FIERA DI FRANCOFORTE: DA VERONESI A GIORDANO E’ UNA PIOGGIA DI DISDETTE DOPO L’ESCLUSIONE DI SAVIANO
ALL’EVENTO PIU’ IMPORTANTE DELL’EDITORIA MONDIALE L’ITALIA DA OSPITE D’ONORE A OSPITE DEL DISONORE
Non si placa la polemica tra una parte del mondo della letteratura italiana e il governo in vista della Fiera dell’editoria di Francoforte dove il nostro paese è quest’anno ospite d’onore. Dopo il “no” a Roberto Saviano – che sarà comunque alla Buchmesse ma ospite della Germania – arriva anche la durissima presa di posizione di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega.
Veronesi: “Le ragioni balorde e ridicole con cui il Commissario Mazza ha giustificato l’esclusione di Roberto Saviano non mi permettono di accettare l’invito che ho ricevuto. Continua questa pratica di ingerenza del Presidente del Consiglio e dei suoi più fidati collaboratori, accompagnata da “putiniana ipocrisia”, su decisioni che non devono seguire logiche politiche. Se si renderà necessario per il mio lavoro andrò a Francoforte privatamente”.
Ieri pomeriggio, dopo l’esclusione di Saviano da parte del capo della delegazione a Francoforte Mauro Mazza – “L’Italia ha scelto di non invitarlo per dare voce a chi finora non l’ha avuta” è stata la motivazione ufficiale – c’erano state altre due importanti defezioni in solidarietà llo scrittore napoletano. Alcuni scrittori, da Francesco Piccolo a Paolo Giordano al poeta Franco Buffoni, avevano fatto sapere che declineranno l’invito della delegazione.
Insomma la delegazione italiana sembra aver piazzato un tremendo autogoal. Paolo Giordano è intervenuto su X con un thread articolato in tre parti, dove sottolinea prima di tutto i criteri dell’esclusione di Saviano sono politici: “Purtroppo Roberto è diventato una cartina al tornasole di certi criteri politici di inclusione ed esclusione. Inaccettabili nella cultura. Essere ospiti alla Buchmesse è un appuntamento importante per gli scrittori e le scrittrici, non esserci o rinunciare ha un costo”. Il post prosegue così: “Non è solo una questione politica, ma di banale opportunità: credo che Roberto sia l’unico di noi ad aver parlato all’Accademia di Svezia. Come si può anche solo pensare di non invitarlo in una delegazione italiana?”. Infine un accenno all’affaire Scurati: “Se l’affaire Antonio Scurati fosse accaduto prima degli inviti, sarebbe successo lo stesso anche a lui. Io credo che tutto questo abbia raggiunto un livello di esplicitezza inaccettabile. Peccato, la #Buchmesse era una grande occasione per tutti e tutte noi, e per il paese”.
Lo scontro inevitabilmente si fa politico. Elly Schlein interviene durante il suo tour elettorale in Sardegna esprimendo solidarietà e vicinanza a Saviano ”per la incomprensibile esclusione dalla Buchmesse da parte della delegazione italiana”. E denuncia: “C’è un clima che non è accettabile verso gli intellettuali e gli scrittori in questo Paese, l’abbiamo visto anche in episodi precedenti, addirittura con censure di monologhi”. Il riferimento a Scurati è evidente. Riguardo a Saviano, “uno dei più grandi intellettuali del Paese”, Schlein ricorda e sottolinea che “sarà comunque presente alla manifestazione, non certo per merito dell’Italia”.
L’elenco dei 100 partecipanti alla Buchmesse con il sigillo del commissario Mazza inizia dunque a perdere pezzi importanti, autori di primo piano. Nella lista, tra gli altri, ci sono: Alessandro Baricco, Emanuele Trevi, Rosella Postorino, Paolo Rumiz, Valeria Parrella, Melania Mazzucco, Daniele Mencarelli, Marco Missiroli, Erri De Luca, Paolo Cognetti, Gianrico Carofiglio, Silvia Avallone, Pietrangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani. E i tre testimonial scelti da tempo: Susanna Tamaro, Stefano Zecchi e Carlo Rovelli.
Non ci sarà, come abbiamo detto, Antonio Scurati, al centro dell’episodio della censura Rai per il suo monologo sul 25 aprile, il quale, a sentire ancora Mazza, “ha preferito non esserci”. Diversa la versione dell’autore, premio Strega per M.: “Ho rifiutato l’invito del commissario governativo mesi fa perché non intendo far parte di questa delegazione. Ma ci sarò, invitato dagli editori tedeschi”.
(da agenzie)
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