Agosto 11th, 2020 Riccardo Fucile
IL SINDACO DELLA MELONI AVREBBE AFFIDATO LA GESTIONE DELLA STRUTTURA A PERSONE A LUI LEGATE….PARTE DEI CAPI DI ABBIGLIAMENTO SOVRAFATTURATI FINIVANO A SUO FIGLIO INVECE CHE AI MIGRANTI
Il sindaco di Varapodio, Orlando Fazzolari, eletto a capo di una lista civica e candidato non eletto alle elezioni regionali del gennaio scorso con Fratelli d’Italia, è indagato insieme ad altre cinque persone per i reati di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale (unico reato contestato a due funzionari della Prefettura), abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio (tutti reati contestati al sindaco, anche in concorso con altri), truffa ai danni dello Stato e peculato.
Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di ripetute condotte illecite in relazione alla gestione di un centro di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, che era stato realizzato a Varapodio nell’ex agriturismo “Villa Cristina” e attivo dal settembre 2016 all’aprile 2018, a seguito di una convenzione stipulata tra il Comune di Varapodio e la Prefettura di Reggio Calabria.
Il sindaco è accusato di aver stipulato convenzioni mediante affidamenti diretti con imprese da lui scelte, senza avere la preventiva autorizzazione dal Consiglio comunale, il tutto in contrasto a quanto previsto dalla normativa in vigore.
Secondo l’accusa il sindaco, avrebbe affidato la convenzione per la gestione del centro alla società cooperativa sociale “Itaca” — con il legale rappresentante della quale aveva consolidati rapporti di collaborazione, amicizia e cointeresse — in cambio dell’assunzione, con contratti di prestazione di lavoro occasionale, di persone a lui legate da rapporti di collaborazione, anche politica e di amicizia.
Tra queste, viene contestata l’assunzione di due consiglieri di maggioranza e della moglie di uno dei due, privi di specifica competenza, che ricevevano un contribuito mensile anticipato dalla Cooperativa e poi rimborsato dal Comune.
Per l’assunzione di uno dei consiglieri, il legale rappresentate della coop è accusato anche di peculato.
La coop, per l’accusa, sovrafatturava le spese per il pagamento dei collaboratori causando, dal settembre 2016 al marzo 2018, un ingiusto profitto di circa 20.000 euro, con pari danno all’Ente Pubblico.
Per i carabinieri l’anomala gestione del sindaco del centro di accoglienza è evidenziata anche dai rapporti con due imprese di abbigliamento, concessionarie per la fornitura di abbagliamento, scarpe e attrezzatura sportiva per i migranti.
Il Sindaco avrebbe stabilito gli importi da liquidare con i titolari, accordandosi anche prima che avessero fatturato.
Un accordo che consentiva anche un pagamento maggiorato della merce rispetto a quanto stabilito. Il tutto in danno del Comune.
Parte della merce, poi, invece che ai migranti sarebbe stata destinata al figlio del sindaco.
I funzionari ispettori della Prefettura di Reggio, invece, sono indagati perchè nel corso di un controllo avrebbero redatto un falso verbale omettendo di indicare le irregolarità emerse sulla regolarizzazione delle cuoche e la forniture di alimenti, nonchè la mancata manifestazione di interesse per altre cooperativa da parte del Comune, oltre la “Itaca”.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 9th, 2020 Riccardo Fucile
LA LUCARELLI PUBBLICA I POST DI QUESTO ISTIGATORE ALLA VIOLENZA E ALL’ODIO… LA MAGISTRATURA ORA PROCEDA ALLA DENUNCIA
A Pagnacco, in provincia di Udine, la prefettura, in accordo col seminario che si trova nel paese, ha inviato alcuni profughi della rotta balcanica nella struttura di proprietaÌ€ ecclesiastica. Uno di loro è positivo al coronavirus.
Ovviamente la Lega con Fredriga ha organizzato una conferenza stampa, dei cittadini sono andati a manifestare contro l’accoglienza, è iniziata una campagna d’odio sui social che è sfociata in parole gravissime.
Nello specifico, questo meccanico, Manuel Pedron, scrive cose aberranti e pericolosissime, invitando i concittadini ad azioni come sparare nei campi a chi scappa, investire in strada i migranti, organizzare spedizioni nel centro che li ospita.
Spero che questo personaggio sia denunciato per reato di istigazione all’odio e alla violenza.
Di sicuro, questo clima osceno presto o tardi diventerà qualcosa che va oltre le minacce sui social.
Selvaggia Lucarelli
(da Fb)
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Agosto 9th, 2020 Riccardo Fucile
RIBADIAMO, DEVE INTERVENIRE LA MAGISTRATURA: CHI DIFFONDE NOTIZIE FALSE E ISTIGA ALL’ODIO RAZZIALE DEVE ANDARE IN GALERA SECONDO LE LEGGI VIGENTI
Dopo il gran rumore successivo all’articolo di Libero legato ai migranti che avrebbero mangiato i quattro cani di proprietà di una donna a Lampedusa, arriva anche la dichiarazione del sindaco Lampedusa e Linosa Totò Martello, che ha parlato apertamente di fake news.
«Purtroppo il falso scoop inventato da Libero sui ‘migranti che a Lampedusa hanno mangiato cani’ continua a circolare alimentando il pericoloso gioco dei fomentatori d’odio e di chi fa delle crociate anti-immigrazione la propria bandiera di propaganda politica — ha detto Totò Martello -. Credo sia arrivato il momento per il nostro Paese di dotarsi di una seria normativa per fermare le bufale e le fake-news, con sanzioni esemplari non solo per chi le pubblica ma anche per chi contribuisce a diffonderle».
Il sindaco di Lampedusa era stato chiamato direttamente in causa a una cittadina, proprietaria di un terreno confinante con il centro di accoglienza migranti dell’isola, che aveva denunciato una certa assenza delle istituzioni relativamente alla propria situazione. Era stata lei ad affermare che i migranti avevano mangiato i suoi quattro cani. Contestualmente, era stata prodotta una denuncia relativa al 2018 e riguardante il furto di volatili. Dei cani, ovviamente, nella denuncia non si parla
Sindaco Lampedusa chiede l’intervento dell’Ordine dei giornalisti
«Questa notizia falsa può provocare danni pesanti alla nostra isola — ha detto Totò Martello — e mi aspetto una presa di posizione decisa da parte dell’Ordine dei Giornalisti. Serve una disciplina capace di arginare squallide menzogne confezionate ad arte, altrimenti il giornalismo muore».
(da agenzie)
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Agosto 6th, 2020 Riccardo Fucile
ALTRA DENUNCIA CONTRO MONTELLA: LA FIDANZATA SI ERA FATTA FARE DEI LAVORI DA UN ARTIGIANO PER 20.000 EURO E VOLEVA PAGARLO CON SOLO 1.000 EURO, SPALLEGGIATA DA MONTELLA CHE MINACCIO’ E AGGREDI’ IL TITOLARE DELL’IMPRESA
“Io ritengo di aver fatto il mio dovere fino in fondo. Credo nell’Arma dei carabinieri, in cui presto
servizio da 26 anni, e nella giustizia”.
Così il maggiore Rocco Papaleo, comandante della Compagnia carabinieri di Cremona, ai giornalisti, al termine del lungo incontro avvenuto in Procura a Piacenza dove è stato sentito dai pm e dal procuratore Grazia Pradella, sulla vicenda che ha portato all’arresto di sei militari e al sequestro della caserma Levante in cui prestavano servizio. Proprio grazie alla segnalazione dell’ufficiale, che ha comandato per dieci anni il nucleo investigativo a Piacenza, ha preso il via a gennaio l’indagine poi condotta dalla Guardia di Finanza.
Il maggiore Papaleo è stato sentito a sommarie informazioni come persona informata sui fatti. All’uscita, dopo più di tre ore di colloquio, ha ribadito di non voler rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda.
A chi gli ha chiesto se abbia mai detto di non fidarsi dei vertici dell’Arma, ha risposto di aver visto in questi giorni “tanti virgolettati e articoli in cui qualcuno ha voluto interpretare il silenzio giustamente impostomi dal mio dovere e anche dall’autorità giudiziaria con interpretazioni di cui ognuno si assumerà le proprie responsabilità e laddove riterrò di procedere, anche a querela”.
“Leggetevi alcuni titoli di giornali – ha aggiunto – alcuni sono stati seri e hanno sottolineato quello che è stato il mio reale ruolo nella vicenda, altri probabilmente spinti o mossi da qualche personaggio o mio detrattore, si sono avventurati in voli pindarici o addirittura progetti machiavellici, gettando ombre sul mio passato, sul mio operato piacentino”.
Intanto arriva ancora una denuncia nei confronti dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Montella, in carcere nell’ambito dell’inchiesta Odysseus della Procura di Piacenza, che ha portato anche al sequestro della caserma della stazione Levante. A presentare querela, attraverso l’avvocato Stefano Germini, racconta il Tgr Rai Emilia-Romagna, è un artigiano del piacentino, che si è deciso a muoversi solo dopo la notizia degli arresti, dal momento che prima aveva paura di ritorsioni.
L’episodio risale all’estate del 2016. L’artigiano aveva fatto dei lavori per la compagna di Montella, Maria Luisa Cattaneo, anche lei finita agli arresti. La donna, ha riferito l’imprenditore, aveva accumulato debiti per circa 20mila euro. Un giorno si sarebbe presentata in ufficio con mille euro, chiedendogli di firmare per chiudere la questione. Lei lo avrebbe minacciato e, di fronte al suo rifiuto, avrebbe chiamato in supporto Montella che, secondo il racconto dell’artigiano, lo avrebbe spintonato e buttato contro le transenne, minacciandolo a propria volta.
Il confronto poi è proseguito in un bar vicino, dove ancora una volta Montella gli avrebbe messo le mani addosso. Era in borghese, ma “aveva il tesserino ben in vista”, spiega il legale. La denuncia è, tra l’altro, per tentata estorsione e ipotizza anche l’omissione di atti d’ufficio nei confronti dei carabinieri di Pontenure che, intervenuti, non avrebbero fatto nulla.
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2020 Riccardo Fucile
INDOVINATE COME E’ ANDATA A FINIRE: HA RIMOSSO IL POST E SI E’ SCUSATO, COME TUTTI I CUOR DI LEONE SOVRANISTI
“Non preoccupatevi, stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità . Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più”. Il post choc è apparso sulla pagina Facebook di Giuliano Felluga, responsabile della Protezione civile di Grado.
Nell’ex caserma Cavarzerani di Udine è scoppiata una protesta, innescata da circa 500 migranti, contro una uteriore proroga della quarantena molto discutibile imposta dal sindaco di Udine, Pietro Fontanini (Lega Nord).
Felluga ha avanzato sul social la sua “proposta” per sedare i disordini, scatenando una pioggia di critiche.
Molti lo hanno accusato di razzismo, finchè non è arrivata la marcia indietro.
Felluga ha eliminato un post e ne pubblicato un altro: “Chiedo scusa per quello che ho scritto, chi mi conosce sa già che non lo penso. E’ stato uno sfogo rilasciato senza pensare”.
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
“I PICCOLI ASPETTAVANO IN FILA”: TRE, QUATTRO E SETTE ANNI LA LORO ETA’
“I bimbi erano messi in fila per essere abusati”. È una delle numerose testimonianze al processo che
si sta celebrando a Siracusa sulle violenze sessuali su tre piccole vittime, tre bimbi di 3, 4 e 7 che venivano offerti dalla madre a tre abusatori diversi, tra cui un carabiniere, in cambio di piccole somme di denaro.
Imputati la madre delle vittime — un maschietto e due femminucce — un carabiniere, M. S., 41 anni, e il consuocero della donna, ovvero il padre della donna con cui il figlio maggiore dell’imputata e madre delle altre vittime, conviveva, Nuccio Ippolito, 46 anni.
Alla sbarra dei testimoni, invece, ci sono gli educatori e i genitori affidatari dei bambini che hanno raccolto i racconti dell’orrore.
Gli abusi, infatti, sono emersi quando i piccoli erano stati sottratti alla donna e collocati presso una struttura di accoglienza
Le violenze venivano fotografate
I fatti risalgono al 2014, quattro anni prima che i carabinieri del Nucleo investigativo effettuassero gli arresti dei tre indagati, avvenuti nel 2018.
Secondo quanto ricostruito dai militari, la donna, madre dei bambini che viveva in condizioni di disagio economico, avrebbe pensato di racimolare del denaro consegnando i proprio figli (3 anni il maschietto, 4 e 7 le femminucce) agli abusatori, in cambio di piccole somme, fino a 20 euro.
Gli abusi sarebbero andati in scena in un locale che i piccoli chiamavano la “cantina”. Le violenze, peraltro, sarebbero state fotografate da un anziano ormai deceduto.
Tra gli imputati un carabiniere di 46 anni
Sono state le bimbe, grazie al supporto degli adulti che le hanno assistite dopo l’allontanamento dalla famiglia, a svelare pian piano l’inferno di abusi subito tra le mura di quella che chiamavano casa.
(da Fanpage)
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Agosto 1st, 2020 Riccardo Fucile
LA POLIZIA HA BLOCCATO LA MANIFESTAZIONE APPOGGIATA DA GRUPPI NEONAZISTI… GRAZIE A QUESTI CRIMINALI IN GERMANIA I NUOVI CONTAGIATI SONO TORNATI A LIVELLO DI MILLE AL GIORNO
Migliaia di persone, senza mascherina e non a distanza di sicurezza, si sono radunate a Berlino, sul viale di Unter den Linden, per manifestare contro le misure di contenimento del coronavirus per il sedicente “giorno della libertà ”.
Secondo i media locali, sarebbero state circa in 15mila a contestare le misure prese dal governo. Una manifestazione molto partecipata, anche se interrotta dalla polizia, a causa del mancato rispetto delle regole che stavano contestando.
Anche la Germania, quindi, ha i suoi gilet arancioni. Rispetto alle manifestazioni italiane, però, c’è stata molta più partecipazione, ma anche più contestazione.
Infatti, a Berlino ci sono state alcune contro-manifestazioni
Così come nella manifestazione italiana, le forze dell’ordine hanno presentato una denuncia penale contro gli organizzatori dell’evento, cioè il gruppo “Iniziative Querdenken” – iniziativa pensiero trasversale -, fiancheggiati, secondo la Build, da gruppi neonazisti, che hanno invitato alla partecipazione.
Per i manifestanti, le misure di lockdown sono una insopportabile violazione dei diritti umani. I cori più diffusi sono stati “Corona, falso allarme”; “siamo costretti a indossare una museruola” e ”è la pandemia la più grande teoria cospirazionista”. “Via queste leggi che ci sono state imposte, via le mascherine che ci rendono schiavi”, ha detto una dimostrante alla Bbc.
Nelle ultime 24 ore la Germania ha registrato 955 nuovi casi di coronavirus, per un totale di 209.653 persone contagiate dall’inizio della pandemia. I decessi hanno raggiunto quota 9.148 dall’inizio dell’emergenza.
I politici tedeschi hanno lanciato dure critiche contro l’evento: “A migliaia festeggiano la ‘seconda ondata’, senza mascherina, senza distanza. Mettono in pericolo i nostri successi contro la pandemia e per la ripresa economica. Irresponsabile!”, ha scritto su Twitter Saskia Esken, leader dell’Spd.
Dello stesso tenore il commento di Jan Redmann della Cdu: “A Berlino si torna a manifestare contro le misure di contenimento mentre registriamo 1000 nuove infezioni al giorno. Questa pericolosa stupidaggine non ce la possiamo più permettere”.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2020 Riccardo Fucile
UN QUINTO NE HA PURE APPROFITTATO PER RUBARGLI IL BORSELLO… SOGGETTI INDEGNI DI STARE AL MONDO
Arrestate quattro persone per l’aggressione del carabiniere ferito la scorsa notte a Castellammare. Sono tre maggiorenni e un 17enne. Arrestato anche un quinto uomo che ha rubato il borsello al militare mentre era a terra ferito. Il militare fuori dal servizio è stato ferito alla testa mentre cercava di separare alcuni ragazzi che stavano litigando in piazza Umberto, a due passi dalla Cassa Armonica.
L’appuntato 37enne, effettivo alla stazione di Gragnano, stava passeggiando con la moglie e alcuni familiari quando è intervenuto per sedare la lite che stava degenerando in rissa, nata dopo un incidente tra due scooter. Il militare è stato improvvisamente aggredito da alcuni dei giovani coinvolti nella rissa, che lo ho hanno investito con lo scooter e colpito ripetutamente con calci, pugni, con un casco e una sedia. Uno dei suoi familiari è riuscito a far allontanare i giovani, che sono scappati facendo perdere le loro tracce.
Colpito gravemente alla testa, il 37enne ha perso conoscenza e le ferite hanno provocato una seria emorragia. E’ stato soccorso dai tanti testimoni presenti alla scena, mentre gli aggressori sono fuggiti. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Leonardo, è stato giudicato guaribile in 25 giorni. Il traffico è rimasto paralizzato e ne sono conseguite difficoltà anche per far arrivare l’ambulanza sul luogo dei soccorsi. Il 118 ha impiegato 23 minuti.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno individuato e arrestato 4 persone, arrestato anche un uomo che ha rubato il borsello al militare mentre era riverso in strada.
Nel pomeriggio, a Castellammare, I Carabinieri della locale Compagnia e del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno tratto in arresto 3 uomini di 27, 22 e 19 anni ( di cui 2 pregiudicati) e un diciassettenne.
In particolare, grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza e alle ricostruzioni testimoniali, è stata individuata una parte del gruppo di aggressori, che, irritati dall’intervento del militare, lo hanno colpito sino a lasciarlo a terra privo di coscienza.
Le indagini proseguono per individuare ulteriori complici nell’aggressione, i Carabinieri hanno documentato, inoltre, il furto del borsello del militare, che, mentre lo stesso, riverso in strada, era in attesa delle cure, è stato sottratto da un 42enne pregiudicato, estraneo alle precedenti colluttazioni: riconosciuto e sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso degli effetti personali del militare e conseguentemente arrestato.
(da agenzie)
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Luglio 29th, 2020 Riccardo Fucile
I 18 SENATORI RENZIANI DETERMINANTI, LE PROVE SONO SCHIACCIANTI
Una partita a poker. E’ quella che, raccontano fonti Dem con un pizzico di irritazione, stanno giocando i
renziani in vista del voto al Senato che potrebbe mandare Matteo Salvini sotto processo per la vicenda Open Arms.
Bocche cucite tra i 18 senatori di Italia Viva, il sipario lo svelerà direttamente Matteo Renzi parlando nell’emiciclo.
La posta in gioco però non è solo il destino giudiziario del leader leghista. Intorno si agitano altri e più ampi scenari che vanno dal risiko delle commissioni parlamentari (che, guarda caso, dopo tanti rinvii ha avuto una brusca accelerazione) alla corsa molto aperta per le Regionali di settembre.
In mezzo, il dossier scottante dell’immigrazione tra sbarchi in aumento, i decreti sicurezza che non si riescono a toccare, la maggioranza che sembra preda di un incantesimo paralizzante.
“Processare Salvini in un’estate come questa rischia di farne un martire — ammette più d’uno tra i giallorossi — Ma non andare in quella direzione tradirebbe troppi dei nostri princìpi”.
La partita, insomma, non è esattamente garantisti versus giustizialisti. Dentro c’è tattica politica purissima.
Lo dice con chiarezza anche Giuseppe Cucca, avvocato sardo con fama di leggere a fondo le carte, vicepresidente renziano della giunta Elezioni e Immunità Parlamentari: “E’ una vicenda che va approfondita, diversa dalle altre. Non basta la mera enunciazione delle norme applicabili: se badiamo solo a quelle non ci sono dubbi, indurrebbero verso la concessione dell’autorizzazione a procedere. Ma qui c’è una valutazione politica diversa da quella sull’atto amministrativo. Sono sfumature, ma bisogna ragionarci”.
Per la cronaca, le “carte” che i senatori reziani stanno (ancora) valutando inchioderebbero Salvini. Le foto scattate a bordo e allegate al dossier mostrano lo stato in cui vivevano i naufraghi durante quelle lunghe e torbide giornate: in una si vede il capitano dell’imbarcazione allestire un tendone per proteggerli dal forte caldo. Sulla Open Arms c’erano solo due bagni per i passeggeri e l’equipaggio, e i minori furono fatti sbarcare solo dopo giorni, su ordine del Tribunale.
Assai debole anche la solita difesa avanzata dall’ex ministro, ovvero il mantra “agivo per conto e su indicazione del Governo”: la maggioranza giallo-verde di fatto già non c’era più e Giuseppe Conte aveva scritto una mail in cui prendeva le distanze dall’operato del Viminale.
Inoltre, era già in vigore il secondo “decreto sicurezza”, che sulla materia in questione dava “pieni poteri” al titolare dell’Interno.
E dunque, si deciderà nella riunione di gruppo: stasera o più probabilmente domani mattina. Perchè, spiega Cucca “oggi si farà tardi con le commissioni”.
Già : Italia Viva spinge forte per Luigi Marattin, alla guida della commissione Finanze o ancora meglio della Bilancio, oggi in quota Lega. Sul piatto ci sono anche Trasporti e Giustizia, ma il mosaico è complicato da comporre.
Ecco perchè soltanto all’alba dell’ennesima “notte dei lunghi coltelli” le posizioni in campo saranno più chiare. Anche se, mugugnano nel Pd ricordando sia il precedente strappo di Italia Viva in giunta sia il no di Patrizia Baffi sulla mozione congiunta del centrosinistra contro il governatore lombardo Attilio Fontana, bisognerà fare attenzione ai bluff fino all’ultimo minuto
Quello che è certo è che i 18 renziani sono l’ago della bilancia. Senza di loro, raggiungere quota 160 – ovvero la maggioranza qualificata necessaria per l’autorizzazione a procedere contro un ministro – resterebbe una chimera.
E difatti l’opposizione è di umore teso, mentre Salvini ostenta rassegnazione di fronte all’appuntamento.
Il centrodestra ha serrato i ranghi e diffidato dall’assentarsi. Lega, Forza Italia e FdI sono 135. Con la mini-componente “Idea e Cambiamo” appena uscita dal gruppo azzurro — Gaetano Quagliariello, Paolo Romani e Massimo Berutti — salgono a 138. Nel Misto, oltre a Gialuigi Paragone, anche Saverio De Bonis è orientato a votare contro l’autorizzazione: “Non si può processare Salvini”.
Quindi, 140 a cui dovrebbero aggiungersi almeno due esponenti delle Autonomie Locali – gli altoastesini Meinhard Durnwalder e Dieter Steger — che più i 18 di Italia Viva raggiungerebbero il fatidico numero di 160 senatori.
Al netto di altri voti “salviniani”, nel Misto, da parte di chi oggi appare ancora indeciso.
Mentre Julia Unterberger, anche lei della SVP, il valdostano Albert Laniece e Gianclaudio Bressa voteranno sì. “E’una vicenda molto grave — spiega Bressa — Esistono convenzioni internazionali e trattati che in situazioni di emergenza impongono di salvare vite umane e raggiungere un porto sicuro. L’ipotesi di sequestro di persona a carico di Salvini è plausibile”.
E l’ex sottosegretario a Palazzo Chigi ha ben presenti i rischi che la Lega possa crescere nei sondaggi, visto il malumore di fronte all’attuale gestione degli sbarchi, ma non cambia posizione: “Sarebbe sbagliato conettere le azioni politiche di un governo con le regole e le norme della Costituzione. Non si può lasciare passare un atto contra legem”.
A decidere, poi saranno comunque i giudici. “Il nostro comportamento è sempre ispirato a un approccio garantista — dichiara Andrea Marcucci, capogruppo del Pd a Palazzo Madama — Studiamo le carte e decidiamo in base a quelle. L’aula non vota per mandare in carcere Salvini ma per garantirgli o meno un processo. Il Pd voterà affinchè il leader della Lega possa dimostrare la sua innocenza nell’aula di un tribunale”.
(da “Huffingtonpost”)
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