Marzo 24th, 2021 Riccardo Fucile
CI SAREBBE DA RIDERE SE NON CI FOSSE DA PIANGERE
Per un attimo, quando ci venne sottratta anche l’ultima fonte di buonumore, cioè Gallera, tememmo il peggio. Uno così non lo troviamo più, pensavamo. Non avevamo previsto il Governo dei Migliori, che ci ha regalato il generale Figliuolo, prova vivente che i generali vengono scelti tra i colonnelli: infatti pare la reincarnazione del colonnello Buttiglione poi promosso a generale Damigiani (Mario Marenco in Alto Gradimento).
E avevamo sottovalutato la Lombardia, nota fucina di comici naturali.
Ieri, per esempio, Mestizia Moratti ha scritto al Corriere che c’è “una svolta in Lombardia”. Quale? La “vaccinazione reattiva”. Non inerte, passiva, mogia come nelle Regioni che riescono persino a farla: reattiva.
Purtroppo non se ne accorge nessuno. E neppure della “riduzione di 30 volte del tasso di incidenza dei casi a Viggiù”, per la gioia dei pompieri, nonchè “a Mede, Castrezzato, Bollate” ecc. Insomma “ci stiamo adoperando”. E non è una promessa: è una minaccia.
Due mesi fa il suo problema era avere più vaccini, “in base al Pil”. Ora non si riesce proprio a prenotarli, grazie all’agenzia regionale Aria, orgoglio e vanto della Lega, figlia di tre società che sembrano la matrigna e le sorellastre di Biancaneve (Arca, Lispa e Ilspa). Dunque invisa a Disguido Bertolaso, altro fuoriclasse dell’avanspettacolo, che si sfoga col Corriere: “Sono esausto per questo sforzo”. Sì, ma quale sforzo?
L’intervistatore lo sorprende “circondato da mappe: ogni centimetro di territorio lombardo colorato a seconda dell’incidenza del contagio”. Praticamente gioca a Risiko, anche perchè “qui non sono nessuno, senza poteri, non posso firmare un pezzo di carta nè stanziare un euro”.
Però “il piede è sull’acceleratore” e l’occhio è vigile: il supercoordinatore della campagna vaccinale, s’era subito “accorto che qualcosa non funzionava quando abbandonarono 300 anziani convocati per errore. Ma le pare possibile che qualcuno non venga chiamato e altri mandati a vaccinarsi a 60 km da casa?”.
E lo domanda lui a noi. Via, “siamo atterrati su Marte, non possiamo non gestire delle prenotazioni via sms”, dice sempre lui a noi, che lo vorremmo tanto su Marte ma si teme che non ci arrivi, malgrado il piede sull’acceleratore.
Insidiato nel suo ruolo di capocomico, Artiglio Fontana va di repertorio: “Le criticità di queste ore offrono un’immagine distorta dei nostri risultati”. E tutti lì ad attendere l’immagine raddrizzata.
Incluso Gallera, che si prende la sua bella rivincita: “Il tempo è galantuomo e mi ha restituito un po’ di giustizia. Aria si è rivelata inefficiente” e lui, da ex assessore alla Sanità , se ne vanta.
Appena riaprono i cabaret, se qualcuno sopravvive al Covid, sarà sold out assicurato.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 24th, 2021 Riccardo Fucile
LO SCATTO NEL REPARTO RIANIMAZIONE, IL BIMBO DI SETTE MESI ORA STA MEGLIO
A raccontare la storia che si cela dietro lo scatto è Il Resto del Carlino. Tutto è iniziato il 3 marzo
quando Matteo Maurizio, 7 mesi, è stato trasportato al Salesi a causa di un problema intestinale.
La madre racconta:
Quel giorno, il 3 marzo, l’ho vissuto come in trance. Verso le 20 il risultato del tampone è risultato positivo per me e mio figlio, ma non si capiva cosa gli dovesse accadere, fino a quando una dottoressa ha visto il mio stato d’animo e mi ha detto: ‘Suo figlio non lo lascio fino a che non risolviamo il problema’. Alle 2 di notte gli hanno fatto un’ecografia: il suo intestino era rovesciato.
Per il piccolo si è reso necessario un intervento chirurgico, perfettamente riuscito. Poi il trasporto nel reparto di terapia intensiva dove la madre, anche lei positiva, non è potuta entrare.
Così, da parte dei sanitari, l’invio alla donna della foto che immortala l’umanità e la professionalità degli operatori sanitari, che si sono presi cura del piccolo paziente. La mamma di Matteo Maurizio ricorda: ‘Stia tranquilla signora, di suo figlio ce ne occupiamo noi, lei non si deve preoccupare’ e così è stato. Nel momento più drammatico della mia vita sentirmi dire questo e poi vedere quella foto lontana da mio figlio, è stato un ritorno alla vita dopo un incubo durato giorni.
Ora il piccolo paziente è tornato a casa, dove sta affrontando la convalescenza.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 24th, 2021 Riccardo Fucile
ALLA COLLEZIONE CI MANCAVA ANCORA QUESTO
Sbagliare un congiuntivo? Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura del governo Draghi, ha fatto anche questo. Sono ormai famosissime le gaffe della leghista in ambito geografico, per non parlare del suo amore per i libri.
Evidentemente Borgonzoni ha voluto provare ad ampliare la gamma e nell’occasione si è prodotta in una perfomance sulla lingua italiana. Ecco cosa è successo.
È il 22 marzo e Lucia Borgonzoni esalta l’arrivo di un milione di dosi di vaccino Pfizer annunciato dal commissario Figliuolo per avere l’occasione di dare colpe a Conte: “Bravissimo generale Figliuolo! Questo è il governo Draghi! Se c’erano ancora Conte e Arcuri oggi come saremmo conciati?”
Peccato che sia i leghisti delusi che i sostenitori di Conte si accorgano subito della frase scorretta: “Borgonzonii..se c’erano ancora conte e arcuri..impara prima la grammatica..volevi dire.”se ci fossero stati conte ed arcuri”..ma va bene dai..quello che invece è imperdonabile è il voltafaccia che tu e tt la lega avete fatto nei confronti dei vostri elettori…ora siete tt allineati per distruggere l’economia di questo paese..spero che vi abbiano pagato mlt bene..ma la pagherete..forse nn in questa vita..ma in quella divina..che nn credo vedrete mai..siete solo dei criminali..” scrive qualcuno.
Altri aggiungono: “Le consiglierei di approfittare dei suggerimenti che le stanno dando per scrivere correttamente una frase in italiano. Non mi è chiaro con quali meriti è diventata sottosegretario di Stato al Ministero della cultura nel governo Draghi detto “il governo dei migliori”.
In realtà l’errore all’inizio era doppio. Anche la cronologia delle modifiche del post rivela che prima al posto di “saremmo” c’era un inguardabile “eravamo”, poi corretto:
Non si capisce perchè non è stata corretta anche la prima parte della frase. Forse perchè è di uso comune nel parlato? Forse: ma la lingua scritta, e soprattutto la comunicazione di una esponente del governo, dovrebbe essere meno “disinvolta”.
E per qualcuno è un ottimo modo per rivelare chi è adatto e chi no a fare il sottosegretario alla cultura
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 24th, 2021 Riccardo Fucile
QUANDO SI HA UN RUOLO PUBBLICO E’ UN DOVERE RISPONDERE
Oggi Guido Bertolaso è stato ospite di SkyTG24 dove ha parlato dell’ormai famigerata gestione della
campagna vaccinale in Lombardia. Ma dopo aver risposto ad alcune domande ha lasciato lo studio senza aspettare la fine dell’intervista.
“Stiamo vaccinando 33mila persone al giorno, stiamo aspettando le previsioni delle forniture dei vaccini” ma “a fine marzo saremo arrivati ben oltre le 50mila vaccinazioni al giorno, l’11 aprile arriveremo a 90mila vaccinazioni al giorno e alla fine del mese di aprile potremo vaccinare 130mila persone al giorno”. ha detto Guido Bertolaso.
Poi, replicando a chi gli chiedeva perchè la Lombardia rispetto alle altre Regioni risulta in ritardo sul numero di vaccini agli over 80, Bertolaso ha spiegato: “Oggi siamo già sopra il 16% con le doppie dosi. In Lombardia tutti gli anziani vaccinati nelle Rsa non sono inseriti nell’elenco degli over 80 che abbiamo vaccinato e quindi di fatto la Lombardia non ha indicato gli oltre 100mila anziani over 80 già vaccinati nelle Rsa. È sempre un problema informatico, è un’attività che esula da quelle di chi si occupa di vaccinare i lombardi”.
Poi qualcosa deve essere andato storto. Perchè la giornalista Tonia Cartolano ha continuato a fare domande sul numero dei vulnerabili vaccinati, ma Bertolaso non ha gradito, si è spazientito e ha abbandonato l’intervista. “Li stiamo già vaccinando i vulnerabili”, spiega mentre Tonia Cartolano lo incalza: “Dottore non ne ho trovato uno, verificheremo”. Lui continua alzando le mani: “Tanto poi dite che criticate Bertolaso, ormai è diventato uno sport”. E mentre la giornalista chiede se può fare ancora una domanda lui saluta e se ne va.
Bravissima la giornalista Tonia Cartolano che ha gestito con professionalità e senza riserve l’intervista a Bertolaso che non riuscendo a sostenere le domande incalzanti ha preferito abbandonare sfuggendo così ad ulteriori chiarimenti
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 24th, 2021 Riccardo Fucile
ORA AMMETTE LE COLPE DELLA REGIONE LOMBARDIA NEI RITARDI DELLA CAMPAGNA VACCINALE
Utilizzando una citazione di Frodo ne Il Signore degli Anelli, potremmo sintetizzare la dichiarazione di Letizia Moratti a La Repubblica: “Tieniti pure i tuoi segreti”.
La vicepresidente della Regione Lombardia, infatti, ha ammesso di aver nutrito dubbi sul sistema di prenotazione per la campagna di vaccinazione lombarda messo in piedi da Aria Spa.
Non solo nelle ultime settimane, ma addirittura dai primi giorni del suo incarico, all’inizio di gennaio. E da quel momento sono passati tre mesi tra difficoltà da parte dei cittadini ed evidenti lacune tecniche di un sistema stantio. Meglio tardi che mai, si potrebbe concludere, ma i mesi trascorsi tra i dubbi di un sistema non funzionante, soni l’emblema di un sistema che non ha funzionato.
Poche ore prima che Guido Bertolaso lasciasse il collegamento con SkyTg24 a causa delle domande “troppo pressanti” della conduttrice e giornalista Tonia Cartolano, Letizia Moratti aveva rilasciato un’intervista a La Repubblica in cui ha chiesto scusa agli anziani per gli evidenti ritardi nella campagna vaccinale in Lombardia.
La colpa, come sottolineato da giorni, è stata ascritta ad Aria Spa i cui vertici sono stati azzerati — con la richiesta di un passo indietro del cda, ma non del direttore generale — all’inizio di questa settimana. Problematiche sulla gestione delle prenotazioni palesate da tempo. Fin dall’inizio delle prime inoculazioni.
E Letizia Moratti se ne era accorta, ma lo ha tenuto per sè arrivando — solo dopo tre mesi — alla decisione finale di passare al sistema di prenotazioni di Poste Italiane e destrutturare, di fatto, Aria Spa.
Rispondendo a una domanda di Francesco Bei, la vicepresidente della Lombardia ha detto: “A dire la verità i miei dubbi li avevo fin dall’inizio, ma non mi sono permessa di intervenire su un meccanismo che era già messo in piedi. Tuttavia è stato proprio grazie a una clausola di salvaguardia che ho fatto inserire io nel contratto che, alla fine, è stato possibile il cambiamento in corsa con Poste”.
Insomma, lo sapeva fin da gennaio, ma la decisione è stata presa solo nelle ultime settimana.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
IL TOUR DELL’EX SINDACO DI ARONA NELL’OSPEDALE DI BORGOMANERO… “MI HA INVITATO LA DIREZIONE SANITARIA”: LUI ENTRA DOVE I FAMILIARI NON POSSONO ENTRARE
Ha fatto un giro di oltre un’ora nelle terapie intensive e sub intensive dell’ospedale di Borgomanero. Ha salutato i ricoverati, quelli coscienti, ha parlato con i medici e gli infermieri. Poi ha scattato dei selfie. Che sono finiti in un lungo post sulla pagina Facebook.
I volti sono coperti, ma il dolore è in primo piano. Il protagonista di quella che lui stesso definisce un “visita del cuore e nel cuore dei reparti di terapia intensiva” è Alberto Gusmeroli, deputato della Lega ex sindaco, ora vice sindaco di Arona, sul Lago Maggiore. Sostiene di essere stato invitato dalla direzione sanitaria e di aver accolto la proposta fatta per “dare voce a ciò che succede vicino alle nostre case, ciò che spesso vediamo in tv solo parzialmente e non pensiamo di avere a pochissimo da noi. Me l’hanno chiesto e ho accettato”.
In questi reparti le visite sono vietate, sono luoghi in cui si sta soli e troppo spesso si muore soli, senza il conforto degli affetti, anche se nei momenti particolarmente critici la direzione sanitaria autorizza il saluto dei familiari, ovviamente nel rigido rispetto delle regole.
Il parlamentare Gusmeroli però è entrato, “invitato – dice – dalla direzione”
Chi ha autorizzato la “passerella del dolore”? E cosa possono pensarne “quei familiari che non hanno potuto salutare i propri cari, che sono morti senza il conforto di un volto amico”.
“C’è qualcosa che “stona” – sostiene il consigliere regionale del Pd Domenico Rossi – Il problema non è la visita in sè. E’ un bene che chi ha incarichi istituzionali decida di recarsi di persona nei luoghi più esposti per rendersi conto di come funzionano le cose, per portare solidarietà ai lavoratori e ai pazienti o anche per dare un messaggio alla cittadinanza. Ma tutto questo va fatto con estremo rispetto e senza cedere alla logica della spettacolarizzazione del dolore”.
Secondo Rossi il rischio è “mancare di rispetto a tutti quei familiari che non hanno potuto salutare i propri cari, che sono morti senza il conforto di un volto amico”.
Più duro Marco Grimaldi di Luv che chiede un ulteriore chiarimento ai vertici Asl. “Chi ha permesso una passerella come questa nel totale disprezzo dei pazienti e della loro sofferenza? I vertici dell’Asl chiariscano” dice e aggiunge: “Se i parlamentari leghisti vogliono dare testimonianza di come vanno le cose in Piemonte, chiedano all’assessore Icardi come mai solo il 54 per cento degli over 80 piemontesi ha ricevuto la prima dose di vaccino e solo il 13 la seconda o com’è possibile che si stiano esaurendo i posti in rianimazione per i pazienti non Covid, invece di fare della pornografia sulla pelle di chi rischia la vita”.
Anche tra i leghisti il gesto del collega novarese ha creato più di una perplessità . Nessuno per ora si espone ma in molti non hanno gradito la pubblicazione delle foto sui social che inevitabilmente hanno scatenato polemiche.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LA LETTERA PRIVATA IN CUI I LEGHISTI SCRIVONO AI VERTICI DELL’UNIONE PER BLINDARE GLI INTERESSI DEGLI INDUSTRIALI FARMACEUTICI
Ci sono due facce della Lega in Europa. Ma stavolta l’ambiguità non riguarda il rapporto con l’euro e
l’appartenenza all’Unione. Stavolta, le contraddizioni entrano nel cuore della campagna vaccinale che deve portarci fuori dall’emergenza Covid.
E se in pubblico, il partito di Matteo Salvini si batte per rendere il vaccino accessibile a tutti, in privato ai parlamentari leghisti sembrano stare a cuore soprattutto gli interessi delle case farmaceutiche.
Fanpage ha potuto visionare una lettera riservata, inviata il 24 Febbraio scorso a Stella Kyriakides, Commissaria europea per la Salute. La prima firma è quella di Gianna Gancia, eurodeputata leghista e moglie del senatore del Carroccio Roberto Calderoli. Con lei, a firmare sono altri due colleghi leghisti, Matteo Adinolfi e Lucia Vuolo. Ci sono, inoltre, le sottoscrizioni di alcuni deputati del gruppo dei Popolari, tra cui gli italiani Martuscello e De Meo, e di uno dei Socialisti.
Nella missiva, i parlamentari chiedono alla Commissione europea di opporsi con fermezza a una richiesta che pochi giorni dopo sarebbe stata discussa davanti all’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), l’organismo all’interno del quale si decidono le regole del mercato globale.
Si tratta della proposta avanzata dall’India e dal Sud Africa — ed appoggiata da circa altri cento Paesi — per sospendere temporaneamente le regole sui brevetti dei vaccini contro il Coronavirus.
In questo modo, le ricette dei medicinali sarebbero rese liberamente disponibili a chiunque abbia capacità di produrli nel mondo, accelerando la produzione e distribuzione delle dosi su scala mondiale. Una prospettiva contrastata dalle società che hanno creato gli antidoti anti-Covid e che vedrebbero così ridotti i loro profitti. Va ricordato, d’altra parte, che la ricerca in questo campo è stata finanziata in buona parte con soldi pubblici.
Nella lettera inviata alla Commissione europea, gli eurodeputati definiscono la richiesta di rilasciare i brevetti dei vaccini “cieca e ideologica”. Pochi giorni dopo, la proposta sarà bloccata dal Wto, con il parere contrario di tutte le grandi potenze mondiali.
Fin qui, si potrebbe parlare di una scelta politica da parte della Lega. Peccato, però, che quando è arrivato il momento di prendere posizione nelle sedi ufficiali, l’atteggiamento dei salviniani sia cambiato totalmente.
Il voto in Parlamento
Il 12 marzo scorso, infatti, il Parlamento europeo ha approvato un emendamento di The Left al “Rapporto sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche”, con cui si chiede che l’Unione tratti i vaccini contro il Covid come un bene comune, garantito per tutti. Nel testo si domanda alla Commissione europea e agli Stati membri di “superare tutte le barriere e le restrizioni, derivanti dai brevetti e dai diritti di proprietà intellettuale” per assicurare la produzione e la distribuzione di massa delle dosi ovunque e a chiunque.
L’emendamento è passato con 294 voti favorevoli, compresi quelli degli eurodeputati della Lega. A votare a favore sono stati anche i tre parlamentari leghisti — Gancia, Adinolfi, Vuolo — che solo due settimane prima, in privato, avevano chiesto all’esecutivo Ue di muoversi in senso completamente opposto da quello tracciato dal voto in Parlament0.
“È un doppio gioco che non mi stupisce, non è la prima volta che la Lega lo fa”, dice a Fanpage l’autore dell’emendamento in questione, l’eurodeputato di The Left Marc Botenga.
“Già a marzo e a giugno scorso — continua Botenga -, la deputata Gancia aveva scritto a tutti i parlamentari chiedendo di co-firmare delle lettere alla Commissione con cui si invocava una forte difesa della proprietà intellettuale”.
Paradosso dentro al paradosso, l’ultimo episodio è avvenuto negli stessi giorni in cui i canali ufficiali e non della Lega rilanciavano l’intervento nell’emiciclo di Bruxelles della deputata europea Manon Aubry, che accusava la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen di essersi inchinata agli interessi di Big Pharma e invitava l’Europa a fare pressione per arrivare al rilascio dei brevetti.
(da Fanpage)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LA RELAZIONE TECNICA PUBBLICATA SULLA GAZZETTA UFFICIALE CONFERMA LA RINUNCIA A RISCUOTERE UNA CIFRA ESIGIBILE TOTALE DI 666,3 MILIONI… GLI EVASORI SOTTO LA QUOTA DI 30.000 EURO SONO IL 78%
Non è vero che il condono delle vecchie cartelle fino a 5mila euro datate 2000-2010 previsto dal decreto Sostegni riguarda solo vecchi crediti ormai inesigibili.
La vulgata con cui le forze politiche favorevoli allo stralcio di quelle pendenze fiscali hanno giustificato l’operazione — ridimensionata con la mediazione del premier Mario Draghi — è smentita dalla relazione tecnica del provvedimento appena pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Lì si spiega che la cancellazione costerà alle casse dello Stato 666,3 milioni di cui 451 legati al fatto che al macero andranno anche debiti che i contribuenti stanno già pagando a rate (dopo aver aderito alla Rottamazione ter o al saldo e stralcio del governo gialloverde) o su cui comunque è “ancora in essere un’aspettativa di riscossione“.
Chiaro il messaggio che questo invia a chi salda puntualmente il dovuto. Non solo: la diretta conseguenza è che il provvedimento non scalfisce la montagna di cartelle davvero impossibili da riscuotere che ingolfa il magazzino dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Ora la vera partita è la riforma che, modificando il meccanismo di discarico dei crediti non riscossi, dovrebbe come ha annunciato Draghi rendere “più efficiente” la lotta all’evasione.
Cosa cambia rispetto alle bozze: il tetto di reddito serve a poco — Rispetto alla versione iniziale le cartelle automaticamente stralciate scendono da 61 a 16 milioni soprattutto per effetto della riduzione dell’orizzonte temporale, che nelle bozze pre consiglio dei ministri arrivava fino al 2015 cancellando anche ruoli relativamente recenti.
Così il costo per le casse pubbliche scende rispetto ai 930 milioni precedenti. Scarsissimo invece l’impatto dell’altro paletto fissato venerdì, il tetto di 30mila euro di reddito Irpef: taglierà fuori solo il 17% dei contribuenti con arretrati fiscali che ricadono negli altri parametri.
A livello comunicativo aver messo un limite che sulla carta esclude dal “favore” i più abbienti rende digeribile la sanatoria, ma nei fatti cambia molto poco.
Il motivo è presto detto: in base agli ultimi dati del Dipartimento delle Finanze, il reddito medio dichiarato al fisco dalle persone fisiche supera di poco i 33mila euro.
Nel Paese in cui stando all’ultima Relazione sull’evasione fiscale autonomi e imprese omettono di versare all’erario in media due terzi del dovuto, il 78% dei contribuenti “svela” al fisco meno di 30mila euro l’anno. E ha dunque accesso al condono che cancella capitale dovuto, interessi e sanzioni.
In magazzino restano oltre 110 milioni di cartelle
Non aver selezionato le cartelle davvero inesigibili, come aveva chiesto Leu, fa sì che il decreto non risolva affatto il problema del maxi magazzino da 987 miliardi della Riscossione, composto in effetti per la maggior parte (vedi la tabella) da somme che il fisco non rivedrà mai.
Il sistema, a valle del condono, rimarrà comunque ingolfato da oltre 110 milioni di cartelle. Per questo l’altro pilastro dell’operazione messa in campo dal governo Draghi sarà la riforma del meccanismo di “controllo e discarico dei crediti non riscossi“. Oggi, come ha spiegato in audizione il numero uno delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, il fisco prima di poter comunicare l’inesigibilità all’ente titolare del credito è costretto a mettere in campo “tutte le azioni di riscossione coattiva astrattamente ipotizzabili” a prescindere da qualsiasi valutazione di efficacia e di effettiva esigibilità .
(da il Fatto Quotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LA FASCIA TRA 20 E 29 ANNI E’ STATA VACCINATA MOLTO DI PIU’ CHE QUELLA TRA I 70 E 79 ANNI
Detta in modo brutale: tra i settantenni contagiati 1 su 10 muore, tra i ventenni 1 su 100.000. Ma l’ Italia sta proteggendo più i secondi dei primi.
I numeri fotografati a ieri pomeriggio lo spiegano.
Vaccinati nella fascia di età 70-79 anni: 313.391; vaccinati tra i 20 e i 29 anni: 572.549. C’ è un altro modo per raccontare questa storia: tra i 70 e i 79 anni sono morti 24.773 italiani, tra i 20 e i 29 anni i decessi sono stati 51, eppure vacciniamo più i ventenni.
Non solo in termini assoluti, ma anche in percentuale: ad oggi solo il 5 per cento dei settantenni ha ricevuto almeno una dose, tra i ventenni siamo ben oltre il 9 per cento. La classe di età tra i 70 e i 79 anni è penalizzata in qualsiasi confronto. Addirittura, se il paragone si fa con i cinquantenni (50-59) scopriamo che c’ è un rapporto di uno a 5.
Chiaro? Per ogni cinque cinquantenni vaccinati c’ è appena un settantenne. Solo gli ottantenni, come è giusto che sia, sono stati immunizzati (prima dose) più dei cinquantenni. E anche quarantenni e trentenni hanno ricevuto più iniezioni dei penalizzati settantenni.
Ma come siamo arrivati a questo paradosso per cui una delle classi di età con il tasso di letalità più alto (solo gli ultraottantenni sono più a rischio) è la meno vaccinata?
In parte ha contribuito l’ incertezza della partenza iniziale del vaccino di AstraZeneca, che era stato autorizzato solo per gli under 55 (ora non c’ è più questo limite); in parte c’ entra la sacrosanta decisione di proteggere gli operatori sanitari e le forze dell’ ordine prima di tutti; ma la vera ragione del buco nero è il criterio delle «categorie da tutelare» che non solo ha rallentato la vaccinazione e offerto praterie a furbizie e corsie preferenziali, ma ha in sostanza penalizzato i settantenni.
Nell’ assai sindacabile casella delle «professioni a rischio» è stato inserito di tutto, dai magistrati agli avvocati ai giornalisti. Inoltre, si è scelto di puntare su scuole e università , per proteggere insegnanti e personale.
In apparenza una buona idea, nella pratica l’ inizio del caos, perchè abbiamo vaccinato prima il giovane assistente universitario, il quarantenne tecnico di laboratorio dell’ ateneo, l’ atletico insegnante di ginnastica del liceo, mentre scuole e università sono chiuse ovunque.
E intanto il 79enne, molto più a rischio visti i tassi di letalità , sta ancora aspettando e chissà quando potrà vaccinarsi in alcune regioni-lumaca.
Altri Paesi, ad esempio Israele, hanno deciso di procedere con il principio delle fasce di età , in questo modo hanno perso meno tempo, sono stati molto più veloci, hanno protetto prima i più fragili e oggi vedono un crollo dei ricoveri, nell’ interesse di tutti, anche di chi va a scuola.
A completare un andamento poco comprensibile e frastagliato, visto che ogni Regione fa scelte differenti, c’ è il ritardo nell’ immunizzare i fragili.
Pensare che, laddove gli anziani sono stati protetti — Rsa — i risultati si vedono. Il report dell’ Istituto superiore di sanità spiega: «L’ incidenza, nell’ ultima settimana di febbraio e nelle prime di marzo, raggiunge valori sovrapponibili o inferiori a quelli della prima settimana di ottobre (0,6%), in controtendenza rispetto all’ andamento generale dell’ epidemia. Un calo di decessi si osserva tra fine gennaio e marzo 2021, fino a raggiungere lo 0,6% dei residenti di Rsa per anziani non autosufficienti».
Osserva il professor Massimo Galli, primario di Malattie infettive del Sacco di Milano: «C’ è stato un elemento a causare questo risultato di avere vaccinato più i ventenni dei settantenni: è più facile trovare i più giovani, perchè sono operatori sanitari, dipendenti della scuola, membri delle forze dell’ ordine; per gli anziani, invece, bisognava avere la capacità di organizzarsi e di portarli nei centri vaccinali.
Ciò che è successo è sotto gli occhi di tutti». Abbiamo sbagliato a disperdere le forze in mille categorie — avvocati, magistrati, scuole, università — invece di concentrarle per proteggere chi rischia maggiormente la vita in caso di contagio? «Non sarebbe stato un errore puntare su alcune categorie se fossimo stati più rapidi nel vaccinare gli anziani. Le Regioni non hanno ancora finito gli ottantenni, non hanno gestito i grandi fragili. Ci sono stati anche problemi organizzativi, non conta solo la carenza di dosi. In Lombardia finalmente ci si è accorti che c’ è un reale problema nel sistema di convocazione degli anziani».
(da “Il Messaggero”)
argomento: denuncia | Commenta »