Destra di Popolo.net

RIVOLTA INTERNA NEL M5S SULLO IUS SOLI: DALLA DEMOCRAZIA DIRETTA ALLA DITTATURA DEL CAPOCOMICO

Giugno 18th, 2017 Riccardo Fucile

LA SENATRICE NUGNES, CON ALTRI PARLAMENTARI, CHIEDE UN’ASSEMBLEA CONGIUNTA PER DISCUTERE LA LINEA; LA DIREZIONE AZIENDALE RIFIUTA, I PARLAMENTARI NON CONTANO UN CAZZO

La ribellione è silenziosa, censurata, nascosta. Vive dentro le chat comuni, negli sfoghi con il team della comunicazione riferibile alla Casaleggio.
Non sfugge la strategia dei vertici ai grillini rimasti spiazzati in Parlamento dalle prese di posizione su migranti e ius soli di Beppe Grillo e Luigi Di Maio.
Si cercano spiegazioni e risposte che non arrivano e se arrivano sono tranchant: decidono Beppe e Casaleggio.
Dopo la decisione di Grillo di far astenere il gruppo al Senato sullo ius soli, la senatrice Paola Nugnes ha chiesto con altri parlamentari un’assemblea congiunta per discutere di migranti e diritti: richiesta rifiutata. Le è stato risposto: «Se n’è parlato anche troppo».
I parlamentari sono costretti a inghiottire. Il M5S che decide in assemblea non c’è più. Sempre Nugnes ha provato a proporre: «Perchè invece dire di no, votiamo la legge sullo ius soli e diciamo che quando andremo al governo la miglioreremo?».
Risultato? Grillo torna a parlare di ius soli e lo definisce «un pastrocchio invotabile». Lo stesso giorno Di Maio rilascia un’intervista a Libero, quotidiano non scelto a caso che sembra dar ragione a chi dopo la sconfitta alle amministrative sostiene che il M5S strizzi l’occhio a destra e stia scivolando su posizioni leghistizzanti.
«È mai possibile – si chiede Di Maio – che prima di pensare al lavoro, il Pd pensi a far approvare lo ius soli?».
Sono parole che buttano nello sconforto diversi parlamentari. Primi tra tutti, i colleghi che avevano proposto alla Camera una legge sullo ius soli firmata M5S ben più aperta verso i diritti dei migranti.
Come Giorgio Sorial che alla Camera venerdì cercava di nascondere dietro il sorriso il suo imbarazzo. «Ma come, i tuoi fratelli africani immigrati non avranno la cittadinanza?».
Alla battuta Sorial ha risposto ironico: «Mio fratello e mia sorella in realtà  ce l’hanno». Intendeva quelli di sangue.
Ma sono tanti altri a volere spiegazioni su migranti e alleanza con la Lega. Come Giuseppe Brescia. Anche Roberto Fico ha provato a tenere il punto, facendo un elogio dei diritti umani che stona con i toni di Di Maio e Grillo.
Ma nessuno, alla vigilia delle ricandidature per la prossima legislatura, critica apertamente. Lo ha fatto Mimmo Pisano, scagliandosi contro l’ipotesi di un’asse con la Lega. Lui ha già  deciso che non si ricandiderà  e ha raccolto il plauso di alcuni colleghi: «Mimmo hai avuto le palle, noi non ce l’abbiamo». E lui: «Io sono un uomo libero e ho sempre detto quello che pensavo».
Intanto il premier Paolo Gentiloni, alla festa di Repubblica, ribadisce l’impegno a portare a casa «molto presto» la legge: «È arrivato il tempo di poter considerare questi bambini come dei cittadini italiani».

(da “La Stampa”)

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LA SUPERCAZZOLA DI GRILLO CONTRO LO IUS SOLI

Giugno 17th, 2017 Riccardo Fucile

NON SI PUO’ VOTARE PERCHE’ BISOGNA ASPETTARE L’EUROPA? MA NON ERANO LORO I SOVRANISTI?… CI SONO ALTRI PROBLEMI DA RISOLVERE? SIAMO MENOMATI DA NON POTER FARE DUE COSE NELLO STESSO LASSO DI TEMPO?

“Sullo ius soli il MoVimento 5 Stelle si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà , con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile. E’ vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo nè coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà  economica: secondo l’Istat sono l’11,9% del totale, ovvero 7 milioni e 209mila persone che nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di “grave deprivazione materiale”. Il MoVimento 5 Stelle non si fa le pippe pensando alle alleanze, alle cadreghe, alle lobby o alle cooperative. Pensiamo ai problemi delle persone, se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui.”
Beppe Grillo prima scrive che la legge non è una legge ma un “pastrocchio invotabile”, senza però spiegare perchè.
Poi dice che bisognerebbe invece pensare ai poveri — lo stesso argomento dell’intervista di Libero a Di Maio — perchè evidentemente dalle sue parti è inconcepibile riuscire a fare due cose insieme.
Dice che nessuno fa nulla per le persone in stato di grave deprivazione materiale proprio quando il governo ha varato il reddito di inserimento — che NON basta, non copre tutte le fasce di popolazione e sostituisce il SIA — con l’opposizione manco a dirlo del M5S
Il problema, semmai, è che quello che viene presentato come ius soli in realtà  non è uno ius soli ma una declinazione all’italiana dello ius culturae   ma questi sono dettagli,
Ora, fa ovviamente sorridere che i 5 Stelle, che ogni tanto usano la parola d’ordine “sovranità ”, dicano che per fare una legge ci vuole l’accordo con il resto dell’Unione Europea.
In ogni caso nel resto dell’Unione Europea ci sono varie declinazioni di ius soli e nessuno ha pensato di astenersi.
Ma soprattutto, questa cosa dell’Unione Europea sembra invece un modo per procrastinare un problema e non affrontarlo adesso.
Tre giorni fa il M5S ha pubblicato un post per spiegare la sua astensione — che al Senato vale come voto negativo — sullo ius soli: in realtà  per gran parte del post si parla di tutt’altro, partendo dalla Banca Centrale Europea, continuando con il terrorismo e arrivando ai barconi.
Il solito pateracchio a Cinquestelle

(da “NextQuotidiano”)

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COME FUNZIONA LA DEMOCRAZIA DIRETTA DA GRILLO

Giugno 17th, 2017 Riccardo Fucile

ROUSSEAU E L’ASSEMBLEA M5S CANCELLATA… CALL TO ACTION PER METTERE A TACERE I MEETUP

Dopo il caso Cassimatis un altro piccolo episodio ci spiega come funziona la democrazia diretta da Beppe Grillo.
Da qualche giorno il blog di Beppe Grillo, in un post firmato da Roberto Fico, ha annunciato una nuova funzione sulla piattaforma Rousseau: Call to Action (Meetup in Azione).
La Call to action ha la funzione di lanciare iniziative sui territori con varie “azioni”: da “mobilitazione” a “socializzazione” fino a “formazione”.
E paletti chiari, perchè tutti gli incontri (localizzati tramite una mappa interattiva) “devono rispettare quanto stabilito da Non Statuto e dal regolamento del Movimento”.
Evidente la differenza tra la Call to Action di Rousseau e i meetup che sono stati alla base della costruzione del MoVimento 5 Stelle: MeetUP è «un servizio di social network che ha lo scopo di facilitare l’incontro di gruppi di persone in varie località  del mondo» senza alcun controllo centralizzato, mentre Rousseau si trova su una piattaforma di proprietà  dell’associazione omonima guidata da Davide Casaleggio, Max Bugani e David Borrelli.
Mentre alcuni cattivoni in evidente malafede la considerano un modo per mettere il guinzaglio ai meetup, la Call to Action è invece tutt’altro. E basta un piccolo episodio per averne la chiara dimostrazione.
È infatti accaduto che quei simpatici buontemponi degli attivisti napoletani cacciati e poi reintegrati grazie a un giudice da tempo si battono per richiedere una convocazione dell’assemblea del M5S.
Luca Capriello è il capofila degli ex espulsi dal M5S a Napoli, reintegrati dopo una sentenza del Tribunale che ha scatenato il Terremoto legale nel MoVimento 5 Stelle e che ha portato a varare le modifiche allo Statuto   sul blog e forse a rischio nullità : con altri ha aperto il gruppo facebook Convocazione Assemblea Nazionale M5S.
La richiesta mira a far convocare l’assemblea non in Rete ma con gli attivisti in carne e ossa, pena — a   detta degli espulsi che stanno animando la battaglia sui social network — che le nuove regole al voto sul blog di Beppe Grillo risultino nulle.
Questi simpatici idealisti, che fecero anche uno sciopero della fame per invitare al rispetto delle regole e delle leggi, hanno pensato di usare la funzione Call to Action per un evento chiamato “Assemblea Nazionale: prima riunione (i preparativi).
Si trattava di un primo incontro operativo per la proposizione e la successiva organizzazione della prima Assemblea Nazionale degli iscritti e dei simpatizzanti M5S.
Avete già  capito com’è andata a finire, vero?
Gli attivisti che avevano aperto la Call to Action hanno scoperto anche l’esistenza della funzione “Annulla evento e ciao”.
«In una mail ci hanno comunicato l’annullamento dell’incontro, senza motivazioni»: L’avvocato Luca Capriello, uno degli attivisti, racconta oggi il Fatto, ha inviato una mail per ottenere spiegazioni.
“Chiediamo — sostiene Capriello — un’assemblea nazionale del M5S per trovare una sintesi su alcuni punti che ci fanno storcere il naso, dal tentativo di aderire al gruppo europeo Alde fino all’astensione sullo ius soli”.
Ovviamente c’era da aspettarselo: sono loro ad essere degli idealisti inguaribili. Andreotti diceva ai suoi tempi che esistevano due tipi di matti: quelli che si credono Napoleone e quelli che vogliono risanare le Ferrovie dello Stato.
Adesso la frase può essere aggiornata: quelli che si credono Napoleone e quelli che credono alla democrazia diretta da Grillo.

(da “NextQuotidiano”)

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FICO LANCIA LA SFIDA A GRILLO E DI MAIO: “TRA NOI E SALVINI DISTANZE SIDERALI”, I VERTICI AZIENDALI LA PRENDONO MALE

Giugno 16th, 2017 Riccardo Fucile

FICO INTERPRETA IL M5S DELLE ORIGINI, NON QUEL POPULISMO   XENOFOBO CHE BEN SI ATTAGLIA A GRILLO E A DI MAIO… L’ELETTORATO CINQUESTELLE DEL MERIDIONE NON ACCETTERA’ MAI L’ALLEANZA CON UN MORTO SOVRANISTA CHE CAMMINA, POSIZIONE SCONFITTA IN TUTTA EUROPA

Il silenzio lo rompe Roberto Fico. Un post tutto suo per parlare più al Movimento 5 Stelle che al segretario della Lega Nord nonostante sia diretto a Matteo Salvini.
Un avviso ai naviganti, pubblicato su Facebook: “Caro Salvini, vorrei rincuorarti sul fatto che tra il M5S e la Lega, tra Beppe e te, la distanza di visioni, idee, contenuti è siderale. Indecifrabile. Specie sulla questione migratoria”.
Il capogruppo dei deputati, replicando al leader del Carroccio che ha invitato Grillo a un’alleanza di centrodestra, parla a titolo personale, come avviene nei casi in cui una dichiarazione passa per i social e non attraverso un comunicato ufficiale.
Una mossa del genere, nei giorni in cui si parla con sempre più insistenza di convergenze con la Lega Nord, può essere l’inizio di una battaglia molto più lunga dentro M5s.
Una battaglia che va al di là  dei cosiddetti ortodossi contro i pragmatici e che ha come centro nevralgico il cambiamento in atto dentro M5s che — secondo alcuni – sembra guardare sempre più a destra quando si tratta di affrontare i temi chiave..
Il segnale è chiaro se anche il blog di Beppe Grillo, che spesso rilancia i contenuti di alcuni parlamentari pubblicati sulle loro bacheche, questa volta tace.
Fico dà  infatti al Movimento una rotta ben precisa girando il timone dalla parte opposta rispetto a dove sembra stiano andando adesso i vertici.
È una direzione che di certo non va a destra ed è la direzione di chi, tra i pentastellati, non vede di buon occhio le politiche sull’immigrazione e anche la scelta fatta nell’Aula del Senato di non votare la legge sullo ius soli, che dà  la cittadinanza agli immigrati di seconda generazione, cioè ai bambini nati in Italia.
“Il M5S non crede — scrive ancora Fico – che la soluzione ad ogni problema sia aggredire gli ultimi, chi ha meno chances di noi, chi vive nella difficoltà . Per il M5S nessuno deve restare indietro. Questa è una massima, che ogni singolo attivista segue ogni giorno”.
Parole che, secondo qualcuno, stonano con i post dei giorni scorsi e con il silenzio di tutti gli altri colleghi.
“Com’è possibile — si chiede una deputata — che nessuno, nè Di Maio, nè Grillo in persona, ha ancora risposto a Matteo Salvini che invita Grillo a un’alleanza?”.
Eppure a mezzogiorno vengono battute le agenzie con le dichiarazioni del segretario del Carroccio: “L’alleanza naturale è quella di centrodestra. L’alleanza naturale — ha detto Salvini a Tgcom24 – è quella: chiunque altro sostenga le posizioni della Lega, ad esempio Grillo che sull’immigrazione dice ‘Basta, ce ne sono troppi’, va bene, benvenuti”.
Nessuno replica e Fico a distanza di due ore sbotta e pubblica il suo post su Facebook. Viene condiviso da Roberta Lombardi e da altri parlamentari, ma non viene rilanciato dal blog.
Non sembra ci sia quindi la ‘benedizione’ da parte dei vertici. In fondo pochi giorni fa il sindaco di Roma Virginia Raggi, con il sostegno di Grillo e Di Maio, ha chiesto al prefetto di non far arrivare più immigrati a Roma, annunciando anche la chiusura dei campi rom e prendendosela con i mendicanti del metrò.
Le parole di Fico sembrano essere la contestazione plateale, a distanza di qualche giorno, al pugno duro mostrato dai vertici e a una tendenza iniziata con le critiche alle Ong, definite “taxi del mare”.
Nei giorni in cui si parla con sempre più insistenza di contatti tra i grillini e Carroccio, di convergenze post elettorali o pre elettorali, di temi in comune e Salvini cavalca l’onda, anche provocatoriamente, invitando Grillo ad entrare a far parte di una coalizione, Fico ferma tutto.
Il ragionamento che fanno i deputati a lui vicino suona più o meno così: “Ci stiamo spostando a destra perchè nei comuni in cui andiamo al ballottaggio sfidiamo il centrosinistra e quindi dobbiamo prendere i voti di destra. Ma questi sono dei marchi a fuoco per il Movimento”.
Il percorso iniziato dai vertici è infatti molto più lungo e guarda alle elezioni politiche e anche al dopo se i 5Stelle dovessero avere l’incarico di formare il nuovo governo e avessero bisogno di voti in Parlamento.
E se per Di Maio i vertici stanno lavorando per cucirgli addosso un abito che fa al caso suo (“Luigi ha un profilo di destra, mica si può mettere a fare il terzomondista scamiciato”, sintetizzava qualcuno pochi giorni fa con una battuta), Fico, dall’animo più di sinistra, potrebbe iniziare la sua lunga corsa per fare da contraltare al candidato in pectore e riportando il Movimento alle origini.
Dalle prossime mosse si capirà  se si arriverà  a una specie di congresso a 5Stelle. Intanto tra i big che faranno campagna elettorale per i ballottaggi il nome di Fico per ora non compare.

(da “Huffingtonpost”)

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LA PETIZIONE PER FAR CAMBIARE LA FOTO PROFILO DI BATTISTA SU FB

Giugno 16th, 2017 Riccardo Fucile

DOPO L’ASTENSIONE DEL M5S SULLO IUS SOLI, MOLTI GLI CHIEDONO PER COERENZA DI TOGLIERE LA FOTO CON IL BAMBINO DI COLORE DAL SUO PROFILO

Su Change.org è stata pubblicata da poco una petizione che chiede ad Alessandro Di Battista di cambiare la foto del suo profilo, dopo la decisione del M5S di astenersi al Senato sullo ius soli (al Senato l’astensione vale come voto negativo).
La petizione prende spunto dalla dichiarazione di Di Battista all’AGI nel 2013 e segnala la sua difesa per poi chiedergli:
Ma quella foto con un bambino di colore, vista la Vostra posizione sullo ius soli, forse sarebbe buon senso cambiarla, non crede?
La petizione è stata lanciata da Tranelliblog.
La parte più divertente sono però le motivazioni della firma visibili sul sito: “perchè il bambino dopo aver fatto la foto con dibba s’è dovuto lavare 300 volte per non puzzare da ipocrita!”, scrive Francesco; “Sto firmando perchè sono il bambino della foto”, sostiene Paolo; “E’ stato il Dibba a dire “io penso che sia più italiano il figlio di un marocchino nato in Italia rispetto a tanti argentini nati da genitori italiani”, dice Francesco. E così via.
Sottointeso: basta speculare sui bambini e poi tradirli .

(da “NextQuotidiano”)

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“HO SAPUTO DI INCONTRI TRA SALVINI E DI MAIO”: IL SEN. ALBERTINI CONFERMA L’INCIUCIO IN ATTO

Giugno 16th, 2017 Riccardo Fucile

E SPUNTANO FUORI ANCHE CONTATTI TRA CRIMI E IL LEGHISTA STUCCHI

“Io ho saputo di più incontri tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio per un’ipotesi di governo antisistema. Me lo ha detto una persona che l’ha sentito dall’uno e dall’altro, uno che non fa politica e che ha ricevuto questa confidenza da entrambi”. A dirlo è il senatore di Alternativa Popolare Gabriele Albertini ospite del programma di Rai Radio1 “Un Giorno da Pecora”. L’intervista viene trascritta e riportata oggi da Repubblica:
Chi glielo ha detto, senatore?
«Una persona seria, che non fa politica però»
E questa persona come lo sa?
«Ha ricevuto una confidenza diretta da entrambi, Salvini e Di Maio. Ma non mi faccia dire altro però. Anche perchè è una vicenda di qualche mese fa».
Sapeva invece di questo incontro tra Casaleggio e Salvini?
«L’ho letto. Personalmente non ci trovo nulla di strano. La politica è fatta di questo, di parlarsi, incontrarsi, quasi una necessità  professionale direi. Sarebbe interessante capire di più di cosa si sono detti magari»
Ma perchè secondo lei ci sono state queste reazioni così virulente alla notizia
«Sia M5S che Lega hanno delle posizioni identitarie. Soprattutto i primi che hanno fondato la loro stessa esistenza sul non avere connessione con il sistema. Normale che crei imbarazzo».
La Stampa invece parla di colloqui privati nei corridoi tra leghisti e grillini per la definizione di un patto:
Che fosse in definizione un patto tra M5S e Lega Nord in vista del voto, era cosa nota solo a poche persone al vertice grillino. Per la precisione, a un patto vero e proprio si sarebbe arrivati solo in caso fosse andata in porto la legge elettorale tedesca. Leghisti e 5 Stelle, però, erano nel pieno delle trattative nel timore che si profilasse un’alleanza di governo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Era il Senato il centro di questi negoziati fatti di colloqui privati nei corridoi.
A condurli per conto del M5S finora è stato Vito Crimi, ex capogruppo, siciliano trapiantato a Milano, uno degli uomini più vicini a Davide Casaleggio e dato in ottimi rapporti con il collega leghista Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, di cui il grillino è membro.

(da “NextQuotidiano”)

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I CONSULENTI ESTERNI NOMINATI DALLA RAGGI NEL SUO STAFF SONO 102, 12 IN PIU’ DEL LIMITE FISSATO DA MARINO

Giugno 16th, 2017 Riccardo Fucile

A UN ANNO DALLA SUA ELEZIONE, SI SCOPRONO GLI ALTARINI

Quanto costa ai romani lo staff di Virginia Raggi? Ad agosto del 2016, a due mesi dalle elezioni, la Raggi faceva sapere che non aveva ancora completato le nomine e che “non arrivava al milione di euro“.
La sindaca prometteva che la sua Amministrazione aveva fissato l’obiettivo di spendere meno di cinque milioni di euro l’anno per lo staff.
Ovvero trecentomila euro in meno di quanto faceva Marino.
Ad un anno dall’insediamento della Raggi le cose però non sembrano andare come promesso.
La sindaca e i suoi assessori infatti non hanno ancora ultimato le nomine dello staff ma già  si può ipotizzare che l’obiettivo di stare sotto la soglia di spesa di Marino è troppo ottimistico.
Per farsi un’idea è sufficiente spulciare l’ordinanza numero 84 del 12 giugno 2017 con la quale la Raggi finalmente ha stabilito la “Disciplina per la costituzione degli uffici di diretta collaborazione del Sindaco, del Vice Sindaco e degli Assessori“.
Dal documento emerge che dei 34 membri dello staff della Raggi 18 sono interni (ovvero già  dipendenti comunali) e 16 sono esterni a chiamata.
Al Vice Sindaco Luca Bergamo ne spettano 22, di cui nove assunti a tempo determinato. Per fare un confronto Marino aveva fissato a 11 il tetto dei collaboratori esterni del suo ufficio e a 7 quello per l’ufficio del Vice Sindaco.
Altri trenta collaboratori esterni potranno essere assunti dagli Assessori Luca Bergamo, Massimo Colomban, Daniele Frongia, Flavia Marzano e Pinuccia Montanari cui ne spettano sei ciascuno.
L’Assessore al bilancio Andrea Mazzillo potrà  assumere 11 collaboratori esterni mentre nove ciascuno spettano agli assessori Luca Montuori, Laura Baldassarre, Adriano Meloni e Linda Meleo.
Si arriva così al numero di 102 assunti con contratto a tempo determinato. La giunta di Ignazio Marino si era fermata a 90
Attualmente però sono stati nominati solo la metà  dei collaboratori previsti. Come fa notare Lorenzo D’Albergo sull’edizione romana di Repubblica il costo a bilancio di questi 50 professionisti esterni chiamati a far parte dello staff della giunta si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro.
Siamo quindi ben al di sopra del milione di cui la sindaca parlava qualche tempo fa. Ed è possibile che una volta ultimate le nomine possa essere superato anche il tetto massimo dei cinque milioni di euro l’anno. Si vedrà  eventualmente quando tutte le nomine saranno ultimate.
Qualche settimana fa il Messaggero scriveva che in un anno di attività  quasi un terzo degli atti della Giunta Raggi provenivano dal dipartimento delle Risorse Umane. Riguardavano cioè atti di nomina di collaboratori e membri dello Staff.
Un fronte al quale la Giunta sembra devolvere parecchie energie.
La sindaca ha infatti riunito la giunta più volte ma ha licenziato un numero di delibere inferiore del 15% rispetto a quella del predecessore Marino.
Ci sono però anche dei casi limite che fanno capire come l’obiettivo di ridurre la spesa non venga perseguito con troppa tenacia. Il caso che salta agli occhi di tutti è quello di Silvano Simoni, ingaggiato nello staff dell’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari.
Il contratto firmato appena prima di Capodanno prevedeva un «trattamento economico complessivo» di 23.725 euro all’anno. Tre mesi dopo però il Campidoglio gliel’ha raddoppiato o quasi, dato che d’ora in poi percepirà  44.892 euro.
Sempre a dicembre venne formalizzato un altro in carico che fece discutere: quello di Andrea Tardito, architetto, già  candidato del M5S, assunto nello staff dell’assessore al Patrimonio con un contratto da 88mila euro annui per occuparsi della «gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare».
Quasi il doppio rispetto a quanto guadagnava da dipendente di una delle società  in house del Campidoglio, Aequa Roma.
Rimane invece inevasa la richiesta fatta dall’allora consigliera d’opposizione Raggi a Marino di indire un bando aperto per la selezione dei curricula dei collaboratori dello staff del Sindaco e degli assessori.
In ossequio alla trasparenza e al metodo a 5 Stelle per le nomine.

(da “NextQuotidiano”)

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QUANDO DI BATTISTA ERA FAVOREVOLE ALLO IUS SOLI

Giugno 16th, 2017 Riccardo Fucile

NEL 2013: “LA MIA POSIZIONE E’ QUESTA”

O tempora, o mores.
C’è stato un tempo, oh un tempo lontano, in cui Alessandro Di Battista era favorevole allo ius soli.
Non durò molto: il tempo di una conversazione con un giornalista dell’agenzia di stampa AGI riportata all’epoca da molti giornali.
Alla domanda se fosse giusto che un figlio di tunisini nato e cresciuto in Italia non sia cittadino italiano, Di Battista rispondeva: “Non è giusto. Io sono per lo ius soli. È più italiano il figlio di immigrati nato e cresciuto in Italia piuttosto che un argentino, nipote di italiani, che l’Italia non l’ha mai vista. È una questione di diritti fondamentali tra cui il diritto alla cittadinanza”.
Di Battista conveniva che lo ius soli andasse regolamentato e che non potesse essere considerato cittadino italiano il figlio di una donna straniera che viene in Italia a partorire e poi se ne va.
“Io penso — proseguiva Alessandro Di Battista — che serva un certo numero di anni di permanenza in Italia”. Ma la dissidenza di Di Battista durò lo spazio di un mattino.
Di Battista ritrattò subito dopo dicendosi immediatamente d’accordo con Grillo:
Non solo: sul blog di Beppe lo stesso Di Battista sostenne che c’era nettamente gombloddo, anche se l’arbitro cornuto non l’ha fischiato: «La persona che ha raccolto le mie dichiarazioni, non si è qualificata come giornalista, tanto che l’ho scambiato per un deputato del Pd. La persona in questione non mostrava, infatti, il cartellino identificativo per i giornalisti e per questa ragione ho denunciato l’accaduto al servizio sicurezza della Camera dei deputati. E’ l’ennesima trappola dei media, una delle tante imboscate che ci tendono per fare apparire spaccature inesistenti all’interno del MoVimento. Solo al termine dello scambio di battute, il giornalista si è qualificato come tale, prima di andare via. Si chiede, pertanto, a tutti i cronisti di attenersi alle regole etiche e deontologiche della professione».
Per soprannumero, e per non far pensare nemmeno a chi non sapesse leggere che lui potesse non essere d’accordo con Beppe, Di Battista fece anche un video.

(da “NextQuotidiano”)

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“UNA CAZZATA PAZZESCA”: L’ASSESSORE DELL’APPENDINO BOCCIA L’ASTENSIONE GRILLINA SULLO IUS SOLI

Giugno 16th, 2017 Riccardo Fucile

MARCO GIUSTA LINKA SU FB LA FRASE DI FANTOZZI: “UNA SCELTA CHE NON MI APPARTIENE”

L’assessore alle Pari opportunità  della giunta comunale grillina di Chiara Appendino, Marco Giusta, “strappa” rispetto ai Cinque Stelle: lo fa su un argomento cruciale, lo Ius soli, criticando l’annunciata astensione dei pentastellati in Senato sul ddl che concede la cittadinanza ai figli di immigrati nati o cresciuti in Italia.
Una scelta decisa da Beppe Grillo sul blog che equivale di fatto a un voto contrario, nel quadro dell’ormai esplicita sterzata a destra del Movimento.
La “dissidenza” di Giusta si consuma con un post su Facebook: “Cosa ne pensi dell’astensione sullo ius soli? – scrive l’assessore – Di pancia mi viene da pensare a questo:” E, di seguito, c’è un link di youTube al celebre sequenza in cui Fantozzi definisce la Corazzata Potemkin “una c… pazzesca”.
Prosegue Giusta: “Di testa mi sembra lo stesso meccanismo dell’astensione sul canguro legato alle unioni civili e stepchild. Da qualunque lato la si guardi, comunque, non mi appartiene”. Seguono numerosi commenti con la frase “Bravo Marco”: tra i quali ce ne sono alcuni scritti da esponenti del Pd.

(da agenzie)

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