Luglio 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL DIRETTORE DELL’AISE AL COPASIR: I TENTATIVI RUSSI DI INFLUENZARE LA NOSTRA POLITICA SONO COMINCIATI MOLTO TEMPO FA E NON SONO MAI CESSATI
Due pessime notizie per il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini.
La prima: le operazioni di influenza della Russia di Vladimir Putin in Europa e nel nostro Paese sono cominciate molto tempo fa, non hanno mai conosciuto una battuta di arresto, restano in cima all’agenda delle minacce alla nostra Sicurezza nazionale e dunque sono state e continuano ad essere costantemente monitorate dalla nostra Intelligence.
La seconda: Gianluca Savoini, l’uomo al centro dell’affaire Metropol, e dunque le attività della sua associazione Lombardia-Russia e la sua rete di relazioni a Mosca, erano e sono da tempo nel radar del nostro spionaggio.
Sono le indicazioni che Luciano Carta, direttore dell’Aise, la nostra Agenzia di intelligence all’estero, ha fornito ieri mattina nella sua lunga audizione (quattro ore, di cui una dedicata interamente alla vicenda moscovita) al Copasir, il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica.
E, messe insieme, liquidano, ammesso ce ne fosse bisogno, la banalizzazione — «gossip» — che della vicenda russa ha continuato a proporre Salvini, con la sponda della presidentessa del Senato Maria Elisabetta Casellati, nel tentativo disperato di sottrarsi al confronto parlamentare.
Quando, di fronte a domande specifiche, mirate a definire con maggiore precisione quale tipo di intelligence l’Aise abbia sin qui raccolto su Savoini, il suo compare Claudio D’Amico, e la loro associazione, Carta si è rifugiato dietro al segreto istruttorio dell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano.
Il che, indirettamente, ha confermato che l’attività istruttoria della magistratura, partita dai nastri del Metropol, si sta allargando ad acquisire ogni elemento utile a inquadrare i protagonisti di questa vicenda e le loro mosse nel contesto russo. E che a questi elementi di conoscenza sta dando o comunque ha dato il suo contributo anche l’Ais
(da agenzie)
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Luglio 17th, 2019 Riccardo Fucile
L’ODIO DEGLI SCIACALLI SI SCATENA SUI SOCIAL… ESCREMENTI UMANI CHE PRESTO PERDERANNO IL SORRISO
Questa mattina è morto lo scrittore Andrea Camilleri. L’autore della fortunata serie de Il Commissario Montalbano si è spento oggi all’età di 93 anni, ad un mese dal suo ricovero in rianimazione all’ospedale Santo Spirito di Roma.
Oggi come quel giorno di un mese fa Camilleri è vittima dell’oltraggio di chi ne festeggia la dipartita. Ad esultare, e la cosa non sorprende, sono i fan del ministro dell’Interno, in passato oggetto di critiche da parte dello scrittore siciliano.
L’elettore leghista, il fan salviniano, il patridiota quella dichiarazione di Camilleri se l’è legata al dito. Ed ha atteso pazientemente sulle rive del fiume che passasse il cadavere del “nemico” per dare il via ai festeggiamenti.
Tutta colpa di quando lo scrittore disse che la vista (Camilleri ormai non ci vedeva più) di Salvini con il Rosario in mano gli dava “un senso di vomito”.
Secondo Salvini e i suoi un insulto gravissimo. Ma in quell’intervista il narratore siciliano ne aveva anche per il PD e per il M5S. E già in un’intervista del 2013 aveva espresso giudizi ancora più duri nei confronti di Renzi e del M5S.
«Via un’altra zecca anacronistica di propaganda» scrive Lory, contenta di poter respirare meglio «senza quel tisico kompagno komunista».
Luca invece bacchetta “Matteo” e gli rimprovera di «ricordare un seminatore di odio come Camilleri, un incallito ammiratore del comunismo, la più mortifera delle ideologie, un mediocre assurto a genio solo per la sua militanza, uno che disprezzava te e i milioni di italiani che ti votano».
Evidentemente criticare un politico che si fa le foto con il Vangelo o il Rosario in mano equivale a disprezzare tutti i suoi elettori. Chissà quanti di loro sanno recitare un Rosario.
Non va meglio nei commenti sparsi sotto i post dei giornali che danno la notizia del decesso dello scrittore. Anche lì è una gara a chi si dimostra capace di disprezzare meglio una persona che non può più rispondere agli insulti (e per fortuna Camilleri aveva troppa classe per farlo quand’era in vita). «Una merda di meno!», «È sempre un comunista in meno» si consolano alcuni che evidentemente non riescono a trattenere la gioia per la morte di una persona.
Odiatore seriale, pdiota è così che alcuni scelgono di ricordare Camilleri, felici che ci sia “un voto in meno per il PD” e augurandosi cristianamente che “nel regno dei comunisti” lo scrittore possa trovarsi bene. Il migliore è senza dubbio quello che scrive “riposa non in pace comunista“, chissà quanto l’ha pensata prima di scriverla.
Più che la frase sul rosario, che certamente rimane impressa nelle menti semplici, va ricordata in questa intervista rilasciata al sito di Michele Santoro e che risale al 25 aprile scorso dove fa notare al ministro dell’Interno che la Liberazione “non fu una rissa tra comunisti e fascisti come dice Salvini: così offende i caduti di entrambe le parti, perchè i fascisti che andavano a morire giovani credevano in un ideale sbagliato, , ma ci credevano”
A differenza di questi rifiuti umani sovranisti, clandestini dell’umanità .
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 16th, 2019 Riccardo Fucile
LEGGETE I COMMENTI E VI CONVINCERETE CHE CON QUESTI ISTIGATORI ALL’ODIO C’E’ SOLO UN RIMEDIO
Ci sono fatti di cronaca che hanno la loro “foto simbolo”. Per la vicenda dello sgombero della ex
scuola Don Calabria in via Cardinal Capranica a Primavalle senza dubbio è lo scatto di Massimo Percossi di ANSA che ha fotografato uno dei bambini uscire portando con sè una pila di vecchi libri.
La foto è solo una sintesi della giornata di ieri, che alla fine delle “operazioni” ha lasciato più di 300 persone senza casa. Tra loro circa 80 minori che frequentavano le scuole della zona.
Il bambino della foto è uno di loro, uno dei più “deboli”, e sicuramente non ha colpe dell’occupazione (iniziata nel 2003).
Ma la foto diventa anche un facile bersaglio per la rabbia di quei patridioti che ritengono sia finta, creata ad arte. O peggio ancora un fotomontaggio.
“Figuriamoci se quelli lì, gli abusivi, mandano a scuola i figli”. Eppure di quella foto esistono altre versioni che dimostrano che quel bambino era davvero uno degli abitanti dell’edificio sgomberato ieri. Un altro scatto ad esempio, sempre con lo stesso bambino, è quello pubblicato dalla sindaca del I Municipio Sabrina Alfonsi.
Ma il “problema” della foto non riguarda certo il fatto che sia vera o meno (certo fa sorridere pensare che c’è qualcuno che è convinto che ANSA pubblichi foto false). Il problema è che per l’ennesima volta sbatte in faccia ai sostenitori delle politiche sicuritarie del governo la vera faccia dell’emergenza abitativa.
Così come le foto dei migranti naufraghi mostrano che il fenomeno della presunta invasione è fatta di persone, di volti.
Ecco quindi che si accusano i giornali che pubblicano la foto “strappalacrime” di voler fare propaganda pro-accoglienze e di “far leva sul pietismo”.
Oppure si parla di “foto inventate” per alimentare l’odio, quando in realtà lo scopo è esattamente l’opposto.
E se quei libri fossero pericolosissimi corani?
C’è chi dice che i libri non sono veri libri ma “libri da macero non certo adatti per un bambino di quell’età ” e che quindi la foto è “fatta a regola d’arte”.
Insomma si tratterebbe di uno scatto dove il bambino è messo in posa. Perchè naturalmente durante uno sgombero, con le forze dell’ordine a presidiare in massa l’area è possibile anche dedicarsi alle foto artistiche.
Il fatto che i libri sembrino vecchi poi non significa nulla. Magari sono tutto ciò che quel bambino ha di più caro. No, i giornalisti sicuramente hanno pagato per far “sfilare” il ragazzino con i libri.
E non manca il tizio con tricolore, cuore nero e manina che fa il saluto romano (il solito sedicente fascista da Bagaglino) che dice che secondo lui quei libri sono corani. Ma anche se fosse? Se davvero ci fosse una copia del Corano sarebbe un problema? Ovviamente no. In fondo quel bambino non sta mica facendo un comizio dal palco, non sta baciando il Vangelo di fronte a migliaia di persone, non sta ostentando la sua (eventuale) fede.
Il buonismo è il vero grande crimine che i patridioti non possono sopportare. Ecco che la foto è “patetica”, “ipocrita” oppure “da libro cuore”.
C’è chi pietà ed empatia non è in grado di provarle. Sono quelli che magari su Twitter si “commuovono” pensando ai terremotati
Ma non è una vera commozione, è tattica politica, è strumentalizzazione del dolore (altrui) per fini propagandistici, non c’è una reale vicinanza emotiva. Se avete a cuore i bambini o la sorte di chi soffre allora non potete selezionare chi salvare e chi insultare su base etnica. Ecco invece che c’è quello che scrive “te ne devi annà “, come se potesse parlare con il ragazzino.
Un altro invece, con immancabile tricolore nel profilo, commenta “libri? A che servivano? Ma fatemi il piacere”.
È uno che la sa lunga e che sarcasticamente dice “brulichiamo di scienziati rom e magrebini di seconda generazione”. Suvvia, lo sappiamo tutti che questi ragazzini sono senza futuro, anzi il loro futuro noi bravi italiani lo sappiamo già : saranno criminali. E chi ci dice che quei libri non li abbia rubati??
(da “NextQuoitidiano”)
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Luglio 15th, 2019 Riccardo Fucile
TERRIBILI IMMAGINI SUI TRATTAMENTI DA TRIBUNALE INTERNAZIONALE: QUESTI SONO GLI STATES DEI CRIMINALI SOVRANISTI
Nelle gabbie come animali. Sono esseri umani. E sono nelle mani di quello che si definisce uno stato democratico e che per alcuni anni ha provocato guerre e stragi con la sua fissazione di voler ‘esportare’ la democrazia nel mondo, ma ovviamente solo in quei paesi che considerava strategicamente interessanti,
Ma quello che sta accadendo negli Stati Uniti di Donal Trump, il miliardario che vive nel lusso e che disprezza i poveri, è da denuncia al tribunale internazionale.
Le testimonianze di chi ha assistito a quegli orrori fanno accapponare la pelle;: “erano urla di bambini e bambini piccoli. Ho parlato con un papà di una ragazza malata di 6 mesi. Era arrossita, svogliata, i suoi piccoli pugni erano strettamente legati alla sua maglietta. Influenza, meningite, tifo, pidocchi e altro”
Nei giorni scorsi Alexandria Ocasio-Cortez, membro democratico del Congresso degli Stati Uniti, era andata insieme a un gruppo di deputati, a Clint, in Texas, dove si trova un centro di detenzione per migranti catturati al confine con il Messico.
La deputata ha denunciato che le guardie di confine, le Control Border Patrols (Cbp) sono state “fisicamente e sessualmente minacciose” anche nei suoi confronti e degli altri deputati, arrivando anche a ridere di loro. Ocasio-Cortez ha raccontato che dopo aver riportato la vicenda ai superiori, si è sentita rispondere che “i soldati sono sottoposti a forte stress”.
“Gli agenti tengono le donne nelle celle senza acqua e le costringono a bere l’acqua del water” ha scritto ancora la deputata.
Questi sono crimini contro l’umanità . Non degni di una democrazia.
(da Globalist)
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Luglio 12th, 2019 Riccardo Fucile
AGENZIE ONU: “UNA VERGOGNA, LE NAVI EUROPEE RIPRENDANO I SOCCORSI”… “BASTA SOSTEGNO ALLA GUARDIA COSTIERA LIBICA”
Gli unici tre superstiti avevano raccontato l’esatta verità . Sul gommone naufragato dieci giorni
fa al largo delle coste tunisine di Zarzis erano più di 80. A decine, negli ultimi giorni, il mare ha restituito i corpi delle vittime. Adesso sono 72 quelli recuperati.
Gli ultimi 38 sono stati rinvenuti oggi dalla Mezzaluna rossa. Mongi Slim, presidente della sezione di Medenine, ha detto che 36 delle vittime sono state rinvenute nei pressi di Zarzis, nel sud-est della Tunisia, e due al largo dell’isola di Djerba
Secondo le dichiarazioni raccolte da uno dei sopravvissuti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, a bordo del gommone, partito dalle coste libiche di Zwara in direzione Italia, vi erano 86 persone.
E Oim e Unhcr, le due agenzie delle Nazioni unite che si occupano di migranti e rifugiati, tornano a firmare oggi una nota congiunta in cui chiedono l’immediata liberazione ed evacuazione dei migranti prigionieri nei centri di detenzione libici e l’interruzione di ogni accordo a sostegno della Guardia costiera libica che continua a privare della libertà gli immigrati intercettati in mare e riportati indietro in un Paese devastato dalla guerra
Le due agenzie chiedono la ripresa delle operazioni di soccorso in mare della flotta europea e condannano la campagna anti Ong: “Esse dovrebbero poter riprendere a svolgere questo compito vitale e si dovrebbe istituire con urgenza un meccanismo di sbarco temporaneo che consenta una condivisione di responsabilità a livello europeo. Alle imbarcazioni commerciali non deve essere chiesto di ricondurre in Libia i passeggeri soccorsi.”
(da agenzie)
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Luglio 9th, 2019 Riccardo Fucile
SANZIONI DA 150.000 A UN MILIONE DI EURO E ARRESTO DEL COMANDANTE… A QUANDO LE RAFFICHE DI MITRA PER DIFENDERE I CONFINI DEL LORO RAZZISMO? IL M5S COMPLICE DELLA FOGNA XENOFOBA, RESTERANNO NELLA STORIA
Accordo trovato tra Movimento 5 Stelle e Lega sugli emendamenti al decreto sicurezza bis, il provvedimento fortemente voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Un’intesa che fa saltare, però, la norma proposta inizialmente dalla Lega che assegnava al Viminale più poteri in materia di sbarchi. L’emendamento sul tema è stato bocciato dai Cinque Stelle e per questo non è stato presentato dai deputati del Carroccio.
Sono invece 547 gli emendamenti presentati in totale nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera al decreto sicurezza bis (qui il testo varato dal Consiglio dei ministri). Ne ha presentati 44 il Movimento 5 Stelle, 21 la Lega, ben 161 Forza Italia, 128 Fratelli d’Italia e 119 il Pd. Ancora, altri 41 proposte di modifiche sono arrivate dal gruppo di +Europa, 15 da Leu e 7 dalle minoranze linguistiche.
Il decreto, una volta approvato alla Camera, dovrebbe approdare al Senato nella settimana tra il 30 luglio e il 2 agosto, secondo quanto annunciato in Aula a Palazzo Madama dal presidente di turno Roberto Calderoli.
Dal sequestro della navi delle Ong all’arresto del comandante dell’imbarcazione.
Tra gli emendamenti presentati dalla Lega al decreto sicurezza bis la maggior parte riguardano il tema dei migranti e dei salvataggi nel Mediterraneo. Un emendamento del Carroccio prevede che il comandante della nave di una Ong che compie il “delitto di resistenza o violenza contro una nave da guerra” debba essere sempre arrestato.
Una proposta di modifica che sembra ricalcare quanto successo con il caso Sea Watch e la sua capitana Carola Rackete. La Lega chiede anche il sequestro delle navi delle Ong che non rispettano il divieto il transito nelle acque territoriali: per il Carroccio andrebbero sempre sequestrate e confiscate.
Con l’emendamento si prevede che il sequestro non avvenga solo in caso di reiterazione del reato, ma sempre.
La Lega propone anche un emendamento con cui tenta di allargare i casi in cui un cittadino di un paese dell’Ue possa essere espulso.
L’attuale codice penale prevede che il “giudice ordina l’espulsione dello straniero o l’allontanamento dal territorio dello Stato del cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea, oltre che nei casi espressamente preveduti dalla legge, quando lo straniero o il cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea sia condannato alla reclusione per un tempo superiore ai due anni”. Con l’emendamento si abbasserebbe questa pena a un anno.
Gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle sembrano seguire la linea della Lega e del ministro dell’interno, Matteo Salvini, sul tema migranti e salvataggi nel Mediterraneo.
Anche i pentastellati propongono l’immediato sequestro e la confisca della navi delle Ong che non rispettano le regole del decreto sicurezza, come annunciato da Luigi Di Maio negli scorsi giorni.
Un sequestro previsto sin dalla prima violazione e non in caso di reiterazione, secondo la proposta di Anna Macina e Devis Dori. Inoltre l’emendamento prevede che la nave sequestrata venga impiegata dalla polizia o dalla protezione civile e si istituirebbe anche un registro delle navi confiscate al Mit.
Il M5s non condivide, invece, la richiesta di aumentare le sanzioni per le navi che soccorrono i migranti: la Lega propone di innalzare questa cifra a un milione di euro, mentre i 5 Stelle ribadiscono quanto previsto dal testo uscito dal Consiglio dei ministri, modificando però altri aspetti dello stesso articolo del decreto: “Salve le sanzioni penali, quando il fatto costituisce reato, in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, notificato al comandante, si applica a questo la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000”, recita l’emendamento.
Altra richiesta del Movimento 5 Stelle è quella di aumentare i servizi di prevenzione e di controllo del territorio, soprattutto nelle zone in cui i flussi migratori sono maggiori in alcuni periodi dell’anno, anche per le condizioni meteorologiche favorevoli. I pentastellati chiedono al Viminale di predisporre il trasferimento di 100 unità delle forze di polizia alle frontiere italiane.
(da “FanPage”)
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Luglio 9th, 2019 Riccardo Fucile
IL REPORT: STRAGI OCCULTATE, OMICIDI, STUPRI, TORTURE, PROFUGHI LASCIATI MORIRE PER FAME, EMBARGO ARMI VIOLATO, GUARDIA COSTIERA COINVOLTA IN CRIMINI… E IL GOVERNO ITALIANO CONTINUA A FINANZIARE QUESTA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
Non ci sono solo gli “sbarchi fantasma”, ma anche le morti che alcuni governi europei e le autorità libiche preferiscono occultare.
«Innumerevoli migranti e rifugiati hanno perso la vita durante la cattività , in mano ai trafficanti, uccisi a colpi di arma da fuoco, torturati a morte o semplicemente lasciati morire di fame o perchè vengono negate le cure mediche».
Non è che una delle decine di accuse che circolano a Ginevra durante la 41esima sessione del Consiglio per i diritti umani dell’Onu.
La Libia è uno dei temi chiave, perchè tra il mare e il deserto anche i diritti umani sono ormai un miraggio.
«In tutta la Libia vengono scoperti — si legge in uno dei report — corpi non identificati di migranti e profughi con ferite da arma da fuoco, segni di tortura e ustioni. Spesso i loro resti vengono rinvenuti tra cumuli di spazzatura, nel letto di fiumi in secca, non lontano dalle fattorie e nel deserto».
Le Nazioni Unite sanno, e hanno le prove.
A giorni la procuratrice della Corte penale internazionale dell’Aia depositerà un nuovo aggiornamento, e ancora una volta le autorità libiche ne usciranno a pezzi.
«La frequenza dei casi di stupro ai danni delle donne che sono transitate in Libia — confermano i documenti degli ispettori Onu — è corroborata da una pletora di fonti».
La stragrande maggioranza «delle donne e adolescenti intervistate nel 2017 e nel 2018 ha riferito di essere stata violentata da trafficanti in Libia o di aver visto donne portate via e tornare sconvolte, ferite e con i vestiti strappati».
I responsabili hanno nomi e cognomi. Spesso indossano una divisa e incassano uno stipendio grazie a finanziamenti dell’Unione europea.
«Le autorità pubbliche, inclusa la Direzione per la lotta alla migrazione illegale e la Guardia costiera libica, sono accusate di essere coinvolte in gravi atti di violenza e che tali crimini sono spesso associati a un’impunità diffusa», si legge in altri documenti messi a disposizione del Consiglio per i diritti umani.
Impunità che permette ai libici di ricattare l’Europa e specialmente l’Italia. Ieri mattina diverse fonti a Tripoli hanno riferito che nel giro di qualche ora, due giorni al massimo, la cosiddetta guardia costiera di Tripoli avrebbe annunciato lo stop alle operazioni di intercettazione dei migranti in mare.
Un annuncio minacciato già in altre circostanze, e regolarmente seguito dalla promessa di altri fondi ed equipaggiamento. Puntuale, ieri sera, è arrivata dal governo di Roma la promessa di altre 10 motovedette che potrebbero essere consegnate ai libici già entro agosto.
Nel corso delle audizioni, i delegati di alcuni Stati e i rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali hanno chiesto ad “Avvenire” maggiori dettagli su una inchiesta portata all’attenzione del Consiglio, in particolare il caso di Bija, un trafficante di esseri umani destinatario del blocco dei beni da parte delle autorità libiche, tornato però a comandare alcune motovedette nell’area di Zawyah, dove sono riprese le partenze di migranti.
«Gravi atti di violenza, tra cui uccisioni illegali, torture e maltrattamenti, stupri e violenze sessuali, abusi fisici, estorsioni, minacce e intimidazioni sono commessi contro i lavoratori migranti e i membri delle loro famiglie», spiega un altro dossier, vessati «da funzionari dello Stato, gruppi armati, contrabbandieri, trafficanti e gruppi criminali, dentro e fuori i centri di detenzione formali e informali».
Nel Palazzo delle Nazioni, arriva anche la denuncia di Amnesty International che ha ottenuto immagini satellitari che documentano come la violenza scoppiata il 4 aprile abbia costretto oltre 100 mila civili ad abbandonare le abitazioni. Soprattutto «l’embargo sulle armi avrebbe dovuto proteggere la popolazione civile della Libia — dice Magdalena Mughrabi, vicedirettrice di Amnesty per Medio Oriente e Nordafrica —. Stati come la Giordania, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia lo stanno violando clamorosamente».
(da “Avvenire”)
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Luglio 9th, 2019 Riccardo Fucile
COME I CRIMINALI DI PINOCHET CHE SPEZZAVANO LE DITA AL CANTAUTORE VICTOR JARA
Tra qualche anno, forse più di cinque, sicuramente meno di dieci, la notizia che nel 2019
qualcuno volesse ritirare la patente nautica a Tommaso Stella, il capitan Tommy di Mediterranea ci farà lo stesso effetto straniante dei roghi e delle corde saponate agitate dal Ku Klux Klan contro i bianchi che aiutavano i neri in Alabama.
Ci chiederemo: ma è accaduto davvero? E ci domanderemo, come è successo a molti democratici silenti negli anni sessanta del secolo scorso: ma io ho fatto sentire la mia voce? Io ho protestato come potevo?
L’idea che un capitano che salva dai fondali del Mediterraneo e dalla morte certa 54 vite sia multato per 16mila euro è già in se inquietante. Ma l’idea che questo salvataggio possa portare qualcuno ad agire per distruggerlo e togliergli il suo lavoro per sempre è una idea quasi oscena, miseria che fa ribollire il sangue.
Tuttavia sta accadendo: la patente nautica di capitan Tommaso in queste ore viene sospesa: visto che hai raccolto i naufraghi, adesso non potrai più navigare.
Mi vengono in mente i gorilla di Pinochet che nello stadio di Santiago, nel settembre de 1973 spezzavano le mani del cantautore Victor Jara, per dare una lezione a tutti quelli che avevano amato la sua musica è le sue idee di uomo libero.
Per far capire con una immagine che il vento era cambiato: “Adesso facci vedere come suoni la tua chitarra”.
Visto che le Ong in questi mesi hanno salvato poco più di 200 migranti su 3mila, mentre gli altri li ha tratti in salvo la Marina italiana nelle diverse declinazioni dei suoi corpi, dovremmo prendere in considerazione l’idea che se si seguisse lo stesso parametro, un intero esercito dovrebbe essere degradato e tradotto in catene davanti alla Corte Marziale.
Entrambi infatti — i civili e i militari — obbediscono ai principi della dichiarazione dei diritti dell’uomo, a quelli della Costituzione italiana e alla legge del mare. Entrambi hanno fatto sbarcare donne e bambini.
Dunque non è chiaro la ratio di questo feroce ribaltamento di senso, che suona più o meno così: 1) Non ci va bene che salvi i neri. 2) Non ci va bene che tu li salvi e li fai approdare in Italia (invece di riportarli nel lager da cui provengono o in un paese che non riconosce i diritti dell’uomo). 3) Non possiamo accettare che a farlo sia una Ong.
Perchè il tacito sottinteso è che se una Ong salva delle vite, qualcun altro le aveva trascurate. Quindi bisogna spaccare le gambe ai volontari delle Ong, bisogna punire chi collabora con loro, perchè solo facendo sparire le Ong dal Mediterraneo spariranno i testimoni e le prove della vergogna europea.
Ovvero l’indifferenza al dolore dell’Africa, la complicità con le dittature più feroci, la responsabilità nei conflitti, il rifornimento delle armi nei paesi delle guerre civili, lo sfruttamento delle ricchezze e — infine — il desiderio di voltarsi da un altra parte mentre uomini donne e bambini rischiano di affogare perchè fuggono ai trafficanti di uomini.
Tommaso Stella ha raccontato con parole moto semplici, a Stefano Mensurati di La Repubblica cosa lo ha mosso: “Ho guidato le barche più belle e più ricche del mondo, ma non mi dimentico da dove vengo: ho voluto aiutare i più deboli”.
Non ha guadagnato nulla per la sua missione, ha agito da volontario. Ha preso il mare su una barca da ricognizione traendo in salvo persone che stavano andando a fondo, e gestendo una situazione di emergenza, con 80 tra naufraghi ed equipaggio ammassati su una barca da venti metri.
Potete togliergli la patente nautica, forse. Non potete scalfire la sua dignità .
Potete agitare le corde saponate, sequestrare le navi, forse.
Ma non vi salverete dalla vergogna che più ferisce.
Quella che i vostri figli proveranno sapendo che in questo squarcio di secolo eravate ad applaudire, e non a combattere.
Luca Telese
(da TPI)
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Luglio 8th, 2019 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI MARTELLO: “LA RAI IMPEDISCE AI SUOI GIORNALISTI DI INTERVISTARMI SU ORDINE DI SALVINI”… PEGGIO CHE NEI REGIMI MILITARI: CON TUTTI I BARCHINI CARICHI DI MIGRANTI CHE ARRIVANO, LA NARRAZIONE CRIMINALE ANDREBBE A PUTTANE
La denuncia del sindaco di Lampedusa è molto grave. 
Totò Martello ha rivelato che alcuni giornalisti della Rai hanno ricevuto l’indicazione da parte dei vertici della televisione pubblica (e dei loro telegiornali) di non intervistarlo per quel che riguarda la questione migranti e i continui sbarchi dei migranti sull’isola italiana.
Il primo cittadino parla di atto di censura da parte dello Stato che, con il servizio pubblico, dovrebbe dare voce a tutti e non decidere a tavolino con chi e di cosa parlare nel corso dei servizi tg.
«Alcuni giornalisti Rai mi sono venuti a riferire che hanno ricevuto l’ordine di non intervistare Totò Martello per non dispiacere nessuno, perchè disturbo la notizia del giorno — ha detto il sindaco di Lampedusa partecipando a una tavola rotonda nell’ambito del ‘Premio giornalistico Cristiana Matano’ -. In città queste cose si notano di meno. A Lampedusa dove il corpo a corpo è forte, diventa ancora più evidente. Una inaccettabile censura da parte dello Stato».
Parole forti, come è forte l’accusa di Totò Martello che ha deciso di denunciare l’atteggiamento della Rai nei suoi confronti, soprattutto dopo le sue parole degli ultimi giorni sui continui sbarchi di migranti che non arrivano solamente con le navi di soccorso delle Ong, ma soprattutto con in cosiddetti barchini fantasma che sono come gocce cinesi che riempiono il vaso.
«È normale che scendono 40 persone: questi hanno avuto la disgrazia di essere salvati dalla Ong, mentre contemporaneamente ci dono decine di sbarchi fantasmi — ha proseguito Totò Martello -. Ma il fatto è che deve passare la notizia che gli sbarchi non ci sono più, mentre io continuo a dire che continuano a esserci. E allora è vero che stampa non dice la verità per non disobbedire al governo. Questo turba la nostra tranquillità perchè si ispira e monta una guerra per nulla. C’è tutta una campagna costruita sui tweet del ministro».
(da agenzie)
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