Dicembre 29th, 2020 Riccardo Fucile
IN UN PAESE NORMALE NON E’ NECESSARIO CHE VADA LEI A PRESENTARE DENUNCIA, MA SONO LE FORZE DELL’ORDINE CHE VANNO A PRELEVARE NELLA NOTTE QUESTI CRIMINALI CHE ATTENTANO ALLA SICUREZZA DELLO STATO
Il suo volto è diventato un simbolo della campagna vaccinale contro il covid e i no-vax
l’hanno adesso presa di mira sui social.
“Ora vediamo quando muori” si legge in uno dei commenti rivolti a Claudia Alivernini, l’infermiera 29enne dello Spallanzani di Roma, prima vaccinata in Italia contro il coronavirus.
Prima dell’iniezione, Alivernini aveva bloccato i suoi profili social per tutelarsi, ma gli attacchi sono comunque arrivati sui profili istituzionali che diffondevano la notizia della vaccinazione. Su Instagram sono apparsi due profili fake a suo nome.
Si legge sul Messaggero:
Chi la conosce bene sa quanto sia rimasta scioccata, chiedendone subito la rimozione. L’infermiera che ha accettato di sottoporsi al vaccino «con profondo orgoglio e grande senso di responsabilità », ribadendo di «credere nella scienza», sta valutando in queste ore di denunciare l’accaduto alla polizia postale, probabilmente lo farà già questa mattina. Il reato paventato è quello di furto di identità , senza contare le eventuali minacce.
(da agenzie)
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Dicembre 25th, 2020 Riccardo Fucile
TIPICI METODI DA KGB: ELIMINANO I CANDIDATI ALLE PRESIDENZIALI PER GARANTIRE LA DITTATURA DI PUTIN… I SOVRANISTI ITALIANI SERVI DI PUTIN TACCIONO
«Hanno sfondato la porta e l’hanno portata via per interrogarla». Così Alexey Navalny, il dissidente che ha osato sfidare i servizi segreti russi ed è sopravvissuto ad un tentativo di avvelenamento, ha denunciato su Twitter il fermo di una sua collaboratrice, Lyubov Sobol.
La donna è accusata di aver violato «con l’uso della violenza o con la minaccia di usarlo» il domicilio di un presunto agente del Servizio di sicurezza federale (Fsb), Konstantin Kudryavtsev, lo stesso con cui Navalny aveva parlato fingendosi un funzionario per farsi raccontare alcuni dettagli sul suo avvelenamento.
Lunedì, dopo la telefonata registrata da Navalny, la sua collaboratrice sarebbe andata presso l’appartamento a Mosca dell’agente, identificato come tale da un’indagine dal sito web investigativo Bellingcat.
La donna è stata fermata e portata via per un’interrogatorio questa mattina: la polizia avrebbe fatto irruzione nel suo appartamento verso le 7 e, dopo aver allontanato il marito e la figlia, l’avrebbero portata via. Al momento il suo cellulare rimane spento e nè la portavoce di Navalny, nè il capo del suo fondo, sanno dove si trovi.
Per Navalny, che era finito in coma dopo essere stato avvelenato lo scorso agosto, l’arresto di Sobol, oltre a segnare l’inizio di un’inchiesta nei confronti della donna, è una chiara risposta dei servizi segreti russi all’indagine condotta dallo stesso dissidente per smascherare i suoi avvelenatori, mettendo in grande imbarazzo i servizi segreti russi e il Cremlino, nonostante il governo russo continui a negare tutto.
Ma sull’arresto di Sobol — 33 anni e di mestiere avvocato — potrebbe pesare anche la sua intenzione di candidarsi alle elezioni parlamentari che si terranno il prossimo anno in Russia.
Come Julija Galjamina, anche Sobol intende candidarsi alle elezioni per il rinnovo della Duma (la Camera bassa del Parlamento russo) che si terranno nel settembre 2021, ma un’eventuale condanna penale la renderebbe ineleggibile.
(da agenzie)
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Dicembre 23rd, 2020 Riccardo Fucile
UTILIZZA ANCORA I SUOI POTERI PER FARSI GLI AFFARI SUOI E PROTEGGERE CHI HA COMMESSO REATI PER SUO CONTO
Un essere spregevole che usa la sua carica per scopi personali: il presidente Usa, Donald
Trump, ha concesso la grazia a 15 e ha commutato la pena a 5 individui tra cui un ex consigliere della campagna le cui attività hanno portato all’avvio delle indagini sulla Russia, tre ex membri del Congresso e diversi ex contractor militari accusati di aver ucciso civili iracheni in tempo di guerra.
La lista è la prima di un’ondata di grazie che il presidente dovrebbe annunciare nelle sue ultime settimane in carica. Trump ha discusso con i consulenti della possibilità di concedere la grazia a diverse persone coinvolte nell’indagine sulla Russia, così come a membri della sua famiglia e al suo avvocato personale, Rudy Giuliani.
Tra coloro a cui ha concesso la grazia ieri c’è George Papadopoulos, il suo ex consigliere della campagna elettorale i cui commenti a un diplomatico australiano hanno contribuito a innescare quella che sarebbe diventata l’indagine sulla Russia di Robert Mueller.
Il presidente ha anche agito a favore dell’ex deputato di New York Chris Collins, all’ex legislatore della California Duncan Hunter e all’ex deputato del Texas Steve Stockman, tutti repubblicani. Collins si e’ dichiarato colpevole lo scorso anno di cospirazione per aver commesso frodi su titoli e aver mentito ai funzionari delle forze dell’ordine, mentre Hunter si è dichiarato colpevole di violazioni nel finanziamento della campagna.
Stockman è stato condannato invece a 10 anni di carcere nel 2018 per uso improprio di fondi di beneficenza. Collins e Hunter hanno ricevuto la grazia, mentre la pena di Stockman è stata commutata.
La Casa Bianca ha detto che la grazia per Collins e Hunter era stata richiesta da molti membri del Congresso.
Trump ha anche graziato quattro contractor militari accusati di aver ucciso più di una decina di civili iracheni in un incidente del 2007 in una rotatoria a Baghdad al culmine della guerra in Iraq, un incidente internazionale che ha messo a dura prova le relazioni Usa-Iraq.
Paul Slough, Evan Liberty e Dustin Heard sono stati condannati nel 2014 per omicidio colposo, mentre un quarto contractor, Nicholas Slatten, è stato riconosciuto colpevole di omicidio in un processo del 2018.
Tutti e quattro all’epoca lavoravano per Blackwater Usa, un’azienda privata a cui era stato assegnato un contratto per offrire supporto al personale militare statunitense in Iraq e altrove. La societa’ all’epoca era di proprieta’ dell’alleato di Trump, Erik Prince. La sorella di Prince, Betsy DeVos, e’ attualmente segretaria dell’Istruzione di Trump.
In una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca, la portavoce Kayleigh McEnany ha detto che Papadopoulos era stato accusato di un “crimine correlato al processo” e che la sua grazia “aiuta a correggere il torto che la squadra di Mueller ha inflitto a molte persone”.
I legislatori democratici hanno criticato l’annuncio della grazia del presidente. “Trump sta distribuendo la grazia, non sulla base del pentimento o degli interessi della giustizia ma per ricompensare i suoi amici e alleati politici, per proteggere coloro che mentono per coprirlo, per proteggere i colpevoli di aver ucciso civili e per minare un’indagine che ha scoperto massicci illeciti”, ha detto il presidente della Commissione per i Servizi Segreti della Camera, Adam Schiff.
Trump ha anche concesso la grazia ad Alex van der Zwaan, un avvocato che nel 2018 ha ammesso di aver mentito agli investigatori federali nell’indagine russa sul suo contatto con un aiutante della campagna di Trump.
Nel primo caso presentato da Mueller, Papadopoulos si era dichiarato colpevole di aver mentito agli agenti del Federal Bureau of Investigation sulle sue interazioni con un “professore straniero”, successivamente identificato come Joseph Mifsud, che presumibilmente gli avrebbe detto che i russi avevano “migliaia di e-mail sull’allora candidata presidenziale democratica Hillary Clinton.
Quell’incontro dell’aprile 2016 alla fine ha portato l’Fbi ad avviare un’indagine nel luglio 2016 sugli sforzi della Russia per interferire nelle elezioni presidenziali e su eventuali collegamenti tra questi sforzi e la campagna di Trump.
Papadopoulos in un libro lo scorso anno ha detto che in realtà non ha mentito agli investigatori – contraddicendo ciò che aveva detto a un giudice federale sotto giuramento un anno prima dopo essersi dichiarato colpevole – e ha spiegato di essersi reso conto di “essersi espresso male”. Papadopoulos e’ stato condannato a due settimane di prigione nel settembre 2018.
Il presidente ha anche graziato due ex agenti della polizia di frontiera, Ignacio Ramos e Jose Compean, che sono stati condannati per l’omicidio di un sospetto contrabbandiere di droga e accusati di aver mentito sulla sparatoria e di aver tentato di coprirla. Entrambi gli ex agenti hanno scontato circa due anni prima che le loro pene fossero commutate nel gennaio 2009 dall’allora presidente George W. Bush.
Altri destinatari della grazia sono Philip Lyman, un legislatore dello Utah che è stato condannato a 10 giorni di prigione dopo aver protestato per la chiusura di un canyon ai motociclisti ATV; Otis Gordon, che dopo la sua condanna per possesso di sostanze controllate Ä— diventato pastore; e Weldon Angelos, condannato a 55 anni di prigione nel 2002 per aver venduto marijuana e aver portato con se’ una pistola.
Trump ha anche commutato cinque condanne, tra cui tre casi supportati da Pam Bondi, l’ex procuratore generale della Florida che ha difeso il presidente durante il suo processo di impeachment al Senato.
Sono attese altre grazie dal presidente prima che lasci l’incarico. A novembre, Trump ha concesso la grazia al suo ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, che si era dichiarato colpevole di aver mentito all’Fbi. Flynn aveva collaborato all’inchiesta di Mueller sull’interferenza russa nelle elezioni del 2016 e su qualsiasi collegamento con la campagna di Trump. I democratici hanno affermato che la decisione del presidente di graziare Flynn non è altro che corruzione e abuso di potere.
(da agenzie)
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Dicembre 21st, 2020 Riccardo Fucile
DOVEVA MORIRE IN VOLO MA IL CORAGGIO DEL COMANDANTE DI ATTERRARE IN EMERGENZA A OMSK GLI HA SALVATO LA VITA… QUESTI SONO I METODI SOVRANISTI
L’oppositore Aleksej Navalnyj ha chiamato sotto mentite spoglie uno degli uomini implicati
nel suo avvelenamento con l’agente nervino Novichok lo scorso 20 agosto ed è riuscito di fatto a estorcergli una confessione oltre che numerosi dettagli sull’operazione attribuita ai servizi segreti russi che lo aveva fatto cadere in coma, alcuni dei quali già anticipati da La Repubblica.
Già la scorsa settimana l’inchiesta congiunta di Bellingcat e Insider.ru insieme al Fondo anti-corruzione (Fbk) di Navalnyj aveva identificato gli uomini dell’Fsb, i servizi di sicurezza federali eredi del Kgb, coinvolti nell’operazione dopo aver ricostruito i loro viaggi per pedinare l’avvocato sin dal 2017. Tra loro, anche Konstantin Kudrjavtsev, membro dell’Istituto 42 di Difesa biologica del ministero della Difesa, anche noto come “fabbrica dei veleni”, prima di unirsi all’Fsb.
Spacciandosi per un funzionario del Consiglio di sicurezza russo, Navalnyj è riuscito a parlare per 49 minuti con Kudrjavtsev. Incalzato sul fallimento del tentato assassinio, l’uomo ha spiegato che l’Fsb contava che il Novichok avrebbe fatto effetto data la lunga durata del volo Tomsk-Mosca su cui Aleksej si trovava quando si è sentito male.
Ad aver salvato l’oppositore sarebbe stata la testardaggine del pilota che quel 20 agosto chiese l’autorizzazione per un atterraggio d’emergenza a Omsk e i primi soccorsi prestati dai medici della città siberiana.
“Se l’aereo non fosse atterrato, l’effetto sarebbe stato diverso e il risultato sarebbe stato diverso. Penso che l’aereo abbia giocato una parte decisiva”, dice Kudrjavtsev. “Non ci aspettavamo che sarebbe successo. Sono sicuro che è andato tutto storto”.
(da agenzie)
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Dicembre 21st, 2020 Riccardo Fucile
E’ SUCCESSO A UNA TROUPE DELLA RAI A PONTE MILVIO AGGREDITA DA 40 DELINQUENTI “PERBENE”…POI QUANDO QUALCUNO PER DIFENDERSI COMINCERA’ A SPARARE NON LAMENTATEVI
Vuoi provare a far vedere ai cittadini italiani — che magari non vivono nelle grandi città , ma
che abitano in piccoli paesi dove, per ovvie ragioni demografiche, è più difficile assembrarsi — che, nonostante le prescrizioni del governo, c’è tanta gente in strada che prende d’assalto i negozi dello shopping o i locali che restano (o dovrebbero restare) aperti fino alle 18?
Ti picchiano. In Italia ti picchiano.
Una troupe Rai aggredita ieri a Ponte Milvio, nel cuore di Roma, lo dimostra.
Il gruppo di giornalisti e operatori faceva parte della trasmissione Storie Italiane, che va in onda a metà mattina con la conduzione di Eleonora Daniele.
Ponte Milvio, tra i luoghi principali della movida romana, è una zona della capitale che nei giorni scorsi si è più esposta a casi di assembramenti.
Giovani generazioni, ma anche adulti non hanno mai fatto mancare la loro presenza tra le strade del quartiere di Roma nord, nonostante fosse suggerita prudenza e fossero vietati gli assembramenti.
La troupe della Rai sarebbe stata aggredita da circa 40 persone che, con diverse responsabilità , avrebbero reso impossibile lo svolgimento del servizio. Il tutto è avvenuto intorno alle 16 del pomeriggio del 21 dicembre.
Sul posto è intervenuto un mezzo del 118, che ha prestato le cure del caso ai componenti della troupe. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri sella stazione di Ponte Milvio e della compagnia Trionfale.
«Aggredita a Ponte Milvio una troupe della Rai — ha detto Vittorio Di Trapani, dell’Usigrai —. Delinquenti hanno picchiato il filmmaker. Mi auguro che gli aggressori vengano identificati presto. Solidarietà alla giornalista, all’operatore e alla redazione di Storie Italiane. Al processo ci costituiremo parte civile».
Anche la sindaca di Roma Virginia Raggi ha voluto esprimere solidarietà ai giornalisti del programma, attraverso un tweet.
L’episodio rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di una tendenza che si amplifica soprattutto sui social network e che successivamente ha questo tipo di riscontro nella vita vissuta.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
UN ALTRO CRIMINALE DA CORTE MARZIALE, GRAZIATO DA TRUMP DOPO CHE LA GIUSTIZIA AVEVA DIMOSTRATO CHE ERA AL SERVIZIO DI MOSCA
Un video shock di Flynn rilancia il tentativo eversivo del clan Trump di sovvertire le elezioni e crea nuovo allarme su cosa potrebbe fare il presidente uscente nel suo ultimo mese in carica.
L’estratto dell’intervista a Newsmax dell’ex National Security Advisor di Trump riaccende le polemiche sui presunti brogli contestati, senza prove, dal presidente uscente e dai suoi fedelissimi.
Ma a far impressione non sono le solite accuse, quanto l’ipotesi, a dire il vero non nuova nell’inner circle trumpiano, di usare l’esercito per forzare nuove elezioni negli Stati che sono costati a Trump la sconfitta.
Quello proposto dal video shock di Flynn su Newsmax in effetti altro non è che un colpo di Stato militare in alcune parti del Paese.
L’ex generale, che nel dicembre 2017 ha ammesso di aver “intenzionalmente e consapevolmente” fatto “dichiarazioni false, fittizie e fraudolente” all’FBI sulle conversazioni avute con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Sergey Kislyak durante la transizione del dicembre 2016, invita infatti Trump a inviare l’esercito negli Stati contestati (Pennsylvania, Wisconsin, Arizona, Nevada, Georgia e Michigan) e di far “rifare le elezioni”.
Dichiarazioni di una gravità inaudita, alle quale Flynn poi ha aggiunto la considerazione che “la gente parla della corte marziale come se fosse un qualcosa che non è mai stato fatto, quando in realtà è stata attuata 64 volte”.
Le reazioni al video shock di Flynn
Inevitabilmente il video di shock di Flynn ha scatenato reazioni, sui social e fuori. E se c’è chi ha espresso il dubbio di cosa sarebbe successo se davvero il 3 novembre le elezioni fossero finite con un risultato “di misura” invece che con la larga vittoria di Biden, con oltre 7 milioni di voti in più e 306 Grandi elettori a 232, in molti sottolineano che ormai i proclami e le esternazioni sui cosiddetti brogli sono sempre meno forti e presenti nel dibattito e che quindi certe “boutade” servono anche a far parlare dell’argomento.
La tesi più interessante invece è quella di chi sostiene che si voglia rilanciare il tema dei brogli non provati con uscite senza senso di questo tipo per deviare l’attenzione dal vero scandalo, ovvero l’enorme cyber attacco fatto dalla Russia ai danni di varie agenzie del governo Usa.
Un tema sul quale Trump non ha detto niente, come ogni volta in cui si parla di attacchi russi agli Stati Uniti, e che rende interessante che sia proprio Flynn, condannato e poi graziato per i suoi rapporti inopportuni con l’ambasciatore russo, a creare questa nuova polemica-distrazione.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
LA RIVELAZIONE DELLA CNN… CACCIATELO A CALCI IN CULO CON LA SUA GANG DI DELINQUENTI
Follia! Non c’è altra parola per descrivere questa surreale situazione.
Donald Trump ha detto ad alcuni suoi consiglieri che si rifiuterà di lasciare la Casa Bianca il giorno dell’inaugurazione della nuova presidenza di Joe Biden, il 20 gennaio. Lo riporta Cnn, secondo cui nell’entourage del presidente circola una certa preoccupazione all’idea che Trump possa arrivare a farsi ‘sfrattare’ dalla sicurezza della Casa Bianca (ipotesi evocata da Joe Biden subito dopo le elezioni, quando è diventato chiaro che non ci sarebbe stata la classica ‘concessione’ della vittoria da parte di Trump).
Pochi, però, precisa Cnn, credono che l’attuale inquilino della Casa Bianca arriverà a tanto. “Si tratta di un fottuto capriccio”, ha detto un consigliere.
“Se ne andrà . E’ solo che ora è scatenato”. La Casa Bianca ha rifiutato di commentare l’indiscrezione della Cnn.
(da agenzie)
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Dicembre 16th, 2020 Riccardo Fucile
BOSS, LUOGOTENENTI E FAMIGLIE FORNIVANO DATI FALSI… C’E’ ANCHE IL CAPOCLAN DI SAN LORENZO DI CUTRO
Boss e affiliati per i tribunali, indigenti da sostenere con il reddito di cittadinanza e avviare al lavoro
per l’Inps. Fra i furbetti dei sussidi statali individuata dalla Guardia di Finanza di Crotone, c’era anche il boss di san Leonardo di Cutro, Alfonso Mannolo, arrestato nel 2019 come elemento di vertice del clan e accusato di associazione mafiosa, traffico di droga, riciclaggio, estorsione e usura.
Ma in barba alle norme che escludono dai beneficiari del reddito di cittadinanza non solo condannati, imputati e detenuti per associazione mafiosa, ma anche i loro familiari, insieme al boss — hanno scoperto gli investigatori – hanno chiesto e ottenuto il sussidio i parenti di sette luogotenenti e affiliati arrestati insieme a lui nell’operazione “Malapianta”.
È bastato dimenticare di riportare il dato sull’autocertificazione depositata insieme all’istanza. Risultato, alla collettività sono stati sottratti 92mila euro finiti nelle tasche di boss e affiliati che di quegli aiuti non avevano alcun bisogno, come dimostrano – fa notare la finanza – i beni di lusso, auto di grido, immobili e conti correnti sequestrati negli anni.
A Cirò Marina, stesso giochetto lo ha fatto un uomo finito ai domiciliari nel corso dell’operazione antimafia “Stige”, che in questo modo ha intascato oltre 9.500 euro di reddito di cittadinanza.
E non sono stati gli unici a barare su condizioni e requisiti. Nel corso dell’indagine, i finanzieri hanno individuato 17 percettori di reddito di cittadinanza al contempo titolari di partite iva attive, dunque imprenditori a tutti gli effetti, operanti in diversi settori economici, dalla ristorazione alla vendita di calzature, dall’edilizia all’agricoltura, dalla produzione di infissi alla gestione di stabilimenti, passando per l’allevamento. Tra loro ci sono anche un avvocato, che — al pari degli altri — non si è mai disturbato a presentare una dichiarazione dei redditi e due persone da anni stabilmente in Germania, ma sulla carta di stanza a Crotone, che sono riuscite a sottrarre alle casse dello Stato 15mila euro di sussidi.
In più fra i beneficiari del reddito, c’era anche chi ha sempre continuato a lavorare a nero pur percependo regolarmente il sussidio.
Tra loro c’era anche Gaetano Santoro, già condannato, con sentenza passata in giudicato il 11.12.2018, per associazione a delinquere di stampo mafioso e spaccio di sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione condotta nei confronti della ‘ndrangheta crotonese denominata “Heracles”.
Tutti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Crotone che ha incaricato la Guardia di Finanza di svolgere, nei confronti dei responsabili, anche gli accertamenti patrimoniali necessari per eventuali ulteriori e successivi sequestri.
(da agenzie)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
L’EX COMANDANTE: “SALVINI VA A PROCESSO PER AVER INFERTO INUTILI SOFFERENZE A CENTINAIA DI ESSERI UMANI”
“‘Salvini ha detto che ‘va a processo per aver salvato vite umane’. Questa è la balla più grossa dell’anno! Ma che vite avrebbe salvato? Non ne ha salvata proprio nessuna, se mai ha usato e strumentalizzato tante persone solo per crearsi un palcoscenico dove fare la sua propaganda sulla pelle degli altri. Mi risulta che la gente stia ancora morendo in quelle acque…”.
”La verità —dice- l’ex capitano di fregata che coordinò i soccorsi per il naufragio della Costa Concordia- è che Salvini va a processo, perchè ha inferto inutili sofferenze a centinaia di naufraghi in condizioni drammatiche che ha usato per farsi propaganda. E’ giusto che sia processato”.
”Ho notato -sottolinea- che a Salvini questo palcoscenico giudiziario non piace affatto, perchè non può infierire su nessuno e poi ha paura, è preoccupato. E quindi, ha cambiato di nuovo personaggio, diventando low profile, salvatore delle vite umane: la balla, ripeto, più grossa dell’anno… Le azioni scellerate per cui rischia di essere condannato sono state un’inutile persecuzione di persone in condizioni tragiche che già erano in Italia perchè a bordo di una nave militare italiana. Quindi, non capisco il suo accanimento. Insisto, non ha salvato nessuno, anzi, la sua azione politica ha fatto sì che dalle acque del Mediterraneo centrale a sud di Lampedusa sparissero tutte le navi istituzionali prima e poi quelle delle Ong”.
”In pratica -spiega De Falco- la nave militare è già Italia, quindi, far sbarcare o meno i clandestini non avrebbe cambiato nulla. Il trattenimento a bordo contrasta anche con la legge italiana sull’immigrazione, articolo 10 ter, che impone di effettuare l’identificazione di queste persone in una struttura a terra. Il ministro dell’Interno, come il presidente del Consiglio, non può modificare la legge. E loro, come tutti noi, siamo soggetti alla legge, non dobbiamo dimenticarlo mai. L’atto politico deve essere generale e astratto -avverte- e non può ledere immediatamente la sfera giuridica di persona determinata. E il trattenimento dei naufraghi a bordo di una nave militare non è certo un atto politico”. Insomma, per De Falco, il numero uno di via Bellerio si è servito di “questa vicenda solo per reclamare il suo triste palcoscenico”. Conclusione: ”Salvini sei a giudizio perchè è giusto. Punto”.
(da Globalist)
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