COSI’ MARIO ROGGERO FACEVA SPARIRE I FONDI DELLE DONAZIONI
LA RICOSTRUZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA: I SOLDI IN TUNISIA E GLI IMMOBILI DONATI ALLA MOGLIE
La raccolta di fondi di Mario Roggero non era «destinata a sopperire alle spese della propria
difesa e del procedimento». Ma attestava invece «il pervicace e reiterato tentativo dello stesso di sottrarre le disponibilità di denaro a lui facenti capo alle garanzie dei creditori, in particolare al pagamento delle spese processuali». A metterlo nero su bianco è la prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Torino, dopo che il gioielliere di Grinzane Cavour aveva spostato soldi dal suo conto a un conto corrente in Tunisia. Intanto lo psichiatra Claudio Mencacci sostiene la sua capacità di intendere e di volere dopo la rapina del 2015.
La raccolta fondi di Mario Roggero
La Stampa riepiloga la vicenda delle donazioni finite sui conti esteri per sottrarre fondi alle garanzie nei confronti dei creditori. La Guardia di Finanza scrive in una nota che «Roggero chiese alla banca di credito cooperativo di Alba, Langhe, Roero e del Canavese, filiale di Gallo di Grinzane Cavour, l’esecuzione di un bonifico estero da 50 mila euro l’11 settembre 2024» a favore di altro deposito riconducibile a lui e alla moglie Mariangela Sandrone.
Il blocco dei 50 mila euro
Per questo il tribunale ha deciso il blocco conservativo di 50 mila euro: «Anche perché – si legge nell’ordinanza – ricorre anche il presupposto del pericolo nel ritardo, considerato che Roggero ha posto in essere plurimi atti volti a disperdere e non rendere aggredibili le proprie risorse patrimoniali». In un’altra nota delle Fiamme Gialle si spiegava che Roggero il 29 marzo del 2024 si era presentato davanti al notaio Gaia Frunzio di Alba, sottoscrivendo un atto di cessione di quote di patrimonio alla moglie. «Una buona parte del suo patrimonio era stato sottratto – si legge nella seconda ordinanza – alla garanzia dei creditori».
480 mila euro
E quindi Roggero stava tentando di disperdere le garanzie del proprio patrimonio. Anche con la cessione di quattro fabbricati a La Morre alla moglie fatta a marzo 2024, considerata nell’atto giudiziario «un’intestazione fittizia». Il “blocco” dei beni per un valore di 1,17 milioni di euro è stato deciso, e tutt’ora è in vigore, «anche in considerazione del fatto che il notevole importo della condanna (i 480 mila euro delle provvisionali) è suscettibile di essere determinata in un importo maggiore» nei successivi passaggi di natura civilistica.
(da Open)
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