Luglio 26th, 2019 Riccardo Fucile
SONO TALMENTE CORAGGIOSI CHE SI NASCONDONO DIETRO PROFILI ANONIMI O FASULLI, NEANCHE SANNO CHE VERRANNO UN GIORNO IDENTIFICATI E GLI SPARIRA’ IL SORRISO PER SEMPRE
Due barconi sono affondati davanti alle coste libiche al largo di Khoms, a 120 km dalla
capitale. A confermare la notizia è la stessa Guardia Costiera di Tripoli che è riuscita a trarre in salvo 137 migranti.
Secondo UNHCR a bordo dei due natanti c’erano almeno 300 persone, oltre 150 migranti sono dispersi in mare e secondo l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati sarebbero morti annegati.
La notizia è quella di una delle più grandi tragedie verificatesi nel Mediterraneo nel 2019. Ma per molti utenti di Facebook, commentatori, opinionisti e patridioti la cosa non è assolutamente interessante.
Anzi, potrebbe essere addirittura falsa perchè “nessuno ha contato i morti” (uno dei superstiti ha parlato di un gruppo di una settantina di persone annegate) ed anzi si è quasi sicuramente l’ennesima fake news “per convincerci ad aprire i porti” e intenerire l’opinione pubblica nei confronti dei migranti.
Il fatto che la notizia sia stata confermata dall’UNHCR? Lo sanno tutti che sono finanziati da Soros per favorire l’invasione di migranti nel nostro Paese!
C’è addirittura chi festeggia, come segnala questo post su Facebook, augura buon appetito ai pesci. Chissà se è una coincidenza che la persona che ha pubblicato quel commento faccia sfoggio sul suo profilo del badge “Verità sui fatti di Bibbiano“.
Evidentemente ci sono notizie di cui bisogna parlare per mesi anche se non c’è nulla da dire, altre su cui è meglio tacere, oppure fare battutine simpatiche.
È questa la grande umanità di quelli che si commuovono per Bibbiano, magari senza sapere che cosa sia?
Il solito account con bandierine e tricolore invece la butta sul ridere. A lui fottesega e la spiega così: i migranti “hanno perso la coincidenza con la ONG che sta arrivando dalla Norvegia”. Cose che succedono quando non c’è sufficiente sincronizzazione (quella, mai dimostrata, tra scafisti e Ong).
“Chi le scrive queste sceneggiature” scrive una che dubita che sia davvero avvenuto un naufragio, figuriamoci se addirittura è vera la notizia di un “doppio naufragio”.
Ed in ogni caso perchè dovremmo interessarcene? Non è mica un problema italiano, abbiamo ben altri problemi.
E come ci ha insegnato il ministro Fontana il nostro prossimo è il vicino di casa, al massimo quello che sta in fondo alla strada, non andiamo troppo distanti.
Per la maggiore va l’argomentazione “se non vuoi annegare non parti su un gommone”, magari prendi un comodo aereo e di sicuro non ti affidi ai trafficanti.
C’è chi è in grado di calcolare il numero di morti direttamente via Facebook ed è convinto che al massimo (ammesso che ci sono) possano essere 15 perchè “è nota l’abitudine di aggiungere uno zero per fare più scalpore”. Ma il naufragio è stato inventato. E poi dai “come è possibile che le ONG non siano intervenute?” Non è che gli scafisti “hanno sbagliato numero?”.
C’è chi se la prende direttamente coi naufraghi. Come mai non si sono rifiutati di salire a bordo viste le condizioni dei natanti e l’enorme numero di persone caricate sopra? A nessuno viene in mente che è proprio così che si “viaggia” nel Mediterraneo. I gommoni carichi all’inverosimile e assolutamente non adatti ad affrontare la traversata sono la norma. E la causa delle tragedie.
C’è quello che dice che “questa gente sa bene cosa rischia” e non si sofferma a pensare che se queste persone sono disposte a rischiare così tanto allora significa che sono davvero disperate.
Un altro invece aveva previsto tutto: con le ONG ferme era scontato che prima o poi “ci sarebbe stato un naufragio pilotato”. Un altro invece è sinceramente preoccupato per la notizia che sono morte 150 persone e spera “che sia solo una bufala per distogliere l’attenzione su Bibbiano“.
Ed in fondo è proprio così, non si mette assolutamente in dubbio un’inchiesta della quale a tutti gli effetti si sa davvero poco (ma solo perchè poco è stato rivelato dagli inquirenti) mentre viene considerata assolutamente inverosimile la possibilità che siano annegate 150 persone. E anche se fosse successo affari loro, se la sono cercata.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 26th, 2019 Riccardo Fucile
COS’E’ “IL CAVALLO DI RITORNO”, IL TIPO DI ESTORSIONE POSTO IN ESSERE DAI DUE CRIMINALI… PERCHE’ I DUE CARFABINIERI NON HANNO AVUTO COPERTURA DI ALTRI MILITARI, SE SI TRATTAVA DI UNA TRAPPOLA?
Soldi in cambio della restituzione di qualcosa che è stato rubato: ecco cos’è il cavallo di
ritorno. Una pratica ovviamente illegale, tecnicamente un’estorsione che viene messa in pratica dai ladri o da chi è venuto in possesso di qualcosa che è stato rubato – una borsa, un cellulare, uno scooter, un’auto – e si mette in contatto con il proprietario per ottenere denaro in cambio della restituzione dell’oggetto.
È per questo tipo di estorsione che Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma, stava intervenendo nel quartiere Prati. Un termine gergale che anche i carabinieri utilizzano per definire la situazione in cui il militare si è trovato.
Cerciello Rega e il suo collega stavano facendo un controllo su due soggetti che trasportavano una borsa sospetta, probabilmente rubata poco prima a una donna. Secondo una primissima ricostruzione la donna avrebbe chiamato il suo cellulare e preso accordi con i ladri per riavere la borsa ma all’incontro si sarebbero invece presentati i militari, avvisati dalla vittima. A quel punto sono stati aggrediti.
Resta lo sconcerto, se si trattava di una “trappola”, come i due carabinieri abbiano agito senza copertura di altri militari appostati e pronti a intervenire come sarebbe logico in operazioni di questo genere.
È successo poco dopo le tre del mattino, in via Pietro Cossa, quartiere Prati, pieno centro cittadino.
Mario Cerciello Rega, vice brigadiere di circa 35 anni, sposato da circa un mese, durante il servizio in borghese stava facendo un controllo su due persone che trasportavano una borsa sospetta, probabilmente rubata poco prima a una donna. Secondo una primissima ricostruzione la donna avrebbe chiamato il suo cellulare e preso accordi con i ladri per riavere la borsa, un “cavallo di ritorno”, ma all’incontro si sarebbero invece presentati i militari, avvisati dalla vittima. Il vice brigadiere sarebbe stato ucciso per cento euro, quelli chiesti dai due per restituire la borsa
Quando i militari li hanno bloccati, uno dei due ha estratto un coltello e ha pugnalato il vice brigadiere con otto coltellate, una delle quali sferrata all’altezza del cuore, un’altra alla schiena. L’uomo è stato portato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito dove è morto, dopo un drammatico tentativo di rianimazione. L’altro carabiniere è rimasto lievemente ferito nella colluttazione.
I due sospettati, forse di origine nordafricana, sono adesso in fuga. Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di due uomini alti circa 1 metro e ottanta. Uno dei due uomini è biondo, con i capelli mesciati, indossa un paio di jeans e una camicia a scacchi; l’altro ha un vistoso tatuaggio sul braccio destro. Elementi che potrebbero comportare ulteriori approfondimenti per stabilire la loro identità e provenienza. La procura ha aperto un’inchiesta per omicidio.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
“SALVARE VITE NON E’ UN REATO”: OVAZIONE AL SUO CORAGGIOSO INTERVENTO CHE ROMPE IL FRONTE DEI SERVI COLLUSI CON I RAZZISTI
“Parlo a titolo personale perchè voto in dissenso sul provvedimento”. Così la deputata del
M5s Doriana Sarli ha annunciato il voto contrario al decreto sicurezza bis in Aula, alla Camera. Le sue parole sono state applaudite più volte dai deputati del centrosinistra, alcuni alzandosi in piedi e applaudendola a lungo a fine intervento.
Sarli ha ricordato di aver presentato emendamenti, ma sono stati respinti, e ha sottolineato che il decreto “non ha carattere di urgenza e necessità ” e non si concilia con il rispetto delle convenzioni internazionali.
E ha concluso: “Il ministro dell’Interno vada a sedersi ai tavoli di concertazione europea. Lì deve fare la voce forte, non con la gente in mare”.
Ovazione in aula, da parte delle opposizioni, alla deputata m5s.
Il decreto, ha aggiunto Sarli, “si inventa una nuova tipologia di reato, il salvataggio delle vite umane. Il nostro ministero degli Interni deve andare a sedersi ai tavoli di concertazione a ridiscutere il regolamento di Dublino e lì fare la voce forte, non con la gente per mare. Tutti i paesi che vogliono stare in Europa devono essere obbligati ad accettare la redistribuzione delle persone”. E ancora, sul versante interno, “va garantito il diritto a manifestare il dissenso, non va criminalizzato”.
Sarli commenta: “Perchè nessuno debba rimanere indietro e per molte altre ragioni di civiltà che non potrò motivare per il poco tempo a disposizione, annuncio il mio voto contrario al decreto in esame”. Lungo applauso dell’emiciclo di Montecitorio.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
PASSA ALLA CAMERA CON 322 SI’, 74 IN MENO DEL PRIMO DECRETO, ANCHE FICO ASSENTE AL VOTO
Il decreto sicurezza ha superato il primo scoglio alla Camera con 322 voti favorevoli, 90 contrari e l’astensione di Vittorio Sgarbi, del gruppo Misto.
Consensi più bassi rispetto al primo decreto che porta il ‘marchio’ del ministro dell’Interno Matteo Salvini e che a novembre a Montecitorio conquistò 396 sì, diventando legge.
Anche allora il governo chiese la fiducia (quella di ieri è l’ottava, confermata con 325 sì).
Ora per l’ok definitivo del provvedimento che introduce norme illecite contro i soccorsi in mare da parte delle navi delle ong, bisognerà aspettare il Senato.
La maggioranza spera di chiudere prima della pausa estiva: nel calendario di Palazzo Madama, l’esame del provvedimento è previsto entro il primo agosto.
Come nel precedente decreto, Lega e Movimento 5 stelle hanno potuto contare sui voti di Forza Italia (nonostante il ‘record’ di assenze con 26 votanti sul totale di 104 forzisti) e Fratelli d’Italia, oltre al sì di Alessandro Colucci di Noi con l’Italia.
Identico anche il copione dei contrari con Pd, Liberi e uguali, 5 deputati del Misto (tra cui Sara Cunial, espulsa dal M5s) e Doriana Sarli del Movimento, già critica sul ‘primo sicurezza’ e che ha annunciato il dissenso in Aula.
Assente al momento del voto, il presidente della Camera Roberto Fico che è uscito mezzora prima, lasciando il posto al vicepresidente Fabio Rampelli. A novembre disertò l’Aula spiegando, dopo, che fu una scelta per segnare la distanza dal provvedimento. Altri 17 grillini non hanno partecipato al voto.
Le novità principali del ‘bis’ sono nei primi due articoli contrari alle norme internazionali e palesemente illeciti.
In particolare, il ministro dell’Interno può limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nelle acque territoriali per ragioni di ordine e sicurezza o in caso di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Norma che viola la convenzione di Ginevra sul soccorso in mare.
Introdotta anche la maxi multa da 150mila euro fino a un milione per il comandante della nave che violi quel divieto e, in aggiunta, c’è il sequestro dell’imbarcazione. Altra norma che sarà impugnata al primo sequestro.
Ma è a Palazzo Madama che i Cinque stelle ancora scottati dal via libera alla Tav potrebbero teoricamente riservare sorprese all’esecutivo.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
70 CADAVERI IN MARE, OLTRE 100 I DISPERSI… L’ONU: “IL SOCCORSO IN MARE DEVE RIPRENDERE SUBITO”
Circa 200 persone sarebbero morte nel naufragio di un barcone al largo delle coste della
Libia. Altrettante sarebbero invece state salvate e riportate nel paese nordafricano. La denuncia è dell’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati.
Secondo le èquipe di Medici senza frontiere che hanno soccorso i sopravvissuti, i testimoni hanno contato 70 cadaveri in acqua, mentre altre cento persone risultano ancora disperse. Msf parla anche di sopravvissuti in stato di shock con sintomi di preannegamento, ipossia e ipotermia.
“Se le stime fossero confermate, si tratterebbe della peggior tragedia di quest’anno nel Mediterraneo centrale – ha scritto su Twitter Charlie Yaxley, portavoce dell’Unhcr per il Mediterraneo – Un promemoria, se necessario, che deve esserci un cambiamento nell’approccio alla situazione mediterranea. È urgente la necessità di salvare vite in mare”. Anche Filippo Grandi, commissario delle Nazioni unite per i rifugiati, parla di “peggiore tragedia in mare dall’inizio di quest’anno”.
Il barcone era partito come detto da Khoms, porto libico a circa 120 chilometri a est di Tripoli. A bordo, secondo i primi racconti dei sopravvissuti, c’erano circa 300 persone, ma non è ancora chiaro se nel naufragio siano rimasti coinvolte due imbarcazioni o una sola. I superstiti sono stati soccorsi da un pescatore e poi restituiti alla guardia costiera.
L’ennesima tragedia. E, purtroppo, tanti sano che no sarà l’ultima: “Abbiamo sulla coscienza altri 150 morti in mare. Nessuno potrà dire che non sapeva, nessuno si potrà sentire estraneo, straniero, rispetto a quello che sta accadendo nel Mediterraneo. Perchè abbiamo impedito alle Ong di andare là fuori a salvare vite. Ma quel che è peggio, lo abbiamo impedito alle nostre navi, alla nostra Marina Militare, che ha anche questo dovere”.
Così Pietro Bartolo, vicepresidente della commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari interni del Parlamento europeo, a proposito del naufragio al largo della Libia reso noto dall’Unhcr.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
OTTIMO RISULTATO DELLA CONDANNA PER “RECUPERARLI”, I FIGLI DI “FAMIGLIE BENE” ORA DILEGGIANO PURE LE FORZE DELL’ORDINE… CONDANNATI PERCHE’ AVEVA COSTRETTO UN COETANEO A MANGIARE UN PANINO PIENO DI ESCREMENTI
Avevano appena concluso un “percorso rieducativo”, che gli era stato imposto dal tribunale per un grave fatto di bullismo di cui si erano resi responsabili.
Appenna usciti dal tribunale dei minori, i quattro adolescenti hanno girato un video in cui dileggiavano le istituzioni e insultavano le forze dell’ordine. “Siamo liberi, fanc… sbirri”, si sente nel filmato, ora in possesso dei carabinieri per gli accertamenti del caso.
Succede a Ciriè, nel Torinese, e i protagonisti sono quattro adolescenti, appartenenti anche a famiglie perbene.
Avevano appena terminato tre anni di lavori socialmente utili disposti dalla magistratura minorile a conclusione delle indagini: e invece, tra un selfie e uno sberleffo in tribunale, puntualmente finiti sul web, i bulli oltre allo sfregio alle istituzioni non hanno nemmeno dimostrato alcun ravvedimento.
Il caso che li aveva messi nei guai è quello delle botte e soprattutto del panino infarcito di escrementi fatto mangiare ad un loro compagno e coetaneo, nel 2016.
Le foto e le frasi ingiuriose nei confronti dell’autorità giudiziaria finite sul web hanno acceso polemiche e reazioni pesanti, culminate anche in alcune minacce.
Lo denuncia Cinzia Somma, uno degli amministratori del blog su Facebook L’Altra Ciriè, attaccata per il suo intervento sul tema – insieme ad altri utenti adulti – sia da un paio di ragazzi, non direttamente coinvolti nella vicenda ma vicini agli autori, sia dagli stessi genitori dei ragazzi, tramite messaggi privati.
Alcuni amici degli adolescenti hanno minimizzato parlando di “bravate per esorcizzare la tensione in tribunale”, fatte “per lenire le sofferenze patite in questo periodo”.
(da agenzie)
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Luglio 24th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA DOMANDA UFFICIALE DI PALAZZO CHIGI IL MINISTRO DEGLI INTERNI NON HA RISPOSTO , ULTIMA VERGOGNA DI CHI HA QUALCOSA DA NASCONDERE
Chi ha pagato la missione di Gianluca Savoini, uomo della Lega e vicino a Salvini, a
Mosca? Secondo quanto riportato dai quotidiani la Repubblica e Corriere della sera, è questa una delle domande che Palazzo Chigi ha rivolto allo staff del vicepremier Salvini. Ma ad oggi non è arrivata nessuna risposta.
L’incontro in questione è quello del 17 ottobre, che si concluse con la riunione all’hotel Metropol la mattina del 18, quando proprio Savoini trattò con tre cittadini russi una fornitura di carburante che avrebbe dovuto portare nelle casse del Carroccio 65 milioni di dollari
Scrive Repubblica:
Le domande erano state inoltrate agli uffici di Salvini dal Premier, attraverso il Segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa, in vista delle comunicazioni che oggi farà in Senato su Moscopoli. “Faremo sapere entro martedì”, aveva assicurato alla Presidenza del Consiglio lo staff del vicepremier.
Per poi, ieri, buttare di nuovo la palla più in là . “Abbiamo bisogno di altro tempo”.
E nessuna risposta è arrivata neppure dal Viminale. In questo caso, la richiesta era stata girata in via informale dallo staff di Conte a quello di Salvini.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile
SULLA PAGINE FB DI SALVINI CONTINUANO INSULTI E MINACCE DI MORTE A CAROLA…. INVECE CHE PROTEGGERE I MAGISTRATI FARESTE PRIMA AD ANDARLI A CERCARE A CASA UNO PER UNO E FARGLI PASSARE IL SORRISO
Più tutele per il pm di Agrigento Luigi Patronaggio, che indaga sul caso Sea Watch, e per la gip
Alessandra Vella, che non ha convalidato l’arresto di Carola Rackete, disponendone la liberazione.
Entrambi sono stati oggetto di minacce e, per questo motivo, il comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato dal prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha deciso di rinforzare la sicurezza nei loro confronti.
Il comitato, in particolare, ha disposto “un incremento dei meccanismi di sicurezza, specifica vigilanza e controllo, per il giudice Alessandra Vella sul luogo di lavoro, sul luogo di residenza e sui luoghi maggiormente frequentati dal magistrato”.
Il prefetto spiega: “Avevamo già valutato la situazione del gip dopo i vari attacchi social. Il recapito di una ogiva è preoccupante e c’è un concreto aumento del rischio”.
Deciso anche un incremento della sicurezza per il procuratore Patronaggio, già sottoposto alla tutela di due uomini dopo numerose intimidazioni dello stesso tenore subite nell’ultimo anno
Non si fermano, intanto, gli insulti contro Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che ieri, 18 luglio, è tornata davanti ai magistrati per rispondere delle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Dopo che Matteo Salvini l’ha definita “zecca” e ha detto che non vede l’ora espellerla, molti dei suoi follower hanno rincarato la dose.
C’è chi scrive: “Non mi piace per niente questa faccia da c..O col suo ghigno sicuro al servizio di soros, ma dove non arriva la giustizia umana arriverà quella divina. Trema rasta trema”.
Altri si spingono oltre: un utente invoca la pena di morte, un altro promette di prenderla a schiaffi, nel caso in cui dovesse incontrarla per strada.
Non mancano molti insulti riferiti all’aspetto fisico: “Sfigata”, “zozza”, “comprati uno shampoo”, “quelli come lei i tedeschi le chiamano barbone”.
Un altro commenta il modo di vestire della capitana: “Ma una maglietta. E un reggiseno un poco più adeguati per andare in tribunale no? questa in Germania non se la incu… Nessuno”. Seguono insulti sessisti, più o meno dello stesso tono.
Chissà se la polizia postale persegue ancora i reati…
(da agenzie)
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Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile
E POI ABBIAMO IL CORAGGIO DI PARLARE DI “VALORI” DA DIFENDERE DAGLI “INVASORI”
Si ribalta con la sua Porsche Boxer (per cause ancora da chiarire), riesce a salvarsi, ma
lascia la donna che era con lui, forse un’amica, forse la compagna, gravemente ferita e incosciente all’interno dell’abitacolo dell’automobile.
L’incidente stradale con omissione di soccorso è avvenuto questa mattina alle 6 in via dei Monti di Primavalle, periferia di Roma.
Alla guida della vettura c’era un uomo di 41 anni, che, subito dopo l’incidente, probabilmente per paura, è scappato e ha lasciato una ragazza incosciente e gravemente ferita dentro la Porsche.
Soccorsa dagli operatori sanitari del 118, la donna è stata trasportata al Policlinico Gemelli in gravi condizioni.
Intanto il responsabile, che si era rifugiato a casa di un amico, è stato individuato e anche lui, rimasto ferito in seguito all’incidente, è stato accompagnato al Policlinico Gemelli .
Rischia un’accusa per omissione di soccorso, per ora. L’uomo è stato rintracciato con addosso ancora gli abiti sporchi di sangue dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale gruppo Nomentano.
L’incidente è avvenuto questa mattina alle 4.30 precisamente in via dei Monti di Primavalle. La donna è tuttora ricoverata in prognosi riservata e le sue condizioni sono gravi mentre il 40enne è piantonato costantemente dagli agenti.
(da agenzie)
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