Maggio 13th, 2020 Riccardo Fucile
“ANCORA PIU’ GRAVE CHE CIO’ SIA AVVENUTO NELL’AULA DELLA CAMERA”
Una vergogna.
E meno male che nel centro-destra c’è chi non si associa: “Non è accettabile che si accusi di terrorismo una cittadina italiana che è stata prigioniera per 18 mesi di un gruppo di feroci criminali. Ancora meno accettabile è che questo avvenga nell’Aula della Camera. Sono intervenuta immediatamente nel ruolo di vicepresidente per censurare le parole del collega della Lega, che considero inadeguate alla carica istituzionale che ricopre e riprovevoli sul piano umano. Ritengo che tutte le istituzioni nella situazione drammatica che vive il Paese debbano recuperare sobrietà e serietà . Gli italiani non sopportano più i teatrini”.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2020 Riccardo Fucile
PER SALVINI “IL PROBLEMA E’ L’ISLAM FANATICO”…ANDATE A COMBATTERLO AL FRONTE ALLORA, INVECE CHE INSULTARE UNA CHE HA LE PALLE DI DEDICARSI AI BAMBINI ORFANI “AIUTANDOLI A CASA LORO”
Bagarre in Aula alla Camera dopo che il deputato della Lega Alessandro Pagano ha definito Silvia Romano “la neo-terrorista”.
Pagano è stato ripreso dalla vicepresidente della Camera Mara Carfagna, cosa che però non ha impedito vivaci proteste di molti deputati. In difesa di Pagano interviene il leader della Lega Matteo Salvini: “Il problema non è Silvia Romano – scrive su Facebook – Lasciamo stare Silvia e guardiamo al vero nemico: l’Islam fanatico, integralista, violento, assassino”.
Mentre la mamma di Silvia Romano, Francesca Fumagalli, taglia corto: “Non ho sentito e non mi interessa. Non amo la politica, non la seguo” risponde a chi le chiede se intende querelare Pagano.
La vicepresidente Carfagna ha a sua volta subito ripreso Pagano. Dopo che il deputato della Lega ha concluso l’intervento ha preso la parola Emanuele Fiano (Pd), che ha definito “inaccettabili” le parole di Pagano perchè ha utilizzato l’Aula per “diffamare e calunniare una persona in termini di codice penale, una persona che è stata 18 mesi prigioniera dei terroristi”.
Carfagna ha a sua volta ribadito di aver già ripreso Pagano e che le sue parole sono “inaccettabili”. “Evidentemente – ha concluso – l’onorevole Pagano se ne assume la responsabilità “.
Elena Grandi, co-portavoce nazionale dei Verdi-Europa Verde, insieme a Laura Russo e Silvana Meli, rispettivamente co-portavoce del Lazio e di Roma, chiedono le dimissioni di Pagano.
“Non bastava – affermano – tutta la misoginia contro Silvia Romano che si legge sui profili social di esponenti politici e personaggi pubblici, ancora a tre giorni dal suo rientro in patria, per come è vestita, per il suo sorriso, per la sua conversione. Accuse e minacce sono entrate nel Parlamento, la più alta Istituzione di questo Paese. Ci domandiamo, dunque, dove siano i limiti di questa classe politica che ogni giorno continua a oltraggiare la storia d’Italia e di tante donne con la propria inadeguatezza. In un Paese normale Pagano sarebbe accompagnato alla porta: ne chiediamo a gran voce le dimissioni”.
Anche deputata dem Laura Boldrini reclama l’intervento del presidente della Camera Roberto Fico e gli indirizza una lettera, chiedendogli “quali iniziative intenda assumere nei confronti dell’onorevole Pagano per le sue accuse gravi e manifestamente infondate nei confronti della cittadina Silvia Romano.
“Con quelli della Lega servirebbero delle mascherine speciali: tecnologicamente dotate di un meccanismo tale che quando dici una cazzata ti blocca”, scrive su Twitter il portavoce nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “Gli italiani sentirebbero così – prosegue l’esponente di Leu – meno sciocchezze, meno istigazione all’odio e insulti da vecchi arnesi, come è avvenuto oggi a Montecitorio. Che vergogna”.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2020 Riccardo Fucile
LA CARFAGNA LO RICHIAMA, SCOPPIA LA BAGARRE ALLA CAMERA
In un paese normale quelli come Alessandro Pagano in Parlamento non ci dovrebbero nemmeno arrivare.
In un paese normale quelli come Alessandro Pagano, se per caso arrivano in Parlamento, dovrebbero poi trovare una forza politica che li accompagna fuori.
Ma la Lega non si vergognerà di quello che ha fatto oggi Alessandro Pagano alla Camera, ovvero definire Silvia Romano una “neoterrorista” e blaterare poi a pene di segugio che lo ha letto su Repubblica, e non lo accompagnerà fuori dal Parlamento perchè le frega soltanto dei voti.
Pagano, illustrando un ordine del giorno al decreto Covid, ha criticato il governo perchè al funerale di un poliziotto morto per il coronavirus non era presente con nessun proprio rappresentante (da precisare che alla commemorazione alla Camera di un altro poliziotto gli scranni dei leghisti erano vuoti dopo che avevano occupato l’aula di notte, ndr). mentre, ha aggiunto, “quando è tornata una neo-terrorista, perchè questo è El Shabaab, sono andati ad accoglierla”.
Immediate le voci di protesta si sono levate dall’emiciclo. La vicepresidente Carfagna ha a sua volta subito ripreso Pagano.
Dopo che il deputato della Lega ha concluso l’intervento ha preso la parola Emanuele Fiano (Pd), che ha definito “inaccettabili” le parole di Pagano perchè ha utilizzato l’Aula per “diffamare e calunniare una persona in termini di codice penale, una persona che è stata 18 mesi prigioniera dei terroristi”.
Carfagna ha a sua volta ribadito di aver già ripreso Pagano e che le sue parole sono “inaccettabili”. “Evidentemente — ha concluso — l’onorevole Pagano se ne assume la responsabilità ”.
Protesta anche il deputato Pd Filippo Sensi che poi su twitter racconta le parole di Pagano e commenta: “Il vomito”.
(da agenzie)
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Maggio 12th, 2020 Riccardo Fucile
LEI AI PM: “SONO SERENA MALGRADO LE MINACCE”… IL PROFILO FB E’ DIVENTATO INACCESSIBILE AGLI ESTRANEI… MA SONO DECINE DI MIGLIAIA I POST DI SOSTEGNO A SILVIA
“Serena nonostante le minacce”. Silvia Romano è stata sentita come persona offesa per circa
un’ora e mezza dal pm di Milano Alberto Nobili, responsabile dell’antiterrorismo, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura sull’odio social che ha travolto la ragazza dopo la sua liberazione.
Nobili coordina l’indagine che è stata affidata al Ros, e che al momento vede la raccolta e l’analisi di tutti i messaggi minatori: ci sarebbero i commenti sui social, lettere/volantini, e anche un post di Vittorio Sgarbi che ha scritto di Silvia “va arrestata per concorso esterno in associazione terroristica”. Del post, tra l’altro, ha parlato, da quanto si è saputo, la stessa 24enne nell’audizione di oggi pomeriggio.
Inquirenti e investigatori hanno sentito anche la madre. L’ipotesi, contro ignoti, è di minacce aggravate.
Il profilo Facebook della giovane volontaria milanese liberata in Somalia dopo un anno e mezzo di prigionia, e rapita in Kenya nel novembre 2018, da oggi non è più visibile: il profilo è diventato privato e non accessibile a chi non è suo amico.
Non manca chi ha fatto recapitare mazzi di fiori a casa di Silvia, mentre sui social sta montando sempre più l’indignazione dei cittadini verso chi la insulta e sono decine di migliaia le persone che le esprimono solidarietà e sostegno.
(da agenzie)
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Maggio 12th, 2020 Riccardo Fucile
LA MACCHINA DEL FANGO SULLA RAGAZZA SI ARRICCHISCE DI ALTRO PUTRIDUME… I SOVRA-ONANISTI FANNO GIRARE IL VIDEO DI UNA RAGAZZA VALDOSTANA SPACCIANDOLA PER SILVIA
Il veleno dei leoni da tastiera è in grado di mistificare anche le realtà più palesi. 
Negli ultimi giorni abbiamo assistito e letto attacchi vergognosi nei confronti di Silvia Romano che ha come unica colpa quella di esser stata rapita.
E lo è stata mentre era in Kenya per aiutare i più deboli ‘a casa loro’, come da motto sovranista che piace tanto a questi parvenu del dibattito social.
Nelle ultime ore, però, il fango gettato sulla ragazza si arricchisce di altro putridume, come il presunto video di Silvia Romano nuda per le strade di Bologna nel 2017.
Lo diciamo subito: non è solo una bufala, ma è uno schifo. Sui social, infatti, sta circolando un video che nel 2017 fece molto scalpore: una giovane che circolava completamente nuda, con una borsa a tracollo, per le strade di Bologna per fare quello che poi definì un esperimento sociale.
In tantissimi, forse accecati dall’odio, stanno dicendo che quella ragazza fosse Silvia Romano. Ovviamente non è così.
Ci viene in aiuto il portale bufale.net che ricorda come quella stessa ragazza del video — che non è Silvia Romano nuda — fosse stata intervistata proprio nel 2017 da La Stampa.
Si tratta di una 27enne valdostana che ora, vivendo nel 2020, ha 30 anni. La cooperante italiana rapita in Kenya e liberata sabato scorso, invece, ha ora 25 anni ed è milanese.
Inoltre, e non pubblicheremo nè il video nè le foto private della giovane perchè la situazione sta superando i limiti del voyeurismo, i tatuaggi che ha la valdostana sono ben diversi da quello sulla spalla di Silvia Romano.
Ora tocca alla magistratura identificare i soliti delinquenti sovranisti che hanno messo in circolazione la bufala sessista, indicando nomi e cognomi dei responsabili.
(da “Giornalettismo”)
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Maggio 12th, 2020 Riccardo Fucile
NON ESISTE ALCUN ROLEX AL POLSO DELLA ROMANO, IL ROLEX LADY HA FORMA OVALE E CINTURINO D’ORO, IL COMUNE OROLOGIO DI SILVIA HA FORMA OVALE E CINTURINO IN PELLE… SOLO DEI COGLIONI POSSONO CREDERCI
Esposizione mediatica, attacco sulla forma, divulgazione di bufale a senso unico.
È questo quello che stiamo affrontando da circa tre giorni, da quando cioè si è diffusa la notizia della liberazione di Silvia Romano.
Ultimamente pare essersi diffusa in maniera capillare una fake news che riguarda la presunta fotografia di Silvia Romano con Rolex Lady Oro al polso.
Il tutto è stato preparato ad arte, con tanto di fermo immagine dell’atterraggio sulla pista dell’aeroporto di Ciampino e freccetta rossa (in modalità «grafica complottista») per evidenziare quanto, invece, viene diffuso nel copy del post Facebook di riferimento.
Le immagini mostrano che in effetti Silvia Romano indossi un orologio da polso al momento del suo atterraggio a Roma. Ma si tratta di un effetto personale che senz’altro non corrisponde al modello del Rolex Lady Oro.
Basta infatti osservare che quello specifico orologio ha una forma rotonda e un cinturino dorato, completamente diversa dalla forma ovale dell’orologio indossato da Silvia Romano.
Non sembra opportuno, dunque, dilungarsi sull’ennesima bufala complottista che costituisce comunque un reato: diffamazione aggravata.
(da agenzie)
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Maggio 12th, 2020 Riccardo Fucile
L’OLEZZO DI FOGNA NON SI SPEGNE TURANDOSI IL NASO, MA BONIFICANDO GLI SCARICHI
L’olezzo dei commenti sulla liberazione di Silvia Romano è tale che non basta turarsi il naso. Il
tono di tante crudeli parole ci restituisce un selfie perfetto dell’Italia.
Un Paese capace di grandi cadute di civiltà , che tiene dentro di sè serbatoi illimitati di razzismo, che appena può si mette a bastonare, voglioso di un’altra prova del sangue.
La tunica di Silvia, la sua conversione all’Islam, è un delitto inaccettabile che la mette fuori dal consesso civile, che le fa meritare le ingiurie e le molte domande con la risposta incorporata: perchè abbiamo pagato? Sottinteso: perchè abbiamo dovuto pagare un riscatto per una come lei, che sicuramente sta dalla parte dei cattivi altrimenti non avrebbe abbandonato i jeans e avrebbe continuato a credere nel nostro Gesù.
Lo chiedono quelli che, parlando di Africa, dicono ogni giorno “aiutiamoli a casa loro”, e poi dimenticano di averlo detto. Perchè in Africa, a dare un aiuto, ci va gente come Silvia non come loro.
La codardia, questa voglia di bastone contro il più debole, è l’espressione drammatica di una opinione pubblica sempre remissiva con i forti, collusa anche con i delinquenti, organizzati o meno, silenziosa anche davanti alle soverchierie più indigeste.
Il seme del razzismo che è dentro il giudizio su Silvia è quello che consente di sopportare che nelle campagne ci vadano i nuovi schiavi, quelli dalla pelle nera, gli affamati, i clandestini. Sono gli stessi che accettano le peggiori illegalità e non vedono, non sentono, non si inquietano.
Si levano accuse, si intimano rese dei conti quando al centro della scena c’è una ragazza salvata dallo Stato, una cittadina che ha ottenuto l’attenzione e l’aiuto che ciascuno pretenderebbe per sè nel caso si trovasse nelle medesime condizioni.
Invece il nulla quando falange di affamatori derubano, sprecano, sporcano la nostra vita.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Maggio 12th, 2020 Riccardo Fucile
SI CHIAMA NICO BASSO, EX ASSESSORE DELLA GIUNTA LEGHISTA: CUOR DI LEONE HA POI CANCELLATO IL POST… IL SINDACO NE CHIEDE LE DIMISSIONI, INDAGA LA MAGISTRATURA
Nel diluvio di insulti social contro Silvio Romano, c’è anche chi si augura per lei “la pena capitale”.
Il post appare su un gruppo che raccoglie i ‘musulmani d’Italia’. “Questa non è una conversione religiosa ma un attacco politico alla nostra nazione e alla nostra Europa – si legge – Persone come lei andrebbero giustiziate negli Stati americani ove esiste la pena capitale. Ora le pecore italiane acclamano al ritorno. Ma quale ritorno! Non si rendono conto che ci hanno inviato una cellula dell ISIS in perfetta copertura?”.
Anche questo post finisce al vaglio della Procura di Milano che sta indagando per minacce aggravate a carico di ignoti. Ci sono anche gruppi come ‘Silvia Romano restituisci i soldi’ in cui si avalla la tesi, al momento priva di ogni fondamento, dell’accordo tra la cooperante e i suoi rapinatori.
Tra i post shock contro la giovane cooperante italiana c’è quello di un consigliere comunale di Asolo (Treviso), Nico Basso, che ha postato una foto di Silvia e sotto ha scritto “impiccatela”.
Basso, un ‘venetista’ capogruppo della civica “Verso il futuro”, ex assessore della giunta comunale leghista del comune trevigiano, ha subito cancellato il post, che era accompagnato da altri messaggi di odio e offese volgari alla giovane cooperante italiana liberata in Somalia dopo 18 mesi di prigionia.
Il post, riferisce la stampa locale, è stato duramente condannato anche dal sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, che ora sta valutando le richieste di dimissioni di Basso arrivate da più parti.
L’uomo non è nuovo ai messaggi d’odio contro politici e rappresentanti delle istituzioni
(da agenzie)
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Maggio 11th, 2020 Riccardo Fucile
“SIAMO UN PAESE DOVE’ C’E’ LIBERTA’ DI CULTO O NO? SIAMO O NO UN PAESE CIVILE?”
Silvia Romano è appena arrivata nella sua casa a Milano. Ad accoglierla c’erano decine di
giornalisti e alcuni vicini di casa, affacciati al balcone.
L’ex cooperante non ha rilasciato dichiarazioni, entrando nel palazzo scortata dalla mamma e dalla sorella. Sorridente, ha salutato dal balcone i tanti amici del quartiere che l’avevano attesa sotto la pioggia. Intanto il papà , al telefono con Open, si lascia andare a uno sfogo amaro.
«La stanno massacrando», dice Enzo Romano, dopo una giornata che lo ha turbato e provato. Ha letto questa mattina i titoli de Il Giornale e di Libero che attaccavano la ragazza per la conversione all’Islam e chiedevano al governo ragione del pagamento del riscatto. E poi, alcuni commenti sui social che hanno gettato un’altra ombra pesante sulla festa. «Se le succede qualcosa se lo porteranno sulla coscienza. Siamo o no un Paese dove c’è libero culto? Siamo o no un Paese civile?».
Lo sfogo di Enzo, «sull’orlo di una crisi di nervi», si interrompe mentre Silvia si affaccia dal balcone di casa. E aggiunge commosso: «Ma la vedete, lei è già fragile, questa figlia mia. Pensate che le farà bene leggere certe cose?».
Poi, con la voce rotta dall’orgoglio, conclude: «Grande figlia mia. . La conversione? Non è stata manipolata, questo è certo».
(da Open)
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