Destra di Popolo.net

SVOLTA SULLA STRAGE DI BOLOGNA: INDAGATI DUE TERRORISTI TEDESCHI

Agosto 19th, 2011 Riccardo Fucile

NESSUNA STRAGE FASCISTA: PRENDE CORPO LA PISTA DELLA VENDETTA DEL FRONTE POPOLARE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA CONTRO L’ITALIA CHE AVEVA ARRESTATO UN SUO DIRIGENTE… RAISI: “CI AVVICINIAMO ALLA VERITA”

A trentun anni esatti dallo strazio che si è consumato in stazione, a pochi giorni dal trentunesimo anniversario del Due Agosto, la Procura di Bologna scrive una nuova pagina della storia giudiziaria della strage del 1980 che costò la vita a 85 persone (200 furono i feriti): sono stati indagati due terroristi tedeschi, Thomas Kram e Margot Frohlich, entrambi a Bologna quel giorno, e legati al gruppo del terrorista Carlos.
Prende così corpo la pista palestinese, mai accettata dal presidente dell’Associazione famigliari vittime Paolo Bolognesi e invece ripetutamente riproposta da Francesco Cossiga.
Una direzione opposta a quella verità  giudiziaria che ha indicato come esecutori Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, condannati all’ergastolo, mentre Luigi Ciavardini ha ottenuto una pena di trent’anni.
La Procura di Bologna sceglie di non commentare la notizia. Il procuratore aggiunto Massimiliano Serpi, che in questi giorni regge l’ufficio, dopo essersi sentito via telefono con il Procuratore, Roberto Alfonso, ha detto ai cronisti che la Procura non ha niente da dire.
La pista palestinese vedremme l’esplosione alla stazione come una vendetta del Fronte popolare per la liberazione della Palestina contro l’Italia, che aveva arrestato un suo dirigente.
Kram il 2 agosto era a Bologna, e alloggiò all’hotel Centrale.
La Frohlich, secondo alcuni testimoni, in quei giorni alloggiava all’hotel Jolly.
La loro presenza in città , assieme ad altri elementi raccolti dalla Digos, ha convinto gli inquirenti a indagarli.
Per entrambi, si torna a ipotizzare dunque il coinvolgimento nella strage.
E per questo si scavò su di loro all’indomani dell’esplosione alla stazione di Bologna.
Lo si fece quando Kram entrò in Italia varcando la frontiera con la Svizzera alla vigilia della strage e, sulla via di Perugia, dove stava raggiungendo l’università  degli stranieri umbra, si era fermato a Bologna proprio in corrispondenza dell’attentato, alloggiando in un hotel del centro storico del capoluogo emiliano.
Di lui, molti anni dopo, tornò a occuparsi la commissione Mitrokhin, quella presieduta da Paolo Guzzanti sulla scorta dei documenti che un ex archivista sovietico, Vasilij Nikitič Mitrokhin, aveva fatto rinvenire dopo essere stato “esfiltrato” dalla Cia e aver iniziato a collaborare con i servizi occidentali.
Dal carcere parigino della Santè, ne aveva parlato, come detto, anche Carlos lo Sciacallo. Per l’ex leader del gruppo Separat, con un passato nelle fila più radicali del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), la strage di Bologna sarebbe stata una reazione degli Stati Uniti e del Mossad, il servizio d’intelligence israeliano.
Motivo: la disponibilità  che i governi italiani (a iniziare da Aldo Moro, con il lodo che prende il suo nome) avrebbero dimostrato nei confronti dei palestinesi.
Sulla stessa linea era pure il presidente emerito Francesco Cossiga, scomparso il 17 agosto 2010, secondo il quale agli uomini di Arafat sarebbe stato concesso in prima istanza di organizzare i propri covi in Italia autorizzandoli a trasportare prima armi corte e, in seguito, anche da guerra.
A una condizione: nessun cittadino del Belpaese avrebbe dovuto essere coinvolto in attentato o episodi di violenza.
Per Cossiga, la responsabilità  di quel patto era dello statista assassinato alle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, seppur a un certo punto della sua vita, in linea con lo stile del “picconatore” inaugurato nella seconda fase del suo settennato come Presidente della Repubblica, se ne attribuì quanto meno la firma. Vero o falso? Difficile dirlo, dato che Cossiga, quando parlava di Bologna, commetteva spesso un “errore”: sosteneva che l’esplosione fu accidentale, causata dal lancio di un mozzicone di sigaretta finito per una casualità  della valigia che conteneva l’ordigno.
In ultimo va detto che la tesi delle responsabilità  palestinesi e dei servizi Usa e d’Israele è stata sollevata ancor prima che da Carlos anche da Francesco Pazienza, il consulente finanziario che a cavallo degli anni Ottanta lavorò per Giuseppe Santovito, a capo del Sismi prima dello scandalo P2, scoppiato il 17 marzo 1981.
Pazienza, insieme a Licio Gelli, capo della loggia Propaganda 2, e gli ufficiali dei servizi militari italiani Giuseppe Belmonte e Pietro Musumeci, è stato condannato per i depistaggi sulla strage del 2 agosto 1980 vedendosi comminare 10 anni.
Ma non per questo ha rinunciato a sostenere la sua tesi, ribadita nel libro autobiografico uscito nel 1999 per Longanesi “Il disuddiente”.
Nelle 630 pagine del volume, pur affrontando sempre i fatti bolognesi quasi di striscio, torna a sostenere la versione del binomio Cia-Mossad dicendo peraltro di averne parlato a magistrati che più o meno direttamente hanno avuto a che fare con la strage alla stazione di Bologna e con altre vicende legate ai Paesi dell’Est, come l’attentato a Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981 con il coinvolgimento di servizi bulgari e sovietici.
“Ci avviciniamo alla verità . è una notizia che attendevo da anni”, commenta il parlamentare bolognese Enzo Raisi, Fli, membro della commissione Mitrokhin. “Kram e Frohlich sono oggi indagati grazie alle carte che ho depositato in procura che avevo trovato in commissione Mitrokhin”.
La pista palestinese è sempre stata bollata da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione familiari delle vittime del 2 agosto, come una falsità .
“Se i magistrati hanno fatto una mossa del genere — dichiara ora- significa che qualcosa di nuovo è saltato fuori e attendiamo di leggere le carte. Di certo, non saremo noi familiari delle vittime a intralciare il lavoro dei magistrati”.

argomento: Attentato, denuncia, Giustizia, Politica, radici e valori | Commenta »

“CARO PAOLO, TI SCRIVO”

Luglio 21st, 2011 Riccardo Fucile

LETTERA A BORSELLINO DI ANTONIO INGROIA…A 19 ANNI DA VIA D’AMELIO I MAGISTRATI CHE HANNO LAVORATO CON LUI HANNO LETTO IN PUBBLICO LE LORO LETTERE AL COLLEGA UCCISO DA COSA NOSTRA

Antonio Ingroia, il “pupillo”, che da giovane magistrato ha lavorato prima a Marsala e poi a Palermo, fino a quel maledetto 19 luglio, ha raccontato i suoi primi passi da “giudice ragazzino” fino ad oggi, procuratore aggiunto a Palermo, l’incarico che il suo maestro aveva quando venne ucciso.

Caro Paolo, sono passati 19 anni da quel maledetto 19 luglio 1992. 19 anni che mi manchi, che ci manchi, che non ti vedo più, che non ti incontriamo più.
E mi colpisce che 19 sono anche gli anni che ci dividevano: infatti ora ti ho raggiunto, ho la tua stessa età .
Gli stessi 52 anni che avevi tu quando sei morto ed è singolare, un segno del destino beffardo, il fatto che mi ritrovo alla tua stessa età , nello stesso posto da te ricoperto (Procuratore Aggiunto alla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo).
Del resto, in questi 19 anni non ho fatto altro che inseguirti: inseguire la tua ombra, inseguire le tue orme, inseguire il tuo modello, inseguire la tua carriera (insieme a Marsala ed insieme da Marsala a Palermo, e poi fino al posto di Procuratore Aggiunto a Palermo), ma la cosa che ho più inseguito di te è stata un’altra: la Verità  sulla tua morte.
Cercando di ispirarmi ai tuoi insegnamenti: inseguire la Verità , cercarla, lottare per trovarla, senza mai rassegnazione, anzi quasi con ostinazione.
Perchè non posso rassegnarmi all’ingiustizia di una verità  dimezzata e quindi incompiuta, e perciò negata.
Perchè la piena verità  sulla tua morte terribile è sempre stata negata. Finora.
Ma a quella verità  ho diritto come tuo allievo e come tuo amico, e ne hanno ancor più diritto i tuoi figli, tua moglie, i tuoi fratelli.
E non solo i tuoi parenti, anche gli italiani onesti, di ieri e di oggi.
E quella verità  — lo sento — si avvicina, anno per anno, momento per momento.
La verità  rende liberi, ma bisogna essere liberi per poter conquistare la verità .
Tu avevi un’ossessione per la verità , specie sulla fine di Giovanni Falcone, il tuo migliore amico, quasi un fratello, e anch’io ho una specie di ossessione — lo confesso — per la verità  sulla tua morte.
Certo, se tu vedessi l’Italia di oggi resteresti impressionato per il puzzo del compromesso morale, ma saresti felice dei tanti giovani liberi che vogliono verità .
Dai quindi a loro e a noi ancora più energia e convinzione per vincere, per prevalere su chi non è libero, su chi non vuole la verità .
Noi possiamo dirti, ed io in particolare ti assicuro che faremo, che farò di tutto per trovarla questa verità .
E con la verità  verrà  la giustizia.
Il tuo esempio, il tuo modello ci aiuterà , così farai giustizia attraverso tutti noi. Sarà  un modo di averti sempre fra noi, perchè così, fra noi, ti abbiamo sentito in questi 19 anni, ed ancor più ti sentiremo, convinti di poterti sentire, da domani in poi, in un’Italia più giusta, in un’Italia più uguale.
Più libera nella verità . Perchè la verità  rende liberi. La giustizia rende eguali.
E noi vogliamo come te un’Italia più libera e più giusta.
Un’Italia senza mafie e senza corruzione.
Per rivederti sorridere.
Per rivedere sul tuo volto quel tuo sorriso inconfondibile, il sorriso con il quale mi salutasti l’ultima volta che ci incontrammo, quel pomeriggio di metà  luglio in Procura. Lo stesso sorriso che hai regalato ai tanti che ti hanno conosciuto, ti hanno apprezzato, ti hanno amato.
I tanti dell’Italia migliore.

Umberto Lucentini
(da “L’Espresso”)

argomento: Attentato, criminalità, Giustizia, governo, Politica, radici e valori | Commenta »

IL REFERENDUM DELL’ACQUA SPARIGLIA: PARTITI DIVISI E SCHIERAMENTI PIU’ VICINI

Giugno 4th, 2011 Riccardo Fucile

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE SI SCHIERANO MOLTI SINDACI DEL CENTRODESTRA, MENTRE IL PD, CHE ORA APPPOGGIA IL SI’, E’ STATO A LUNGO SU POSIZIONI LIBERISTE

Cosa hanno in comune il sindaco siciliano di Menfi e quello leghista di Bardolino?
I vescovi e i centri sociali? Hanno in comune un bene, anzi un bene comune: l’acqua.
E per difenderlo dalla speculazione e dalla logica del profitto hanno deciso di schierarsi a favore dei referendum contro la privatizzazione delle reti idriche del 12 e 13 giugno.
Se è vero che raggiungere il quorum sarà  molto difficile, una delle chiavi per un eventuale successo è proprio la trasversalità  del sostegno al “sì” ai quesiti che riguardano la gestione degli acquedotti.
Non solo quella tutto sommato poco sorprendente tra l’area anticapitalista dei no global e il richiamo della Cei 1 al francescano “molto utile et humile et pretiosa et casta sor
Aqua”, ma anche quella che passa dentro partiti e coalizioni.
La campagna per il voto su legittimo impedimento e nucleare si è caratterizzata da subito come uno scontro politico tra opposizione e governo, ma sul tema dell’acqua le cose stanno diversamente.
Da sempre si tratta di una questione che divide gli schieramenti al loro interno e anche l’apparente compattezza ostentata attualmente dal Partito democratico non deve trarre in inganno.
I referendari ricordano ancora l’estremismo filo privatizzazione di Linda Lanzillotta, ex ministro per le Autonomie locali nel governo Prodi ora nell’Api di Francesco Rutelli, ma tentazioni “liberiste” non sono mancate in passato neppure all’attuale segretario Pierluigi Bersani.
Posizioni che nel partito hanno convissuto a lungo con quelle della componente ecologista e più “movimentista”.
“Ma tutto sommato nel Pd quando era al governo la posizione favorevole alla logica del mercato era maggioritaria”, rievoca Stefano Ciafani di Legambiente.
Malgrado la passate ambiguità  del centrosinistra, le due norme sulle quali i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi il 12 e 13 giugno portano comunque la firma del governo Berlusconi.
Provvedimenti varati nonostante i mal di pancia della Lega, per la quale il passaggio della gestione dal pubblico ai privati rappresenta sia un problema ideologico che di potere.
Da un lato per il partito del federalismo è difficile giustificare l’arrivo nelle “sue” valli di imprese “forestiere” interessate a fare i soldi con le sorgenti “padane”.
Dall’altro anche le municipalizzate più grandi e solide come quelle di Milano e Brescia hanno da temere dall’apertura di gare per la gestione della rete idrica che le vedrebbero in concorrenza con multinazionali in grado di far pesare le loro risorse finanziarie e di impossessarsi non solo del servizio, ma anche di un eccezionale strumento di potere.
Una contraddizione che a suo tempo il Carroccio ha cercato di risolvere inserendo nella contestata “legge sviluppo” del 2008 un emendamento su misura che permette deroghe nella privatizzazione dell’acqua “per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato”.
Una frase che potrebbe essere tranquillamente tradotta così: “Avanti con la privatizzazione, però in Val Brembana e nelle altre valli facciamo come ci pare”.
Ma evidentemente la rassicurazione non è stata sufficiente perchè in questi mesi, molto prima che lo stesso Umberto Bossi ammettesse che i quesiti sono “attraenti”, il numero di amministrazioni comunali del Lombardo-Veneto che si sono schierate per “la tutela dell’acqua bene comune” si è andato moltiplicando, fino al clamoroso manifesto del sindaco di Belluno Antonio Prade con i “dieci buoni motivi per votare sì al referendum”. Naturalmente c’è anche chi ha preferito non esporsi e non ha preso posizione, ma Walter Bonan, del comitato veneto “per l’acqua bene comune”, la situazione la fotografa così: “Ho fatto decine e decine di iniziative in comuni e piccoli centri. Magari a volte di gente ce n’era poca perchè l’informazione soprattutto all’inizio scarseggiava, ma non è mai successo che qualcuno si alzasse per difendere la privatizzazione”.
Ancora più in là  nella battaglia per l’acqua pubblica si sono spinti gli amministratori siciliani, regione dove la sinistra non brilla certo per numero di municipi controllati. Sull’Isola, che grazie allo statuto autonomo e all’intraprendenza dell’ex presidente Totò Cuffaro ha sperimentato la privatizzazione degli acquedotti con qualche anno d’anticipo, si è coalizzato un vastissimo movimento d’opposizione al quale hanno aderito oltre 140 giunte locali.
“C’è stata una mobilitazione straordinaria da parte di amministratori di tutti i colori politici a sostegno della legge regionale d’iniziativa popolare che sancisce il divieto di mercificazione delle risorse idriche, anche perchè qui è un impegno che si intreccia con quello per la legalità “, ricorda Antonella Leto del Forum siciliano dei movimenti per l’acqua.
Un impegno davvero straordinario perchè a differenza che al Settentrione, dove tutt’al più si può finire espulsi dal partito, in Sicilia ci si spinge fino a rischiare la vita.
Come sta accadendo a Michele Botta, sindaco di centrodestra di Menfi, nell’agrigentino. In prima fila a sostegno della campagna “per l’acqua bene comune”, Botta, come altri suoi colleghi, è stato più volte oggetto di minacce mafiose, compreso l’invio di una busta con un proiettile.

Valerio Gualerzi
(da “La Repubblica“)

argomento: Attentato, Comune, economia, emergenza, governo, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

L’ATTENTATO A BELPIETRO? NON E’ MAI ESISTITO

Aprile 13th, 2011 Riccardo Fucile

CHIESTA L’ARCHIVIAZIONE DELL’INDAGINE SUL PRESUNTO AGGUATO… L’IPOTESI E’ QUELLA DI UN LADRO NEL PALAZZO CHE NESSUNO HA VISTO E CHE NON HA LASCIATO IMPRONTE… L’ATTENTATO PATACCA CHE UN AGENTE DI SCORTA AVREBBE SVENTATO IN MANIERA ANOMALA

Non c’è stato un tentativo di uccidere Maurizio Belpietro.
Il “clima di odio” tirato in ballo dal direttore di Libero, non ha portato a uno sciagurato progetto di morte.
I pm di Milano, Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici, hanno chiesto l’archiviazione dell’indagine, aperta sei mesi fa, quando la sera del 30 settembre, il capo scorta del giornalista, Alessandro Mastore, spara sulle scale del palazzo dove abita Belpietro, senza colpire nessuno.
L’agente racconta di aver visto un uomo che, trovandoselo di fronte, tenta di sparargli, ma gli si inceppa la pistola.
Il poliziotto, sempre secondo la sua versione, reagisce. Spara una volta, due volte, tre volte. Ma a vuoto.
L’uomo riesce a fuggire senza che nessuno lo veda, senza che una delle telecamere piazzate nei dintorni lo riprenda.
È davvero fortunato.
Ora la procura scrive che “le dichiarazioni (di Mastore,ndr) non contraddette da altra fonte consentono di escludere con ragionevole certezza che i fatti siano riconducibili a un piano per attentare alla vita del dott. Belpietro”.
Una conclusione giunta dopo una mole di accertamenti della Digos anche su motivi di “astio” e “odio” verso il giornalista.
I pm sostengono che è illogico per un attentatore non avere complici, possedere una pistola difettosa, non fare dei sopralluoghi.
Non è stata trovata neppure una traccia di cellulari sospetti, agganciati alla “cella” elettronica, nella zona dove abita Belpietro.
Dunque Pradella e Pomarici chiedono l’arhiviazione dell’inchiesta per tentato omicidio, detenzione e porto d’armi ai danni di Mastore perchè “l’autore è rimasto ignoto”.
Ed è anche il poliziotto a ipotizzare che l’uomo misterioso in cui si è imbattuto era un rapinatore, un ladro, pronto a ucciderlo perchè “sorpreso” dalla sua presenza.
Del presunto ladro, però, non è stata trovata neppure un’impronta.
Sono le 22.40 del primo ottobre 2010 quando nel palazzo di via Monte di Pietà  dove vive il direttore di Libero Maurizio Belpietro si sentono due spari. Sono partiti dall’arma del caposcorta del giornalista che, dopo aver accompagnato Belpietro fin sulla porta di casa, sta scendendo le scale per tornare in auto, dove lo aspetta un collega.
Sostiene di aver visto un uomo incappucciato che gli puntava una pistola contro.
Sente “il clic”, ma l’arma si è inceppata.
La fuga nelle scale, poi l’attentatore sparisce nel nulla. L’altro agente che aspetta in auto non vede uscire nessuno.
Da subito gli inquirenti non riuscivano a spiegarsi da dove il presunto attentatore fosse fuggito.
Il caposcorta di Belpietro già  nel ’95 si era reso protagonista di un episodio controverso: un altro possibile attentato all’allora procuratore aggiunto Gerardo D’Ambrosio.
Nemmeno lì, gli autori vennero mai individuati.
“Quello che mi ha stupito – ha spiegato D’Ambrosio a La Stampa dopo il caso Belpietro – oltre alla coincidenza delle due vicende, è il fatto che abbia sparato tre colpi di pistola: a meno che non l’abbia fatto a scopo intimidatorio, un professionista difficilmente non colpisce il bersaglio da quella distanza”.

argomento: Attentato, Berlusconi, denuncia, la casta, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

ASSASSINATO DAI SICARI DI GHEDDAFI IL GIORNALISTA “MO”, PRIMA VOCE DELLA LIBIA LIBERA

Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile

CREATORE DI “AL HURRA TV”, DENUNCIAVA LE INFAMIE DI GHEDDAFI AI DANNI DEL POPOLO LIBICO….”NON HO PAURA DI MORIRE, HO SOLO PAURA DI PERDERE QUESTA BATTAGLIA PER LA LIBERTA”…ERA IL VOLTO DELLA RIVOLUZIONE CONTRO IL REGIME, ORA LA MOGLIE LANCIA UN APPELLO: “QUELLO CHE ABBIAMO COMINCIATO NON DEVE FINIRE, COSTI QUEL CHE COSTI: FATE IN MODO CHE LUI NON SIA MORTO INUTILMENTE”

Nell’ultima trasmissione sulla sua Web-tv, aveva mostrato le macchie di sangue sui cuscini di due bambini di 4 e 5 anni, uccisi a Bengasi da un missile delle forze libiche leali a Gheddafi.
«Che cosa sarebbe successo se fosse stata casa nostra, se fosse stata la nostra stanza da letto?», si era chiesto in diretta stream Mohammad Nabbous, creatore di Al Hurra tv e volto principe del “giornalismo partecipativo” libico con il nomignolo di “Mo”.
Ci teneva a fornire le prove di quello che stava succedendo, voleva sottolineare che il cessate il fuoco proclamato dal regime di Tripoli era in realtà  una finzione: «Voglio che i media vedano quello che sta accadendo qui».
E lo ha fatto fino all’ultimo, anche con una trasmissione telefonica interrotta all’improvviso.
Sembrava un guasto al telefono.
Ma la moglie Perdita, incinta, lo ha trovato morto, ucciso da killer legati al regime del colonnello, cecchini che lo hanno fulminato con un proiettile in testa.
«Voglio far sapere a tutti voi che Mohammed è morto per questa causa e speriamo che la Libia un giorno sia libera», ha detto sulla stessa web tv la moglie in lacrime: «Non fermiamoci, finchè non è finito tutto. Quello che abbiamo cominciato non deve finire, costi quel che costi. Ognuno faccia tutto il possibile per questa causa. Vi prego, gente, fate in modo che Mohammed non sia morto inutilmente».
Faccia scavata e sorridente, Nabbous amava sghignazzare sulla “Guida della rivoluzione” che «appare sempre sotto l’effetto di droghe allucinogene» e non aveva paura di sfidare il regime. «Non ho paura di morire, ho paura di perdere questa battaglia», diceva.
Era diventato quasi il volto della rivoluzione contro il regime di Gheddafi, uno dei primi a essere intervistato dopo la liberazione di Bengasi.
Per il popolo della Rete, “Mo” era «l’uomo che è stato in piedi notte e giorno per cercare di far conoscere al mondo cosa sta succedendo in Libia».
E lo stesso popolo si è radunato ieri in modo virtuale a segnalare il cordoglio con messaggi su Twitter e Facebook.

argomento: Attentato, criminalità, denuncia, emergenza, Europa, Libia, Politica, radici e valori, televisione | Commenta »

INCHIESTA SUGLI “ULTRAS” DELL’ ATALANTA: INDAGATO ASSESSORE REGIONALE LEGHISTA, CONSIDERATO L’IDEOLOGO

Febbraio 9th, 2011 Riccardo Fucile

A DANIELE BELOTTI CONTESTATO IL REATO DI CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE A DELINQUERE…SEQUESTRATI MAZZE, COLTELLI E ARMI…ERANO ANCHE ACCUSATI DELL’ASSALTO A UNA FESTA LEGHISTA IN CUI PARLAVA MARONI … CONNIVENZA MORALE CON LA SOCIETA’

L’assessore al Territorio della Regione Lombardia Daniele Belotti è indagato dalla procura di Bergamo nell’ambito di un’inchiesta sul tifo atalantino organizzato: al politico leghista è contestato il concorso esterno in associazione a delinquere per presunti legami con la frangia più violenta della curva nerazzurra.
Secondo gli investigatori sarebbe nientemeno che l’ideologo della tifoseria. Una posizione imbarazzante, visto che il gruppo di ultras finito nel mirino è accusato anche di aver organizzato l’assalto al ministro dell’Interno (e compagno di partito) Roberto Maroni nell’agosto scorso, per protestare contro la tessera del tifoso.
Un episodio da cui, per la verità , lo stesso Belotti s’era immediatamente dissociato.
“Il mio ruolo di mediatore tra le istituzioni e la tifoseria è noto da almeno vent’anni — ha spiegato Belotti -. Di certo non possono attribuirmi atti violenti, ai quali non ho mai partecipato. La mia è sempre stata un’opera di mediazione, in cui ho sempre messo la faccia”.
E’ una vera bufera quella che si è abbattuta stamattina su Bergamo: 35 perquisizioni effettuate, 104 indagati in totale.
Sei di questi, tutti noti ultrà , hanno un’imputazione pesantissima, mai contestata prima ai violenti del pallone: associazione a delinquere.
Secondo i magistrati il gruppo pianificava gli scontri allo stadio, coordinandosi con telefonate intercettate dagli investigatori. “Se domani va male sarà  violenza”, è una delle frasi captate.
L’attività  di ascolto avrebbe permesso di scongiurare un assalto prima di Atalanta-Napoli del 6 gennaio 2010.
In alcune di queste conversazioni sarebbe incappato anche il Belotti.
Per questi sei personaggi la pm Carmen Pugliese aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il gip ha detto no.
Il leader della tifoseria, Claudio Galimberti, 37 anni, se l’è così cavata con un divieto di dimora a Bergamo, altri due ultras di spicco, di 25 e 26 anni, si dovranno sottoporre all’obbligo di firma in caserma.
Per tutti gli altri, i reati vanno dalla rissa all’adunata sediziosa, dai danneggiamenti alle lesioni personali.
Il blitz, dopo due anni di indagini, è scattato stanotte alle tre: ottanta agenti hanno perquisito le case dei tifosi, trovando mazze, bastoni, lanciarazzi e passamontagna.
Un arsenale che serviva a ingaggiare battaglia con le forze dell’ordine e le fazioni avversarie.
Episodi iniziati prima di Atalanta-Catania di due anni fa, e proseguiti con gli scontri in occasione di una sfida con l’Inter.
Ma nella lista c’è anche un sit in minaccioso nel gennaio 2010 davanti alla Questura, poi una dura contestazione davanti al centro sportivo atalantino a Zingonia.
A tirare le fila sempre gli stessi personaggi, spesso consolati e giustificati dagli stessi giocatori e dirigenti atalantini.
Dopo Atalanta-Catania, in base alle intercettazioni, quattro calciatori si sarebbero recati a far visita a due ultras agli arresti domiciliari, portando in dono anche maglie da gioco.
“Abbiamo aperto una finestra su un panorama inquietante — ha spiegato la pm Pugliese — . Una situazione che era sotto gli occhi di tutti ma che non si voleva evidentemente vedere. Il gip non ha condiviso l’accusa di associazione a delinquere, ma noi la porteremo avanti. Vedremo al processo”.
Pesante il giudizio morale su calciatori e dirigenti, anche se su di loro non pende nessuna accusa: “Abbiamo riscontrato un asservimento di alcuni protagonisti del calcio verso questi signori — ha infierito la pm — Anzichè stigmatizzare le violenze chiedevano scusa per la sconfitta”.

Paolo Grasso
(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Attentato, Bossi, Costume, criminalità, denuncia, Giustizia, LegaNord, Politica, polizia, radici e valori, Sicurezza | Commenta »

RITORNA LA CIMICE PADANA: DENUNCIATA CON OPPORTUNO RITARDO

Gennaio 3rd, 2011 Riccardo Fucile

BOSSI SOSTIENE DI AVER SCOPERTO, MESI FA, DELLE CIMICI AL MINISTERO E NELLA SUA CASA ROMANA: COME GIA’ FECE NEL 1993… ALLORA TIRO’ IN BALLO I SERVIZI SEGRETI E IL MINISTERO DEGLI INTERNI: ORA, ESSENDOCI MARONI, LO HA INVECE CHIAMATO PER FARGLI “MANDARE I SUOI UOMINI”, NEANCHE FOSSERO A LIBRO PAGA DELLA AVON PER LE CONSULENZE ORALI

Dopo il “grave attentato” alla sede della Lega di Gemonio dove una mano ancora ignota ha tirato due petardi di capodanno in anticipo rompendo una vetrata, ora tocca alle cimici movimentare la campagna elettorale leghista.
Mentre infatti a Gemonio uno dei due fermati, figlio di militanti della Lega, viene liberato per insufficienza di indizi (anche se rimane l’accusa di detenzione di materiale esplosivo in casa, insieme a coltello e pistola elettrica) in quanto il giudice, pur non escludendo che il giovane possa aver avuto un ruolo nella vicenda, ha ritenuto che, in questa fase preliminare delle indagini, non vi siano le basi per convalidare la permanenza in carcere del ragazzo, Umberto Bossi, chiacchierando con i giornalisti nella notte a Ponte di Legno, ha raccontato che un paio di mesi fa, nel suo ufficio al Ministero delle Riforme e nella sua abitazione romana, nella zona di Porta Pia, erano state trovate delle “cimici”.
“Abbiamo chiamato un privato per la bonifica. Non volevo far casino, tanto un’inchiesta non trova niente” ha detto il Senatur.
ll segretario della Lega avrebbe comunque avvisato Maroni “che ha mandato un po’ di suoi uomini”.
Peccato che nessuna denuncia si stata fatta a suo tempo nel merito e che un ministro degli Interni, qualora la notizia fosse vera, si sia prestato a un controllo “privatistico”, pur usufruendo dei servigi di personale dello Stato, trattandosi infatti di funzionari di polizia e non certo di colleghi della Avon, magari esperti in consulenze orali, o di guardie repubblicane padane.
Ma come spesso accade, tutto è già  accaduto e il fatto stesso che riaccada vuole sempre dire qualcosa.
A proposito delle cimici trovate nella casa romana di Bossi, e da questi denunciate con opportuno ritardo, a bonifica ormai effettuata, e in un clima che vede la Lega in preteso vantaggio pre-elettorale, varrà  la pena di segnalare che nei primi giorni di dicembre del 1993, pure in quel caso parlando con i giornalisti in notturna, il Senatùr fece la stessa denuncia e disse quello che ha detto ieri, compresa la scettica motivazione secondo cui su queste faccende è inutile indagare perchè tanto non si arriva a nulla.
Anche allora vennero tirati in ballo i servizi segreti e la palude romana che si opponeva al grande cambiamento:
Dopo qualche giorno Bossi ridimensionò la sua denuncia.
La posa delle microspie venne in un primo momento addebitata a ignoti, ma non ignari “mariti cornuti”, salvo poi tornare sulla pista del Viminale.
Altri tempi, allora al Viminale c’era Mancino, non il fido sassofonista che manda “i suoi uomini”.
Intanto tra microspie, dossier, strani furti, finti attentati e presunti successi elettorali la corte dei miracolati che plana tra Palazzo Grazioli e via Bellerio si prepara a cercare di salvare la poltrona.
La cimice verde può essere benedetta in questo caso, tutto quanto fa spettacolo.

argomento: Attentato, Bossi, Costume, denuncia, elezioni, emergenza, Giustizia, governo, LegaNord, Politica, polizia | Commenta »

FINI GIA’ PREVEDE NUOVI AGGUATI: “LA MACCHINA DEL FANGO E’ IN MOTO”

Dicembre 28th, 2010 Riccardo Fucile

PERSINO A DETTA DEL VIMINALE QUELLA DI BELPIETRO E’ UNA PATACCA… BOCCHINO DENUNCIA “IL GIORNALE” PER STALKING… SI VUOLE COLPIRE IL TERZO POLO PER RIPORTARE CASINI VERSO BERLUSCONI

“La macchina del fango si è rimessa in moto, ormai hanno superato ogni limite”.
In partenza per le vacanze, Fini viene colpito a freddo dalla prima pagina di “Libero”.
Al di là  di una scontata querela per diffamazione, la reazione del presidente della Camera è di grande fastidio per una “notizia demenziale” e filtra la sua preoccupazione per quello che ancora potranno “inventarsi” la coppia Feltri-Belpietro: “Se qualsiasi fandonia, pur di attaccarmi, viene pubblicata senza verificare nulla, cos’altro faranno uscire?”.
Che di una fandonia, anzi di una patacca, si tratti, sono convinti del resto anche al Viminale, dove non viene dato peso alla notizia pubblicata dal quotidiano.
Secondo Fini la staffetta Feltri-Belpietro è funzionale proprio al disegno di colpire gli avversari politici di Berlusconi.
Senza più l’impaccio di poter riferire direttamente al premier la regia politico-editoriale degli attacchi.
Dentro Fli qualcuno già  pensa di sfidare Belpietro a rendere pubblica la sua dichiarazione dei redditi, per dimostrare quanta parte delle entrate del direttore sia dovuta a Mediaset (dove conduce la trasmissione Mattino Cinque) e quanto invece a Libero.
La certezza di Fini è che gli attacchi provengano da Arcore e che sia Silvio l’ispiratore della strategia.
Non è un caso che Della Vedova rispoveri il conflitto di interessi.
Italo Bocchino intende invece denunciare per stalking la direzione de “il Giornale”: “lo stalking non va riferito solo alle molestie sessuali, ma è un reato che riguarda una persecuzione frutto di molestie insistenti che generano ansia nelle vittime: è il caso mio e di mia moglie”.
E tramite l’avvocato, Bocchino annuncia: “stavolta mi voglio divertire, chiederò alla Procura di Milano di verificare la responsabilità  dell’editore occulto, Silvio Berlscuoni, negli attacchi alla mia persona. Hanno violato il mio diritto alla libertà  di pensiero e la libertà  d’impresa di mia moglie”.
Quanto alle notizie pubblicate su “Libero” Bocchino commenta: “Lasciamo perdere la storia dell’attentato che fa soltanto ridere, ma pensare che Fini possa andare con una prostituta è ridicolo. Se è vero io mi faccio prete. Ma andiamo! La terza carica dello Stato che si infila in un portone e pensa di passare inosservato. E gli uomini della scorta? E la prefettura?”.
Nei commenti dei finiani, prevale una lettura politica degli eventi.
Certo, c’è la pressione crescente su Fini per indurlo alle dimissioni da presidente della Camera.
E qualcuno ricorda che un anno fa il premier accennò a “cinque” motivi per cui Fini avrebbe dovuto lasciare quella carica,
Sapeva forse il premier del contenuto dell’articolo?
Inoltre c’è la sensazione che si possa puntare a un obiettivo più ambizioso: colpire il Terzo polo”, puntando a indebolire uno dei due leader del raggruppamento, per poi riportare Casini vicino al governo.
E Briguglio sostiene apertamente che la nascita del terzo Polo sarà  acccompagnata dai dossieraggi della stampa padronale.

argomento: Attentato, Berlusconi, Costume, denuncia, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, Giustizia, governo, PdL, Politica, radici e valori, Stampa | 1 Commento »

“NESSUNA VISITA DI FINI AD ANDRIA, SONO STRAVAGANZE DI UN MITOMANE”: IL CENTRODESTRA LOCALE SPUTTANA BELPIETRO

Dicembre 28th, 2010 Riccardo Fucile

“ATTENTATO A FINI AD ANDRIA? NON ESISTE ALCUN APPUNTAMENTO CON IL PRESIDENTE DELLA CAMERA”: PDL E FLI SMENTISCONO “LIBERO”…STUPORE E INDIGNAZIONE PER AVER ACCOSTATO IL NOME DELLA CITTA’ A UN IPOTETICO EPISODIO CRIMINOSO… LA DIA DI BARI CONVOCHERA’ BELPIETRO PERCHE’ FACCIA IL NOME DEI SUOI PRESUNTI INFORMATORI

“Più che un fatto serio mi sembra la stravaganza di un mitomane”.
Non usa mezzi termini l’europarlamentare di Bisceglie del Pdl Sergio Silvestris nel commentare la notizia, riportata nell’editoriale del direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, secondo la quale qualcuno avrebbe dovuto preparare un attentato al presidente della Camera Gianfranco Fini durante una sua visita ad Andria nella prossima primavera.
Il popolo della libertà  fa quadrato intorno al leader Berlusconi chiamato in causa nel pezzo perchè secondo quanto riportato nell’articolo chi vorrebbe colpire Fini “si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità  locale, promettendogli 200mila euro”.
E il prezzo, riporta Libero, comprenderebbe “il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l’organizzazione dell’agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio”.
Silvestris dice che “non è possibile accettare che la dialettica politica, pur segnata da asprezze e contraddizioni, sfoci in atti criminali”.
Interdetto il sindaco di Andria Nicola Giorgino, anche lui esponente del Pdl, che parla di “una boutade, un fatto del tutto inverosimile” spiegando che “non è previsto alcun arrivo di Fini ad Andria in primavera”.
Gli fa eco il presidente del consiglio comunale di Andria, nonchè consigliere regionale del Pdl Nino Marmo il quale bolla la vicenda come “ridicola e inventata”.
Anche Marmo, ex An, sostiene che la visita di Fini ad Andria non è prevista, “io di certo non l’ho invitato”.
A dire la sua anche il presidente della nuova provincia Francesco Ventola, Pdl: “Come esponente politico e rappresentante delle istituzioni voglio non credere a quello che ho letto”, dicendosi dispiaciuto per l’immagine di Andria.
Sul fronte Futuro e Libertà  sono intervenuti l’onorevole Francesco Divella e il vice coordinatore pugliese del movimento, Giammarco Surico, secondo i quali “supera ogni fantasia arrivare a formulare teoremi su falsi attentati che dovrebbero ferire Fini per danneggiare Berlusconi”.
“Con il fondo di oggi”, proseguono, “il direttore di Libero ha toccato…il fondo. Adesso ci aspettiamo di tutto”.
Intanto la procura di Trani di Andria ha aperto un’inchiesta conoscitiva dopo la lettura dell’articolo.
Nelle prossime ore il fascicolo sarà  trasmesso alla Direzione distrettuale antimafia di Bari che già  in passato si è occupata di reati di criminalità  organizzata sul territorio di Andria.
Non è escluso che i magistrati possano decidere di sentire il direttore di Libero Maurizio Belpietro già  ascoltato nelle ultime ore dalla procura di Milano.

argomento: Attentato, denuncia, Fini, Futuro e Libertà, Giustizia, governo, PdL, Politica, Stampa | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.013)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Giugno 2026 (476)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2026
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Mag    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GLI ANALISTI LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI NON È UN FUOCO DI PAGLIA, SE VA AVANTI COSÌ A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA MA ANCHE FORZA ITALIA
    • SALVINI VUOLE NOMINARE A CAPO DELLE FERROVIE UN INDAGATO PER STRAGE
    • ELLY SCHLEIN HA RESO IL PD RICCHISSIMO: UTILE RECORD NEL 2025
    • ALTRO CHE SICUREZZA, IL GOVERNO NON LA GARANTISCE NEANCHE A TRENITALIA: ATTACCO HACKER, CARPITI I DATI DEI CLIENTI
    • “THE GUARDIAN”: LA RUSSIA STAREBBE PIANIFICANDO UNA “PROVOCAZIONE” NEGLI STATI BALTICI O IN POLONIA, PER TESTARE LA COESIONE DELLA NATO
    • IL CENTRODESTRA CONTINUA A PERDERE CONSENSI E TOCCA IL DATO PIÙ BASSO DA INIZIO LEGISLATURA: È AL 43,2% (-1,0), DIETRO AL “CAMPO LARGO”, CHE SI ATTESTA AL 44,5% (-0,2%)
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA