Destra di Popolo.net

AFROAMERICANO ASSASSINATO, ESPLODE LA RABBIA A MINNEAPOLIS PER IL CRIMINE COMPIUTO DALLA POLIZIA: USA VERGOGNA DEL MONDO

Maggio 27th, 2020 Riccardo Fucile

IL DELINQUENTE CON LA DIVISA DA POLIZIOTTO NON E’ STATO ANCORA INDAGATO, AVEVA GIA’ SUBITO PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

“Non respiro”, ha detto George Floyd, l’afroamericano soffocato da un agente che durante l’arresto gli ha messo un ginocchio sul collo come mostra un video diventato virale. Oggi centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la violenza della polizia. Contro il razzismo, nel nome di Floyd. Ci sono stati scontri con gli agenti che hanno usato i gas lacrimogeni.
I manifestanti sono scesi per le strade con le mascherine, come richiesto dalla legge che neanche Trump rispetta più. I cartelli tra le mani con scritto “no giustizia, no pace”, “black lives matter” e “basta linciarci”. Hanno sfilato scandendo lo slogan “Non posso respirare”, dal luogo dove Floyd è stato ucciso fino al distretto locale di polizia. Qui sono intervenuti agenti in tenuta antisommossa che hanno usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere la folla che aveva accerchiato il commissariato di polizia dei quattro agenti coinvolti, tutti licenziati in tronco dopo la pubblicazione del video. “Il licenziamento non è abbastanza”, ha detto la sorella del 46enne a Good Morning America della Abc.”Lo hanno ucciso”.
Sul caso oltre all’agenzia investigativa del Minnesota sta indagando l’Fbi, come ha richiesto anche il candidato presidenziale democratico Joe Biden. In migliaia si sono riversati nelle strade e dopo il commissariato, la folla si è data appuntamento davanti alla casa del responsabile dell’uccisione di Floyd: Derek Chauvin, 44 anni, da 19 anni in polizia. Lui è quello che ha premuto il ginocchio sul collo della vittima mentre i colleghi stavano a guardare, senza fare e dire nulla. Sarebbe stato altre volte coinvolto in sparatorie, uso eccessivo della forza e violazione delle regolari procedure.
Floyd, 46 anni, aveva figli ed è stato descritto come un dipendente modello dal proprietario del Conga Latin Bistro dove lavorava come guardia di sicurezza. Al momento dell’arresto-era disarmato ed è stato ammanettato faccia a terra quando l’agente gli ha messo il ginocchio sul collo
Dopo essere intervenuto ieri sera annunciando il licenziamento dei quattro agenti, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, democratico, oggi ha fatto un passo avanti, chiedendo al procuratore generale di consegnare i responsabili alla giustizia. “Perchè non è in galera – ha detto – Se io avessi fatto quello che ha fatto lui, sarei già  dietro alle sbarre”.
I poliziotti non solo non ascoltavano le grida dell’uomo ma neanche quelle dei passanti che chiedevano di togliere il ginocchio dal collo dell’uomo. All’inizio la polizia ha detto che l’uomo aveva “opposto resistenza all’arresto”. Neanche Frey ha accettato la spiegazione dicendo che “è apparso chiaro, la prima dichiarazione non era accurata”. “Per cinque minuti abbiamo visto un agente bianco che premeva il suo ginocchio sul collo di un uomo nero indifeso”, ha detto il sindaco spiegando che il coinvolgimento dell’Fbi è dovuto di fronte ad un fatto di questo genere.
Ma le proteste non sono solo a Minneapolis. Per l’ex giocatore Nba Stephen Jackson, Floyd era un “fratello”. Erano cresciuti insieme in Texas. “Tutti sanno che ci chiamavamo l’un l’altro ‘gemello’. Era andato in Minnesota per cambiare la sua vita guidando camion, gli avevo mandato due o tre scatole di vestiti, stava facendo la cosa giusta. E voi avete ucciso mio fratello. Ora andrò a Minneapolis, farò tutto ciò che mi è possibile per non far passare la vicenda sotto silenzio”. ha scritto Jackson su Instagram.
Anche LeBron James ha postato sulle sue storie di Instagram il video dell’episodio e poi ha pubblicato una foto in cui ci sono una di fianco all’altra l’immagine del poliziotto inginocchiato sul collo di Floyd e quella di Colin Kaepernick inginocchiato durante l’inno nazionale per protesta contro la brutalità  della polizia nei confronti delle minoranze. Il tutto scrivendo: “Adesso capite? O siete ancora confusi? #StateAllerta”. Anche Steve Kerr, capo-allenatore dei Golden State Warriors, su Twitter ha ripostato il video scrivendo “Questo è un omicidio. È disgustoso”.

Ci sono stati scontri tra manifestanti e la polizia durante le proteste a Minneapolis per la morte di George Floyd, afroamericano che è stato ucciso da agenti di polizia che lo stavano arrestando: uno di questi ha premuto il suo ginocchio contro il suo collo fino a soffocarlo.
Centinaia di persone sono scese per le strade per protestare contro la violenza della polizia. Il sindaco della città  Jacob Frey ha fatto sapere che i quattro poliziotti coinvolti nell’arresto di Floyd sono stati licenziati. L’Fbi sta investigando sull’accaduto, ma ancora non è stato formulato nessun capo d’accusa.
I manifestanti si sono radunati nel luogo dove Floyd è stato arrestato, cantando vari slogan, tra cui “I can’t breathe”, cioè la frase che stava rivolgendo Floyd ai poliziotti prima di morire. La tensione si è alzata quando la polizia ha deciso di disperderli attraverso l’uso di lacrimogeni e proiettili di schiuma. Alcuni hanno danneggiato le auto della polizia parcheggiate li vicino.
Una delle richieste delle persone che hanno partecipato alla protesta è quella di rivelare i nomi dei quattro agenti licenziati. “Per cinque minuti abbiamo visto un agente bianco che premeva il suo ginocchio sul collo di un uomo nero indifeso per cinque minuti, non si è trattato di una cattiva decisione di pochi secondi”, ha detto il sindaco Frey.
La famiglia ha chiesto di incriminare i quattro poliziotti: “Lo hanno trattato peggio di un animale. Devono pagare per quello che hanno fatto”, ha dichiarato il fratello alla Cnn.

(da agenzie)

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IL PARROCO DI LAMPEDUSA: “SALVINI HA CALPESTATO LA DIGNITA’ DI ESSERI UMANI, NE RISPONDERA’ ALLA STORIA”

Maggio 27th, 2020 Riccardo Fucile

NOI PREFERIAMO COMUNQUE CHE I DELINQUENTI NE RISPONDANO DA VIVI E FINISCANO IN GALERA

Lui   ha visto e conosce le sofferenze degli ultimi: “Che sia stata un’ingiustizia di Stato o il capriccio di un singolo è irrilevante. Quello che è accaduto è sotto gli occhi di tutti e trovo sia di un’assoluta gravità . I paracadute costituzionali previsti dal legislatore nulla tolgono al fatto in sè: oltre 160 migranti per giorni sono stati bloccati in mare a bordo della nave della Ong. E’ stata calpestata la dignità  di esseri umani e di questo ne risponderemo davanti alla storia”.
Don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, commenta così il voto della Giunta per le immunità  del Senato che ha respinto la richiesta dei magistrati palermitani di processare l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini
Per il parroco di Lampedusa il caso Open Arms va visto da un’altra angolazione. “Il problema qui non è se Salvini abbia agito in solitaria o rappresentando l’intero Governo, chi abbia torto e chi ragione ma che oltre un centinaio di esseri umani sono stati privati della loro libertà . Per giorni. Oggi lo Stato protegge se stesso, abbiamo assistito a una forma di autoprotezione delle Istituzioni. La legge lo consente ed è pertanto legittimo nel nostro ordinamento. Resta, però, un dato di fatto: l’ingiustizia compiuta in modo plateale nei confronti di essere umani indifesi”.

(da agenzie)

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TRAVAGLIO A RENZI: “LEGGI ALMENO LA RASSEGNA STAMPA PRIMA DI PARLARE DI GESTIONE COLLEGIALE PER OPEN ARMS”

Maggio 27th, 2020 Riccardo Fucile

SALVINI FECE CADERE IL GOVERNO DAL PAPEETE L’8 AGOSTO, LA DURA LETTERA DI CONTE DEL 15 AGOSTO DIMOSTRA CHE IL SEQUESTRATORE DI PERSONE FECE TUTTO DA SOLO (COME DA PROVE GIUDIZIARIE)…E SE NE VANTO’ PURE SUI SOCIAL

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi va all’attacco di Matteo Renzi dopo il voto sulla Open Arms che ha visto l’astensione di Italia Viva scatenando altre polemiche nella maggioranza.
Ieri i senatori renziani hanno spiegato di essersi astenuti perchè non sono state consegnate alla Giunta le carte dell’affaire che avrebbero dovuto spiegare se ci fosse stata o meno una partecipazione dell’intero governo Conte One al sequestro della nave della ONG.
Travaglio spiega la strategia politica sottesa di Renzi e poi va all’attacco:
Cioè: con l’aria di fargli un favore, l’Innominabile gli ha fatto un dispetto. Già  che c’era, siccome si crede molto astuto, ha fatto dire ai suoi che per Open Arms bisognerebbe processare non solo l’allora ministro dell ‘Interno, ma tutto il governo Conte-1,che avrebbe condiviso il blocco della nave spagnola per 20 giorni in base al dl Sicurezza-bis varato il 2 agosto 2019. Così — si è detto tutto soddisfatto — colpisco anche Conte (la sua vera bestia nera) e i 5Stelle: furbo io. Ma, nella fretta, s’è scordato di dare un’occhiata non solo alla richiesta dei giudici, ma anche alle date e alla rassegna stampa. Altrimenti avrebbe scoperto che all’epoca il governo Conte-1 non esisteva più. L’8 agosto il Cazzaro Verde aprì la crisi (pur restando incollato alla poltrona, anzi alla sdraio del Papeete).
Il 15 agosto, dopo giorni di braccio di ferro con Salvini, Conte gli scrisse una durissima lettera, pubblicata anche su Facebook: per i giudici, è la prova che il ministro fece tutto da solo (anche perchè il governo non si riuniva più) e contro le indicazioni del premier.
Conte ricordava a Salvini: “Ti ho scritto ier l’altro (13 agosto,ndr) una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, ‘nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione’. Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà  di far sbarcare i migranti a bordo. Comprendo la tua ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula ‘porti chiusi’. Sei… proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Inter no e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa. È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesimo, che non posso accettare”
Poi rivendicava la linea di “maggiore rigore rispetto al passato” contro l’immigrazione clandestina e i successi raccolti in Europa sulla condivisione dell ‘accoglienza degli sbarcati: “Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta i miei omologhi europei ci tendono la mano. Siamo agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo… ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità  del ruolo che ricopriamo e la sensibilità  per le istituzioni che rappresentiamo. La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare ‘slabbra ture istituzionali’, che a tratti sono diventati veri e propri ‘strappi istituzionali’…Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità ”.
Molti, quella lettera che anticipava la ramanzina del 20 agosto in Senato, l’avevano dimenticata. Ora torna d’attuali tà  grazie agli intrighi dell’Innominabile.
Che, mentre s’offre a Salvini per fargli da palo, si rivela il migliore sponsor di Conte. Meglio di Rocco Casalino.

(da agenzie)

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SALVINI SPONSORIZZA L’ARRIVO DI MIGRANTI CON I BARCONI CON LE BALLE SULLA “SANATORIA” DELLA BELLANOVA

Maggio 25th, 2020 Riccardo Fucile

DIFFONDENDO NOTIZIE FALSE FA UN FAVORE AGLI SCAFISTI… NESSUN IMMIGRATO CHE NON SIA GIA’ IN ITALIA DAL 9 MARZO POTRA’ USUFRUIRE DEL PERMESSO DI SEI MESI PER IL LAVORO NEI CAMPI

Un articolo molto interessante sul Giornale di oggi ci spiega che ieri sono sbarcati 450 clandestini dalla Tunisia “giusto in tempo per la sanatoria”.
“Le lacrime del ministro Teresa Bellanova ci riportano dritta in casa l’invasione di migranti. Ieri ne sono arrivati altri 400 sulla spiaggia di Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino. La notizia della regolarizzazione degli immigrati per eliminare il caporalato, in Africa si è diffusa alla velocità  della luce e ora in molti, come documentato da alcuni addetti delle forze dell’ordine impiegati sul campo, arrivano convinti che in Italia si possa entrare come regolari e, per giunta, avere un lavoro. Risultato di quell’intesa giallorossa che affama gli italiani e illude chi arriva da fuori Europa di poter avere un futuro migliore, per la gioia di scafisti e delinquenti internazionali che ora si sfregano le mani.”
Ora, si noti che il quotidiano in prima pagina scrive che i “clandestini” arrivano “convinti” che in Italia si possa entrare come regolari.
Peccato che la sanatoria per colf, badanti e lavoratori dell’agricoltura è rivolta a chi è in Italia da prima del 9 marzo (a tal fine, i cittadini stranieri devono essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020), e quindi chi venisse oggi non potrebbe usufruirne.
Ma allora, posto che non è il decreto Bellanova a richiamare i “clandestini” — come li chiamano i leghisti — in Italia, chi è a farlo?
Basta dare un’occhiata alle pagine di propaganda della Lega per rendersi conto che se c’è qualcuno che sta dando l’idea che la sanatoria sia indiscriminata e per tutti i clandestini, questo è proprio Matteo Salvini.
È infatti il Capitano che ripete ad ogni occasione che la sanatoria è buona per tutti i clandestini, senza specificare mai che bisogna dimostrare di essere in Italia da prima del 9 marzo 2020
E anche nella presentazione del suo intervento in Senato la Lega dice che Salvini si è rivolto a Conte per dire che il governo usava il Coronavirus “per la più grande sanatoria di clandestini”.
E allora sembra piuttosto chiaro che chi sta dando la falsa impressione che la sanatoria serva a chiunque non è certo la Bellanova, ma lo stesso Salvini.
E questo perchè? Per potersi lamentare domani che ce ne sono troppi?

(da “NextQuotidiano”)

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FOGNA AMERICANA: 100.000 MORTI E IN ARKANSAS FANNO I PARTY IN PISCINA

Maggio 25th, 2020 Riccardo Fucile

INDIGNAZIONE E SDEGNO PER IL VIDEO GIRATO AI LAGHI DI OZARK NEL FINE SETTIMANA

Nonostante gli Stati Uniti siano il Paese più colpito al mondo e solo ieri il New York Times, con la sua prima pagina, ha provato a dare un’idea della tragedia che sta colpendo il Paese dove il Covid-19 ha causato oltre 100.000 morti, in alcuni Stati il pericolo non viene ancora percepito in tutta la sua gravità .
Sta suscitando indignazione e sdegno il video di un party in piscina ai laghi di Ozark, nell’Arkansas, avvenuto nel weekend del Memorial Day, il 24 maggio.
Il governatore dell’Arkansas, Asa Hutchinson, si è detto preoccupato per queste immagini che si vanno a unire a quelle di un altro party in piscina organizzato da alcuni liceali che sono poi risultati positivi al Covid-19: “Tutti pensavano che sarebbe stato innocuo. Si tratta di giovani, stavano nuotando e il risultato è stato casi positivi”, afferma il governatore.

(da agenzie)

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SI CHIUDE IL CERCHIO SUGLI AUTORI DELLE MINACCE DI MORTE SOCIAL A SILVIA ROMANO: 40 INDAGATI

Maggio 19th, 2020 Riccardo Fucile

NEL MIRINO PROFILI FAKE LEGATI A SOVRANISTI E NEONAZISTI

L’indagine per minacce aggravate dell’antiterrorismo di Milano ha stretto il cerchio su circa 40 messaggi contro Silvia Romano considerati più pericolosi.
Il lavoro degli inquirenti guidati dal pm di Milano Alberto Nobili ha scremato le numerose minacce ricevuti dalla volontaria 24enne, rientrata in Italia lo scorso 11 maggio dopo un anno mezzo di prigionia tra Kenya e Somalia e diventata bersaglio di una campagna d’odio, esplosa anche dopo l’annuncio della sua conversione all’Islam durante la prigionia e il presunto riscatto pagato per liberarla.
Alcuni giorni fa, Silvia Romano è stata sentita da pm e dai carabinieri del Ros, con l’invito a indicare gli screenshot dei messaggi di insulti e delle minacce ricevute al suo rientro in Italia.
Tra i messaggi che i gli inquirenti hanno ritenuto più pericolosi, per i quali ci potrebbe essere un concreto pericolo per la vita della ragazza, ci sono diversi inviati da profili fake e sostanzialmente anonimi.
Si indaga quindi per individuare gli autori delle minacce, dietro i quali gli inquirenti sospettano possano esserci anche persone legate a gruppi di estrema destra.

(da agenzie)

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UNGHERIA: ARRESTATO UN ESPONENTE LIBERALE DELL’OPPOSIZIONE PER AVER CRITICATO ORBAN SU FACEBOOK

Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA DI + EUROPA: “LA UE TAGLI I FONDI ALL’UNGHERIA”

La notizia è gravissima e la riporta Yuri Guaiana, della Direzione di +Europa: il presidente ungherese Viktor Orbà¡n ha disposto l’arresto di Jà¡nos Csà³ka-Szucs, membro del movimento liberale di opposizione Momentum, per aver criticato il governo su Facebook nella gestione della pandemia: “Questa” dice Guaiana, “è l’ennesima prova di come Orbà¡n stia rapidamente smantellando la democrazia e lo Stato di Diritto in un Paese membro dell’Unione Europea”.
“A questo si aggiungono gli attacchi alla libertà  di stampa, all’indipendenza della magistratura e dell’università , violazioni dei diritti di lavoratori, richiedenti asilo e persone Lgbt, rifiuto di ratificare la convenzione di Istanbul sulla violenza sulle donne, criminalizzazione delle Ong.
È ora che Orban – prosegue l’esponente di +E – venga colpito dove più gli può far male: i fondi stanziati per Budapest nell’ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue devono venir subordinati al rispetto dello Stato di diritto. E la Commissione dovrebbe proporre un meccanismo adeguato per garantire che, fino al ripristino della democrazia – conclude Guaiana – tutti i fondi europei destinati ai cittadini ungheresi siano gestiti direttamente dalle istituzioni Ue”.

(da agenzie)

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LA CRIMINOLOGA BRUZZONE: “SILVIA ROMANO RISCHIA DAVVERO CHE LE FACCIANO DEL MALE, LE ASSEGNINO LA SCORTA”

Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile

“BASTA INDOSSARE IL VESTITO “SBAGLIATO” E DIVENTI IL NEMICO DEL POPOLO, C’E’ UN PROBLEMA DI SALUTE MENTALE IN ITALIA”

“Silvia Romano ci è costata 40 milioni pagati in una Banca del Qatar”. Comincia così uno dei messaggi-bufala che girano sui social network e che spargono menzogne sulla 25enne italiana sequestrata in Kenya a novembre 2018, portata in Somalia dai suoi rapitori e rientrata in Italia dopo 18 mesi di prigionia.
“Silvia Romano è venuta in Italia a compiere una missione ben precisa”, si legge ancora nel messaggio, “ha incarnato il simbolo di un’ideologia. Era avvolta dalla bandiera dello stato terroristico islamico di Al-Qaeda”.
Affermazioni prive di ogni fondamento ma che — circolando sulle app di messaggistica e sui social — istigano all’odio verso la giovane milanese.
Dopo il rientro a casa di Silvia Romano si è scatenata una campagna incredibile fatta di minacce e insulti, con decine di messaggi indirizzati al suo profilo Facebook e dei volantini contro di lei appesi nel quartiere di Casoretto — dove vive la volontaria italiana — e persino cocci di bottiglia sul balcone di un altro appartamento del suo palazzo.
Tanto che la procura di Milano ha aperto un’indagine sulle minacce e valuta la possibilità  di metterla sotto protezione. TPI ha parlato di quanto accaduto con la criminologa Roberta Bruzzone.
Pensa che il pericolo per Silvia Romano sia reale?
Temo proprio di sì. A me stanno arrivando su Whatsapp dei messaggi da numeri sconosciuti che riguardano Silvia Romano e che hanno dei contenuti a dir poco deliranti. Vi si legge che è una terrorista, che bisogna eliminarla, una serie di valutazioni preoccupanti, quindi temo che la questione possa trascendere.
Come mai tanto odio secondo lei?
Spesso nei momenti storici di difficoltà , come quello che stiamo vivendo, la maggior parte delle persone sperimenta una sensazione di angoscia e di frustrazione. Avere qualcuno su cui proiettare questo tipo di vissuti fa stare meglio, quindi adesso il “nemico pubblico numero uno” è Silvia Romano. L’aspetto del trauma vissuto da questa ragazza oggi viene totalmente ignorato e disconosciuto, mentre lei è stata trasformata in una nemica. Questo la rende un possibile bersaglio.
Un bersaglio per chi?
Anche da parte di soggetti squilibrati, che non hanno una collocazione politica ma la individuano come una sorta di nemico da abbattere. C’è molta gente che non sta bene in giro e che non vede l’ora di trasformarsi in colui o colei che ha eliminato quello che adesso viene visto come il “nemico numero uno” del popolo italiano. Mi auguro che questo sia adeguatamente valutato dalle forze di polizia e dall’autorità  giudiziaria, perchè questa ragazza in questo momento è a rischio, a mio modo di vedere.
Il deputato leghista Pagano in Aula ha parlato di Silvia Romano come di una “neo terrorista”.
La conversione ha creato una serie di scenari complottisti degni del peggiore parto psichiatrico estremo, da parte di complottisti dell’ultima ora. Indubbiamente qualcosa è andato molto storto nel modo in cui è stata gestita la comunicazione su questa vicenda. Parliamo della vittima di un sequestro durato 18 mesi, andava preservata di più. Trovo anche molto discutibile che, all’indomani di un interrogatorio che avrebbe dovuto essere secretato data la delicatezza dell’argomento, ce lo siamo invece sostanzialmente ritrovato ripercorso subito dopo.
Che idea si è fatta dopo il ritorno di Silvia?
Mi preoccupa moltissimo la situazione di questa ragazza. È vittima di una situazione tremenda, che avrebbe messo in ginocchio tutti noi. Al di là  del fatto che sembrava sorridente e in buone condizioni fisiche, ricordiamoci che un sequestro di persona che dura 18 mesi è un evento traumatico devastante. Nessuno di noi è in grado di valutare ciò che è successo. È possibile che Silvia Romano possa aver avuto una serie di effetti manipolatori, che l’hanno portata a fare un percorso particolare. È persino possibile che la conversione sia stata una conseguenza di una dimensione post-traumatica, ad oggi non possiamo escluderlo. In una fase post sequestro che lei abbia speso parole “positive” per i sequestratori è assolutamente plausibile. Non perchè sono stati buoni con lei, ma perchè lei potrebbe aver scelto questa strada per cercare di trovare nei suoi sequestratori degli aspetti di umanità  che le servivano per poter gestire l’angoscia di quella condizione.
Ci sono dei precedenti?
Assolutamente sì. Oggi sembriamo tutti esperti della sindrome di Stoccolma, ma la maggior parte delle persone non ha idea di cosa innesti una risposta identificatoria da parte della vittima con il carnefice. Normalmente questo tipo di processo si innesca quando c’è un grandissimo rischio per l’incolumità  fisica e psichica della vittima, di conseguenza in un contesto a medio-lungo termine c’è l’esigenza di trovare delle garanzie sufficienti ad arginare l’angoscia che deriva dal sequestro. Mi guardo bene dal fare valutazioni su Silvia Romano, perchè non l’ho esaminata, ma non faccio nessuna fatica a immaginare che questa ragazza sia stata esposta a un trauma veramente devastante e abbia cercato di resistere a quella condizione nel modo migliore possibile. Se la conversione le ha dato quella chances in più di sopravvivere a quell’esperienza, ben venga. Se è davvero un percorso autonomo o meno lo vedremo nel tempo.
È favorevole quindi alla scorta a Silvia Romano?
Sì. Di scorte sui generis ne abbiamo viste parecchie, ma lei è una delle poche persone che ne hanno davvero bisogno in questo momento in questo paese. E forse ne avrà  bisogno per un periodo prolungato, perchè quest’odio non si spegnerà  rapidamente. L’invito che rivolgo a tutti è di frenate la lingua e le cellule del cervello, che per alcuni hanno preso una deriva delirante e veramente preoccupante. Basta indossare il vestito sbagliato e diventi il nemico del popolo italiano: una situazione allarmante sul versante della salute mentale del nostro paese.

(da TPI)

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BOTTIGLIA CONTRO LE FINESTRE DI SILVIA ROMANO, TROVATI I COCCI AL PIANO DI SOTTO, LA SCIENTIFICA SUL POSTO

Maggio 13th, 2020 Riccardo Fucile

QUESTO E’ TERRORISMO SOVRANISTA CON PRECISI MANDANTI MORALI DI ISTIGATORI ALL’ODIO… LA POLIZIA STA ANALIZZANDO CENTINAIA DI MESSAGGI SUI SOCIAL, POSSIBILI LEGAMI CON GRUPPI DI ESTREMA DESTRA

Silvia Romano è tornata da due giorni nella sua casa di Milano. Ma oltre a ricevere minacce sui social, ora è stata accertata anche un’aggressione fisica: cocci bottiglia sono stati scagliati contro le finestra del palazzo   della cooperante 24enne rientrata dopo 18 mesi di sequestro in Kenya e Somalia.
La scoperta è stata fatta nel primo pomeriggio di martedì 12 maggio, quando i vicini che abitano al primo piano dello stabile hanno chiesto l’intervento della polizia. La famiglia, che abita al piano di sotto rispetto all’appartamento della ragazza, ha raccontato di aver trovato alcuni cocci di bottiglia vicino alla finestra che si affaccia su via Casoretto.
Si tratta della finestra che si trova sotto quella dalla quale lunedì pomeriggio Silvia Romano si è affacciata per salutare amici e sostenitori dopo il suo rientro nella sua città  natale. Sul posto è arrivata anche la polizia scientifica per repertare i frammenti di vetro, mentre altri agenti hanno ascoltato le persone che vivono nell’appartamento.
Non è ancora chiaro quando sia stata lanciata la bottiglia, ma i vicini hanno raccontato che sicuramente si tratta di qualcosa scagliato dall’esterno. In questo caso potrebbe trattarsi di qualche gesto dimostrativo indirizzato all’appartamento della cooperante. Un episodio preoccupante, perchè significherebbe che le minacce di morte arrivate via social in questi giorni e sulle quali è stata aperta un’inchiesta dal pm Alberto Nobili per minacce aggravate, si sono già  trasformate in gesti fisici.
E intanto sono al vaglio degli investigatori del Ros di Milano decine di messaggi social indirizzati a Silvia Romano e contenenti frasi d’odio.
L’analisi è appena cominciata, dopo che ieri la giovane cooperante milanese liberata dopo un rapimento durato un anno e mezzo è stata ascoltata per più ore in procura, nell’ambito dell’indagine per minacce aperta dalla sezione antiterrorismo guidata dall’Aggiunto di Milano Alberto Nobili.
Stamattina gli investigatori si sono recati in via Casoretto, dove abita insieme alla madre e alla sorella: c’era anche il comandante del Ros Andrea Leo, ma la visita, durata circa mezz’ora, sarebbe stata “solo di cortesia”.
Ora le indagini puntano a individuare con precisione gli autori delle intimidazioni online e delle minacce. Gli inquirenti stanno anche verificando eventuali collegamenti tra autori di messaggi e gruppi dell’estrema destra.

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