Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
LA LEGITTIMA PROTESTA DEI SERVIZI DI PULIZIA
Il prossimo 4 febbraio i lavoratori della Camera scenderanno in piazza davanti a
Montecitorio. Per protestare contro i trattamenti economici della società in house. « I trattamenti economici applicati da CD Servizi Spa al personale sono rimasti pressoché invariati se non addirittura peggiorati per alcuni punti, rispetto a quanto percepito in precedenza. E la società si è rifiutata, addirittura, di riconoscere al personale part-time la giusta retribuzione per le ore di formazione obbligatorie effettuate nel mese di settembre», fanno sapere Cobas Lavoro Privato e Uclas al Fatto Quotidiano. Si tratta dei lavoratori dei servizi di pulizia.
Il confronto
«Abbiamo richiesto numerose volte un confronto alla società, al fine di individuare soluzioni condivise per modificare le condizioni contrattuali di ‘peggior favore’ applicate dalla società. E avviare un percorso per la stipula della contrattazione integrativa. Ma le nostre richieste sono rimaste senza riscontro con l’evidente obiettivo di scegliere gli interlocutori sindacali più graditi a chi amministra la società», dicono ancora i sindacati. È partita anche una diffida ai vertici di CD Servizi. E al collegio dei questori guidato da Paolo Francassini: «A tutt’oggi la Vostra società non risulta aver provveduto al pagamento delle prestazioni supplementari effettuate dai lavoratori nel mese di settembre necessarie a seguire un corso di formazione obbligatoria da voi organizzato fuori dell’orario di lavoro e ci viene riferito che state illecitamente facendo pressioni al personale affinché fruisca di permessi in sostituzione del pagamento di dette spettanze», è l’accusa.
Tre anni di lavoro
E ancora: «Riteniamo spregevole da parte dei vertici aziendali dell’intestata società questo comportamento finalizzato a risparmiare sulla pelle dei propri dipendenti i pochi soldi dovuti per il pagamento di una manciata di ore di lavoro supplementare. Dipendenti che, come a voi ben noto, risultano essere tutti detentori di redditi molto bassi derivanti dall’applicazione, in anni di lavoro in appalto, di contratti a tempo parziale e di condizioni economiche indecenti».
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
SENZA IL CONTRATTO DA 300.000 EURO CON IL PARTITO DI CONTE, IL COMICO CERCA SOLDI PER TENTARE DI RILANCIARSI
Se è vero – come dice chi lo conosce bene – che più Giuseppe Conte più si rafforza all’interno più si indebolisce all’esterno, sono in molti a notare il silenzio del suo ex nemico, l’ultimo e più importante di una lunga teoria di avversari interni mandati ko: Beppe Grillo, già l’elevato e ora (politicamente) sotterrato.
Il fondatore affondato oscilla come un pendolo: scatenare la guerra sul simbolo del M5s significa rinunciare alla malleva, lo scudo legale davanti alle cause. Tema sensibile per il comico genovese che nel dubbio si è messo alla caccia di sponsor. Ma anche di finanziatori e filantropi. Manda mail per vendere spazi sul suo blog, partecipa alle fiere sull’Ambiente, come quella di Ecomondo a Rimini, per tessere relazioni.
Senza più il contratto con il M5s per la comunicazione (300 mila euro annui), Grillo cerca aria – e grana – per avere agibilità politica, accarezzando un eterno ritorno sempre più complicato. Il suo commiato al M5s è datato 9 dicembre, al termine della seconda votazione degli iscritti che confermò l’esito della prima: bye bye garante. Eccolo Grillo, l’uomo degli anni 10 della politica italiana, che in un fotomontaggio recita il finale del film “Truman show”. “Caso mai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buona sera e buona notte”, la didascalia apparsa sotto la foto pubblicata dal blog. Strumento una volta fondamentale per i destini del paese e ora ridotto a una specie di “Focus”, nel senso della rivista scientifica, con approfondimenti molto laterali. Apertura della home page di ieri: “Agricoltura senza veleni, la rivoluzione delle papere”. Oppure: “L’app svedese che ti paga per segnalare chi parcheggia male”. E ancora, per il ciclo i grandi amori non conoscono crisi: “Cina e cambiamento climatico: il gigante verde che il mondo non può ignorare”. Niente di performante. Motivo per il quale, l’ormai ex Sacro blog non tira più se non fra gli appassionati di teorie economiche e ambientali alternative quanto suggestive.
Ma era davvero già tutto previsto? Possibile che Grillo, il bucaniere feroce, si sia messo l’anima in pace? Chi è molto vicino a Giuseppe Conte, e ne ha curato anche l’ultima battaglia legale, apprezza “l’uscita di scena dignitosa di Beppe: finora ha mantenuto un basso profilo, senza polemiche né attacchi”. Sempre dalle parti dell’ex premier aggiungono, con malizia, che il contratto ancora in essere sulla malleva lo vincola in maniera concreta. “Se non lo dovesse rispettare e farlo saltare in maniera unilaterale, potremmo chiedergli anche tutti gli arretrati delle spese legali e dei risarcimenti, così come delle mediazioni concluse”. I processi civili e penali a carico del fondatore del M5s sono davvero pochi: si contano sul palmo di due mani. Quelli con gli iscritti, espulsi durante il cambio di statuti e associazioni, per esempio sono tre: a Roma, Napoli e Palermo. Questioni bagatellari, ammettono dalla controparte. Mai come questa volta il rischio dell’oblio sembra essere tangibile perché Grillo è ancora tormentato dalla sorte dell’eterno processo al figlio Ciro (la controparte legale è Giulia Bongiorno, che difende la vittima della presunta violenza sessuale).
Come raccontato sogna un rilancio e un ritorno, almeno sul palco dei teatri. Un azzardo visto i riscontri al botteghino dell’ultimo tour. I suoi amici assicurano che questa estate partirà con un nuovo spettacolo intimo e grottesco. Un modo appunto per rigenerarsi, consapevole che la tv, il vero Eldorado della visibilità, fa parte della categoria dei sogni. Oscilla, l’ex garante dei grillini, che nessuno ormai chiama più così in quanto distanti anni luce dal fondatore. Feroci e ingrati, forse, nei confronti del padre ghigliottinato. Anche i suoi consiglieri si susseguono senza sosta riducendosi sempre di più. Nel momento di scontro più alto con Giuseppe Conte, Grillo ha ascoltato tante persone dentro e fuori il M5s. Tanti ex come – ha raccontato ad amici – anche Vincenzo Spadafora, già ministro e sottosegretario dei governi gialloverdi e giallorossi. Pareri, strategie, avvocati di Genova, ma anche di Milano e di Roma. Un discreto viavai che alla fine non ha prodotto risultati, ma solo una confusione finita con l’uscita di scena. Adesso servono finanziamenti, sponsor e contatti per provare l’ultima impresa, quella più difficile. C’è ancora qualcuno pronto a scommettere sul profeta del vaffa colpito dal vaffa di Conte?
(da ilfoglio.it)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
L’ECONOMIA STA ANDANDO A PUTTANE, MA IL GOVERNO PARLA D’ALTRO
Essendo evidente (e suffragato dai numeri) lo stato di impasse economica del Paese, e
anche volendo sorvolare sullo stato di vecchiezza strutturale, e di difficoltà psicologica: che senso ha dire che stiamo andando a gonfie vele, come ripete il governo? Beninteso, ogni governo tende a ingigantire i suoi meriti, e sorvolare sui suoi demeriti. Ma qui siamo al remake grottesco, e non richiesto, del “tutto va ben, madama la marchesa”.
Gli esempi sono continui, fatti con lo stampino. In un talk show del mattino si parla di sanità pubblica in crisi, di liste d’attesa interminabili per gli esami di ogni tipo, e il deputato governativo addetto, senza spendere mezza parola sull’evidenza del problema, dice che il governo sta operando benissimo. È li apposta per dirlo, e dunque lo dice. Se anche fosse vero — e non credo che lo sia — perché non rispondere mai a tono, non entrare mai nel merito, e far sembrare ogni numero negativo come una congiura dell’opposizione?
(da repubblica.it)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
ANGELA ISAAC: “SONO GRATA E ONORATA”
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito questa mattina, su proposta personale, trentuno onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadini e alle cittadine che si sono distinti per il loro impegno civile.
Le onorificenze sono state assegnate a coloro che hanno promosso il dialogo tra i popoli, lottato contro la violenza di genere, sostenuto un’imprenditoria etica, e contribuito attivamente alla causa della disabilità, dell’inclusione sociale e della giustizia penale.
L’elenco include anche chi ha operato per il diritto alla salute e compiuto atti di eroismo. La cerimonia di consegna si terrà il 26 febbraio alle 11:30 presso il Palazzo del Quirinale.
Tra i premiati figura Angela Isaac, la giovane donna che il 19 ottobre 2024 ha salvato un uomo durante l’alluvione che ha colpito Catania.
“Sono molto onorata e grata”, ha dichiarato la donna al telefono Fanpage.it subito dopo aver appreso la notizia.
Angela Isaac è una cittadina che ha guadagnato il riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per un atto di grande coraggio durante l’alluvione che ha colpito Catania il 19 ottobre 2024.
In quella tragica giornata, mentre le strade della città venivano sommerse da un’imponente quantità di pioggia, la donna ha rischiato la propria vita per salvare quella di un uomo, trascinato dalla furia delle acque nel pieno centro della città.
Isaac stava percorrendo Via Etnea quando ha visto l’uomo lottare contro la corrente. Senza esitazione, ha attraversato la strada, lo ha afferrato per un braccio e lo ha trattenuto, evitando che venisse travolto dall’acqua e portato via. Il suo gesto eroico è stato filmato da un cittadino che si trovava nella sua abitazione e in poco tempo è diventato virale sui social, suscitando un ampio apprezzamento da parte della comunità locale.
Isaac vive in Italia dal 2015 e lavora come barista al Pellegrino Cafè di Catania, un bar situato al numero 198 di Via Etnea.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
LE TRUPPE DI KIM JONG UN ERANO ARRIVATE CON LA FAMA DI MILITARI “ESTREMAMENTE FEROCI E TOTALMENTE INDIFFERENTI ALLA MORTE” MA, SECONDO GLI UCRAINI, ERANO “ESTREMAMENTE DISORGANIZZATI E COMBATTONO COME 70 ANNI FA”
Sono almeno tre settimane che i soldati nordcoreani non si fanno vedere sulla linea del
fronte a Kursk. Secondo il New York Times, i militari di Pyongyang, inviati l’autunno scorso da Kim Jong Un ad assistere le truppe di Vladimir Putin, «sono stati ritirati a causa di numerosi caduti». Una notizia confermata ieri dal colonnello Oleksandr Kondratenko delle Forze delle operazioni speciali di Kyiv: «Molto probabilmente hanno subito troppe perdite e sono stati costretti a retrocedere», ha dichiarato alla Ukrainskaya Pravda.
Erano stati almeno 11 mila, secondo diverse fonti, i militari di Pyongyang inviati a novembre in soccorso alle truppe russe. Dislocati principalmente nella regione di Kursk, All’inizio erano stati raccontati dai soldati di Kyiv che li avevano fronteggiati in battaglia come «estremamente feroci». A Mosca si diceva che il dittatore nordcoreano avesse mandato sul fronte ucraino i suoi uomini migliori, le truppe speciali che avevano ricevuto il miglior addestramento ed equipaggiamento: «Sono splendidamente preparati e totalmente indifferenti alla morte», raccontava pieno di ammirazione l’inviato propagandista russo Yury Kotyonok.
Alla prova dei fatti, però, gli ucraini sono rimasti delusi: i nordcoreani erano «estremamente disorganizzati», ha rivelato un funzionario anonimo del governo di Volodymyr Zelensky al New York Times, e i video girati dei soldati finiti prigionieri mostravano personaggi molto lontani dall’immagine di Rambo. «Combattono come 70 anni fa, vanno avanti mentre gli sparano contro», nel tentativo di rovesciare le linee nemiche, raccontava il giornalista ucraino Yury Butusov.
Spinti probabilmente più dal terrore dei loro comandanti, i nordcoreani si erano trovati in grande difficoltà, in un territorio sconosciuto di cui non parlavano la lingua, e non erano stati inseriti adeguatamente nella catena di comando russa, forse per la reciproca diffidenza degli ufficiali di Mosca e di Pyongyang, o forse perché considerati dai russi non all’altezza dei compiti.
Molti testimoni sostenevano che i nordcoreani erano stati utilizzati principalmente nelle retrovie di Kursk, in compiti di sostegno che permettevano di liberare le truppe russe, oppure venivano lanciati contro le linee ucraine in «assalti da macello» come fanteria non qualificata. Il risultato, secondo il comandante delle truppe ucraine Oleksandr Syrsky, è che almeno metà degli 11 mila soldati di Kim sarebbe ormai fuori gioco.
Intanto, lo spionaggio di Seul sostiene che Kim è pronto a inviare a Kursk una nuova partita di suoi militari. Nonostante il numero dei nordcoreani al fronte non sia elevatissimo, per Putin infatti rappresentano comunque un aiuto importante: il numero dei volontari russi disposti ad arruolarsi, nonostante il continuo aumento delle paghe per i soldati, non è sufficiente a colmare le enormi perdite russe, e il Cremlino non vuole dichiarare una nuova mobilitazione per paura di perdere i consensi.
(da La Stampa)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
LA SITUAZIONE PIÙ ALLARMANTE È AL SUD, CON UNA RIDUZIONE DEL 14,7%, MENTRE IL NORD HA OTTENUTO UN BUON RISULTATO, GRAZIE ANCHE ALLA PRESENZA DEGLI STRANIERI E ALLA MIGRAZIONE DEI GIOVANI DALLE REGIONI MERIDIONALI
Il numero dei giovani presenti in Italia è crollato: negli ultimi dieci anni, la popolazione nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni è diminuita di quasi 750mila unità, pari al -5,8%. Nel 2014 avevamo poco più di 12,8 milioni di giovani; nel 2024 ci troviamo con meno di 12,1 milioni.
La contrazione ha colpito il Centro (-4,9%) e, in particolare, il Mezzogiorno, con una riduzione allarmante del -14,7%, toccando punte negative del -25,4% nella provincia del Sud Sardegna, del -23,4% a Oristano e del -21,5% a Isernia. L’elaborazione è dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia) Al Nord, invece, il saldo di quasi tutte le regioni è preceduto dal segno più. Le previsioni, tuttavia, non sono affatto rassicuranti, e la denatalità continuerà a fare sentire i suoi effetti negativi in tutto il Paese.
La crisi demografica interessa comunque anche una buona parte dei paesi dell’Unione Europea, ma in Italia assume proporzioni molto più preoccupanti rispetto ai nostri principali concorrenti commerciali. Tra il 2014 e il 2023, infatti, mentre la Spagna ha visto un -2,8%, altri hanno registrato tendenze opposte: la Francia +0,1%, la Germania +1,7% e i Paesi Bassi addirittura +10,4%. La media nell’Area Euro si attesta sul -1,9%. Dei 747.672 giovani in meno registrati nell’ultimo decennio, 730.756 sono riconducibili al Mezzogiorno e 119.157 si riferiscono al Centro.
Il Nord invece ha ottenuto un buon risultato, in parte ascrivibile alla presenza degli stranieri e alla migrazione dei giovani dal Sud: nel decennio la popolazione giovanile è aumentata di 46.821 unità nel Nordest e di 55.420 nel Nordovest. Delle 107 province monitorate solo 26 hanno registrato un saldo positivo. Spiccano, in particolar modo, i risultati ottenuti a Gorizia (+9,7%), Trieste (+9,8%), Milano (+10,1%) e Bologna (+11,5%).
In aggiunta alla diminuzione numerica, l’Italia presenta altri indicatori negativi sui giovani: il tasso di occupazione, il livello di istruzione tra i più bassi d’Europa e l’abbandono scolastico, problematica significativa soprattutto nelle regioni meridionali, criticità che potrebbero avere ripercussioni gravi sul mondo imprenditoriale. Per la Cgia “il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro è sempre più evidente e richiede scelte politiche urgenti; investendo, in particolare, molte più risorse nella scuola, nell’università e, soprattutto, nella formazione professionale”.
L’Ufficio studi Cgia ha infine effettuato un confronto tra i nati vivi del 1943 e quelli del 2023, e nel pieno della seconda guerra mondiale, le nascite in Italia furono 882.105, più del doppio rispetto alle circa 380mila registrate nel 2023.
“Se nel 1943 – nota l’associazione – l’Italia aveva quasi 14,5 milioni di abitanti in meno rispetto ad oggi, ma registrava al contempo 500mila nascite in più, non possiamo continuare a sostenere che la denatalità degli ultimi anni sia esclusivamente attribuibile alla mancanza di servizi per l’infanzia e all’insufficienza degli aiuti pubblici alle giovani famiglie. Certo, questi aspetti sono rilevanti, ma è altrettanto vero che 80 anni fa, con il Paese in guerra, le condizioni di vita e le prospettive future erano decisamente peggiori rispetto a quelle attuali”.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
IL COLMO? L’EMITTENTE ACCUSA L’ITALIA DI CENSURARE LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE (PER LA SERIE: IL BUE CHE DICE CORNUTO ALL’ASINO) E DI “RUSSOFOBIA”… COME È POSSIBILE CHE LA GIORNALISTA DI UNA TV MESSA AL BANDO DALLA UE SIA RIUSCITA A INTERVISTARE GLI ATTIVISTI FILORUSSI E A TRASMETTERE IL SERVIZIO SENZA CHE NESSUNO LE DICESSE NULLA? CHI SONO I COMPLICI?
«La libertà di parola e la russofobia sono oggetto di proteste a Bologna». Servizio in
prima serata, tg nazionale, milioni di telespettatori incollati alle tv. A trasmettere però non è una televisione italiana ma Rossiya 1, il primo canale russo.
Uno degli «organi di disinformazione» — come li definisce il Consiglio europeo — messi a bando dalla Ue. Una tv a cui sarebbe «vietato», quindi, confezionare e trasmettere servizi televisivi dal territorio italiano. Eppure il 18 gennaio in piazza della Mercanzia, a intervistare gli attivisti riuniti dal Coordinamento No NATO Emilia-Romagna in difesa di Villa Paradiso — il centro sociale con posizioni filorusse sfrattato dall’amministrazione Lepore — c’è un’inviata della prima tv russa.
A sollevare il caso è stata ieri la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. «Si tratta di una palese violazione delle sanzioni — scrive l’eurodeputata dem su X — di cui mi occuperò personalmente segnalando a tutte le autorità competenti, e insieme una chiara azione di disinformazione agita su territorio italiano e un tentativo di intimidazione, l’ennesimo, alla mia persona».
Sul primo canale russo, intanto, lo sfratto di Villa Paradiso ha assunto le dimensioni di un caso internazionale. «Per la libertà di parola e contro la russofobia si protesta oggi a Bologna. Decine di italiani sono usciti in strada dopo la chiusura del centro sociale Villa Paradiso. Il Comune ha sgomberato gli affittuari con il pretesto di cambio di destinazione d’uso dell’edificio. Per la verità — dice la giornalista di Rossiya 1 — subito dopo la proiezione di un film documentario sugli eventi in Ucraina».
Nel mirino del servizio della tv russa, ovviamente, c’è anche Matteo Lepore: «Nella lotta per la libertà di parola, il sindaco di Bologna ha deciso di passare ai rimedi estremi — dice la giornalista — avendo deciso di liberare la città dalle fonti di informazione alternative e da quei posti in cui esse possono essere ricevute». La chiusura è lapidaria: «Ormai in Italia l’unico posto in cui trovare fonti di informazione alternativa sono i social network».
Come sia riuscita la giornalista di una tv messa a bando a intervistare gli attivisti filorussi di Bologna e trasmettere il servizio in tempo per l’edizione della sera, senza che nessuno le dicesse nulla, è quello che la vicepresidente del Parlamento Ue è determinata a capire. In arrivo ci sono un esposto alla Procura di Roma e uno all’Agcom.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
NEL CORSO DEGLI ANNI, I DUE HANNO INSTAURATO UN RAPPORTO DI AMICIZIA E A UN CERTO PUNTO IL DOTTORE HA ACQUISTATO UN TERRENO PER PERMETTERE ALL’AMICO DI REALIZZARE IL SOGNO DI COSTRUIRE UNA FATTORIA… DAHOUD HA DECISO DI FARE DI PIU’: ACCOGLIERE BAMBINI CHE VIVEVANO IN STRADA
Un incontro casuale davanti all’ospedale di Chiari, nel Bresciano, si è trasformato in una straordinaria storia di amicizia e solidarietà. Francesco Martino, urologo originario di Catanzaro, e Dahoud, un giovane senegalese con la passione per la terra e gli animali, si sono incrociati per anni fuori dal nosocomio.
Dahoud ha chiesto l’elemosina nel parcheggio della struttura dove il dottor Martino ha lavorato dal 1988 al 2022. Giorno dopo giorno, i due hanno instaurato un rapporto che è andato oltre le apparenze.
La svolta dopo il lockdown
La pandemia, scrive il Giornale di Brescia che racconta la storia dei due, ha segnato un punto di svolta. Durante il lockdown, Dahoud non ha potuto continuare a chiedere l’elemosina, ma l’urologo non lo ha dimenticato.
Gli ha dato una tessera prepagata e l’ha ricaricata periodicamente per aiutarlo a superare quel momento difficile. Quando le restrizioni si sono allentate, e Martino gli ha fatto una domanda semplice, ma decisiva: “Qual è il sogno della tua vita?”. Dahoud non ha esitato: “Tornare in Senegal e aprire un allevamento di pulcini. Sono animali che si moltiplicano facilmente e possono garantire un sostentamento stabile”.
Francesco Martino ha deciso di trasformare quel desiderio in realtà.
Non solo ha acquistato il terreno per la fattoria del giovane, ma ha anche contribuito a costruire un allevamento che oggi ospita migliaia di pulcini, capre, conigli e diverse piante da frutto. Dahoud ha accolto cinque bambini che vivevano per strada, li ha iscritti a scuola e oggi offre loro una nuova possibilità di vita.
La loro storia potrebbe presto arrivare sul grande schermo grazie al regista Luca Rabotti, che sta lavorando a un progetto cinematografico per raccontare questa amicizia speciale. Racconta Martino. “Quando sono andato a trovarlo, ho visto quanto fosse felice. Gli ho detto che è ora di trovare una fidanzata, ma lui ha risposto che vuole dedicarsi al lavoro per almeno due anni”.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2025 Riccardo Fucile
I CITTADINI SONO COSÌ TANTO ALLA CANNA DEL GAS CHE NON RIESCONO A SOPRAVVIVERE CHIEDENDO PRESTITI SOLO ALLE BANCHE (CHE NON SEMPRE LI CONCEDONO) E SI RIVOLGONO ALLA CRIMINALITÀ
Ogni punto di inflazione porta con sé 100.000 nuovi casi di sovraindebitamento. In
Italia oltre 2 milioni di famiglie sono a rischio usura. Lo ricorda la Scialuppa Crt – Fondazione Antiusura che propone di istituire il 31 gennaio la Giornata nazionale del debito consapevole.
“Alla Scialuppa – spiega il presidente Ernesto Ramojno – ci troviamo di fronte quotidianamente a famiglie e persone che non riescono più a sostenere i prestiti contratti e si trovano seriamente a rischio usura. Il nostro Osservatorio evidenzia un quadro preoccupante: molte famiglie, per scarsa conoscenza o per decisioni impulsive, contraggono debiti che poi non riescono a gestire.
Al di là degli istituti bancari e delle società serie, che applicano criteri rigorosi basati sulla capacità di indebitamento, c’è una galassia di realtà, dalle zone grigie della legalità fino a veri e propri usurai, che non si curano della reale situazione economica dei clienti, sfruttandone anzi le difficoltà.
E questi casi spesso sfuggono a ogni analisi. Per questa ragione, vogliamo istituire la Giornata del Debito Consapevole” “La lotta all’usura ha diversi alleati: la diffusione di una cultura del risparmio, la consapevolezza dei rischi legati al sovraindebitamento, la collaborazione sinergica delle realtà che operano sul territorio per contrastare le diverse forme di povertà.
La Scialuppa Crt è un esempio di come la Fondazione abbia tradotto la propria missione in azioni concrete a favore delle fasce più fragili della società, offrendo da oltre 25 anni non solo un aiuto economico, ma anche un sostegno umano e morale.
La Fondazione continuerà a lavorare per rafforzare questa preziosa rete di aiuto e sviluppare nuovi strumenti di sostegno e inclusione” afferma Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt. La Scialuppa ha assistito in questi anni più di 18 mila casi, con più di 47 milioni di finanziamenti bancari concessi assistiti da garanzia gratuita.
(da agenzie)
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