Giugno 2nd, 2020 Riccardo Fucile
NON SOLO PAPPALARDO, MA ANCHE NEGAZIONISTI, NO VAX, EX FORCONI, PREGIUDICATI, NEONAZISTI
Pappalardo, ex generale dei carabinieri, guida la galassia dei gilet arancioni che ingloba
negazionisti sul virus, ex forconi, no vax, disoccupati.
Pappalardo è stato rinviato a giudizio per vilipendio del presidente della Repubblica e sospeso dal grado di generale.
Il leader e fondatore di “Nuova Resistenza Italiana 2020” si chiama Andrea Libero Gioia, romano. È un assistente di volo dell’Alitalia. La crociata è partita con un passaparola social e grazie ad associazioni collegate: The Walk of Change e AlbaMediterranea, presieduta da Orazio Fergnani, che di Gioia è mentore.
Fergnani, originario di Latina, agente di commercio, ora teorico e paladino della “pandemia inventata”. I morti Covid di Bergamo e Brescia? Per Gioia e Fergnani sono colpa di inquinamento e vaccinazioni. Con le loro tesi i sobillatori del complotto hanno convinto molti: più di 10mila gli iscritti al gruppo Telegram.
Andrea Libero Gioia, no vax, in passato portavoce dei gilet gialli nostrani, ha dato vita al movimento Nuova resistenza italiana.
Poi c’è Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova a Roma, vicinissimo a Fiore. Su lui pesa la condanna a 6 anni chiesta dal pm per l’aggressione a due giornalisti dell’Espresso. Castellino è accusato anche di truffa perchè avrebbe truffato 1,3 milioni di euro al sistema sanitario nazionale insieme a Giorgio Mosca. I due imprenditori, secondo l’accusa del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Alberto Pioletti, tra maggio del 2016 e dicembre 2017, dopo aver avviato alcuni punti vendita di integratori alimentari per soggetti affetti da celiachia, avevano ‘taroccato’ i buoni per acquistare cibo gluten-free e poi li presentavano alle ASL per ottenere i rimborsi.
In piazza c’è anche Luca Castellini, responsabile di Forza Nuova nel nord Italia, capo ultrà del Verona. In un video inneggia a Hitler. Noto anche per l’attacco a Balotelli: “Non sarà mai italiano”.
Poi ci sono Massimiliano Pugliese, responsabile per CasaPound dell’VIII municipio, il quartiere rosso della Garbatella a Roma, attivo soprattutto nelle iniziative contro i rom, e Giordano Caracino, leader del Veneto Fronte Skinhead, tra i protagonisti dell’irruzione a Como in un centro migranti. Tra le sue frasi: “Hitler ha fatto anche cose buone”.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 2nd, 2020 Riccardo Fucile
ALCUNE MIGLIAIA DI MANIFESTANTI, LA MELONI PREOCCUPATA, FORZA ITALIA SI SFILA, INSULTI A CONTE, C’E’ ANCHE FORZA NUOVA… LA RUSSA: “LA SITUAZIONE E’ SFUGGITA DI MANO”… VIOLATA LA LEGGE, LA POLIZIA DOVEVA DISPERDERLI, ORA DENUNCI GLI ORGANIZZATORI
Un assembramento che viola ogni regola di sicurezza. Che abbatte qualsiasi soglia di rischio. Che
gioca d’azzardo con la sorte. Distanze azzerate. Alla fine, sono migliaia. Leader (Matteo Salvini in testa) senza mascherine. Le frange più estreme della destra che si presentano puntuali in piazza. Pochi metri più in là rispetto ai promotori del centrodestra (Giorgia Meloni e l’azzurro Antonio Tajani, col leghista).
Centinaia di militanti rispondono alla chiamata via social dell’ex ministro dell’Interno. La Polizia non può che osservare sgomenta. Poi si muove, riceve forse degli ordini dalla questura perchè la scorta dello stesso Salvini chiama preoccupatissima la centrale. C’è la ressa di sempre, avvertono
Eccola la piazza del 2 giugno. “L’Italia non si arrende”. La manifestazione che rompe L’Unità nazionale sotto un Tricolore che da Piazza del Popolo si snoda per trecento metri per via del Corso.
Ma a tenere banco prima dei leader è il drappello tutto muscoli e tatuaggi di “Azione libera italia” frangia di Forza nuova. C’è Danilo Cipressi che urla rabbia dal megafono. Contro Conte, contro le regole “che hanno limitato la libertà ” e contro i giornalisti e la polizia “che ha creato l’assembramento”. Uno dei suoi scagnozzi minaccia i giornalisti con telecamere a non insistere con le domande.
Poi arriva Salvini, abbassa la mascherina e straparla come sempre circondato da centinaia di militanti con telefonini, giornalisti e telecamere. “Se la sinistra era in piazza il 25 aprile, perchè noi no? Vedete bandiere di partito? Solo Tricolori”. Poi inizia una vera e propria sfilata lungo via del Corso. Dovevano essere “solo trecento tra amministratori locali e parlamentari”. C’è un fiume di gente.
La più preoccupata è Giorgia Meloni, che alla vigilia aveva invitato i cittadini “a restare a casa e seguire via social”. Non le hanno dato ascolto. Hanno accolto l’invito di Salvini a esserci. Meloni non toglie mai la mascherina. Si guarda intorno preoccupata. Non era quel che avevano pensato. È una roulette russa.
Parte un coro “Conte, Conte vaffanc…”. Dai capi subito un cenno di stop. Viene subito convertito in “Libertà , libertà ” e “Elezioni subito”.
La capogruppo di Fi Annamaria Bernini e la senatrice braccio destro di Berlusconi Licia Ronzulli riparano in un vicolo, osservano sgomente la bolgia. Lasciano scorrere il corteo lontano su via del Corso. Lasciano il solo Tajani in mezzo alla folla.
Cambia la natura del corteo che metro dopo metro si infiamma, insulta, pretende le elezioni subito: sembra di trovarsi nella curva di uno stadio. Perfino la Meloni osserva attonita, Tajani si muove con passo felpato alla ricerca di spazio. “Non era quello che avevamo pensato”, sussurra La Russa.
Parte l’inno nazionale. “Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò”. E stavolta suona assai sinistro.
(da agenzie)
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Giugno 1st, 2020 Riccardo Fucile
“E’ STATA UNA VIOLAZIONE DELL’UMANITA'”… TRE AGENTI COMPLICI DEL BRUTALE ASSASSINIO
Medaria Arradondo, capo della polizia di Minneapolis, il primo afroamericano, si è recato nel luogo
in cui un suo agente ha ucciso George Floyd, anche lui afroamericano, “per rendergli omaggio”.
Rispondendo in diretta sulla Cnn alla famiglia della vittima che chiede l’arresto anche degli altri tre poliziotti coinvolti, ha detto che “il silenzio e l’inazione sono complicità ”. La morte di Floyd, ha aggiunto, è stata una “violazione di umanità ”
Si sono parlati per la prima volta, in diretta tv sulla Cnn, il fratello di George Floyd, Philonise, e il capo della polizia, Medaria Arradondo, il quale, prima di rispondere alla domanda, si è tolto simbolicamente il cappello in segno di rispetto per la vittima, esprimendo il suo “profondo dolore” verso la famiglia.
(da agenzie)
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Giugno 1st, 2020 Riccardo Fucile
NON ACCENNA A FERMARSI LA RIVOLTA… AGENTI SPARANO SUI GIORNALISTI, MA LA POLIZIA DI HOUSTON SI OFFRE DI SCORTARE IL FERETRO DI FLOYD E SI SCHIERA CON LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA
Da Minneapolis fino al resto degli Stati Uniti: la protesta per la morte di George Floyd si allarga. Negli Usa sono almeno 140 le città in cui sono scoppiate le proteste da mercoledì, la Guardia Nazionale attivata in 26 Stati e nel distretto di Columbia: 40 le città dove è scattato il coprifuoco.
A Birmingham, in Alabama, i manifestanti hanno demolito il monumento di un confederato a Linn Park.
Ad Auckland migliaia di persone sono scese in piazza, nel centro della città , per poi sfilare in corteo fino al consolato americano. Manifestazioni anche a Wellington, Christchurch e Dunedin.Shalane Williams, portavoce ad Auckland del movimento Black Lives Matter, ha parlato di proteste pacifiche: “Non è solo una questione americana, è una questione umanitaria”
A Boston, è stato dato alle fiamme il Suv della polizia vicino al palazzo del governo. A Philadelphia, gli agenti di polizia in tenuta antisommossa hanno usato spray al pepe. In città è scattato il coprifuoco.
A New York, i manifestanti hanno marciato attraverso i ponti di Brooklyn e Williamsburg, il traffico paralizzato, e caos a Union Square dove sono stati incendiati bidoni della spazzatura.
Sempre a New York un agente di polizia ha puntato una pistola contro i manifestanti a Lower Manhattan, come si vede dal video pubblicato sui social media: 12 secondi pubblicati su Twitter dal reporter di Gothamist Jake Offenhartz, alle 22:00.
A Chicago, il governatore J.B. Pritzker ha attivato la Guardia Nazionale. A Louisville, gli scontri in mezzo a una strada affollata sono stati fermati da un abbraccio. Una donna afroamericana e un poliziotto in tenuta antisommossa, sono rimasti stretti, per quasi un minuto.
Non si è mai esposto pubblicamente. L’ex campione dell’Nba Michael Jordan stavolta però ha rilasciato una dichiarazione sulla morte di Floyd, condannando il “razzismo radicato” negli Stati Uniti. “Sono profondamente rattristato, addolorato e molto arrabbiato”, ha scritto Jordan in una dichiarazione pubblicata dai Charlotte Hornets, la squadra Nba che possiede. “Sono con chi sta protestando contro il razzismo radicato e la violenza nei confronti delle persone di colore nel nostro Paese. Ne abbiamo avuto abbastanza”.
Il più grande giocatore di basket di tutti i tempi ha dichiarato che gli americani dovranno lavorare insieme per trovare le risposte ai problemi del Paese. “Dobbiamo ascoltarci a vicenda, mostrare compassione ed empatia e non dare mai le spalle a una brutalità insensata”, ha scritto. “Il mio cuore va alla famiglia di George Floyd e agli innumerevoli altri le cui vite sono state brutalmente e insensatamente interrotte da atti di razzismo e ingiustizia”.
Quincy Mason Floyd domenica ha partecipato a una protesta a Bryan, in Texas, secondo la Kbtx. Era un bambino di quattro o cinque anni l’ultima volta che ha visto suo padre: “Sono davvero emozionato per tutto questo. Tutti escono e gli dimostrano affetto – ha detto – Sono davvero commosso”. Quincy Mason e la sorella, Connie Mason, che hanno partecipato alle manifestazioni di ieri a Bryan, hanno fatto appello ai manifestanti in tutto il Paese a evitare la violenza. “Non risolverà nulla”, ha detto il figlio di George Floyd, che insieme ai fratelli vive a Bryan, dove si sono trasferiti con la madre più di 15 anni fa.
La polizia ha arrestato circa 4.100 persone solo nelle città degli Stati Uniti durante il fine settimana, secondo l’Associated Press. Almeno cinque persone sono state uccise a causa della violenza divampata durante le manifestazioni in alcune parti del Paese: da Detroit a Indianapolis, a Omaha, dove è stato ucciso un manifestante afroamericano di 22 anni. Anche due agenti di polizia di Atlanta sono stati licenziati dopo esserse apparsi in un video che li mostra usare una forza eccessiva durante le proteste del fine settimana, dando ordini e trascinando due studenti del college fuori da una macchina.
I giornalisti americani continuano a essere presi di mira dalla polizia. Vengono arrestati, colpiti da proiettili di gomma e gas lacrimogeni mentre coprono le proteste. Non importa se hanno al collo, visibile, le credenziali stampa. Un reporter del Los Angeles Times, Adolfo Guzman-Lopez, ha mostrato le foto del proiettile di gomma su Twitter. A Washington, è stato colpito il corrispondente di MSNBC, Garrett Haake.
La polizia di Houston vuole scortare il feretro di George Floyd: lo ha detto alla Cnn il capo della polizia di Houston, Art Acevedo, manifestando solidarietà ai familiari di Floyd, che sarà sepolto a Houston. “Vogliamo essere certi – ha detto – che la famiglia sia al sicuro, che il trasferimento sia sicuro e soprattutto vogliamo essere certi che la famiglia sappia che siamo qui per loro, per sostenerli
(da agenzie)
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Maggio 30th, 2020 Riccardo Fucile
MA AVEVA RICEVUTO SOLO UN “RICHIAMO”, MAI UN PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE
Dal passato dell’agente arrestato per l’omicidio di Floyd emergono nuove ombre. Derek Chauvin aveva già ucciso un sospetto, partecipato ad una sparatoria risultata fatale per un altro e ricevuto almeno 17 denunce durante i suoi quasi 20 anni di servizio al dipartimento di polizia locale.
Prima aveva prestato servizio per otto anni come membro della polizia militare nella riserva dell’esercito, che aveva lasciato senza alcun riconoscimento.
In particolare Derek Chauvin era stato uno degli agenti che durante un’azione aveva ucciso Wayane Reyes, un latino-americano, raggiunto da ben 16 proiettili
Una “perversa indifferenza alla vita”, come ha dichiarato il procuratore Mike Freeman che ha ufficializzato l’arresto.
Chauvin, accusato di omicidio di III grado rischia 25 anni di carcere. Secondo quanto riportato dalla stampa Usa, sembrerebbe che fosse solo questione di tempo prima che Chauvin fosse coinvolto in un caso simile: nei suoi 19 anni nel dipartimento di polizia di Minneapolis, come detto, figurano diciassette denunce per il suo comportamento violento, ma non era mai stato avviato nessun procedimento disciplinare, tranne che in un solo caso in cui gli era stata inviata una lettera di richiamo.
(da agenzie)
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Maggio 30th, 2020 Riccardo Fucile
LA FAMIGLIA CONTESTA L’ESITO E CHIEDE UN SECONDO ESAME INDIPENDENTE; “NON CI FIDIAMO PIU’, ABBIAMO VISTO COME CERCANO LA VERITA'”
“Non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento”: sono i risultati dell’autopsia su George Floyd, l’afroamericano morto a Minneapolis dopo che un agente bianco gli ha tenuto premuto un ginocchio sul collo per 9 minuti.
“Gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione, ndr) e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”, dice il referto medico.
La famiglia di George Floyd contesta l’esito dell’autopsia condotta sull’uomo, che esclude la morte per asfissia o strangolamento, e chiede che venga condotto un secondo esame, indipendente.
La famiglia dell’afroamericano morto lunedì sera dopo che un agente di polizia gli ha tenuto il ginocchio sulla gola per nove minuti, il tutto ripreso in un video, si è rivolta al medico legale Michael Baden perchè conduca una seconda autopsia.
“La famiglia non si fida di nulla che arriva dal dipartimento di polizia di Minneapolis – ha detto il legale Ben Crump – La verità l’abbiamo già vista”.
Intanto è stata vandalizzata la casa di Derek Chauvin, il poliziotto bianco arrestato per la morte di George Floyd. Nel sobborgo di Oakdale, fuori Minneapolis, i manifestanti si sono ritrovati davanti alla casa mostrando cartelli alle auto di passaggio e gridando il nome di Floyd.
Chauvin è stato arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale e omicidio di terzo grado: rischia una condanna massima di 25 anni. Il procuratore della Contea di Hennen, Mike Freeman, l’ha definita “l’incriminazione più veloce in un’indagine contro un agente di polizia”.
(da agenzie)
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Maggio 28th, 2020 Riccardo Fucile
22 GARE D’APPALTO TRUCCATE, 63 ARRESTI, 103 MILIONI DI EURO SEQUESTRATI NELL’OPERAZIONE CONTRO LA COSCA PIROMALLI… IL SUOCERO DEL LEGHISTA E’ IN CARCERE DA TEMPO PER UNA CONDANNA PER ESTORSIONE AGGRAVATA DA MODALITA’ MAFIOSE
Il parlamentare della Lega Domenico Furgiuele è indagato dalla Dda di Reggio Calabria, ma per lui il procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, l’aggiunto Gaetano Paci e il sostituto Gianluca Gelso avevano chiesto il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale per 12 mesi.
In un primo momento, la misura cautelare nei suoi confronti era stata disposta dal gip con l’ordinanza firmata il 30 aprile scorso. In seguito a un’informativa della Guardia di finanza, però, il 13 maggio lo stesso giudice per le indagini preliminari ha emesso una nuova ordinanza e ha revocato il divieto di impresa e anche il sequestro preventivo di tutti i suoi conti correnti.
In sostanza sono venute meno le esigenze cautelari per Domenico Furgiuele, in quanto risulta ha “cessato la qualifica di legale rappresentante” della società Terina Costruzioni coinvolta nell’inchiesta “Waterfront” sugli appalti che a Gioia Tauro e a Rosarno venivano vinti da ditte colluse con la cosca Piromalli.
L’uomo di Matteo Salvini in Calabria, però, resta indagato per concorso in turbativa d’asta.
Domenico Furgiuele e altri imprenditori, infatti, nel maggio 2015 “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso” e “con mezzi fraudolenti e collusioni, turbavano la gara d’appalto” indetta dal Comune di Polistena per la realizzazione di un eliporto a supporto dell’ospedale”.
In particolare il deputato del Carroccio, legale rappresentante della Terina Costruzioni, avrebbe messo “a disposizione” la sua società “per la presentazione di un’offerta concordata con le altre imprese partecipanti al cartello, al fine di condizionare il risultato della gara in loro favore”.
La stessa cosa, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuta per l’appalto indetto dalla Suap di Reggio Calabria e relativo ai “lavori di ripristino viabilità in località Bandina di San Giorgio Morgeto”.
La guardia di finanza è risalita al deputato Furguele e alla società di cui era legale rappresentante grazie a un file trovato all’interno di un hard disk sequestrato all’imprenditore Giorgio Morabito.
In quel file c’era una griglia in cui Morabito appuntava il suo “pronostico” delle gare d’appalto. E tra le ditte nominate c’era l’indicazione “mazzei”. Il riferimento è alla Terina Costruzioni e, in particolare all’imprenditore Salvatore Mazzei, suocero di Domenico Furgiuele, “attualmente detenuto presso la casa circondariale di Velletri in quanto condannato per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose”.
La Terina Costruzioni, all’epoca, aveva come socio (con il 39% delle quote) Maria Concetta Mazzei , cognata del legale rappresentante e futuro deputato della Lega Domenico Furgiuele che, due mesi dopo essere stato eletto in Parlamento, cedette l’incarico all’altro cognato Armando Mazzei.
Questo è il motivo per il quale Furgiuele oggi non è stato colpito dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nell’ambito dell’inchiesta “Waterfront” che ha dimostrato l’esistenza di un unico illecito cartello composto da 57 imprenditori capaci di aggiudicarsi 22 gare ad evidenza pubblica attraverso turbative d’asta aggravate dall’agevolazione mafiosa.
Nell’ordinanza trova spazio anche un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano nel maggio 2018. “Dalla consultazione di fonti aperte — scrivono i pm — si eÌ€ rilevato che lo stesso (Furgiuele, ndr) avrebbe prenotato delle stanze presso l’albergo Phelipe di Lamezia Terme (CZ), la sera del 06.07.2012, per tre soggetti che nello stesso giorno si sono resi responsabili dell’omicidio di Fortuna Davide”.
Quel delitto rientrava in una faida tra le cosche del Vibonese: “Tale vicenda, che scaturirebbe dal processo c.d. “Grincia” — è scritto nella richiesta della Procura — eÌ€ stata raccontata da uno dei killer pentitosi dopo la cattura. Furgiuele Domenico, convocato dalla pg, avrebbe riferito di a provveduto alla prenotazione su richiesta di Verduci Antonio, zio di uno dei tre killer”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Maggio 28th, 2020 Riccardo Fucile
“MIO PADRE E’ MORTO PER L’INCAPACITA’ TUA E DI FONTANA”… “HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI DIRE CHE DORMONO SONNI TRANQUILLI, ANCHE MIO PADRE GRAZIE A VOI DORME PER SEMPRE”
«Lo dico all’assessore Gallera e al presidente Fontana che anche il mio papà dorme sonni
tranquilli. Purtroppo per la loro incapacità e non per il virus non si sveglia piu». È lo sfogo di Walter Semperboni, vicesindaco di centrodestra di Valbondione, che ha atteso davanti alla procura di Bergamo con addosso la fascia tricolore l’assessore al Welfare Giulio Gallera per dirgli che «deve andarsene». Gallera è stato infatti convocato nel pomeriggio come teste dai pm a Bergamo, e Semperboni intende lamentarsi con lui del fatto che «non ha mai risposto a una mia telefonata».
Ai giornalisti, ha poi raccontato la tragica storia di suo padre paziente Covid-19 all’ospedale di Piario: «Ho avuto la sfortuna di portare là mio papà . Tutti parlano di Alzano, ma a Piario il primo marzo nessuno tra infermieri e medici indossava la mascherina e i guanti», sostiene il vicesindaco.
Semperboni ha spiegato anche che in quei giorni nel presidio sanitario della Val Seriana «la situazione era insostenibile. Nel pronto soccorso un giorno saremmo stati in 200. Eravamo tutti accalcati».
Dal padiglione di Chirurgia «dove hanno messo i pazienti Covid, mio papà mi ha chiamato dicendomi “mi stanno facendo morire”».
Semperboni ha proseguito che «io non chiedo ai politici che mio padre dovesse guarire ma che potesse morire dignitosamente. Da amministratore libero dico che da Nord a Sud abbiamo politici incapaci. Gallera se ne dovrebbe andare e Fontana non dovrebbe permettersi di dire che dorme sonni tranquilli».
(da “il Corriere della Sera”)
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Maggio 28th, 2020 Riccardo Fucile
DECINE DI ARRESTI DI UOMINI DELLA ‘NDRANGHETA, SMANTELLATO UN CARTELLO CRIMINALE PER PILOTARE GLI APPALTI, SEQUESTRATI 103 MILIONI DI EURO
Con la benedizione del clan Piromalli, un cartello di 57 imprenditori per quasi dieci anni si è
spartito tutti i lavori pubblici realizzati a Gioia Tauro e nelle zone limitrofe.
E non si tratta solo di imprese calabresi. Che il board sedesse a Roma, in Toscana, in Sicilia o in Campania, poco importava.
Tutti — ha svelato l’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla procura antimafia di Reggio Calabria – si conformavano alle regole dettate dai Piromalli, che tramite i loro bracci economici e con la complicità di 11 funzionari comunali aggiustavano gare, assegnavano i lavori a ditte amiche, “dirigevano il traffico” in un sistema che prima o poi garantiva a tutti il suo pezzo di torta.
Fra gli imprenditori coinvolti c’è anche il deputato leghista calabrese, Domenico Furgiuele, ex amministratore e titolare della maggioranza delle quote della Terina costruzioni, che si è affrettato ad abbandonare due mesi dopo l’elezione in Parlamento. Proprio per questo, la misura del divieto di esercitare attività imprenditoriale per 12 mesi chiesta dai magistrati della procura antimafia di Reggio Calabria è stata revocata. Tuttavia, Furgiuele rimane indagato per due gare d’appalto, quella per l’eliporto dell’Ospedale di Polistena e quella per il ripristino della viabilità a Bandina, nei pressi di San Giorgio Morgeto
In entrambi i casi – affermano il procuratore aggiunto Gaetano Paci e il pm Gianluca Gelso, che con il coordinamento del procuratore capo Giovanni Bombardieri hanno diretto l’indagine – avrebbe messo la sua società a disposizione delle manovre ordite dai Bagalà , espressione economica del clan Piromalli, per “aggiustare” le gare d’appalto.
Il metodo messo a punto variava, ma il risultato era sempre lo stesso. Per ogni lavoro messo a gara, le 60 imprese del cartello, riunite in Ati o Rti, presentavano offerte già in precedenza concordate, in modo da far aggiudicare i lavori a una di quelle del gruppo. Oppure le buste venivano consegnate in bianco e compilate da chi di dovere. Quando l’appalto toccava ad una delle imprese direttamente controllate dai Piromalli, o dal loro braccio operativo, il clan Bagalà , erano loro stessi a eseguire i lavori, altrimenti subentravano con i classici noli o attraverso le procure speciali rilasciate ai loro uomini di fiducia.
(da agenzie)
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