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TUTTO COME PREVISTO, FINISCE A TARALLUCCI E POLVERINI: RENATA VA AVANTI, CAMBIA SOLO IL CAPOGRUPPO

Settembre 21st, 2012 Riccardo Fucile

LA PRESIDENTE: “ABBIAMO CENTRATO L’OBIETTIVO, MI SENTO DI CONTINUARE”…. ELETTA CHIARA COLOSIMO (IN CONTO EX AN) NUOVO CAPOGRUPPO: E’ LA PIU’ GIOVANE

Centrato l’obiettivo: tagli alle commissioni e azzeramenti ai trasferimenti.
Così, secondo la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, finisce lo scandalo su Fiorito e compagnia.
La governatrice è intervenuta in consiglio regionale, ha parlato di dimissioni “vere, ma sospese”, di un “regolamento serio” e da qui ha aggiunto di sentirsela di “andare avanti”.
“Oggi abbiamo centrato l’obiettivo, ciò che avevo chiesto — ha spiegato la Polverini alla Pisana — Abbiamo dimezzato le commissioni, abolito quelle speciali, azzerato i trasferimenti al consiglio regionale. Ora metteremo in campo un regolamento serio”.
Quindi la presidente si è rivolta ai consiglieri di maggioranza: “Noi non abbiamo bisogno dei sondaggi. Dobbiamo capire se ce la sentiamo di fare uno sforzo importante, sapendo che tutto quello che faremo avrà  un’osservazione particolare. Se voi ve la sentite io me la sento”.
E, sorprendentemente, si è difesa attaccando il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha detto: “Dice che mi devo dimettere ma mi deve spiegare perchè non lo ha fatto lui davanti alle vicende Lusi e Penati”.
I tagli, dunque.
Secondo la Polverini con i tagli approvati oggi “i cittadini del Lazio avranno venti milioni in più”.
Risorse che “andranno all’assessorato al lavoro e politiche sociali. Viste le difficoltà  su questi due versanti. Inoltre i fondi per la nuova palazzina, che abbiamo revocato, saranno destinati alla sanità , ad opere concrete che andremo a realizzare insieme perchè i tagli li abbiamo fatti insieme”.
Sono stati azzerati e revocati gli investimenti: per esempio “la nuova palazzina non si farà , abbiamo revocato l’assegnazione delle auto blu, sciolto i monogruppi e creato l’impianto razionalizzazione dei fondi”.
Le commissioni consiliari sono passate da 16 a 8.
La nuova capogruppo del Pdl.
Il “giorno della verità ” della Polverini si è aperto con la nomina del terzo capogruppo Pdl in consiglio regionale in poche settimane.
Chiara Colosimo è stata eletta dai consiglieri all’unanimità  e succede così al dimissionario Francesco Battistoni.
Il governatore prenderà  oggi pomeriggio una decisione sul suo futuro politico. Tutto dipenderà  dal voto sui tagli agli sprechi.
Questa mattina l’ex segretario Ugl ha scritto una lettera al quotidiano Il Tempo: “Sul piano politico è intollerabile e indecente quanto accaduto”.
E prosegue: “Poichè il ruolo della politica è dare risposte, in Consiglio regionale e in giunta ho chiarito e agito immediatamente. Se il Consiglio regionale non adotterà  le misure che abbiamo approntato non ha senso che l’Assemblea regionale resti in carica”.
“Da oggi parte il rilancio del Popolo della Libertà  alla Regione Lazio, e lo fa compatto” ha detto la neoeletta capogruppo.
“Siamo contenti di poter partecipare — ha aggiunto — alla svolta della Regione Lazio, per quello che riguarda i costi e lo abbiamo fatto consapevolmente”.
Colosimo, 26 anni, è la più giovane consigliera del Lazio.
Proveniente dalle fila di An, corrente Fabio Rampelli, è anche dirigente regionale dei giovani del partito.
Fu proprio lei, lunedì, nel corso della seduta di Consiglio dell’aut-aut di Polverini a prendere la parola al posto del capogruppo.
La governatrice non ha mai nascosto la sua stima per la giovane consigliera anche pubblicamente.
La Polverini è tornata a parlare oggi confermando quel “non poteva non sapere” che Fiorito avrebbe detto ai magistrati riferita alla governatrice.
E lo fa spiegando di essersi mossa, in effetti, da tempo per chiedere un taglio alle spese del consiglio: “I dipendenti del Consiglio hanno un contratto diverso da quelli della Giunta. La Giunta quindi non può che erogare le risorse sulla base di quello che il Consiglio chiede. La cifra abnorme era già  nella mia attenzione. Avevo richiamato più volte il presidente del Consiglio ad avviare una spending review che in parte aveva già  iniziato a fare. Nell’ultima fase avevo cominciato a scrivere lettere che già  tutti conoscono, perchè è evidente che quella cifra, al di là  di quello che è stato commesso, era una cifra che in un momento così delicato per la nostra Regione non era più possibile permettersi”.
La presidente della Regione giura che, superato questo ostacolo, cambierà  il Lazio: “Se oggi il Consiglio dimostra, e sono sicura che farà  così, che c’è la consapevolezza di poter andare avanti malgrado ciò che ho definito una catastrofe politica ancora da superare — sostiene — saremo in grado di trasformare in questi due anni e mezzo questa Regione”.
“Con il taglio delle Commissioni da 20 a 8 e con tutti gli altri provvedimenti già  trasformati in atti quest’anno porteremo 20 milioni di risparmio” ha aggiunto, prevedendo 26 milioni di risparmi per i prossimi due anni.
Sull’altro fronte, però, bisogna fare i conti con le parole di Franco Fiorito, che nel corso dell’interrogatorio davanti ai pm (salvo poi smentire in tv), ha parlato di una lettera protocollata il 18 luglio e inviata anche a Renata Polverini: “C’è stata una congiura nei miei confronti dopo la lettera perchè volevo controllare quei conti, perchè i miei li ho versati tutti secondo la legge, altri no”.
Da qui la linea secondo cui Polverini “non poteva non sapere”.
Stamani intanto nuovo vertice in Procura al quale hanno partecipanti i magistrati titolari dell’inchiesta e gli ufficiali della Guardia di Finanza che conducono le indagini.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

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LA VERITÀ DI FIORITO “ECCO I SETTE COLPEVOLI”

Settembre 21st, 2012 Riccardo Fucile

FIORITO: “COSI’ SI RUBAVA IN REGIONE”… I VERBALI DELL’EX CAPOGRUPPO PDL IN REGIONE LAZIO

Su 17 consiglieri che formano il gruppo Pdl alla Regione, sette avrebbero presentato fatture false.
E così mettendo tutto nero su bianco, Franco Fiorito, il consigliere finito nel registro degli indagati con l’accusa di peculato, cala l’unico asso che ha tra le mani: le ricevute rimborsate agli ex colleghi.
Le ha consegnate tutte ai magistrati che ieri lo hanno tenuto sotto interrogatorio per sette ore, anche se il reale interesse della procura è quello di ottenere spiegazioni non tanto sui conti degli altri, quando su quei 109 bonifici che hanno portato 753mila euro dalle casse del partito su conti esteri intestati al consigliere o ai familiari.
Su questo Fiorito è stato molto chiaro: “Erano i soldi del mio guadagno. E li ho riposti in conti esteri. Non sapevo di doverlo dichiarare al fisco.”
E così, con il suo avvocato Carlo Taormina, spiega ai pm che in un anno, in qualità  di capogruppo ha diritto a 300mila euro di rimborsi.
E per tre anni sarebbero 900mila euro .
Il consigliere ha consegnato tutta la contabilità  degli ultimi anni, anche quelli della gestione precedente, quando era capogruppo Alfredo Pallone.
Oltre alle fatture alla Majakovskij o all’associazione Lazzaroni, spuntano anche altre fatture.
Come quelle presentate da Battistoni per partecipare alla 112sima edizione di ‘Fiera cavalli Verona’, dal 4 al 7 settembre del 2010.
Ed ecco che spuntano: 10mila euro di hotel, 22.780 euro per il trasporto dei cavalli.
E ancora: 3mila euro tra stampe, tende a spioventi, e attrezzature varie.
Poi le fatture all’Agriturismo San Lorenzo di 2.440 euro.
Nello stesso agriturismo vengono prenotate anche 104 camere, tutte per Battistoni.
Per non parlare delle fatture alla società  italiana del cavallo e dell’ambiente onlus di Blera, in provincia di Viterbo: la prima di 1.530 euro la seconda di altri 653 euro, oltre ai 30mila euro per “promozione e valorizzazione dei pony di Esperia”.
Poi durante l’interrogatorio Fiorito attacca anche la consigliera regionale Livia Nobili. Lei come tutti gli altri non faceva altro che chiedere denaro al consigliere, ovviamente da prendere nelle casse del partito.
Si dice infatti “ossessionato” dalla “moglie di Sant’Antonio”.
“Ormai era diventata una vicenda umana, mi perseguitava per chiedermi soldi, più di quanti gliene spettassero”: continue telefonate e squilli al cellulare, ‘posti di blocco’. E ieri si è sfogato dicendo tutto ai magistrati durante l’interrogatorio: “Ero perseguitato dalla Nobili”, soprannominata dai suoi colleghi, per il suo look eccentrico, “albero di Natale” o “moglie di Sant’Antonio”, in riferimento alle cerimonie religiose in cui i fedeli reatini ricoprono di doni il loro patrono con bracciali, collane e vestiti.
Insomma Fiorito ai pm consegna tutto ciò che ha anche se sono in corso tutti gli accertamenti per verificarne la veridicità .
Il suo è una sorta di autoassoluzione che continua anche a Porta a Porta, dove è stato intervistato ieri sera. Da Vespa, Fiorito suda e si agita, alza voce e sovrasta gli altri. Poi esonera la Polverini da qualsiasi responsabilità : “Io di queste cose alla Polverini non ho mai parlato. Lei in questo momento purtroppo ha anche troppi problemi. Non credo che lei sapesse. Il presidente del Consiglio Regionale sono certo che sappia, ma la presidente della Regione non lo so”.
E infine dopo aver definito vergognosa la quantità  di denaro in politica, fa lo spaccone e aggiunge “purtroppo guadagno più del Capo dello Stato e del presidente del Consiglio insieme”.
“Mi sento di aver avuto più soldi di tante persone e capisco che per la mia immagine sia negativo, ma anche per la situazione in cui versa il Paese”.
Ma rubare no. “Tutti pensano che io abbia preso soldi e che li abbia tenuti in qualche cassaforte”, aggiunge Fiorito. “Invece, come ho dimostrato anche alla magistratura, le mie spese sono state tutte rendicontate”.
Su tutte queste spese intanto sono in corso gli accertamenti della procura e della Guardia di finanza, che ieri per la seconda volta dall’esplosione del caso è entrata in regione.
Sono stati acquisiti altri documenti e sono state fatte diverse domande a Nazzareno Cecinelli, segretario generale al consiglio regionale Lazio.

Valeria Pacelli
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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FIORITO ACCUSA: “I LADRI SONO OTTO” E FA I NOMI

Settembre 20th, 2012 Riccardo Fucile

LO SCATOLONE DI ER BATMAN DAI PM: “DISTRIBUIVO, NON RUBAVO, ECCO LE CARTE”….E FA ANCHE IL NOME DI ABRUZZESE

È stato un interrogatorio fiume, finito alle 22.30 circa del 19 settembre.
Franco Fiorito ha parlato alla procura di Roma per quasi sette ore
L’ex capogruppo e tesoriere del Popolo della libertà  alla Regione Lazio, indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei fondi regionali assegnati al partito, ha raccontato così la sua verità .
Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Alberto Pioletti hanno chiesto conto a Fiorito di tutto il suo patrimonio: case, la villa vicino al Circeo, gli appartamenti di proprietà  a Roma e Anagni, i terreni in Ciociaria, l’asta vinta per l’assegnazione di una casa in affitto da 200 metri quadri a 4 mila euro al mese dell’Ipab in via Margutta, e di tutti i suoi conti correnti, compresi quelli all’estero.
Sotto la lente d’ingrandimento anche il conto cointestato con la madre, aperto ad Anagni, che conteneva alcune migliaia di euro.
Il politico ciociaro deve effettivamente spiegare perchè ha spostato oltre 800 mila euro dai conti correnti del Pdl a quelli intestati a lui e ai suoi familiari e fare luce sui 109 bonifici intestati a se stesso, sempre o con l’importo di 4.180 euro oppure di 8.360 euro.
E dare risposte sui 6 milioni di euro che secondo il consigliere regionale del Lazio Francesco Battistoni sarebbero spariti dai depositi del gruppo consiliare.
FA I NOMI DI OTTO CONSIGLIERI
Ma come evidenzia La Repubblica, Fiorito non è arrivato impreparato in caserma, ma con tanto di prove alla mano.
Il Batman ciociaro ha portato agli inquirenti   due scatoloni.
All’interno una serie di carte, email, fatture, conservate gelosamente, che dimostrerebbero lo sperpero di denaro pubblico di almeno sette-otto consiglieri di maggioranza
Confermati davanti ai pm i nomi di alcuni colleghi contro cui aveva già  puntato contro il dito: il presidente della Commissione sviluppo economico, innovazione, ricerca e turismo Giancarlo Miele; il vicepresidente della commissione Bilancio Andrea Bernaudo e il consigliere Carlo De Romanis, passato alla cronaca per lo sfarzoso toga-party che avrebbe realizzato con soldi pubblici (guarda la gallery).
Ma Fiorito ha anche parlato dei vertici, citando il presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese, il segretario Nazzareno Cecinelli e la stessa governatrice Renata Polverini.
«Questo è il sistema», ha detto l’ex sindaco di Anagni consegnando il materiale scottante, «Io non rubavo. Non ho mai rubato. Se ho sbagliato l’ho fatto in buona fede, e comunque pagherò. Io distribuivo risorse. E di quel che ho preso posso dare giustificazione. Altri del partito non penso siano in grado di farlo».
«IO DISTRIBUIVO, NON RUBAVO».
Solo il 20 settembre si potrà  realmente comprendere la portata e l’attendibilità  di questo interrogatorio che rischia di far cadere la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini – le cui dimissioni sono ancora un giallo irrisolto – e con lei altri consiglieri regionali
Sicuro è che Fiorito miri a non passare come l’unico capro espiatorio di un «sistema», che secondo Er Federale, in molti hanno incoraggiato o per lo meno tollerato.
Ed effettivamente all’attenzione degli inquirenti, ora, non c’è solo Er Batman, ma diversi intestatari dei bonifici da lui firmati.
Come evidenzia La Repubblica, quindi, è questa la linea difensiva dell’ex capogruppo della Regione Lazio: l’ex tesoriere del Pdl vuole «dichiararsi innocente perchè colpevole non di aver rubato denaro pubblico (peculato), ma piuttosto di aver utilizzato fondi di Partito, in quanto tali “privati”, come tutti facevano (al più, un’appropriazione indebita)».
Secondo indiscrezioni, Fiorito è al momento ancora l’unico indagato di questa indagine, ma è forte la probabilità  che i nuovi elementi coinvolgano altri soggetti.

(da “Lettera 43″)

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LE FINTE DIMISSIONI DELLA POLVERINI

Settembre 20th, 2012 Riccardo Fucile

SE LA MINACCIA DELLE DIMISSIONI DIVENTA UNA INUTILE SCENEGGIATA

C’è da chiedersi se ciò a cui i cittadini italiani stanno assistendo ormai da giorni sia una cosa seria o la solita sceneggiata.
Dopo aver fatto sapere di essere pronta a dimettersi, Renata Polverini si presenta nel consiglio regionale del Lazio mostrando i denti.
Formula una minaccia spaventosa: «Andiamo tutti a casa, oggi».
A quel punto ti aspetti di veder rotolare qualche testa. Almeno quella di qualche responsabile delle ruberie dei soldi pubblici ai gruppi politici regionali.
Niente.
Passa la linea che si prosciuga il fondo dal quale si rubava e si tira la cinghia di qua e di là .
Tutti contenti di essere ancora tutti interi e si va davvero a casa, ma per cena.
Il giorno dopo bisognerebbe cominciare a maneggiare le forbici. Invece nemmeno quello: qualcuno si dev’essere fatto i conti di quanto ci rimetterebbe e parte una indecente melina per salvare il salvabile.
La governatrice è fuori di sè.
Lancia l’anatema: «Nel Pdl ci sono troppe mele marce».
E ricomincia il tormentone delle dimissioni.
Non le ha date il presidente del consiglio regionale, non le ha date il capogruppo del partito, non le ha date nemmeno il monumentale Franco Fiorito, quello dei 109 bonifici a se stesso con i soldi nostri, allora le darà  lei.
Per dimostrare di essere proprio determinata, va dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.
Le agenzie riportano che ha chiesto quando si può tornare a votare.
Gira voce che gli assessori siano già  in lutto, avendo avuto la comunicazione che la giunta è caduta.
Gira voce che per prendere ispirazione Renata Polverini abbia chiesto di leggere la lettera di dimissioni di Piero Marrazzo.
Gira voce di una conferenza stampa alle 18, poi alle 18,30, poi più niente.
Arrivano le smentite: sono tutte voci, solo voci.
La governatrice viene data in partenza per Palazzo Grazioli, dov’è in programma il confronto risolutivo con l’azionista di maggioranza, Silvio Berlusconi.
Vertice in serata, riferiscono le agenzie.
Ci risiamo: il solito stucchevole teatrino della politica mentre la Regione affonda nel fango. E avevano giurato che non l’avremmo più visto.
Questa proprio non è una cosa seria.
Le dimissioni sono una cosa seria.
Soltanto le dimissioni: ma quelle vere.

Sergio Rizzo
(da “Il Corriere della Sera”)

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IL TOGA-PARTY ALLA VACCINARA DEL CENTRODESTRA

Settembre 20th, 2012 Riccardo Fucile

ANCELLE, MAIALI E CHAMPAGNE ALLA CORTE DEL GOVERNATORE

Ricordate Berlinguer in braccio a Benigni, l’effetto simpatia, la politica ingentilita nell’incontro tra il leader e l’artista?
Ebbene, paragonate quelle immagini con le foto della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, accanto allo schiavetto dell’antica Grecia, una specie di Antinoo e di Aspasia.
Riflettete quindi sull’effetto degradazione, sulla politica ridotta a bava trimalcionesca nell’incontro tra la leader della destra e il simulacro dell’artista, la donna capo che Berlusconi proprio in queste ore avrebbe voluto lanciare come suo successore e che precipita invece nel ridicolo di questa mascherata che fa da sfondo alla più colossale ruberia di danaro pubblico nella Roma della seconda repubblica.
Video e foto di questo ricevimento in costume che il festeggiato De Romanis, vestito da Ulisse, ha definito «sobrio e misurato», vanno molto al di là  del cattivo gusto, del kitsch che in fondo è stato studiato da Gillo Dorfles come stile.
Qui siamo nella pacchianeria grottesca e casuale, una vera sarabanda di puttanate, uno spettacolo di trivialità  senza alcun nesso se si esclude l’idea che «semo romani» e dunque «semo pure greci».
I grecoromani sono duemila, alcuni però vestiti da maiali con le mani che acchiappano cosce mentre le “puellae” in tunica si leccano i musi e finalmente la scrofa prende il posto della lupa capitolina.
Direbbe forse Marcuse che l’Ergon metafisico del generone romano ha la meglio anche sull’Eros romantico da ammucchiata.
E lo sgangherato Vulcano, che sembra la controfigura dello Zampanò di Fellini mentre spezza le catene, è un consigliere comunale, un Paravia nientemeno, oggi con Storace, rampollo degli imprenditori degli ascensori.
E ci sono pure l’assessore regionale Stefano Cetica, ex segretario della Polverini stessa, e Annagrazia Calabria, la più giovane deputata Pdl.
Chi fa Mercurio e chi fa Plutone con una Olimpia Colonna nel ruolo della Medusa, e noi speriamo che questo ramo caduto sia anche cadetto.
Nella linfa della Roma carnascialesca ci sono i produttori televisivi come Aurelia Musumeci e i cosiddetti “public relation” come Olimpia Valentini di Laviano: «Ho un brutto vizio da premi diverto a fare le campagne elettorali».
Come si vede, l’impiastricciata e gelatinosa antropologia, quella dai mestieri vaghi e imprendibili che altrove produce “i creativi”, a Roma subito si degrada nel galoppino elettorale e nel portaborse.
E nel video del cosiddetto backstage della festa tutti comunicano il loro divertimento emettendo suoni gutturali.
C’è un omone grande e grosso che grufola e potrebbe essere Menelao o forse il divino porcaro Ermeo.
Qualcuno più che a un antico greco somiglia a un turco o a un mongolo con i baffi spioventi.
Costumisti e truccatori sembrano le sole persone normali, i gladi sono di plastica, il peplum ha i merletti appiccicaticci, la colla svela la natura dozzinale della scena, e c’è pure una cornucopia da dove fuoriesce una rosa che non sembra neppure una rosa tanto è brutta, e infatti viene stritolata da una mano di donna stretta tra due maiali e con le unghia laccate di un orribile blu opaco.
La festa è così tamarra che ai suoi tempi non riuscì neppure a guadagnarsi la vetrina di Dagospia, solo un trafiletto sul Messaggero con la foto della Polverini e ovviamente un servizio su “Parioli Pocket”, che è la rivista di riferimento degli aspiranti semivip della capitale.
Così diventa persino banale la Crapulopoli del Lazio, con i suoi conti correnti coperti, le cene, le case, le auto di lusso e il peculato.
È vero che er Batman, l’ex capogruppo ed ex tesoriere del Pdl Francone Fiorito, assistito e ispirato dall’avvocato Taormina, il quale è un altro Batman ma delle cause perse, da ieri racconta ai magistrati «quel gran giro de quatrini» trascinandosi dietro tutti, ma proprio tutti, perchè «la guera è guera» e, come si dice tra legionari non solo ciociari, «camerata, camerata / fregatura assicurata».
Ma rubare è quasi un dettaglio in questa sciagura etica ed estetica che è l’abuso dei simboli, dei miti e della storia antica, l’idea di patacca che la destra italiana ha della romanità  e dell’antichità  classica.
Per capire quanto sia importante questo ciarpame nell’attuale decadenza è bene sapere che il momento magico del miserabile suk della memoria è previsto il 27 e 28 ottobre con una grandiosa celebrazione della battaglia di Ponte Milvio e del miracolo di Costantino.
Il sindaco Alemanno e il suo cerimoniere acculturato Broccoli stanno organizzando, riservatamente «per fare una sorpresa ai romani», una straordinaria festa celebrativa dell’identità  cristiana di Roma con l’idea di stupire e forse pure di istupidire il mondo: «L’esperienza più eccitante mai vista, un monumento alla Romanità , qualcosa che i bambini delle scuole ricorderanno per il resto della loro vita».
E benchè il programma sia ancora top secret, Marco Perina, vicepresidente del XX Municipio, me lo illustra con fierezza vanitosa.
Dunque «a Saxa Rubra, perchè è li che in realtà  nel 212 è avvenuta la battaglia e non sul Ponte Milvio, il 27 ottobre verrà  ricostruito un castrum, un accampamento romano con macchine da guerra, tende, e ovviamente i centurioni, i decurioni…».
E l’indomani mattina verrà  messa in scena la battaglia e «finalmente nei cieli dei colli fatali, al tramonto, un fascio di potentissime luci scriverà  “in hoc signo vinces” mentre l’imperatore Costantino…».
Lo interrompo: lui in carne ed ossa? «Ma no che c’entra, un figurante…, leverà  in alto la croce con il cerchio, che si chiama Chirò».
Infine Perina, che intanto si è infiammato, mi annunzia che «Costantino dopo aver trionfato sul pagano Massenzio passerà  con i suoi uomini il Ponte Milvio».
Gli chiedo se è per questo che il ponte è stato ripulito dai lucchetti dell’amore e Perina, vinta l’iniziale reticenza, ammette questo secondo miracolo: «Beh, certo non c’entravano molto con Costantino. E però i lucchetti non sono tanto male. Vedrai che li rimetteranno».
Ecco dunque che si capisce meglio perchè questa foto della Polverini con il suo Antinoo riccioluto racconta l’epoca molto più dei verbali giudiziari, dello scandalo dei soldi pubblici finiti a ostriche, del costo della casta ciociara, dell’antropologia impresentabile der Batmà n che non è il popolo del Lazio che assedia Roma ma è la sua schiuma.
La festa in (mal)costume sul viale delle Olimpiadi e sulla scalinata di Valle Giulia per divertire il vicepresidente del gruppo consiliare del Pdl non è stata insomma lo sfogo del solito burino pittoresco, non è l’assalto del Viterbese e del Frusinate che sfidano la capitale.
C’è invece tutto il degrado politico e umano di una sottocultura che è stata per troppi anni vincente in Italia, la stessa del sindaco Alemanno che si traveste da spazzaneve, da vigile urbano, da idraulico, da spazzino e da stradino.
E ogni 21 aprile presenzia alle sfilate del Natale di Roma, dà  il via ai legionari e ai carri che percorrono i Fori imperiali, accende la miccia dei fuochi d’artificio al Circo Massimo, promuove la ricostruzione di un accampamento a villa Celimontana e due siparietti pastorali in onore del dio Pale che ricordano la pagliacciata di Bossi in onore del dio Po con il rito dell’ampolla.
Il presidente della commissione cultura di Roma Federico Mollicone organizza ogni anno il grande carnevale – un milione e mezzo di euro – e anche il sindaco Alemanno e sua moglie Isabella indossano i costumi presi in affitto al teatro dell’Opera per partecipare alla festa in maschera che la nobiltà  romana organizza in piazza Colonna.
Dietro questo bisogno di nascondersi, di guardarsi allo specchio e di riconoscersi nella parodia del passato c’è lo spavento di un ceto sociale che, arrivato al potere come ruota di scorta del carro di Berlusconi, ha surrogato la legittimità  con i baffi posticci, con le parrucche, con l’identità  urlata e frullata dove Cesare si confonde con Pericle, dove la toga diventa tirso e viceversa, e la romanità  è una specie di opera dei pupi, una fiction, uno show televisivo sì, ma di Teletuscolo…
Eppure persino la sinistra si era illusa che a lungo andare questa destra potesse generare nel mondo berlusconiano una certa qualità  sociale e culturale, nel nome degli Ugo Spirito e di Gentile, di Marcello Piacentini e della sociologia di Gaetano Mosca, e ancora della prosa Longanesi e della terza pagina di Montanelli, con Ionesco, Junger, Rosario Romeo, a Nicola Abbagnano a Mario Praz.
E invece abbiamo er Batman al quale dobbiamo lo scandalo della verità : non era, come pensavamo noi, solo un mondo inadeguato, quello della Polverini e di Alemanno.
Ci sono pure i ladri e non soltanto i pessimi amministratori.
Ma è soprattutto il mondo dei figli degenerati dei gladiatori di cartapesta, che almeno si limitano a molestare i turisti al Colosseo.

Francesco Merlo
(da “la Repubblica“)

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POLVERINI: E’ GIALLO SULLE DIMISSIONI, GLI ASSESSORI DEL PDL SMENTISCONO

Settembre 19th, 2012 Riccardo Fucile

LA GOVERNATRICE STA VALUTANDO DI LASCIARE DOPO LO SCANDALO FONDI DEL PARTITO… PRESUNTO INCONTRO CON IL MINISTRO CANCELLIERI PER VALUTARE LA DATA DELLE ELEZIONI ANTICIPATE… IN SERATA VA DA BERLUSCONI

Polverini si dimette, anzi no.
La Regione Lazio vive l’ennesima giornata di passione dopo lo scandalo dei fondi Pdl.
In mattinata circola la notizia di un imminente passo indietro della governatrice.
Si parla di una conferenza stampa per annunciare la decisioni.
Poi il ditrofront: «Tutto falso, non lascia», dicono fonti del partito.
Per ora l’unica notizia confermata è che in serata la Polverini è attesa a Palazzo Grazioli per un vertice con Silvio Berlusconi.
L’indiscrezione delle dimissioni era stata confermata dall’agenzia Agi.
Ma gli assessori della Giunta smentiscono e negano di essere stati informati dalla Presidente dell’intenzione di lasciare l’incarico.
«Non ho ricevuto nessuna telefonata dalla Presidente, anzi ho chiamato i miei colleghi e tutti me lo hanno smentito», spiega l’assessore trasporti Francesco Lollobrigida.
La smentita arriva anche dai colleghi Teodoro Buontempo, assessore alla casa, e Luca Malcotti, assessore ai lavori pubblici.
Nega anche l’assessore all’urbanistica Luciano Ciocchetti: «non mi risulta proprio, non l’ho sentita».
L’aut aut della Polverini è arrivato dopo lo scandalo dei fondi Pdl.
«Sto chiedendo un appuntamento al ministro Cancellieri per capire, nel caso in cui si proceda in questo disastro, quali siano i tempi e le condizioni per andare al voto», aveva spiegato in mattinata la presidente della Regione Lazio.
«Mi auguro – era stato l’ultimatum della Polverini – che i consiglieri la smettano con questo atteggiamento che sta diventando ridicolo per tutti. O questa storia finisce oggi o finisce comunque, perchè la faccio finire io. Sono stanca, molto stanca».
Polverini ricorda: «Ho posto come condizione al Consiglio regionale di rientrare nei parametri economici delle altre regioni. Ciò che dipendeva da me e dall’azione della mia giunta è stato messo in campo e ho deciso che queste risorse andranno per l’edilizia sanitaria, visto che abbiamo un sistema sanitario in difficoltà , e le altre risorse per il sociale e per il lavoro».
L’opposizione chiede dimissioni immediate.
Il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, attacca: «Debbo insistere sulla necessità , istituzionale oltre che politica, che la presidente Polverini con le sue immediate dimissioni renda possibile il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio».

(da “La Stampa“)

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“ER BATMAN” E QUELLA VILLA AL CIRCEO PAGATA 800.000 EURO IN CONTANTI

Settembre 18th, 2012 Riccardo Fucile

DA DUE ANNI FIORITO NON DICHIARA PATRIMONIO… A FRONTE DI SPESE ELETTORALI IRRISORIE, GIA’ NEL 2005 AVEVA 5 AUTO DI LUSSO

C’è un angolo di Paradiso dove quel diavolo di Fiorito, er Batman, aveva fatto il nido. Perchè così raccontano ora, con il timore che si deve a un boss, in quel di Anagni, dove il “miracolo ciociaro” del nostro è cominciato.
Ma, soprattutto, perchè così documentano il catasto e la conservatoria di Latina.
È una villa di 8 vani nel cuore del Parco del Circeo, aggrappata al promontorio, lungo la strada del sole, la sterrata che lo taglia a metà , all’altezza del faro.
E se è vero che non è una novità  la passione dei tesorieri di partito per il mattone (il caso Lusi insegna), se è vero che di case, il “nostro”, ne ha collezionate come al Monopoli (all’agenzia del territorio risultano intestati a suo nome 8 fabbricati e 5 terreni ad Anagni, tra cui la prestigiosa tenuta della “Montagnola”; 1 fabbricato e un terreno a Piglio), questa del Circeo è una casa diversa dalle altre.
Non fosse altro per come è stata acquistata e quando è stata acquistata.
CASA ABUSIVA PAGATA IN CONTANTI
È il 28 novembre dello scorso anno quando il notaio di Anagni, Paola Di Rosa, stipula la compravendita della villa. Fiorito compra da una signora, M. D.
E quel che compra non è un immobile qualunque.
La casa è infatti la porzione di una villa dalle due grandi ali che, anni prima, è stata costruita abusivamente nel cuore della riserva naturale e che, nel Paese dei condoni edilizi licenziati dalla maggioranza politica di cui Fiorito è punta di diamante, è «in sanatoria». Il dettaglio è cruciale.
Per questo tipo di immobili, infatti, non c’è banca che conceda mutuo.
La compravendita non può che essere per contanti.
La proprietaria chiede 1 milione di euro. Fiorito la spunta per 800 mila.
Una montagna di grano che non ha difficoltà  a tirare fuori, vincendo un’asta “al ribasso” per la quale erano stati rifiutati 750 mila euro.
Sappiamo ora che, nel novembre dello scorso anno, Fiorito è nel pieno del vortice di bonifici con cui sta prosciugando il conto Unicredit da 6 milioni e mezzo di euro destinato alle spese del gruppo Pdl alla Pisana.
E certo la coincidenza dell’acquisto della villa in contanti qualcosa può significare. Anche perchè la circostanza che, in quei mesi, l’uomo sia liquido come una banca, è nel progetto che ha per il suo buen retiro.
Lo ricordano spesso in giro su una “Jeep” nera, compiaciuto nel vantarsi di un cabinato da 15 metri del cantiere “Manò Marine” ancorato nel porto di san Felice.
È un fatto che Fiorito chieda e ottenga che, in barba a qualunque vincolo paesaggistico, si realizzi un bel parcheggio di fronte alla villa.
E quando al cantiere vengono immediatamente messi i sigilli, pensa bene di sventrare un po’ di terreno per una piscina per la quale chiama muratori e idraulici da Anagni. Non ne avrà  tempo, perchè anche questo cantiere, aperto la scorsa estate, viene smontato in fretta e furia quando sul nostro piomba il dossier Battistoni.
DICHIARAZIONI DEI REDDITI ASSENTI
Del resto, l’acquisto della villa “in sanatoria” al Circeo e un tenore di vita da Creso de noantri devono essere motivo di qualche preoccupazione per il nostro.
E la conferma è negli archivi del Consiglio regionale.
Fiorito, che, nel suo doppio ruolo di tesoriere e capogruppo del Pdl, dovrebbe essere un esempio di “trasparenza”, dimentica infatti di rendere pubblica, come pure prevedono una legge dello Stato (la 441/82) e lo Statuto della Regione, la sua situazione patrimoniale e dunque rende impossibile la discovery non solo di ciò che guadagna con il suo stipendio da consigliere, ma anche delle sue proprietà  immobiliari.
Su tre anni di consiliatura – 2010, 2011, 2012 – presenta infatti una sola dichiarazione, nell’estate del 2010.
Nè, a quanto pare, qualcuno lo sollecita a farlo.
Tantomeno chi oggi, nella sua maggioranza, lo taccia del rubagalline.
Quel solo pezzo di carta firmato da Fiorito in tre anni si riferisce ai suoi cespiti del 2009, quando è ancora “soltanto” un consigliere di opposizione nella Regione guidata da Marrazzo, quando ancora non è cominciata la pesca nelle casse della Regione.
Il suo modello “Unico” registra un reddito da lavoro dipendente di 124 mila 995 euro lordi.
Mentre, genericamente, dichiara la proprietà  di 4 fabbricati e un terreno ad Anagni (abbiamo visto che, oggi, di immobili in Ciociaria ne risultano otto) e di un immobile a Roma. E non è tutto.
PROPAGANDA DA PEZZENTE E 4 AUTO
Nell’auto-certificazione che accompagna quella sua unica dichiarazione, Fiorito giustifica come spese per la sua propaganda elettorale una miseria. Poco più di 24 mila euro.
Più o meno un quinto del valore di quello che, in quel momento, dichiara essere il suo parco macchine: una Jaguar XJ e una Mercedes 600 sl immatricolate nel 2003, una Mercedes 320 sl del 1996 e una Bmw x5 immatricolata nel 2008.
Lo stesso tipo di Suv che ricomprerà  nel 2011 (con soldi non suoi) e senza la quale, evidentemente, proprio non sapeva stare.
Forse perchè la più adatta a tenere stretto il «rapporto tra elettore ed eletto».
O magari a raggiungere la sterrata del Circeo.

Carlo Bonini
(da “La Repubblica“)

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DOPO LO SCANDALO, LA REGIONE LAZIO DA’ VIA LIBERA AI TAGLI: “O SVOLTA O TUTTI A CASA”

Settembre 17th, 2012 Riccardo Fucile

LA MAGGIORANZA ACCETTA IL “PACCHETTO POLVERINI” PER USCIRE DALLA CRISI INCOMBENTE…MA ALLA MOZIONE MANCA LA FIRMA DEL CAPOGRUPPO PDL BATTISTONI

Un risparmio di 20 milioni di euro entro il 2012.
È la promessa del “pacchetto Polverini” che la governatrice ha illustrato aprendo la drammatica seduta straordinaria del consiglio regionale convocata in seguito allo scandalo dei fondi Pdl.
Una serie di misure che taglieranno i costi della Regione e dovrebbero combattere gli sprechi della classe politica regionale.
Dopo un giorno di discussione anche accesa la maggioranza alla Regione Lazio si è compattata dando via libera alla mozione della governatrice, che prevede tagli alle spese del Consiglio stesso.
Si tratta di una serie di provvedimenti che entro il 2013 prevede la riduzione delle spese dagli attuali 98 milioni di euro a 70. A
favore hanno votato in 41, mentre gli astenuti sono stati 26 e tre gli assenti.
“Attuando questa mozione – aveva detto Polverini al termine del suo intervento – il costo del consiglio scenderebbe dai 98 milioni di euro attuali a 78 milioni già  nel 2012. A regime, nel 2013, arriveremmo fino a 70 milioni di euro. Questo significa che per ogni abitante il consiglio costerebbe 13,88 euro. Meno del Piemonte e della Toscana e sotto la media delle Regioni a statuto ordinario”.
Una spending review che prevede misure drastiche.
Per iniziare, niente più auto blu per cariche di natura consiliare, commissioni e componenti dell’ufficio di presidenza.
E poi dimezzamento delle commissioni consiliari ed eliminazioni di quelle speciali, diminuzione dei consiglieri regionali e riduzione degli assessori (non più della metà  potranno essere esterni).
Dimezzamento dei rimborsi elettorali e azzeramento dei contributi per le attività  dei gruppi consiliari.
A rischio anche la famosa “palazzina della Pisana” con la revoca di tutti gli investimenti in conto capitale previsti per le strutture del Consiglio regionale. La governatrice ha inoltre proposto lo scioglimento dei monogruppi consiliari e l’introduzione del collegio dei revisori regionale, costituito da revisori professionisti esterni nominati con sorteggio.
La Polverini aveva iniziato il suo intervento chiedendo scusa a tutti i cittadini e a nome di tutti i componenti del consiglio regionale.
“Quello che è accaduto alla Regione Lazio – ha commentato – è una catastrofe paragonabile all’alluvione di Firenze del 1966. Sono qui per dire basta. Questo atteggiamento è considerato dai cittadini insopportabile e indecente. I tumori che stanno qui dentro, come quelli nella mia gola, vanno estirpati oggi”.

(da “La Repubblica”)

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CRONACA DEL DRAMMATICO CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO DI OGGI SUL CASO FIORITO

Settembre 17th, 2012 Riccardo Fucile

SEDUTA INFUOCATA: LO SCANDALO FIORITO SPACCA IL PDL

18.42. Dopo due ore e 42 minuti di seduta, non ancora uno ha detto: ok, adesso tiriamo fuori le fatture.

18.32. Chiediamo scusa: il personaggio dall’esotico idioma appartiene a un monogruppo di cui altro non si sa.

18.24. La Regione Lazio ha 3 mila 500 dipendenti.

18.23. Parla un consigliere della Lista Polverini ma quello che dice avrebbe bisogno di sottotitoli.

18.20. Non è un dibattito, è una compilation di monologhi. Disarmante.

18.11. Dobbiamo dire non lo facciamo più, dice Storace.

18.10. Storace ironico: dobbiamo metterci a dieta e dire alla gente che non mangiamo a sbafo coi soldi vostri.

18.05. Storace: «Ognuno di noi poteva rinunciare per legge al vitalizio: non ho notizie di eroiche rinunce».

17.59. Storace: dobbiamo assumerci le responsabilità  (possibilmente non in nero, ndr).

17.58. In attesa di Storace piace ricordare l’addizionale regionale Irpef del Lazio: uno virgola otto.

17.50. Il Pdl ha detto che vuole seguire la Polverini. Deve essere il patto in cambio dell’intoccabilità  delle cariche.

17.49. Capannello di consiglieri del Pdl: stanno decidendo il ristorante per stasera.

17.47. Sembra una piece sull’irrimediabile irriformabilità  della politica.

17.44. Colosimo a 360 gradi si tuffa nel revisionismo: Roma caput Europae.

17.43. Colosimo psichedelica parla di campagna mediatica.

17.40. L’intervento della Colosimo del Pdl, 26 anni, pare un testo per il canale dei cartoni animati.

17.37. «Non accettiamo lezioni di moralità . Ci muniremo di un tesoriere e di un commercialista». Questa è da podio olimpico.

17.36. La Colosimo vuole un nuovo modo di fare politica. Uno spettacolo infinito.

17.33. Tocca alla consigliera Colosimo a nome del Pdl: siamo accanto al presidente.

17.23. Niesi, vendoliano, dice che la maggioranza non riesce a stare a dieta.

17.20. Dalle finestre arriva, accompagnato dalla brezza, il profumino della mega discarica di Malagrotta.

17.15. Abbiamo già  un medagliabile, Brozzi della lista Polverini: stamattina mia madre piangeva e mi diceva, ma cosa stai combinando?

17.12. Questo palazzo del Consiglio regionale è di una tristezza feretrale, per forza che poi uno si gonfia di moscardini.

17.10. Molto apprezzati, ai piedi dei banchi di presidenza, dei vasi di fiori si direbbe made in Taiwan.

17.07. Ci sono molte idee, naturalmente una contrastante con l’altra. Si farà  poco o niente.

17.05. Maruccio: sono le solite chiacchiere. In effetti stiamo sprofondando nella disputa burocratica.

17.04. Maruccio dell’opposizione nota che la maggioranza non è più in aula. Piuttosto imbarazzante.

17.01. Carducci dell’Udc chiede che il Consiglio, che ha già  preso decisioni coraggiose e impopolari, ecc., ecc…

16.58. Alcuni consiglieri cercano di riaversi al bar. Molti caffè, qualche Sambuca.

16.48. Montino del Pd: se dobbiamo parlare di spese parliamo anche di quelle della Giunta. Ci sono anche le nostre di proposte.

16.45. Montino del Pd alla Polverini: doveva parlare ai suoi.

16.44. La metà  dei consiglieri in calo di zuccheri o in difficoltà  prostatica: sono usciti.

16.42. Intervento concluso. Applausi ma non troppi. Si apre la discussione.

16.40. Praticamente Abbruzzese, Battistoni, ecc. restano lì. Mah.

16.38. Contrariamente alle attese non chiede l’azzeramento dei vertici regionali del Pdl. Si è fermata a metà .

16.35. Ancora: diminuzione consiglieri e assessori, istituire la commissione dei revisori.

16.33. Le richieste: azzerare i contributi, azzerare e revocare gli investimenti, dimezzare le commissioni.

16.31. La consigliere Nobili del Pdl indossa una bellissima tovaglia di Pepenero.

16.29. Polverini adesso troppo lunga e ripetitiva. La frustata iniziale si annacqua.

16.22. «Stasera o usciamo convinti di aver voltato pagina o usciamo da ex».

16.21. «L’antipolitica siamo noi».

16.20. «Oltre alla testa dovremmo usare il cuore».

16.18. Il presidente del Consiglio regionale Abbruzzese è una statua.

16.16. «Oggi o andiamo casa o giochiamo una partita sana. Ma non c’è tempo per compressi».

16.14. «Ho due tumori alla tiroide e i tumori che stanno qua dentro vanno estirpati come quelli che ho nella gola».

16.13. Un consigliere sorride. «Non c’è niente da ridere, cerchiamo di essere seri almeno oggi»

16.12. «Se dobbiamo andare a casa ci andiamo oggi con la vergogna che ci portiamo dietro».

16.11. Polverini poderosa e furbissima.

16.10. «Non tutti abbiamo sbagliato ma tutti dobbiamo pagare».

16.09. Chiede scusa ai cittadini, ai colleghi, alla politica onesta.

16.08. «Voglio chiedere scusa a nome di tutti noi».

16.06. «Ci siamo mostrati più ancora inadeguati di quanto le persone pensino. E’ una catastrofe paragonabile all’alluvione di Firenze».

16.05. «Sono qui per dire basta»

16.04. Polverini: sono qui per dire che il vostro atteggiamento è indecente.

16.03. Contabilità . Riporti battono tinte 3 a 2.

16.02. La Polverini è pronta.

16.00. La Cappellaro parla con Storace. E’ elegantissima, meglio di un maitre.

15.56. Fiorito non c’è e probabilmente non verrà . C’è invece Veronica Cappellaro, quella della foto per il sito da 1000 euro.

15.47. De Romanis del Pdl si presenta ai giornalisti: «Sono quello delle feste con le donnine nude».

15.43. Cominciano a entrare i consiglieri. Non hanno un bicchier d’acqua. Per forza che poi uno esce e si scola una magnum di Taittinger.

15.40. La tensione si taglia col coltello, come una cotolettina alla spada di Ottavio a Santa Croce in Gerusalemme.

15.35. Un funzionario: «Anche voi, però. Mancano solo gli inviati di guerra di Al Jazzeera».

15.33. Notizie dal Pdl: o il partito azzera i vertici in Regione o io lascio, dirà  la Polverini.

15.30. La Polverini è entrata fra gli applausi.

15.30. Al consiglio regionale in attesa che arrivi il governatore Polverini che minaccia le dimissioni.

Mattia Feltri
(da “La Stampa“)

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