CLAMOROSO ATTACCO UCRAINO A 60 KM DA MOSCA, DRONI SUL DEPOSITO DELL’AMAZON RUSSO, CENTRO LOGISTICO DISTRUTTO
ATTACCATI ALTRI DEPOSITI, SETTE MORTI
Sette persone sono morte e 24 sono rimaste ferite nella notte tra il 17 e il 18 luglio, quando droni ucraini hanno colpito un centro logistico di Wildberries, il colosso russo dell’e-commerce, a Kotovsk, nella regione di Tambov. Lo ha reso noto il governatore Evgenij Pervyshov su Telegram, spiegando che le vittime erano dipendenti del turno di notte: «Sette dipendenti del turno di notte sono stati uccisi quando dei droni nemici hanno colpito un centro logistico di Wildberries». Secondo Pervyshov nel deposito è scoppiato un incendio, poi domato, anche se i vigili del fuoco restavano ancora al lavoro sul posto. Un altro impianto dello stesso gruppo, descritto come il più grande della rete e situato a Elektrostal, circa 60 chilometri a est di Mosca, sarebbe stato colpito nella stessa notte: le immagini circolate online mostrano un vasto incendio con colonne di fumo visibili a distanza, anche se al momento manca una conferma indipendente sull’effettiva entità dei danni.
La rivendicazione di Zelensky e il raid su Mosca
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’operazione, indicando tra i bersagli colpiti in territorio russo due grandi complessi logistici nelle regioni di Mosca e Tambov, utilizzati secondo Kiev per far transitare componenti sanzionati destinati alla produzione di droni e sistemi di navigazione: «Due grandi complessi logistici sono stati colpiti, nelle regioni di Mosca e Tambov, a più di 500 e quasi 700 chilometri dalla linea del fronte. L’aggressore li utilizzava per rifornire componenti sanzionati per la produzione di droni e attrezzature di navigazione».
Nello stesso comunicato il presidente ucraino ha menzionato anche un impianto petrolifero colpito e azioni a medio raggio nel Mar d’Azov, nel Mar Nero e in Crimea. Il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha invece riferito che la regione è stata bersagliata da oltre 370 droni durante la notte, con la maggior parte abbattuta dalle difese antiaeree quando era ancora lontana dalla capitale: «Ben 64 droni nemici sono stati distrutti proprio mentre si avvicinavano a Mosca». L’episodio si inserisce in una più ampia ondata di attacchi ucraini contro la Russia e le sue infrastrutture logistiche ed energetiche, intensificata da Kiev negli ultimi mesi con l’obiettivo dichiarato di colpire il finanziamento dello sforzo bellico di Mosca.
«Oggi, le nostre sanzioni a lungo raggio hanno colpito in tre direzioni il territorio russo, così come i nostri territori temporaneamente occupati e le nostre acque territoriali». Lo scrive il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky su Telegram. Zelensky rivendica il fatto che siano stati colpiti «due importanti impianti logistici, nelle regioni di Mosca e Tambov, rispettivamente a oltre 500 e circa 700 chilometri dalla linea del fronte». Impianti che per il leader ucraino, venivano utilizzati per garantire la fornitura di componenti soggetti a sanzioni per la produzione di droni e apparecchiature di navigazione.
Inoltre, è stato colpito anche un impianto petrolifero mentre gli «attacchi aerei ucraini hanno colpito obiettivi nelle acque del Mar d’Azov e del Mar Nero, e nella nostra Crimea temporaneamente occupata«. Per il presidente si tratta di una «risposta agli attacchi russi contro le nostre infrastrutture civili, le nostre città e comunità».
(da agenzie)
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