Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
IL SINDACO USCENTE ANDREBBE AL BALLOTTAGGIO CON IL CANDIDATO DEL PD FERMO AL 20,8%… CENTRODESTRA RIDICOLIZZATO AL 6,4%… SAREBBE UN SEGNALE IMPORTANTE CHE E’ POSSIBILE ANDARE OLTRE LA DESTRA E LA SINISTRA ATTUALI
A poche settimane dal primo turno delle elezioni amministrative di giugno, il sindaco uscente di Parma, Federico Pizzarotti è accreditato del 36,9% delle intenzioni di voto. Secondo un sondaggio Ixè per Agorà (Raitre), alle spalle di Pizzarotti (non più sostenuto dal Movimento 5 Stelle), c’è Paolo Scarpa, candidato del Pd, con il 20,8%. A seguire Laura Cavandoli (centrodestra) con il 6,4% e Daniele Ghirarduzzi (M5S) al 2,4%.
I risultati del sondaggio sono importanti perchè a Parma si gioca una partita importante per la politica di questo paese.
Pizzarotti, che è risultato nel 2017 il terzo sindaco più amato d’Italia nel sondaggio annuale del Sole 24 Ore, corre infatti senza il simbolo del MoVimento 5 Stelle che l’ha portato alla vittoria nel 2012. Non solo: ha anche la concorrenza di una lista con il simbolo del M5S.
Se nonostante tutto questo Pizzarotti dovesse arrivare al ballottaggio e addirittura vincere potrà dimostrare alla politica italiana che un M5S senza Grillo non solo è possibile, ma è anche vincente.
Non c’è dubbio infatti che dopo i disastri lasciati da centrosinistra e centrodestra nell’amministrazione della città Pizzarotti abbia ottenuto risultati positivi a Parma, al netto della figuraccia sull’inceneritore contro il quale ha fondato la sua prima campagna elettorale salvo “accorgersi” poi che non era possibile fermarlo.
Non è però certo questo che l’ha portato fuori dal MoVimento 5 Stelle: fin dal tentativo di nominare Valentino Tavolazzi, primo espulso storico dei 5 Stelle, city manager della città Pizzarotti ha dimostrato un’autonomia da Grillo che non poteva non portarlo alla fine fuori dal M5S, come è puntualmente accaduto.
Una sua vittoria alle elezioni dimostrerebbe che c’è uno spazio politico ampio per un soggetto che sia alternativo a centrosinistra e centrodestra ma anche fuori dalla logica del partito padronale di Beppe. Parma caput mundi.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 18th, 2017 Riccardo Fucile
TUTTO E’ PARTITO DAL SITO FILORUSSO DELLA FONDAZIONE GEFIRA, POI RIPRESA “SCIENTIFICAMENTE” DA SITI RAZZISTI E ISLAMOFOBI … DITE A DI MAIO DI CHIEDERE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SU QUESTO, INVECE CHE SU CAZZATE
Adesso che la Commissione difesa del Senato ha chiuso l’indagine conoscitiva sul ruolo delle ONG nel Mediterraneo, scagionandole da ogni ipotesi di complotto con i trafficanti, e le acque si sono dunque calmate, è giunto il tempo di fermarsi a riflettere su come si sia formato il vortice mediatico, politico e persino giudiziario sulle operazioni di salvataggio compiute nel Mediterraneo.
Da dove partono le accuse alle ONG e le teorie del complotto per destabilizzare l’economia europea, cui persino il procuratore di Catania aveva fatto riferimento? Pochi hanno riferito che il primo ad avanzare la tesi è stato un sito euroscettico e filorusso olandese, quello della cosiddetta “fondazione” Gefira.
La prima fonte: un sito euroscettico olandese
Il 9 novembre 2016, ben prima di qualsiasi riferimento a rapporti di FRONTEX – per altro pure recentemente smentiti dall’agenzia stessa, Gefira pubblica sul suo sito un video e, qualche giorno dopo, un articolo dal titolo “Caught in the act: NGOs deal in migrant smuggling”.
I contenuti del primo post e di altri immediatamente successivi richiamano tesi destinate a diffondersi qualche mese dopo a macchia d’olio:
NGOs, smugglers, the mafia in cahoots with the European Union have shipped thousands of illegals into Europe under the pretext of rescuing people, assisted by the Italian coast guard which coordinated their activities… The real intention of the people behind the NGOs is not clear. We would not be surprised if their motive were money. They may also be politically driven… their actions are criminal as most of these migrants are not eligible for being granted asylum and will end up on the streets of Rome or Paris and undermine Europe’s stability raising racially motivated social tensions.
Il sito della Fondazione Gefira esiste dal 29 gennaio 2016 ed è stato registrato da Bart Kruitwagen, olandese candidato al Parlamento europeo per il partito euroscettico e islamofobo Newropeans, che gestisce il relativo sito di disinformazione.
GEFIRA si definisce una pan-European think thank e descrive il proprio mandato come “to provide in-depth and comprehensive analysis of and valuable insight into current events that investors, financial planners and politicians need to know to anticipate the world of tomorrow”.
La diffusione in rete da hoax esteri a siti italiani
Le parole di Gefira sono presto riprese da altri siti di disinformazione, per esempio il bulgaro Zero Hedge, altro sito che si autodefinisce specializzato in finanza, ma che è stato smascherato sia dai media americani, sia dalle istituzioni finanziarie che lo hanno descritto come”conspirational” e filorusso.
Il post di Zero Hedge che riprende Gefira è stato condiviso 4.500 volte su Twitter. Altre riprese di dicembre: Dailystormer, sito neonazista, Southfront, filorusso, Shoebat e Barenakedislam, islamofobi.
La news arriva in Italia tramite un altro sito di disinformazione apertamente filorusso, SitoAurora, che riprende la notizia di Gefira il 7 dicembre.
L’8 dicembre la notizia è su comedonchisciotte.org
Mesi più tardi, il 6 marzo, il blogger Luca Donadel — in quello che diverrà un video virale — riprende esattamente metodologia e informazioni del sito Gefira per avvalorare la tesi della cospirazione delle ONG.
La storia più recente è nota e il vero putiferio giornalistico e televisivo che si scatena dopo l’audizione del procuratore Zuccaro.
Serve un’inchiesta sulla fake news, piuttosto che sulle ONG?
Ciò che è inquietante, però, è che persino la stampa italiana di qualità abbia fatto riferimento ad alcune notizie diffuse dai siti summenzionati, come le presunte collusioni tra le ONG e i sostenitori di Hillary Clinton, incluso George Soros, descritte per esempio da Zero Hedge.
Queste tesi sono finite persino su La Stampa che, in un articolo del 23 aprile, sollevava esattamente gli stessi dubbi del sito sedicente di analisi finanziaria rispetto ai finanziatori delle navi.
Anche i dubbi ripresi dallo stesso articolo del quotidiano italiano sui soci del MOAS — la ONG che è stata presa d’attacco più frequentemente, come Ian Rugger “noto per non essere mai stato tenero con i migranti sbarcati sulla sua isola” (cit.), citano quasi testualmente quelli espressi da Gefira mesi prima.
Speriamo che qualche buon giornalista investigativo vada più a fondo sulla sua diffusione virale. Ne varrebbe la pena.
Costanza Hermanin
Professore a SciencesPo Paris e al College of Europe.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 18th, 2017 Riccardo Fucile
NON SIA MAI CHE QUALCUNO METTA IN DISCUSSIONE LA LEADERSHIP DEL COCCO FUORICORSO
“Ci tengo a ribadire che nel M5S vige una regola chiara e semplice: ogni portavoce eletto porta a termine il suo mandato e durante il suo svolgimento non può candidarsi a svolgere altre cariche”.
Lo scrive, in un post scriptum ad un suo post sul blog, Beppe Grillo.
“Le votazioni per il candidato premier e per i candidati in Parlamento escluderanno, come da regolamento, tutti i portavoce M5S che stanno svolgendo un altro mandato. Chi ha iniziato a fare il sindaco nel 2016 continuerà a farlo fino al 2021”, aggiunge.
Molti hanno colto in questa precisazione non richiesta la volontà di mettere fine alle voci che vorrebbero il sindaco di Torino, Chiara Appendino, come possibile rivale di Luigi di Maio alla guida del Movimento alle prossime elezioni politiche.
Il richiamo al regolamento fa sorridere, visto che in più di una occasione (Genova insegna) il regolamento è stato disatteso e calpestato dai vertici.
Evidentemente nessuno deve fare ombra al triste fuoricorso di Pomigliano.
(da agenzie)
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Maggio 18th, 2017 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO XII DA DIECI MESI E’ INCOMPATIBILE E INELEGGIBILE PERCHE’ DETENEVA QUOTE DI UNA SOCIETA’ CHE OPERA IN CONVENZIONE CON IL COMUNE, MA IL PARTITO AVEVA SEMPRE NEGATO… ORA PER MANTENERE LA POLTRONA HA CEDUTO LE QUOTE
Il MoVimento 5 Stelle si fonda su due principi: onestà e trasparenza. 
A fare da corollario una rigorosa selezione della classe dirigente, fatta dai cittadini stessi che vagliano i curricula dei candidati.
Ma un conto sono i principi un conto è la pratica. Perchè spesso e volentieri il M5S applica un’altra regola: quella della trasparenza e onestà quannocepare.
Prendiamo ad esempio il caso di Massimo Di Camillo, presidente del consiglio del Municipio XII, eletto anche se ineleggibile perchè in palese conflitto d’interessi.
La storia è emblematica del modo di fare dei 5 Stelle.
Di Camillo è stato eletto dieci mesi fa consigliere municipale e successivamente presidente del consiglio del Municipio retto da Silvia Crescimanno.
Ma non avrebbe potuto farlo perchè socio al 50% di una società titolare di un asilo nido in convenzione con il Comune di Roma.
Durante questi dieci mesi curiosamente Di Camillo ha anche espresso parere contrario all’apertura di un altro nido nella zona costato 1,2 milioni di euro e frutto di un accordo tra il Comune e il consorzio Solari.
Il consigliere 5 Stelle spiegava che «Nella zona abbiamo un altro asilo che attualmente non è occupato. Questo fa venire dei dubbi su facoltà o legittimità di aprire un nuovo asilo. Aspettiamo il nuovo bando e vediamo quante richieste ci saranno». L’altro asilo era l’Only Kids di proprietà della società RO.MA.Srl della quale fino al 27 settembre 2016 Di Camillo era anche amministratore.
Quando venne denunciata l’incompatibilità del consigliere il gruppo consiliare del M5S disse che non c’era alcuna irregolarità .
L’onesto Di Camillo del MoVimento degli onesti era nel giusto. Ma nel frattempo il presidente del consiglio municipale si sbarazza delle quote di sua proprietà . Questo avviene il 6 aprile 2017.
Che bisogno c’era di farlo se non c’era nessuna incompatibilità ? Di Camillo spiegò di “non voler mettere in difficoltà tanti consiglieri”.
Uno degli altri motivo che hanno spinto Di Camillo a cedere le quote della società che ha un contratto con il Comune fino a fine luglio 2017 è il fatto che intanto era stato richiesto un parere all’Avvocatura capitolina.
Il parere dell’Avvocatura certifica che il consigliere era incompatibile e ineleggibile. Lo è stato dal giorno della sua elezione fino ad aprile.
Dimostrando un tenace attaccamento alla poltrona più che ai principi del M5S Di Camillo ha rimosso la causa dell’incompatibilità appena prima di essere dichiarato incompatibile.
Successivamente Di Camillo dichiarò che il parere dell’Avvocatura non contava più. Il consigliere infatti aveva rimosso le cause di incompatibilità .
Il MoVimento 5 Stelle, Presidente del Municipio in testa, lo ha sempre difeso sostenendo non ci fosse alcuna incompatibilità . Roma Today però rivela che il Segretariato in data 6 aprile aveva protocollato il parere con cui dichiarava l’incompatibilità del consigliere.
Parere che Crescimanno ha sempre detto di non aver mai ricevuto.
Curiosamente proprio la stessa data in cui Di Camillo ha ceduto le quote societarie. Forse è un caso ma anche Silvia Crescimanno è stata protagonista di una divertente storia di onestà e trasparenza à la 5 Stelle.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 17th, 2017 Riccardo Fucile
ADRIANO MELONI, ASSESSORE AL COMMERCIO DELLA GIUNTA CAPITOLINA , VOLEVA BLOCCARE LE AFFISSIONI ABUSIVE… VITTIMA DEL FUOCO AMICO IN AULA
Adriano Meloni, assessore al commercio della Giunta Raggi, e la maggioranza grillina in Assemblea Capitolina ieri sono stati protagonisti di una fantastica scenetta sulla delibera sui nuovi “Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari”.
Il piano, ambizioso, dell’assessore prevedeva che i piani fossero un punto fondamentale per il rispetto del decoro: miravano a fermare l’invasione di cartelloni abusivi e a contribuire alla redazione dei bandi per l’assegnazione di quelli regolari, andando ad incidere su una materia strettamente collegata al decoro della città .
Ma qualcosa è andato storto.
Proprio mentre Meloni si vantava dell’approvazione del piano e sull’home page del sito istituzionale del Campidoglio campeggiava in apertura l’annuncio dell’avvenuta approvazione, questo veniva ritirato: nel corso della seduta i consiglieri grillini hanno deciso di fare marcia indietro per esaminare meglio il provvedimento.
Nessuno conosce i veri motivi delle perplessità , in omaggio alla trasparenzaquannocepare che guida la Giunta Raggi e la maggioranza in Assemblea Capitolina.
In compenso sono partiti gli sfottò dell’opposizione.«Qualcuno avvisi il Campidoglio che la delibera sugli impianti pubblicitari è stata ritirata dalla maggioranza. No ok Aula. Complimenti per l’informazione», ha twittato ironica la piddina Valeria Baglio. «Uno sgambetto clamoroso ai danni dell’assessore al Commercio», attacca il collega Corsetti, «evidentemente all’interno del M5S non c’è unanimità sulla proposta».
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 16th, 2017 Riccardo Fucile
SOSPESO ALLA VIGILIA DELLA CONSEGNA DELLE CANDIDATURE E IL MOTIVO NON LO SPIEGA NESSUNO….COSA SUCCEDE A PALERMO?
Luigi Scarpello era fino a ieri uno dei candidati del MoVimento 5 Stelle al consiglio comunale di
Palermo in sostegno dell’aspirante primo cittadino Ugo Forello, uscito dalle Comunarie delle firme false che hanno ribaltato il M5S dell’isola.
Oggi non lo è più perchè il collegio dei probiviri lo ha escluso dalla competizione sospendendolo dal M5S.
Ma la decisione non è stata comunicata dal blog di Grillo nè se ne conoscono i motivi.Eppure Scarpello non è un 5 Stelle qualunque a Palermo: fondatore dell’associazione nella città nel 2009, proprietario della sede di via Sampolo dove il M5S organizzò la raccolta firme per la candidatura di Riccardo Nuti a sindaco nel 2012, poi addirittura nominato tra i migliori attivisti d’Italia nelle graduatorie del M5S nel 2013.
Perchè Scarpello è stato escluso? Lui in un commento su Livesicilia si è limitato a scrivere questo: «Ho ricevuto una comunicazione dal Collegio dei Probiviri in tal senso qualche giorno fa, ma avendo, come previsto, inviato una richiesta di revoca della sospensione al Comitato d’Appello, nell’attesa ancora forse non è appropriato considerarla una notizia definitiva».
Eppure non è la prima volta che Scarpello lamenta di essere stato escluso dal MoVimento 5 Stelle.
Nel novembre 2014 scrisse su Facebook lamentandosi di chi lo aveva cacciato dal Grillo di Palermo l’ottobre precedente “in occasione di Italia 5 Stelle al Circo Massimo”.
Nell’occasione accusò chi nel 2012 “non contava una mazza” e adesso aveva “cariche istituzionale”, un chiaro riferimento agli eletti siciliani in Parlamento.
All’epoca, raccontano gli attivisti, venne allontanato perchè fu accusato di aver condotto una campagna elettorale “personale” e non in nome del M5S.
La defenestrazione di Scarpello non è stata in alcun modo spiegata nè dal candidato sindaco nè dagli altri candidati consiglieri.
Ma qualche attivista si lamenta: “Non è giusto……io se non c’è Luigi Scarpello….M5S lo mando a far in….vaffanculo”, si scrive nel gruppo del M5S Palermo. “Perchè non prendete posizione per Luigi Scarpello, per quale motivo è stato escluso dai candidati ? Da semplice cittadino che non vi vota vedo solo una mancanza di limpidezza, e se nessuno di tutti i candidati che siete non prende posizione nei confronti di Luigi Scarpello vuol dire che non sareste in grado di prendere posizione per difendere alcun cittadino in comune tenuti in pugno dalle leggi del vostro partito”, scrive un altro sulla bacheca del capolista Igor Gelarda.
Intanto però questo è il secondo caso curioso della campagna elettorale dopo la comparsa dell’audio in cui un responsabile dello staff della Camera attaccava il candidato Forello insieme a molti deputati e senatori siciliani del MoVimento 5 Stelle. Audio che curiosamente il M5S ha diffidato dal pubblicare le testate giornalistiche, nonostante i grillini avessero utilizzato audio rubati in altre occasioni.
Senza contare che di recente Grillo aveva chiesto ulteriori sanzioni proprio ai probiviri contro i deputati eletti con i 5 Stelle a Palermo per le accuse che avevano mosso allo stesso Forello.
Comunque la si giri, la storia torna sempre alle firme false e a quella sera in via Sampolo.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 15th, 2017 Riccardo Fucile
NOTIFICATO ALL’EX ASSESSORE DELLA RAGGI L’AVVISO DI CHIUSURA INDAGINI: CONTESTATI 5 CAPI DI IMPUTAZIONI
Paola Muraro verso il processo. La Procura di Roma ha notificato all’ex assessore all’Ambiente della giunta Raggi l’avviso di chiusura delle indagini preliminari per i reati ambientali.
La chiusura delle indagini è l’atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio.
I pm romani hanno stralciato la posizione della Muraro dal maxi procedimento sull’associazione a delinquere e il traffico illecito di rifiuti, che vede come principale indagato il ras romano delle discariche Manlio Cerroni.
Il procuratore aggiunto Michele Prestipino e il pm Alberto Galanti contestano alla Muraro ben cinque capi di imputazione tutti riguardanti il periodo in cui era consulente in Ama, e configurano ripetute violazioni dell’articolo 256 comma 4 legge 2006, appunto i «reati ambientali» compiuti all’epoca dei fatti, di singoli apparati degli impianti Tmb di Rocca Cencia e di via Salaria.
Questi reati, per natura, sono estinguibili attraverso il ricorso all’oblazione, rito alternativo al giudizio penale.
Per quanto riguarda l’altra accusa mossa dai pm alla Muraro, quella di abuso d’ufficio, una decisione dovrebbe arrivare a breve.
(da agenzie)
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Maggio 15th, 2017 Riccardo Fucile
IN REALTA’ LE DUE POVERETTE STAVANO FACENDO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Le magliette gialle del Partito Democratico ieri hanno fatto a gara con l’AMA per ripulire Roma. Nel frattempo Beppe Grillo scopriva l’acqua calda e spiegava ai romani che per risolvere il problema dei rifiuti avrebbero dovuto utilizzare “i separatori dell’immondizia” che a Roma ci sono già .
Come per ogni evento sportivo che si rispetti anche la battaglia dell’immondizia è stata passata alla moviola per scoprire gli errori degli avversari.
L’onorevole del M5S Carla Ruocco — già membro del Direttorio — pubblicava ieri pomeriggio un video del Fatto Quotidiano dove si vedono alcune volontarie delle magliette gialle togliere l’immondizia da un cestino per metterla in uno dei loro sacconi.
La Ruocco commenta con ironia facendo notare che i rifiuti nei cestini non sono un’emergenza. L’emergenza sarebbe eventualmente se i rifiuti fossero per terra o per le strade.
Proprio come è accaduto nei giorni scorsi quando il MoVimento — sindaca Raggi e asssessora Montanari in testa — negavano che a Roma ci fosse un’emergenza rifiuti.
Il video pubblicato dalla Ruocco è preso da un pezzo del Fatto Quotidiano a sua volta estratto da un filmato girato da un attivista del M5S che ha “monitorato” l’attività delle magliette gialle.
Nei commenti compare anche il senatore Maurizio Buccarella che per primo fa notare come una delle volontarie stia tirando fuori (o dovremmo dire rubando?) la monnezza per metterla nel suo sacco.
Anche la senatrice pentastellata Paola Taverna utilizza il video per spiegare che quella delle magliette gialle è un’operazione di propaganda e che i volontari sono stati costretti a raccogliere l’immondizia da dentro i cassonetti. In realtà però quello è un cestino.
Per i portavoce e gli attivisti del MoVimento questa è la prova provata dell’esistenza di un complotto per far sembrare Roma sporca.
Perchè quelli del PD vanno a rovistare nei secchi dell’immondizia? Secondo alcuni commentatori sulla pagina della Ruocco “stanno facendo quello che fanno gli zingari”. Ovvero raccogliere e buttare tutto fuori.
Mentre è abbastanza evidente che le due signore stanno semplicemente differenziando l’immondizia separando i materiali riciclabili dal resto.
Vale a dire stanno facendo quello che Grillo vorrebbe facessero gli impianti AMA.
Ma per i 5 Stelle non è così: le due volontarie sono state reclutate dal PD per togliere i rifiuti dai cesti e buttarli a terra. Il complotto paventato la sera prima della manifestazione del Partito Democratico ha trovato conferma.
C’è addirittura chi ricorda che “è un reato rovistare tra i rifiuti” e chi chiede l’intervento della magistratura.
A proposito, vi ricordate quando Beppe Grillo chiedeva ai romani di diventare “sindaci dei propri dieci metri quadri” per tenere pulita la città ?
È proprio quello che hanno fatto le magliette gialle.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 15th, 2017 Riccardo Fucile
ALL’ASSESSORE DEL MUNICIPIO NON LA SI FA E DENUNCIA IL COMPLOTTO
Con colpevole ritardo visto che la foto è stata pubblicata sabato, registriamo l’ultima indagine che coinvolge il MoVimento 5 Stelle sulla monnezza a Roma.
A muoversi su Facebook è l’ispettore-assessore al V Municipio Dario Pulcini, a cui, sia chiaro, non la si fa così facilmente:
Via Del Pigneto 185: tipico esempio del boicottaggio che sta avvenendo. Una postazione pulita ieri, oggi piena di sacchi neri da 110 litri, certo non dalle case limitrofa, in un tratto con pochissimi locali. Le postazioni vicine tutte prive di rifiuti a terra. Non riapriremo mai la discarica, non faremo mai inceneritori. Non ci arrenderemo mai.
C’è quindi chiaramente complotto in via del Pigneto: quella spazzatura è stata messa lì alla vigilia della manifestazione delle magliette gialle PD con il chiaro intento di inventarsi un’emergenza che non c’è, anche se sono stati spesi milioni di euro in straordinari dell’AMA per pulire la città .
Ma la risposta del M5S è trasparente: mai la discarica a Roma (ad Aprilia se ne può parlare, anzi è proprio una bell’idea secondo Raggi) e in ogni caso è un problema della Regione (come spiegava qualche giorno fa Manlio Di Stefano).
(da “NextQuotidiano”)
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