portati via dalla struttura. Tra questi ci sono 7 bambini e una donna incinta messa in salvo con un’autoscala, e i pazienti Covid che si trovavano nel reparto al piano meno uno.
La Procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta
La procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta: è stata disposta l’autopsia sui corpi delle vittime. Le indagini sono affidate alla polizia e ai vigili del fuoco. I carabinieri hanno messo in salvo le sacche di sangue per le trasfusioni e hanno partecipato allo sgombero totale dell’ospedale.
I pazienti rimasti in trappola: “Abbiamo sentito puzza di plastiaca poi è andata via la corrente”
Nonostante il personale dell’azienda sanitaria abbia messo in atto il piano di evacuazione in breve tempo, alcuni pazienti sarebbero rimasti intrappolati nel reparto al secondo piano di Medicina trasfusionale e in terapia intensiva neonatale, al quinto piano, dove sono ricoverati tre bambini monitorati da personale del 118 perché non si possono trasferire. Molti neonati sono stati portati nelle ambulanze e altri pazienti nella vicina palazzina del Cup. Centocinquanta posti letto, intanto, sono stati allestiti temporaneamente in una palestra. La parte più colpita dell’ospedale è l’ala che si affaccia su via Roma.
“Ero al reparto di medicina d’urgenza e formalmente sono ancora ricoverato – spiega un paziente -. Sto in pigiama da ieri notte. Ho sentito puzza di plastica, poi sono uscito di fuori e l’odore era ancora più forte.
A un certo punto è andata via la corrente. Siamo rimasti al buio. Fortunatamente eravamo in due di dodici persone che deambulavano. Abbiamo cercato di dare una mano poi ci hanno fatto uscire perché era troppo pericoloso. Gli altri dieci sono portati via dai soccorritori”.
L’incendio dal reparto per rifiuti speciali
I vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile la struttura dell’ospedale dopo avere sgomberato all’alba gli ultimi pazienti. In tutto le persone messe in salvo sono 160. Da un primo sopralluogo a fiamme spente, i vigili del fuoco hanno ricostruito che il rogo sarebbe partito da alcuni rifiuti speciali che si trovavano in una paizzola dell’ospedale. Da quel punto le fiamme si sono propagate all’interno della struttura, prima al piano meno tre dove c’è anche il pronto soccorso e poi agli altri reparti.
Dal piano -2 dell’ospedale le fiamme hanno raggiunto il pronto soccorso e la Terapia intensiva. Altri reparti non sarebbero stati invece toccati, ma il fumo molto denso ha invaso tutto l’ospedale e per questo si è resa necessaria l’evacuazione dell’intera struttura.
Le indagini dei carabinieri chiariranno l’esatta dinamica. Aperto con urgenza il coc, il tavolo per le emergenze, tra protezione civile, forze dell’ordine, sindaco e prefettura.
(da La Repubblica)
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