Dicembre 21st, 2023 Riccardo Fucile
ECCO I CONTI ESATTI: UTILE DI 650.000 EURO SUI PANDORI GRIFFATI, MA ANCHE RISPARMIO SULLA PUBBLICITA’ (A CARICO DELLA FERRAGNI) DI CIRCA 5 MILIONI DI EURO
Nel provvedimento dell’Antitrust che condanna la società di Chiara Ferragni e la Balocco per pratica commerciale scorretta a proposito del Pandoro rosa venduto nelle festività 2022, tutte le cifre dei contratti sono oscurate per ragioni di privacy, e le sole in chiaro sono le sanzioni comminate: 420 mila euro alla Balocco, 400 mila euro alla Fenice della Ferragni e 675 mila euro alla Tbs Crew che è sempre di proprietà della bionda influencer.
Un Pandoro indigesto
Nel testo però si cita senza fornire le cifre la versione della Balocco, che sostiene che l’idea di rivolgersi alla Ferragni come testimonial della operazione non sia stata delle migliori, vista che l’operazione si sarebbe conclusa in perdita ben prima della contestazione e delle sanzioni dell’Antitrust. Insomma la Balocco ci avrebbe perso anche se non sappiamo quanto, ma l’antitrust crede a questa versione e spiega infatti che la sanzione per la casa produttrice del pandoro contestato è più lieve anche per questo motivo. Eppure i pochi numeri contenuti nel procedimento direbbero il contrario.
Ma costava 5,69 euro extra
Secondo quanto è contenuto nel provvedimento i pandori Balocco tradizionali sono stati venduti nel Natale dello scorso anno in media a 3,68 euro l’uno. Quelli griffati Ferragni invece sono stati venduti a 9,37 euro l’uno.
Non c’era spiegazione per questa differenza, perché ad analisi della nostra autorità anti-concorrenza i costi di produzione erano gli stessi e identici gli ingredienti, salvo lo zucchero rosa invece del tradizionale bianco. Eppure il differenziale di prezzo è stato di 5,69 euro a pandoro.
Avanzano ancora 230 mila euro
I prodotti griffati Ferragni sono stati 362.577 e di questi ne sono stati effettivamente venduti 290.061, per un incasso lordo di 2.717.871 euro. Rispetto ai pandori tradizionali il maggiore incasso di quelli griffati influencer è stato quindi di 1.650.447 euro. Secondo le indiscrezioni pubblicate il cachet della Ferragni sarebbe stato di circa un milione di euro.
Quindi restano 650.447 euro di maggiori incassi della Balocco, che certo non sono una perdita. L’operazione resterebbe in attivo di 230.447 euro anche dopo la sanzione comminata una volta che questa venga pagata. Non sembra- al di là degli evidenti danni di immagine di questi giorni- una intesa commerciale fallimentare.
Risparmiati pure gli spot tv
Per altro la Balocco per la prima volta proprio nelle festività dello scorso anno ha deciso di non fare spot per promuovere i suoi pandori o altri prodotti.
La società scrive infatti nella nota integrativa al bilancio chiuso il 31 dicembre 2022 di avere “deciso di sospendere gli investimenti pubblicitari sul mezzo TV per l’intero anno, pur mantenendo le altre iniziative pubblicitarie e promozionali”. Il risparmio è stato di 4.972.272 euro alla voce “costi pubblicitari”, che così nel 2022 sono scesi a 2.733.963 euro. La promozione del pandoro rosa griffato Ferragni è avvenuta soprattutto attraverso i social della influencer, ed era compresa nel prezzo pagato per la prestazione.
(da Open)
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Dicembre 21st, 2023 Riccardo Fucile
POI ATTACCA LA LUCARELLI: “CHIEDETE A QUELLA CE SI DEFINISCE GIORNALISTA QUANTA BENEFICENZA HA FATTO LEI, NEMMENO UN EURO”
«Vorrei sapere esattamente di cosa si debba scusare Chiara».
Mentre impazza la polemica contro Chiara Ferragni e l’azienda Balocco, spunta una mano tesa ad aiutare l’influencer.
È quella di Donatella Versace, stilista, imprenditrice e sorella di Gianni, il fondatore del noto marchio di alta moda. «Lei e Fedez hanno fatto sempre beneficenza. Era l’azienda che doveva versare il contributo. Loro sono un esempio per l’Italia e per i giovani», scrive Versace in un commento a un vecchio post Instagram di Ferragni.
Nel prendere le sue difese, la stilista si è scagliata anche contro la giornalista del Fatto Quotidiano Selvaggia Lucarelli, la prima a rendere nota la vicenda del pandoro Balocco. «Elencate tutte le beneficenze che hanno fatto negli anni e chiedete a quella che si definisce “giornalista” quanta beneficenza ha fatto lei. Ve lo dico io: nemmeno 1 euro. Tacete che è meglio per tutti, almeno continueremo a fare beneficenza senza dover sentire commenti di quelli che fanno gli haters per professione», si sfoga Versace su Instagram.
(da agenzie)
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Dicembre 21st, 2023 Riccardo Fucile
IN CINQUE ANNI SPENDEREMO 25 MILIONI PER UN CARCERE DA 20 POSTI (CHE POI RIMARRÀ AL GOVERNO ALBANESE)
Ogni giorno in Italia c’è una notizia sul disumano sovraffollamento nelle carceri. L’ultima proviene da San Vittore: 1.600 detenuti per una capienza di 800. In assoluto le stime variano da 5 a 7 metri quadri a cella bagno compreso. E invece in Albania – e qui il discorso si fa molto patriottico – il governo dei patrioti si è impegnato a costruire una «sezione detentiva» per 20 posti che in 5 anni costa 25 milioni di euro.
È un’altra bizzarria, l’ennesima, che deriva dal patto fra la presidente Giorgia Meloni e il collega Edi Rama per delocalizzare in Albania la gestione di una manciata di migranti raccolti in mare: 700 in partenza, 3.000 a regime, no bambini, no donne, no anziani, no fragili.
Siccome il protocollo d’intesa firmato dai capi di governo introduce di fatto in Albania regole italiane ed europee, il piccolo penitenziario per i migranti deve rispettare regole italiane ed europee (e pazienza se in patria non sono applicate a dovere).
Al ministero del Tesoro hanno calcolato la spesa nei dettagli: «Si considerano tutte le strutture e gli spazi necessari all’insediamento di una struttura penitenziaria capace di ospitare 20 detenuti. Il layout funzionale – si legge nei documenti che l’Espresso ha consultato in anteprima, venerdì in edicola troverete il servizio completo – tiene conto di quanto previsto dal vigente ordinamento penitenziario e dai contributi pervenuti dagli altri uffici del Dipartimento.
Secondo tale schema la struttura penitenziaria occupa una superficie complessiva di circa 6.300 mq, di cui mq 2.214 coperta e mq. 4.086 scoperta. La volumetria complessiva è di circa 13.000 mc. Su tali dati è stato effettuato un calcolo della spesa sulla base di costi parametrici desunti da alcuni progetti recenti elaborati nel quadro del Pnc al Pnrr. Tale calcolo porta ad una previsione finanziaria, per il solo importo dei lavori, di circa 8 milioni di euro per l’anno 2024 (conto capitale).
L’edificio detentivo è costituito da n. 16 posti ordinari (di cui n. 2 destinati a persone con disabilità) e n. 4 posti detentivi destinati ad un regime di sicurezza. Le strutture saranno realizzate in modo da rispettare le prescrizioni tecniche previste dagli standard nazionali ed internazionali relativi agli istituti di detenzione».
Dunque 8 milioni di euro per allestire il carcere, che poi rimarrà al governo albanese, e ulteriori «3,784 milioni per 5 anni (il primo è un semestre) per il funzionamento» secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria citata nel documento della Ragioneria Generale dello Stato. Il totale fa 25 milioni di euro, 250.000 euro annui a posto. È il governo dei patrioti all’estero.
(da L’Espresso)
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